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La richiesta dei familiare di un risarcimento danni pari a 400 mila euro scaturisce dai presunti danni subiti da una minorenne durante il suo ricovero all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dall’8 al 10 maggio 2013.

 
 

La Procura di Agrigento – nel 2016 –  aveva citato direttamente in giudizio dei medici che si occuparono della minore aprendo alla costituzione come parte civile dei familiari della ragazza in danno all’Azienda Sanitaria Provinciale.

L’Asp è stata condannata nel 2018 al pagamento di 270 mila euro dei danni patrimoniali; adesso la famiglia chiede di “accertare e dichiarare la responsabilità per i danni arrecati alla minore nel periodo di ricovero per colpa, negligenza e imperizia dei sanitari della struttura che la ebbero in cura” per un danno quantificato in 400 mila euro.

L’udienza è fissata per il prossimo 6 febbraio.

A Favara, i carabinieri della locale Tenenza stanno indagando su un incendio che, l’altra notte, ha distrutto un furgone Iveco Daily, di proprietà di un giovane di 24 anni del luogo, commerciante di frutta e verdura.

Il mezzo è stato attinto dalle fiamme mentre era parcheggiato in via Sant’Angelo dove si sono portati i vigili del fuoco di Agrigento che hanno provveduto allo spegnimento del rogo.

I Militari hanno sentito il proprietario del mezzo e seguono tutte le piste possibili.

“Si chiude positivamente un lungo capitolo di ansie e di attese.  Si apre una nuova pagina di storia con la nascita di Empedocle – Consorzio Universitario di Agrigento”.  Lo ha detto il sindaco Lillo Firetto, al termine dell’assemblea dei soci,  che si è svolta oggi.  Il sindaco, a cui si deve la proposta, poi accolta, di dedicare al filosofo di Agrigento, Empedocle, questo nuovo corso del Consorzio,  ha  rivolto parole di soddisfazione e di stima al rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari: “Sono state comprese le ragioni del territorio e la necessità di ripensare il futuro per gli studenti agrigentini, continuando a garantire loro l’opportunità di accedere alla formazione universitaria”.  Ai sensi della norma regionale sulla governance dei Consorzi, sono state recepite quelle direttive che consentiranno di fatto l’attuazione del nuovo Statuto e della nuova gestione del Consorzio Empedocle. La Regione, e in particolare, l’assessorato all’Istruzione e alla Formazione professionale esprimerà il presidente, mentre la vice presidenza spetterà al Comune di Agrigento. Sono state ridefinite le quote di partecipazione e nel consiglio di amministrazione entra in forze l’Università di Palermo.  Tra le novità, la presenza dell’Università nel centro storico di Agrigento, nello storico Palazzo Tommasi. A giorni è prevista la presentazione ufficiale dei nuovi corsi di laurea di laurea triennale: Economia e Scienze Aziendali, Scienze dell’Educazione, Architettura e Ambiente Costruito. Questi corsi si aggiungono ai già esistenti, quali il Corso di laurea in Servizi sociali e il Corso di Laurea specialistica in Architettura, oltreché quelli in esaurimento, quali il Corso di laurea magistrale in Architettura, il corso di laurea in Beni Culturali e il Corso di laurea in Giurisprudenza. A ciò va aggiunto il nuovo corso in mediazione linguistica e culturale. “E’ trascorso tanto tempo dalla crisi del 2015, ora davvero possiamo dire ai giovani: ragazzi, si riparte!” ha concluso il sindaco.

Stanno arrivando i verbali di contestazione di violazione amministrativa ai cittadini che, i primi di dicembre, sono stati “pizzicati” per aver conferito in modo errato nei mastelli.
Tali verbali sanzionano, ad esempio, il conferimento di materiali differenziabili all’interno del mastello dell’indifferenziato per una multa da 300 a 500 euro ma ridotta se il pagamento avviene nei primi 60 giorni.
Si fa riferimento alla ordinanza numero 99 del 2018. Tale ordinanza fu però superata dall’ordinanza numero 131 del 2018, emanata il 4 Settembre, quindi prima degli accertamenti di Dicembre.
In tale ordinanza si propone un nuovo prospetto di sanzioni amministrative da applicare alle procedure di raccolta differenziata. L’allegato A, che contiene le sanzioni, risulta diverso rispetto a quello della ordinanza 99/2018.
In particolare, probabilmente per un errore mai evidenziato, è sparito il “Conferimento dei rifiuti nei mastelli/carrellati in maniera non differenziata o non correttamente differenziata” .
Visto che nell’ordinanza vigente la violazione non esiste, ritengo non possa esistere nemmeno la sanzione anche se la polizia municipale fa riferimento alla vecchia ord 99, il cui prospetto delle violazioni, come si intende nella ord 131, è stato superato.
I cittadini potranno attraverso un ricorso – reclamo avere, dunque, estinta la sanzione.
Così facendo oltre alle ire dei cittadini sanzionati si creano potenziali danni erariali.
Non è possibile rilevare con tanta frequenza errori e leggerezze in documenti importanti del Comune di Agrigento.
Dopo le bollette pazze le multe pazze!!

Nel primo pomeriggio di oggi, tecnici dell’Arpa provinciale di Agrigento, in presenza di un rappresentante dell’amministrazione comunale e del dottor Giuseppe Puccio, dell’Ufficio di Igiene Pubblica dell’ASp di Licata, hanno provveduto al prelievo di campioni di acqua, e alla successive operazione di caratterizzazione, all’interno del canale di gronda di via Soldato Gallo, in contrada Playa.

L’intervento è scaturito a seguito della segnalazione fatta all’Amministrazione comunale dall’Ufficio di Igiene Pubblica a cui era stata presentata una denuncia relativa alla possibile presenza di liquami fognari all’interno del suddetto canalone.

Una volta ricevuta comunicazione, il Sindaco Giuseppe Galanti si è prontamente attivato, raccordandosi  con il Gestore Unico, Girgenti Acque, per il controllo della stazione di sollevamento “ Due Rocche” che verosimilmente aveva generato il problema, per l’ eliminazione delle cause e,  quindi,  chiedere immediatamente l’ intervento dell’Arpa provinciale di Agrigento i cui tecnici, come già sopra affermato, sono intervenuti nel rimo pomeriggio di oggi.

L’esecutivo si riserva, comunque,  di preparare una relazione circostanziata affinchè il Gestore provveda a realizzare le necessarie modifiche in modo tale che il fenomeno non abbia più a registrarsi.

L’avvocato ravanusano Lillo Massimiliano Musso ha chiesto un incontro al commissario di Girgenti Acque, Gervasio Venuti, al fine di consegnargli un dossier su alcune presunte vessazioni e irregolarità poste in essere dalla stessa Girgenti Acque a danno dei cittadini agrigentini. L’avvocato Musso si riferisce, a suo avviso, all’aria che passa dai contatori, sovra-fatturazioni, volture subordinate all’estinzione di debiti altrui, i canoni per la depurazione non dovuti per mancanza della depurazione, la mancata quota minima di acqua pro-capite, la minaccia del distacco idrico e fognario, e altro. L’avvocato Musso, nella lettera rivolta a Venuti, conclude citando un principio del codice penale italiano: “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.

L’assessore all’ecologia Nello Hamel comunica che l’assemblea sindacale degli operatori della nettezza urbana, che prevedeva due ore di astensione dal lavoro, è stata revocata e pertanto il servizio di raccolta del secco residuo (indifferenziato) si sta svolgendo regolarmente. L’assessore comunale Hamel ringrazia i lavoratori e le organizzazioni sindacali per la disponibilità dimostrata e l’attenzione rivolta alle esigenze dell’utenza che non dovrà subire disagi per la riduzione dell’orario di lavoro.

Una tragedia si è consumata a Delia, in provincia di Caltanissetta, in via Verdi, dove, a seguito dell’esplosione di una bombola a gas, è morto un uomo di 72 anni, Mohammed Ezzoui, originario del Marocco e residente da tempo a Delia. L’abitazione è stata sventrata dallo scoppio. Il boato ha allarmato l’intero paese. Inutili si sono rivelati i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri ed i vigili del fuoco.

Il Tribunale di Agrigento in sede di Riesame, presieduto da Wilma Mazzara, ha depositato le motivazioni del provvedimento dello scorso 8 gennaio di dissequestro del castello Colonna a Joppolo Giancaxio, complesso monumentale risalente ai primi del 700, che la famiglia del sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, ha acquistato una decina di anni addietro per restaurarlo e destinarlo a banchetti nuziali. I giudici del Riesame, tra l’altro, scrivono: “La società dei fratelli Firetto, a seguito di lavori e investimenti ingenti, ha restituito alla collettività un bene storico ed architettonico che altrimenti sarebbe stato destinato all’oblio e alla sicura rovina, con un lavoro di restauro, se non perfetto, comunque nel complesso rispettoso dell’originale. L’opera è stata, peraltro, destinata ad attività economiche in un contesto depresso e povero di iniziative imprenditoriali private. Questa attività ha portato, se non benessere, posti di lavoro e attività di indotto”.

Torna in possesso del proprio alloggio popolare, affidatole nel lontano 1994, ma lo trova completamente distrutto dopo aver subito ben due occupazioni abusive da altrettanti nuclei familiari.

E’ la storia di una signora agrigentina – V.M. – che solamente da pochi giorni ha potuto finalmente far ritorno nell’abitazione che l’istituto case popolare le aveva concesso quasi 25 anni addietro.

Aprendo, però, la porta dell’abitazione ha trovato tutto distrutto. Per questo motivo la donna si è affidata ad una avvocato, il legale Stefania Ferrante, che ha predisposto una corposa documentazione al fine di mettere in chiaro la triste vicenda. L’ente preposto – che ha sgomberato l’edificio soltanto lo scorso Dicembre – non avrebbe controllato la violazione con tanto di occupazione abusiva di ben due famiglie che, tra il 2015 ed il 2017, hanno di fatto abitato a casa della reale proprietaria.

Per di più la beffa. Quando la donna ha aperto casa non ha trovato più niente: dai servizi sanitari, agli infissi.