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Il consigliere comunale Marco Vullo interviene, con una nota stampa, sui licenziamenti operati dalla società Trasporti Urbani Agrigento e su presunte inadempienze. Ecco il testo della nota:

 Apprendo dagli organi di stampa che continua la vertenza legata alla vicenda dei licenziamenti di alcuni dipendenti della Trasporti Urbani Agrigento. Fin qui nulla di ché. Mi spiace per il grave disagio sociale che stanno vivendo i lavoratori e le loro  famiglie ma  non entro nel merito delle scelte e delle motivazioni che hanno indotto l’azienda a fare dei licenziamenti. Il tutto potrebbe appartenere alle casistiche di contenziosi legati a questioni di carattere privatistico ma di fatto, credo che non sia proprio cosi, in quanto l’azienda in questione gestisce un servizio pubblico (quindi i soldi della collettività) e lo gestisce da anni nella città di Agrigento.

Da una nota stampa del giornale “La Sicilia“  continuo ad apprendere che della vicenda se ne sta parlando in assemblea regionale e che proprio a dicembre. a firma del Vice Presidente dell’assemblea e di alcuni componenti del gruppo “Popolari ed Autonomisti”, è stata presentata l’ennesima interpellanza all’attenzione del Presidente Musumeci e dell’assessore ai trasporti Marco Falcone.

La nota stampa mi ha incuriosito e andando alla ricerca della prima e della seconda interpellanza sono venuto a conoscenza di presunte inadempienze nell’espletamento del proprio sevizio pubblico che la ditta TUA avrebbe commesso e/o commette nella città dei templi.

La questione infatti era già approdata anche in Consiglio Comunale dopo una riunione dei capigruppo di aula “Sollano” e anche in quella occasione avevo chiesto insieme ad altri colleghi consiglieri, di porre maggiore attenzione su eventuali atteggiamenti e/o disservizi della TUA durante lo svolgimento del servizio di trasporto pubblico nella città di Agrigento. Avevamo infatti dato indirizzo al Dirigente competente di effettuare eventuali controlli legati al contratto in essere e di verificare gli obblighi contrattuali a cui l’azienda doveva attenersi, il tutto a causa di molteplici lamentele da parte dei cittadini rispetto a numerosi disservizi che si verificano durante il servizio pubblico, dalle corse saltate al biglietto utilizzabile solo per una volta e non a tempo, perdendo la sua validità alla prima fermata e non ultima la vicenda legata al pagamento dei biglietti sui bus di linea in contrasto con le regole del codice della strada, anche questa questione saltata sulle cronache dei giornali.

In settimana presenterò una richiesta ufficiale agli uffici competenti al fine di riportare in aula consiliare la tematica che credo abbia la necessità di essere approfondita in considerazione delle notizie apprese.

Alla luce delle vicende richiamate nella presente nota facendo propria l’interpellanza parlamentare dopo averne preso visione, invito il Sindaco Firetto e l’assessore Battaglia a volere attivarsi per la verifica delle condizioni del servizio pubblico gestito dalla TUA, invitandoli altresì a predisporre tutti i controlli necessari al fine di comprendere se vi sono delle inadempienze, delle quali occorre fare immediatamente chiarezza valutando eventuali azione sanzionatorie previste dal contratto e/o la rescissione dello stesso.

Voglio Ricordare all’amministrazione attiva che bisogna garantire i servizi ai cittadini e quello del trasporto pubblico e uno di questi, che andava e va monitorato nell’interesse collettivo volto alla tutela dei diritti degli agrigentini”.

Vincenzo Insalaco è il nuovo segretario provinciale di Confartigianato imprese Agrigento. La nomina è avvenuta nel corso del rinnovo dell’organigramma dell’associazione di categoria.

Insalaco, 35 anni, di Casteltermini, si occupa da anni della gestione delle imprese iscritte a Confartigianato, fornendo supporto amministrativo, contabile e di rappresentanza.

“Il mio obiettivo – dice Vincenzo Insalaco – è in linea con la filosofia e lo spirito di associazionismo che contraddistinguono Confartigianato. Mi impegnerò a rappresentare con forza, ogni giorno di più, tutte le piccole e medie imprese del territorio, nel difficile contesto economico in cui si trovano, cercando di favorirne il pieno sviluppo con tutti gli strumenti che abbiamo disposizione. Dobbiamo rendere più snello il loro cammino e sostenerli in un  processo di sviluppo, far percepire con forza la dignità dell’essere imprenditore”.

Incidente stradale, fortunatamente senza gravi conseguenze, lungo viale Cannatello in prossimità della rotonda.

A impattare fra di loro una Renault Captur, guidata da una signora di 44 anni e un autocarro condotto da un operaio di 42 anni. Ad avere la peggio è stata la prima che, poco dopo, è stata costretta alla cure mediche in ospedale.

Le sue condizioni, però, non destano preoccupazione tant’è che la donna è stata dimessa poco dopo.

Vigili Urbani sul posto.

Arriva anche il terzo grado di giudizio che mette il punto finale alla vicenda legata al tentato omicidio di un ragazzo riberese avvenuto nel 2015 dopo una tragica partita di biliardo. La Corte di Cassazione conferma quanto già sancito dall’Appello: Stefano Scoma viene condannato a 5 anni di reclusione mentre il fratello Vincenzo assolto.

I due erano accusati di tentato omicidio. Nell’ottobre 2015 una partita di biliardo stava per trasformarsi in tragedia. In seguito ad un battibecco avvenuto all’interno della sala giochi Vincenzo Scoma avrebbe tirato fuori un coltello a serramanico ma fu il fratello Stefano ad accoltellare il rivale alla schiena perforandogli un polmone.

Subito la corsa in ospedale e l’avvio delle indagini da parte dei Carabinieri della locale Tenenza che, su indicazioni di diversi testimoni, si recarono a casa degli Scoma dove trovarono il coltello utilizzato.

In primo grado il giudice di Sciacca aveva condannato Stefano Scoma a 5 anni mentre 3 anni e 2 mesi erano stati inflitti al fratello; l’Appello aveva parzialmente modificato la condanna assolvendo soltanto Vincenzo Scoma. Adesso arriva la sentenza della Cassazione.

Una donna di 64 anni è rimasta ferita – riportando un trauma facciale e diverse ferite sparse sul corpo – in seguito ad un incidente che suo malgrado l’ha vista coinvolta.

La signora infatti è stata investita in pieno da un’altra donna, una 55enne alla guida di una Ford Kuga, mentre stava attraversando la strada al Viale della Vittoria, in pieno centro di Agrigento.

Dopo l’impatto la pensionata è caduta al suolo vistosamente ferita. Immediati i soccorsi degli operatori del 118 che hanno trasportato la 64enne al San Giovanni di Dio di Agrigento per le cure del caso.

Sul posto gli agenti della Polizia Locale che hanno effettuato i rilievi.

Sono tre gli agrigentini coinvolti nell’operazione antimafia – eseguita dai carabinieri del Ros – denominata “Gallodoro” che ha portato ad un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di 17 persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere di tipo mafioso, omicidio, estorsioni, reati concernenti le armi, rapina e associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, con l’aggravante mafiosa.
1) Domenico Mangiapane, 40 anni di Cammarata, è stato raggiunto dalla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Mangiapane fu colpito da “Daspo” nel 2011 in seguito al match del campionato di Eccellenza tra Kamarat – Valderice del 6 febbraio 2011 (diversi Daspo a dirigenti, giocatori e tifosi).
2) Antonino Lattuca, 38 anni nato ad Agrigento ma residente a Campofranco. Lattuca, finito agli arresti domiciliari, ha precedenti per danneggiamento e stupefacenti.
3) Domenico Avarello, 39 anni di Canicattì.
Per i tre l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti che si è sviluppata in questo modo, come scrivono i giudici del Tribunale di Caltanissetta:
Le attività tecniche avviate nei confronti di Di Leo Claudio Rino hanno consentito di acquisire inequivocabili elementi probatori sul coinvolgimento del predetto indagato in un articolato traffico di sostanze stupefacenti e ciò nonostante gli interlocutori cercassero, nel corso dei contatti telefonici registrati, di velare il reale oggetto delle conversazioni mediante il ricorso ad un linguaggio criptico ed allusivo, facendo spesso riferimento a questioni legate all’attività lavorativa svolta dal Di Leo.

– Fonte Grandangolo

E’ morto a Tenerife il pregiudicato siciliano Vito Triassi, legato alla cosca mafiosa dei Cuntrera-Caruana di Siculiana , e considerato insieme al fratello Vincenzo, capo dell’omonimo clan di Ostia, storicamente in contrasto con il gruppo Fasciani.

Triassi il 31 gennaio scorso si è accasciato a terra all’improvviso mentre era in strada a Tenerife. Aveva 62 anni.

Sul posto è intervenuta la polizia municipale. Probabilmente Triassi è stato colto da un infarto. Nonostante la sua fama di boss, nel 2015 Triassi ha incassato l’assoluzione nel processo di Appello che vedeva sul banco degli imputati componenti delle famiglie Fasciani e Triassi, accusati di aver dato vita ad associazioni che hanno gestito le attività illecite ad Ostia con metodi mafiosi. Nel processo era imputato anche il fratello Vincenzo.

Entrambi rischiavano 15 anni. Tra il 2006 e il 2007 Vito Triassi rimase ferito in due agguati, il primo a maggio a Ostia, il secondo il 20 settembre dell’anno dopo a Casal Palocco.

– Fonte Grandangolo

L’imprenditore e dottore agronomo agrigentino, Ciro Miceli, operante nel settore della elicicoltura con la sua rinomata azienda a Burgio, la “Miceli’s Snail”, è stato nominato presidente regionale del Dipartimento delle attività produttive e commercio per la Sicilia Occidentale della Lega Salvini. Lo stesso Ciro Miceli commenta: “Ringrazio per la fiducia in me riposta il responsabile regionale Enti locali della Lega, Igor Gelarda, il coordinatore provinciale di Agrigento e responsabile regionale del tesseramento, Massimiliano Rosselli, e poi Josephine Sollami, Claudio Rizzo, Andrea Aiello, Luca Seminerio e tutti gli altri componenti di questa magnifica e ottima squadra. Sono stato chiamato dai vertici regionali della Lega con cui abbiamo parlato delle prospettive di crescita e valorizzazione del nostro territorio inerenti al settore agricolo – agroalimentare. Oggi più di prima dobbiamo agire in maniera incisiva e concreta nel settore agricolo – agro-alimentare, che rappresenta il volano trainante della nostra economia regionale”.

L’amministrazione comunale di Agrigento invita alla prudenza dopo che, a seguito di avviso da parte del Dipartimento regionale della Protezione civile, fino alle ore 24 di domani 4 febbraio il livello di allerta per rischio meteo-idrogeologico e idraulico è classificato come “giallo”. Temporali, grandinate e rischio esondazione: è di nuovo allerta “gialla”

Dal primo pomeriggio sono previste precipitazioni intense: temporali e locali grandinate. Previsti anche forti venti di burrasca e mareggiate lungo le coste esposte. Temperature in sensibile diminuzione – stando sempre a quanto reso noto dalla Protezione civile regionale – e rischio esondazione lungo i corsi d’acqua a valle delle dighe alcune delle quali monitorate: Arancio, Castello, Furore di Naro, Gammauta e Garcia nel Belice.

Su invita, dunque, a prestare prudenza.

A Porto Empedocle proseguono le indagini per identificare l’autore delle scritte comparse su alcuni muri della cittadina marinara, scritte che avevano come obiettivo una donna del luogo.

Proprio quest’ultima è stata individuata e interrogata dagli agenti del Commissariato Frontiera che si stanno occupando del caso e che hanno avviato una serie di accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda.

Cresce l’ipotesi che a vergare tali scritte possa essere stato un giovane empedoclino, ma sulle indagini è massimo il riserbo da parte degli investigatori che non confermano né smentiscono alcuna pista.

A dare risalto all’episodio anche gli appelli lanciati su Facebook dove si leggeva: “Fermate il teppistello”. La giovane donna sentita dagli agenti non ha saputo indicare alcun soggetto sospetto.