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“Il sondaggio commissionato da Italpress ad Antonio Noto conferma ciò che diciamo da mesi: Musumeci è il migliore candidato del centrodestra e con Musumeci candidato presidente il centrodestra vince contro chiunque.”
L’on. Giusi Savarino commenta il sondaggio che conferma Musumeci il primo per conoscibilità in Sicilia e vincente in tutti i duelli con i potenziali candidati avversari.” E aggiunge la portavoce di #db
“Ma il dato che ci conforta di più è la crescita consolidata di #diventeràbellissima sondato al 9%, che premia il nostro lavoro in Ars e sul territorio. Dopo i risultati delle elezioni amministrative non è una novità che il nostro movimento lavora per superare le due cifre anche alle prossime regionali, il prestigioso sondaggio di Noto conferma che le nostre ambizioni sono alla portata di mano. Difficile trovare in Sicilia un candidato presidente così conosciuto e apprezzato come Musumeci, che porta in dote una forza politica in crescita che sfiora il 10%. Non c’è gratificazione migliore del riconoscimento del lavoro fatto finora.”

155 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento -nella giornata del 22 dicembre – a fronte di 407 tamponi processati. Il dato emerge dal bollettino diffuso dall’Asp di Agrigento. Non ci sono nuove vittime ma ben 2 accessi in ospedale. I guariti sono 70.

Trenta le persone ricoverate: 28 all’ospedale di Ribera e 2 al San Giovanni di Dio di Agrigento. Sette, invece, le persone ricoverate in terapia intensiva a Ribera; una persona ricoverata presso la struttura lowcare fuori provincia.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento 142; Alessandria della Rocca 2; Aragona 11; Bivona 9; Burgio 0; Calamonaci 9; Caltabellotta 0; Camastra 4; Cammarata 63; Campobello di Licata 61; Canicattì 119; Casteltermini 23; Castrofilippo 153; Cattolica Eraclea 65; Cianciana 2; Comitini 5; Favara 67; Grotte 4; Joppolo Giancaxio 4; Licata 48; Lucca Sicula 12; Menfi 9; Montallegro 0; Montevago 3; Naro 20; Palma di Montechiaro 9; Porto Empedocle 29; Racalmuto 5; Raffadali 20; Ravanusa 37; Realmonte 25; Ribera 118; Sambuca di Sicilia 10; San Biagio Platani 0; San Giovanni Gemini 51; Sant’Angelo Muxaro 3; Santa Elisabetta 26; Santa Margherita di Belìce 7; Santo Stefano Quisquina 0; Sciacca 49; Siculiana 9; Villafranca Sicula 1; Navi accoglienza 1.

“Un Natale che non ci aspettavamo”. Esordisce così il commissario straordinario dell’Asp di Agrigento, Mario Zappia, nel consueto punto settimanale sull’andamento epidemiologico in provincia. Notizie per nulla confortanti che confermano il trend a cui stiamo assistendo anche nel resto d’Italia. La curva dei contagi continua a salire con la variante Omicron che si diffonde sei volte di più rispetto a quella Delta.

L’ospedale di Ribera è ormai pieno con 31 pazienti ricoverati nel reparto di medicina e 7 in terapia intensiva. Per questo motivo l’Asp ha deciso di aprire un’altra ala del Fratelli Parlapiano mentre è stato già messo in allerta l’ospedale di Agrigento. “Adesso la situazione sta diventando drammatica perché ci stiamo preparando al peggio” ha dichiarato Mario Zappia. Anche sul fronte della campagna vaccinale le notizie che arrivano non sono delle migliori: in provincia di Agrigento 60 mila persone ancora oggi non hanno neanche una dose di vaccino. Bene il dato sulle terze dosi e si registra un’impennata sulle prime dosi con 1.200 persone vaccinate a settimana. Malissimo, invece, il dato sui bambini: sono soltanto 268 su 25 mila quelli che hanno ricevuto la prima dose. Un dato sconfortante.

“Stiamo lavorando perché ci prepariamo a nuove aperture, nuove disposizioni. Stiamo chiedendo ai sanitari di stare allerta e di prepararsi a straordinari e nuovi turni. La raccomandazione finale è quella di vaccinarsi: è fuori ogni dubbio che è l’unica arma che ci protegge da malattia grave.” ha concluso Zappia.

Tragedia ad Agrigento. Un 18enne originario del Bangladesh, Ahmod Abulkayer, è deceduto in ospedale nella serata di ieri in seguito ai gravi traumi riportati dopo essere stato travolto da un’auto in corsa lungo viale Leonardo Sciascia, nel quartiere di Villaggio Mosè. Il giovane è stato investito martedì mattina da un’auto guidata da un 35enne di Agrigento.

La posizione di quest’ultimo, adesso, si aggrava e nelle prossime ore potrebbe scattare la contestazione di omicidio stradale. Il giovane era stato soccorso dall’automobilista che lo aveva investito e poi trasferito con ambulanza all’ospedale di Agrigento dove i medici hanno fatto di tutto per strapparlo alla morte. Ieri sera, alle 22:30, la tragica notizia del decesso.

Sei ditte, con sede in Agrigento, avevano impugnato, dinanzi al T.A.R. Palermo, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Calogero Marino, i provvedimenti con i quali l’Assessorato regionale Agricoltura, Sviluppo rurale e Pesca mediterranea aveva inserito le domande di partecipazione dalle medesime presentate – tutte inizialmente ammesse nella graduatoria provvisoria – nell’elenco delle istanze non ammissibili.

Il Tar Palermo, ritenendo fondate le censure con le quali i difensori Rubino e Marino avevano contestato sia il difetto di istruttoria e di motivazione dei provvedimenti impugnati sia l’adozione dei medesimi da parte del dirigente del Servizio 8 del Dipartimento Sviluppo Rurale e Territoriale dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura in luogo del competente Dirigente generale del medesimo Dipartimento, aveva accolto il ricorso proposto dalle sei ditte agrigentine e, per l’effetto, aveva annullato i provvedimenti impugnati.

La suddetta sentenza – impugnata dall’Amministrazione regionale con ricorso proposto dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrazione per la Regione Siciliana poi dichiarato improcedibile – aveva altresì disposto la condanna dell’Amministrazione resistente al pagamento delle spese processuali.

Le sei ditte, a fronte del mancato pagamento, da parte dell’Amministrazione regionale, delle spese di giudizio e del contributo unificato dalle stesse versato, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Carmelinda Gattuso, decidevano a questo punto di rivolgersi nuovamente ai Giudici Amministrativi al fine di ottenere l’integrale esecuzione della sentenza precedentemente resa dal T.A.R. Palermo, con condanna dell’Assessorato anche al pagamento di una penalità di mora, ai sensi dell’art. 114 c.p.a., per la successiva inosservanza ed il ritardo nell’esecuzione del giudicato.

Ebbene, il T.A.R. Palermo, accogliendo anche il nuovo ricorso proposto dalle ditte ricorrenti, ha così dichiarato l’obbligo dell’amministrazione intimata di procedere, entro sessanta giorni, al pagamento delle spese processuali liquidate in sentenza, oltre al rimborso del contributo unificato corrisposto.

I Giudici del T.A.R. hanno, altresì, accolto la richiesta, formulata dai legali Rubino e Gattuso, di condanna alla penalità di mora nel caso di persistente inottemperanza dell’Amministrazione resistente e nominato il Segretario generale della Regione Siciliana quale commissario ad acta incaricato di provvedere, in via sostitutiva, al compimento degli atti necessari per dare esecuzione alla sentenza .

Infine, con la medesima pronuncia, l’Amministrazione regionale è stata condannata a rimborsare alle sei ditte agrigentine anche le spese processuali del giudizio di ottemperanza, oltre accessori di legge e refusione del contributo unificato dalle medesime corrisposto.

La prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, ha emesso sentenza nell’ambito dell’inchiesta antidroga cosiddetta “Up & down”, su un traffico di sostanze stupefacenti, cocaina e hashish, dal Belgio alla Sicilia. 16 anni di reclusione sono stati inflitti a Carmelo Fallea, 46 anni, di Favara, 7 anni e 5 mesi a Calogero Presti, 48 anni, di Favara, 7 anni e 8 mesi a Carmelo Vaccaro, 43 anni, di Favara, 7 anni e 2 mesi a Rania El Moussaid, 36 anni, originaria del Marocco e residente ad Agrigento, 7 anni e 2 mesi a Gaspare Indelicato, 38 anni, di Favara, e 1 anno a Stefano Sacco, 57 anni, di Porto Empedocle.

Il cartello provinciale delle associazioni dei consumatori riunitosi a seguito  della immane tragedia  di Ravanusa,  causata da una esplosione  provocata da una fuga di gas, cagionando 9 vittime,  distrutto quattro palazzine e devastato edifici, vicoli, strade e marciapiedi.

In questa apolicalisse, l’ emergenza è  stata assolta dalla catena umana di  forze dell’ordine  coadiuvate dalla gara di  solidarietà di associazioni di volontariato e  cittadini.  Mentre restiamo in attesa delle risultanze  dell’opera di indagine della magistratura agrigentina  circa  le reali responsabilità di quanto accaduto. Per altro verso  non  condividiamo la   proposta di una raccolta fondi da destinare alla ricostruzione degli alloggi distrutti.

Con assoluta chiarezza, è  compito dell Unione Europea, del Paese, della Regione, per tramite della Protezione Civile,  assolvere allintero finanziamento  per limmediato avvio dei lavori ricostruzione di ogni singola abitazione distrutta   Le famiglie ed i cittadini, alle solidarietà di rito, attendono limmediato reperimento delle risorse necessarie .

Inoltre,  al solo scopo di prevenire altre simili ecatombe,  deve seguire con urgenza l’attivazione di un tavolo tecnico  presso l’assessorato regionale all’ energia, per  avviare su scala regionale in tutti i comuni della Sicilia,  un monitoraggio sullo  stato di reti ed impianti di distribuzione ed erogazione del metano per usi civili ed industriali relativamente ad appalti, forniture, disciplinari di gara, protocolli su procedure, competenze  in materia di verifiche, controllo, interventi e manutenzioni.

Disfunzioni di ogni genere, servizio carente, squadre per riparazioni quasi del tutto assenti. Lamentele di ogni tipo che riguardano purtroppo il nuovo servizio di gestione dell’Aica.

A tal proposito il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè ha incontrato i vertici dell’Aica per fare il punto sulla discussione. Ebbene, il primo cittadino non è rimasto per nulla soddisfatto dall’esito dell’incontro.

Miccichè ha chiesto a questo punto di essere sentito dal Consiglio di Amministrazione dell’Aica.

 

La Procura di Termini Imerese ha chiesto il rinvio a giudizio di Pietro Morreale, imputato dell’omicidio della fidanzata, Roberta Siragusa, 17 anni, uccisa a Caccamo lo scorso 24 gennaio. Morreale, 19 anni, risponderà di omicidio volontario e di occultamento del cadavere, con l’aggravante di avere commesso il reato contro la persona a lui legata da relazione affettiva, di averlo commesso con premeditazione e di avere agito con crudeltà. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Termini Imerese, Emanuele Bencivinni, ha fissato l’udienza per il prossimo 5 gennaio. I difensori della famiglia Siragusa, gli avvocati Sergio Burgio e Giuseppe Canzone, commentano: “Esprimiamo soddisfazione perché, a meno di un anno dalla morte della giovane, l’attività instancabile e minuziosa degli investigatori della compagnia dei carabinieri di Termini Imerese, coordinati dai procuratori Giacomo Barbara e Ambrogio Cartosio, ha consentito di concludere le indagini e di potere procedere alla celebrazione dell’udienza preliminare”.