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Il Riformista

Sentir dire, oltre a tutto dalla bocca di un giudice, dopo l’omicidio di Vanessa Zappalà, la numero 41 di quest’anno, che “la donna non riesce a tenere una condotta univoca” nei confronti del maschio predatore, quello che poi la violenta oppure arriva a ucciderla, riporta lontana la memoria, a quel famoso “Processo per stupro” del 1979.

A triste disperante dimostrazione che quarant’ anni non sono bastati. Non sono stati sufficienti alle donne per riuscire a difendere il proprio corpo e la propria dignità. Non sono bastati per gli uomini a far proprio il problema che li riguarda in prima persona, tutti quanti. Perché i predatori sono maschi, e non c’è guerra in cui il corpo violato delle donne non sia il trofeo esibito dai vincitori. E non c’è violenza di gruppo in cui non si senta dire –ancora, ancora!- che “lei ci stava”. E ci tocca anche avere nelle orecchie, e subito dopo nella mente e nel corpo la voce di un giudice che invita La Donna, cioè tutte le donne, tutte noi a “tenere una condotta univoca”.

Vanessa aveva un po’ litigato e un po’ perdonato, come facciamo tutte noi donne, davanti al predatore che si mostrava pentito. Manipolatore, in realtà. Ma le denunce della ragazza erano “univoche”, parlavano per lei. E avrebbero meritato maggior ascolto. Diversa sensibilità, più che altro. Perché il problema qui e oggi non è più quello dell’aumento delle pene.

Articolo tratto da IlRiformista

Le discutibili parole profferite dal giudice Nunzio Sarpietro, in merito alla uccisione di Vanessa Zappalà, trovano il contropalco nelle parole di un altro giudice catanese che hanno una potenza straordinaria. Nella vita bisogna saper chiedere anche scusa e perdono senza cercare alibi o discutibili autodifese. Questo giudice lo ha fatto , prima da uomo, poi da cittadino ed infine da magistrato.

Queste le sue parole: Dolce Vanessa… So che chiederti scusa vale a poco. Perché qualcosa non ha funzionato. Questo è poco ma sicuro. Non può e non deve accadere. Sarai per sempre “un angelo” tra gli angeli a ricordarci ogni giorno che una storia va letta tante volte a 360°….”

Sono 1.600 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore su un totale di 11.243 tamponi processati. L’indice di positività è al 14.23%, ancora in aumento rispetto a ieri. Le vittime sono 9 mentre i guariti/dimessi sono 526. Attualmente in Sicilia ci sono 28.489 persone positive. Ancora oggi l’isola, entrata in zona gialla, è la prima regione in Italia per incremento di nuovi casi.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 442; Catania 399; Messina 273; Caltanissetta 133; Enna 105; Ragusa 95; Siracusa 90; Trapani 83; Agrigento 0

Un lungo vertice in prefettura voluto fortemente dal capo della Procura di Agrigento Luigi Patronaggio sulla delicata questione Lampedusa alla luce di nuovi fatti, come ad esempio la denuncia di Legambiente che avrebbe individuato delle vere e proprie fogne a cielo aperto  nei presso del centro di accoglienza lampedusano con il rischio di gravissimi danni alla salute pubblica, nonchè l’eccessivo numero di sbarchi avvenuto nell’Isola nelle ultime settimane che fa pensare che dietro gli stessi ci sia una organizzazione criminale la quale, servendosi di scafisti, organizza dei viaggi verso le coste siciliane. Tra l’altro, alcuni medici, hanno individuato nell’ultimo sbarco, un numero di migranti con evidenti segni di torture oppure segni indelebili causati prima della partenza durante il periodo di prigionia. In questo caso, per approfondire le indagini, verranno impegnate le forze investigative della Direzione Investigativa Antimafia di Palermo che svolgeranno anche indagini internazionali.

L’incontro è terminato nel pomeriggio ed è stato messo nero su bianco sugli aspetti che abbiamo detto sopra.

Intanto la Procura ha aperto una inchiesta sul grave caso di degrado ambientale esistente nel vallone Imbriacola, a pochi passi dall’hotspot. Insistono nel vallone Imbriacola, a pochi passi dal centro, una serie di vasche contenenti reflui fognari provenienti anche dal centro di accoglienza e tale circostanza creerebbe gravissimi pericoli per la salute pubblica. Tra i reflui fognari vanno a finire anche i liquami di chi è affetto da Covid 19, da difterite e persino da tubercolosi. Saranno i carabinieri del centro Anticrimine e Natura a stabilire la pericolosità di quei reflui fognari attraverso una serie di interventi previsti nei prossimi giorni.

 

 

 

Sul tavolo dell’incontro non solo la concertazione di diverse azioni di sensibilizzazione destinate alle famiglie degli studenti minorenni, come l’ipotesi della celebrazione di una giornata vaccinale da realizzare ad inizio anno nei plessi scolastici, ma anche l’istituzione di percorsi vaccinali dedicati, in collaborazione con i pediatri ed i medici di famiglia. Più in generale, sono state ideate varie azioni per rendere ancora più prossimi i punti di somministrazione in città. Fra queste l’ipotesi di creare, grazie alla disponibilità del Comune, una postazione vaccinale durante i weekend, dalle 20 sino alla mezzanotte, nei luoghi della movida agrigentina (allo studio una sede a Porta di Ponte), istituire un camper itinerante per arrivare con facilità nelle viuzze del centro storico dove risiedono molti anziani, ed utilizzare, al bisogno, proprio le sedi scolastiche per raggiungere le periferie come fatto, con successo, nel quartiere di Giardina Gallotti.

Il vertice all’hub di Agrigento è stato preceduto da un’altra riunione del comitato tecnico permanente per il comune di Porto Empedocle, presso la sede del Distretto Sanitario di Base al viale della Vittoria. Anche qui, in cooperazione con il sindaco empedoclino, Ida Carmina, sono state definite diverse azioni congiunte dopo la recente attivazione di un punto straordinario vaccinale presso il poliambulatorio del comune marinaro. Ancora alla presenza dei rappresentanti del medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, sono state individuate diverse linee d’attività per innalzare il target degli immunizzati in linea con quanto previsto dall’ordinanza contingibile ed urgente del presidente della Regione Siciliana dello scorso 23 agosto.

Gli incontri presso le sedi distrettuali di tutta la provincia agrigentina proseguiranno con costanza nei prossimi giorni secondo una precisa programmazione voluta dalla direzione strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento.

“Ospedali agrigentini al decadimento. Non solo il San Giovanni di Dio sott’organico ma anche i presidi della provincia quello di Licata come il Barone Lombardo di Canicattì dove in estate e in piena pandemia ci sono problemi seri. Una storia fatta di tante ombre quella dell’ospedale di Canicattì. Al collasso il pronto soccorso, in grave sofferenza i reparti. La carenza cronica di personale ha messo in ginocchio le prestazioni nei reparti.

Lo afferma Carmelo Pullara, vicepresidente commissione sanità all’Ars che continua:

“Quelli che potrebbero essere poli di eccellenza sono invece ospedali da campo, senza personale e con servizi sanitari inadeguati. I cittadini di Canicattì devono sapere come la Regione sta gestendo la sanità nel nostro territorio. Occorre intervenire per rispettare i requisiti minimi previsti e a tal proposito interpellerò l’assessore Razza per capire come intende risolvere queste emergenze.
Lo farò come ho sempre fatto e continuerò ma mi rendo conto che non c’è la volontà di assicurare ad Agrigento una sanità adeguata e non solo quella”.

Il presidente Caruana sottolinea “come questi fenomeni abbiano una preoccupante ricaduta sociale che è difficile da quantificare e che contraffazione ed abusivismo spingono ad abbassare l’asticella della qualità della vita e degli acquisti, rendendo le persone più povere culturalmente, più fragili nelle scelte e più esposte in termini di salute, consumi e abitudini. In Italia la contraffazione è in continua crescita: nel 2020 quasi un consumatore su tre (30,5%) ha acquistato un prodotto contraffatto o usufruito di un servizio illegale (+3,7 % rispetto al 2016 e +4,9% in confronto al 2013).

Sul fronte delle imprese del commercio e dei servizi, il 66,7% si ritiene danneggiato (era il 65,1% nel 2016), ma soprattutto il costo dell’illegalità si eleva a oltre 30 miliardi di euro, mettendo peraltro a rischio circa 200mila posti di lavoro.  Le piaghe della contraffazione e dell’abusivismo indeboliscono tutta la filiera del Made in Italy e la salute del sistema Paese, sovvenzionano le catene della criminalità organizzata. Per la maggior parte dei consumatori l’acquisto di prodotti o servizi illegali è sostanzialmente legato a motivi di natura economica (82%) ed è ritenuto “normale” (73%).  Nell’auspicio che il servizio sia sempre più costante e tempestivo e che si possa estendere a tutta la provincia soprattutto nei litorali ad alta movimentazione turistica, perchè in quei luoghi prolifera il fenomeno per lo più, restiamo a completa disposizione del Comandante Colonnello Pietro Maggio per qualsiasi collaborazione al fine di raggiungere obiettivi comuni stante che l’impegno di Confcommercio su questo fronte è da sempre contrastare i fattori di illegalità e rafforzare la cultura della legalità”.

Lo dichiara Giuseppe Caruana, presidente della Confcommercio.

Sono 61 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata del 29 agosto. Il dato è stato diffuso dall’Asp. Nella Città dei Templi si registrano anche due nuove vittime, facendo salire il bilancio dei morti ad Agrigento a 24. Da inizio pandemia, invece, sono 307 le persone decedute nella nostra provincia. Aumentano anche i ricoveri in ospedale con quattro nuovi pazienti. I guariti sono 55. I tamponi eseguiti sono stati 289.

Sono 62 le persone ricoverate nelle strutture ospedaliere, 27 ad Agrigento e 28 in quello di Ribera. Altri 7 si trovano ricoverati fuori provincia. Tre pazienti sono ricoverati in terapia intensiva all’ospedale Fratelli Parlapiano. Tre pazienti si trovano ricoverati presso le strutture lowcare, due a Sciacca e una presso ex ipab di Canicattì.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento 164 (1 migranti), Alessandria della Rocca 3; Aragona 12; Bivona 1; Burgio 5; Calamonaci 2; Caltabellotta 9; Camastra 3; Cammarata 16; Campobello di Licata 50; Canicattì 256; Casteltermini 18 (10 migranti); Castrofilippo 24; Cattolica Eraclea 1; Cianciana 2; Comitini 0; Favara 296; Grotte 6; Joppolo Giancaxio 1; Licata 220; Lucca Sicula 2; Menfi 49; Montallegro 4; Montevago 4; Naro 25; Palma di Montechiaro 71; Porto Empedocle 82; Racalmuto 28; Raffadali 33; Ravanusa 47; Realmonte 34;Ribera 99; Sambuca di Sicilia 7; San Biagio Platani 8; San Giovanni Gemini 27; Sant’Angelo Muxaro 2; Santa Elisabetta 8; Santa Margherita di Belìce 32; Santo Stefano Quisquina 2; Sciacca 47; Siculiana 67 (39 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 3; Navi accoglienza 171.

Altro prestigioso riconoscimento per il pittore agrigentino Gerlando Meli, al quale è stata conferita la nomina di Commendatore dell’Arte, assegnata per alti meriti artistici ottenuti in ambito nazionale e internazionale, partecipando a mostre, concorsi, rassegne d’arte, ottenendo premi e riconoscimenti in Italia e all’estero e recensioni su riviste specializzate, oltre che menzioni in cataloghi ed enciclopedie d’arte. La nomina di Commendatore è stata conferita al pittore Gerlando Meli dall’Accademia Internazionale “Federico secondo di Svevia – Arte – Lettere – Scienze” di Messina. Nella foto Meli è ritratto con la cantante Emanuela Villa, figlia di Claudio Villa, a cui ha donato un suo quadro in occasione di un concerto in provincia di Agrigento, a Joppolo Giancaxio, in presenza del sindaco Lo Dico.