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Giro di vite dal presidente del Tribunale di Agrigento sul fronte dei rischi di contagio covid nel palazzo di Giustizia del capoluogo. “Le autorizzazioni ai giudici, sia togati che onorari, a tenere udienze monocratiche straordinarie sono revocate, ad eccezione delle udienze già fissate che prevedano svolgimento di attività non differibili”. Il presidente Pietro Maria Falcone, “rilevato che il crescente numero di contagi da Covid-19 rende sempre più allarmante l’attuale situazione epimediologica”, ha dunque varato un provvedimento finalizzato a ridurre la presenza di addetti ai lavori all’interno del tribunale.
Scatta, quindi, la revoca all’autorizzazione a tenere udienze straordinarie oltre quelle tabellarmente previste e vengono messe per iscritto una serie di inviti. “I presidenti di sezione e i giudici onorari e togati sono invitati a valutare con particolare attenzione la possibilità di procedere a porte chiuse secondo le norme in atto vigenti nei processi civili e penali, per ragioni sanitarie che oggi appaiono di particolare evidenza e piena attualità”. E ancora: “l’invito è pure quello di “limitare rigorosamente il numero di processi da trattare per ciascuna udienza in funzione di un esaurimento dell’attività giudiziaria entro le 13,30 rinviando gli altri processi in base ai previsti criteri di trattazione prioritaria”. Fra le novità c’è pure quella di “indicare sempre l’ordine e l’ora di trattazione dei processi, prevedendo opportuni intervalli per consentire l’igienizzazione dell’aula fra un processo e il successivo”. Infine si chiede ai giudici di “verificare in modo continuo, per tutta la durata dell’udienza, la presenza all’interno dell’aula e negli spazi antistanti di un numero di personale tale da consentire il necessario distanziamento adottando, in caso contrario, gli opportuni provvedimenti”

Tra Agrigento e provincia, dopo 290 tamponi effettuati i positivi sono risultati essere ieri – 46. Sei persone in più – rispetto alle precedenti 24 ore – sono state ricoverate in ospedale dove si trovano, al momento, 47 degenti. Aumentati anche – di 44 arrivando a complessivi 403 – gli agrigentini che si trovano in quarantena. Dodici invece le persone sistemate in strutture lowcare. Ma ieri ci sono stati anche, purtroppo, due nuove vittime e si arriva a 24 decessi. Appena 15 – nella giornata del 29 ottobre – i guariti e il totale di coloro che si sono lasciati l’incubo del Covid alle spalle è arrivato a 334. Al 29 ottobre, l’Asp riferisce di 33 persone in trattamento (erano 36 il giorno prima) – poiché attualmente positive – ad Agrigento che ha, però, già avuto anche 29 guariti e 2 decessi, arrivando ad un totale di 64 casi. Alessandria della Rocca ha 1 solo positivo; Aragona ne ha 7 (il giorno prima erano 8), 26 i guariti e dunque un totale di 33 casi. Bivona ha 2 persone attualmente positive (il giorno prima era Covid-free); Burgio è a 0, ma ne ha avuti 2 che sono guariti; Calamonaci ha 1 positivo; lo stesso Caltabellotta; Camastra è a quota 3 (il giorno prima non ne aveva); aumentano i contagi anche a Cammarata che ha 4 casi (ne aveva 3); resta ferma a 7 invece Campobello di Licata; mentre sale da 29 a 32 Canicattì. Casteltermini – tanto nel bollettino Asp del 29 quanto in quello del giorno precedente – viene data a 0, ma in realtà, sui social, il sindaco Gioacchino Nicastro ha annunciato un nuovo positivo. Castrofilippo è schizzata – stando sempre al dato ufficiale fornito dall’Asp – a ben 8 casi (+4 rispetto alle 24 ore precedenti); ferma a 2 Cattolica Eraclea; così come resta ferma a 4 Cianciana; Favara passa da 31 a 32 attualmente positivi; mentre Grotte e Joppolo Giancaxio restano ferme rispettivamente a 2 e a 1 caso. Licata, sul bollettino del 29 ottobre, risulta avere 36 persone positive (erano 34 il giorno prima), ma ha anche 23 guariti (21 il giorno prima), 1 deceduto, ed è arrivata ad un totale di 60 casi. Fermi i contagi a Lucca Sicula con 1 caso, a Menfi con 4 e a Montallegro con 3. Schizzano in avanti, invece, i positivi di Naro che ha raggiunto quota 14 (2 il giorno precedente), due le persone già guarite e 16 in totale i casi. Resta ferma ad 8 Palma di Montechiaro dove ieri, di fatto, ci sono stati due nuovi contagi e altrettanti guariti. Le persone fuori pericolo sono arrivate a 14, ma c’è stato anche un deceduto e i casi complessivi sono stati fin’ora 23. Su Porto Empedocle, l’Asp conteggia 32 persone attualmente positive, tante quante erano il giorno prima. Anche in questo caso ci sono stati 2 nuovi positivi e altrettante guarigioni che sono arrivate a complessive 17. Sul bollettino dell’Asp del 29 ottobre, Racalmuto ha 3 casi di Covid. In realtà, ieri sera, il sindaco Vincenzo Maniglia ha annunciato il quarto caso. A Raffadali ci sono 12 attualmente positivi e 5 guariti; Ravanusa è invece passata da 10 a 14, sono 15 invece i guariti e ben 29 i casi complessivi. Realmonte viene contrassegnata dall’Asp a 0, ma il sindaco ha annunciato informalmente dei nuovi contagi. Ribera è passata da 19 a 20 positivi, 12 i guariti, 1 deceduto e 33 i casi totali; Sambuca di Sicilia è scesa a 91 attualmente positivi (erano 112 il giorno prima). Risultano esserci 19 guariti (solo 1 il giorno prima), 6 deceduti (4), per un totale di 116 casi. San Biagio Platani viene data a 0, mentre San Giovanni Gemini è ferma a 3. Passa da 3 a 4 il numero dei positivi di Sant’Angelo Muxaro, resta ferma ad 1 Santa Elisabetta, scende da 39 a 36 il numero degli attualmente positivi di Santa Margherita di Belìce dove ci sono stati 8 guariti e 1 deceduto, per un totale di 45 casi. Scende anche Sciacca: da 47 a 40 positivi. Ben 73 le persone guarite, 8 i deceduti e 121 il totale dei casi. Siculiana viene data a quota 0.

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Il Consorzio Turistico “Valle dei Templi” esprime soddisfazione per la nomina dei neo assessori comunali legati agli eventi culturali, allo spettacolo, alla promozione e al turismo Francesco Picarella e Costantino Ciulla. “Agrigento – afferma il presidente Emanuele Farruggia –ha innumerevoli potenzialità  che potrebbero far rinascere questa terra. Un patrimonio  naturale, monumentale e artistico che attira ogni anno migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. È necessario però, superata l’emergenza Covid, che si riparta con la programmazione di grandi eventi e promozione del territorio, puntando anche alla destagionalizzazione e al turismo congressuale. Il Consorzio, certo che la nuova amministrazione, guidata dal Sindaco Franco Miccichè, e i nuovi assessori svolgeranno con competenza, professionalità e serietà i loro compiti, augura alla nuova giunta un buon lavoro, rinnovando la disponibilità per una proficua collaborazione, anche con altri importanti Enti, quale il Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei Templi, nella persona del Direttore Roberto Sciarratta. Dal canto suo – sottolinea Farruggia – il Consorzio farà la parte che gli compete, sosterrà con serietà e convinzione la nuova amministrazione e quanti si spendono, con i fatti e le azioni, per fare crescere Agrigento e la sua economia e superare insieme questo momento di grande crisi aggravato dall’emergenza sanitaria”. Farruggia, inoltre,  a nome dell’intero Consorzio e del CDA esprime solidarietà a tutti i ristoratori e i lavoratori del comparto, fortemente penalizzati dal nuovo DPCM, che stabilisce la chiusura degli esercizi alle ore 18. “Siamo vicini a tutti gli imprenditori, ed in particolare i ristoratori, i  titolari di bar, pub  – conclude il presidente Farruggia– che stanno attraversando un momento difficile. Una crisi che penalizza fortemente una filiera fatta anche di collaboratori, fornitori e attività commerciali”.

L’attentatore tunisino di Nizza, Brahim Aoussaoui, 21 anni, dopo il suo arrivo a Lampedusa, lo scorso 20 settembre, era stato indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si apprende dall’agenzia di stampa l’Adnkronos. Con lui vennero iscritti nel registro degli indagati anche gli altri connazionali arrivati quel giorno sull’isola delle Pelagie. Quel giorno arrivarono a Lampedusa una ventina di barconi con a bordo soprattutto tunisini, tra cui il terrorista.

L’attentatore è sbarcato a Lampedusa per poi essere trasferito a Bari lo scorso 9 ottobre. A Lampedusa era stato messo in quarantena dalle autorità italiane prima di essere soggetto all’obbligo di lasciare il territorio italiano e lasciato libero. Nella sua tasca è stato ritrovato un foglio della Croce Rossa Italiana. L’intelligence sta ricostruendo la catena degli eventi per capire come non sia stato rimpatriato.

Questo il quadro. Il fratello animale odierno, purtroppo, non è il primo caso che sbarca a Lampedusa per poi andare ad uccidere decine e decine di persone. La strage del Natale di Berlino del 2016 aveva sfornato anche un altro “fratello” che poi si rivelò l’attentato tedesco.

Ogni commento appare superfluo.

 

 

Continua imperterrita la scalata del Covid 19 in Sicilia. Oggi nell’Isola, si registrano 789 nuovi casi positivi nelle ultime 24 ore. Con questi nuovi numeri salgono complessivamente a 12745 gli attuali positivi.

Di questi 954 sono i ricoverati: 839 in regime ordinario e 115 in terapia intensiva con un incremento di quattro ricoveri. Sono 13 invece i nuovi decessi che portano il totale a 472. I guariti sono 219. I tamponi effettuati sono 7226. Ed ecco adesso i casi nei Comuni capoluogo:  Palermo 258, Catania 242, Messina 88, Trapani 53, Ragusa 68, Siracusa 39, Agrigento 1, Caltanissetta 30, Enna 10.

E’ morto nella notte nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Sciacca un uomo di 71 anni di Sambuca di Sicilia. Faceva parte del gruppo di persone provenienti dal focolaio Covid 19 di Sambuca di Sicilia, attualmente ancora zona rossa. Si tratta del quinto decesso per Sambuca a causa del coronavirus. Nelle scorse settimane erano deceduti altri 4 anziani ospiti della Rsa “Maria del Collegio”, poi evacuata. Nella struttura sanitaria di Sciacca sono al momento 14 le persone ricoverate per Covid 19 nell’unita’ di terapia intensiva e in un apposito reparto di degenza sub intensiva e ordinaria.

La scrivente Organizzazione Sindacale Cisl – Unione sindacale Comunale di Porto Empedocle, nella persona del proprio Responsabile cittadino Eduardo Sessa, in riferimento Vs. nota Prot. N. 57512 del 02/10/2020, con la quale si chiede al Comune di Porto Empedocle, la pubblicazione di una richiesta di concessione demaniale ai sensi dell’ art.36 C.D.N. – sul Comune di Porto Empedocle foglio 24 particelle 523 (porzione) per complessivi mq. 12.099,00 al fine di realizzare un’ impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, composti da materiali inorganici e organici, esprime le perplessità di una vasta platea di popolazione empedoclina riguardo la realizzazione di tale impianto.

Nel tempo, la città di Porto Empedocle, ha pagato un carissimo prezzo alla vocazione industriale adottatsa, in quanto sul territorio di questo Comune si sono viste nascere e morire varie attività produttive, che hanno lasciato sul territorio molte macerie.

Oltre la devastazione del territorio, dove in diverse aree permangono ancora ruderi e rovine di insediamenti industriali cessati, nel tempo si è registrato un’elevato numero di casi tumorali , specie quelle delle vie respiratorie, che molto hanno avuto a che fare con le emissioni nocive  atmosferiche provocate da tali impianti.

E’ chiaro che all’epoca si viveva il periodo del boom industriale, e le allora Amministrazioni hanno agevolato l’avvento di tali impianti, ignari che nel tempo si sarebbero poi manifestate tali tragedie.

Oggi siamo più attenti, siamo in possesso di elementi che portano ad esprimere delle valutazioni negative sulla realizzazione di impianti così impattanti sul territorio, in zona così vicinissima al centro abitato.

Non vogliamo essere catastrofici, ma non escludiamo la possibilità che tale impianto si riduca ad uno stoccaggio e trattamento di materiale pericoloso che metterebbe ancora ad altissimo rischio la salute del popolo Empedoclino.

Noi siamo assolutamente contrari alla realizzazione di tale impianto, che probabilmente sarà realizzato nel pieno rispetto di tutte le regole previste dal caso, ma non possiamo escludere che nel tempo tali regole vengano eluse.

Fatte tali premesse, con la presente si propone:

formale  opposizione

alla realizzazione dell’ impianto oggetto della richiesta da parte della Icolen S.r.l..

Tale posizione si rende necessaria alla tutela della salute dell’intera collettività empedoclina e abitanti dei vicini Comuni.

Chiediamo inoltre all’ attuale Amministrazione comunale, alla quale la presente viene inviata per conoscenza, quale sia la posizione che la stessa vuole prendere su tale delicata vicenda, e quali misure sono state adottate per avviare le dovute verifiche e controlli previsti in questi casi.

La UIL Provinciale dei Vigili del Fuoco con una nota inviata al Prefetto di Agrigento e alle varie cariche del Governo del dipartimento, denuncia il ritardo della consegna dei locali del distaccamento volontario dell’isola di LINOSA e della concessione di un terreno comunale per la realizzazione da parte del dipartimento dei vigili del fuoco per la costruzione della nuova caserma a LAMPEDUSA.

Il segretario Provinciale della UIL PA dei  Vigili del Fuoco di Agrigento  Antonio DI MALTA intervenuto sulla vicenda – dichiara – “ Vogliamo sgomberare il campo da qualsiasi strumentalizzazione di sorta messe in atto da alcuni individui e trattare, piuttosto, determinate tematiche solo ed esclusivamente  nell’interesse morale e civico di garantire un servizio efficiente e certo alla popolazione di questo territorio cosi come a chiunque amministri la cosa pubblica“ continua DI MALTA – “ non si riesce a comprendere se i ritardi per la consegna dei locali da adibire all’istituendo distaccamento volontario di LINOSA e la concessione del terreno comunale per la realizzazione della nuova caserma dei vigili del fuoco a LAMPEDUSA siano dovuti ad un atto di pregiudizio di amministratori  intendono favorire, chissà per quale motivo, la consegna della sede volontaria o il progetto di realizzazione della sede permanente” incalza il Segretario della UIL di Agrigento “ bene precisare che a proposito di LINOSA la precedente amministrazione comunale nel 2017 aveva individuato i locali e deliberato 250 mila euro a fronte di lavori da approntare per la consegna ai vigili del fuoco, dove sono finiti i soldi ? –  conclude DI MALTA – “ chiediamo a  sua eccellenza il PREFETTO un risolutivo impegno a garanzia dei cittadini di Lampedusa con la consapevolezza che il suo contributo  potra essere risolutivo in quanto un uomo di governo saprà sicuramente trovare il modo di ottenere il massimo dalle amministrazioni interessate per la risoluzione delle problematiche fin qui segnalate a beneficio dei cittadini e delle istituzioni”

L’imprenditore Nino Di Maggio, proprietario dell’imbarcazione denominata “ La Quarta Isola”, è stato assolto dall’accusa di avere provocato il pericolo di naufragio.

La “Quarta Isola” è un’imbarcazione autocostruita assai nota nelle Pelagie per avere ospitato anche rinomati personaggi della musica e dello spettacolo.

Il proprietario Nino di Maggio, titolare di un cantiere nautico e costruttore dell’imbarcazione, un quadrimarano su due livelli, era stato tratto in un giudizio con l’accusa di avere provocato, ad avviso della Guarda Costiera, il pericolo di naufragio per avere imbarcato nel corso di una serata danzante fuori porto circa 160 persone, rispetto alle 90 che l’imbarcazione era abilitata a trasportare.

I fatti risalgono all’estate 2016, e il processo ha preso le mosse da un’informativa a firma dell’allora Comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa, secondo la quale l’imprenditore avrebbe imbarcato circa 160 persone a bordo dell’imbarcazione in tal modo esponendoli al pericolo di naufragio.

Il difensore dell’imputato, Avv. Angelo Farruggia, ha sostenuto che non vi fosse prova della compresenza di 160 persone a bordo, poiché la Capitaneria si era limitata ad osservare da lontano l’imbarcazione, senza procedere alla identificazione dei soggetti presenti sulla stessa.

In ogni caso, ha sostenuto il difensore, le caratteristiche tecniche dell’imbarcazione, non verificate dalla Capitaneria, per dimensioni, forma e peso, erano tali che anche nell’ipotesi in cui fossero stati presenti 160 persone, anche per le ottime condizioni meteo, non poteva configurarsi alcun pericolo di naufragio.

La tesi sostenuta dalla difesa ha trovato piena conferma in una perizia tecnica disposta dal Tribunale,  affidata all’Ing. Guagenti.

Il Tribunale di Agrigento, in persona del Dott. Sciarrotta, quindi, accogliendo le istanze del difensore, ha assolto l’imprenditore perché il fatto non sussiste.