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Fine settimana di controlli lungo le strade  per gli agenti della Polizia Stradale di Agrigento, agli ordini del vice questore Andrea Morreale, impegnati in diversi posti di blocco lungo le principali arterie della Città dei Templi.

 

Diversi i casi in cui gli automobilisti sono stati “pizzicatiubriachi al volante causando pericolo per loro stessi e gli altri.

A farne le spese c’è, ad esempio, una neo patentata, di appena 18 anni, a cui è stata ritirata la patente presa da pochissima perché, a seguito di alcol test, è stata trovata positiva avendo bevuto più del consentito. Patente ritirata.

Stessa sorte per per due uomini di Favara, rispettivamente di 44 e 20 anni, che sono stati fermati in due occasioni diverse al Villaggio Mosè e in pieno centro di Agrigento.

Nel primo dei due casi è scattata anche una denuncia penale in stato di libertà per guida in stato di ubriachezza.

Paura ad Agrigento dove due auto, uscendo dalla provinciale per Fondancazzo, invece di proseguire verso Porto Empedocle hanno svoltato imboccando, contromano, un tratto di strada del viadotto Morandi aperto alla circolazione a senso unico.

 

Una manovra che ha allarmato gli automibilisti che in tutti i modi hanno cercato di “segnalare” a colpi di clacson agli sbadati guidatori di fermarsi e invertire il senso di marcia.

Dopo alcune centinaia di metri percorsi, col rischio di provocare un grave incidente frontale, le due auto hanno fatto inversione e ripreso la marcia nella direzione consentita allontanandosi dalla zona ed evitando, in tal modo, possibili sanzioni.

La giunta comunale ha approvato l’atto di indirizzo e il programma triennale del fabbisogno del personale. Si avviano cosi le procedure per la stabilizzazione del personale precario. Beneficeremo di un contributo regionale per i prossimi vent’anni, che ci consentirà di trasformare i contratti di settantasei lavoratori a tempo indeterminato.

Il piano dovrà essere approvato da una commissione nazionale. Pertanto nei prossimi mesi dovrà essere seguito e difeso a Roma perché ottenga il parere favorevole. È un momento storico per il nostro Comune e per i nostri lavoratori. 

Se solo ripensiamo al nostro insediamento nel giugno 2014, quando i contratti rischiavano di non essere prorogati, per effetto del Piano di Riequilibrio Finanziario approvato dai Commissari, possiamo comprendere l’importanza del lavoro svolto. Prima del Piano di Riequilibrio, i contratti dei precari erano a ventiquattro ore e il costo era al 90% a carico della Regione e per la rimanente parte a carico del Comune. Per risanare il bilancio,  la quota comunale pari a circa 200.000,00 euro, venne tagliata dai Commissari. I contratti furono così portati a 20 ore. L’anno scorso questa amministrazione ha promosso una mobilitazione che ha determinato l’approvazione all’Ars di una norma che ci ha consentito di riportare i contratti a ventiquattro ore, ponendo l’importo tutto a carico della Regione. Ieri ci è stato comunicato il decreto che riconosce a Racalmuto, unico Comune in Sicilia, 200.000,00 euro per coprire le quattro ore in più.

Se fosse passata la prima mozione di sfiducia nel novembre del 2016, promossa da Racalmuto Prima di Tutto e sventata dai consiglieri della Lista Borsellino e dai consiglieri del PD, i nostri contrattisti sarebbero rimasti a venti ore nel 2017, nel 2018, nel 2019: i lavoratori avrebbero perso 200.000,00 euro ogni anno.

Oggi i consiglieri hanno presentato una nuova mozione di sfiducia.

Riflettiamo bene prima di abbandonare le istituzioni e lasciare il paese nelle mani di un commissario. Dobbiamo credere nel nostro ruolo, come il popolo ha avuto fiducia in noi quando ci ha eletti.

Un’intera famiglia è stata ritrovata senza vita dentro un appartamento sito in via Libertà a Paternò.
Secondo le prime ricostruzioni, confermata anche dai Carabinieri, si tratterebbe di un omicidio-suicidio. Un uomo di 32 anni, consulente finanziario, avrebbe ucciso la moglie e i suoi due figli di 3 e 5 anni per poi suicidarsi.

Sul posto sono presenti militari dell’Arma del comando provinciale di Catania e della compagnia di PaternòA chiamare i soccorsi sono stati i parenti, che non avendo notizie, hanno chiamato i carabinieri della locale compagnia e da qui la scoperta della tragedia.

L’arma rinvenuta sulla scena era detenuta legalmente. A chiarire con maggiore certezza la dinamica sarà l’esame esterno dei corpi che sarà eseguito dal medico legale. La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta.

Domani ad Agrigento il gruppo 283 di Amnesty International, la Caritas, Il Circolo Belushi, Legambiente, Libera, i Laici Comboniani con il patrocinio del Comune di Agrigento, dalle 18 alle 20 vi aspettano a Porta di Ponte per organizzare una fiaccolata per ricordare il valore dei diritti per tutti gli esseri umani. Il 10 dicembre di settant’anni fa veniva approvata la Dichiarazione universale dei diritti umani, che indica nel rispetto degli uguali diritti di ogni essere umano il fondamento di un mondo libero, giusto e in pace.

La Dichiarazione stabilisce eguaglianza e dignità di ogni essere umano e pone in capo a ogni stato il dovere centrale di garantire a tutti di godere dei propri diritti inalienabili e della libertà.

A oggi, gli stati firmatari non hanno riconosciuto ai cittadini tutti i diritti che si erano impegnati a promuovere con la dichiarazione.

Nel nostro paese, la negazione nella pratica di questi diritti sta facilitando la diffusione di nuove forme di intolleranza, la solidarietà è vista con sospetto, l’odio per il diverso prevale sullo spirito di fratellanza.

Oggi più che mai è urgente recuperare quei principi di umanità e di convivenza civile che sono alla base della Dichiarazione e che la retorica della paura sta cercando di smantellare.

Le Associazioni aderenti all’iniziativa insieme all’Amministrazione Comunale si incontreranno alle 16:30 nei locali della Biblioteca Comunale, prima della fiaccolata, per un momento di riflessione.

Un giovane di Ribera, Sandro Andreatto, 28 anni, è stato arrestato dai carabinieri che lo hanno trovato fuori casa al momento del controllo.

 

Il giovane era sottoposto agli arresti domiiciliari. Andreatto è noto alle forze dell’ordine e ha a proprio carico altre vicende giudiziarie in corso.

Il 28enne era stato rimesso in libertà lo scorso mese di ottobre dalla Corte di Appello di Palermo che lo aveva sottoposto ad obbligo di firma, poi è tornato ai domiciliari in quanto fu trovato in possesso di sostanze stupefacenti.

Sono in due, sulla quarantina e ben vestiti. Sono stati avvistati girare per le abitazioni, soprattutto di anziani che vivono da soli, nel tentativo di raggirarli in qualsiasi modo.

 

A lanciare l’allarme sono gli stessi agenti della Polizia del Commissariato di Canicattì, agli ordini di Cesare Castelli, che hanno raccolto diverse segnalazioni negli ultimi giorni.

I due malviventi si fingono funzionari dell’Inps con l’intenzione di farsi aprire la porta di casa e, con una scusa, entrare dentro e rovistare all’interno dell’abitazione o, ancora peggio, farsi consegnare piccole somme in denaro con la promessa di far aumentare la pensione.

La polizia raccomanda di segnalare in tempo movimenti sospetti e chiamare immediatamente il centralino.

La Polizia Postale ha chiuso due grossi portali che offrivano a pagamento, 29.95 dollari per accedere al mese a 676.525 foto e 9829 video pedopornografici. L’età della bambine tra gli 8 e i 12 anni.

 

L’associazione Meter di Don Fortunato Di Noto, nata nel 1989 per salvare i bambini contro la pedofilia, la pedopornografia e il loro sfruttamento, li aveva scoperti il 6 dicembre 2018 e segnalati all’Amministratore e Responsabile del dominio e come da protocollo alla Polizia Postale e della Comunicazioni di Catania.

 

Il giorno dopo il 7 dicembre, lo stesso amministratore scrive a don Fortunato Di Noto, e per conoscenza alla Polizia Postale Italiana, affermando la veridicità della segnalazione, il riscontro che si tratta di materiale pedopornorgrafico (child porn abuse) e l’immediata chiusura e dismissione dei portali dalla rete web.

 

Da pochi giorni Meter aveva fatto chiudere un portale allocato in Germania con 60 neonate abusate sessualmente, dichiara don Fortunato Di Noto, presidente Meter. Quest’altro intervento, non l’unico che Meter rende noto, continua, non sia considerato come l’ennesima segnalazione e l’ennesimo intervento ma è il risultato del continuo monitoraggio della rete attraverso Osmocop di Meter (Osservatorio Mondiale contro la pedofilia e pedopornografia) e della collaborazione internazionale che l’Associazione ha consolidato con alcuni esponenti e responsabili dei domini (in questo caso con.to) che ringraziamo per la collaborazione per l’intervento immediato. Spesso manca un anello fondamentale: l’individuazione dei soggetti criminali che abusano, producono, diffondono, commercializzano il materiale di sfruttamento sessuale di bambini. Dobbiamo superare una chiara difficoltà: non basta la rimozione, ma è necessario l’ individuazione delle centinaia di migliaia di vittime, rese schiave da questa nuova forma di sfruttamento, molto lucrativo per i pedocriminali.”

Così si è espresso il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro a proposito della norma che regola l’erogazione di somme ai comuni virtuosi in materia di raccolta differenziata:

“Nonostante abbia votato e appoggiato questo governo regionale – ha spiegato Cuffaro – mi trovo costretto a impugnare una norma approvata in questa legislatura perché a mio parere non rispetta i principi di giustizia e democrazia.

Non è possibile danneggiare sempre i comuni medio-grandi, costretti ad aumentare le tasse ai cittadini e diminuire l’erogazione dei servizi, a vantaggio dei comuni più piccoli, che sono avvantaggiati nel raggiungere certi obiettivi, rispetto ai comuni più grandi che sono costretti a mettere in atto strumenti repressivi con molte più difficoltà e dispendio di energie per raggiungere lo stesso risultato.

Già si era verificato nel passato, è da circa dieci anni che per una scelta scellerata dell’assemblea regionale si è fatto ricadere sui comuni medio-grandi il taglio che la regione ha applicato sui trasferimenti agli enti locali, e questo è diventato ormai prassi comune.  

Comuni al di sotto dei cinque mila abitanti non hanno avuto diminuito il loro budget mentre i comuni più grandi come il mio hanno subito un taglio del 70%.

Ritengo sia vergognoso che all’assemblea regionale siedano sindaci di paesi con meno di 20000 abitanti che approvano leggi a loro vantaggio, visto che esiste l’incompatibilità per i sindaci della città più grandi. Una vergogna di cui nessuno parla e sono rammaricato che l’ANCI non attenzioni questa problematica e non vigili attentamente sulle norme approvate dalla regione.

Un comune di 10000 abitanti deve risolvere problemi dieci volte maggiori rispetto a un comune di 1000 abitanti, e deve garantire servizi di ben altro spessore. Quindi la norma che prevede un contributo base di 32mila euro per tutti e le altre somme erogate col criterio inversamente proporzionale alla consistenza demografica, ritengo che sia palesemente ingiusta e iniqua.

Per farlo comprendere meglio voglio fare un esempio: se Palermo, città con oltre 600mila abitanti, fosse uno dei comuni virtuosi potrebbe ricevere, come premialità, poche migliaia di euro, al contrario di un paese di meno di mille abitanti che attualmente, con questa legge riceve centinaia di migliaia di euro.

Una norma chiaramente illogica e paradossale che intendo impugnare dinanzi al TAR, non per bloccare i contributi, infatti non chiederò la sospensiva, ma perché venga trasmessa alla Corte Costituzionale, venga esaminata e se ne dichiari l’incostituzionalità. Una norma fatta da persone senza scrupoli che sfruttano la loro posizione per approvare leggi a loro favore e non per tutti i siciliani.

ORA BASTA! Ho deciso di impugnare questa norma, e se è necessario ne impugneremo altre al fine di dare una consistenza a ciò che viene sbandierato in tutti i comizi e in tutti i convegni e cioè quello di avere una regione libera da condizionamenti, democratica e giusta nelle emanazioni delle leggi.

Credo sia arrivato il momento di superare gli steccati e spero che altri sindaci si uniscano alla mia protesta in maniera tale da far sentire più forte la nostra voce contro norme e provvedimenti iniqui e ingiusti”.