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A sud est di Agrigento l’erosione marina avanza progressivamente a danno della costa. L’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, afferma e documenta in foto e video: “La collina di Drasi, da oltre 60 anni utilizzata come poligono di tiro dell’Esercito, sta crollando in mare. Questa fragile falesia è aggredita dall’erosione costiera ma anche dalle vibrazioni provocate dalle continue esplosioni causate dalle esercitazioni.
Il drone di Mareamico dimostra con queste immagini un arretramento della falesia di circa 10 metri in soli 5 anni, che ha coinvolto pure una stradina interna”…

Era scomparso da diversi giorni e i familiari hanno così dato l’allarme.

Giunti sul posto, in via salita Cognata, i poliziotti della sezione Volanti sono entrati nella casa dove viveva un settantenne e lo hanno trovato morto.

Oltre alle Volanti sono intervenuti anche un medico legale e gli operatori del 118 che hanno stabilito le cause naturali della morte dell’uomo agrigentino.

Ancora non si sa nulla e le ipotesi possono essere tante.

Ieri alcuni passanti che transitavano nel litorale Torre di Gaffe Licata si sono accorti in una delle spiagge del sul posto della presenza di un cadavere e immediatamente hanno allertato le Forze dell’Ordine.

Sul luogo del ritrovamento i poliziotti del Commissariato di Licata e la Guardia Costiera per i rilevamenti del caso. Ancora sconosciuti tutti i connotati della vittima. Non è escluso che si tratti di un migrante così come non è escluso come il cadavere potesse far parte di quella cerchia di sub scomparsi ultimamente in vari tratti della Sicilia le cui morti sarebbero legate al ritrovamento di diversi contenitori di hashish.

Nelle prossime ore verrà effettuata l’autopsia.

Ad Agrigento, al Viale della Vittoria, nei pressi di piazza Cavour, ieri domenica ha riscosso tanta affluenza e partecipazione il gazebo allestito da Fratelli d’Italia nell’ambito della campagna nazionale di raccolta firme a sostegno di quattro proposte di legge di iniziativa popolare, ovvero l’elezione diretta del presidente della Repubblica, l’abolizione dei senatori a vita, l’inserimento nella Costituzione di un tetto massimo alla pressione fiscale, e la prevalenza dell’ordinamento nazionale sulle normative europee. Gli organizzatori, La Felice, Antinoro e Milano, affermano: “Siamo davvero felici della risposta data dai nostri concittadini. Siamo stati travolti da un incredibile entusiasmo che testimonia come il progetto politico, la coerenza e la lealtà di Fratelli d’Italia abbiano conquistato gli italiani. Talmente tanta è stata la partecipazione che stiamo pensando di replicare a breve l’iniziativa. Ci teniamo a ringraziare tutti gli agrigentini intervenuti”.

L’assessore comunale all’ecologia Nello Hamel, torna ad invitare  gli utenti a prestare la massima attenzione nel conferimento dell’organico. Raccomanda l’uso di sacchetti compostabili  e l’uso  degli appositi mastelli. Questa indicazione è tassativa poiché il centro di compostaggio rifiuta di accettare carichi di organico inquinati dai sacchetti di plastica e la ditta gestore del servizio ha dato disposizione di non ritirare i rifiuti difformi  e lasciare l’apposito avviso.

Si chiede quindi una puntuale collaborazione per evitare che i rifiuti irregolari non vengano raccolti con i conseguenti disagi.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, ha accolto il ricorso cautelare proposto da una signora di Lampedusa, difesa dall’Avv. Vincenzo Caponnetto, avente ad oggetto la demolizione di un dammuso, ritenuto abusivo.

I Giudici del gravame hanno condiviso la prospettazione difensiva dell’appellante per cui il provvedimento di diniego della sanatoria edilizia presentava una motivazione limitata, anche alla luce del fatto che il dammuso, in questione, era risalente nel tempo, nonché che la pregressa ordinanza comunale di demolizione essendo stata seguita dalla presentazione della domanda di condono edilizio, avrebbe dovuto comunque essere rinnovata.

La controversia ha avuto diverse e particolari vicende giudiziarie, in relazione alle quali il difensore ha potuto precisare e provare alcune circostanze, di fatto e di diritto, concernenti la data dell’esecuzione dell’opera, l’inapplicabilità delle norme prescrittive e sanzionatorie, che venivano opposte alla domanda di condono edilizio legittimamente richiesta dalla interessata.

Pertanto, l’ordinanza del CGA ha sospeso la demolizione dell’opera già deliberata dal Comune.

Le sue dichiarazioni non hanno convinto affatto i sanitari dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento che immediatamente hanno chiamato i poliziotti della Squadra Mobile ed hanno avviato una indagine sulla vicenda.

Protagonista è una cinquantenne di Agrigento la quale si è presentata al pronto soccorso con evidenti ecchimosi, lividi e traumi sparsi in tutto il corpo. Ha dichiarato di essere caduta accidentalmente dalle scale.

I sanitari, sulla scorta di queste dichiarazioni, hanno mostrato perplessità e si suppone (ma ancora è tutto da chiarire) che la donna abbia subìto invece una aggressione fisica.

E’ arrivata anche la conferma della Cassazione per un ex consigliere comunale di Porto Empedocle e per lui si sono aperte le porte del carcere di Agrigento dove adesso dovrà scontare 4 anni di pena.

L’ex consigliere aveva già subito due condanne in primo e secondo grado; i reati a lui contestati erano violenza sessuale e maltrattamenti ai danni della ex moglie. I fatti risalgono nei primi mesi del 2014 e l’uomo, adesso, dovrà anche risarcire l’ex moglie.

Si è svolta ieri a Canicattì un’affollata assemblea dei lavoratori dei Supermercati Fortè per discutere dell’ incontro svoltosi a Belpasso presso la sede di MERIDI SRL, con i Commissari Straordinari nominati dal Tribunale di Catania il 07 gennaio 2020: Elio Blasio, Simone Manfredi, Luciano Fausti.

All’incontro hanno partecipato le delegazioni sindacali della Fast Confsal con il Segretario Manlio Cardella e la RSA Gioacchino Ficarra, del Sinalp con Andrea Monteleone, dell’ USI e le rispettive RSA.

I commissari hanno spiegato le ragioni e gli obiettivi del programma di osservazione affidato loro, che dovrà svolgersi entro 30 giorni dalla nomina del 07 gennaio 2020, al termine del quale, gli stessi, confermeranno se sarà possibile recuperare l’equilibrio economico/finanziario dell’azienda. L’obiettivo prefissato è riavviare l’attività in tutti e 71 i punti vendita, chiedendo la disponibilità ai fornitori, di rifornire di merce i magazzini con l’impegno di essere pagati in pre-deduzione e con la conseguente ripresa economica, salvare così i 473 posti di lavoro.

Riprendere vigore nelle vendite, afferma Cardella, potrà aumentare le condizioni di Forte’ sul tema della successiva cessione del ramo d’azienda, in riferimento ad esempio alla trattativa con la società Apulia srl.

I dipendenti di Fortè erano 600 – puntualizza Cardella – e tale differenza in diminuzione nasce dalle forzate dimissioni per giusta causa a cui sono stati costretti 60 lavoratori al fine di presentare la domanda NASPI e sopravvivere ai mancati pagamenti degli stipendi.
Inoltre un’attenzione particolare andrà riservata ai lavoratori triennali che a breve avranno i loro contratti in scadenza, affinchè nessuno venga lasciato fuori dalle future trattative.

Come sindacato, abbiamo preso atto positivamente dell’obiettivo dei Commissari Straordinari di salvare la rete distributiva Fortè, mantenere i livelli occupazionali, verificare attentamente e con assoluta decisione e senza sconto, le cause della grave crisi di insolvenza, che ha colpito una tra le più importanti aziende della grande distribuzione siciliana.

Confsal, Sinalp, Usi, hanno già interessato le prefetture siciliane di Palermo, Catania ed Agrigento ed avviato contatti con il Ministero del Lavoro, con la Presidenza della Regione Siciliana, con il Governo Regionale affinchè si prenda atto di una manifesta crisi della grande distribuzione siciliana, all’interno della quale si colloca evidentemente la vicenda Forte’, fatte salve ragioni, motivazioni e cause dell’enorme indebitamento rilevato dal Tribunale di Catania.

Confsal, Sinalp, Usi, afferma Cardella, restano in attesa della convocazione da parte della V Commissione Ars affinchè si possa attuare lo stato di crisi aziendale ed attivare la CIG straordinaria a norma della legge 236/93.