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Cimitero di Piano Gatta, l’emergenza continua. Mentre sono totalmente fermi i lavori per la costruzione di nuovi loculi prefabbricati, giacché il Comune ha rilevato che la ditta gestrice non avrebbe tutte le certificazioni necessarie (il riferimento è alla Soa, la quale attesta che l’impresa di costruzioni è in possesso di requisiti sufficienti ad eseguire un’opera pubblica di categorie e classifiche adeguati), la fila di bare conservate presso i magazzini della struttura si alunga. Trentuno, stando agli ultimi dati, le salme non ancora sepolte e nessuna prospettiva, al momento, di soluzione immediata.

Se gli uffici a più riprese hanno sostenuto di aver fatto la propria parte e che oggi solo la ditta che gestisce il cimitero avrebbe delle responsabilità per lo stallo esistente, in Consiglio comunale anche i morti diventano tema di scontro politico, con l’aula che alla fine, nel tentativo di riappacificare i toni e smorzare gli scontri, ha deciso di dedicare un minuto di silenzio ai corpi degli agrigentini che attualmente aspettano di essere sepolti.
 

Si è trattato di un tentativo di furto all’interno di una villa disabitata oppure c’è dell’altro dietro?

 E’ quello che si stanno chiedendo i poliziotti del Commissariato Frontiera di Canicattì, diretti da Cesare Castelli, che dalla scorsa notte sono sulle tracce di un gruppo di malviventi, probabilmente quattro, che hanno provato a fare irruzione in una villa in contrada Tre Fontane.

Probabilmente il forte rumore provocato dalla banda ha insospettito qualcuno che ha immediatamente chiamato la Polizia. Durante la fuga uno dei banditi ha perso – forse mentre scavalcava un muro, una pistola calibro 9 con matricola abrasa.

L’arma è stata sequestrata dagli agenti di Polizia che provvederanno ad effettuare gli accertamenti del caso per risalire al proprietario o se, eventualmente, è stata utilizzata per qualche crimine.

Continua il processo a carico di R.A., centralinista della Capitaneria di Porto Empedocle, finita a processo con l’accusa di truffa.

 Seconda l’accusa, infatti, la donna non sarebbe cieca al 100% come da lei fatto credere motivo per il quale sarebbe anche stata assunta. I sospetti nacquero in seguito a dei controlli sul personale voluti dall’allora comandane Massimo Di Marco.

I sospetti si fecero più concreti e la Procura riuscì ad ottenere il processo a carico della donna. Ieri, in aula, la testimonianza di due ufficiali della Guardia Costiera che hanno confermato le loro perplessità circa la disabilità della centralinista.

 Sul banco dei testi anche un medico oculista che ha confermato la gravità delle condizioni visive della donna che pare non possa portare lenti a contatto e che avrebbe bisogno continuo di collirio.

Sono state rese pubbliche le motivazioni per cui la Corte d’Appello di Palermo ha condannato, circa 45 giorni fa, Davide Bruccoleri, 32 anni, di Agrigento, ma residente a Favara, a 4 anni e 4 mesi di reclusione, e Sharon Trupia, 23 anni, di Agrigento, ma residente a Porto Empedocle, a 3 anni di reclusione.  

 La coppia era accusata di quattro episodi di rapina e scippi ai danni di donne anziane. I due avevo allarmato le popolazioni di Castrofilippo, Racalmuto e Grotte con le loro scorribande: l’uomo era stato arrestato mentre lei sottoposta all’obbligo di dimora.

Secondo quanto scrivono i giudici, a cui i due imputati si era appellati, “il quadro probatorio è inequivocabile e il trattamento sanzionatorio, oltre alla qualificazione giuridica dei fatti, è corretto.

Confermata, dunque, la sentenza emessa dal gup del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, emessa l’anno scorso.

Le indagini esperite permettevano di accertare che i due giovani sempre con lo stesso “modus operandi” adocchiavano donne anziane che camminavano solo per strada, si accostavano con la loro macchina una Peugeot 206 grigia, condotta dal Bruccoleri con la Trupia seduta alla sua destra ed una bambina nel seggiolino sui sedili posteriori, con la scusa di chiedere qualche informazione stradale “ci siamo persi ci saprebbe indicare la strada per Agrigento” con gesto repentino la donna afferrava i monili d’oro indossati dalle malcapitate strappandoglieli dal collo mentre il conducente velocemente innestava la marcia per far perdere le loro tracce.

La coppia aveva messo a segno 4 colpi nei comuni della Compagnia CC di Canicattì creando un vero allarme sociale soprattutto tra le persone più anziane che non si sentivano più al sicuro di andare all’ufficio postale o in chiesa. In particolare:

Grotte 17 agosto ore 20.00 circa via Buonarroti avvicinavano signora 69enne appena uscita dalla Chiesa Madre che si stava recando presso quella piazza Marconi ove era posteggiata la propria autovettura, veniva avvicinata dall’autovettura dei due giovani, i quali attirata l’attenzione della donna con la scusa della fatidica domanda la Trupia gli afferrava il collier al collo, facendo cadere la signora rovinosamente a terra.

Racalmuto 19 agosto ore 10.50 circa via Carducci, si fermano nei pressi di un garage di un’abitazione privata, ove avvicinavano la proprietaria 77enne che stava chiudendo il portone, sempre con la scusa di chiedere informazioni stradali, la Trupia afferrava le collane (un collier in oro ed una in corallo) indossate dalla signora, riuscendo solo a rompere quella in corallo senza riuscire ad impossessarsi di nulla si dava alla fuga.

Racalmuto 24 agosto ore 10.00 circa via Soldato Cipolla, mentre una signora 74enne era per strada davanti la propria abitazione a parlare con una vicina i due giovani le si avvicinano e dopo averle chiesto informazioni la Trupia le strappava dal collo una collana in oro facendo cadere rovinosamente a terra, la donna veniva soccorsa dai vicini, mentre l’autovettura si allontanava con il bottino.

Castrofilippo 26 agosto ore 09.00 circa via Crocifisso, mentre una donna 63enne era intenta a fare una passeggiata, veniva affiancata da una macchina da cui una ragazza bionda seduta sul lato passeggero dopo averla fatta avvicinare con la scusa di chiedere un’informazione le afferrava la collana che aveva al collo, riuscendo a strappargliela e si allontanavano

“Avrebbe distratto beni per un valore di tre milioni di euro da due aziende che sono state oggetto di un provvedimento di sequestro.”

Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Cecilia Bavarelli, durante l’udienza di ieri che si celebra davanti il collegio di giudici presieduto da Giuseppe Miceli, ha proceduto a nuove contestazioni nei confronti dell’imprenditore racalmutese Lillo Romano, accusato insieme al figlio di bancarotta fraudolenta.

Romano, proprietario e socio di diverse aziende nel campo delle telecomunicazioni, era stato oggetto di un sequestro da parte del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Palermo nell’ambito dell’operazione “Valle dei Templi” in cui furono apposti sigilli a beni per oltre 100 milioni di euro tra i quali anche l’omonimo autodromo presente nella Città dei Templi.

Nel 2016 Romano è stato condannato dal Tribunale di Agrigento alla pena di 6 anni e 6 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa “per aver contribuito al rafforzamento di Cosa Nostra, seppur non ne facesse parte, fino a quando il suo principale punto di riferimento, Ignazio Gagliardo, non entrò a far parte del programma di protezione”.

La prossima udienza è stata fissata per il 7 dicembre.

Una brutale aggressione si è verificata negli scorsi giorni a Palma di Montechiaro: un 40enne del luogo, conosciuto dalle forze dell’ordine, avrebbe picchiato selvaggiamente con calci e pugni un suo compaesano.

La lite è avvenuta nei pressi di una farmacia del centro. La vittima dell’aggressione avrebbe anche tentato una fuga proprio all’interno dell’attività commerciale ma anche lì sarebbe stata raggiunta dal 40enne che, con l’ausilio di una sedia, avrebbe continuato ad aggredirlo.

L’aggressore si sarebbe anche rivolto nei confronti del titolare della farmacia intimandogli di farsi gli affari suoi e cancellare eventualmente le immagini di video-sorveglianza.

A nulla è servito perché l’aggressore è stato denunciato per l’ipotesi di reato di lesioni personali gravi. La vittima, finita in ospedale con ferite in tutto il corpo, non è in gravi condizioni.

Nei primi dieci mesi dell’anno, dunque da gennaio ad ottobre del 2018, sono stati 920 mila i visitatori che hanno ammirato le bellezze delle antiche rovine greche, 90 mila in più rispetto al confronto con lo stesso periodo dello scorso anno.

Il trend di continua crescita porterà, quasi certamente, entro la fine dell’anno a toccare la storica quota di 1.000.000 di presenze turistiche.

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia, in un articolo in edicola questa mattina, il reddito di cittadinanza, la misura voluta dal governo Cinquestelle-Lega per sostenere le fasce deboli della popolazione, spetterebbe a quasi 28 mila famiglie agrigentine.

 
Questo il numero dei nuclei familiari della provincia che rientrebbe tra i parametri per la concessione della misura stessa. Specificatamente sarebbero 27.900 le famiglie con Isee sotto i 6 mila euro annui, circa il 16,5% di tutto il totale.

Nelle ultime settimane i cittadini hanno discusso sull’effettiva utilità del cd “scout speed”, cioè su quella apparecchiatura voluta dall’amministrazione comunale e volta a “scovare” gli automobilisti più indisciplinati o quelli non in regola con il pagamento degli oneri obbligatori per la circolazione veicolare. Io stesso al fine di non apparire polemico e prevenuto, ho deciso di attendere prima di esprimermi sul tale iniziativa condivisibile in alcuni aspetti, ma che adottata da questa amministrazione correva il rischio di tramutarsi nel solito strumento vessatorio nei confronti dei riberesi già tartassati da imposte locali estremamente alte.

Negli ultimi giorni, ahinoi, le mie sensazioni negative si starebbero tramutando in realtà. In alcune importanti arterie della città come via imbornone, infatti, sono stati collocati degli improvvisati cartelli indicanti avvisi di controllo elettronico della velocità con limiti che sembrerebbero difficilmente rispettabili. E se la vicinanza di questi avvisi ad alcuni luoghi sensibili come le scuole fosse un modo un modo per giustificare un nuovo modo per mettere le mani nelle tasche dei riberesi? Troppi dubbi e poca chiarezza.

Alla luce di quanto sopra esposto il sottoscritto Consigliere comunale Benedetto Vassallo, nell’esercizio delle sue funzioni

INTERROGA

l’Assessore al ramo per sapere:

– se è suo intendimento e/o obbligo dare opportuna comunicazione ai cittadini sugli orari, sui giorni e sui luoghi di utilizzo della strumentazione in oggetto;

– sulle reali motivazioni che hanno portato a questa iniziativa;

– come si è arrivati a quantificare una previsione di entrata di 15 mila euro;

– se le eventuali somme incamerate verranno utilizzate per mettere in sicurezza le arterie stradali con interventi specifici e non come da Lei dichiarato “esclusivamente per finalità attinenti il miglioramento e il potenziamento del servizio di polizia municipale”;

– se è suo intendimento valutare l’utilizzo di questo strumento anche su importanti e pericolose arterie stradali come la SS115.

Venerdì 16 novembre 2018 alle ore 20.00, presso il Circolo Empedocleo di Piazza San Giuseppe, il Rotary Club Agrigento discuterà su un tema di grandissima attualità: “I rischi del territorio: previsione, prevenzione. Il ruolo del Dipartimento della Protezione Civile”. La conferenza organizzata dal club service cittadino vede il patrocinio del Dipartimento Regionale Protezione Civile Sicilia, del Comune di Agrigento, dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Agrigento, dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Agrigento, dell’Ordine Regionale Geologi Sicilia. Dopo gli indirizzi di saluto del Sindaco di Agrigento dott. Calogero Firetto, del Presidente del Rotary Club Agrigento e dei Presidenti degli Ordini Professionali interessati, interverranno gli autorevoli relatori: l’Ing. Calogero Foti, Dirigente del Dipartimento Regionale della Protezione Civile Sicilia e l’Ing. Maurizio Costa, Dirigente del Servizio Sud Occidentale del Dipartimento Regionale Protezione Civile Sicilia.