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Da oggi è possibile richiedere anche on-line i dati dei rapporti intercorrenti con Poste Italiane relativi all’anno 2020 e necessari per la presentazione dell’attestazione ISEE (indicatore della situazione economica equivalente). La certificazione sarà disponibile in tempo reale; per poterla ottenere è necessario accedere tramite le proprie credenziali al sito poste.it nella sezione dedicata.

Il documento, che viene emesso su richiesta dell’intestatario, racchiude tutte le informazioni necessarie per il calcolo dell’ISEE relative ai prodotti finanziari, in particolare riporta saldo e giacenza media dei conti attivi/estinti nel corso d’anno 2020, dei libretti di risparmio, dei Buoni Fruttiferi Postali, delle Postepay nominative e delle Carte Enti Previdenziali, il valore nominale dei Fondi di Investimento, la posizione dei Deposito Titoli nonché l’attestazione dei premi versati per Polizze Assicurative ed è disponibile al seguente link https://www.poste.it/prodotti/rilascio-certificazione-ai-fini-isee.html.

Sui siti poste.it e postepay.it, i dati per la presentazione dell’attestazione ISEE possono essere richiesti anche grazie all’Assistente Digitale di Poste Italiane.

Le nuove modalità di accesso al servizio confermano il processo di digitalizzazione avviato da Poste Italiane. Oggi sui canali digitali offerti dall’Azienda è infatti possibile accedere ai servizi offerti in totale sicurezza. Tramite il sito internet www.poste.it, ad esempio, i clienti registrati possono facilmente gestire il Conto BancoPosta o il Libretto di Risparmio, sottoscrivere un Buono Fruttifero on line, richiedere la spedizione di un pacco, attivare il servizio seguimi o acquistare prodotti filatelici. Le APP di Poste Italiane, disponibili su App Store e Google Play, sono completamente gratuite e sono utilizzabili in mobilità anche da chi non è titolare di un rapporto con l’Azienda, come un vero e proprio Ufficio Postale a casa dei cittadini.

Nel discorso di fine anno, il Presidente Mattarella ha giustamente richiamato il problema del declino demografico che diventerà une vera e propria emergenza nei prossimi anni. L’Istat prevede un calo di oltre cinque milioni di persone nei prossimi vent’anni, con un rapporto tra giovani e anziani che arriverà ad uno a tre e soprattutto la popolazione in età lavorativa scenderà in trent’anni dal 63,8 al 53,3 per cento. Entro dieci anni ben l’81 per cento dei comuni avrà un calo di residenti, percentuale che tocca l’87 per cento per i comuni di zone rurali, maggioritari in Sicilia.

La qualità della vita sarà uno dei fattori strategici per frenare l’emorragia. In tal senso, lo smart working, se ben gestito, potrà rappresentare l’approccio ideale sia per conciliare i bisogni aziendali con le molteplici esigenze individuali di lavoratrici e lavoratori sia per limitare gli spostamenti fisici, riducendo di conseguenza l’inquinamento, lo stress e, nella fase pandemica, i contagi”.

È quanto spiega, in una nota, l’ufficio comunicazione dell’Unsic, sindacato datoriale che ha lanciato una petizione a sostegno del “lavoro agile” (https://chng.it/Hqj5QXVjQD) per rafforzare la sensibilizzazione sul tema.

La diaspora dal Mezzogiorno, ma anche da altre aree del Paese, ha come primaria motivazione la ricerca di opportunità lavorative – continuano dall’Unsic. “Eppure, a livello ecologico e salutare, si tratta di ambienti più favorevoli rispetto a metropoli ormai invivibili. Da qui la necessità, specie con i fondi del Pnrr, di rafforzare le infrastrutture tecnologiche di quell’Italia penalizzata dalle partenze e di promuovere il lavoro a distanza anche per rivitalizzare luoghi suggestivi ma svuotati dall’emigrazione”.

Per l’Unsic “ogni ostinazione contro lo smart working è figlia di preconcetti datati e fuori dal tempo, spesso dettata unicamente da voglia di protagonismo o dalla difesa di posizioni e status quo privilegiati”. Per il sindacato, questo strumento, sempre se ben gestito, al di là dell’esigenza in fase pandemica può rappresentare una spinta per riconfigurare e rimodellare, con l’aiuto delle nuove tecnologie, l’organizzazione e il funzionamento di un luogo di lavoro, favorendo benefiche forme di flessibilità finalizzate all’efficienza, all’autoresponsabilità e alla produttività”.

Acquisita l’autorizzazione ad intervenire, pervenuta dai Dipartimento Regionale Tecnico e dalla Protezione Civile nel pomeriggio dello scorso 30 Dicembre, il Genio Civile, in meno di cinque giorni, è riuscito a varare una prima idea progettuale dell’intervento, ad appaltare i lavori e ad avviare il cantiere in regime di somma urgenza.

L’obiettivo dell’intervento è quello superare le criticità che hanno determinato la chiusura dell’importante arteria statale.

La Prima fase dei lavori, afferma il Capo dell’Ufficio del Genio Civile Rino La Mendola, sarà riservata alle attività dei rocciatori che dovranno procedere al disgaggio dei massi in equilibrio precario, che rischiano di rotolare lungo il pendio sino a raggiungere la sede stradale. A seguire, sarà realizzata una barriera paramassi, che sarà dimensionata in relazione alla velocità di ruzzolamento dei massi ed alle caratteristiche geotecniche dei terreni su cui sarà fondata l’opera di protezione. In ogni caso, subito dopo il disgaggio dei massi, valuteremo la possibilità di aprire il transito su una corsia, a traffico alternato”.

Al di là degli interventi ordinari sui corsi d’acqua e sulla rete stradale provinciale, in questo momento, continua La Mendola, siamo impegnati contemporaneamente in ben tre interventi di somma urgenza: oltre ai lavori per scongiurare la caduta di massi dal costone a monte della SS118, sono in pieno svolgimento anche i lavori a Siculiana, in contrada Cantamatino, dove siamo riusciti a bloccare una frana che, senza la nostra tempestiva realizzazione di una paratia di pali, avrebbe coinvolto in pieno una serie di costruzioni, che sono state cautelativamente sgomberate. Oggi possiamo dichiarare che le costruzioni a monte della paratia sono già in sicurezza e che il rientro degli sfollati avverrà presto, non appena il Comune completerà il lavoro eseguito dal Genio Civile, ricostruendo gli impianti sottotraccia ed il cassonetto stradale, per il tratto necessario a raggiungere le costruzioni rimaste isolate”.

Oltre ai due suddetti interventi, sono già stati avviati anche i lavori, in regime di somma urgenza, per la ricostruzione dell’argine destro, in prossimità della foce, del Torrente Baiata Foce di Mezzo, fortemente danneggiato dalle piogge dello scorso mese di novembre.

Grazie alle risorse stanziate dal Governo Musumeci, conclude il Capo del Genio Civile, e grazie alla competenza ed all’impegno dei funzionari dell’Ufficio, di volta in volta incaricati, in materia di tutela della pubblica incolumità, stiamo realizzando più interventi negli ultimi tre anni che nel resto dei vent’anni precedenti. Noi siamo ben fieri di alimentare una evidente evoluzione, che rilancia la Regione quale soggetto attivo, che spesso interviene, in regime di sussidiarietà, anche a sostegno di amministrazioni che non dispongono di risorse umane ed economiche per garantire la pubblica incolumità sul proprio territorio di competenza.”

Il Responsabile Unico dei lavori appena avviati per ridurre il rischio di  caduta  massi a monte della SS 118 è il Dott. Alfonso Faseli, mentre il Progettista e Direttore dei Lavori è l’Arch.Angelo Cimino. L’Ufficio di direzione dei lavori è completato dall’Arch. Giovanni Conti (direttore operativo) e dal Geom. Claudio Nocera (ispettore di cantiere). La consulenza geologica è stata invece affidata al Dott. Vito Capobianco.

Su una popolazione di 2000 cittadini, a Castrofilippo, piccolo Comune del Libero Consorzio di Agrigento, sono circa 200 i contagiati dal Covid. Una situazione drammatica che ha messo in ginocchio la comunità, costretta a interrompere la gran parte delle ordinarie attività quotidiane. La conseguenza è stata anche un crescente e sempre più grave disagio economico. Da qui l’iniziativa “Aggiungi un pasto a tavola”, realizzata di concerto tra la Rete Civica della Salute e la Caritas diocesana di Agrigento per venire incontro in questi giorni alle famiglie che vivono in condizioni particolarmente difficili. Con una somma messa a disposizione dalla Caritas sono stati acquistati generi alimentari fondamentali, compresa l’acqua, per 84 nuclei familiari. I pacchi sono già stati raccolti nel salone parrocchiale di Castrofilippo. Con un messaggio congiunto di auguri di pronta guarigione e il sollecito al rispetto delle regole anti-contagio da parte del direttore della Caritas diocesana Valerio Landri, dell’arciprete di Castrofilippo don Gianluca Arcuri e del coordinatore provinciale della Rete Civica della Salute Antonino Lo Brutto, la spesa solidale è già in distribuzione in questi giorni.

Marzia Sabella, 56 anni, originaria di Bivona, in provincia di Agrigento, è il nuovo vicario reggente della Procura di Palermo. E’ subentrata al procuratore aggiunto Salvatore De Luca, che si insedierà a Caltanissetta come procuratore capo. La nomina di Marzia Sabella segue la nomina da parte del Csm di Francesco Lo Voi a procuratore di Roma. Lo Voi si insedierà entro gennaio. Marzia Sabella è sorella di un altro magistrato impegnato sul fronte della lotta alla mafia, Alfonso Sabella, protagonista della cattura di Giovanni Brusca ad Agrigento, e che dal 2017 è procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Palermo.

Non possiamo esimerci dal raccontare un fatto accaduto stamattina assolutamente sgradevole e che, purtroppo, ancora una volta conferma l’assoluta insensibilità (eufemismo) da parte dell’essere umano nei confrnti di quello animale (e qui bisognerebbe comprendere chi è quello più onesto, leale, fedele e amoroso…).

Nella mattinata odierna, 3 gennaio 2022, Santa Genoveffa Vergine, qualcuno (sicuramente un essere umano) ha investito una cagnolina Jack Russell, senza prestargli soccorso. La tragica scena si è verificata ad un metro di distanza dal cancello di accesso dell’istituto penitenziario di Agrigento “Di Lorenzo”, dove soltanto il personale dell’amministrazione può avere accesso.

Con molta probabilità la povera cagnolina sarà morta a causa di una emorragia interna. Ed a questo punto sorge spontanea una domanda: se il cane fosse stato soccorso dallo stesso investitore, si sarebbe potuto salvare?

Una scena ancora straziante è avvenuta dopo l’incidente: un altro cane si è avvicinato alla piccola Jack, ormai morta, quasi a vegliarla con due occhioni grandi così.

Di fatto, ma non vi è certezza, nessuno ha visto la dinamica ma è doverosissimo da parte nostra sottolineare che il posto dove è avvenuto l’incidente è presidiato da una serie innumerevole di telecamere dove nessuna scena può sfuggire.

Così come ad usufruire di quel passaggio, come detto, è riservato al personale dell’amministrazione penitenziaria ed è precluso da una sbarra.

A questo punto non sta a noi disquisire sulla facilità per la quale è possibile risalire ed individuare chi è stato a compiere questo “nobilissimo” gesto.

Per far cosa?

Anche in questo caso non spetta a noi stabilirlo.

 

4.384 positivi al Covid-19 in Sicilia nelle ultime 24 orea fronte di 25.286 tamponi processati. Questo il dato che emerge dal report quotidiano del ministero della Salute. Il tasso di positività sale al 17,3%. I decessi sono 16, ma soltanto quattro riferibili alle ultime 24 ore. Tra ieri e oggi, inoltre, 284 guarigioni. Il numero degli attuali positivi continua a salire: ad oggi sono 55.380, 4.084 più di ieri. Aumentano anche i ricoverati: ieri erano 918, oggi sono 984, di cui 112 in terapia intensiva: 66 in più.

Questi i numeri nei Comuni capoluogo: Palermo registra 888 casi, Catania 1090, Messina 501, Siracusa 586, Trapani 462, Ragusa 312, Caltanissetta 275, Agrigento 262, Enna, 8.

Una docente, V.M., di 44 anni, originaria di Agrigento, dopo aver ottenuto l’inserimento nella Graduatoria Provinciale di Supplenza per la provincia di Agrigento, a decorrere dall’anno scolastico 2020/2021, per due distinte Classi di Concorso – la A022 (Italiano, Storia e Geografia nella Scuola Secondaria di I grado) e la A012 (Discipline Letterarie negli Istituti di Istruzione Secondaria di II grado), ne veniva, dapprima, esclusa in quanto ritenuta mancante dei requisiti necessari per l’iscrizione a detta Graduatoria.
Successivamente, a seguito dapprima di apposito atto di reclamo e di un successivo atto di invito predisposti dagli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia nell’interesse della docente V.M., la stessa veniva reinserita in graduatoria, senza tuttavia essere riammessa in termini con riferimento all’anno scolastico in corso, così precludendo alla stessa di ambire a una supplenza per la classe A022 ed essere assegnata a una delle sedi disponibili.
Quest’ultima, pertanto, proponeva ricorso cautelare ex 700 c.p.c. dinanzi al Giudice del Lavoro del Tribunale di Sciacca, assistita dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Mario La Loggia, al fine di ottenere il riconoscimento del proprio diritto ad essere rimessa in termini ai fini della presentazione della propria domanda di attribuzione/preferenza di sede di supplenza e, conseguentemente, ad essere assegnata alla sede di servizio che le sarebbe spettata in ragione del punteggio alla stessa spettante, con relativa retrodatazione degli  effetti giuridici della nomina.
A sostegno della fondatezza del ricorso, gli avv.ti G. Rubino e M. La Loggia, difensori della docente agrigentina, dimostravano in giudizio sia il possesso in capo alla propria assistita dei requisiti per essere iscritta alla GPS per la classe di concorso A022 sia che la mancata presentazione della domanda di attribuzione/preferenza per alcuna sede di supplenza relativamente all’a.s. 2021/2022, scaturiva dall’illegittima esclusione dalla Graduatoria disposta dall’Amministrazione scolastica.
Inoltre, gli avv.ti Rubino e La Loggia evidenziavano il danno irreparabile conseguente alla perdita di un contratto di lavoro per la classe A022 che la docente, con il proprio punteggio in graduatoria, avrebbe certamente ottenuto per l’a.s. 2021/2022 presso una delle cattedre disponibili nell’Ambito Provinciale di Agrigento per la suddetta classe, oltre al rischio, nelle more del giudizio di merito, di esser superata nella collocazione in graduatoria e nell’assegnazione delle sedi disponibili all’interno dell’ambito di preferenza da colleghi aventi minori titoli.
Si costituiva in giudizio anche il Ministero dell’Istruzione, contestando l’infondatezza in fatto e in diritto del ricorso.
Il Tribunale di Sciacca, in funzione di Giudice del Lavoro, accogliendo integralmente le doglianze di parte ricorrente, ha ritenuto sussistenti i requisiti per concedere la tutela cautelare richiesta, con conseguente accoglimento del ricorso azionato dalla docente agrigentina.
Con la medesima pronuncia, inoltre, il Ministero è stato condannato alla rifusione delle spese di lite in favore della ricorrente, liquidate in complessivi 2.800 euro, oltre accessori di legge.
Dunque, per effetto, della sentenza resa dal Tribunale di Sciacca, in funzione di Giudice del Lavoro, l’Amministrazione scolastica dovrà procedere ad assegnare alla docente la sede di servizio per lo svolgimento di supplenza che le sarebbe spettata in ragione del punteggio di cui la stessa è titolare con retrodatazione degli effetti giuridici della nomina, procedendo altresì alla conseguente rettifica nella G.P.S. della posizione della ricorrente

I Consiglieri Comunali del gruppo PD-Raffadali Cambia (Salvatore Gazziano, Caterina Giglione, Salvatore Lombardo, Domenico Tuttolomondo e Stella Vella), esprimono il loro disappunto, sul mancato invito ai Consiglieri, per l’iniziativa che ha visto intitolare la Sala Consiliare, al già Presidente Dott. Franco La Porta.
“Riteniamo uno “sgarbo istituzionale” il fatto che l’Amministrazione Comunale e la Presidenza del Consiglio Comunale, abbiano deciso di realizzare questo evento, non invitando e non informando i Consiglieri di minoranza”.
“I Consiglieri Comunali, sono i rappresentanti eletti dal popolo ed in quell’aula esercitano il loro mandato”. “Dobbiamo evidenziare che anche in questa occasione vi sia stata una gestione della cosa pubblica e degli spazi istituzionali, ad uso prettamente personale”.
“Non vi era modo peggiore, nel rapporto con la minoranza, di iniziare il nuovo anno anche se questo modo di fare è coerente con il modo di operare adottato fino ad ora”.
“Teniamo a precisare che “Nulla questio”, in merito alla scelta di intitolare al Dott. La Porta, su cui in passato i Consiglieri Comunali, delle nostre forze politiche si sono espressi favorevolmente”.
“Sarebbe stato giusto rendere onore alla famiglia ed al compianto Dott. La Porta, con la presenza di tutto il Consiglio Comunale, di cui lo stesso è stato Presidente e rappresentante”.

“Dal 10 gennaio i passeggeri di età superiore ai 12 anni che attraversano lo Stretto di Messina o viaggiano da e verso le isole minori della Sicilia dovranno obbligatoriamente essere muniti di Green Pass rafforzato. Una vera e propria discriminazione per i siciliani ai quali viene negato il diritto alla mobilità. Evidentemente la Sicilia viene ritenuta una dependance del Paese”.
È l’allarme lanciato da Attiva Sicilia sulle nuove disposizioni previste dal decreto-legge 229/2021 del 30 dicembre.
“In questo modo – spiega Attiva Sicilia – viene penalizzato il fatto stesso di vivere in un’isola. È evidente la disparità di trattamento tra chi vive in qualsiasi altra zona d’Italia, dove ci si può spostare autonomamente senza problemi. Qui, invece, chi è obbligato a usare traghetti e aliscafi per spostarsi dovrà fare i conti con l’ulteriore penalizzazione dell’obbligo del Super Green Pass e senza avere alternative: chi vive in una delle isole minori della Sicilia non può certo attraversare il mare a nuoto! Analogamente vengono penalizzate tutte quelle persone che quotidianamente per motivi di lavoro, studio o salute attraversano lo Stretto: per compiere quei pochi chilometri che separano Sicilia e Calabria servirà il Super Green Pass, mentre da Reggio Calabria è possibile raggiungere Milano senza alcuna limitazione. A noi tutto ciò sembra una discriminazione”.
Attiva Sicilia lancia quindi un appello al governo nazionale e a quello regionale: “Si ponga immediatamente un rimedio a questa stortura del decreto-legge, facendo in modo che ci sia una deroga all’uso del green pass rafforzato per chi dovrà spostarsi dalle isole minori siciliane e per chi deve attraversare lo Stretto. Ma si faccia anche presto: altrimenti il 10 gennaio si compirà l’ennesimo atto di emarginazione della nostra terra”.