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Mimmo Licata è il nuovo presidente del consiglio comunale di Canicattì. L’elezione è avvenuta nella prima seduta. Licata, risultato il consigliere più votato, ha ottenuto 17 voti (tre in più rispetto all’attuale maggioranza di cui fa parte). Eletti anche i vice presidenti: si tratta di Giuseppe Alaimo, di Forza Italia, e Federica Manna, candidata con la lista “Corbo Sindaco”.

Un ritorno, quello di Licata, alla guida del consiglio comunale che aveva presieduto sempre con Corbo sindaco salvo poi essere sfiduciato.

A Palma di Montechiaro, la notte tra sabato e domenica, in via Primo Maggio, è accaduto che un’automobile, un’utilitaria, si è ribaltata, danneggiando una tubatura del gas. Il conducente, verosimilmente insieme ad altri passeggeri, ha rigirato l’automobile e poi si è dileguato. Molto probabilmente il conducente è stato ubriaco o drogato, e ha così scongiurato, al sopraggiungere delle forze dell’ordine, il test che avrebbe provocato denuncia penale e ritiro patente. I poliziotti del locale Commissariato hanno subito effettuato degli accertamenti ai Pronto soccorso degli ospedali di Agrigento e Licata, ma nessun ferito è stato riscontrato. Ovviamente, tramite la targa, si risale al proprietario. Dopodiché si verifica se corrisponde al conducente del mezzo o ad un congiunto, o se l’auto è stata rubata.

Si è schiantato contro un’auto, vicino lo svincolo di Buonfornello. A perdere la vita è stato un ventinovenne, Giovanni Ribaudo, dipendente della Aenne Press, azienda che distribuisce giornali e riviste. L’incidente è avvenuto sulla Palermo-Catania, il secondo nel giro di due settimane.

Da una prima ricostruzione,  nello scontro, avvenuto in direzione Catania, sono rimaste coinvolte la moto di Ribaudo e un’auto, rispettivamente una Yamaha R6 e una Fiat Panda. I due mezzi sono entrati in contatto provocando una violenta carambola nella quale ha perso la vita il motociclista, residente nella zona di Brancaccio.

Cuore e grinta, difesa solida e contropiede vincente, sono questi gli ingredienti di una vittoria importante, la quarta di fila, che arriva ai danni della Defres Avellino con il punteggio di 72-56. La Fortitudo Agrigento trova subito lo sprint vincente ed aggressivo in casa, ottime le prestazioni di Peterson, autore di 13 punti, dei soliti Grande e Chiarastella, rispettivamente con 15 e 14 punti e Giuseppe Cuffaro, autore di 11 punti. Anche i giovani hanno mostrato grande carattere e determinazione. Il primo parziale si chiude con il punteggio di 20-14 ma nel secondo quarto i biancoazzurri mettono le cose in chiaro con un parziale di 25-12 ed il match è tutto in discesa. Molto soddisfatto coach Catalani: “Era importante vincere, non era facile affrontare una squadra che ha cambiato da poco allenatore e questo ci ha dato pochi riferimenti ma abbiamo lavorato molto sull’intensità e questa aggressività dev’essere il nostro biglietto da visita, oggi hanno giocato bene tutti, stiamo facendo un buon lavoro ma il cammino è ancora lungo”.

Cominciano a funzionare tutte le attenzioni poste in materia di anticovid. Nei controlli effettuati sabato sera nei locali della movida agrigentina, nei ristoranti e nei bar tutto ha funzionato alla perfezione. Nessuna multa e tutti regolarmente forniti da green pass. A setaccio dei locali una task force coordinata dalla prefettura di Agrigento e dalla Questura.

Sono ormai diverse settimane che le ispezioni effettuate nei locali vanno tutti a buon fine. Via Atenea, Porta di Ponte, via Pirandello, viale della Vittoria le zone più controllate.

Sabato scorso i Carabinieri della Stazione di Raffadali, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno proceduto all’arresto di un 57enne del posto, bracciante agricolo, coniugato sorpreso, mentre si trovava in giro per il paese, con addosso una pistola beretta cal. 7,65 priva di matricola, comprensiva del serbatoio inserito contenente 8 cartucce.

Inoltre l’uomo, sprovvisto di autorizzazione al porto di pistola,  aveva con se altri 3 caricatori ciascuno contenenti ulteriori 8 proiettili. L’arma era perfettamente funzionante e praticamente pronta all’uso. La successiva perquisizione domiciliare, estesa presso l’abitazione dell’uomo, ha consentito di rinvenire altre 19 cartucce e svariati bossoli esplosi. L’arma ed il relativo munizionamento sono stati sequestrati per essere sottoposti ai relativi accertamenti balistici che stabiliranno l’eventuale coinvolgimento dell’arma in episodi delittuosi. L’uomo su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto operato per l’ipotesi di reato di porto abusivo di arma clandestina.

Proseguono le indagini dei Carabinieri per accertare le motivazioni che hanno indotto l’uomo ad andare in giro armato

“Contratto di lavoro dei navigator a rischio, il loro rapporto di lavoro nato con il reddito di cittadinanza, che era stato prorogato dal dl sostegni, scade a fine anno e la legge di bilancio non ne prevede il rinnovo”.

Così il capogruppo all’Ars del Movimento Cinque Stelle Giovanni Di Caro sul mancato rinnovo contrattuale dei navigator.

“Il lavoro svolto da queste figure professionali – aggiunge Di Caro – sarà appaltato ai privati, gestori delle agenzie per il lavoro iscritte all’albo e autorizzate da Anpal. I navigator fino ad oggi sono andati oltre la loro normale attività lavorativa che è stata quella di svolgere la mediazione tra domanda e offerta di lavoro per i beneficiari del reddito di cittadinanza.

Sono la linfa vitale dei centri per l’impiego – dice ancora il capogruppo all’Ars del M5S – giovani formati e selezionati ai sensi dell’art. 97 della Costituzione che hanno acquisito un bagaglio di conoscenza ed esperienza essenziale per le politiche attive per il lavoro che fanno parte del reddito di cittadinanza. Perdere questi lavoratori a vantaggio delle agenzie private sarebbe un oltraggio al merito di questi giovani, che hanno scelto di rimanere il Italia e non utilizzare i loro titoli di studio per arricchire le tante multinazionali mondiali. Molti di loro – continua Di Caro – hanno anche riscontrato tante difficoltà negli ambienti di lavoro ostili alle novità che un giovane laureato può introdurre in uffici, spesso privi di qualsiasi cosa, dalla gestione SILAV all’utilizzo di un computer su una scrivania.

L’esperienza navigator – conclude il parlamentare regionale agrigentino – deve continuare e deve diventare strutturale. Non come il solito precariato, deve andare oltre con contratti di lavoro a tempo indeterminato e l’ampliamento degli organici con l’immissione in servizio degli idonei ai concorsi.

Il Governo ha il dovere di puntare sui nostri giovani, sarebbe davvero un peccato sprecare un’occasione del genere”.

Aveva appena un mese ed è morto per asfissia prima di arrivare all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta nell’estremo tentativo di salvarlo.

La chiamata alla centrale del 118 è arrivata intorno alle 8.30. Quando i soccorritori sono arrivati in via Roma, nell’abitazione del piccolo, il bimbo era già in arresto cardiaco. Le cause del decesso non sono chiare e sulla vicenda indaga la polizia. Dalla centrale operativa, mentre veniva inviata l’ambulanza, l’operatore del 118 ha dato istruzioni ai genitori su come provare a rianimare il bimbo, ma ogni tentativo è stato inutile. Vana anche la corsa in ospedale, dove il neonato è giunto già morto.

Con molta probabilità la natura dell’incendio che ha devastato l’autovettura, una Ford Kuga, di proprietà del proprietario 35enne di un bar-pub di Canicattì, è dolosa.

La vettura si trovava parcheggiata in via Domenico Cirillo, nei pressi della più nota via Cesare Battisti, nel centro canicattinese. Nel cuore della notte, erano circa le due, l’auto è andata in fiamme.

Sono stati alcuni passanti e residenti a segnalare il rogo al 112. Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento cittadino, che sono riusciti a domare le fiamme. In via Cirillo interventi anche i poliziotti del locale Commissariato. Gli agenti, assieme ai vigili del fuoco, hanno eseguito il sopralluogo di rito. Non sarebbero state trovate tracce di liquido infiammabile, taniche o bottiglie sospette.

Le cause del rogo pertanto, sono ancora in corso d’accertamento. Tuttavia, l’ipotesi investigativa, più seguita è quella dell’atto doloso. I poliziotti avrebbero già acquisito alcuni filmati di impianti di video sorveglianza pubblici o privati, presenti nei pressi del luogo dell’incendio.