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Il deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, annuncia che è in corso una raccolta di firme per la valorizzazione di Scala dei Turchi a Realmonte. Catanzaro afferma: “Il sito di Scala dei Turchi, che non potrà più essere oggetto di speculazione economica e tra non molto passerà in mani pubbliche, deve al più presto valorizzare ancora di più la Sicilia agli occhi del mondo. E’ grazie alle nostre iniziative degli ultimi anni, fatte di interpellanze e sollecitazioni a tutti i livelli, che su Scala dei Turchi c’è maggiore attenzione da parte di tutti, ma dobbiamo ancora batterci per l’iscrizione del sito nell’elenco dei beni ‘Patrimonio dell’Unesco’.

2.466 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 17.804 tamponi processati in Sicilia; ieri erano 4.468. Il tasso di positività scende al 13,8% ieri era al 15,1%. L’isola è al secondo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 246.666 con un decremento di 856 casi. I guariti sono 3.390 mentre le vittime sono 18 e portano il totale dei decessi a 9.281. Sul fronte ospedaliero sono 1.256 ricoverati, in terapia intensiva sono 94.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 741. casi, Catania 479, Messina 355, Siracusa 243, Trapani 212, Ragusa 167, Caltanissetta 89, Agrigento 170, Enna 96.

Storie di ordinaria “movida” ad Agrigento. I locali tra Porta di Ponte, via Atenea e dintorni con l’emissione di musica al massimo del volume. Tante le telefonate di protesta da parte dei residenti alle forze dell’ordine. Mascherine al braccio nonostante si fosse in luoghi affollati. Controlli a tappeto sul possesso del green pass rafforzato nei locali. Automobili in sosta selvaggia ovunque. Resosi necessario anche l’intervento del carro-attrezzi. Vandali in azione: ciclomotori ribaltati a terra e danni.

A Pozzallo, in provincia di Ragusa, si sono concluse nella tarda serata di ieri tutte le operazioni di sbarco dei migranti a bordo della Ocean Viking e del veliero approdati sabato. I minori non accompagnati sono ospiti in parte nell’hotspot di Pozzallo e altri nel centro d’accoglienza in contrada Cifali a Ragusa. Dei 338 migranti a terra, 35 sono risultati positivi al covid, e quindi imbarcati sulla nave quarantena Azzurra. Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, commenta: “Spiace che un leader politico nazionale come la Giorgia Meloni, in un suo post faccia trasparire l’idea che i 35 migranti positivi si trovino liberamente a Pozzallo. Così non è. In questa città, come sempre, si fa accoglienza e lo si fa con grande umanità e con grande professionalità con le Forze dell’Ordine, le Autorità Sanitarie, le Associazioni Umanitarie e con l’ottimo coordinamento della Prefettura di Ragusa”.

“Sono parole del magistrato Massimo Russo, pronunciate nel corso processo che si celebra presso il Tribunale di Agrigento, che vede imputato Gian Joseph Morici, querelato dall’ex pentito Vincenzo Calcara per diffamazione a mezzo stampa” – afferma Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dei familiari di vittime innocenti di mafia, dell’associazione “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”.
“Morici, querelato da Calcara per averlo definito un falso pentito, aveva presentato una lunga lista testi citando in sua difesa magistrati e collaboratori di giustizia.
All’udienza del 17 febbraio sono  stati escussi il Dott. Massimo Russo, attualmente magistrato in servizio presso il Tribunale per i minorenni di Palermo, e i collabori Vincenzo Sinacori e Francesco Milazzo.
Il Dott. Russo, esperto conoscitore della mafia trapanese, con un passato di sostituto procuratore accanto al giudice Paolo Borsellino, e con una lunga esperienza alla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, è stato tranciante nell’esprimere il proprio giudizio sull’ex pentito, ricordando come questi non fosse mai stato un uomo d’onore e come le sue dichiarazioni da collaboratore di giustizia non erano farina del suo sacco, mentre sarebbe interessante sapere chi metteva quella farina.
Secondo quanto esposto dal magistrato – prosegue Ciminnisi -, sarebbe necessario partire con il far chiarezza sul periodo in cui Calcara cominciò a collaborare con la giustizia, per capire quale fu il prologo delle stragi del ’92, in particolare quella di via D’Amelio nella quale persero la vita il giudice Borsellino e i componenti della sua scorta.
Calcara, infatti, iniziò a collaborare nel novembre del ’91, e pur dichiarandosi uomo d’onore riservato di Francesco Messina Denaro, non fece mai il nome del figlio, l’attuale boss latitante Matteo Messina Denaro, che durante quel periodo organizzava le stragi.
Parole durissime quelle rivolte dal Dott. Russo nei riguardi dell’ex pentito, rispetto le cui dichiarazioni ha evidenziato come provenissero da altre fonti e non da sua diretta conoscenza.
È la seconda volta – prosegue Ciminnisi – che un magistrato ritiene che Calcara fu strumento di altri, allontanando gli inquirenti dalla ricerca della verità.
Già il Dott. Gabriele Paci, attuale procuratore di Trapani, nel corso del processo di Caltanissetta, che vedeva imputato Matteo Messina Denaro per le stragi del ’92, aveva definito Calcara un “inquinatore di pozzi” e pentito eterodiretto.
Anche sulla vicenda del presunto “uomo d’onore riservato”, l’ex pentito è stato smentito dai collaboratori di giustizia Sinacori e Milazzo, che nel corso del video collegamento da località segreta, hanno ricordato come all’epoca della presunta affiliazione di Calcara a “Cosa nostra”, nel 1979, non esistesse la figura di un “uomo d’onore riservato”.
Tale figura nacque dopo l’inizio delle collaborazioni dei veri mafiosi, intorno alla metà degli anni ’80, per proteggere l’organizzazione criminale da pentimenti che avrebbero finito con il coinvolgere l’intera consorteria mafiosa.
Da familiare di vittima innocente di mafia, e in nome degli altri familiari che rappresento nell’associazione – conclude Giuseppe Ciminnisi – chiedo che venga fatta piena luce su questa vicenda, così come si sta facendo a Caltanissetta con il falso pentito Vincenzo Scarantino, autore di un depistaggio per il quale sono attualmente a processo appartenenti alle forze dell’ordine.
Chi “imbeccò” Calcara, facendo sì che si distogliesse l’attenzione dai Messina Denaro che si apprestavano a massacrare i giudici Falcone e Borsellino?

Il  68enne accusato di avere abusato sessualmente della nipotina di 6 anni mostrandole materiale pornografico dal suo cellulare ha parzialmente ammesso i fatti. L’uomo rimarrà in carcere. Assistito dall’avvocato Mauro Tirnetta, ha deciso di non avvalersi della facoltà di non rispondere e ha smentito alcuni particolari del racconto della piccola fatto ai genitori. E’ stato interrogato davanti al gip Antonio Cucinella e al pm Alberto Gagliatto del tribunale di Sciacca.

L’uomo, residente a Trapani, era stato arrestato mercoledì scorso dai carabinieri di Sciacca. Secondo le accuse, approfittando dell’assenza dei genitori, avrebbe della nipotina la scorsa estate. Fatti poi svelati dalla vittima con un racconto ai genitori. Secondo la bambina, infatti, il nonno le avrebbe fatto vedere alcune immagini dal suo cellulare di uomini e donne intenti a fare sesso e avrebbe anche mostrato alla bambina le sue parti intime.

I genitori, sotto choc, si sono subito rivolti ad una psicologa per farle valutare la storia e poi, credendo alla versione della piccola, nell’autunno del 2021, hanno raccontato tutto ai magistrati della Procura di Sciacca. La bimba davanti agli psicologi nominati dall’autorità giudiziaria ha ricostruito con lucidità i comportamenti del nonno, descrivendo fatti e particolari in maniera puntuale: questo è quanto è stato ricostruito dagli investigatori. I genitori della bimba sono assistiti dagli avvocati Pamela Nastasi e Vincenzo Savalla.

E’ diventato inarrestabile il cammino della Fortitudo Agrigento in questo campionato, una vittoria dietro l’altra e sempre più vittime di Chiarastella e compagni. Battuta in netta rimonta Salerno con il punteggio di 74-80 con i campani avanti di dieci punti visti sfumare tutti nel quarto parziale di gioco. La Fortitudo ha saputo resistere, lottare, difendersi e reagire quando era necessario farlo. Una grandissima prova di squadra, la doppia cifra di Costi, Grande, Lo Biondo e Morici permettono alla Fortitudo di portare a casa altri due punti fondamentali e, con la sconfitta di Bisceglie in campo della Viola Reggio Calabria, si porta avanti con un vantaggio di sei punti ed un match da recuperare contro la Virtus Ragusa. I ragazzi di coach Catalani non si fermano più, la pausa ha ridato energie alla squadra, reduce da ben 16 vittorie consecutive, sembra un lontano ricordo la sconfitta di ottobre contro Ruvo di Puglia, da lì in poi un successo dietro l’altro. Nel match odierno contro Salerno le difficoltà sono stati sin da subito evidente, il primo parziale si è chiuso con il punteggio di 24-14, la squadra campana è partita subito forte sostenendo un ritmo elevato. Il secondo parziale si chiude in parità sul 18-18 e tiene a distanza di 9 punti Agrigento. La squadra fatica a trovare la solita energia ma il rientro in campo favorisce Agrigento e recupera tre punti. Serve una grande prestazione finale, la testa ed il cuore che ha contraddistinto gli agrigentini fin qui durante la stagione. Rimonta riuscita e sorpasso netto portando a +6 nel risultato finale ed un parziale decisivo di 12-24 che porta il risultato sul 74-80. Top scorer del match è Andrea Lo Biondo con 19 punti, seguito da Cosimo Costi con 16 punti e Alessandro Grande con 14. Domenica prossima si torna al Palamoncada per la sfida contro Monopoli, servirà una motivazione maggiore visto il netto distacco dalle avversarie ma sono partite importanti anche in vista della Coppa Italia di marzo.

4.468 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 29.596 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 5.504. Il tasso di positività sale al 15,1% ieri era al 14,6%. L’isola è al terzo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 247.522 con un decremento di 937 casi. I guariti sono 5.530 mentre le vittime sono 10 e portano il totale dei decessi a 9.263. Sul fronte ospedaliero sono 1.279 ricoverati, in terapia intensiva sono 100.

Qiesta la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.070. casi, Catania 926, Messina 705, Siracusa 543, Trapani 377, Ragusa 287, Caltanissetta 213, Agrigento 253, Enna 229.

Se i fatti sono questi, come raccontano le cronache, c’è da stare poco sereni davvero. A preoccupare, stavolta, non sono i no vax, ma presumibilmente un pro vax al quale la pandemia ha lasciato qualche strascico di tipo psicologico.

Lo ribadiamo ancora: a noi corrispondono questi fatti; un uomo appena uscito dal supermercato per fumare una sigaretta ha dovuto abbassare necessariamente la mascherina. Sembra, e qui casca l’asino, che sia intervenuto un altro signore che avrebbe redarguito pesantemente il fumatore che non ha commesso alcun reato. Pretendeva che indossasse la mascherina, all’aperto, perchè nei pressi del fumatore girovagava il proprio figliolo.

Poi la lite, le parole grosse, un colpo alla mano che ha fatto cadere il cellulare per terra, l’intervento della Polizia.

Follia pura. Siamo vicini al signore che ha fumato la sigaretta perchè non ha commesso alcun reato.

 

Colleghi A e B, facciamo chiarezza.

Il nostro datore di lavoro, la P.A.  propone 1 solo misero aumento laddove  3 sono i vantaggi che CI DEVE RICONOSCERE.

Ecco cosa ci spetta PER LEGGE:

1) RINNOVO DEL CCRL

Il contratto del pubblico dipendente, per legge si deve rinnovare ogni tre anni e ogni rinnovo comporta un aumento della retribuzione. Il nostro attuale contratto, stipulato nel maggio del 2019 è stato “rinnovato” già scaduto tant’è che è riferito al triennio 2016/2018.

Ma anziché, affrettarsi e rinnovare il contratto  in tempi celeri, strategicamente si prende tempo così anziché due aumenti che ci spettano ce ne danno uno.

2) RIQUALIFICAZIONE

L’art.16 del CCRL 2016/2018 impone (per legge) ad una commissione paritetica di innovare il sistema delle qualifiche professionali tenendo conto delle competenze professionali dei dipendenti tenendo conto del loro effettivo accrescimento. Orbene questo implica, anche per noi A e B, che devi valutare e riconoscere un aumento tabellare e una qualifica superiore in funzione delle mansioni svolte.

La commissione, doveva ultimare i lavori entro il mese di settembre 2019 e invece grazie alla complicità dei vecchi sindacati, ad oggi non abbiamo nulla!!!

E ricordate che nell’ultimo contratto 2016/2018 si doveva attuare la riclassificazione. Se il contratto fosse stato applicato, oggi godremmo di una progressione di carriera naturale e con lo stipendio equo. Ancora una volta, siamo stati penalizzati noi!

3) PROGRESSIONI VERTICALI

Da sempre il pubblico dipendente ha beneficiato dell’avanzamento di carriera negli anni.

Prima del Brunetta 1, ogni dipendente dopo 5 anni in automatico aveva un avanzamento. Poi, Brunetta ha stabilito che per fare carriera dovevi fare un concorso esterno, laddove fosse prevista una riserva interna. Ma dal 2001 le leggi finanziarie hanno stabilito il blocco dei concorsi.

Da giugno 2021, torna Brunetta e dice che il dipendente può fare carriera solo con “procedure comparative interne”.

La metà dei soldi del concorso ai CPI era per noi del comparto non dirigenziale e a noi deve ritornare e non ai DIRIGENTI come vorrebbero altri sindacati nei loro volantini!

Quindi cari colleghi a noi spetta di diritto anche l’avanzamento di carriera perché siamo bloccati da 20 anni!

Una delegazione andrà a ROMA per trovare soluzioni utili alla nostra causa in favore dei dipendenti A e B, con il supporto di tecnici esperti che hanno partecipato alla recente stipula del CCNL senza che nessuno possa rispondere “non si può fare”.

Caro Governo Regionale

a noi spetta di diritto e vogliamo tutti e tre i passaggi

non ci accontentiamo di uno al posto di tre!

E li vogliamo adesso!!

Diffidate dai vecchi sindacati che prendono tempo per compiacere il Governo Regionale!

Questo il testo di un comunicato da parte di Confintesa indirizzato al Governo regionale.