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Il segretario regionale del sindacato Confael, Manlio Cardella, annuncia che l’ex Consorzio Asi, oggi Irsap, di Caltagirone, ha emesso, nei confronti di un ex dipendente oggi pensionato, una busta paga di 11mila euro lordi a titolo di arretrati relativi all’integrazione del trattamento pensionistico a lui spettante. Lo stesso Cardella spiega: “Ciò è avvenuto dopo che lo scorso 29 gennaio io e Fabio Carrasi, in rappresentanza di Confael e Snalp Sicilia, innanzi alla Commissione Attività Produttive all’Assemblea Regionale, presieduta da Orazio Ragusa, abbiamo denunciato che, da diversi anni, 130 ex dipendenti dei Consorzi Asi della Sicilia non ricevono gli arretrati integrativi alle pensioni di loro spettanza. Si tratta di un diritto legittimo, sancito dalla Corte Costituzionale con sentenza numero 45 del 10 febbraio e del 3 marzo 2016. A fronte di quanto già erogato dal Consorzio di Caltagirone, inoltreremo agli ex Consorzi Asi oggi Irsap delle nove province una richiesta di pagamento immediato degli arretrati pensionistici agli ex dipendenti”.

A Licata cinque uomini, tutti licatesi, si sono resi protagonisti di una violenta rissa in un condominio in contrada Bugiades. I Carabinieri della Compagnia di Licata, allertati da una telefonata al 112, si sono precipitati sul posto e hanno sorpreso in flagranza i rissanti armati anche di un piccone e di una grossa spranga di ferro. E’ stato necessario l’ulteriore sopraggiungere di Carabinieri per placare lo scontro in atto, probabilmente provocato da questioni di vicinato. I cinque hanno subito diverse lesioni e sono stati soccorsi in ospedale. Poi sono stati arrestati ai domiciliari. Sequestrati piccone e spranga di ferro.

Piazza Ravanusella torna ad essere la discarica a cielo aperto che ormai gli agrigentini si sono abituati a conoscere. La maxi bonifica operata lo scorso 6 febbraio dalla ditta Iseda con l’ausilio di mezzi speciali e pale meccaniche a causa dei diversi quintali di rifiuti lasciati dai soliti incivili, è stata infatti vanificata in pochi giorni. Già da qualche giorno, i sacchetti di spazzatura non differenziata, elettrodomestici, cassette di plastica, legno e cartone, vengono accatastati ai bordi dei pannelli di compensato che delimitano l’area che un tempo era un distributore di benzina e che adesso, anche all’interno, somiglia sempre più ad una discarica, nell’attesa che il Comune decida cosa farne.

A nulla, per l’ennesima volta, sono valsi gli interventi degli operatori ecologici e gli appelli dell’assessore Hamel. I controlli non sono sufficienti, evidentemente, a tenere sotto controllo un fenomeno che continua a crescere, visto che piazza Ravanusella sembra sempre più terra di nessuno.

Lo scorso 6 febbraio, gli operatori ecologici hanno impiegato diverse ore per raccogliere, con l’ausilio di pale meccaniche, una grossa quantità di spazzatura non differenziata costituita anche da scarti provenienti da utenze commerciali di tipo alimentare che si proverà ad accertare se provengono anche da attività esistenti nella zona.

 

In una affollata riunione, che si è svolta presso la sede provinciale di Via Mattarella ad Agrigento, la Uil Confederale, con Gero Acquisto Segretario della C.S.T., e la Uilpa Polizia Penitenziaria con il Segretario Lillo Speziale, hanno discusso alla presenza dei dirigenti sindacali la difficile situazione in cui versa l’Istituto penitenziario Petrusa che non può essere sottaciuta e le criticità che si abbattono sugli stessi lavoratori.

 “E’ stato un incontro – dicono i due sindacalisti – che deve trovare una soluzione sugli annosi problemi che riguardano il settore della polizia penitenziaria e degli operatori che giornalmente fanno i salti mortali per garantire il servizio in condizioni di disservizi continui.

E’ una situazione insostenibile che parte già dall’accesso al luogo di lavoro; dopo 27 mesi fìnalmente sono iniziati i lavori per ricostruire il ponte Petrusa, anche per le sollecitazioni di questa organizzazione sindacale. Per non parlare della carenza del personale, sempre più in sotto organico, con gli ultimi 8 trasferimenti al nucleo scorte, alle ferie pregresse, alla mancanza degli standard minimi di sicurezza sia personale, sia strutturale, per un penitenziario vetusto e un’impiantistica non adeguata alla normativa vigente.

E’ assurdo che per la manutenzione ordinaria e straordinaria ancora non arrivino i fondi ministeriali e del DAP per l’adeguamento dell’Istituto.

Abbiamo riscontrato una certa apertura con le organizzazioni sindacali da parte del Direttore dell’Istituto, ma le soluzioni ad oggi appaiono ancora lontane dal raggiungimento degli obiettivi prefissati e delle migliorie delle condizioni generali a 360° gradi di una struttura che deve essere assolutamente adeguata, moderna e fruibile all’intero del sistema carcerario.”  

 

Non si hanno ancora tracce del malvivente che, martedì scorso in via Ragusa a Palma di Montechiaro, ha rapinato un piccolo market del paese minacciando con un coltellaccio il proprietario facendosi consegnare quanto era custodito in cassa, circa 200 euro.

Il bandito ha fatto irruzione armato e con volto coperto da un casco integrale. Poco dopo la fuga con il bottino.
E’ stato il proprietario del supermarket, nonostante lo shock, a chiamare le forze dell’ordine che in poco tempo hanno disposto posti di blocco.

Ancora nessuna notizia ma gli inquirenti sono convinti che il balordo, un giovane, abbia agito da solo.

 

E’ cominciato ieri, presso il Tribunale di Agrigento, il processo nei confronti di un uomo di Licata accusato di sequestro di persona, violenza sessuale, minacce e lesioni.

L’uomo è accusato di aver di aver adescato una donna in un centro commerciale, di averla fatta salire con la forza sulla sua auto, di averla portata fino a San Leone, sulla spiaggia e di averla prima invitata a un rapporto sessuale per poi finire per “accontentarsi” di una masturbazione. La donna avrebbe anche riportato alcune contusioni alle braccia visto che sarebbe costretta con la forza a entrare nella vettura delluomo.

Ieri la difesa dell’imputato hanno chiesto e ottenuto una perizia psichiatrica sul loro assistito. La prossima udienza è stata fissata per il 10 aprile prossino quando sarà conferito l’incarico ad un consulente che effettuerà la perizia.

In una affollata riunione, che si è svolta presso la sede provinciale di Via Mattarella ad Agrigento, la Uil Confederale, con Gero Acquisto Segretario della C.S.T., e la Uilpa Polizia Penitenziaria con il Segretario Lillo Speziale, hanno discusso alla presenza dei dirigenti sindacali la difficile situazione in cui versa l’Istituto penitenziario Petrusa che non può essere sottaciuta e le criticità che si abbattono sugli stessi lavoratori.

“E’ stato un incontro – dicono i due sindacalisti – che deve trovare una soluzione sugli annosi problemi che riguardano il settore della polizia penitenziaria e degli operatori che giornalmente fanno i salti mortali per garantire il servizio in condizioni di disservizi continui.

E’ una situazione insostenibile che parte già dall’accesso al luogo di lavoro; dopo 27 mesi fìnalmente sono iniziati i lavori per ricostruire il ponte Petrusa, anche per le sollecitazioni di questa organizzazione sindacale. Per non parlare della carenza del personale, sempre più in sotto organico, con gli ultimi 8 trasferimenti al nucleo scorte, alle ferie pregresse, alla mancanza degli standard minimi di sicurezza sia personale, sia strutturale, per un penitenziario vetusto e un’impiantistica non adeguata alla normativa vigente.

E’ assurdo che per la manutenzione ordinaria e straordinaria ancora non arrivino i fondi ministeriali e del DAP per l’adeguamento dell’Istituto.

Abbiamo riscontrato una certa apertura con le organizzazioni sindacali da parte del Direttore dell’Istituto, ma le soluzioni ad oggi appaiono ancora lontane dal raggiungimento degli obiettivi prefissati e delle migliorie delle condizioni generali a 360° gradi di una struttura che deve essere assolutamente adeguata, moderna e fruibile all’intero del sistema carcerario.”  

A meno di due settimane dall’inizio del Mandorlo in Fiore ad Agrigento si registra una riduzione delle prenotazioni in particolare nei Bed and breakfast della città della Valle dei Templi. Così rileva il presidente dell’Abba, l’associazione bed and breakfast Agrigento, Carmelo Cantone, che afferma: “Turismo, la festa è finita. Dopo anni di crescita è molto evidente soprattutto la riduzione di turisti italiani. Anche se non si hanno ancora i dati ufficiali, secondo un primo provvisorio bilancio dei flussi turistici, che interessano Agrigento e la sua Festa, possiamo affermare che la presenza dei turisti è in calo rispetto agli anni precedenti, prendendo in considerazione le prenotazioni pervenute fino ad ora ai B&B. Secondo le nostre stime (basate tutte sulle prenotazioni agrigentine) si tratta di una flessione iniziata già lo scorso anno. Non che la Sagra negli ultimi anni abbia portato granché, ma proprio quest’anno le presenze turistiche, al momento, sono veramente molto ridotte. Ripeto, la Sagra non ha mai fatto registrare risultati esaltanti, ma quest’anno, nel confronto con altre edizioni, evidenzia il calo soprattutto dei turisti italiani. Pochi B&B sono pieni solo nel fine settimana del 9 e 10 marzo. E’ una pesante penalizzazione per un comparto che ha dimostrato un elevato dinamismo nonostante la scarsa attenzione riservatagli. I margini degli operatori, infatti, continuano ad essere messi sotto pressione dalla concorrenza degli abusivi e dall’eccesso di costi burocratici e fiscali che penalizzano il settore”.

Lo scorso 4 settembre la Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio, e adesso, dopo il dibattito preliminare, il Tribunale ha rinviato a giudizio l’ex collaboratore della giustizia di Palma di Montechiaro, Giuseppe Tuzzolino, imputato di calunnia a danno di Patrizia Monterosso, ex segretario generale della Regione siciliana ed oggi direttrice generale della fondazione Federico secondo. Nell’agosto del 2016 Tuzzolino raccontò dell’esistenza di una loggia a Castelvetrano che avrebbe incassato il 5 per cento su ogni impianto fotovoltaico costruito nel Trapanese. I soldi sarebbero stati intascati dalla Monterosso che sarebbe stata da tramite fra la massoneria trapanese e l’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Giuseppe Tuzzolino è stato già condannato in primo grado a 3 anni e 8 mesi di reclusione per calunnia a danno del già Procuratore di Agrigento, Ignazio De Francisci.