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La pista ciclabile di San Leone è pericolosa per tutti coloro che la utilizzano. A segnalare il grave problema è l’associazione Mareamico capeggiata da Claudio Lombardo.
Almeno 10 griglie risultano essere divelte, staccate dal bordo e quindi rendono insicuro il transito.
Già decine di persone si sono ferite, cadendo pesantemente sul suolo.
Mareamico chiede all’Amministrazione comunale di Agrigento l’immediata sostituzione di tutte le griglie ammalorate!

Sono 770 i nuovi casi di Covid 19 registrati nelle ultime 24 ore nell’Isola a fronte di 18.441 tamponi processati. L’incidenza scende di poco al 4,2 ieri era al 4,7%. La Sicilia rimane al primo posto per contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 26.255, i guariti sono 843 mentre si registrano altre 25 vittime che portano il totale dei decessi a 6.568. La Regione Sicilia comunica che i decessi segnalati in data odierna sono avvenuti: 1 il 9 settembre, 11 il’8 agosto, 1 il 7 agosto, 1 il 6 agosto, 1 il 27 agosto, 1 il 17 agosto, 1 il 13 agosto, 1 il 12 agosto. Sul fronte ospedaliero sono adesso 907 i ricoverati.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 114, Catania 138, Messina 150, Siracusa 136, Ragusa 47, Trapani 106, Caltanissetta 36, Agrigento 30, Enna 13.

La Squadra Mobile di Agrigento ha svolto presso l’hot spot di Lampedusa  un’articolata attività di indagine che ha permesso l’emissione di un Decreto di Fermo di Indiziato di Delitto da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, nei confronti di 5 uomini egiziani responsabili del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le indagini si sono incentrate sul maxi sbarco del 28 agosto scorso, di ben 538 migranti, di varia nazionalità, i quali giungevano a Lampedusa su un barcone in legno di circa 25 metri, con doppio ponte e motore entrobordo, del tutto inidoneo ad effettuare la traversata in mare con un così elevato numero di persone a bordo, condotti in porto da motovedette della guardia di Finanza e della Guardia Costiera.

Gli investigatori della Squadra Mobile, superate le difficoltà legate alla gestione dell’imponente flusso migratorio e al timore dei migranti di riferire informazioni circa l’identificazione dei cc.ddscafisti per paura di eventuali ritorsioni, acquisivano, nell’immediatezza, informazioni utili da decine e decine di migranti propedeutiche a ricostruire le varie fasi della navigazione e i diversi ruoli rivestiti dagli indagati.

Sono stati identificati i soggetti demandati alla guida del natante, quelli incaricati di dare gli ordinativi di bordo anche costringendo i migranti a trattamenti degradanti e inumani sottoponendoli a violenze fisiche e chi si occupava di distribuire cibo e acqua durante la traversata.

Infatti, a seguito del quadro indiziario raccolto e grazie all’incessante attività investigativa svolta, sono stati compiutamente individuati i soggetti responsabili a vario titolo del reato previsto e punito dall’art. 12 del Dlgs 286/98, con le aggravanti di aver procurato l’ingresso sul territorio nazionale a più di 5 persone, di averle esposte a pericolo per la loro vita o per la loro incolumità e di aver agito allo scopo di trarne profitto anche indiretto.

Il brillante risultato ottenuto, concretizzatosi con l’esecuzione del provvedimento di fermo a carico di H.N.M; N.A.G;  F.F.E; A.E.F.M.S; R.H.A.B. tutti di origine egiziana, avvenuto nella tarda serata di ieri, è stato frutto dell’attività della Squadra Mobile di Agrigento, con il prezioso contributo del Reparto Aereo Navale della Guardia di Finanza di Palermo.

Al termine dell’attività 4 fermati venivano associati presso la Casa Circondariale di Agrigento e 1 presso quella di Sciacca.

L’attività investigativa della Squadra Mobile finalizzata all’identificazione delle organizzazioni criminali sedenti in terra libica e dedite al traffico di esseri umani è tutt’ora in corso e procede a ritmi incessanti nonostante l’imponente flusso migratorio, che nel solo mese di agosto ha fatto registrare l’arrivo di 5540 extracomunitari, impegni il personale della Polizia di Stato nell’esecuzione di arresti per reingresso illegale di migranti, senza soluzione di continuità.

I Carabinieri della Tenenza di Favara, nella mattina di ieri 10 settembre, hanno sorpreso un 30enne, già noto alle Forze dell’Ordine per i suoi trascorsi giudiziari, che nonostante fosse sottoposto alla Misura di Prevenzione della Sorveglianza Speciale, con l’obbligo di soggiorno nel comune di Agrigento, si trovava in P.zza Alberone a Favara. Il soggetto, durante il controllo da parte dei militari dell’Arma, non ha fornito una valida giustificazione del perché si trovasse fuori dal Comune di residenza, né tantomeno disponeva di una autorizzazione da parte dell’autorità Giudiziaria che gli consentisse di allontanarsi dal territorio prescrittogli. Il giovane è stato quindi arrestato e su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Agrigento, ove attenderà la fissazione dell’udienza di convalida.

Continua il maltempo in Sicilia ed anche sulla provincia di Agrigento. Per oggi e domani la Protezione civile regionale ha infatti diramato un’allerta meteo di livello “Giallo” per larga parte dell’isola per condizioni meteo avverse dovute a vento e temporali che però non saranno di forte intensità tanto che, invece,  non è stata individuata alcuna specifica allerta da un punto di vista idrogeologico.

Il Gip di Agrigento, Francesco Provenzano, ha convalidato il fermo ed ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giuseppe Barba, 66 anni, l’ex suocero dell’ex presidente del consiglio comunale di Favara (Ag), Salvatore Lupo di 45 anni, ucciso nel tardo pomeriggio di Ferragosto. L’anziano, durante l’udienza di convalida, dopo essersi proclamato innocente, era rimasto in silenzio, avvalendosi della facolta’ di non rispondere. Cosi’ come richiesto dal procuratore Luigi Patronaggio e dai sostituti Paola Vetro e Chiara Bisso, il Gip ha convalidato il fermo.

Secondo i magistrati i e i carabinieri della tenenza di Favara e della compagnia di Agrigento – che sono stati coordinati dal maggiore Marco La Rovere – l’anziano avrebbe ucciso l’ex genero per motivi economici e per i dissidi scaturiti dopo la separazione con la moglie.

Dissidi che sono stati accompagnati da denunce, da parte della donna, per stalking e aggressioni. Giuseppe Barba sarebbe stato tradito dalle immagini di un video, estratto dalle telecamere di un impianto di videosorveglianza, che immortala la sua Fiat Panda mentre effettua un tragitto nella direzione della via IV novembre, dove, in un bar, e’ stato commesso l’omicidio. Proprio su quell’auto, grazie all’esame dello Stub, sono state trovate – sul volante in particolar modo – tracce di polvere da sparo.
(ANSA).

A Montevago, in provincia di Agrigento, oggi, 11 settembre 2021, in occasione dei 20 anni trascorsi dagli attentati terroristici negli Stati Uniti, è stata commemorata, con un annullo postale e una cerimonia, Lucia Crifasi, di Montevago, vittima della catastrofe delle Torri Gemelle. Lucia Crifasi abitava a Glendale e lavorava all’American express. Aveva 51 anni quando l’11 settembre 2001 perse la vita al World trade center. A Montevago vi è una piazza a lei intitolata, con una scultura ambientale firmata da Franco Panella, dedicata a Lucia Crifasi e a tutte le altre vittime dell’attentato.

Nel luglio del 2000, a Lampedusa, il Comune ha rilasciato una concessione edilizia al signor S. F., per la costruzione di un immobile a piano terra e piano seminterrato su un terreno di sua proprietà.

Dopo oltre 14 anni, il Comune, su esposto della proprietaria del terreno confinante, ha annullato in autotutela la concessione edilizia rilasciata nel 2000, ritenendo che la stessa fosse stata rilasciata in violazione delle distanze dal confine previsto dallo strumento urbanistico ed ha ordinato la demolizione dell’immobile.

Il signor S F, ha presentato un ricorso al TAR Palermo che tuttavia, conclusa in senso negativo la fase cautelare, lo rigettava dichiarandolo inammissibile in accoglimento dell’eccezione della vicina di casa C.M. intervenuta nel giudizio.

A questo punto il sig. S.F. si rivolgeva agli avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airo’ e Mario Fallica per promuovere appello e chiedere la sospensione della sentenza del TAR Palermo.

In particolare, il collegio difensivo guidato dall’Avv. Rubino, in grado di appello, ha ribadito l’ammissibilità del ricorso introduttivo del giudizio ed ha censurato l’illegittimità dell’operato del Comune di Lampedusa sia sotto il profilo della violazione di legge, avendo il Comune adottato il provvedimento di annullamento in contrasto con i principi che regolano il potere di autotutela, sia sotto il profilo dell’eccesso di potere per carenza di istruttoria, illogicità ed ingiustizia manifesta e difetto di motivazione.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, ritenendo fondate le tesi formulate dagli avvocati del sig. S.F., in prima istanza ha accolto la domanda di sospensione della sentenza appellata e dell’ordine di demolizione.

In sede di merito, il CGA ha poi accolto l’appello ritenendo, tuttavia, al fine di non saltare un grado di giudizio, di rinviare gli atti nuovamente al TAR Palermo, il quale si era limitato ad una pronuncia di rito e non era mai entrato nel merito della vicenda.

Il TAR Palermo, superate le questioni sull’ammissibilità del ricorso, per effetto del pronunciamento del CGA, esaminando per la prima volta il ricorso nel merito lo ha respinto ritenendolo infondato.

A questo punto il sig. S.F. rivolgendosi nuovamente ai propri avvocati Rubino, Airo’ e Fallica ha proposto un nuovo appello innanzi al CGA ribadendo l’illegittimità e l’erroneità dell’operato del Comune di Lampedusa sotto diversi profili.

Il CGA, presieduto dal Presidente Rosanna De Nictolis e relatore della causa il Consigliere Antonio Caleca, nuovamente pronunciandosi in sede cautelare, ha accolto la domanda di sospensione della sentenza appellata, ritenendo Considerato che:<>

Inoltre con il predetto pronunciamento il CGA ha ritenuto indispensabile chiedere al Comune di Lampedusa e Linosa ulteriori chiarimenti in ordine al proprio operato ed alla prassi amministrativa seguita per casi analoghi a quello per il quale è controversia.

Per effetto della predetta pronuncia resta ferma la sospensione dell’ordine di demolizione irrogato dal Comune di Lampedusa, in attesa dell’udienza di merito che porterà alla conclusione del lungo ed articolato contenzioso.

Accogliendo le tesi del difensore, l’avvocato Daniele Re, il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Fulvia Veneziano, con la formula “perché il fatto non sussiste”, ha assolto Vittorio Albanese, 46 anni, titolare del locale “Il Mojo” in piazza San Francesco, imputato di avere organizzato abusivamente un concerto e una serata danzante abusiva. Lui è stato denunciato il primo novembre del 2019, in occasione di un controllo eseguito dai Carabinieri, in quanto la serata danzante sarebbe stata organizzata senza alcuna autorizzazione, e senza avere rispettato le prescrizioni delle autorità a tutela dell’incolumità pubblica, accogliendo un numero elevato di avventori. Albanese si è difeso così: “Non ho organizzato alcuna serata danzante, ma un semplice concerto per il quale possedevo una regolare autorizzazione”.

Continua senza sosta l’attività dei Carabinieri della Stazione di Pantelleria che da ieri sono impegnati a fronteggiare un’emergenza straordinaria che ha causato morti e feriti gravi. Erano circa le 19.00 di eri quando il telefono del Comando Stazione ha iniziato a squillare, in una serata tempestosa che mai poteva far pensare accadesse l’irreparabile.

Alle prime richieste di aiuto e di soccorso tutti i militari dell’Arma presenti sull’isola si sono precipitati nella zona dove  la tromba  d’aria aveva abbattuto case e spazzato via tutto ciò che incontrava sbalzando le auto a metri di altezza.

 

I primi soccorsi ovviamente sono andati alle persone ferite che necessitavano di essere trasportate al presidio medico dell’isola e all’accertamento che non vi fosse nessuno all’interno delle autovetture coinvolte o sotto le macerie delle case abbattute.

Questa mattina, unitamente a personale dei Vigili del Fuoco in possesso di un drone termico e della Protezione Civile, avendo avuto la certezza che non vi fosse nessun disperso, è iniziata l’ispezione per cercare di quantificare i danni.

Una tromba d’aria, che al passaggio ha lasciato devastazione, due morti e nove feriti, entrata dalla parte Est dell’isola, si è abbattuta ieri in contrada Campobello, costeggiando la strada perimetrale che collega il paese con il centro abitato di Kamma.