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Rosario Santanastasio ( Presidente nazionale di Archeoclub D’Italia): “In Sicilia, in queste ore, è nato un modello innovativo di partecipazione civile, di protezione civile a vantaggio dei Beni Ambientali, che sono anche Beni Culturali.  La Scala dei Turchi è subito ritornata al suo splendore affermato nel mondo grazie alla rete che ha visto insieme: istituzioni regionali, locali, volontari, associazioni, cittadini, subito in campo per condannare l’atto vandalico, ma anche per ricondurlo allo splendore!”.

“Possiamo dire che in Sicilia, in queste ore, è nato un modello innovativo di protezione civile dei beni culturali. Una rete di associazioni, volontari, cittadini, istituzioni regionali e comunali, in campo per condannare l’atto vandalico ma anche per riportarlo subito al suo antico splendore. Questo è il modello per il quale da decenni Archeoclub d’Italia si batte con orgoglio. E vorrei citare Peppino Impastato quando dice: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. La Scala dei Turchi è già ritornata al suo splendore grazie all’intervento immediato della Regione Sicilia e della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento che hanno fatto squadra con i cittadini in difesa del Patrimonio Ambientale.

Ora in Italia bisognerebbe andare oltre, infatti è evidente che le responsabilità sono sicuramente anche da attribuire al legislatore del recente passato, che da troppo tempo si attarda sull’inasprimento delle sanzioni penali rispetto ai beni culturali. Pare infatti che dal 2015 siamo ancora in attesa del passaggio definitivo alla camera dei deputati della normativa che amplia i reati relativi ai beni culturali e trasferendoli dal Codice Urbani al Codice Penale.

Un qualsiasi luogo che conserva siti archeologici, rifugi di guerra, testimonianze storiche e culturali, ma anche qualsiasi sito naturalistico anche di costa che narra mitologia, storia, tradizione, deve essere considerato Patrimonio Culturale alla pari di un museo!”. Lo ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia.

 

Dopo 54 anni dal sisma del Belice la volontà e la tenacia di molti, uniti all’amore per il proprio territorio, hanno avuto il sopravvento!

Quella storia iniziata 54 anni fa vede anche noi protagonisti e ci esorta a continuarla. Le persone  di allora ci chiedono di amare ancora di più questa terra, non di sopportarla.

“Le città non muoiono sino a quando chi le abita è capace di gettare intorno a sé semi di futuro”. La prima fase della messa in sicurezza dell’antica Chiesa Madre di Montevago è un segno. Potere accedere all’interno dopo 54 anni, calpestare la pavimentazione e muoversi tra le colonne, vedere gli altari, rivivere lo spazio, è un segno di amore ed i speranza. I lavori per la messa in sicurezza hanno riportato alla luce tantissimi reperti, suppellettili, resti di marmi e legno segnati dal peso del tempo e delle pietre.

Rifiutando di restare narratori di una storia triste che appartenne ad altri, ma sentendoci protagonisti orgogliosi di una storia nuova, l’Arcidiocesi di Agrigento con l’Ufficio Beni Culturali e il Museo Diocesano hanno accolto l’invito del Sindaco on. Margherita La Rocca e del parroco don Giuseppe Coppola di proporre alla comunità e alla diocesi un sintetico, ma intenso percorso storico-culturale e di fede, con i tesori della Chiesa Madre Salvati subito dopo le prime scosse del sima e quelli Ritrovati in occasione dei recenti lavori della messa in sicurezza diretti dall’arch. Alfonso Cimino ed eseguiti dalla Impresalv di Salvatore Vullo.

Degli oggetti ritrovati pochi hanno un valore artistico ma tutti hanno il valore della memoria, della preghiera, del sacrifico dei tanti fedeli e benefattori che in Chiesa Madre si ritrovavano a pregare, a vivere la gioia della nascita e del matrimonio e anche il dolore del lutto.

Oggi i Tesori di Montevago, con questa mostra temporanea, vengono in parte restituiti alla comunità, in attesa di potere creare uno spazio per una mostra permanente della memoria, che li accolga affinchè siano custoditi e ritornino a far parte, anche se in altri modi, della vita dei fedeli.

La mostra, che prevede l’esposizione nella cappella feriale della chiesa Madre nuova di alcune preziose suppellettili liturgiche, unitamente ai reperti ritrovati tra le macerie, si integrata con le altre opere artistiche stabilmente esposte alla pubblica venerazione nella chiesa Madre nuova di Montevago.

La mostra che sarà inaugurata il 13 gennaio alle ore 17,00 sarà visitabile fino al 16 gennaio dalle ore 10,00-13,00 dalle 16,00 alle 18,00.

Si invitano i signori giornalisti a partecipare alla conferenza stampa indetta dal Sindaco dott. Francesco Miccichè, nel corso della quale saranno illustrate le attività svolte al 31 dicembre.
Interverranno, oltre al sindaco,  l’assessore Marco Vullo, relativamente alle attività portate a termine e all’acquisto dei SUV e dei PC e l’assessore Giovanni Vaccaro che descriverá  l’acquisto e la collocazione dei due
bagni pubblici automatizzati.
Saranno presenti anche tutti gli assessori e i dirigenti, dott. Gaetano Di Giovanni e ing. Alberto Avenia.
Per potere partecipare, i giornalisti dovranno esibire il Green Pass.

Sono 7.803 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime ventiquattro ore a fronte di 31.786 tamponi processati. L’indice di positività è al 24.55%. Le vittime sono 23 mentre i guariti 917. Attualmente in Sicilia ci sono 118.640 persone positive al virus, +6.863 rispetto a ieri. In crescita i ricoveri, aumentati di 42 unità rispetto a ieri (1303 in totale).

QXuesta la situazione nei Comuni capoluogo: Catania 1.483; Messina 1.438; Trapani 1.117; Palermo 1.096; Agrigento 819; Siracusa 667; Ragusa 612; Caltanissetta 353; Enna 218

Il green pass sarà richiesto in alberghi e strutture ricettive, per le feste delle cerimonie civili o religiose, alle sagre e alle fiere, nei centri congressi, nei servizi di ristorazione all’aperto. Stesse regole anche per andare in piscina, per gli sport di squadra e per accedere a centri benessere (anche all’aperto), centri culturali, sociali e ricreativi. Il disco verde “super” sarà necessario per l’accesso e l’utilizzo dei mezzi di trasporto compreso il trasporto pubblico locale o regionale.

Sempre da oggi 10 gennaio cambiano le procedure per tutti i passeggeri che si sposteranno in aereo con voli nazionali. Anche in questo caso sarà necessario avere il «Green Pass rafforzato» (che si ottiene solo a seguito di vaccinazione o guarigione, o di certificati equivalenti così come stabilito dal DL dello scorso 30 dicembre), ad eccezione dei minori di età inferiore ai 12 anni e dei soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica.

Ad Agrigento non è possibile più sottoporsi al tampone covid nei locali dell’ex ospedale, in via Giovanni 23esimo. Infatti, da oggi, lunedì 10 gennaio, l’Azienda sanitaria ha allestito un drive-in per i tamponi nella zona industriale, innanzi all’ex Girgenti Acque, in piazza Trinacria. Il commissario Zappia spiega: “Abbiamo trasferito fuori dal centro cittadino il punto tamponi per evitare l’intasamento della viabilità nei pressi dell’ex ospedale, e per ottimizzare il servizio utilizzando spazi più ampi per eseguire i tamponi”.

Il Genio Civile di Agrigento ha concluso a Siculiana i lavori di recupero sicurezza delle costruzioni della Cooperativa “La Casa”, esposte alla frana del versante di contrada Cantamatino, alimentata dalle piogge dello scorso mese di novembre. Il capo del Genio Civile, Rino La Mendola, spiega: “Abbiamo dovuto superare una serie di difficoltà a causa delle piogge torrenziali di novembre, che hanno determinato il susseguirsi di movimenti franosi lungo il versante che non ci consentivano di operare in sicurezza. Adesso il Comune potrà ripristinare i sottoservizi danneggiati dalla frana e completare le opere di finitura necessarie per consentire ai cittadini sfollati di rientrare nelle proprie case, oramai in sicurezza. L’impresa esecutrice dei lavori è stata la “Imprescar Srl”.

Cambia sede da domani, lunedì 10 gennaio, il drive in per l’effettuazione dei tamponi per la diagnosi dell’infezione da covid-19 attualmente allocato preso il vecchio ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Dall’area sita in via Giovanni XXIII il servizio si trasferisce nella zona industriale ASI presso la piazza Trinacria prospiciente gli uffici dell’AICA-Girgenti Acque. La decisione di spostare il drive in fuori dal centro cittadino scaturisce dal forte aumento di contagi registrato in questo periodo e dall’esigenza correlata di ottimizzare il servizio senza arrecare disguidi nella circolazione dei veicoli presso la zona dell’ex ospedale oltreché dalla necessità di utilizzare spazi più ampi per agevolare le operazioni.

Angela Roberto ( presidente Archeoclub D’Italia Agrigento che oggi è ritornata sul luogo): “La Scala dei Turchi è ritornata già al suo antico splendore grazie all’immediatezza della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento e della Regione Sicilia!”

 “La Scala dei Turchi è già ritornata al suo splendore grazie all’intervento immediato della Regione Sicilia e della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento che ringraziamo. Il Soprintendente Arch. Michele Benfari, con il suo staff tecnico è prontamente intervenuto sia nel riconoscere la sostanza imbrattante che nella rimozione della stessa. Ha partecipato egli stesso sia come tecnico , sia nominando un altro tecnico specializzato nel trattamento delle pietre, Corrado Capraro. Ringraziamo i numerosi volontari intervenuti: giovani del comune di Porto Empedocle e Realmonte, Servizio Civile di Realmonte, Comune di Realmonte che hanno fatto risplendere la Marna bianca! La Sicilia ha dato un grande esempio e dunque ringraziamo le istituzioni che con immediatezza, nell’arco di poche ore hanno garantito il ritorno allo splendore della Scala dei Turchi, sito amato nel Mondo. Speriamo che i colpevoli vengano individuati al più presto”. Lo ha affermato Angela Roberto, Presidente di Archeoclub D’Italia sede di Agrigento.