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Il Portavoce di Fratelli d’Italia della Provincia di Agrigento, Fabio La Felice, manifesta apprezzamento per l’intervento di sanificazione posto in essere, oggi, dai Vigili del Fuoco di Lampedusa ed afferma: “Rivolgo un plauso ed il più profondo ringraziamento, a nome mio e di tutto il Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, nei confronti dei Vigili del Fuoco di Lampedusa, eroi silenziosi che, con grande generosità e spirito di sacrificio, sono in prima linea nella lotta contro il coronavirus per garantire, anche a rischio della loro stessa vita, la tutela della salute pubblica”.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati ad oggi,  così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 113 (16, 15, 10);

Catania, 664 (99, 114, 73);

Enna, 319 (172, 33, 25);

Messina, 412 (123, 59, 42);

Palermo, 349 (70, 46, 27);

Ragusa, 58 (4, 6, 6);

Siracusa, 103 (60, 77, 17);

Trapani, 112 (7, 18, 5).

Il Consiglio Comunale di ieri sera in Streaming è servito soprattutto a fare emergere alcuni errori causati principalmente dal tragico momento legato all’emergenza Covid ma anche a tanta fretta e disattenzione dell’amministrazione che senza ombra di dubbio ha creato confusione e poca chiarezza.

Vullo scrive “ per la riapertura dei termini di presentazione delle istanze dei Buoni Spesa ho chiesto maggiori dettagli ed un allargamento della platea dei beneficiari soprattutto per coloro che sono possessori di prestazioni minime RDC, REI, INV.CIV e perché no, anche a quei nuclei che pur avendo al proprio interno  un rapporto di lavoro dipendente ancora non hanno ricevuto la CASSA INTEGRAZIONE Inps  ”

Vullo Continua : “ Senza remora alcuna, in questa prima fase un plauso va fatto a tutti i dipendenti comunali che sono stai impegnati a ritmi serrati in smart-Workig fuori dal regolare orario di lavoro nella elaborazione delle domande e nella distribuzione dei buoni , Shapeau!! “

“ adesso superata la fase critica, bisogna attivarsi e correre ai ripari non ripetendo alcuni errori!! uno tra tutti i pericolosi assembramenti durante la consegna dei buoni che può essere superata organizzando un servizio di consegna a domicilio dei buoni alle famiglie che ne faranno richiesta anche qualora vi fosse la disponibilità attraverso un maggiore coinvolgimento delle associazioni del 3° settore “

Vullo Continua “ ho chiesto al Dirigente  e All’assessore  dei Servizi sociali maggiore trasparenza che deve passare obbligatoriamente attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale del Comune dell’elenco dei beneficiari e degli esclusi, cosa che ancora inspiegabilmente non è stata fatta e li ho invitati in ultima istanza a vigilare maggiormente sulla veridicità delle istanze presentate anche attraverso la richiesta di accesso alla banca dati Inps chiedendo una implementazione della possibilità di accedere ad alcune funzioni di controllo tutto ciò al fine di scoraggiare i furbetti che potrebbero accedere al beneficio sottraendo risorse a chi né ha realmente bisogno “

“Il pericolo che vengano scarcerati boss mafiosi a causa dell’emergenza del covid-19 è qualcosa di inconcepibile. È qualcosa che va a colpire al cuore la dignità dei siciliani e dei palermitani in particolare”.

Lo dichiarano il segretario regionale della Lega Stefano Candiani, già sottosegretario all’Interno con Salvini ministro, che è intervenuto oggi in Senato sulla vicenda, e Igor Gelarda, capogruppo al consiglio comunale di Palermo, che è anche un appartenente alla Polizia di Stato.

“Una terra – sottolineano Candiani e Gelarda – che non solo ha pagato un altissimo tributo di sangue a causa della criminalità organizzata, in termini di vittime innocenti, ma ne ha anche subito una lesione di immagine incalcolabile. Una decisione che fa torto a quei milioni i siciliani che sono sempre state persone perbene e hanno contribuito, con il loro lavoro e con le loro intelligenze, a rendere grande questa Nazione”.

“Senza considerare – concludono – che queste scarcerazioni costituiscono un affronto nei confronti di quei magistrati e quegli uomini e donne in divisa che hanno pagato con il proprio sangue la lotta alla mafia”.

Le proteste, gli allarmi, le reazioni suscitati dal trasferimento di un consistente gruppo di migranti nell’ex hotel Villa Sikania di Siculiana richiamano l’attenzione su vicende che, soprattutto in piena emergenza sanitaria Covid-19 impongono misure adeguate a tutela della salute pubblica senza far venir meno il dovere dell’accoglienza e della solidarietà.

È doveroso che le amministrazioni comunali, continuino a fare tutto ciò che è necessario per garantire l’incolumità di tutti i cittadini; è altresì doveroso che le forze dell’ordine, continuino a vigilare perché nessuno, anche chi viene da lontano e non si sa se abbia potuto contrarre il virus, possa violare le disposizioni, i decreti governativi o le varie ordinanze; è inoltre dovere imprescindibile del Governo fare di tutto per assicurare misure idonee alla gestione delle emergenze.

In merito agli episodi di protesta che si sono verificati a Siculiana contro la presenza degli immigrati, pur comprendendo le paure legate al momento che tutti stiamo attraversando, non possiamo da cristiani accettare tali comportamenti. Questi gesti si sono rivolti contro nostri fratelli immigrati che hanno l’unica colpa di essersi messi in salvo venendo da altri paesi la cui situazione sociale è invivibile e per questo si trovano in condizioni disperate. Se esiste una ragionevole preoccupazione per la salute pubblica, essa va fatta presente nelle opportune sedi e non imputate a persone che nulla possono se non sentirsi ferite nella loro dignità, che è uguale alla nostra.

Gli atti di rifiuto che si sono verificati non hanno nulla di cristiano, anzi contraddicono la stessa fede. Auspicando che chi ne ha il dovere garantisca che la struttura sia adeguata e che tutte le misure idonee siano rispettate, siamo altrettanto certi che il popolo di Siculiana, che si è sempre distinto per una fede che si concretizza nelle opere soprattutto di generosità e di accoglienza, darà prova di vera fede cristiana e di civiltà, soprattutto di generosità e accoglienza darà prova di vera fede cristiana e di civiltà.

(ANSA) – ROMA, 21 APR – Escono dal carcere per motivi di salute, in considerazione anche dell’emergenza Coronavirus, e ottengono i domiciliari due boss di mafia e ‘ndrangheta. Secondo quanto riporta in esclusiva L’Espresso Francesco Bonura, 78 anni, considerato uno dei boss più influenti, e Vincenzino Iannazzo, 65 anni, ritenuto esponente della ‘ndrangheta, sono usciti dal carcere in considerazione del loro stato di salute.
Bonura, condannato definitivamente per associazione mafiosa a 23 anni, si trovava al 41bis. Il giudice di sorveglianza del Tribunale di Milano, secondo quanto riporta L’Espresso, ha concesso gli arresti in casa sostenendo i motivi di salute sottolineando “siffatta situazione facoltizza” il magistrato “a provvedere con urgenza al differimento dell’esecuzione pena”. Il giudice ha escluso il pericolo di fuga e, concedendo i domiciliari, ha disposto che “non potrà incontrare, senza alcuna ragione, pregiudicati” e inoltre, “lo autorizza” ad uscire da casa, ogni volta che occorrerà “per motivi di salute” anche dei familiari.
Il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, ricorda L’Espresso, definiva Bonura “un mafioso “valoroso”” sottolineando che il boss “è stato uno degli imputati del primo maxi processo a Cosa nostra dove è stato condannato e che successivamente si è avvicinato a Bernardo Provenzano”.
Nelle scorse settimane, ricorda sempre L’Espresso, è stato posto agli arresti domiciliari dai giudici della corte d’assise di Catanzaro, Vincenzino Iannazzo, 65 anni, ritenuto un boss della ‘ndrangheta. Il suo stato di salute è stato giudicato incompatibile col carcere in considerazione dell’attuale emergenza epidemiologica. Iannazzo, detto “il moretto”, è indicato come il capo del clan di Lamezia Terme (a luglio 2018 condannato anche in appello a 14 anni 6 mesi) e adesso torna a casa proprio nel cuore di Lamezia.
(ANSA).

La situazione in cui si ritrova la provincia di Agrigento per le conseguenze del lockdow, imposto a seguito delle misure di contenimento del Covid-19, risulta estremamente grave, in quanto si è in presenza di un tessuto socio-economico di per sé molto fragile, con un alto tasso di disoccupazione e con una vistosa marginalità infrastrutturale, che ha già iniziato a far venire fuori le situazioni di grave emergenza.

A nostro modesto parere, le prime misure adottate dal Governo centrale, con il decreto Cura Italia e quello Liquidità, vanno integrate da ulteriori interventi che, in via complementare con le misure del governo regionale, possano sostenere le nostre famiglie investendo nel valore sociale che queste continuano a mettere in campo anche in questo difficile frangente. Tuttavia, la particolare contingenza impone che il Governo intervenga in maniera più sostanziosa nel dare un aiuto ai Comuni perché questi possano intervenire a sostegno delle imprese e delle famiglie della provincia per arginare un ulteriore impoverimento delle stesse. Solo così, come invocato da tutte le organizzazioni di categoria, si potrà chiedere ai Comuni che si possa procedere ad una sospensione del pagamento dei tributi locali e delle principali utenze, le cui scadenze creano non poca tensione in una popolazione fortemente provata da un’ emergenza sanitaria che per fortuna non si è presentata con caratteristiche drammatiche nel nostro territorio.

Ribadiamo però la necessità che i Comuni abbiano altre risorse per poter sospendere le tasse locali, altrimenti a breve assisteremo a una generale situazione di default di tutti i comuni dell’agrigentino.

Tuttavia ci troviamo in presenza di un’emergenza economica che invece delinea un quadro decisamente preoccupante anche per la tenuta degli equilibri sociali e per i rischi concreti che la mafia possa organizzarsi per trarre profitti da tale situazione.

Le diverse dinamiche che si incrociano in un tale scenario necessitano di un’autorevole regia e di un punto di riferimento credibile come quello che sempre è stato assicurato dalla prefettura di Agrigento.

Pertanto chiediamo di potere prendere parte ad un incontro in videoconferenza per fare il punto della situazione e per stimolare gli Enti Locali a fare la loro parte affinché si possa superare senza traumi l’attuale momento e capire come ci si possa avviare verso la fase della ripartenza.

La Prefettura di Agrigento ha pubblicato un avviso esplorativo urgente per l’individuazione di:
A) idonee strutture ricettive al fine di affidare il servizio  di accoglienza dei migranti interessati dall’applicazione di misure di isolamento sanitario o di quarantena di sorveglianza attiva. Il testo dell’avviso, con tutta la documentazione allegata, è disponibile sul sito istituzionale della Prefettura. Gli operatori economici interessati possono trasmette la propria manifestazione di interesse entro il termine delle ore 9:00 del giorno 24 aprile 2020.
B) di un vettore marittimo deputato al trasferimento dei migranti che giungono sull’isola di Lampedusa e che devono essere trasferiti in Sicilia, nell’ambito dell’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19. Il testo dell’avviso, unitamente a tutta la documentazione allegata, è pubblicato sul sito istituzionale della Prefettura. Gli operatori economici interessati potranno presentare la propria manifestazione di interesse e la propria offerta economica entro il termine delle ore 9:00 del giorno 24 aprile 2020.

“Una serie di emendamenti per aumentare la dotazione finanziaria e  rendere immediati e reali gli interventi di ristoro a favore delle piccole  e medie imprese del nostro territorio”. CNA Sicilia indica all’Ars il percorso legislativo per riaccendere i motori dell’economia, che hanno smesso di girare a causa della diffusione del Covid19.  “In vista del voto d’Aula – affermano i vertici regionali della Confederazione – abbiamo proposto dei correttivi per migliorare e qualificare la bozza della Legge di Stabilità, già approvata dalla giunta di Governo. Riteniamo che sia doveroso dare maggiore spinta e sostanza – sottolineano il presidente Nello Battiato e il segretario Piero Giglione – all’immissione di liquidità nel circuito produttivo siciliano, indispensabile per farlo ripartire e rimetterlo in piedi dopo l’arrivo della pandemia che, come una sorta di tsunami, ha pesantemente colpito e dilaniato le attività imprenditoriali. Fondo perduto, accesso al credito agevolato, rafforzamento del ruolo dei Confidi e riattivazione della Crias: queste  nostre richieste, largamente condivise attraverso una petizione che abbiamo lanciato sui social, hanno trovato riscontro nella Finanziaria, ma rileviamo assolutamente deficitaria la capienza prevista rispetto alle esigenze e alle necessità provenienti dai vari segmenti e settori economici. Dunque la parola d’ordine è irrobustire quei capitoli di spesa, i cui interventi sono destinati, attraverso fondo perduto secco e prestiti a tasso quasi vicino allo zero, a rianimare le anemiche casse delle attività artigianali e delle Pmi. Complessivamente occorre ridisegnare la manovra che contempli, secondo la nostra valutazione,  interventi mirati per circa un miliardo di euro, utili per potere dare risposte serie, concrete e urgenti al mondo produttivo siciliano. E tra gli emendamenti presentati – concludono Battiato e Giglione – ne figura uno che riguarda l’istituzione di capitoli di spesa, nei quali far confluire le economie legate ai ribassi  d’asta dei lavori, da indirizzare sia per il rimborso dei maggiori  costi sostenuti  dalle imprese edili per l’attuazione  dei protocolli  di sicurezza generati dal contagio del coronavirus, sia per la progettazione e realizzazione di piccole opere infrastrutturali ricadenti nel territorio di riferimento, da effettuarsi con procedure pubbliche aperte”.

Tre respiratori polmonari, con relativi carrelli e innesti per gas medicali da impiegare nei reparti di terapia intensiva, e 1.800 mascherine per l’immediata salvaguardia del personale sanitario della provincia di Agrigento. È quanto acquistato dall’unione delle raccolte fondi lanciate su GoFundMe a sostegno degli ospedali della provincia di Agrigento.

Una è stata promossa da Piero Barone de Il Volo, da Lello Analfino dei Tinturia, da Silvio Schembri de Le Iene, dall’attore e conduttore Sergio Friscia, dallo chef Pino Cuttaia, dal cantautore Daniele Magro e dall’attore Gianfranco Jannuzzo. Le altre due, invece, erano state ideate e promosse da due giovani studenti agrigentini, Salvatore Moribondo e Francesco Rao.

Unendo le forze e le risorse raccolte, grazie al supporto della Fondazione “AGire insieme” dell’imprenditore Salvatore Moncada che ha gestito tutti gli aspetti burocratici per gli ordini delle attrezzature, il denaro raccolto su GoFundMe aiuterà i medici, gli infermieri, i tecnici, gli ausiliari e tutti gli operatori sanitari degli ospedali di Sciacca, Ribera, Agrigento, Canicattì e Licata.

Le attrezzature acquistate sono state scelte sulla base delle esigenze che l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha fatto sapere agli organizzatori delle raccolte fondi.

Nonostante la situazione epidemiologica nell’Agrigentino, appare – infatti – ancora necessario il rafforzamento dei reparti di terapia intensiva della provincia. La raccolta fondi “Sostegno ospedali della provincia di Agrigento” rimarrà attiva sul portale GoFundMe fino al 30 aprile: i restanti fondi raccolti verranno impegnati sempre secondo le esigenze dell’Asp provinciale.