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Un incidente stradale ha provocato la morte di Egidia D’Amico, conosciuta come “Gina”, 33 anni, deceduta lungo la strada statale 120, in territorio di Randazzo, in provincia di Catania. Lei è stata alla guida di una Ford Focus che, per cause in corso di accertamento, si è scontrata con un camion guidato da un 49enne, ferito. La donna, madre di due bambini, insegnava alla scuola media “Carlo Levi” di Maniace come supplente. Sul posto, scattato l’allarme, sono intervenuti carabinieri, vigili del fuoco e personale del 118. Probabilmente a Gina D’Amico è sfuggito il controllo dell’automobile a causa del fondo stradale ghiacciato. La salma è stata restituita alla famiglia.

Come pubblicato ieri, nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza di Agrigento cosiddetta “Illegal stay” (Soggiorno illegale), su falsi permessi di soggiorno procacciati agli immigrati, è stato arrestato anche il senegalese Papa “Papi” Ndyae, 67 anni. Ebbene, in città tanti hanno equivocato ritenendo che si tratti dello storico e conosciuto rappresentante ad Agrigento della comunità senegalese Papi Madoke Diop, che invece precisa: “Non sono io”.

Dopo il sopralluogo  dello scorso 4 Gennaio, svolto dall’amministrazione comunale, su richiesta del Comitato “Uniti per Ravanusella” e del Movimento Culturale “il Centro Storico di Agrigento”, il sindaco Francesco Miccichè, si è attivato sin da subito insieme agli assessori comunali Francesco Picarella  e Aurelio Trupia per  risolvere i problemi riscontrati nel quartiere, in primis quello delle scarse condizioni igienico sanitarie. È stata difatti  emanata un’apposita ordinanza dirigenziale, in vigore dal 18/01/2022 al 31/12/2022, con la quale si ripristina il divieto di sosta con rimozione in tutta la piazza Ravanusella tutti i martedì dalle ore 06:00 ore alle 13:00, per consentire la pulizia dell’area interessata.
Pertanto, si richiede agli abitanti e non solo la massima collaborazione nel rispetto di tale divieto.
I Movimenti Uniti per Ravanusella e Il Centro Storico di Agrigento, ringraziano l’amministrazione per questo intervento, che si auspica essere l’inizio dei tanti richiesti per la riqualificazione della zona.

La vicenda della chiusura e riapertura delle scuole esprime tutta la preoccupazione dei genitori verso la migliore tutela per i propri figli. Le decisioni giudiziarie ci dicono che è legittima l’apertura delle scuole in linea a ciò che accade nel resto del Paese. Rispetto esprimo per i genitori che la pensano diversamente . Anche questa posizione interpreta  voglia  di tutela per i propri figli.  Eppure ciò che oggi più di ogni altra cosa amareggia e risulta   nettamente censurabile è l’atteggiamento di chi condanna questo tipo di iniziative con toni offensivi e da bar, tanto più se a farlo sono assessori di una Amministrazione comunale capoluogo e rispetto a posizioni che discendono da provvedimenti giudiziari che hanno legittimato l’azione intrapresa. Un’offesa gratuita e intollerabile verso tante famiglie agrigentine.

Continuano gli interventi sugli istituti scolastici della provincia programmati dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Nelle prossime settimane sarà attivata la procedura per l’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria dell’I.I.S.S. Luigi Pirandello in Contrada Filomena a Bivona. L’importo previsto a base d’asta è di € 726.372,81. Si tratta di fondi attribuiti dallo Stato alla Regione Siciliana da destinare ai Liberi Consorzi e alle città metropolitane per le spese di manutenzione straordinaria di strade e scuole.

Sono previsti, tra gli altri, lavori edili di qualsiasi natura, finalizzati al ripristino della funzionalità e fruizione dell’edificio scolastico, lavori di falegnameria, lavori di sistemazione e/o sostituzione di infissi interni – esterni, vetrate di alluminio anodizzato e similari; lavori di impiantistica: elettrico, idrico, di riscaldamento, ascensore. Prevista anche la sistemazione degli spazi esterni e il ripristino condotte fognanti e idriche.

Per l’individuazione degli operatori economici da invitare si svolgerà un’indagine di mercato, svolta in modalità telematica.

“Avevo già preannunciato le mie dimissioni perché da un anno ho manifestato la mia volontà di candidarmi alla presidenza della Regione Siciliana. Questa mattina sono state protocollate e saranno efficaci dal 7 febbraio: resterò sindaco fino alle 23:59 del 6 febbraio, come prevede la legge. Mi occuperò di organizzare il movimento Sicilia Vera e le liste che saranno a sostegno di questa marcia su Palermo, perché in Sicilia è giunto il momento di un ricambio generazionale”. Lo ha affermato il sindaco di Messina, Cateno De Luca, in una videointervista alla Dire dalla rada San Francesco, dove sta portando avanti la sua protesta per chiedere una modifica delle norme sul green pass rafforzato per l’attraversamento dello Stretto.
“La città di Messina mi ha dato la possibilità di dimostrare che anche in contesti difficili si può lavorare e ottenere i giusti risultati – ha continuato De Luca spiegando il senso delle sue dimissioni – e mi ha consentito di acquisire anche quell’esperienza per potermi proporre a diventare il ‘sindaco di Sicilia’ e candidato per la presidenza della Regione”.

«Agenzia DIRE»

4.037 nuovi contagiati Covid in Sicilia a fronte di 24.549 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore; i casi totali salgono a 526659. Il bollettino del Ministero della Sanità registra anche 23 vittime che portano il totale a 7.938 decessi. Gli attuali positivi sono 176.754, +3.065; i guariti 341.967, +949. Sono 1.392 i ricoverati con sintomi, 170 in terapia intensiva, 15 del giorno. Tasso di positivita’ al 16,4%.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Catania 1.059; Palermo 983; Siracusa 589; Trapani 454; Ragusa 281; Caltanissetta 201; Messina 197; Agrigento 189; Enna 84

Il flusso di pazienti, covid e anche, ovviamente, non covid, all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, provoca intasamenti al Pronto soccorso dove da tempo incombe, ancora non risolta, una grave carenza di personale sanitario. Più volte è stato annunciato un potenziamento a fronte soprattutto dell’emergenza covid, ma ancora nessuna iniziativa è stata concretamente conclusa. Ciò determina turni massacranti per coloro che operano nella prima linea dell’ospedale, dove è necessaria la massima lucidità mentale e disponibilità fisica.

Il Tar, accogliendo un secondo ricorso proposto da alcuni cittadini, ha bocciato anche la seconda ordinanza del sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, il quale, a seguito dell’avvento della zona arancione, ha disposto la didattica a distanza fino al 24 gennaio. I giudici amministrativi avrebbero riconosciuto che solo in zona rossa vi è la possibilità di adozione di provvedimenti in deroga alle prescrizioni nazionali. Quindi i sindaci possono disporre la chiusura delle scuole solo in zona rossa, e non in zona arancione, nemmeno con parere motivato da parte dell’Azienda sanitaria provinciale. Il provvedimento che interessa Agrigento ha ovviamente effetti a catena su tutti gli altri Comuni in arancione e con didattica distanza. Domani martedì 18 gennaio si rientra a scuola.

Ancora un’altra telefonata di richiesta di aiuto al numero unico per le emergenze 112, e anche stavolta non è una chiamata “comune”:
un’intera famiglia, per altro in grande difficoltà economica, ha contratto il Covid19 ed è in isolamento; tra i componenti una bimba di appena 12 mesi che necessita del latte.
Sono prontamente intervenuti i poliziotti della Questura di Agrigento i quali si sono rcati sul posto per prestare i primi aiuti alla famiglia. Una ottima scorta di latte ed anche dei pacchi di pannolini per la piccola.