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Progetto turistico culturale Estate 2020
-Fine luglio / agosto / settembre 2020-
  di  Mario Gaziano
Direttore Pirandello stable festival dal 2001
E’ indispensabile creare, oggi, le condizioni per ridare respiro e anima vitale  alla nostra dimensione turistico – culturale. Proprio nel periodo fine luglio-agosto- settembre 2020.
Fare ristagnare il respiro culturale e turistico di una città con uno dei più grandi patrimoni archeologici del mondo con tutto il suo richiamo turistico/culturale è sicuramente irrazionale.
Di una città che ha dato i natali a Luigi Pirandello, il più grande drammaturgo  contemporaneo, con il trascurare l’area complessiva e vastissima del Caos, dove  “vive” la sua casa natale  museo .
E’ altrettanto irrazionale.
Archeologia e Pirandello: i riferimenti mondiali della nostra città.
E’ dunque  indispensabile un progetto e una programmazione.
Negli spazi larghi, vasti e all’aperto è sicuramente possibile rilanciare alcune iniziative che diano un forte segnale di continuità.
Un forte segnale di continuità del turismo culturale.
Progetto;
Al Caos esiste il vastissimo spiazzale che fa da area esterna alla casa natale museo di Pirandello.
Esiste una struttura predisposta alle attività di turismo culturale di primissimo livello: il Parco Letterario Pirandello dell’ing. prof. Dino  Barone.
In quello struttura è collocata all’esterno una pedana/palco di m.8  x m.6.
E lì si può collocare agevolmente – sempre al’esterno- una platea transennata di 99 posti distanziati di m.1e50, e realizzare azioni sceniche ridotte secondo il successivo schema:
  • Spettacoli con n. 3 repliche- all’aperto- al Caso- per un numero massimo di 99 spettatori per replica con rispetto:
  • Distanza sociale m.1e50
  • Misurazione temperatura max 37° a spettatori ad ingresso in platea e a spettatori fuori platea.
  • Obbligo di stessa distanza a spettatori fuori platea
  • Mascherine di tutti gli spettatori in platea, e fuori platea,e di addetti
  • Distanza sociale artisti in scena max 6
  • Controlli distanze dentro e fuori platea in rispetto delle norme ufficiali.
  • Sanificazione a cura della organizzazione esecutiva di tutto l’ambiente  generale prima e dopo ogni replica (compresi spazi interni di servizi).
  • Sanificazione vastissima area parcheggio.
  • Organizzazione servizio sanificazione e controlli distanze dentro e fuori platea.
E’ un progetto plausibile che fa comunque riferimento alle disposizioni delle iniziative sportive collettive.
Ed è un modo altrettanto plausibile per mantenere vivo il valore del turismo culturale della nostra città.
  • Per Agrigento.

Sulla cassa integrazione la Regione annaspa tra ritardi colossali e palesi violazioni della privacy dei lavoratori, tanto che per i deputati regionali Antonio De Luca e Giovanni Di Caro, del Movimento 5 Stelle, l’operato del governo Musumeci “si sta rivelando un vero e proprio disastro, e per vari motivi”.

“Nessuna domanda, fino a ieri sera, era ancora giunta all’Inps dalla Sicilia – riferisce De Luca – mentre chiunque può vedere sul sito dell’ente come le altre Regioni abbiano già inviato numerose pratiche e i lavoratori abbiano ottenuto i primi pagamenti. Sono 4.956 dalla Campania, 4.883 dal Lazio, 4520 dalle Marche, tanto per fare degli esempi. Segno che altrove si sono saputi muovere molto prima di noi, senza perdere tempo, mentre in Sicilia il presidente Musumeci e l’assessore Scavone stanno facendo attendere ancora i lavoratori e le loro famiglie. Per le prime 1.400 pratiche che secondo l’assessore Scavone dovevano pervenire all’Inps in questi giorni, la strada sembrerebbe tutta in salita”.

“Agli ingiustificabili ritardi – dichiara Di Caro – si aggiunge una totale violazione della privacy dei lavoratori. Sul sito web del Dipartimento regionale del lavoro tutti i decreti già emessi sono visionabili con tanto di dati delle aziende e dei beneficiari. Non era il caso di coprire almeno i dati dei lavoratori? Ammesso che si voglia dare la possibilità, in questo modo, agli imprenditori e ai lavoratori di verificare lo stato di avanzamento delle singole richieste, c’è da dire che purtroppo i numeri delle pratiche non corrispondono a quelli rilasciati dal protocollo. Diventa quindi veramente difficile individuare i decreti lavorati e le ditte, se non spulciando decine di documenti. Insomma la Regione, da quel che vediamo, non si sta certo distinguendo per rigore nelle procedure”, conclude Di Caro.

Il consigliere comunale indipendente Nuccia Palermo lascia la Lega. Lo fa attraverso un comunicato che riportiamo di seguito.

“Come ho già avuto modo di dire, – dichiara Nuccia Palermo -per me fare opposizione significa vigilare affinché chi governa o amministra faccia il proprio dovere. Questo principio, che è sempre valido, vale ancor di più in un momento difficile come quello che stiamo vivendo in cui le polemiche strumentali e l’opposizione portata avanti a soli fini propagandistici, costituiscono delle ferite inferte direttamente ai cittadini.

Per quanto mi riguarda, il mandato elettorale mi è stato conferito proprio da questi ultimi e io non tradirò mai la loro fiducia a costo di rimetterci del mio.

Il partito a cui avevo aderito sta attuando una politica che qualunque amministratore di buon senso e che abbia a cuore il futuro delle persone non può in alcun modo assecondare. Per questa ragione – conclude la Palermo – abbandono senza rimpianti (tranne quello di avervi aderito) e con colpevole ritardo il partito della LEGA NORD dichiarandomi indipendente presso il Consiglio Comunale della mia Città”.

Anche in pendenza degli appelli promossi dalla Regione, il TAR Palermo conferma il proprio orientamento: Non è dovuta la sanzione paesaggistica per gli immobili realizzati abusivamente in data anteriore al 1985, anche se ricadente nel perimetro della zona B della Valle dei Templi.

Il Tar Palermo, con recentissima sentenza breve, in accoglimento delle difese degli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’ ha annullato la sanzione paesaggistica comminata  ai proprietari su un immobile ricadente all’interno dalla zona B del decreto Gui-Mancini.

I coniugi G.S. e C.V., nel 1988 avevano acquistato un appartamento sito ad Agrigento nella frazione di San Leone, ricadente nella zona B vincolata ai sensi del Decreto Gui-Mancini.

In relazione al suddetto fabbricato, era  stata presenta domanda di condono edilizio,  ai sensi della L. 47/85 e della L.R. 37/85.

La Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento aveva espresso parere favorevole per il rilascio del richiesto titolo in sanatoria – che effettivamente è stato poi rilasciato dal Comune di Agrigento – subordinandolo al pagamento della sanzione paesaggistica prevista dall’art. 167 del d.lgs. 42/2004.

In ragione di ciò, nel mese di gennaio 2020, l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana ha comminato la sanzione paesaggistica in misura superiore a € 8.500.

A questo punto, i coniugi C.S. e C.V. rivolgendosi agli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’ hanno promosso ricorso innanzi al TAR Palermo per chiedere l’annullamento, previa la sospensione cautelare, della grave sanzione in questione.

In particolare i difensori dei proprietari dell’immobile, citando diversi precedenti del TAR Palermo, hanno sostenuto che l’appartamento in questione era stato realizzato prima del 1985 ovvero prima che la  zona B della valle dei Templi di Agrigento di cui al decreto Gui-Mancini del 1968 fosse sottoposta a vincolo paesaggistico.

L’Amministrazione regionale, costituitasi in giudizio si è opposta al ricorso ed alla concessione della misura cautelare ovvero alla definizione del giudizio con sentenza breve, deducendo di aver proposto appello rispetto ai precedenti favorevoli resi nei mesi scorsi  dallo stesso TAR Palermo.

In esito alla trattazione della domanda cautelare, il TAR Palermo,  ha accolto il ricorso e le repliche degli Avvocati Rubino e Airo’, confermando i propri precedenti giurisprudenziali.

Con sentenza breve, infatti, il TAR Palermo ha affermato ancora una volta che la zona B della Valle dei Templi di Agrigento, di cui al decreto Gui-Mancini del 1968, fino all’entrata in vigore della l. n. 431 del 1985 c.d. legge Galasso (che ha esteso per legge la tutela paesaggistica a tutti i vincoli archeologici) non era sottoposta alcun vincolo paesaggistico.

Pertanto, alla luce della ricostruzione ed evoluzione storica del quadro vincolistico della Valle dei Templi, non può essere comminata alcuna sanzione paesaggistica per gli immobili realizzati prima dell’entrata in vigore della predetta legge “Galasso”.

Per effetto della predetta pronuncia i proprietari dell’immobile, ormai sanato, non dovranno pagare alcuna ulteriore sanzione o indennità.

La piccola, di origini nordafricane, era stata ricoverata una decina di giorni addietro nel reparto di Pediatria a seguito di una forte polmonite.

Curata, la piccola era stata dimessa alcuni giorni dopo. Tra l’altro le era stato effettuato anche un tampone, durante la degenza, risultato successivamente negativo. Purtroppo da due giorni la bambina ha avuto un rialzo delle febbre tanto che i genitori, nel pomeriggio di oggi, l’hanno portata immediatamente al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

A nulla sono valsi i tentativi dei medici per strapparla alla morte; la bimba è deceduta dopo breve tempo. Alla stessa è stato eseguito un tampone post mortem.

Non si esclude che alla bimba verrà effettuata anche l’autopsia.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati ad oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 119 (17, 16, 10);

Catania, 706 (96, 123, 76);

Enna, 321 (160, 40, 25);

Messina, 397 (103, 78, 44);

Palermo, 358 (68, 48, 27);

Ragusa, 62 (4, 6, 6);

Siracusa, 97 (56, 81, 19);

Trapani, 112 (6, 18, 5).

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 62.150 (+3.418 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.926 (+43), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.301 persone (+14)412 sono guarite (+24) e 213 decedute (+5).

Degli attuali 2.301 positivi, 510 pazienti (-25) sono ricoverati – di cui 34 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.791 (+39) sono in isolamento domiciliare.

Sono molto preoccupato dalle notizie che leggo in questi giorni sull’esplodere della povertà ad Agrigento. Probabilmente la situazione era già latente e l’arrivo del Covid-19, che ha bloccato attività e imprese ha dato il colpo di grazia. Ma mi ha molto turbato vedere le immagini della fila fila di tante persone bisognose  davanti all’ ex collegio dei padri Filippini alla vigilia di Pasqua, per ottenere un buono della spesa. Immagini che lasciano il segno nella sensibilità  di ognuno . Persone che aspettano in strada sotto sorveglianza dei Vigili urbani per ottenere un aiuto e poter dare da mangiare ai propri familiari.  Che delicata situazione sta vivendo la nostra città….

E’evidente che la nuova emergenza è la povertà quindi occorre affrontare il problema della ripresa dell’economia. Una emergenza che secondo me deve essere affrontata a 360 gradi coinvolgendo tutti. Gli amministratori, da soli, non hanno certo la possibilità di fare fronte a tutte le richieste. Ma non devono nemmeno isolarsi o, peggio ancora, sottovalutare la situazione. Bisogna riunire tutte le forze economiche possibili per analizzare insieme la situazione e predisporre un piano Marshall per Agrigento. A quel punto si potrebbe chiedere l’aiuto della Regione o del Governo nazionale. Ma prima occorre almeno sapere cosa chiedere e scaglionarlo nel tempo in base al contesto e alle possibilità.

Dai Monti Sicani alle spiaggie Agrigentine, fino ad arrivare alla Valle del Belice, parte l’appello di numerosi operatori del comparto turistico, i quali temono che per fronteggiare una crisi senza precedenti, le misure ad oggi adottate siano insufficienti.
Scrivono al Presidente Musumeci, ai deputati ed ai sindaci della provincia di Agrigento, coinvolgendo anche le associazioni datoriali, una congrua rappresentanza di imprenditori operanti in provincia di Agrigento nel settore turistico-alberghiero.
In poche righe, che vogliono sostituire sterili ed inutili post sui social, rappresentano una serie di problematiche ancora irrisolte e di cui si sollecità la criticità.
Nella nota, che in appena 24 ora raccoglie le adesioni di oltre 150 operatori, si evidenzia come gli alberghi, i ristoranti, le pizzerie, i bar, i pub, i parchi acquatici e di divertimento, gli agriturismi, le pasticcerie, le rosticcerie, i B&B, case vacanze e tutte le attività annesse e connesse al macro settore turistico-ricettivo e dei servizi extralberghieri, rischiano seriamente la loro sopravvivenza.
In poche righe che evidenziano come in un momento del genere servono decisioni rapide, al di la di formalismi, gli operatori chiedono un incontro per affrontare 6 punti principali:
1 -L’erogazione di un bonus a fondo perduto a “burocrazia zero” per il mantenimento della attività, finalizzato prioritariamente a sostenere il pagamento di utenze, canoni di locazione, ed altri costi di gestione
2 – La proroga fino al 31 Luglio del distacco di utenze essenziali, quale luce, gas ed acqua, con eventuale rateizzazione del debito complessivo fino a 10 rate mensili. Ad oggi la sospensione è limitata fino al 3 Maggio.
3- La concessione di una garanzia regionale sui mutui, da erogare tramite Irfis o tramite i Comuni al fine di evitare cavilli burocratici ed accessiva discrezionalità delle banche
4 – La riapertura delle attività in tempi ormai brevi, vista la curva epidemiologica dei contagi in Sicilia, con un trend che fa ben sperare, in assoluta condizione di normalità. Infatti, anche a perdere una o due settimane, gli operatori ritengono che misure restrittive delle modalità di somministrazione (dei posti a sedere, della disposizione delle sdraio, degli accessi in genere degli utenti) siano assolutamente penalizzanti per le nostre aziende, non consentendo di coprire i costi di produzione e di mantenere i livelli occupazionali richiesti.
5 – Interventi al fine di accelerare l’erogazione della Cassa integrazione guadagni, che ad oggi in pochissimi casi è stata erogata, nonché una proroga della misura ad almeno 13/15 settimane.
6 – Come già fatto per il comparto agricoltura e pesca, filiera agroalimentare ed agrituristica, lo stato di crisi va dichiarato espressamente anche per il settore turistico ricettivo e per quello dei servizi extra-alberghieri, prevedendo sospensioni di pagamenti vari (rate mutui, contributi, imposte regionali) senza lasciare a banche o ad enti vari discrezionalità nella lettura delle norme, come sta accadendo per la normativa nazionale.
Chiaramente in alcuni casi può intervenire direttamente la Regione Sicilia, in altri casi il governo regionale dovrebbe farsi portavoce presso quello nazionale. Tuttavia si ritiene che la Sicilia, per la curva epidemiologica dei contagi e per la fragilità del tessuto imprenditoriale, debba ripartire in condizioni di normalità, diversamente da altre regioni come la Lombardia.
Si auspica infine che una delegazione venga urgentemente convocata entro e non oltre il 27 Aprile per trovare una soluzione alle problematiche esposte.
Ci piace infine evidenziare come conclude la lettera degli operatori del settore turistico della provincia di Agrigento: “Nella consapevolezza che trenta minuti del Vostro mandato possano rappresentare la sopravvivenza o meno delle nostre aziende e dei relativi posti di lavoro, aspettiamo DOMANI DI ESSERE CONVOCATI. Conosciamo purtroppo i tempi della politica e DOPODOMANI POTREBBE ESSERE TARDI.

Fra le azioni volte al contenimento ed alla gestione dell’emergenza epidemiologica in corso, la Direzione strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, per far fronte alle numerose richieste da parte dei cittadini che, pur non potendosi spostare da casa per vari motivi, hanno comunque necessità di recarsi presso le farmacie ospedaliere dei cinque nosocomi della provincia per ritirare i farmaci per patologie gravi distribuiti direttamente dall’ASP, ha rivolto un invito a tutti i sindaci del territorio offrendo l’opportunità di attivare un servizio di ritiro e consegna a domicilio. Tramite proprio personale o avvalendosi della collaborazione di associazioni di volontariato e di club service, ciascun comune ha dunque adesso la facoltà di individuare i soggetti delegati al ritiro dandone comunicazione all’ASP di Agrigento attraverso la mail dipartimento.farmaco@aspag.it. Alla stessa mail le associazioni o i club eventualmente incaricati faranno pervenire un elenco del personale incaricato allegando copia del documento d’identità e codice fiscale. Oltre ad agevolare l’utenza per superare la difficoltà nel recarsi presso le farmacie ospedaliere, lo strumento mira ad evitare il rischio di contaminazione da Covid-19 in pazienti già affetti da patologie molto serie. Dal Dipartimento del Farmaco ASP fanno sapere che, al fine di scongiurare che all’interno del servizio si possano infiltrare malintenzionati o truffatori, tutti gli incaricati, al momento del ritiro, dovranno essere in possesso della delega da parte del paziente (datata, firmata e contenente tutti i dati anagrafici) del piano terapeutico, della copia del proprio documento d’identità e di quella dell’utente delegante.