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Ad Agrigento le Cta (le Comunità Terapeutiche Assistite) della Cittadella della salute, ovvero l’ex ospedale psichiatrico al Viale della Vittoria che adesso ospita gli uffici dell’Azienda sanitaria, saranno intitolate alla memoria dei due stimati psichiatri Giannunzio Gatto e Savio Randisi. L’omaggio alla figura dei due professionisti sarà celebrato domani mattina, martedì 9 marzo, alle ore 9:30, nello spiazzale antistante le strutture sanitarie. La scopertura delle targhe da parte del commissario dell’Azienda, Mario Zappia, in presenza dei familiari dei due medici prematuramente scomparsi, sarà preceduta da un intervento introduttivo del direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Giuseppe Provenzano, a cui seguiranno altri interventi commemorativi.

Gesto di omaggio questa mattina, in occasione della ricorrenza dell’8 marzo, in favore delle pazienti e delle operatrici sanitarie dei reparti di oncologia medica e di radioterapia del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Un tradizionale mazzetto di mimose, simbolo della festa delle donne, è stato consegnato in corsia dai volontari di AMICO Onlus con il patrocinio della Direzione strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. Un gesto di semplice vicinanza ma che è stato accolto con apprezzamento dalle pazienti e dal personale dei reparti.

Chiediamo un incontro urgente al Dirigente Regionale di ANAS, per quanto tempo ancora, Agrigento, la sua provincia e la Sicilia devono avere strade chiuse o impercorribili???
Queste alcune delle domande che vorremmo porre al dirigente regionale di Anas Sicilia:
• A cosa sono serviti se non a fare passerella gli incontri con il Vice Ministro oramai ex “Cancelleri”?
• Per quanto tempo ancora Agrigento e la sua provincia devono essere bistrattate ed utilizzate da Anas?
• Cosa è cambiato nell’ultimo decennio ad Agrigento, in Provincia ed in Sicilia?
• A quando finalmente la consegna alla città del Ponte Morandi? (a Genova un ponte ricostruito in meno di 18 mesi, ad Agrigento per ripristinarne uno esistente ad oggi non sono bastati 4 anni)
• Saranno risarciti con opere di compensazione i danni procurati alla città di Agrigento?
• Saranno risarciti i commercianti della zona sud della città?
• Quando la Provincia di Agrigento sarà collegata col MONDO attraverso il tessuto viario gestito da ANAS?

Agrigento, la sua Provincia e la Sicilia(PALERMO, 28 MAG – Il governo Musumeci ha affidato a un pool di avvocati il compito di redigere una relazione per quantificare i danni economici e di immagine che l’Anas ha procurato all’isola per non avere portato a termine alcuni cantieri ritenuti strategici e fondamentali. “Il 15 giugno il gruppo ci darà l’esito del lavoro e noi procederemo di conseguenza giudizialmente nei confronti di Anas”, dice il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, in conferenza stampa.) sono stanchi di aspettare, non si può parlare di grandi infrastrutture a Roma mentre in Sicilia siamo isolati dal mondo….

ADESSO BASTA, VOGLIAMO CONTO E RAGIONE
Per chi vuole sapere e ha la pazienza di leggere, allego l’elenco delle strade e dei ponti chiusi totalmente o parzialmente che non suscitano reazioni da parte dei politici, degli amministratori, degli utenti e dei cittadini.
Era il 13 Maggio 2004
Il consiglio di amministrazione dell’Anas Spa ha approvato il progetto preliminare e lo studio di impatto ambientale dell’itinerario Palermo-Agrigento (2,239 miliardi di euro) e il progetto definitivo e lo studio di impatto ambientale dell’itinerario Agrigento-Caltanissetta (594,5 milioni di euro).
Entrambe le opere sono inserite nelle previsioni programmatiche di realizzazione delle infrastrutture strategiche, come individuate dalla delibera Cipe n. 121 del 21.12.2001 – “Legge Obiettivo”, e nell’Accordo di Programma Quadro 2001 sottoscritto dall’Anas con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Regione Siciliana.
Le due infrastrutture seguiranno ora le procedure accelerate della Legge Obiettivo. Per accelerare i tempi, l’Anas propone di affidare la progettazione esecutiva e la direzione lavori a Contraente Generale, a seguito di gara.
Palermo-Agrigento
Il progetto preliminare della Palermo-Agrigento si sviluppa per circa 57,48 km lungo le statali 121 e 189 e prevede i lavori di adeguamento a quattro corsie della S.S. 121 dal km 0 al km 50 e della S.S. 189 dal km 50 al km 57,780 per il tratto Palermo-Lercara e l’adeguamento della S.S. 118 dal km 0 al km 10,700 (variante di Marineo).
La nuova infrastruttura consentirà un rapido collegamento tra Palermo ed Agrigento, oltre a collegare le diverse località ubicate lungo il tracciato con funzione di supporto del traffico pendolare tra i numerosi centri abitati che gravitano su Palermo.
Tra le opere d’arte principali si evidenziano 22 viadotti, 3 gallerie e 8 svincoli.
L’importo complessivo dell’opera ammonta ad €2.239.295.509,57. Il tempo per l’esecuzione dei lavori è stimato in 1.765 giorni. Quasi 5 anni.
A19 Itinerario Agrigento–Caltanissetta
Il progetto definitivo e lo studio di Impatto ambientale dell’Agrigento-Caltanissetta sono stati redatti sulla base di un incarico affidato dalla Provincia di Agrigento secondo la
Convenzione di cofinanziamento stipulata con l’Anas e riguardano i lavori di adeguamento a quattro corsie della S.S. 640 “di Porto Empedocle” nel tratto dal km 9,800 al km 44,400, in provincia di Agrigento.
Lo sviluppo complessivo del tracciato è di 34 km circa. Tra le opere d’arte principali si evidenziano 20 viadotti, 3 gallerie artificiali e 8 svincoli.
L’importo complessivo dell’opera ammonta ad €594.583.224,23. Il tempo per l’esecuzione delle opere è stimato in 1.460 giorni. Quattro anni di lavoro.
Da quel momento l’unica certezza per gli automobilisti, gli albergatori, gli agricoltori e quanti vivono e lavorano nel territorio sono stati i rinvii per vedere finita l’opera.
Rinvii su rinvii e inchieste delle Procure
Annunciati nel 2011 come imminenti, adesso i lavori da quasi 300 milioni di euro sono partiti e rappresentano il primo faticoso passo avanti per cancellare uno dei “buchi neri” della viabilità dell’Isola, quei 127 chilometri delle statali 121 “catanese” e 189 “della valle del Platani” che per anni hanno “diviso” più che unire Palermo ed Agrigento. Una strada trafficata e che si è anche conquistata sul campo in non invidiabile appellativo di “strada della morte” per i continui incidenti mortali.
L’appuntamento è fissato per la fine del 2016, quando finalmente, secondo l’Anas, saranno pronti i primi 34 chilometri della “nuova” Palermo-Agrigento. Persino otto chilometri con quattro corsie come un’autostrada e niente pericolosi svincoli “a raso”. “Con l’avvio dei lavori – aveva affermato l’Amministratore unico dell’Anas Pietro Ciucci – si mantiene l’impegno preso dall’Anas per la prosecuzione dell’ammodernamento dell’itinerario Palermo-Agrigento che rappresenta una priorità strategica per la viabilità siciliana”.
Lo scandalo del Viadotto Scorciavacche
Durò solo sette giorni: inaugurato il 23 dicembre 2014, il viadotto Scorciavacche, sulla Palermo-Agrigento, collassò la vigilia dell’ultimo dell’anno. Metà carreggiata sprofondò. Sull’altra metà, si disegnò una profonda spaccatura. Nessuna vittima per miracolo, ma in un attimo si sbriciolò un investimento da 13 milioni di euro. Due anni e mezzo dopo, la Procura di Termini Imerese ha chiuso l’inchiesta sulle cause del crollo: quattordici gli avvisi di conclusione delle indagini, notificati a ex vertici nazionali e regionali Anas e all’azienda che aveva eseguito i lavori, la Bolognetta Scpa.
I lavori in corso lungo il tratto Bolognetta-Lercara dovevano essere completati a ottobre 2017 ma questo non avverrà. Il completamento slitta di un anno, a fine 2018.
Le ultime notizie sono di una battaglia tra l’impresa, l’Anas e la Regione per una nuova variante. Sono state avviati i licenziamenti per gli operai.
Chi percorre quella strada tutti i giorni sa bene che ancora a fine 2019 ci saranno solo cantieri e semafori e politici sempre pronti a dire che la Sicilia può vivere di turismo e la loro attività politica è tesa alla valorizzazione dei meravigliosi beni architettonici e culturali unici al mondo.
Era il 30 Novembre 2016
Nell’ambito dei lavori di realizzazione della nuova strada statale 640, l’Anas procederà alla chiusura totale del ponte “Petrusa” lungo la strada statale 122 “Agrigentina” che sovrappassa la statale 640.
Lo rende noto la società, sottolineando che i veicoli provenienti da Agrigento e diretti a Caltanissetta, giunti al km 10,400, potranno immettersi sulla statale 122 tramite il ramo di immissione dalla statale 122 alla statale 640 dell’esistente svincolo “Petrusa“, provvisoriamente reso a doppio senso di circolazione, percorrere la statale 189 reimmettendosi sulla 640 tramite lo svincolo di Caldare.
I veicoli provenienti da Caltanissetta e diretti ad Agrigento potranno percorrere l’itinerario in senso inverso, reimmettendosi sulla strada statale 640 al km 16,300 della statale 122. Il traffico proveniente da Favara potrà’ raggiungere la statale 640 tramite la strada provinciale 3, e proseguire per Agrigento o Caltanissetta tramite lo svincolo “Caldare”. Resta immodificata l’Accessibilità al territorio del comune di Favara, tramite l’attuale percorso.
Era il 17 Agosto 2018, Anas diceva che stava valutando l’abbattimento del Ponte Morandi di Agrigento perché questo era il volere politico del sindaco di Agrigento, poi d’un tratto si cambiò idea e si disse che ci sono 32.000.000 di € pronti per rimettere a nuovo il ponte, ad oggi dopo che sono stati rilasciati tutti i nulla osta necessari, i lavori latitano e nessun amministratore dice e fa nulla per aprire una delle arterie più utili per l’intera provincia agrigentina….…
Era il 31 Agosto 2018
Chiusa la galleria “Spinasanta”, in territorio di Agrigento.
A renderlo noto l’Anas che ha diramato una nota.
La chiusura dell’importante e trafficata arteria sarà fino al 30 novembre.
La struttura si trova lungo la strada statale 118 “Corleonese Agrigentina”, e collega Agrigento con Raffadali.
Era il 6 Febbraio 2019 La giornata tanto attesa è arrivata, oggi si sono iniziati i lavori di ricostruzione del Ponte Petrusa costo dell’opera oltre 2 milioni e 700 mila euro, mentre la durata prevista è di 300 giorni.
È l’inizio della fine di un incubo per gli abitanti di Agrigento e di Favara, costretti a percorrere strade alternative più lunghe e meno sicure.
Oggi 3 Febbraio 2020
cantiere deserto o quasi ed Anas dichiara che la colpa del ritardo sarebbe della ditta costruttrice…….
13 LUGLIO 2020 RIAPERTO IL “PETRUSA”
25.11.2020 RIAPERTA LA GALLERIA “SPINASANTA”
25.02.2021 CHIUSA galleria Spinasanta “infiltrazioni di acqua”
OGGI, 07 Marzo 2021, SIAMO STANCHI DI ASPETTARE DI ESSERE UNA ISOLA DOVE NON SI RIESCE A RISPRISTINARE LA NORMALITA’ NEL TESSUTO VIARIO GESTITO DA ANAS

Il presidente della quinta Commissione comunale di Agrigento, Carmelo Cantone, insieme ai colleghi consiglieri Mario Fontana, Gerlando Piparo e Alessandro Sollano, hanno chiesto un incontro urgente con l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina. Cantone spiega: “Derivano difficoltà dal decreto 1507/2019 che riguarda il rinnovo quinquennale della classifica delle strutture ricettive. Tale decreto modifica, anche con effetto retroattivo, i parametri qualitativi volumetrici e impone alcuni adeguamenti che risultano particolarmente impegnativi per il rinnovo della classificazione delle strutture ricettive. Le differenze che riguardano principalmente l’aumento dei metri quadri, necessari all’assegnazione dei posti letto, costituiranno, sicuramente, oggetto di riduzione di posti letto. Dunque, ci sarà chi potrà continuare a lavorare, riducendo i posti autorizzati, e ci sarà, invece, chi non potrà, trattandosi di modifiche strutturali. Bisogna dunque modificare il decreto per renderlo quanto più aderente alle esigenze degli operatori turistici nel rispetto del quadro normativo nazionale in materia. Quanto meno bisogna renderlo non con efficacia retroattiva”.

Il consigliere comunale di Agrigento, Mario Fontana, ritiene che in alcuni casi l’ordinanza del sindaco Miccichè su San Leone sia stata interpretata erroneamente. Fontana spiega: “Tutti possono usufruire dei servizi ristorativi della località balneare di San Leone, anche coloro i quali non risiedono nella provincia di Agrigento. Credo che l’Amministrazione debba esprimere, con maggiore chiarezza, l’essenza di tale ordinanza, in quanto è inconcepibile che le attività locali, già abbastanza danneggiate dal covid, debbano subire ulteriori danni dal fatto che non ci sia un’esaustiva comunicazione che faccia interpretare al meglio le ordinanze”.

Da oggi gran parte delle regioni italiani tornano in zona rossa o arancione. La situazione dei contagi da coronavirus non è esplosiva ma la curva degli ultimi giorni non permette nuove aperture. La Sicilia resta in zona gialla, insieme a Valle d’Aosta, la Liguria, il Lazio, la Calabria, la Puglia e con la Sardegna unica regione in zona bianca.

Nove studenti italiani su 10, il 90,1% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie, nei prossimi giorni rischiano di finire in didattica a distanza, per via del nuovo Dpcm. Si tratterebbe di 7,6 milioni di ragazzi che resterebbero a casa in virtù del nuovo provvedimento che prevede scuole chiuse nelle zone rosse e possibilità per i governatori di chiuderle nelle aree con più di 250 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti. Da oggi, invece, gli studenti in dad sono quasi 6 milioni: 5,7, per la precisione, vale a dire due su tre. È quanto afferma Tuttoscuola, che ha effettuato delle proiezioni sui dati della Fondazione Gimbe e che ipotizza un “lockdown formativo” quasi totale.

Le ripercussioni più importanti sono sul fronte scuola e ristoranti. Nell’Isola la possibilità di effettuare lezioni in presenza per le scuole superiori è stata estesa al 75 per cento degli alunni ma la gran parte degli istituti resta ancora ferma al 50%. In dodici Comuni siciliani, però, da questa mattina fino al 13 marzo le scuole saranno chiuse, per un’ordinanza del governatore Nello Musumeci.

Lo stop alle lezioni riguarderà: Caccamo, San Cipirello e San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo; Castell’Umberto, Cesarò, Fondachelli Fantina e San Teodoro, nel Messinese; Licodia Eubea e Santa Maria di Licodia, nel Catanese; Montedoro, Riesi e Villalba, in provincia di Caltanissetta.

Proprio non ce la fa a rispettare le regole degli arresti domiciliari e così Alessandro Rizzo finisce in carcere dopo aver evaso per tre volte in sei giorni le restrizioni di libertà. I carabinieri di Agrigento dopo le formalità lo hanno tradotto nella casa circondariale di Trapani.

Il 26enne, che si trovava ai domiciliari in una casa a Favara, nel fine settimana ha violato la restrizione e si è allontanato ed è poi stato trovato nelle vie di Villaggio Mosè.

Alessandro Rizzo sembrerebbe essere un recidivo considerato che già lo scorso primo di marzo veniva ritrovato e arrestato ancora al Villaggio Mosè, mentre doveva trovarsi a Villaseta perché agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Tre volte in una settimana, una volta dai poliziotti perché durante un controllo all’interno della sua abitazione era stata trovata una donna senza autorizzazione.

 

 

 

Un patto per le politiche di genere per “promuovere, valorizzare e sostenere le donne nella società e nel mercato del lavoro ma anche per contrastare ogni forma di violenza e pregiudizi”. E’ questa la proposta di Cgil, Cisl e Uil Palermo inviata oggi agli 82 Comuni della provincia.

“Non è un caso – affermano le responsabili dei coordinamenti Pari Opportunità di Cgil, Cisl e Uil Palermo, Enza Pisa, Delia Altavilla e Vilma Maria Costa – che il sindacato scelga l’8 marzo, giornata internazionale della donna, per chiedere la condivisione di questo documento proponendo un impegno concreto alle istituzioni locali”.
“L’obiettivo è fare rete sul territorio, riportare le donne al centro contrastando stereotipi e violenze. Perché laddove le donne lavorano e sono sostenute in modo strutturale contribuiscono a fare ripartire l’economia e non sono più costrette a dovere scegliere tra lavoro e figli – spiegano le segretarie di Cgil, Cisl e Uil Palermo con delega alle Pari Opportunità, Anna Maria Tirreno, Giusi Sferruzza e Luisella Lionti -. Vogliamo essere parte attiva, proporci alle amministrazioni comunali come componenti delle commissioni Pari Opportunità. Siamo convinte che oggi più che mai, in vista dell’arrivo dei fondi del Recovery Plan, serva il massimo impegno da parte di tutti per la realizzazione di progetti concreti per la reale affermazione delle donne nella società e nel mercato del lavoro”.
Secondo le organizzazioni sindacali “la donna è ancora oggi l’anello debole della società come dimostrano i dati nazionali Istat dai quali si evince che nel solo mese di dicembre dello scorso anno 99 mila donne, su 101 mila lavoratori, si sono ritrovate senza occupazione”. Altro punto centrale è il contrasto al “gender gap”, le cosiddette differenze salariali.
“Con il patto – concludono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Palermo, Mario Ridulfo, Leonardo La Piana e Claudio Barone – intendiamo promuovere una strategia di responsabilità sociale con riferimento alle politiche di pari opportunità di genere attraverso una collaborazione tra i sottoscrittori. Istituzioni e organizzazioni devono guardare a lavoro e famiglia come due obiettivi prioritari e intrecciati. La scommessa è proprio questa. Siamo convinti che, solo ponendo le donne al centro delle politiche di crescita e sviluppo, si possa far ripartire l’economia”

576 nuovi positivi al Covid19 in Sicilia su 22.141 tamponi processati, con una incidenza di positivi del 2,6%, più alto a ieri. La regione è decima nel contagio giornaliero di oggi.

Le vittime sono state 12 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.235. Il numero degli attuali positivi è di 16.720, con decremento di 3.007 casi rispetto a ieri. I guariti sono 3.571. Negli ospedali i ricoverati sono 780, 3 in meno rispetto a ieri, quelli in terapia intensiva sono 123, due in più.
La distribuzione nelle province vede Palermo con 174 casi, Catania, 121, Messina 26, Siracusa 43,Trapani 15, Ragusa 57, Caltanissetta 52, Agrigento 88, Enna 0

La perizia degli esperti nominati dalla famiglia apre nuovi scenari.

Stamane a Caronia un altro sopralluogo.

Carmelo Lavorin, criminologo, intervistato per il tg di Rai1 dichiara che si è davanti ad un depistaggio molto abile messo in atto da persone che avrebbero preso il corpo e trasportato in quel luogo, per simulare qualcosa che non sarebbe accaduto. Dichiara: “Abbiamo dati certi: Viviana Parisi non ha ucciso il bambino, non si è suicidata e soprattutto che non è precipitata da quel traliccio

Il team di consulenti nominati da Daniele Mondello marito di Viviana e padre di Gioele, avanza l’ipotesi che le vittime sarebbero morte per mano assassina, di una o più persone.

Oggi sono tornati a Caronia, sui luoghi dove 7 mesi fa, dopo giorni di ricerche furono trovati prima il corpo della madre e poi a distanza di giorni, i pochi resti del piccolo Gioele.

I campi impervi dove furono trovati i resti della donna e del figlioletto, sono ancora al centro di nuovi sopralluoghi, ed oggi gli uomini della polizia scientifica ha affiancato il pool di esperti che ha rimesso in discussione le ipotesi della Procura