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L’Ordine dei medici di Catania ha sospeso 38 medici no vax. I nominativi saranno trasmessi al Nas per evitare che i sanitari possano continuare ad esercitare la professione. La decisione è stata assunta al termine della riunione del consiglio direttivo dell’Ordine. I medici in questione sono stati già invitati a vaccinarsi ma nessuno ha ultimato il ciclo vaccinale. Addirittura molti non avrebbero ricevuto alcuna dose, e non hanno mai risposto alle sollecitazioni dell’Ordine inviate per Pec.

Proseguono gli sbarchi di migranti a Lampedusa. Durante la notte 109 persone di varie nazionalità sono approdate sull’isola. La Guardia costiera ha prima intercettato un’imbarcazione con a bordo 23 migranti, a circa 10 miglia dalla costa. Successivamente altri 86 migranti, provenienti da Bangladesh, Egitto, Sudan e Nigeria, sono giunti a terra. Dopo i controlli sanitari sono stati trasferiti nell’hotspot di contrada Imbriacola, dove si contano al momento oltre 500 persone, a fronte di una capienza di 250 posti. Nel frattempo, il ministero dell’Interno ha indicato Lampedusa come “porto sicuro” per lo sbarco di 142 dei migranti soccorsi dalla nave umanitaria Mare Jonio. Gli altri 70 invece sono stati destinati a Pozzallo, in provincia di Ragusa.

Il ministro Giorgetti ha appena firmato la riforma delle Camere di Commercio in Sicilia dopo l’approvazione di un apposito emendamento in Parlamento. Dettagli e interventi.

In Sicilia è stata modificata radicalmente la geografia delle Camere di Commercio. Diversamente da quanto previsto nel progetto iniziale, la maxi Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, o Sicilia Sud Orientale, è stata “spacchettata”. Da una parte vi è solo la Camera di Commercio di Catania, a vantaggio anche e soprattutto delle categorie produttive della provincia. Dall’altra parte, invece, le Camere di Commercio di Siracusa e Ragusa sono adesso parte di una maxi Camera di Commercio a cinque, che comprende anche Trapani, Agrigento e Caltanissetta. Il Ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha appena firmato i decreti di nomina dei Commissari delle Camere di Commercio siciliane, che sono state riformate con il voto di un’ampia maggioranza in Parlamento. Dunque Massimo Conigliaro, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Siracusa, è il commissario della Camera di Commercio di Agrigento, Trapani, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa. Giuseppe Giuffrida, dell’Ordine dei Commercialisti di Catania, è a capo della Camera di Commercio di Catania. La deputata nazionale di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo, che ha firmato insieme ad altri colleghi, Minardo, Raciti e Ficara, l’emendamento di riforma, commenta: “E’ stata riconosciuta la specificità e la diversità delle esigenze della Sicilia Sud Orientale che per storia, economia e vocazione sono diverse da quelle dell’area catanese. Decadono tutti gli organi che gestivano le Camere di Commercio commissariate, compresi i revisori dei conti, e vi sarà anche l’opportunità per fare chiarezza sui molti temi oggetto nei mesi scorsi di un confronto anche aspro. Ringrazio il ministro Giorgetti per l’attenzione dedicata ai nostri territori, di cui ha compreso le ragioni dopo anni di totale chiusura. Si apre una pagina nuova per la rappresentanza delle imprese, di tutto il mondo produttivo e del commercio della Sicilia Sud Orientale, alle prese con la difficile fase economica che stiamo attraversando, e che ha quindi necessità di una gestione dedicata e concentrata su ciò di cui i territori hanno bisogno per ripartire e riprendere un percorso di crescita socio-economica. Avremo modo più avanti di valutare se questo assetto sarà soddisfacente o se saranno necessari ulteriori interventi” – conclude. Altrettanto commento positivo da parte del Codacons Sicilia che, tramite il presidente regionale, Giovanni Petrone, interviene così: “Tale iniziativa di riforma pone fine alla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, che ha legato insieme le realtà territoriali di Catania, di Ragusa e di Siracusa. Si tratta di un’esperienza, quella della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, che si è rivelata, in questi anni, deficitaria e insoddisfacente. Ci piace pensare di aver fornito un nostro contributo al successo dell’attuale iniziativa politica. Auspichiamo che presto si favorisca il necessario rilancio e l’opportuna messa in efficienza del sistema camerale siciliano. Continueremo a vigilare allo scopo di assicurare la buona gestione delle Camere di Commercio”.

Gli anticorpi del vaccino anti-Covid calano più rapidamente nei fumatori, diminuendo già due mesi dopo la somministrazione. Il risultato viene da uno studio pubblicato sulla rivista Public Health, a cui hanno collaborato università e centri di ricerca italiani e spagnoli sotto la supervisione degli esperti del CoEHAR, il Centro di Eccellenza internazionale per la Riduzione dei danni da fumo, istituito presso l’Università di Catania.

Come noto, il livello di anticorpi indotto dai vaccini cambia da persona a persona, in base a vari fattori. Tra questi, l’indagine epidemiologica coordinata dal Centro di Ricerca sulla Sanità Pubblica (Cesp) dell’Università Bicocca di Milano si è occupata della correlazione tra lo stato di fumatore e la diminuzione degli anticorpi. Lo studio ha coinvolto 162 operatori sanitari, che si sono sottoposti a test sierologici con cadenza mensile per valutare l’andamento del livello di anticorpi dopo la vaccinazione con vaccino a mRna Pfizer. Un gruppo di partecipanti ha fumato in maniera regolare e tra loro, a 60 giorni dalla somministrazione del vaccino, si è riscontrato un calo del livello di anticorpi più rapido rispetto ai non fumatori.

La risposta immunologica, hanno spiegato i ricercatori di Bicocca e CoEHAR, varia in base a diversi fattori, come una precedente infezione dal Covid o i nostri comportamenti. Tuttavia, lo studio suggerisce come il fumo indebolisca la risposta delle immunoglobuline, con effetti sulla stessa efficacia della vaccinazione. I ricercatori valutano anche quanto il fumo incida sulla progressione del Covid e sull’impatto che ha l’infezione sui soggetti fumatori. Una relazione, secondo Riccardo Palosa, fondatore del CoEHAR, “significativa, che non possiamo sottovalutare“.

Domenica 23 gennaio, alle ore 18:00, presso il Teatro della Posta Vecchia, a cura di Beniamino Biondi, per un OMAGGIO A FRANCO MARESCO con la presentazione del film “La mafia non è più quella di una volta” (2019).

È tornato Franco Maresco. Il racconto prende le mosse dal 25° anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, nel 2017. Il regista decide di portare con sé Letizia Battaglia, la fotografa oggi ultraottantenne che con i suoi scatti ha raccontato le guerre di mafia. Il successivo 19 luglio, ricorrenza della strage di via d’Amelio, al quartiere Zen di Palermo qualcuno ha deciso di organizzare un evento irripetibile: “I neomelodici per Falcone e Borsellino”. Quel qualcuno, ovviamente, è Ciccio Mira. E Maresco non può lasciarsi sfuggire questa occasione.

È come sempre la contraddittoria fiera dell’assurdo, popolata da new entries memorabili, come il cantante Cristian Miscel, ragazzo con evidenti problemi di natura mentale, “risvegliato dal coma dopo un incidente stradale grazie alla voce di Borsellino e Falcone” che lo esortavano ad “alzarsi e cantare”: speech e liriche incomprensibili, presenza scenica discutibile, ma come ricorda spesso la voce over di Maresco è un pupillo di Ciccio Mira. E quindi vale tutto. Si ride spesso, quasi sempre, ma è una comicità grottesca finalizzata a scovare una spiegazione all’interno di quello che lo stesso regista riconosce essere ormai diventato “uno spettacolo senza fine e senza alcun senso, dove la distinzione tra bene e male, tra mafia e antimafia, si è azzerato del tutto”. Sempre geniale, cinico e disperato, Franco Maresco.

La variante Omicron del Covid-19 continua a dilagare nella nostra provincia, ma “fortunatamente” si conferma meno aggressiva anche grazie alla copertura vaccinale.

Il commissario dell’Asp di Agrigento Mario Zappia traccia nel suo consueto punto settimanale un quadro abbastanza diverso da quello dello scorso anno nella nostra provincia. I casi, infatti, crescono vertiginosamente, ma il numero dei ricoverati è contenuto in proporzione. Questo, precisa, anche considerando che c’è certamente una quota di cittadini che non si sono sottoposti a tampone, o, peggio, che hanno fatto un test rapido e non si sono denunciati.

Basti dire, infatti, che il 19 dicembre i casi in provincia erano 1089, mentre al 19 i positivi in trattamento risultavano ben 15.595 sempre su base provinciale. Le persone che si trovano però adesso in ospedale solo “solo” 67, con alcuni reparti dell’Agrigentino che sono già pieni al 90%. E’ evidente, precisa Zappia, che se la nuova variante avesse avuto la stessa aggressività della precedente sarebbe stato impossibile far fronte alla richiesta di posti letto.

Ad avere un ruolo determinante rispetto alla prevenzione dei casi più gravi, è la vaccinazione. “Al momento – dice il manager – in terapia intensiva finiscono i giovani che non hanno mai fatto il vaccino o che hanno terminato la copertura vaccinale in assenza del richiamo con la terza dose, o gli anziani che non hanno mai fatto il vaccino o che hanno più patologie”.

Se comunque la diffusione del vaccino migliora, con 4500 nuove dosi e migliaia di terze dosi, Zappia lancia un appello a tutti coloro che ancora oggi non si sono vaccinati.

“Al netto di uno zoccolo duro di no vax – spiega – molta gente oggi non si vaccina semplicemente perchè ha paura. E noi abbiamo massimo rispetto della paura delle persone. Devono però rendersi conto che oggi è una questione di rapporto tra costi e benefici: il vaccino protegge da conseguenze più gravi provocate dalla malattia”.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il dpcm che indica le attivita’ commerciali in cui dal primo febbraio sara’ possibile continuare ad accedere senza green pass: nell’elenco i supermercati e i negozi di alimentari, farmacie, parafarmacie, sanitarie, ottici, l’acquisto di carburanti, prodotti per animali e per il riscaldamento. Senza pass sara’ possibile anche entrare negli uffici giudiziari o di pubblica sicurezza per presentare denunce.

Nei supermercati si può comprare tutto.

Chi entra senza Green pass nei supermercati può acquistare tutti i prodotti venduti, non solo beni di prima necessità. Lo precisa una Faq del governo rispetto al dpcm Covid firmato stamane. “Coloro che accedono agli esercizi commerciali esenti dal cd. green pass previsti dall’allegato del decreto del presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2022 possono acquistare ogni tipo di merce in essi venduta? Si’, l’accesso ai predetti esercizi commerciali consente l’acquisto di qualsiasi tipo di merce, anche se non legata al soddisfacimento delle esigenze essenziali e primarie individuate dal dpcm“.

E’ sempre consentito l’accesso per l’approvvigionamento di farmaci e dispositivi medici e, comunque, alle strutture sanitarie e sociosanitarie nonchè a quelle veterinarie, per ogni finalita’ di prevenzione, diagnosi e cura, anche per gli accompagnatori. Questi ultimi però, per rimanere all’interno delle strutture residenziali, socio assistenziali, sociosanitarie e hospice dovranno aver fatto il booster oppure avere l’esito di un tampone negativo effettuato non oltre le 48 ore precedenti se hanno solo due dosi di vaccino o sono guariti dal virus.

E’ consentito l’accesso agli uffici aperti al pubblico delle forze di polizia e delle polizie locali, allo scopo di assicurare lo svolgimento delle attività istituzionali indifferibili, nonchè quelle di prevenzione e repressione degli illeciti.

E’ consentito l’accesso agli uffici giudiziari e agli uffici dei servizi sociosanitari esclusivamente per la presentazione indifferibile e urgente di denunce da parte di soggetti vittime di reati o di richieste di interventi giudiziari a tutela di persone minori di etào incapaci, nonchè per consentire lo svolgimento di attività di indagine o giurisdizionale per cui e’ necessaria la presenza della persona convocata.

La Sicilia passa in zona arancione insieme ad Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. Lo ha deciso il Ministro della Salute, Roberto Speranza, alla luce dei dati del monitoraggio settimanale, firmando una nuova ordinanza che prevede anche il passaggio di Puglia e Sardegna in giallo.

Le limitazioni in zona arancione riguardano solo chi non ha il Super Green Pass.Chi è in possesso della certificazione rafforzata non è soggetto a grosse limitazioni.
Gli spostamenti all’interno del proprio Comune sono sempre consentiti per tutti, mentre quelli verso altri Comuni della stessa Regione e verso altre Regioni sono permessi a chi non ha il green pass solo per ragioni di necessità che vanno giustificati attraverso la presentazione di una autocertificazione. Vige un’eccezione per i Comuni entro i 5mila abitanti dai quali tutti possono spostarsi verso altri Comuni entro 30 chilometri, eccetto i capoluoghi di provincia.
I possessori di green pass base rafforzato possono muoversi liberamente all’interno e fuori dalla Regione.

Ristoranti e bar: bar e ristoranti in zona arancione sono accessibili solo a chi ha il super green pass.
Chi non ha la certificazione verde non può consumare al banco o al tavolo.
Negli hotel e nei bar e ristoranti al loro interno, possono accedere solo coloro in possesso di certificazione rafforzata.Restano comunque consentite la ristorazione e la somministrazione di alimenti e bevande, mantenendo, però, sempre il limite di quattro persone al tavolo (a eccezione dei conviventi).

Negozi e centri commerciali: i negozi che vendono beni o servizi alla persona sono accessibili a tutti i cittadini, così come l’accesso agli uffici pubblici per usufruire dei servizi. Per quanto riguarda i centri commerciali, invece, l’accesso è consentito a tutti nei giorni feriali, mentre nei giorni festivi soltanto a chi ha il super green pass.

Sport e palestre: non vigono limitazioni per l’attività sportiva all’aperto, in aree attrezzate o parchi. Certificazione rafforzata, invece, al chiuso ma anche nelle piscine (comprese quelle all’aperto).
Aperta a tutti l’attività riabilitativa e terapeutica, così come gli sport di squadra e attività in centri e circoli sportivi all’aperto. Deve invece avere il super green pass chi pratica sport da contatto, sia all’aperto che al chiuso. Regola che vale anche per l’attività sciistica in zona arancione.

Cinema, teatri, musei e discoteche: l’accesso a cinema, teatri, sale da concerto, locali di intrattenimento e musica dal vivo al chiuso è consentito solo a chi ha il super green pass. Stessa regola vale per mostre e musei, discoteche e sale da ballo.

Centri di benessere e centri ricreativi: solo con la certificazione rafforzata è possibile accedere ai centri benessere e ai centri termali, sia all’aperto che al chiuso, a meno che non si dimostri che ci si sta recando in questi luoghi per motivi di salute. Super green pass obbligatorio anche per l’accesso ai parchi tematici e di divertimento, ai centri culturali, sociali e ricreativi, a sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò.

Fiere, congressi, convegni e sagre: nel rispetto dei protocolli e delle vigenti linee-guida, è consentito lo svolgimento di fiere, convegni, congressi e sagre con accesso riservato ai soggetti in possesso di valida certificazione verde.

Prima è arrivata una lettera di ammonimento e poi la lettera di licenziamento per giusta causa dalla banca di cui era una dipendente da 17 anni. Così una quarantenne piemontese ma siracusana d’adozione, Benedetta D’Anna (detta Benny Green), ha perso il lavoro, sostenendo che la causa è da collegare a foto con pose osé pubblicate sui social.

“Sono sempre stata discriminata – afferma nel rendere noto il provvedimento che le è stato notificato dall’istituto di credito e annunciando ricorso -; io ho sempre posato come modella, e dal settembre 2020 mi sono iscritta a una piattaforma privata dove inserisco dei contenuti più espliciti. Poi dallo scorso anno sui miei social ho pubblicizzato alcune serate. Ma ho sempre svolto tutto fuori dal mio orario di lavoro”.

Nel novembre scorso è arrivata una lettera di ammonimento e la sospensione dal lavoro. “Per me è stato un abuso da parte loro – sostiene -, sono una donna che intende sfidare i falsi moralismi. Ma nei giorni scorsi mi è arrivata la comunicazione del licenziamento dove si evidenzia l’inadeguatezza e la mancanza di rapporto fiduciario per il mio comportamento immorale”.

Dopo la sospensione ha anche girato un film porno dal titolo “La bancaria di Siracusa”. L’istituto di credito le contesta “l’assenza ingiustificata dal servizio omettendo di avvertire dell’assenza; lo svolgimento di attività lavorativa extrabancaria durante l’assenza del servizio motivata da stato di malattia, alla visita fiscale domiciliare e lo svolgimento di attività professionale in violazione al contratto nazionale del lavoro”.

L’avvocato Piero Ortisi, che assiste la donna, parla di “mobbing”, e ribadisce che è stata “illegittimamente sospesa” perché, sostiene, “le circostanze attinenti la vita propria del lavoratore non godono di alcuna rilevanza soprattutto laddove siano estranee al contesto professionale”. Inoltre, osserva il legale, “i fatti posti alla base della contestazione sarebbero in ogni caso null’altro che libera espressione della sfera sessuale privata e personale della dipendente”.