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Il Gruppo Politiche Comunitarie del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha pubblicato sul sito internet istituzionale www.provincia.agrigento.it (sez. “In evidenza”) l’avviso per il Bando Ambiti 5.1.1, 5.1.2, 5.1.3 “Contrasto alla povertà educativa per interventi socio-educativi di minori” del Fondo Sociale per la Coesione (FSC), pubblicato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale con decreto n. 192/2020. Si tratta di un avviso rivolto ad enti del terzo settore con esperienza e professionalità in questo ambito di intervento sociale e che siano radicati nella comunità di riferimento in cui gli interventi si realizzano.

Disponibili complessivamente 16.000.000,00 di euro per la presentazione di progetti nelle  Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, finalizzati al sostegno e alla realizzazione di interventi socio-educativi su minori sino al diciottesimo anno di età, a rischio o in situazione di vulnerabilità economica, sociale, culturale, o che vivono in aree e territori particolarmente svantaggiati.

I progetti dovranno essere presentati esclusivamente il portale indicato all’indirizzo https://terzosettore.agenziacoesione.gov.it  entro e non oltre le ore 12:00 del prossimo 12 gennaio 2021.

La polizia ha arrestato un uomo di Enna per tentata violenza sessuale. Il giovane, per attirare la donna in un luogo appartato, ha manomesso il contattore dell’energia elettrica. Non appena la vittima è entrata nello stanzino, l’uomo l’ha aggredita. Soltanto le urla disperate della donna hanno costretto alla fuga l’autore del reato. Fondamentale è stata la collaborazione di alcuni giovani che hanno permesso alla Squadra Mobile di Enna di individuare in brevissimo tempo l’autore della violenza.

Il deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, interviene nel merito del decreto Ristori quater del governo nazionale, che stanzia altri 8 miliardi di euro di ristoro per le attività costrette alla chiusura dalla pandemia covid, comprese ulteriori indennità per i lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il primo gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto-legge e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nello stesso periodo, e che non siano titolari di pensione, nè di rapporto di lavoro dipendente, né di indennità di disoccupazione. Siamo comunque impegnati costantemente sul fronte di ulteriori e concreti interventi del governo centrale finalizzati ad accogliere la piattaforma di proposte che nel tempo le associazioni di lavoratori stagionali hanno presentato per modificare, anche in relazione allo stato di straordinaria difficoltà che si sta vivendo, il sistema degli ammortizzatori sociali loro destinati”.

I Carabinieri della Compagnia di Caltanissetta e la Squadra Mobile nissena, su ordine del Tribunale, hanno arrestato in carcere 10 pakistani e sottoposto ai domiciliari una donna di 21 anni di Canicattì, nell’ambito di un’inchiesta contro il caporalato. Gli 11 indagati rispondono di associazione per delinquere finalizzata al reclutamento e allo sfruttamento della manodopera da destinare al lavoro presso terzi, alle estorsioni, al sequestro di persona, alle rapine, alle lesioni aggravate, alle minacce, alla violazione di domicilio, alla violenza o minaccia per costringere a commettere un reato. Al momento è irreperibile un altro pakistano destinatario della misura della custodia cautelare in carcere.

La Guardia di Finanza di Agrigento, in vari esercizi commerciali di Agrigento, Canicattì e Porto Empedocle, ha scoperto e sequestrato complessivamente 107.380 mascherine chirurgiche e 2.700 guanti in lattice, di produzione cinese, destinati alla vendita al dettaglio, privi delle attestazioni dei necessari requisiti di conformità del prodotto. I dispositivi di protezione individuale, in parte destinati ai minori di 14 anni, sono privi del marchio CE, dei requisiti prescritti sulla sicurezza dei prodotti, ovvero indicazione del produttore, numero del lotto e scadenza, delle istruzioni d’uso e delle avvertenze obbligatorie in lingua italiana. Anche i titolari delle attività controllate sono privi di autorizzazione in deroga all’immissione in commercio dei prodotti concessa dall’Istituto superiore della Sanità o dall’Inail. Dalla vendita della merce sarebbero stati ricavati oltre 50.000 euro. Ai titolari sono state irrogate sanzioni amministrative da un minimo di 500 a un massimo di 60.000 euro.

Grave intimidazione contro un imprenditore di Licata, di 47 anni, socio di un’agenzia di onoranze funebri. Sono stati sparati quattro colpi di pistola contro la sua automobile, una Toyota, e sul parabrezza è stato depositato un sacchetto con dentro proiettili inesplosi. Indagano i Carabinieri. Nella zona, in periferia, non vi sarebbero telecamere di video-sorveglianza pubbliche o private.

1.399 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore su 10.773 tamponi processati.

34 i decessi di persone positive, che portano il totale a 1.589.

Con i nuovi casi salgono a 40.730 gli attuali positivi con un incremento di 106.

Di questi 1737 sono i ricoverati con meno 36 rispetto a ieri: 1.517 pazienti in regime ordinario, 30 meno rispetto a ieri e 220 in terapia intensiva, 6 in meno rispetto a ieri. In isolamento domiciliare sono 38.993 persone.

I guariti sono 1.259.

I nuovi casi, per province:

Catania 614

Palermo  357

Messina 86,

Ragusa 55,

Agrigento 49,

Caltanissetta 78,

Siracusa 87,

Enna 4,

Trapani 69.

Scoperto in contrada Balataliscia – a Comitini – uno stabilimento industriale dolciario abusivo in piena attività. Il titolare dell’azienda, un uomo di 67 anni, è stato arrestato in flagranza di reato per furto aggravato in quanto collegato abusivamente alla condotta elettrica. Il provvedimento è già stato convalidato dal Gip del Tribunale di Agrigento che ha disposto l’obbligo di presentazione alla Pg per tre volte a settimana.

Tante le contestazioni mosse nei suoi confronti dai carabinieri: lo stabilimento, munito di celle frigorifere e forno industriale, era sconosciuto alle autorità competenti per il rilascio delle autorizzazioni in materia sanitaria; gli addetti erano privi di autorizzazione igienico-sanitaria alla produzione di alimenti destinati al consumo umano o ne avevano una scaduta ormai da tempo; nelle tre celle frigorifere erano contenuti prodotti alimentari non tracciati, in cattivo stato di conservazione, prodotti scaduti con etichetta non conforme per un peso complessivo di oltre 3 tonnellate e mezzo pronti per la commercializzazione; nel magazzino dell’azienda destinato alla preparazione di alimenti sono stati trovati prodotti scaduti per oltre 131kg. L’azienda, nonostante le mancate autorizzazioni, custodiva la documentazione della filiera di bar e pasticceria.

L’operazione dei carabinieri della stazione di Comitini, insieme ai colleghi del Centro Anticrimine e Natura coadiuvati dai militari del Nucleo Operativo Radiomobile di Agrigento.

L’accusa nei suoi confronti è frode in commercio.

Sequestrato l’intero stabilimento con un valore della merce pari a 35 mila euro. In corso di quantificazione, invece, la sanzione amministrativa. Infine i carabinieri hanno pure scoperto un allaccio abusivo di corrente elettrica che alimentava sia l’azienda che l’abitazione del titolare. Per questo motivo sono scattate le manette in flagranza di reato.

Un vero e proprio stabilimento fantasma, prodotti senza tracciabilità, scaduti e conservati male, che venivano acquistati da molti operatori commercianti della zona limitrofa a Comitini.

Ed è proprio a questi commercianti che il Capitano Luigi Pacifico comandante della Compagnia di Canicattì a margine della conferenza stampa insieme al Tenente Colonnello Vincenzo Castronovo, ha detto: “siamo alla ricerca di quanti si rifornivano dallo stabilimento, agli operatori commerciali di restituire i prodotti o di almeno distruggere a loro carico i generi alimentari acquistati. Ne vale la salute di ogni cittadino”.

Il Consiglio Nazionale Forense ai sensi dell’art.62 della L n.247/2012 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense) nonché dell’art. 35 del Regolamento CNF n.2/2014, con sentenza n. 229/2020 ha reso definitivo il provvedimento n.3/2017 col quale il Consiglio Distrettuale di Disciplina di Palermo aveva irrogato all’Avv. Giuseppe Arnone di Agrigento la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio professionale per la durata di mesi due.

A seguito della summenzionata pronuncia, depositata, notificata e comunicata in data 27.11.2020, l’Avv. Giuseppe Arnone è sospeso dall’esercizio professionale dal 28 novembre 2020 al 28 gennaio 2021.