Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 323)

La Dia, la Direzione investigativa antimafia, di Palermo ha eseguito una confisca di aziende, beni immobili e conti correnti, sotto sequestro dal 2013, a carico dell’imprenditore palermitano Salvatore Vetrano, 48 anni. Il patrimonio confiscato ammonta a 20 milioni di euro. Secondo la Dia, Vetrano avrebbe acquisito un consistente patrimonio immobiliare e costituito numerose aziende del settore del commercio di prodotti alimentari, grazie ai suoi legami con Cosa Nostra. In cambio l’imprenditore avrebbe elargito denaro all’associazione mafiosa o assunto uomini dei clan.

Nell’Aprile 2014, con apposita determinazione dirigenziale, il Comune di San Giovanni Gemini disponeva, ai sensi dell’art. 42 bis del D.P.R. n.327/2001, l’acquisizione al patrimonio indisponibile del Comune dei terreni di proprietà dei sig.ri Madonia Vincenzo, Sciacchitano Filippo, Sciacchitano Maria, Matraxia Grazia Sciacchitano Maria Carmela, ricadenti nella denominata “via dello sport” del Comune di S.G. Gemini.
Avverso la suddetta determina, proponevano ricorso giurisdizionale i proprietari dei terreni interessati, contestando, in sostanza, sia i presupposti di fatto sia l’illegittimità dell’acquisizione sanante per motivi di violazione di legge (artt. 2, 7, 8 e 10 della Legge n.241/1990 e art. 42bis del D.P.R. n.327/2001) e per svariati profili di eccesso di potere, oltre ad un’erronea quantificazione dell’indennità di espropriazione.
Si costituiva in giudizio il Comune di San Giovanni Gemini, in persona del Sindaco dott. Carmelo Panepinto, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, per resistere al ricorso.
Riguardo ai profili di censura sollevati, l’Avv. Rubino controdeduceva in particolare la correttezza dell’iter procedimentale e le ragioni di pubblico interesse, di viabilità e sicurezza pubblica, connesse alla scelta di procedere con l’acquisizione sanante e l’utilizzazione dei terreni attraversati dalla via dello Sport, di proprietà dei ricorrenti. Inoltre, l’Avv. Rubino deduceva l’inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo sulla questione riguardante la determinazione dell’indennizzo previsto per la procedura di acquisizione di cui all’art. 42bis del D.P.R. 327/2001.
Con sentenza del 12 novembre 2019, il T.A.R. Sicilia-Palermo, sez. III, ha accolto le tesi dell’avv. Rubino, dichiarando il ricorso in parte inammissibile per difetto di giurisdizione riguardo alla domanda volta a contestare la quantificazione dell’indennizzo e, per il resto, lo ha respinto in quanto infondato, riconoscendo l’esigenza prevalente dell’interesse pubblico all’acquisizione dei terreni interessati, con salvezza del provvedimento impugnato. Dunque, per effetto di tale statuizione, i terreni interessati ricadenti nella “via dello Sport” verranno definitivamente acquisiti al patrimonio indisponibile del Comune di San Giovanni Gemini che non dovrà, pertanto, corrispondere ai ricorrenti alcuna somma.

I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Sciacca, nel corso di mirati servizi antidroga, hanno arrestato un immigrato dal Senegal di 20 anni, sorpreso nei pressi della stazione degli autobus in possesso di mezzo panetto di hashish e di circa 60 euro in banconote di piccolo taglio. L’uomo ha provato a svincolarsi con violenza per sottrarsi all’arresto e ha anche minacciato i militari. Ecco perché all’autorità giudiziaria risponderà di minaccia e resistenza a pubblico ufficiale oltre che di detenzione di droga a fine di spaccio.

Ad Agrigento, domenica prossima, 17 novembre nel salone Don Milani della Basilica dell’Immacolata, alle ore 17 si svolgerà un incontro – dibattito sul tema “Famiglie connesse o disconnesse? Social, media & family”, promosso dalla pastorale familiare dell’Unità parrocchiale Mater Misericordiae. Relazioneranno il sociologo e docente universitario Francesco Pira, don Mimmo Zambito, giudice del tribunale Ecclesiatico di Agrigento, il parroco don Giuseppe Veneziano, Gerlando Picone e Giovanna Cavaleri, responsabili delle famiglie dell’unità pastorale Mater Misericordiae.

La Provincia di Agrigento ha aggiudicato i lavori di rimozione delle frane lungo la strada provinciale 25 Mussomeli – San Giovanni Gemini – Bivio statale 189, da tempo parzialmente chiusa al transito. Il progetto, elaborato dai tecnici della Provincia, è stato finanziato con 1 milione e 640mila euro dal ministero alle Infrastrutture. L’appalto, gestito in modalità telematica, è stato aggiudicato provvisoriamente all’impresa Geodesia srl, con sede a Vallelunga Pratameno, in provincia di Caltanissetta, che ha offerto un ribasso del 25,12% sull’importo. I lavori dovranno essere effettuati dall’impresa aggiudicataria entro 500 giorni lavorativi e continui dalla data del verbale di consegna dei lavori.

La sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato con a latere Alessandro Quattrocchi e Giuseppa Zampino, ha condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno Francesco Nocera, 51 anni, e la sua compagna Irene Infuso, 38 anni. I due, spacciandosi come badanti e sbriga – faccende, avrebbero costretto, con violenza e minacce, un’anziana ottantenne di Campobello di Licata, e la sorella di lei (poi deceduta), a consegnare loro i risparmi, circa 148mila euro, tra conti correnti, buoni fruttiferi e immobili. La presunta estorsione risale, in più episodi, al 2007. L’anziana donna è stata poi ospite di una casa di riposo al Villaggio Mosè ad Agrigento. La pensionata è parte civile tramite l’avvocato Monica Malogioglio.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il Pubblico Ministero ha svolto la requisitoria al processo per la morte di Liborio Di Vincenzo, il meccanico agrigentino di 50 anni, ferito e poi deceduto a seguito delle gravi ustioni provocate da una esplosione il 6 ottobre 2010 in un locale adibito ad officina nel capannone del Centro distribuzioni giornali “Agriscia”, nella zona industriale di Agrigento. La Procura, per omicidio colposo, ha chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi ciascuno per Angelo Scopelliti, 73 anni, di Palma di Montechiaro, legale rappresentante della società Agriscia, e per Giovanni Caminiti, 64 anni, di Messina, medico della stessa società. I familiari di Liborio Di Vincenzo si sono costituiti parte civile tramite gli avvocati Giovanni e Tanja Castronovo. Il 12 dicembre è attesa la sentenza.