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La Procura di Caltanissetta ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, anticamera della richiesta di rinvio a giudizio, nell’ambito dell’inchiesta bis sul cosiddetto “Sistema Montante”, ovvero il troncone politico delle indagini secondo cui, tra l’altro, Antonello Montante avrebbe manovrato, assecondando i propri interessi, parte dell’allora governo regionale presieduto da Rosario Crocetta. L’avviso è stato notificato a 13 indagati: oltre a Montante, sono l’imprenditore Rosario Amarù, l’ex commissario dell’Irsap Maria Grazia Brandara, l’imprenditore ed ex presidente di Sicindustria Giuseppe Catanzaro, Rosario Crocetta, l’ex capo centro della Dia di Palermo Giuseppe D’Agata, l’ex capo della Dia Arturo De Felice, il capo della sicurezza di Montante, Diego Di Simone Perricone, gli ex assessori regionali alle Attività produttive Maria Lo Bello e Linda Vancheri, il vice questore in servizio allo scalo di Fiumicino, Vincenzo Savastano, l’ex capo centro della Dia di Caltanissetta, Gaetano Scillia, e l’imprenditore Carmelo Turco.

Il Lions Club Agrigento Host propone per la prima volta un service televisivo per dare la possibilità non soltanto ai soci ma a più persone di assistere ad un dibattito con ospiti autorevoli per trattare un argomento più che mai attuale: “La nostra vita, la pandemia, la tecnologia e i social, tra rischi e opportunità”.

Dopo gli indirizzi di saluto del Governatore del Distretto Lions 108 Yb Sicilia L’Avvocato Mariella Sciammetta e del Presidente di Circoscrizione Dott. Nicolò Scaturro intervengono in studio il Prof. Francesco Pira, professore  associato di sociologia dei processi culturali e comunicativi, docente di comunicazione e giornalismo presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, la Dott.ssa Rosa Maria Gaglio Neurologo e l’Ing. Achille Furioso Presidente dell’Associazione “GenerAzioni Consapevoli” di Agrigento. Presiede e coordina il dibattito la prof.ssa Barbara Capucci, Presidente del Lions Club Agrigento Host. Gli argomenti proposti saranno: il ruolo dei social network, della rete e delle tecnologie durante questa emergenza pandemica, i rischi della rete per gli adolescenti,  l’impatto della pandemia sulle fasce più deboli (bambini e anziani). L’evento verrà trasmesso su teleacras venerdi 19 marzo alle ore 21:00, con repliche sabato 20 alle ore 15:00, domenica 21 alle ore 21:00 e lunedì 22 alle ore 15:00.Stasera su Teleacras

Terminata la campagna congiunta di sicurezza stradale “seatbelt” (cinture di sicurezza), che si è svolta dall’8 al 14 marzo, promossa da Roadpol – European Roads Policing Network, network europeo delle Polizie Stradali, al quale da ormai oltre 10 anni la nostra specialità partecipa.

L’Organizzazione sviluppa una cooperazione operativa tra le Polizie Stradali europee, con l’obiettivo di ridurre il numero di vittime della strada e degli incidenti stradali in adesione al Piano d’Azione Europeo 2021- 2030. Tale attività si sviluppa attraverso operazioni internazionali congiunte di contrasto delle violazioni e campagne “tematiche” in tutto il Continente, all’interno di specifiche aree strategiche. L’obiettivo ultimo è quello di elevare gli standard di sicurezza stradale, armonizzando l’attività di prevenzione, informazione e controllo, anche attraverso campagne di comunicazione e operazioni congiunte i cui risultati vengono poi monitorati dal Gruppo Operativo ROADPOL.

Anche gli operatori della Sezione Polizia Stradale di Agrigento e dei Distaccamenti di Canicattì e Sciacca hanno effettuato nella nostra Provincia specifici servizi di controllo dei veicoli circolanti, al fine di verificare il rispetto del corretto utilizzo delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta da parte di conducenti e occupanti di veicoli a motore, con particolare riguardo ai seggiolini per bambini.

In totale le 26 pattuglie predisposte sull’intero territorio provinciale hanno controllato 186 veicoli, contestato 53 infrazioni ai sensi dell’art. 172 cds, per un totale di circa 225 punti della patente decurtati.

Aggredito alle spalle, con calci e pugni e poi rapinato dei due telefoni cellulari da 2 malviventi.
E’ quanto accaduto ad un giovane afghanistano, attualmente domiciliato a Canicattì, proprio dove è avvenuta la rapina, in piazza IV Novembre.

Allertati i poliziotti del cammissariato di Canicattì, che sono giunti sul posto, hanno raccolto la testimonianza del 26enne ed hanno avviato le indagini, passando al setaccio i filmati delle telecamere della zona.

Il giovane aggredito è stato poi condotto all’ospedale “Barone Lombardo”, dove i medici gli hanno diagnosticato lievi ferite al volto, giudicate guaribili in pochi giorni.

Anche in Sicilia riparte oggi alle 15 la somministrazioni dei vaccini AstraZeneca, così come da indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco, per quei cittadini aventi diritto e per i quali è previsto questo tipo di vaccino.

Si inizierà proprio dai cittadini che erano già prenotati per oggi pomeriggio alle ore 15, negli stessi poli vaccinali precedentemente individuati e scelti per questo genere di operazione sanitaria.

Poiché molte dosi di vaccino AstraZeneca risultano ancora sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, gli uffici dell’assessorato regionale alla Salute stanno già provvedendo a riprogrammare gli appuntamenti, inviando dei messaggi sms ai cittadini che hanno diritto alla vaccinazione AstraZeneca e che avevano effettuato la prenotazione per i giorni 15, 16, 17, 18 marzo e fino alle ore 15 del 19 marzo, cioè coloro che non hanno potuto vaccinarsi a causa della sospensione, in via precauzionale, disposta dalle autorità nazionali.

Così come si legge nella nota dell’Aifa “la raccomandazione del Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), nella riunione di ieri, ha confermato il favorevole rapporto beneficio/rischio del vaccino anti-Covid19 AstraZeneca, escludendo un’associazione tra i casi di trombosi e il vaccino. Ha inoltre escluso, sulla base dei dati disponibili, problemi legati alla qualità e alla produzione”.

Non si conosce la natura dell’incendio consumatosi a Licata ma non si esclude la pista dolosa.
In fiamme un furgone utilizzato da una ditta che commercia prodotti ittici che ha preso fuoco nel centro di Licata tra corso Argentina e via Egitto.
Sono stati i passanti ad allertare i vigili del fuoco che hanno spento l’incendio e messo poi in sicurezza i luoghi.
Sul posto anche i carabinieri di Licata che su richiesta della Procura di Agrigento hanno avviato le dovute indagini per far luce sulla vicenda accorsa

 

 

Il sig. D.S., agrigentino, figlio dell’ex guardia giurata deceduta, nel 1991, nel corso di una tentata rapina ad un furgone portavalori per il quale stava effettuando il servizio di scorta, a seguito dell’accertamento della matrice mafiosa del suddetto omicidio, aveva ottenuto, per se ed i suoi familiari, la concessione, da parte del Ministero dell’Interno, dei benefici previsti dalla normativa in favore dei familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Successivamente, lo stesso chiedeva la concessione degli ulteriori benefici assistenziali previsti dalla legge; istanza che, tuttavia, nel 2013, veniva respinta dal Ministero dell’Interno che, contestualmente, disponeva la sospensione immediata – e poi la successiva revoca – anche dei benefici e dell’assegno vitalizio in precedenza concessi sul presupposto dell’asserita insussistenza in capo allo stesso dei requisiti soggettivi previsti dalla legge e, in particolare, la non estraneità del sig. D.S. ad ambienti delinquenziali.

Quest’ultimo, allora, assistito dagli avv.ti Girolamo Rubino e Mario La Loggia, decideva di proporre ricorso giurisdizionale al fine di ottenere l’accertamento del suo diritto all’erogazione dell’assegno vitalizio e degli altri benefici già in precedenza goduti e, per l’effetto, la condanna del Ministero alla loro corresponsione, previa disapplicazione e/o annullamento dei suddetti provvedimenti di diniego e di revoca.

In particolare, gli avv.ti Rubino e La Loggia, censuravano l’operato dell’amministrazione, lamentando l’ingiustizia del mancato riconoscimento, in favore del ricorrente, dei benefici previdenziali ed assistenziali richiesti e riconosciuti per legge in favore dei familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, attesa l’assoluta estraneità dello stesso alla vita malavitosa.

Il Tribunale di Palermo, in funzione di Giudice del Lavoro, in pieno accoglimento delle doglianze formulate dai difensori del sig. D.S., gli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia, previa disapplicazione dei decreti ministeriali impugnati, ha dichiarato il diritto del sig. S.D. ad ottenere l’elargizione dell’assegno vitalizio e degli ulteriori benefici assistenziali, condannando, per l’effetto, il Ministero convenuto ad erogare i relativi benefici.

La superiore sentenza è stata, da ultimo, confermata dalla Corte d’Appello di Palermo, sezione controversie di lavoro, previdenza ed assistenza che, così definitivamente pronunciandosi sulla vicenda, ha respinto il ricorso in appello proposto dal Ministero dell’Interno avverso la sentenza di primo grado, condannando altresì l’Amministrazione appellante anche al pagamento delle spese del giudizio.

Per effetto della suddetta pronuncia, dunque, il sig. D.S. potrà finalmente ottenere l’elargizione dei benefici previdenziali ed assistenziali riconosciuti dalla legge a chi, come lui, ha subìto incolpevolmente la perdita di un proprio caro per mano della criminalità organizzata.

La Procura di Catania ha proposto al Tribunale il rinvio a giudizio di due imputati di prostituzione minorile, uno di Favara di 45 anni e l’altro di Augusta di 46 anni, allorché avrebbero adescato un ragazzo di 17 anni di Catania su messenger e gli avrebbero proposto di praticare sesso orale a pagamento, inviando loro anche delle foto intime. La madre del ragazzo si è accorta dei messaggi sul telefonino del figlio ed ha denunciato l’accaduto alla Polizia Postale. Nel corso delle perquisizioni è stato rinvenuto materiale video e foto di carattere pedo-pornografico.

Nelle campagne tra Agrigento e Palma di Montechiaro una mano ignota, al momento, ha sparato una decina di colpi di pistola, di medio calibro, contro il prospetto esterno di una struttura ricettiva in costruzione, di proprietà di un imprenditore agrigentino componente dell’associazione antiracket “Libero futuro”. Sul posto per il rilievi di rito è intervenuta la Polizia Scientifica. Nessun dubbio sul carattere intimidatorio del gesto. Indagini in corso.

Ad Agrigento prosegue la campagna di vaccinazione, dove è stato inaugurato l’hub provinciale al palacongressi.
Circa 600 le dosi quotidiane che – a parte la sospensione momentanea dei vaccini AstraZeneca – sono state somministrate.

Assembramenti che hanno necessitato della polizia locale, e disagi alla viabilità lungo viale Sciascia, che è arteria importante di Villaggio Mosè.

L’ex sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, si è così espresso: ““Ecco un bruttissimo esempio di Sanità pubblica. Ecco il super hub vaccinale delle inaugurazioni in pompa magna. Il diritto al vaccino viene così garantito. Intanto continuiamo ad ammalarci. A mettere ordine ci pensa la polizia locale per far rispettare le distanze e le regole del turno.