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L’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Agrigento, Gerlando Riolo comunica che sono stati distribuiti buoni spesa, nella misura di 20,00 euro a testa e caricati nella Tessera sanitaria degli aventi diritto.
I buoni spesa possono essere utilizzati negli esercizi commerciali convenzionati con il Comune, esibendo la tessera sanitaria, un documento di identità e digitando il codice che è stato inviato con un messaggio. Questi buoni spesa fanno riferimento ai residui dei fondi erogati dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale e quindi sono stati distribuiti ai nuclei familiari con reddito zero, così come dichiarato nella prima istanza presentata ad Aprile. Qualora nel frattempo fosse stata percepita altra indennità a qualsiasi titolo (Cassa Integrazione, Bonus Partita IVA o altro) bisognerà non spendere la somma messa a disposizione e comunicarlo agli Uffici dei Servizi sociali del Comune, per non incorrere nei controlli che vengono eseguiti dagli Organi competenti. I buoni spesa derivanti da fondi regionali non sono ancora in distribuzione perché si stanno esaminando le domande presentate e pertanto non va fatta confusione con quelli distribuiti in questi giorni.

“Con riferimento alle notizie di atteggiamenti minatori nei confronti del giornalista Lelio Castaldo, che si leggono in queste ore, ritengo che fatti così gravi debbano essere accertati dalla magistratura. Non è accettabile che il clima elettorale sia ammorbato da tali fatti e che l’informazione possa essere a rischio di simili condizionamenti. Mi auguro che l’agone politico possa proseguire con  leale dialettica nell’interesse e per il bene della città”.

Lo dichiara il sindaco di Agrigento Calogero Firetto.

Ci sono e dobbiamo aiutarli. Loro, ovviamente non si fanno pregare e di conseguenza ci ritroviamo ad assisterli amorevolmente per dar loro uno spiraglio di vita più dignitoso.

387 sabato e 341 ieri. Questo è il bilancio dei migranti che sono arrivati a Lampedusa in modo autonomo e con barche poco sicure.

La Prefettura di Agrigento, d’intesa col ministero degli Interni, è impegnata nell’organizzare il trasferimento del più alto numero possibile di migranti per alleggerire le presenze all’hotspot.
Per oggi – secondo quanto confermato dalla Prefettura – è previsto il trasferimento, con traghetti e motovedette, di un minimo di 200 persone ad un massimo di 300 che verranno accolte in strutture in Piemonte e Calabria e a Campobasso.

Ovvio che anche oggi sono previsti altri sbarchi. Così come per domani, dopodomani…

Incidente stradale lungo la provinciale 17, la Raffadali-Siculiana. Due uomini sono rimasti feriti e trasportati da una ambulanza del 118 al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Un pensionato di 86 anni di Raffadali, sarebbe in gravi condizioni. Sul posto hanno lavorato i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento e i carabinieri. Da chiarire la dinamica dello scontro. A scontrarsi per cause ancora in corso d’accertamento sono state una Mitsubishi Pajero guidata dal pensionato ottantaseienne e una Renault Megane condotta da un settantaduenne sempre di Raffadali. La Mitsubishi Pajero, a causa dell’impatto, è finita fuori strada, in mezzo a un terreno, contro alberi e vegetazione. I due automobilisti sono stati liberati dai pompieri e trasferiti all’ospedale di Agrigento. Il quadro clinico del più anziano è stato ritenuto grave, dai medici in servizio al pronto soccorso.

Il Gip del Tribunale di Agrigento ha convalidato il sequestro degli ombrelloni e delle sdraio scoperti senza autorizzazione dalla Guardia di Finanza nella disponibilità di un noto locale del viale delle Dune a San Leone. Per l’esattezza 18 ombrelloni e 13 lettini sdraio. L’ipotesi accusatoria, che ha portato anche alla denuncia del titolare, è di avere occupato abusivamente circa 500 metri quadrati di spiaggia. Come si ricorderà le Fiamme Gialle hanno apposto i sigilli dopo che il titolare non avrebbe esibito le necessarie autorizzazioni; fatto che ha così portato alla denuncia del titolare per l’ipotesi di reato di occupazione abusiva di area demaniale.

Il Centro Nazionale Studi Pirandelliani è a forte rischio di chiusura e nella migliore delle ipotesi il prossimo convegno di dicembre, Covid permettendo, potrebbe nuovamente emigrare. Ciò sicuramente a causa della scarsa sensibilità e assenza delle autorità locali, e per questo ha inviato con una lettera un accorato appello ai presidenti della Regione e dell’Ars, al vice-presidente della Regione, agli assessori ai Beni Culturali e al Turismo, ai capigruppo parlamentari dell’Ars nonché a S.E. il Prefetto di Agrigento.

Fondato nel 1967 dal Prof. Enzo Lauretta, il Centro agrigentino trova la sua massima espressione nei Convegni internazionali annuali, giunti nel 2020 alla loro 57^ edizione. Sono Convegni singolari e originali per via di una particolare formula che mette a confronto l’Accademia, rappresentata da docenti universitari e dalla critica provenienti da ogni parte del mondo, e dagli studenti della scuola media superiore da tutt’Italia, in funzione attiva e partecipativa con elaborati di ricerca e creatività.

Un’altra peculiarità, che li rende unici, è la capacità di unire turismo e cultura. I circa 500 partecipanti che soggiornano 4 notti, a spese proprie, sono linfa vitale per alberghi e strutture ricettive in un periodo di bassa stagione e l’economia esangue della Città di Agrigento, in
forza del fatto che i Convegni si svolgono nei primi giorni di dicembre in piena magra turistica. Questo è quanto si è fatto finora, come i numeri dimostrano nella sua ultra cinquantennale attività ininterrotta del Centro che ha preparato il Convegno di quest’anno e quello del prossimo anno, realizzabili solo col sostegno finanziario della Regione e sopratutto degli Enti locali e Parco archeologico; sostegno che non viene accordato, nonostante istanze e richieste verbali e scritte.

Ogni anno il reperimento dei contributi dai vari Enti si trasforma in una tribolata via crucis, quasi sempre inutile.
Se il Centro dovesse chiudere i danni sarebbero incalcolabili: Danno alla critica pirandelliana, per la mancanza di incentivi ad approfondire e rinnovare lo studio dello scrittore, che il Centro stimola incessantemente. Danno alla crescita umana e culturale degli studenti partecipanti, che il Centro assiste sin dai primi dell’anno attraverso l’organizzazione delle giornate pirandelliane, propedeutiche al Convegno.
Danno all’economia e all’immagine di Agrigento.

Si parla di cultura come volano di sviluppo, ma nella città di Pirandello s’ignora e si ostacola un’iniziativa che favorisce cultura e turismo e che viene, anzi, sopportata forse anche con fastidio.

“Non possiamo permetterci un nuovo lockdown, né i cittadini comuni costretti a rivedere le loro vite, ma soprattutto le imprese che rischierebbero la definitiva chiusura, come tantissime altre che non ce l’hanno fatta a riaprire”, lo dice il presidente di Confcommercio Sicilia Francesco Picarella. “Siamo molto preoccupati per la ripresa dei contagi – aggiunge – è necessaria una presa d’atto e di responsabilità da parte di tutti all’uso delle mascherine, al rispetto del distanziamento e delle norme anti Covid. La stretta del Governo sulle sale da ballo – prosegue – è un campanello d’allarme preoccupante e per la quale ognuno ha il dovere di porre la massima attenzione. Non solo discoteche e zone di movida e di divertimento, occorre una continua e responsabile azione di sensibilizzazione in tutti quei luoghi a rischio come uffici, mezzi di trasporto e attività in cui è possibile la diffusione del virus sensibilizzando all’uso dei dispositivi di protezione, per scongiurare la riacutizzazione della pandemia”, conclude Picarella.

Ci saremmo meravigliati del contrario. Purtroppo a San Leone continuano in modo seriale le scazzottate fra giovani.

I poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento sono intervenuti per un paio di segnalazioni di risse, una delle quali, in piazzetta “Pertini”, e un’altra all’ex eliporto con protagonisti due gruppi di ragazzi. Alla vista della Polizia tutti i contendenti si sono dati alla fuga.

E una ragazza ubriaca fradicia ha infastidito alcune persone sull’arenile di viale delle Dune. Avrebbe anche fatto degli apprezzamenti e avances ad un ragazzo, che si trovava in compagnia della fidanzata. Quest’ultima non ci ha visto più, e spalleggiata da altre due amiche, ad un certo punto si è scagliata contro la malcapitata. La giovane è stata picchiata a calci e pugni. Per fortuna l’intervento dei presenti ha evitato gravi conseguenze.

E maxi controllo dei poliziotti delle Volanti per scongiurare spaccio e risse, lo scorso fine settimana, a San Leone, precisamente in piazzetta Pertini, identificati numerosi giovani siciliani ed extracomunitari, e in questo ambito è stato segnalato un ragazzo per detenzione di droga. Sempre a tarda notte le forze dell’ordine sono intervenute in un locale sulla spiaggia, dov’era stato segnalato un assembramento di giovani, e musica ad alto volume.

Dopo la chiusura delle discoteche, i numeri preoccupanti in risalita del Covid 19 impongono un’altro provvedimento; Le mascherine diventano obbligatorie dalle 18 alle 6 del mattino anche all’aperto e dove è più facile che si creino assembramenti. Questa decisione è arrivata oggi al termine di un incontro con i governatori delle Regioni, per contenere l’aumento dei contagi di coronavirus.

“Avanti con prudenza”, ha twittato il ministro della Salute Roberto Speranza, riassumendo le due decisioni di oggi: “1. Sospensione delle attività del ballo, all’aperto e al chiuso, che abbiano luogo in discoteche e in ogni altro spazio aperto al pubblico. 2. Obbligo di mascherina anche all’aperto dalle 18 alle 6 nei luoghi dove c’è rischio di assembramento”.

 

Secondo la nuova ordinanza, anticipata dal Corriere della Sera, il governo ha deciso di rendere obbligatorio l’utilizzo della mascherina “dalle 18 alle 6”, su tutto il territorio nazionale. “E fatto obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale”

“Restiamo uno dei paesi più sicuri al mondo per la sicurezza sanitaria; questa condizione non è casuale ma figlia dei sacrifici che abbiamo fatto e che vanno difesi – ha detto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia durante la riunione tra governo e regioni in cui è stata decisa la chiusura delle discoteche – Ora è il momento di andare avanti ma limitando al massimo le attività che presuppongono contatti fisici e assembramenti incontrollabili”.

 

 

Due donne sono state aggredite da un gruppo di una trentina di bagnanti accampati nelle tendopoli nella spiaggia di Barcarello, a Palermo, finendo al pronto soccorso al Cervello. Una delle due è una cronista che stava filmando lo sgombero da parte dei carabinieri della tendopoli per le norme anti-Covid. Alcune donne hanno reagito in modo violento, prendendola a calci e pugni.

La giornalista racconta: “In tanti anni di attività non avevo mai visto una cosa così. La rabbia, la violenza senza motivo sfogata senza remore”. E aggiunge: “Quello che ferisce di più però è stata l’indifferenza di tanti che hanno assistito alla scena. Ho chiesto aiuto, mi hanno detto ‘no’. C’era anche chi faceva un video con il telefono cellulare”. Una signora le aveva chiesto di non riprendere i bambini. “Le ho detto che non li avrei ripresi, ma in quell’istante un gruppo si è scagliato contro di me. Mi sono ritrovata per terra – dice – contro di me schiaffi, calci, pugni. Una ragazza mi ha dato dei pugni sul naso. Erano donne, tante. Gli uomini guardavano. La mia amica, che mi attendeva in auto, mi ha raggiunto per difendermi ma anche lei è stata aggredita. Un uomo le ha dato un calcio facendola cadere. Mi volano gli occhiali e loro continuano a insultare e colpire. Contro di me anche testate. Sono piena di lividi ed escoriazioni, ma quello che mi ferisce di più è l’indifferenza. Ho chiesto aiuto, un signore che era lì mi ha detto ‘no’.. E’ avvilente. Siamo cosi tanto abituati alla violenza? Siamo salve – prosegue la cronista – grazie all’intervento di un’auto dei carabinieri, che in realtà credo fosse stata chiamata dai colleghi in spiaggia perché anche lì le operazioni non andavano avanti serenamente”.

La cronista riferisce che “il gruppo, erano tanti, ha aggredito anche i militari che prima ci hanno offerto riparo nella loro auto e poi ci hanno detto di andare via””. Noi siamo scappate e abbiamo raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale Cervello, dove i medici ci hanno visitato – conclude – Abbiamo un prognosi di cinque giorni, ma io dovrò fare degli accertamenti perché ho molti dolori al torace. I carabinieri poi ci hanno rintracciato e abbiamo spiegato cosa era accaduto”.

(Ansa)