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”In questi giorni di grande difficoltà per il nostro Paese, i giornali, le radio, le tv e i siti di informazione locali sono in prima linea nell’informazione sul territorio relativamente all’emergenza sanitaria Covid-19. Attraverso i propri microfoni e le proprie telecamere con l’eccezionale e coraggioso impegno dei propri giornalisti e dei propri tecnici, le emittenti tengono costantemente informati i cittadini dei rispettivi territori su tutti gli aspetti dell’epidemia in atto. Il protrarsi della crisi rischia tuttavia di comprometterne la continuità aziendale, stante la gravissima contrazione della raccolta pubblicitaria che si sta verificando. Voglio ricordare ai signori ministri infatuati dalle piattaforme che l’informazione non si ferma ai social che, seppur utilissimi, non esprimono le garanzie e gli approfondimenti forniti dalle redazioni. La cosa vergognosa è che nel Decreto Cura Italia non v’è traccia di alcuna forma di sostegno economico per queste realtà pur essendo state esse stesse individuate nell’alveo dei servizi essenziali che a fronte dell’attuale emergenza bisogna continuare a garantire. In queste ore sono state formulate alcune proposte emendative che vanno prese seriamente in considerazione in Parlamento perché si scongiuri una vera e propria ecatombe mediatica e dell’informazione. Pertanto è di vitale importanza che il Mise ponga in essere ogni azione necessaria alla tutela di tutti gli operatori dell’informazione nonché delle aziende che operano a livello locale nel settore radiotelevisivo e che insistono su tutto il territorio nazionale”.

Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato dell’Udc all’Assemblea regionale siciliana.

“Questa organizzazione sindacale FIALS con la presente segnala e denunzia, alle SS.LL., le condizioni di palese criticità in cui i lavoratori sono costretti ad operare giornalmente, per carenza dei prescritti DPI, per affrontare le straordinarie incombenze indotte dalla emergenza sanitaria – Covid 19 – presso il P.O. Presidio di Licata ove, come è noto, ed a fondamento della presente denuncia, i dipendenti sono stati invitati a riutilizzare, previa disinfezione, il materiale monouso!!

Anche in altri presidi ospedalieri, la situazione non è dissimile ed infatti presso il P.O. di Agrigento vi è costante penuria pure dei più semplici DPI a cominciare dai normali guanti di lattice o vinile che vengono forniti, alle UO con degenza, in quantità del tutto insufficiente a svolgere, con un minimo di sicurezza, le correnti mansioni assistenziali quali: pulizia al letto dei pazienti, cambio biancheria personale e piana, esecuzione di manovre medico/infermieristiche ecc.  Si evidenzia che il personale viene “ invitato“, ovviamente verbalmente, ad utilizzare gli stessi guanti per provvedere alle necessità di più pazienti. Tale invito può che essere definito criminale!!! Ciò poiché esso costituisce una esplicita promozione della diffusione quanto meno delle infezioni ospedaliere.

Anche per le mascherine esistono le medesime difficoltà e anche in questo caso irresponsabilmente si suggerisce/invita a tenere i suddetti DPI per settimane intere.

Tale stato di cose non può ulteriormente essere sopportato dal personale che in molti casi ha provveduto in proprio acquistando personalmente guanti e mascherine.

A tal proposito la norma in materia di  Dispositivi di Protezione Individuale,  l’art. 71 del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, intitolato agli “Obblighi del datore di lavoro”,  prevede con formulazione inequivoca che “Il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi ai requisiti di cui all’articolo precedente, idonee ai fini della salute e sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere o adattate a tali scopi che devono essere utilizzate conformemente alle disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie”. Obblighi che assumono una specifica connotazione nel contesto – come quello attuale – di una emergenza sanitaria di rilevanza planetaria. Il rischio di contagio, già elevato per la popolazione in generale, è, infatti, quasi una certezza per quanti operano all’interno di strutture sanitarie in assenza di adeguati dispositivi di protezione individuale con ogni conseguente responsabilità penale del datore di lavoro.

Per le suesposte ragioni si confida in un immediato intervento delle LL.SS”.

Lo scrive il segretario regionale Amedeo Fuliano.

Il sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura informa che oggi, al fine di tutelare la salute pubblica e monitorare le auto in entrata e in uscita dalla nostra Città, è stata trasmessa una nota a S.E. il Prefetto Dario Caputo con la quale rivolge un accorato appello di aiuto e l’invio di soldati dell’Esercito a presidio delle uscite della Città da e per Agrigento, Caltanissetta, Campobello di Licata, Naro, Delia. La presenza sul territorio dei militari dell’Esercito Italiano andrebbe ad implementare i servizi di sorveglianza già messi in atto nel territorio da parte delle altre Forze dell’Ordine e della Polizia Municipale.

Questo il corpo della lettera:

Eccellenza,

la grave situazione che stiamo vivendo in tutto il territorio nazionale e nella nostra provincia ha indotto molti di Noi a prendere decisioni drastiche, al fine di contenere il diffondersi della pandemia da COVID 19, per il bene della nostra collettività.

Malgrado gli sforzi di tutti gli operatori del settore (Polizia Municipale, Forze dell’Ordine, Volontari) la situazione è di difficile controllo, considerando che la Città di Canicattì è un centro commerciale importante per l’hinterland e da sempre vede affluire utenti dai paesi limitrofi.

A tale flusso, di carattere esclusivamente commerciale, si aggiungono: l’Ospedale, e le strutture di servizi intercomunali; il Distretto Socio-Sanitario, l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia del Lavoro, l’INPS, la Condotta Agraria, e tante altre strutture similari.

Inoltre il carattere strettamente agricolo dell’economia dell’Hinterland, basata principalmente sulla coltura dell’uva Italia ma anche su pescheti e albicoccheti e di aziende zootecniche, portano decine di titolari di aziende e lavoratori a spostarsi quotidianamente da e per le campagne canicattinesi.

Inoltre, la numerosissima comunità romena presente in città, la cui sussistenza si basa essenzialmente non solo su lavori di tipo agricolo ma anche di assistenza domestica ad anziani e soggetti fragili, comporta lo spostamento di molte persone anche all’interno del territorio comunale.

A ciò si aggiunge la notizia che un medico residente in un comune vicino, titolare di uno studio medico a Canicattì, trovato positivo al COVID 19, ha regolarmente svolto attività professionale nel territorio cittadino, oltre ai due casi già conclamati di positivi al COVID 19 che hanno indotto l’attivazione del COC con funzioni sanitarie.

Alla luce di quanto sopra e consapevole che è necessario salvaguardare gli spostamenti di persone fisiche che garantiscono i servizi pubblici.

Nella consapevolezza che è compito di ogni amministrazione tutelare la salute dei propri concittadini, adottando tutti gli atti consequenziali per garantire il contenimento dell’epidemia, in linea con le disposizioni emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri e ritenendo altresì opportuno dover attenzionare il divieto di ingresso/uscita nella/dalla città.

In questo drammatico momento è nostro compito intraprendere tutte quelle iniziative volte a limitare la diffusione del contagio anche al fine di tutelare le strutture sanitarie che, come è noto, non sarebbero in grado di sopportare strutturalmente ed umanamente un aumento, che potrebbe risultare anche incontrollabile, di concittadini che hanno la necessità di specifiche cure sanitarie ospedaliere.

Nella qualità di primo cittadino di Canicattì, Le chiedo di fare intervenire personale dell’esercito per il controllo del territorio e l’applicazione delle misure di contrasto e contenimento dell’epidemia a presidio degli ingressi da e per Agrigento, Caltanissetta, Campobello, Naro, Delia.

Con la presente formalizza la richiesta di invio di reparti dell’esercito, la cui presenza andrebbe a coadiuvare il lavoro delle esigue pattuglie di polizia municipale di cui possiamo disporre che, di concerto con le Forze dell’Ordine, stanno operando allo stremo delle forze.

Confidando nella Sua sensibilità, riponiamo alla Sua decisione la nostra richiesta.

“Giungono alla scrivente O.S. voci di una possibile chiusura del reparto di Nefrologia del Presidio Ospedaliero Giovanni Paolo II di Sciacca. Tale chiusura, pare  si renda necessaria per recuperare personale medico da dedicare al reparto covid-19 che si dovrebbe aprire con nostro grande stupore all’interno dello stesso presidio ospedaliero. Se tutto ciò fosse vero, ci chiediamo che cosa ne sarà dei tanti pazienti che da anni sono in carico al reparto di nefrologia e che domani si potrebbero trovare con un percorso assistenziale, ancora tutto da capire. Ci sembra del tutto paradossale parlare di chiusure di reparti ospedalieri che parallelamente al problema dell’epidemia del coronavirus, assicurano cure spesso anche salva la vita, a quei pazienti che necessitano di terapie dialitiche come nel caso della Nefrologia.

Pertanto esprimiamo tutte le nostre grandi perplessità, su una scelta di questo tipo, ci auguriamo ovviamente che queste voci siano del tutto infondate e che si possa continuare a garantire il rapporto di fiducia che si è instaurato tra pazienti e medici. Al neo nominato Commissario degli ospedali riuniti di Sciacca e Ribera dott  Firenze, chiediamo di farsi garante dei diritti dei pazienti nefropatici scongiurando, laddove queste voci fossero fondate, la chiusura del reparto. Ai vertici ASP, chiediamo di voler assicurare le relazioni sindacali, al fine di avere una partecipazione consapevole, su tutto ciò che riguarda l’organizzazione del lavoro”.

Cgil Funzione Pubblica

Il consigliere comunale di Agrigento, Marco Vullo, ha chiesto al Prefetto, al Sindaco di Agrigento, e alla Direzione provinciale delle Poste di ricercare soluzioni alternative a fronte della paventata chiusura di numerosi sportelli delle Poste a causa dell’emergenza coronavirus. Si tratta in particolare degli sportelli di Giardina Gallotti, Montaperto e Villaseta. Vullo afferma: “Nonostante tutta la mia comprensione rispetto alle difficoltà riscontrate dalle Poste in questo momento di grande difficoltà, chiedo alle autorità competenti di intervenire nel merito della questione soprattutto a tutela delle fasce più deboli e a rischio, trovando ove possibile delle soluzioni di apertura mirate, come uno o due giorni al mese, per il pagamento delle pensioni e delle cose urgenti, richiedendo anche, se serve, l’ausilio delle forze dell’ordine nel far rispettare tutte le precauzioni del caso”.

Emergenza coronavirus e iniziative di solidarietà. La Polizia di Stato, attraverso il gabinetto regionale per la Sicilia orientale della scientifica, ha donato 500 tute che saranno usate per la protezione individuale dei sanitari impegnati negli ospedali siciliani. Si tratta degli stessi dispositivi adoperati durante le investigazioni dagli agenti della Polizia scientifica. La Polizia di Stato commenta: “E’ un contributo importante in un momento difficilissimo. Alle donne e agli uomini della Polizia, ai quali va la nostra gratitudine per ciò che fanno ogni giorno assieme alle altre Forze dell’ordine, la riconoscenza per questa ennesima dimostrazione di vicinanza”.

A Vittoria, in provincia di Ragusa, la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro di circa 4.500 litri di “sanificante per le mani”, di cui oltre 2.100 litri già confezionato, privo della autorizzazione del Ministero della Salute. A produrre il sanificante è stata una nota azienda di Vittoria che, approfittando dell’attuale emergenza legata al coronavirus, avrebbe affiancato all’originaria attività di produzione di saponi e detersivi quella più remunerativa di produzione di sanificante per le mani, in assenza però delle prescritte autorizzazioni. Il titolare della fabbrica è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di frode nell’esercizio del commercio. L’attività ispettiva condotta e le perquisizioni nei locali della società hanno consentito il sequestro di oltre 1.500 litri di sanificante già confezionato e pronto per essere immesso in consumo nonché di ulteriori 2.300 litri circa, da riversare nelle boccette per la vendita al dettaglio.

Terza vittima per coronavirus a Sciacca. Nel primo pomeriggio di oggi si è spenta all’ospedale di Caltagirone una donna saccense di 77 anni, da alcuni giorni ricoverata nel nosocomio etneo e proveniente da Sciacca.

Una crisi respiratoria ha aggravato le sue condizioni ed ha fatto così salire a quattro (tre di Sciacca una di Ribera) il numero di persone morte a causa del virus che ha ulteriormente debilitato il loro fisico già danneggiato da altre patologie. La donna era ricoverata nel reparto di Medicina del Giovanni Paolo II quando scoppiò il caso della dottoressa dello stesso reparto considerata paziente 1. Un primo tampone era risultata negativo.

Lo rende anche noto il sindaco di Sciacca Francesca Valenti con un post su facebook.

Prima asta benefica organizzata dal  movimento civico “Damuni Versu” che coinvolgerà gli imprenditori agrigentini e non solo. Tutti quelli che vorranno partecipare dando il loro contributo ed il ricavato servirà ad acquistare Mascherine e dispositivi di protezione individuale per il reparto di Ostetricia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento mettendo all’asta un meraviglioso dipinto su tela creato dal noto artista agrigentino Sergio Criminisi.

L’emergenza e la tragicità di ciò che stiamo vivendo devono unirci più che mai o come mai accaduto prima. Senza inutili “azzuffatine” da zitelle solo perché si hanno colori politici diversi.

NELLE TRAGEDIE COME QUESTE SI È TUTTI UGUALI. Aiutare e sostenere TUTTI , da chi non ha nulla da mangiare a chi rischia la propria vita per salvare la nostra. Io ho messo ciò che ho potuto. Adesso tocca a voi…..se vorrete.

titolo dell’opera: IL CRATERE DELLA VITTORIA
Il soggetto è evidente: un cratere greco, fiore all’occhiello dell’arte vascolare greca (quindi le nostre origini…il nostro inscindibile legame con la nostra storia) sul quale è stata dipinta la “scena finale” della guerra in cui siamo coinvolti….LA VITTORIA SUL SUBDOLO NEMICO. UN MEDICO ED UN INFERMIERE, soldati senza paura, trafiggono la “bestia” con tutta la forza che il loro profondo senso del dovere gli dà….. fedeli al giuramento solenne fatto.
Il contesto scenografico è quello della nostra amata Agrigento,la città si vede in lontananza ma spiccano alcuni dei nostri TESORI , SIMBOLI che amiamo ed in cui ogni AGRIGENTINO SI IDENTIFICA: la chiesa DI SAN CALOGERO….LA CATTEDRALE…IL TEMPIO DELLA CONCORDIA… Nella decorazione superiore potrete notare ,al posto delle classiche greche, una “catena” di MASCHERINE,mentre in basso , la decorazione si compone di flaconi di …AMUCHINA. Celato dietro l’aspetto “satirico” di tutto il contesto, c’è tutta la pesantezza del momento ed il trionfo del SACRIFICIO, l’emblema o ,se preferite, il “feticcio” che ci ricorderà di tutto questo….della caduta e della RINASCITA. SPERO VI PIACCIA.

Misure 50×70 acrilico su tela.L’asta e’ aperta e si chiuderà tra una settimana, ovvero MARTEDÌ 31 alle 18:00
AIUTIAMO CHI CI AIUTA! DAMUNIVERSU!

Le offerte si possono fare direttamente sul post del gruppo civico:

https://www.facebook.com/DamuniVersuAgrigento

Ha poi aggiunto che sarà garantita la filiera alimentare ed i carburanti. La ministra De Micheli adotterà un’ordinanza che consentirà di regolamentare l’orario di apertura in modo da assicurare il rifornimento di carburante in tutta la Penisola.

Così invece il Premier sul rapporto con i sindacati, che potrebbe mettere a rischio certi settori con le minacce di sciopero: “I sindacati sanno che le porte di Chigi e dei ministeri sono sempre aperte. Per me il metodo migliore è il confronto. Ma la possibilità di decisione spetta al governo. Non possiamo introdurre modalità di codecisione come nella concertazione degli Anni 90, ma si stanno facendo aggiustamenti in modo che «non ci siano scioperi di sorta. In questa fase il paese non se lo può permettere. La precettazione? Non credo ce ne sarà bisogno. L’esercito? Ben venga l’aiuto dei militari, ma i cittadini non devono pensare che la tenuta dell’ordine pubblico sia affidata solo a una militarizzazione dei centri abitati, le forze dell’ordine stanno già agendo in modo molto efficace”.