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Oggi a Roma una delegazione di amministratori, compreso il coordinatore di Anci Giovani Sicilia e sindaco di Contessa Entellina, Leonardo Spera, incontrano la presidente della commissione Ambiente alla Camera per ribadire la virtuosità delle gestioni dirette del servizio idrico. Gli stessi amministratori ribadiscono: “La gestione diretta dell’acqua è un principio a cui i Comuni che ne hanno i requisiti non possono rinunciare. Bisogna evidenziare che le gestioni comunali del servizio idrico sono previste dalla norma come eccezioni rispetto alla gestione unica d’ambito. In questo contesto, le gestioni comunali salvaguardate nelle Ati, come nel caso di Palermo, e di un piano d’ambito aggiornato, non perderebbero nemmeno i contributi comunitari e nazionali per gli investimenti e l’ammodernamento delle reti”.

La Cassazione, perché il reato è prescritto, ha annullato la sentenza di condanna a carico del maresciallo dei Carabinieri di Agrigento, Antonio Arnese, già a capo del Nucleo ispettorato del lavoro, e dell’avvocato Ignazio Valenza, condannati, in primo grado e in Appello, a 2 anni di reclusione ciascuno per corruzione, allorchè Arnese avrebbe chiesto e ottenuto da Valenza l’assunzione della moglie come dipendente dell’istituto assistenziale “Casa Amica” in cambio di un controllo addomesticato all’istituto di formazione Ecap. La difesa, rappresentata dagli avvocati Daniela Posante, Antonino Gaziano e Giuliano Dominici, ha sempre sostenuto che non ricorre alcun collegamento fra l’assunzione della donna e il controllo ispettivo.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, la pubblico ministero, Sara Varazi, ha chiesto al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, di assolvere quattro medici ortopedici in servizio all’ospedale di Agrigento, imputati di omicidio colposo, perché, secondo la Varazi, non ricorrerebbe alcun nesso tra la condotta degli stessi medici e la morte di Michele Di Stefano, 69 anni, di Porto Empedocle, morto il 26 giugno del 2016 dopo essere stato investito da un’automobile e dopo essere stato colto da un infarto intestinale. I medici, presso cui fu ricoverato Di Stefano allorchè vittima di una frattura al femore, sono Giuseppe Tulumello, 45 anni, Giovanna Callea, 42 anni, Santo Rapisarda, 52 anni, e Salvatore Pinella, 53 anni.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha inflitto un anno e 8 mesi di reclusione, per false fatturazioni e occultamento delle scritture contabili, a carico di Calogero Cremona, 54 anni, di Palma di Montechiaro, legale rappresentante della società Cobeca srl. Lui, difeso dagli avvocati Salvatore Re e Fabio Inglima Modica, avrebbe emesso, negli anni 2015 e 2016, fatture per operazioni inesistenti dell’importo complessivo di circa 250mila euro. Le fatture false sarebbero servite ad alcune società per aumentare le spese ed evadere le imposte. Inoltre avrebbe occultato le scritture contabili e altri documenti obbligatoriamente da conservare per non consentire la ricostruzione del patrimonio aziendale.

A Porto Empedocle, per avere violato le prescrizioni anti-covid, sono stati multati 400 euro ciascuno dalla Polizia i venti militanti siciliani di CasaPound giunti a Porto Empedocle da Palermo, Messina e Ragusa per manifestare contro le politiche immigratorie. L’episodio, di cui si apprende adesso, risale a domenica scorsa, quando si è stati ancora in zona arancione, e dunque non sarebbe stato possibile spostarsi da un Comune ad un altro senza giustificata motivazione.

A Naro, nel centro d’accoglienza “La grande famiglia”, una ventina di immigrati, tra cui 16 minorenni, hanno protestato per ottenere di essere trasferiti in altri centri, e hanno devastato l’intera struttura danneggiando e distruggendo arredi e attrezzature per un danno di circa 10mila euro. Tre degli operatori del centro, nel tentativo di sedare i disordini, hanno subito ferito e sono stati soccorsi all’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì. La sindaca di Naro, Maria Grazia Brandara, con provvedimento d’urgenza, ha disposto il trasferimento degli ospiti in altre strutture della provincia di Agrigento.

“Sono 17 anni che so, non ho parlato prima per paura…”. Dopo la lettera inviata all’avvocato Giacomo Frazzitta l’anonimo scrive anche a “Chi l’ha visto?”.

La vicenda è quella relativa alla scomparsa di Denise Pipitone, la bimba di quattro anni rapita il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo. Una settimana fa il legale della famiglia, Giacomo Frazzitta, aveva rivelato di avere ricevuto una lettera anonima al suo studio contenente “elementi nuovi che abbiamo in parte riscontrato”. Adesso una copia di quella lettera è stata recapitata anche alla redazione della trasmissione di Rai 3 condotta da Federica Sciarelli, che in questi anni non ha mai smesso di occuparsi del caso. L’anonimo, che parla delle fasi successive al sequestro e fa riferimento anche ad alcuni testimoni oculari, dice di essere “sicurissimo al cento per cento di quello che ho visto”. Nei giorni scorsi l’avvocato Frazzitta, dagli schermi televisivi, aveva invitato il testimone a farsi nuovamente vivo.
“Ti attendiamo, nella massima riservatezza, abbiamo bisogno di fare un passo avanti, vieni fuori in qualche modo, ma aiutaci ancora”. Un appello ribadito in modo accorato anche dalla mamma di Denise, Piera Maggio: “Le chiedo di farsi sentire, nei modi che lei ritenga opportuno, faccia in modo di mettere fine a tutto questo dolore. Non solo noi, è l’Italia intera che glielo chiede”.

I funerali di Franco Battiato si terranno domani in tarda mattinata nella chiesetta all’interno della villa del maestro, villa Grazia, la casa di Milo che il cantautore catanese aveva dedicato alla madre.

Ad officiare il rito funebre saranno padre Orazio Barbarino, parroco di una chiesa di Linguaglossa e un sacerdote di Milano, amico del fratello di Battiato. Il corpo del cantautore, per un suo preciso volere, sarà cremato e le spoglie ritorneranno a villa Grazia.

Padre Barbarino racconta gli ultimi istanti del compositore: “Alle 15 di ieri gli ho rivolto il Sacramento dell’unzione degli infermi, mi sono fermato con i suoi cari sino alle 16,15, poi sono andato via. Stamattina la notizia della morte di Franco avvenuta dieci minuti dopo le 5”

l sacerdote aggiunge: “Con Franco condividevo tante idee, lui andava alla ricerca della verità e lo fa faceva continuamente, in ogni cosa. Il suo verbo era sperimentare, era uno che cercava bellezza ed essenzialità e in tutto questo ci metteva una grande umiltà”.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, in collegamento con RaiNews24, fa sapere che proporrà “nelle prossime ore alla sua famiglia di potere traslare le spoglie del ‘maestro’ in quello che è il Pantheon dei grandi siciliani. Parlo della Chiesa di San Domenico, a Palermo… Sarebbe davvero un omaggio dovuto da parte della Sicilia per un uomo che, forse, senza volerlo ha reso grande la sua terra. Una terra costretta troppo spesso a combattere da retroguardia e che, invece, ha espresso con Franco Battiato un testimonianza di alta levatura”.

Hanno incrociato nuovamente le braccia questa mattina i netturbini in servizio a Favara e dipendenti delle Società che hanno in gestione il servizio di igiene ambientale.

Secondo quanto lamentato dagli operatori ecologici non sono stati rispettati i patti scaturiti la scorsa settimana, ovvero il pagamento di tre mensilità. Gli operatori questa mattina si sono radunati in Piazza Cavour ai piedi del Municipio “dovevano pagarci tre mensilità arretrate invece ne abbiamo ricevuto soltanto due o meglio una e mezza in quanto avevamo ricevuto precedentemente un anticipo di €500 – ci ha detto uno dei portavoce dei lavoratori – non sono questi gli accordi che ci avevano portato a sospendere l’agitazione ed effettuare il servizio”.

Nell’accordo firmato la settimana scorsa il comune doveva corrispondere €.600.000,00 al netto di IVA alle ditte in relazione alle fatture arretrate già emesse,  di conseguenza le ditte ricevuti questi pagamenti dovevano effettuare il pagamento di tre stipendi arretrati ai netturbini.  Questa mattina la nuova protesta.

È in corso una riunione in municipio con il neo assessore Davide Romeo, i rappresentanti delle aziende nonché i rappresentanti dei netturbini per chiarire la vicenda, ovvero se in realtà il Comune non ha rispettato i patti facendo i bonifici per come pattuito, oppure il dovuto  è stato corrisposto alle ditte ed il problema è da ricercare altrove.

La sempre disponibile assessore Maria Laura Maggiore ci ha confermato, facendoci vedere anche il totale dei bonifici corrisposti alle ditte che è uguale a quanto stabilito ovvero 600.826,23.