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No alla scarcerazione per il boss palermitano di Pagliarelli, Settimo Mineo. Il tribunale del Riesame di Palermo ha respinto la richiesta di scarcerazione per motivi di salute, presentata dai legali del presunto capomafia. Mineo, 81 anni, affetto da patologie cardiache, ha sostenuto di rischiare il contagio da coronavirus, ma secondo i giudici può essere curato in carcere o nelle strutture sanitarie penitenziarie. In prima istanza, Mineo ha chiesto gli arresti domiciliari al Giudice per le udienze preliminari, Rosario Di Gioia, che attualmente lo giudica, insieme ad altri imputati, nel processo cosiddetto “Nuova Cupola”. Dopo il rigetto, i suoi difensori si sono rivolti al Riesame in sede di appello.

I Carabinieri del comando provinciale di Enna indagano sull’omicidio di Andrea Paternò, 40 anni, il cui cadavere carbonizzato è stato scoperto in un’automobile, anch’essa bruciata. La vettura è stata trovata nelle campagne di Pietraperzia, ai confini con Barrafranca. Della vittima, che ha lavorato nell’azienda agricola del padre, non vi è stata traccia da alcuni giorni. Dei passanti hanno notato l’auto bruciata e avvertito i Carabinieri che hanno scoperto l’omicidio. Non è escluso che l’uomo sia stato prima ucciso, forse con un’arma da fuoco, e poi il corpo sia stato incendiato con l’auto.

A Castelvetrano, in ospedale, è morta una donna di 29 anni originaria della Tunisia, Najiwa Salhi, residente con il marito di 27 anni a Santa Ninfa. La Procura della Repubblica di Trapani ha disposto l’autopsia. La 27enne è deceduta all’improvviso dopo un parto cesareo. E’ nata una bambina. La madre, come da protocollo, è stata monitorizzata per due ore dopo il parto, ha trascorso la notte, e poi al mattino il personale si è accorto della morte. Indagini in corso.

Il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, esprime il proprio disappunto sulla possibilità che il Governo ricorra all’utilizzo di altre navi-quatantena per fare fronte all’emergenza sbarchi ed afferma: “Continuano senza soluzione di continuità gli sbarchi nella Provincia di Agrigento, ormai tristemente diventata, grazie alla politica dei porti spalancati del Governo PD-Cinquestelle, il nuovo campo profughi d’Europa.

È finalmente chiaro a tutti che il noleggio della Moby Zaza, con soli 285 posti, è clamorsamente insufficiente (lo abbiamo detto dall’inizio) per fronteggiare l’approdo sulle coste agrigentine di migliaia di clandestini, numeri spaventosi per i quali non sarebbe sufficiente neanche noleggiare l’intera flotta militare americana.

Come detto ieri (per l’ennesima volta) dal Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, l’unica soluzione utile per fermare gli scafisti, ed il traffico di essere umani, è l’immediata predisposizione di un blocco navale al largo delle coste africane.

Nessun appello, nemmeno quelli provenienti da Sindaci appartenenti allo stesso colore politico, è riuscito a fare desistere il Governo Conte dalla sua azione e a fare comprendere, allo stesso, il grave rischio sanitario che stanno correndo i siciliani (decine di migranti sono, infatti, risultati positivi al coronavirus) e le ripercussioni catastrofiche che tutto ciò sta avendo sul turismo locale, con disdette continue di prenotazioni da parte di turisti che, impauriti, preferiscono trascorrere le proprie vacanze altrove.

Siamo di fronte ad una nuova forma di razzismo al contrario, in cui vengono abbandonati gli agrigentini e vengono aiutati i clandestini.

Siamo certi che già dalle prossime elezioni amministrative, gli agrigentini, stanchi di essere maltrattati, daranno un segnale forte dicendo basta al Governo PD-Cinquestelle, che ha riempito la nostra provincia di clandestini e centri di accoglienza, uccidendo il settore turistico, ovvero la principale, se non l’unica, risorsa economica del territorio agrigdentino”.

 

I Carabinieri della Tenenza di Ribera sono stati impegnati in serrati controlli stradali. Al setaccio un centinaio di automobili e di moto sulle strade di accesso alla località balneare di Seccagrande, con l’utilizzo costante dell’etilometro. 8 sono state le patenti ritirate a giovani conducenti indisciplinati e imprudenti. Per 4 degli 8 il tasso alcolemico è risultato addirittura superiore ad 1 grammo per litro. E sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Sciacca, con la sanzione accessoria della sospensione della patente fino ad un anno. Nel corso dei controlli sono state elevate anche numerose sanzioni per veicoli sprovvisti della copertura assicurativa o con revisione scaduta.

Con Decreto n. 1289/2020 dell’Assessorato Regionale delle Attività Produttive il Distretto Produttivo Ecodomus, uno dei tredici distretti produttivi riconosciuti in Sicilia e al quale ha formalmente aderito il Libero Consorzio Comunale di Agrigento, ha ottenuto i riconoscimento per il triennio 2020/2022. Tutti i decreti sono stati consegnati nei giorni scorsi ai rappresentanti dei Distretti siciliani dall’Assessore Regionale alle Attività Produttive, On. Girolamo Turano, presenti anche il Dirigente Generale dott. Carmelo Frittitta e il Dirigente del servizio dott. Aldo Brancato.

Il Distretto Produttivo Ecodomus – Distretto Regionale per l’Edilizia Sostenibile e il Risparmio energetico – ha ricevuto il riconoscimento dopo aver partecipato alla procedura di selezione dei Distretti che l’Assessorato ha indetto con bando pubblico regionale dello scorso 15 ottobre. Si tratta indubbiamente di un grande successo per la nostra provincia, dal momento che la maggioranza delle imprese aderenti hanno sede nel territorio agrigentino, e che si tratta dell’unico in Sicilia ad operare nel settore dell’edilizia sostenibile e del risparmio energetico, in un contesto regionale costituito quasi esclusivamente da Distretti del settore agroalimentare.

Oltre alle 65 aziende che lo compongono, il neonato Distretto può vantare l’adesione di prestigiose istituzioni come ENEA – Dipartimento Efficienza Energetica, e IEMEST – Istituto Euromediterraneo di Scienza e Tecnologia.

Fra le istituzioni pubbliche aderenti, il Libero Consorzio Comunale di Agrigento svolgerà la fondamentale funzione di raccordo con le amministrazioni locali. “L’ex Provincia Regionale di Agrigento – dice il commissario straordinario dr. Girolamo Alberto di Pisa – si pone come Ente intermedio a cui le stesse amministrazioni potranno rivolgersi, nel solco di un impegno per le attività produttive del territorio mai venuto meno in questi pur difficili anni, e in particolare negli ultimi mesi”.

L’obiettivo, come evidenziato dal rappresentante del Distretto, Arch. Toni Cellura, professionista attivo nel settore energetico-ambientale e Segretario Regionale del Green Building Council (nonché ex assessore Provinciale al Territorio e Ambiente) “è lo sviluppo di modelli per l’edilizia sostenibile e l’eco-innovazione di prodotto, di processo e di sistema

Nell’attuale contesto si presentano dunque  importanti prospettive per lo sviluppo del Distretto, a cominciare dall’opportunità offerta dal “super” eco-bonus al 110% nel D.L. Rilancio che impone alle imprese una radicale innovazione dei processi produttivi, per raggiungere gli standard di certificazione energetica-ambientale.

Nell’immediato futuro è prevista l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con la partecipazione degli Ordini Professionali (Architetti, Ingegneri, Geometri laureati e Agronomi) oltre alle altre organizzazioni del settore dell’edilizia e risparmio energetico attive nell’agrigentino.

Nuovi interventi sono previsti sulla S.p. 32 Ribera-Cianciana. Il Settore Infrastrutture stradali ha approvato il progetto dei “lavori di manutenzione straordinaria lungo la S.P. n. 32 Ribera – Cianciana”, dal km. 12+500 al km. 19+400 fino all’innesto con la S.S. 118, situato dopo il comune di Cianciana. Un collegamento che interessa un territorio di oltre quarantamila abitanti e che costituisce il primario tratto stradale per raggiungere i presidi sanitari di Ribera e Sciacca. Nella zona sono presenti, inoltre, numerose imprese agricole.

Il progetto realizzato dallo staff tecnico del Libero Consorzio prevede lavori per un milione e duecento mila euro, compresi di oneri fiscali. La base d’asta è di 900mila euro che include gli oneri per la sicurezza per 18mila euro, non soggetti a ribasso. L’incarico di progettazione era stato affidato alla sezione della zona Ovest della viabilità provinciale diretta dall’Ing. Filippo Napoli.

La copertura finanziaria è stata assicurata dell’Assessorato Infrastrutture e Trasporti dalla Regione Siciliana, con fondi destinati alla manutenzione straordinaria della viabilità secondaria. Il Libero Consorzio aveva accolto, immediatamente, la disponibilità dell’Assessore Regionale alle Infrastrutture Marco Falcone il quale durante un incontro avvenuto a Cianciana con i Sindaci della zona, aveva  manifestato la volontà di finanziare i lavori necessari al miglioramento della S.p. 32, utilizzando i fondi a disposizione della Regione.

Il Libero Consorzio aveva, inoltre, provveduto ad appaltare dei lavori per eliminare le condizioni di pericolo per il ripristino della regolare transitabilità di un’altra parte della S.p. n. 32 Ribera – Cianciana, lavori che sono già iniziati.

Ci sono 15 nuovi casi di contagio in Sicilia, non si tratta però di un nuovo focolaio sull’Isola ma la maggioranza dei casi (11 per la precisione) è da ricondurre ai migranti sbarcati a Pozzallo nei giorni scorsi. Non essendo rimasti in quarantena su una nave – come richiesto da Musumeci – ma scendendo quindi sulla terraferma i migranti sono considerati a tutti gli effetti come casi “siciliani”. Quattro sono invece “locali”, ma dalla Regione non comunicano da quali zone dell’Isola provengono. In Sicilia sono stati eseguiti, nelle ultime 24 ore, 2.130 i tamponi che portano il totale a 238.702. In totale i casi registrati dall’inizio dell’epidemia salgono a 3.115, non ci sono nuovi decessi e quindi le vittime restano 283. Sono invece 137 gli attualmente positivi. Quattro i ricoverati con sintomi (due in meno rispetto a ieri) e nessuno in terapia intensiva. In 133 si trovano in isolamento domiciliare.

“I poliziotti in Sicilia stanno vivendo una situazione non più sostenibile per via degli sbarchi continui, in particolare a Lampedusa dove il sistema è in tilt. Un numero ridicolo di uomini impiegati, turni giornalieri multipli e a volte consecutivi, fino a raggiungere le 32 ore di servizio di seguito, servizi notturni svolti dagli stessi agenti 6 notti su 10, in condizioni disagevoli, senza i necessari tempi di riposo e recupero, con l’esposizione a rischi e pericoli, e con livelli di stanchezza e stress inimmaginabili. I colleghi a Lampedusa sono in una situazione assurda, ma non vengono inviati rinforzi. Non possiamo consentire che si agisca con tale leggerezza quando si tratta del benessere, della salute e delle sorti dei poliziotti. Siamo Servitori, non schiavi. Non spetta ai poliziotti decidere in tema di politiche migratorie, ma spetta a chi li rappresenta denunciare quando le ricadute delle scelte politiche e amministrative gravano unicamente e inesorabilmente sulle spalle degli operatori in divisa, tanto da violare il loro diritto a un lavoro dignitoso e sostenibile. E quello che i colleghi stanno svolgendo in Sicilia non lo è più. Se si vuole continuare ad accogliere con queste modalità il sistema deve poter contare su molte più risorse in termini di uomini e mezzi”.

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, dopo l’allarme dato dal Segretario Regionale della Sicilia, Giuseppe Sottile, che ha scritto al ministero dell’Interno spiegando come nonostante l’impiego del X Reparto Mobile di Catania e dell’XI Reparto mobile di Palermo in servizi di identificazione, vigilanza e accompagnamento dei migranti che sbarcano continuamente, la situazione è insostenibile in particolare a Lampedusa, dove le 5 squadre di 10 uomini fra Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza non ce la fanno più a reggere il carico di lavoro.

“Le squadre sono troppo poche – spiega Sottile –, fanno turni massacranti, non riposano e rincorrono senza sosta i servizi che si accavallano. Dieci poliziotti sono arrivati a lavorare per 32 ore di seguito, e altri 10 a lavorare 6 notti in 10 giorni. Una vera follia, specie considerate le condizioni difficilissime di questi servizi che vanno sempre gestiti, invece, con lucidità, freschezza e calma assoluta visto la tensione che li accompagna. E’ inammissibile lavorare con due squadre in meno e turni insostenibili, ma la risposta è sempre che ‘uomini da mandare a rinforzo non ce ne sono’. La sicurezza, però, non si può fare così, sul fondo del barile non c’è più nulla da raschiare”.

Via Petrarca sotto choc ad Agrigento. Un uomo di 64 anni – S.M. le sue iniziali – è morto dopo lite con un vicino di casa, sembrerebbe a causa di un malore. L’episodio è accaduto, nel primo pomeriggio, nell’androne di un condominio in via Petrarca e l’uomo è morto poco dopo essere rientrato in casa. All’origine del litigio ci sarebbe stata un’incomprensione fra condomini dello stesso stabile, in particolare legata allo smistamento della posta.

I poliziotti dell’ufficio Volanti stanno interrogando il vicino 66enne che avrebbe litigato energicamente con la vittima che soffriva di problemi cardiaci.