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I carabinieri della Tenenza di Ribera, agli ordini di Fabio Proietti, hanno arrestato un 19enne del luogo pizzicato con 10 dosi di eroina in tasca. Il ragazzo è stato fermato ad un posto di blocco mostrando fin da subito segni di insofferenza. 

 
 Dalla tasca sono uscite dieci dosi di eroina. Subito dopo la perquisizione è stata estesa anche a casa del giovane dove è stato trovato un bilancino. Allarme per il consumo e il traffico di sostanze stupefacenti anche a Ribera. Non solo le cosiddette “droghe leggere” ma – adesso – stanno ritornando anche quelle considerate “della morte”. 

 

La Uil provinciale di Agrigento non  può che esprimere soddisfazione dopo la presentazione dell’offerta formativa dal 2018/2019 del Cua Empedocle di Agrigento e il rilancio per l’anno accademico a venire con i tre corsi di laurea dopo un lustro di perenne crisi che aveva messo in ambasce tutto il polo decentrato e in uno stato di frustrazione  famiglie e studenti con le conseguenze del crollo delle iscrizioni e messo a rischio gli stessi lavoratori dell’ente.

“Abbiamo seguito negli ultimi tre anni costantemente lo stato dell’arte del Consorzio e anche nei momenti più bui abbiamo sollecitato tutti che il diritto allo studio ad Agrigento non doveva morire,pensiamo che adesso ci siano le condizioni per ripartire,i corsi di Architettura,di Economia e Scienze dell’Educazione sulla carta sono spendibili nel mercato del lavoro e dovrebbero avere appeal per le nuove iscrizioni.

Se si creerà questa sinergia tra la governance e l’Università di Palermo si potrà aprire una nuova pagina per i giovani che vogliono formarsi in questa terra.

Infatti negli ultimi 5 anni più di 12 mila giovani hanno lasciato Agrigento,un dato che è emblematico, noi vogliamo raccontare che nei prossimi cinque anni tanti studenti si laureino al Cua Empedocle e che possano spendere qui le loro competenze e le loro professionalità.

Adesso si cambi veramente marcia,ricordando a tutti che l’Università è un bene inclusivo e che va custodito gelosamente come fiore all’occhiello di una provincia che deve tornare centrale nella vita sociale e culturale non solo in Sicilia,ma nel cuore del Mediterraneo.Con l’imminente riapertura della Cattedrale ci sarà senz’altro un momento di rinascita per questa comunità alle prese con una quotidianità complicata e perigliosa.”

I reparti di Cardiologia e UTIC degli ospedali di Lentini, Augusta e Avola-Noto, diretti rispettivamente da Vincenzo Crisci, Gianni Licciardello e Paolo Costa, partecipano anche quest’anno alla tradizionale iniziativa “Cardiologie aperte”, promossa dalla Fondazione per il Tuo cuore – HCF Onlus e dall’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (ANMCO) con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sui rischi per la salute cardiovascolare e diffondere la cultura della prevenzione.

Dal 12 al 15 febbraio, dalle ore 9 alle ore 12, l’ambulatorio di Cardiologia dell’ospedale di Lentini sarà aperto alla cittadinanza per attività di consulenza e visite cardiologiche gratuite con elettrocardiogramma ed eventuale ecocardiogramma. Sono state previste dieci visite al giorno per le quali è possibile prenotarsi telefonando al 095 909601 o recandosi in reparto e rivolgendosi alla infermiera professionale Giuseppina Tiralongo referente dell’iniziativa.

L’ospedale di Avola punta sulla prevenzione cardiovascolare giovanile con visite ed esecuzione di elettrocardiogramma a bambini e adolescenti dai 3 ai 17 anni organizzate nelle giornate del 9 febbraio dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 e del 10 febbraio dalle ore 9 alle 13.

L’ospedale Muscatello di Augusta ha organizzato, in collaborazione con l’Unità operativa Educazione alla Salute, una serie di incontri per la divulgazione dei fattori di rischio cardiovascolari, dedicati alla terza età e agli studenti, condotti dal cardiologo Salvatore Russo. Appuntamento il 19 febbraio nel salone della Chiesa Cristo Re alle ore 17 e il 21 a partire dalle ore 16 all’Istituto Ruiz di Augusta.

Nel corso della manifestazione saranno distribuiti opuscoli informativi sui fattori di rischio e sui corretti stili di vita con attività di counseling e di educazione sanitaria.

Oggi un altro sospiro di sollievo. Sono partiti i lavori di ricostruzione del viadotto Petrusa. Sono stati mesi, poi anni, di grande apprensione assieme a studenti, lavoratori, imprese, forze dell’ordine e operatori del 118. Troppi i disagi per raggiungere l’ospedale, le scuole, il posto di lavoro da quando questo viadotto è stato chiuso al traffico, poi in parte smontato e infine demolito del tutto.  Tanti gli ostacoli frapposti alla realizzazione dell’opera e perfino l’incertezza che si volesse porre fine alle attese e dare risposte a un’intera comunità. Non abbiamo mollato Anas un solo giorno: pre-conferenze e conferenze di servizi, espropri, predisposizione di atti da porre all’approvazione del Consiglio comunale per le varianti necessarie alla realizzazione del progetto e soprattutto un’azione di pressing incessante. Ora i lavori sono partiti. È quel che conta. Seguiremo passo passo ogni momento perché siano rispettate le scadenze. Possiamo mettere da parte l’ansia e dire che anche in questo caso sono stati premiati gli sforzi, è stata premiata la costanza. Niente foto-ricordo o proclami vuoti di sostanza. Solo la certezza di non aver ceduto dinanzi alle difficoltà e al dilagante velenoso scetticismo e di essere riusciti laddove in pochi nutrivano speranze”. Cosi il Sindaco di Agrigento Calogero Firetto.

Ancora scritte razziste sui muri a Favara.

Stessa vernice nera, stesso disegno, stesso stile. Ecco che dopo le scritte di qualche giorno fa in via Fratelli Cervi spunta sul muro di un’abitazione sito in via Padre Francesco Schifano,  un’ altra svastica con la scritta “via i negri di merda”.

Questa volta pare che una telecamera in azione abbia ripreso il “vandalo” in azione proprio in Via Francesco Schifano. I Carabinieri della Tenenza di Favara oltre a recarsi sul posto per i rilievi e per acquisire qualche elemento per cercare di identificare gli autori di tale gesto, stanno esaminando il video in questione.

 

L’assessore comunale di Palma di Montechiaro, Giuseppe D’Orsi, lancia l’allarme avvelenamento di cani randagi a Palma di Montechiaro. Giuseppe D’Orsi afferma: “Dalle notizie che pervengono dalla nostra comunità ci sarebbero prove concrete che documenterebbero la volontà, da parte di qualcuno, di avvelenare i cani. Pochi giorni fa sono apparse delle foto di polpette riempite di veleno per uccidere animali per strada. È una azione tra le più vigliacche che una persona possa compiere, che mette in pericolo anche i bambini che, giocando, raccolgono tali bocconi avvelenati da terra e si portano le mani alla bocca. Le segnalazioni riguardano soprattutto la zona di via Bonaiuti e stazione. Non vogliamo pensare si tratti di atti criminali, anche perché le carcasse dei quadrupedi non sono state sottoposte ad autopsie, ma se si dovesse accertare che la volontà di alcuni è quella di sostituirsi alle autorità, non escludiamo di adire le vie legali per ripristinare ordine e sicurezza in Paese. Si chiede la collaborazione dei palmesi invitandoli a segnalare i casi sospetti nel caso di rinvenimento di esche avvelenate o altro materiale sospetto, animali deceduti o con sintomatologia sospetta”.

L’assessore comunale all’Ecologia di Agrigento, Nello Hamel, annuncia che domani, venerdì 8 febbraio, accompagnato dai Vigili Urbani, si recherà al mercato settimanale di piazzale La Malfa per notificare agli ambulanti la seconda diffida per ottemperare all’obbligo della differenziazione dei rifiuti e del loro corretto conferimento nei cassonetti messi a disposizione nell’area dell’isola ecologica. L’assessore Hamel ricorda che la violazione all’obbligo del conferimento dei rifiuti differenziati sarà sanzionata e, inoltre, potrà comportare la sospensione o revoca dell’autorizzazione alla vendita dei prodotti nel mercato del venerdì. Nello Hamel confida nella collaborazione degli ambulanti per rendere più dignitoso il sito utilizzato e poter continuare con tranquillità la vendita di prodotti graditi alla cittadinanza.

A Campobello di Licata, il 28 dicembre del 2016, una bambina di 3 anni, Grace Gattabuia, è morta perché travolta da un televisore di 40 pollici, molto pesante, un modello risalente nel tempo, con il tubo catodico. La bambina, nel soggiorno di casa, è stata intenta a giocare con i cassetti del mobile su cui è stato poggiato il televisore. Li ha chiusi e riaperti, fin quando il movimento non ha provocato il crollo del televisore che l’ha colpita alla testa, uccidendola. Ebbene, adesso, ad Agrigento, innanzi al Tribunale, la pubblico ministero ha chiesto la condanna a 5 mesi di reclusione, per il reato di omicidio colposo, a carico della madre di Grace, Vanessa Li Calzi, 23 anni.

Ad Agrigento in Prefettura si è svolto un tavolo di confronto sindacale nel merito delle prospettive di lavoro e di riconversione industriale dello stabilimento Italcementi a Porto Empedocle. In proposito, la Cgil Fillea, tramite il dirigente Vito Baglio, afferma che si è trattato di un incontro proficuo, e riferisce: “La discussione sulle possibili soluzioni di riconversione industriale del sito di Porto Empedocle ha messo in evidenza che le aziende interessate ad investire in parte nel sedime dello stabilimento e nel territorio di proprietà di Italcementi sono due. Dunque, abbiamo sollecitato l’azienda Italcementi ad accelerare i tempi di interlocuzione con le parti interessate non solo per dare una risposta ai 18 lavoratori, ormai privi di ammortizzatori sociali, ma all’intero territorio Empedoclino ed Agrigentino. Inoltre, constatiamo, nuovamente e positivamente, la disponibilità dell’azienda Italcementi ad alienare anche porzioni di stabilimento e territorio di loro proprietà”.

Sono in corso, su disposizione del gip di Roma Daniela Caramico D’Auria, misure di arresti domiciliari e perquisizioni per il reati di corruzione in atti giudiziari commessi in seno al Consiglio di Stato e al Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia.

L’indagine è quella relativa a presunte sentenze pilotate presso palazzo Spada. Sono in corso, su disposizione del gip di Roma Daniela Caramico D’Auria, misure di arresti domiciliari e perquisizioni per il reati di corruzione in atti giudiziari commessi in seno al Consiglio di Stato e al Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia. L’inchiesta sulle sentenze ‘aggiustate’ al Consiglio di Stato è coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e seguita dal pm Stefano Rocco Fava. Gli accertamenti sono della Guardia di finanza della Capitale. Secondo quanto si è appreso i magistrati direttamente chiamati in causa nella complessa vicenda sono due ex giudici in servizio a Palazzo Spada o al Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia. L’accusa di corruzione in atti giudiziari viene dalle dichiarazioni rese dall’avvocato siciliano Piero Amara, finito in manette un anno fa con le accuse di associazione a delinquere per la commissione di reati quali il falso e la corruzione in atti giudiziari. Nei mesi scorsi diversi ex magistrati della giustizia amministrativa sono finiti travolti dall’inchiesta.

Uno degli ordini di custodia cautelare (domiciliari) riguarda l’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa siciliano Raffaele Maria De Lipsis, accusato di corruzione. Avrebbe intascato una tangente per pilotare una delle tante sentenze che avevano come controparte clienti dell’avvocato Piero Amara, il grande regista del giro di verdetti aggiustati nell’ambito della giustizia amministrativa.Sempre ai domiciliari sono finiti il giudice del Consiglio di Stato Nicola Russo, già arrestato a marzo dello scorso anno con l’immobiliarista Stefano Ricucci, il deputato siciliano di Popolari e Autonomisti Giuseppe Gennuso di Siracusa.

ll nome di De Lipsis era stato uno dei primi a finire nel mirino dei pm di Roma e Messina che da oltre un anno indagano sul giro di sentenze aggiustate nei processi che riguardano la giustizia amministrativa. 

Secondo gli inquirenti, insieme ad un altro ex presidente del Cga Riccardo Virgilio, già finito agli arresti a febbraio dell’anno scorso, De Lipsis sarebbe stato tra i giudici sui quali Amara e il suo socio di studio Calafiore ricorrevano in favore dei loro clienti.

Rasffaele De Lipsis è attualmente indagato, insieme ad altre ottanta persone, nell’ambito della maxi-inchiesta della Procura di Agrigento su Girgenti acque.

La Procura di Agrigento (procuratore aggiunto Salvatore Vella e dalle pm Alessandra Russo e Paola Vetro) nel dicembre scorso, ha disposto il sequestro di atti e documenti riguardanti i ricorsi amministrativi presentati nel corso del tempo dalla Girgenti Acque – la società che gestisce il servizio idrico e fognario in molti Comuni dell’Agrigentino, colpita da un’interdittiva antimafia – al Tar di Catania, al Tar di Palermo e al consiglio di giustizia amministrativa di Palermo. Il provvedimento, eseguito dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Agrigento, tende ad accertare le presunte responsabilità dell’ex presidente del Cga Raffaele De Lipsis.

L’ex presidente del Cga Sicilia è stato anche nominato nel febbraio del 2017 nell’organismo di vigilanza di Girgenti Acque, un istituto di autocontrollo creato dalla società per garantire trasparenza e regolarità. In particolare, i magistrati ipotizzano che il giudice De Lipsis possa avere condizionato e orientato le decisioni della giustizia amministrativa sulle cause riguardanti Girgenti Acque.

De Lipsis è coinvolto anche nell’inchiesta della A. g. di Trapani sul gruppo Morace.

– Fonte Grandangolo