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Nasce circolo territoriale della Lega Salvini Premier a Realmonte, il ruolo del presidente sarà ricoperto dall’avvocato Rosario Borsellino, geom.Felice Vaccaro già Presidente del consiglio comunale di Realmonte da pochissimo passato alla lega, sarà vicepresidente, l’avv. Domenico Iacono segretario, Tonino Cirasolo il tesoriere, Roberta Bellomo consigliere.

Il coordinatore provinciale della Lega Salvini Premier di Agrigento Massimiliano Rosselli:

l’entusiasmo che circonda i nuovi circoli deve tradursi in partecipazione reale. Da qui a maggio, quando si terranno le elezioni europee, vogliamo rendere operativo e incontrabile da chiunque voglia conoscerci il nuovo movimento politico della lega nella Provincia.

Con  ordinanza n. 4 di oggi, il Sindaco Giuseppe Galanti ha disposto il divieto di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, nonché la vendita per asporto di bevande contenute in bottiglie e bicchieri di vetro e lattine, alle attività di commercio artigianali e di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, dalle ore 7 del giorno 12 gennaio 2019 a fine manifestazione in occasione del corteo indetto “contro le trivellazioni in mare”, nelle aree pubbliche interessate dallo svolgimento di tale evento e nelle immediate vicinanze delle stesse.

 Il provvedimento rientra nella più ampia attività di rafforzamento  delle misure di prevenzione  per il mantenimento dei livelli di sicurezza, già disposte dalle competenti autorità sia a livello nazionale che internazionale, nonché per la tutela dell’incolumità dell’ordine e della sicurezza pubblica e della vivibilità urbana.

 Resta fermo il divieto assoluto di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche ai minori di 18 anni o a persona che appaia in condizioni di manifesta alterazione.

Si sottolinea che il divieto di cui sopra è rivolto a quanti esercitano attività di somministrazione di alimenti e bevande, autorizzate anche in forma temporanea; sulle proprie pertinenze esterne private; sulle pertinenze esterne sul suolo pubblico, anche se debitamente autorizzate e attrezzate con pedane, gazebo e simili; Alle attività artigianali autorizzate alla vendita di bevande; Alle attività di commercio di prodotti alimentari nelle serate di apertura straordinaria; Agli operatori del commercio su aria pubblica; ed in genere a tutte le forme speciali di commercio che consentono la vendita di bevande alcoliche e superalcoliche.

Il divieto opera anche nel caso in cui la somministrazione e la conseguente consumazione avvengano all’interno dei locali.

In prima linea contro tutte le forme di tossicodipendenza. Giovanni Amoroso 28 enne ci sta mettendo oltre alla faccia, anche un impegno costante per contrastare il preoccupante fenomeno delle dipendenza da droghe, possa provocare danni fisici e mentali. «Ho potuto constatare in prima persona si fa abbastanza uso di droghe. Molte volte i giovani, soprattutto adolescenti, la provano solo per curiosità o per inserirsi nei gruppi, per superare dei disagi, per superare la noia e la monotonia, senza conoscere i danni che queste sostanze provocano al sistema nervoso e immunitario». Un consiglio che vi do da padre “ evitate di drogarvi non serve a niente, non ottenete niente dalla vostra vita ,così la vostra vita si rovina ’. Bisogna affrontare il problema nella sua complessita’ ragionando su tutte le forme di dipendenza, droghe, ma anche alcool e psicofarmaci.

 

Bisogna parlarne a scuola nelle piazze …. Nn bisogna essere omertosi …..

Egregio Dott. Santonocito,

con il via libera alle nomine da parte della Affari istituzionali dell’Ars, Ella potrà insediarsi quale Direttore generale, alla guida dell’ASP di Agrigento.

Le giungano, pertanto, insieme ai nostri migliori auguri di buon lavoro anche l’auspicio che si possano  costruire rapporti positivi per affrontare in uno spirito di condivisione i problemi immensi di un’Azienda che conta 5 ospedali, un vasto territorio vastissimo e 7 distretti sanitari di base.

L’obiettivo condiviso deve essere costruire una sanità che sia sempre più vicina ai territori ed al  bisogno di salute dei cittadini che ad essa di rivolgono, in cui si risolvono, finalmente, problemi atavici che ci trasciniamo irrisolti da anni.

L’approvazione della rete ospedaliera e i successivi atti (nuovo atto aziedale e piante organica), devono consentirci di affrontare, in termini organici e strutturali, i problemi della sanità agrigentina in cui si registrano  tante luci e potenzialità, insieme a criticità e ombre.

Non Le sfuggirà che abbiamo bisogno di costruire un doppio livello di rapporti sindacali: quello con le strutture interne all’Asp e quello con le Organizzazioni Confederali per affontare i temi della salute in provincia.

Ci dispiace dover evidenziare sin da subito una criticità: abbiamo saputo, in queste ore, da parte di alcuni Utenti che è stato chiuso l’ambulatorio di reumatologia dell’Ospedale di Agrigento.

Vorremmo capire come questo sia avvenuto e si è tenuto conto delle conseguenze che questo ha sull’utenza.

Siamo sicuri ch’Ella vorrà e saprà avviare un “nuovo inizio” nel quale la qualità dell’assistenza sanitaria rappresenti la stella polare cui uniformare atti e comportamenti.

Non vediamo l’ora di avere uno scambio di vedute e di avviare questo confronto e questo rapporto.

Ancora Auguri!

Colpo di scena nell’ambito della morte di Giuseppe Siracusa, operaio di 58 anni trovato morto all’interno della propria automobile sul lungomare Falcone-Borsellino di San Leone lo scorso marzo.

A distanza di 9 mesi dall’accaduto la Procura di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati – per l’ipotesi di reato di omicidio colposo – due persone. Massimo riserbo sui nomi.

La morte di Siracusa sembrò fin da subito riconducibile a cause naturale e, in particolare modo, ad un infarto che gli avrebbe stroncato la vita. Ma l’esame delle numerose telecamere presenti nel quartiere di San Leone ha permesso agli inquirenti di notare come il 58enne sia stato si colpito da infarto, e dunque morto per cause naturali, ma non all’interno della sua macchina e chissà in quale contesto.

Proprio su questo si stanno concentrando gli sforzi degli inquirenti che, nei mesi scorsi, avevano fatto riesumare la salma dell’operaio.

Si presenta Venerdì 11 gennaio 2019 alle ore 10,30, presso il Complesso monumentale Guglielmo II (Aula San Benedetto) di Monreale, il progetto “La Sicilia è… fimmina. Viaggio letterario nella cultura e lingua siciliana con quadri teatrali”. L’iniziativa è organizzata dall’Istituto di Istruzione superiore statale “Basile-D’Aleo” di Monreale, dal Liceo Classico statale “Umberto I” di Palermo, dall’I.P.S.S.A.R. “P. Borsellino” di Palermo, dall’Associazione BCsicilia e con il patrocinio del Comune di Monreale
Allo scopo di valorizzare la storia, la letteratura ed il patrimonio linguistico siciliano nelle scuole, i promotori dell’iniziativa hanno  realizzato un viaggio letterario nella cultura e lingua siciliana. Gli istituti saranno impegnati ad attuare una modalità di apprendimento che possa arricchire l’esperienza scolastica, attraverso lezioni propedeutiche frontali e non, con un’attività pratica direttamente sul campo, la lettura recitata e la realizzazione di quadri teatrali grazie all’attività di recitazione. Il fine ultimo è quello di fornire un contributo di valenza teorico-pratico orientando gli studenti verso la conoscenza pratica del mondo del lavoro e, nello specifico, del settore relativo alla valorizzazione dei beni culturali e della loro catalogazione. Dopo i saluti di Pietro Capizzi, Sindaco di Monreale e di Giuseppe Gambino, Assessore comunale alla Cultura, sono previsti gli interventi di Concetta Giannino, Dirigente I.I.S. “E.Basile – M. D’Aleo” di Monreale, Mariella Buffa, Dirigente IPSSAR  “Paolo Borsellino” di Palermo, Vito Lo Scrudato, Dirigente Liceo Classico “Umberto I” Palermo, e Antonino Pulizzotto, Vice Presidente regionale BCsicilia. Alle 11,30 è prevista la presentazione delle attività programmate per la “Notte del Liceo”. Intereverranno: Antonella Chinnici, Docente Liceo Classico “Umberto I” di Palermo, Gabriella Cacioppo, Docente Liceo Classico “Umberto I” di Palermo, Finella Giordano, Docente dell’Istituto “Basile-D’Aleo” di Monreale e Giovanni Ruffino, Docente universitario Accademia della Crusca. Moderatrice dell’incontro Rosy Cicatello, Docente dell’istituto “Basile D’Aleo” di Monreale.

E’ stato firmato il decreto dall’assessorato regionale agli Enti Locali che, recependo e condividendo l’istruttoria relativa alla procedura di rettifica dei confini tra i Comuni di Agrigento, Favara e Aragona, consente lo svolgimento del referendum al fine di risolvere l’atavica questione degli stessi confini. Il sindaco Lillo Firetto e l’assessore all’Urbanistica, Elisa Virone, hanno accolto con soddisfazione la notizia dell’ok al referendum su cui l’Amministrazione è stata attiva sin dall’inizio del proprio mandato. L’assessore all’Urbanistica, Elisa Virone, commenta: “I nostri uffici saranno subito investiti della necessità di proseguire nelle attività di competenza per dare avvio all’indizione referendaria”. E il sindaco Firetto aggiunge: “I cittadini di Favara potranno finalmente smettere di sentirsi ospiti a casa propria. E’ una questione annosa a cui abbiamo dato una determinante e risolutiva accelerazione, e che oggi riceve una importante conferma a cura dell’Assessorato regionale agli Enti Locali. Non esiteremo a dare pronto seguito”.

Nemmeno il tempo di accantonare le festività natalizie, e l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Giuseppe Galanti, è già al lavoro per organizzare il Carnevale 2019.

Dell’argomento ne parla il vice sindaco, nonché assessore al turismo, Antonio Vincenti, che  così lo illustra:

<<Ripartiamo dal lontano 2014, – sono le sue testuali parole – quando lungo i nostri straordinari corsi sfilavano gli ultimi carri interamente realizzati dai nostri bravi carrist; quattro enormi carri che per 4 giorni hanno divertito grandi e piccini in una atmosfera di festa.

Grandi sacrifici ma tanta passione e voglia di fare, la stessa che oggi ci porta a riprendere questa meravigliosa manifestazione che per oltre 20 anni ha permesso a tantissimi giovani di far esplodere la propria fantasia e applicarla nell’antica arte della cartapesta. Un’attività che ha dato input ad un indotto economico notevole che ha permesso   a tanti operatori economici locali, di introitare anche cifre ragguardevoli grazie alla vendita di colori, costumi, attrezzi e quant’altro occorrente per la riuscita dell’evento cui partecipavano oltre le scuole, anche tante associazioni e quartieri della nostra città.

Da anni – prosegue Vincenti –  mi chiedono di riprendere questa manifestazione che in quegli anni ha  assunto grossi numeri e che ha permesso,  tra l’altro, di vivere le serate musicali, nelle nostre piazze evitando pericolosi spostamenti presso altri centri. Per cui, anche perché sollecitato dai tanti giovani, ho deciso di ripartire con la magia del Carnevale Licatese assicurando loro tutto l’appoggio possibile per agevolarli nella realizzazione del progetto e nella riuscita di questa impresa.

 E allo scopo di passare dall’impegno teorico alla pratica e gettare le reali basi per ridare vita al Carnevale Licatese, invito  tutti quelli che vogliono contribuire, scuole e associazioni comprese, a partecipare all’incontro che si venerdì 11 Gennaio, alle ore 16,00,  presso il Palazzo di Città.

Sono certo che, nonostante i tempi siano piuttosto stretti, saremo in grado di ridare alla nostra città il suo Carnevale>>, è la fiduciosa conclusione dell’assessore allo sport.

Dissequestrato il Castello Colonna di Joppolo Giancaxio nelle disponibilità del sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, e del fratello Mirko, entrambi indagati per abusivismo edilizio.

Il provvedimento del Tribunale del Riesame (presidente Wilma Mazzara)  è uscito intorno le ore 17.

E’ durata oltre un’ora e mezza la discussione degli avvocati Angelo Farruggia, nell’interesse del sindaco Firetto, Gaetano ed Enzo Caponnetto e Ninni Reina, che invece assistono il fratello Mirko. Linea difensiva comune che poggia le fondamenta su tutti i pareri e le autorizzazioni rilasciate dal Comune e dalla Soprintendenza di Agrigento e, dunque, considerabili legittime. Inoltre si è ribadito il concetto che il Castello di Joppolo è da considerarsi un bene recuperato completamente dall’incuranza e dall’oblio.

In udienza era presente il pubblico ministero Antonella Pandolfi che dopo aver chiesto un termine per visionare le nuove carte depositate, ha ribadito il suo no al dissequestro.

Il provvedimento di sequestro risale allo scorso 20 dicembre quando il Gip Francesco Provenzano – su richiesta del procuratore aggiunto Salvatore Vella ed il sostituto Antonella Pandolfi – firmò il sequestro del Castello Colonna di Joppolo Giancaxio, nella disponibilità del Sindaco di Agrigento Calogero Firetto e del fratello Mirko. Misura che è stata eseguito dai carabinieri della locale stazione unitamente ad agenti della Polizia Giudiziaria.

Oggi nel corso dell’udienza gli avvocati della difesa oltre a produrre tutti i permessi rilasciati dalle competenti autorità hanno anche prodotto documentazione fotografica del castello a partire dall’800 ad oggi per dimostrare come un rudere lasciato all’oblio sia diventato, grazie all’intervento della famiglia Firetto, bene tutelato offerto alla fruibilità della gente. Non solo: è stato anche documentato come, a seguito del provvedimento di sequestro del dicembre scorso l’attività del castello è stata fortemente penalizzata dalle disdette: infatti, per il 2019 erano stati prenotati 108 banchetti nuziali, 54 dei quali sono stati disdetti. Per non dire delle 60 famiglie che hanno trepidato per il rischio della perdita del posto di lavoro.

Questo il commento del sindaco Firetto: “La giustizia fa il suo corso.Vicenda assai amara. Il collegio difensivo ha mandato di svolgere ogni utile iniziativa che consenta di giungere in tempi necessariamente rapidi, i più rapidi possibili, al chiarimento assoluto e definitivo”.

Questa la nota diffusa stasera dall’avvocato Angelo Farruggia: Annullato il decreto di sequestro preventivo del castello di Ioppolo Giancaxio della famiglia Firetto denominato Palazzo Colonna, meglio “residenza della famiglia colonna Duchi di Cesarò.

Il Tribunale di Agrigento, in sede di riesame, presieduto da Wilma Mazzara, ha annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, con il quale il 20 dicembre erano stati apposti i sigilli alla nota struttura monumentale.

Alla base del sequestro l’accusa di avere realizzato opere non conformi alla normativa urbanistica ed edilizia con conseguente pregiudizio per un bene  dichiarato, con apposito decreto assessoriale, di interesse storico e culturale.

La notizia del sequestro, nell’arco di soli cinque giorni, aveva comportato una pioggia di disdette di banchetti nuziali prenotati per tutto il 2019, con notevoli danni economici e disagi per tutti coloro i quali a pochi giorni dalla nozze hanno dovuto rinunciare all’elegante struttura e riparare su altre.

Durante la discussione, durata circa due ore, il collegio difensivo, composto dagli avvocati Angelo Farruggia, per il sindaco Calogero Firetto, Gaetano e Vincenzo Caponnetto e avvocato Ninni Reina per il fratello Mirko,  ha sostenuto l’illegittimità del sequestro e la piena conformità delle opere alla legislazione urbanistica e paesaggistica. Ha altresì evidenziato  che la struttura aveva ottenuto tutte le autorizzazioni e i pareri da parte dei competenti organi amministrativi, e che con le opere realizzate il bene monumentale, ridotto un rudere, era stato salvato dall’oblio e restituito alla paese di Joppolo Giancaxio.

Il Tribunale, all’esito della camera di consiglio, ha annullato il sequestro. Si attendono adesso le motivazioni.

Nel porre le scuse per i disagi che sono derivati agli utenti della struttura, così commenta la famiglia Firetto e il sindaco: “Grande amarezza per quanto accaduto, con serenità abbiamo atteso gli sviluppi conservando il rispetto e la fiducia per l’autorità giudiziaria, anche inquirente. Ai nostri legali, in cui riponiamo la massima fiducia, il mandato di adoperarsi perchè la vicenda giunga presto al suo epilogo definitivo”.

 Insomma, la vicenda adesso si fa ancor più difficile e non mancherà di riservare sorprese a breve scadenza.

Il Tribunale del Riesame di Agrigento dissequestra il castello “Colonna” a Joppolo Giancaxio dei fratelli Firetto. La difesa smonta i presunti edilizi.

La sezione del Tribunale del Riesame di Agrigento, presieduta da Wilma Mazzara, ha disposto il dissequestro del Castello “Colonna” a Joppolo Giancaxio, adibito a struttura ricettiva, di intrattenimento e ristorazione, gestita dalla società del sindaco di Agrigento Calogero Firetto e del fratello Mirko, sequestrato lo scorso 20 dicembre dai Carabinieri su ordine del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, e su richiesta della sostituto procuratore, Antonella Pandolfi, e del procuratore aggiunto, Salvatore Vella, per presunti abusi edilizi. I difensori dei fratelli Firetto, gli avvocati Angelo Farruggia, Gaetano Caponnetto e Antonino Reina hanno eccepito la regolarità delle concessioni edilizie in questione, e che le opere oggetto delle concessioni, essendo peraltro migliorative rispetto al bene alquanto risalente nel tempo, sono lecite.

A seguito dell’annullamento del decreto di sequestro preventivo, e del conseguente dissequestro del castello o palazzo “Colonna” a Joppolo Giancaxio, storicamente “la residenza della famiglia Colonna duchi di Cesarò”, interviene l’avvocato Angelo Farruggia, difensore del sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, che commenta: “La notizia del sequestro, nell’arco di soli 5 giorni, ha comportato una pioggia di disdette di banchetti nuziali prenotati per tutto il 2019, con notevoli danni economici e disagi per tutti coloro i quali a pochi giorni dalle nozze hanno dovuto rinunciare all’elegante struttura e riparare su altre. Abbiamo sostenuto l’illegittimità del sequestro e la piena conformità delle opere alla legislazione urbanistica e paesaggistica. La struttura ha ottenuto tutte le autorizzazioni e i pareri da parte dei competenti organi amministrativi, e che, con le opere realizzate, il bene monumentale, ridotto ad un rudere, era stato salvato dall’oblio e restituito al paese di Joppolo Giancaxio”. E la famiglia Firetto e il sindaco aggiungono: “Nel porre le scuse per i disagi che sono derivati agli utenti della struttura, esprimiamo grande amarezza per quanto accaduto. Con serenità abbiamo atteso gli sviluppi conservando il rispetto e la fiducia per l’autorità giudiziaria, anche inquirente. Ai nostri legali, in cui riponiamo la massima fiducia, il mandato di adoperarsi affinchè la vicenda giunga presto al suo epilogo definitivo”.