Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 312)

Il Tribunale civile di Catania, accogliendo la richiesta del collegio di difesa sulla fondatezza della questione di legittimità costituzionale relativa all’applicazione della legge Severino, ha trasmesso gli atti della richiesta di “annullamento” alla Corte costituzionale sulla sospensione dall’incarico di sindaco di Salvo Pogliese. La decisione è esecutiva e Pogliese, che era stato sospeso dall’incarico per 18 mesi per essere stato condannato a 4 anni e 3 mesi per peculato dal Tribunale di Palermo per l’uso di rimborsi spese quando era capogruppo all’Ars del Pdl, è reintegrato nell’incarico di sindaco.

Sono decadute le dieci “zone rosse” in Sicilia, istituite dal governo regionale a fronte dell’aumento dei contagi in alcuni paesi. Da ieri anche Bronte (nel Catanese), Cesarò e San Teodoro (in provincia di Messina), Misilmeri (nel Palermitano) e Vittoria (in provincia di Ragusa), Acate, e Comiso (sempre nel Ragusano), Camastra (in provincia di Agrigento), Ciminna (in provincia di Palermo) e Maniace (in provincia di Catania), sono in zona gialla così come il resto della Sicilia. E sempre ieri è scaduta l’ultima ordinanza emanata dal governatore Nello Musumeci.
Salvo misure più restrittive che potrebbero essere emanate solo dopo apposita nuova ordinanza dal presidente della Regione, Nello Musumeci, vigono le regole annunciate il 3 dicembre dal premier Giuseppe Conte.

Il presidente della Regione coglie e condivide l’allarme esodo dal nord al sud in occasione del fine settimana tra 19 e 20 dicembre. Nello Musumeci ha scritto sulla sua pagina facebook: “Il rischio di un nuovo esodo verso il sud è un fatto reale, che non può non destare preoccupazione. Per questo ho ritenuto di chiedere al nostro Comitato scientifico di valutare alcune misure di contenimento e sorveglianza sanitaria, che vorremo condividere anche con il Ministero della Salute. C’è un sostanziale miglioramento in Sicilia e si inizia finalmente a vedere una progressiva regressione della pressione sulle strutture ospedaliere. Non possiamo, quindi, rischiare di far correre di nuovo il virus per comportamenti individuali che appaiono improntati a superficialità. Lo dobbiamo alle tante vittime che abbiamo avuto e alla straordinaria passione con cui migliaia di operatori hanno adempiuto con professionalità alla loro missione di vita”.

E’ stata costituita ad Agrigento la nuova Comunità “Zagara”, ufficializzata dalla ratifica del Comitato esecutivo nazionale di Slow Food. La Comunità “Zagara”, prima in Sicilia, tra le prime in Italia, aderisce alla rete delle Comunità Slow Migranti di Slow Food. Ogni giorno la rete di Slow Migranti supporta cuochi, agricoltori, produttori di formaggio, apicoltori e tanti altri che coltivano la propria diversità nei paesi d’arrivo, avviando insieme lenti processi di adattamento e interessanti contaminazioni culturali e gastronomiche. Sono parte del gruppo di coordinamento della Comunità Zagara Mareme Cisse (portavoce), Martina Maurer, Safa Bessali, Abdoulie Jallow e Antonino Alfò. L’obiettivo della Comunità è quello di “contribuire alla costruzione di una comunità interattiva, multiculturale, aperta e solidale, consapevoli che il cibo rappresenta uno degli elementi caratterizzanti della cultura dei popoli. Tutto nel rispetto delle biodiversità, dell’ambiente e della dignità delle persone e della loro cultura”.

E’stato dichiarato “delinquente abituale”. A carico di un trentanovenne di Porto Empedocle, il magistrato di Sorveglianza di Agrigento ha disposto la misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di un anno. A notificare l’ordinanza di applicazione della misura di sicurezza sono stati, nelle ultime ore, i poliziotti del commissariato “Frontiera”.

Gli agenti ricevuta l’ordinanza emessa dal magistrato di Sorveglianza a carico del trentanovenne empedoclino, hanno rintracciato l’uomo e lo hanno sottoposto alla libertà vigilata. Sistematicamente, l’uomo verrà, dunque, d’ora in avanti, sottoposto a controlli – da parte delle forze dell’ordine – per appurare se rispetta o meno la misura di sicurezza che gli è stata applicata. L’autorità giudiziaria verrà sistematicamente informata. La libertà vigilata  non è una pena, ma una misura di sicurezza non detentiva e consiste nella concessione della libertà alla persona che è affidata alla pubblica sicurezza, per la sorveglianza, ed al centro di Servizio Sociale, per il sostegno e l’assistenza

 

Fanno festa, vogliono passare una serata in compagnia, nonostante il divieto di assembramento.

Ma i carabinieri notano un insolito movimento in una casa, intervengono per controllare e trovano oltre 40 persone con un bicchiere in mano

Succede a Siculiana dove i militari dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di Agrigento, hanno sorpreso 42 persone mentre partecipavano ad un festino privato che sarebbe dovuto essere in gran segreto.

Ma alla fine il festino così tanto segreto non è stato, considerato che le forze dell’ordine ci hanno messo poco ad accorgersi del viavai di persone.

400 euro di multa per ognuno di loro e così è finita la festa.

 

La sindaca di Sciacca, Francesca Valenti, presidente dell’Ati, l’Assemblea territoriale agrigentina, a nome del Consiglio Direttivo, ha ipotizzato l’uso improprio della denominazione aggiuntiva Ati Ag9 alla gestione commissariale in atto del servizio idrico integrato nell’Agrigentino. I commissari prefettizi, Gervasio Venuti e Giuseppe Dell’Aira, replicano così:

“Stupisce il singolare contenuto della nota a margine, con la quale la S.V., in nome e per conto
dell’intero Consiglio Direttivo, ipotizza l’uso improprio della “denominazione aggiuntiva” ATI AG9,
atta invero a specificare la categoria concettuale di “Servizio Idrico Integrato”, cui è esclusivamente
rivolta l’attività imposta ai Commissari dal provvedimento di incarico adottato da S.E. il Prefetto di
Agrigento.
Tanto rilevato sul piano meramente “ nominalistico ”, è opportuno però ricordare che con quel
provvedimento amministrativo, mai contestato da ATIAG9 e tanto meno contestabile nelle
pertinenti sedi perché adottato a tutela di suoi interessi primari, la gestione de qua,
pubblicisticamente e per la prima volta così connotata sull’intero territorio provinciale di
competenza, è stata imposta da circostanze sopravvenute e dall’ancora attuale inesistenza di un
gestore ritualmente designato in conformità alla legge.
Appare conseguentemente errato anche il richiamo alle norme “ costitutive ” di ATI come riscontro
alla presunta “ improprietà ” dell’utilizzo di quella formulazione, dato che, piuttosto, proprio quelle
norme impongono l’affidamento a “terzi”, in house o per convenzione concessoria, dei compiti
gestionali, per legge funzionalmente intestato ad ATI, affidamento obbligatorio oggi “ sostituito ” dal
provvedimento autoritativo del Prefetto, perfettamente noto sia per natura che per effetti al
Consiglio Direttivo.
Ne segue l’intuitiva considerazione che tutti gli effetti della corrente Gestione Commissariale,
organo prefettizio sostituente, sono imputabili, secondo i principi generali anche in tema di
“sostituzione ex lege” ad ATI, titolare esclusivo della funzione gestoria unitaria e concretamente,
proprio in questa ottica, beneficiaria dell’attività tutta posta in essere dai Commissari con l’utilizzo,
ancora una volta perché così imposto dalla legge e dagli incontestati provvedimenti prefettizi,
dell’azienda già della Girgenti Acque s.p.a.
Conseguentemente, al di là di irrilevanti questioni “nominali”, non solo l’uso di una denominazione
dell’Ente, sulla quale è da escludere qualsivoglia “diritto di esclusiva”, è motivata – soprattutto a
garanzia del diritto di informazione dell’utenza e della necessità di promuovere una nuova
immagine pubblicistica dell’azienda – oltre che imposta dalla legge e dagli atti amministrativi
presupposti, ancora pienamente efficaci, ma è anche espressiva di natura e consistenza dei reali​
rapporti intersoggettivi, connotati, appunto, dall’affidamento qualificato di quei compiti gestori,
totalmente e attribuibili, come motivo “ genetico ”, proprio ad ATI-AG9.
Detto questo, e ribadito che non si rinvengono motivazioni valide e pertinenti al presunto utilizzo
improprio di quella dizione, implicitamente smentito proprio dall’essere la denominazione
“espressiva dell’esercizio delle funzioni connesse al SII riconosciuta da norma di legge come ente
pubblico dotato di propria personalità giuridica” , si ribadisce l’inderogabile essenzialità della
indicazione delle funzioni esercitate dai Commissari, come d’altronde viene riscontrato dal mensile
pagamento di consistenti somme a titolo di anticipo su utili d’impresa, derivanti, anche in via
presuntiva, dalla Gestione commissariale e spettanti al soggetto originariamente titolare della
funzione, in applicazione delle previsioni del comma 7 dell’art.32 D.lgs. 90/2014 e delle linee guida
ministeriali.
Quanto rappresentato emerge, in modo non secondario, anche dal ruolo vincolante, ancora di
recente e sia pure parzialmente esercitato dall’ATI AG9, in tema di adeguamento e
rideterminazione delle tariffe applicabili all’utenza. Nè, e lo si rileva ipotizzando un non esplicitato
riferimento alla divergenza tra numero di Comuni consorziati ed obbligati alla gestione unitaria, e
numero dei Comuni effettivamente e legittimamente serviti dall’attuale gestione commissariale,
può ritenersi dirimente tale anomala situazione, conseguente alla limitata consegna delle fonti, reti
e impianti, ad oggi tollerata da codesta ATI.
Resta infine da evidenziare che la singolare “motivazione” della richiesta, legata a “fini di tutela
della denominazione Assemblea Territoriale Idrica di Agrigento – ATI AG9”, oltre che
oggettivamente “inopportuna”, sembra forse ispirata dalla volontà di distinguere l’immagine
dell’Assemblea Territoriale Idrica da quella della Gestione Commissariale, nonostante quest’ultima
abbia sinora garantito adeguato funzionamento al soggetto pubblico obbligato a fornire il servizio
essenziale; tutto ciò in condizioni di enormi e ben note difficoltà emerse nel corso delle attività, ad
oggi mai contestata.
E se ci sono motivi di “doglianza” da parte di codesto organo dotato di poteri di controllo, questa
Gestione sarà pronta ad intervenire a beneficio degli interessi dell’utenza e della stessa A.T.I..
Né appare quindi oggi conducente modificare ulteriormente la denominazione del servizio, fatto
che assume connotazione puramente formale e priva di qualunque conseguenza sul piano
sostanziale, sia oggi che nella prospettiva del futuro passaggio di consegne al nuovo Gestore.
Una tale modificazione potrebbe ingenerare, invero, solo confusione e incertezze negli utenti, a
danno del Servizio e della stessa ATI AG9.
Tanto si doveva”.

I Commissari prefettizi per la straordinaria Gestione del S.I.I. ATI-AG9

E’ stata archiviata l’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione e “mancato rispetto dell’ordine di una nave militare” a carico di Luca Casarini e Pietro Marrone, rispettivamente capo missione e comandante della nave Mare Jonio della ong Mediterranea Saving Humans. Così ha disposto il gip del tribunale di Agrigento dopo la richiesta di archiviazione, escludendo reati a loro carico, del procuratore aggiunto Salvatore Vella e della pubblico ministro Cecilia Baravelli. Marrone non aveva obbedito all’alt intimato dalla Guardia di finanza durante la traversata con a bordo 49 persone approdate, il 19 marzo 2019, a Lampedusa.

E’ stata celebrata dai Vigili del fuoco del Comando provinciale di Villaseta Agrigento la patrona Santa Barbara. Quest’anno, a causa delle restrizioni connesse alla pandemia covid-19, la ricorrenza è stata celebrata in forma estremamente ridotta e senza festeggiamenti. In presenza del comandante Giuseppe Merendino, dei funzionari tecnici e del personale operativo in turno di servizio, si è proceduto prima all’alzabandiera e successivamente è stata deposta un omaggio floreale in onore e ricordo dei caduti, sulla lapide posta nel giardino della caserma. A seguire è stata celebrata una Santa Messa dal Vescovo Alessandro Damiano, nella Chiesa Concattedrale “Santa Croce” di Villaseta, partecipata dal personale e dai rappresentanti dell’Associazione nazionale Vigili del fuoco in quiescenza.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, innanzi alla Corte d’Assise presieduta da Alfonso Malato, la pubblico ministero, Chiara Bisso, 24 anni di reclusione a carico di Vincenzo Galiano, 80 anni, di Favara, che il 2 luglio del 2019, a Favara, in contrada Caltafaraci, in via Felice da Sambuca, nei pressi del collegio di Maria, al culmine di un litigio, ha ucciso sparandogli dei colpi di pistola calibro 38 un uomo di 73 anni, Baldassare Contrino. La Procura ha contestato a Galiano la premeditazione, e gli ha concesso uno sconto di pena in ragione dell’attenuante dell’età, delle condizioni di salute e del corretto comportamento processuale.