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Un bimbo di 5 anni, figlio di una coppia di agrigentini questa mattina davanti al gip Stefano Zammuto, ha raccontato che, affidato al padre nel periodo estivo per problemi di salute della madre, sarebbe stato picchiato dal genitore.

 “Avevo perso il telefonino, e mio padre arrabbiato mi ha preso a schiaffi e pugni”, racconta così il bambino.

La vicenda risale al periodo di luglio. La madre, dopo aver notato i lividi, avrebbe  portato in ospedale il bimbo per essere medicato e gli furono refertati traumi e lividi guaribili in sei giorni.

Da qui la decisione di denunciare l’uomo, il quale è stato messo sotto inchiesta per l’accusa di lesioni aggravate.

Il piccolo, dopo la denuncia, è stato ascoltato in aula durante l’incidente probatorio. Adesso sarà la neuropsichiatra infatile Marta Calderaro ad occuparsi dell’attendibilita dei fatti raccontati dal piccolo. La visita si terrà il 19 novembre.

 

Si terrà lunedì 12 Novembre alle ore 15:30 presso l’aula Magna ‘Luca Crescente’ del Polo Universitario di Agrigento (via Quartararo n.6) il congresso provinciale dal titolo “Affermare la legalità e sostenere il bisogno”. L’incontro prevede la partecipazione del Presidente della Girgenti Acque S.p.A., Marco Campione, Prefetto, Questore, Sindaco, Vescovo, Forze dell’Ordine, Sindacati, Presidenti provinciali delle associazioni di categoria, Ordine degli avvocati, medici, commercialisti, maestri del lavoro di Agrigento, Associazione dei consumatori, Comitato consultivo ASP Ag, Vice Presidente del CUA, Associazione volontari di strada, cittadini e utenti. A moderare l’incontro, sarà la giornalista Margherita Trupiano.

All’apertura del congresso ci saranno le presentazioni delle relazioni  che proseguiranno con un dibattito per poi concludersi con la chiusura dei lavori congressuali e dell’elezione del Presidente.

Di seguito l’intero programma:

Abbiamo seguito tutti con trepidazione l’inondazione accaduta nell’intera Sicilia che ha provocato ben 13 vittime e che ha sterminato interi nuclei familiari per i quali abbiamo espresso profondo cordoglio, ed è proprio in considerazione di ciò
che desideriamo esprimere agli uomini e alle donne delle Polizia di Stato e delle forze di Polizia e del soccorso pubblico in genere della nostra Provincia grande soddisfazione per l’opera svolta in questi giorni davvero difficili grazie duranti i quali è stato scongiurato il peggio.
DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE ALFONSO IMBRO’:

Le vittime del nubifragio sarebbero potute essere molto di più, motivo per il quale mi sento in dovere di sottolineare l’operato dei colleghi del Commissariato di Sciacca ed in particolare l’atto eroico compiuto dal Dirigente del Commissariato di P.S. di Sciacca Dr. Luca PIPITONE, che congiuntamente all’Ispettore Superiore Pippo VENEZIA, incuranti del pericolo, con l’autovettura personale, considerato che tutto il personale e tutte le autovetture di Polizia erano impegnate sul territorio, si recavano in una zona buia ed irta la strada Provinciale per Sant’anna Caltabellotta dove una donna e un uomo erano rimasti intrappolati per diverse ore all’interno della propria autovettura sommersi dall’acqua fangosa che stava già per superare i finestrini. Il Dr. PIPITONE e l’Ispettore Superiore
VENEZIA con vero slancio altruistico riuscivano ad estrarre le due persone, moglie e marito, Lei medico, Lui insegnante, traendole in salvo. Motivo per il quale auspichiamo che tale gesto umano non rimanga nell’assoluto silenzio dell’indifferenza e possa in qualche modo vedere riconosciuto dal superiore dicastero l’atto eroico di questi due servitori dello Stato che hanno anteposto la loro vita per salvare quella altrui.

Vilipendio di cadavere e oltraggio alla pietà dei defunti al cimitero di Bagheria: 10 misure cautelari. Altri 34 indagati a piede libero.

Procura e Tribunale di Termini Imerese hanno spiccato i mandati di cattura ed i Carabinieri hanno eseguito 10 misure cautelari, tra 7 arresti ai domiciliari e 3 divieti di dimora. Le ipotesi di reato contestate sono associazione per delinquere, corruzione per esercizio della funzione, per atto contrario ai doveri d’ufficio, e di persona incaricata di un pubblico servizio. E poi abuso d’ufficio, violazione di sepolcro, vilipendio, occultamento, distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere. E poi falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, e violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale. Ai domiciliari sono ristretti Pietro Mineo, Natale Megna, Santo Gagliano, Antonio Galioto, Cosimo Galioto, Vincenzo Graniti e Giacinto Tutino. Divieto di dimora per Giovanni Fiorentino, Gaetano Russo e Vincenzo Bologna.
Le indagini sono state condotte dai Carabinieri a Bagheria da maggio 2017 ad aprile 2018, ed hanno svelato le attività di un presunto gruppo criminale al cimitero comunale di Bagheria, che avrebbe gestito le tumulazioni e le estumulazioni per ottenere in cambio soldi dagli imprenditori delle pompe funebri. Sono stati registrati decine di delitti contro la pietà dei defunti, per liberare loculi nel cimitero da destinare a salme raccomandate dai corruttori. Nell’ambito della stessa inchiesta sono indagate 34 persone tra cui dipendenti comunali e impresari di pompe funebri che operano a Bagheria.
Ecco frammenti di casse per defunti accatastate dentro il cimitero…
Ecco la estumulazione non autorizzata per tumulare una salma segnalata da un corruttore…
Ecco operazioni illecite su resti umani estumulati illegalmente…
Ecco un sacco verde contenente una salma adagiata sopra un feretro appena tumulato…
Ecco scambi di tangente tra impresari funebri e custode cimiteriale…

 

Il Dipartimento di Protezione Civile della Regione Sicilia ha lanciato, per il giorno domani, 10 novembre 2018, l’avviso di allerta meteo “arancione” in provincia di Agrigento.

L’avviso parla di precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Sicilia occidentale e meridionale, con quantitativi cumulati moderati. Di venti ocalmente forti settentrionali sulla Sicilia occidentale con rinforzi di burrasca sulle isole dello Stretto di Sicilia; tendenti a forti orientali sul resto dell’isola.

 

Era accusato di aver minacciato un giudice in servizio presso la sezione civile del Tribunale di Agrigento. Per questo, un uomo di Palma di Montechiaro, Nazareno Castellino, di 65 anni, era finito nei guai, ma se l’è cavata grazie ad una nuova normativa che fa sì che il reato non possa essere perseuguito senza la querela di parte.

 
 

E così, dato che la parte offesa, il magistrato Alfonso Pinto, da anni in servizio presso la sezione civile del Tribunale agrigentino, ha deciso di perdonare l’uomo e non sporgere denuncia, è stato deciso il non luogo a procedere nei confronti del palmese.

L’uomo avrebbe minacciato il giudice che si era espresso circa una richiesta di risarcimento che quest’ultimo, con sentenza, respingeva.

Castellino, saputo l’esito negativo della sua richiesta, si sarebbe recato in Tribunale e entrando in un’aula disse davanti ai presenti che sarebbe andato a trovare lo stesso giudice a casa.

 

Sotto la lente di ingrandimento, nelle ultime ore, il territorio di Favara, dove sono scattati numerosi servizi di pattugliamento, finalizzati a garantire la sicurezza pubblica.

 

Ad entrare in azione sono state una decina di pattuglie schierate dal comando provinciale dei Carabinieri di Agrigento. In poche ore, i militari dell’Arma hanno identificato circa 50 persone e  fermato oltre 30 veicoli.

In particolare, durante un posto di blocco, i Carabinieri hanno stretto le manette ai polsi di una donna 35 enne del luogo, risultata destinataria di un ordinanza applicativa della detenzione domiciliare emessa dal Tribunale di sorveglianza di Palermo, dovendo scontare la pena di cinque mesi di detenzione per truffa.

Durante tali attività, nel corso di un intervento per dissidi in un condominio nel centro di Favara, dopo essere riusciti a calmare gli animi, i Carabinieri hanno deciso di effettuare delle verifiche sui contatori della luce. Dopo una serie di meticolose ispezioni, è emerso che all’interno dell’unità abitativa ove risiede un disoccupato 22 enne del luogo, era stato realizzato un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Il giovane, pertanto, è stato subito arrestato per furto aggravato e ristretto agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Successivamente, durante altri controlli su strada, i Carabinieri hanno fermato e denunciato un insospettabile 29 enne del posto, trovato in possesso di circa mezzo etto di marijuana; a seguire, hanno segnalato alla Prefettura di Agrigento in qualità di assuntore di sostanze stupefacenti un commerciante 30 enne di Racalmuto, trovato in possesso di 2 grammi di “marijuana”.

Infine, mentre stavano rientrando in caserma, i militari hanno sorpreso a spasso un 43 enne originario di Palermo, attualmente sottoposto alla detenzione domiciliare in una comunità favarese di alloggio per disabili psichici. L’uomo, pertanto, è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per aver violato gli obblighi impostigli.

 

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il Tribunale, presieduto da Giuseppe Miceli, ha condannato 5 dei 23 imputati al processo contro la cosiddetta presunta “cricca” di Lampedusa, che, tra il 2008 e il 2011, avrebbe pilotato appalti e lavori pubblici in cambio di tangenti. I giudici hanno riconosciuto il ricorrere del reato associativo, dunque l’associazione a delinquere, e hanno condannato l’ex capo dell’Ufficio tecnico comunale di Lampedusa, Giuseppe Gabriele, ad 8 anni e 10 mesi di reclusione, a fronte dei 17 anni di condanna chiesti dal procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella. Poi sono stati inflitti 7 anni e 9 mesi all’architetto Gioacchino Giancone, ex capo del settore Attività produttive del Comune. Poi 4 anni e 1 mese all’ex sindaco Bernardino De Rubeis, che già sconta da detenuto un’altra condanna per corruzione a quasi 7 anni. E poi l’imprenditore Leonardo Pellegrini è stato condannato a 2 anni solo per il reato di corruzione. Ed il funzionario dell’Ufficio tecnico comunale, Giovanni Sorrentino, è stato condannato ad 1 anno e 2 mesi di reclusione per abuso di ufficio e falso. Sono stati assolti, tra assoluzione e prescrizione, altri 18 imputati, tra tecnici, professionisti e imprenditori, tra i quali Calogero Pullara difeso dall’avvocato Angelo Nicotra.

                                                              Avv. Giovanni Castronovo

Il GIP del tribunale di Palermo ha ritenuto esaustiva ed ampiamente motivata la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura della Repubblica di Palermo nei confronti del Deputato Regionale Edy Tamajo, e per l’effetto ha emesso il decreto di archiviazione. In tempi brevissimi, pertanto, si è’ conclusa la vicenda processuale che ha riguardato il nostro assistito, che ne ha escluso ogni sospetto, sulla legittimità della condotta tenuta dall’Onorevole Tamajo durante la campagna elettorale relativa Alle elezioni regionali svoltesi nel Novembre 2017.

Apprendo con gioia e soddisfazione la decisone del GIP, che mette fine ad una spiacevole vicenda, che ha profondamente turbato la mia serenita’, quella della mia famiglia e dei miei amici.
Da uomo delle istituzioni, ho sempre avuto rispetto e fiducia nell’operato della Magistratura.
Mi riservo di esprimere ulteriori considerazioni personali, nell’ apposita conferenza stampa che ho indetto presso Palazzo dei Normanni, mercoledì 14 Novembre alle ore 14,30 all’interno della Sala Palumbo unitamente agli avvocati Giovanni Castronovo e Nino Caleca.

Tutto il gruppo dirigente della Uila Provinciale con Acquisto, Plicato, D’Angelo, Li Basci  e Favata, interviene dopo i disastri provocati dalle piogge e le relative tragedie di vite umane.

Purtroppo 13 vittime sono il bilancio pesantissimo che hanno colpito la Sicilia e la nostra provincia. Adesso chiediamo un intervento alle Istituzioni senza intoppi burocratici o polemiche varie, partendo dall’agricoltura e dalle strade che sono totalmente in ginocchio.

 “Quello che è successo in questi giorni è l’emblema di un sistema che è vecchio e va rifondato.

E’ chiaro che il dissesto idrogeologico e morfologico in Sicilia e in Agrigento non è purtroppo un fatto eccezionale che ha provocato tragedie e danni gravissimi per il territorio, come si è visto negli ultimi 10 anni da Giampilieri in poi. E adesso c’è realmente il bisogno di mettere un punto.

La provincia di Agrigento in questo momento è devastata, da Ravanusa a Sciacca, dopo le piogge degli ultimi giorni: le strade nella loro interezza e in particolar modo le provinciali e le strade rurali si trovano in condizioni pietose e, non da ieri, i fiumi vanno puliti, e gli invasi soffrono l’intorbidamento delle acque; praticamente siamo a pezzi e in alcuni Comuni c’è stato il problema dell’approvvigionamento idrico.

Il Governo nazionale non ci può abbandonare, quest’isola e questa provincia vanno aiutate celermente e la stessa Unione Europea deve erogare fondi di solidarietà per le regioni gravemente colpite da questi eventi catastrofici, anche perché questa Regione e i siciliani hanno dato tanto all’Europa in termini di solidarietà e accoglienza e per questo si deve intervenire accelerando l’erogazione dei fondi e la messa in sicurezza delle aree da codice rosso. Soprattutto i primi interventi sono indispensabili e improcrastinabili per non lasciare in abbandono la popolazione e il sistema produttivo che è piegato.

Non bisogna fare solo decreti di urgenza con le relative coperture finanziarie ma snellire le procedure affinché progetti di recupero, di messa in sicurezza, di mitigazione di ogni tipo di rischio per il territorio sia attuato e realizzato in maniera forte, precisa e in tempi veramente europei.

Ancora oggi, fa male leggere che con i fondi del Patto per il Sud sul dissesto idrogeologico solo un progetto su 128 è stato realizzato e concluso. Questi sono dati e numeri allarmanti e scandalosi che non possono essere avallati: ci sono troppe storture nelle procedure e nel sistema che hanno bisogno una spinta per non rimanere impantanati in un’inerzia e un rimpallo politico-burocratico da azzeccagarbugli.

La Uila è molto preoccupata per il settore agricolo provinciale, ci sono interi terreni distrutti e per tutta la filiera produttiva può essere un colpo mortale dopo anni e anni di crisi.

Noi chiediamo al governo centrale una sospensione delle tasse, nelle more di quantizzare i danni al settore agricolo e non solo, in maniera che si possa dare un attimo di respiro agli imprenditori che si trovano in oggettive difficoltà. E di trovare una soluzione per i braccianti agricoli che resterebbero senza ammortizzatori sociali: si deve trovare una deroga alla normativa nazionale attraverso un  provvedimento legislativo per garantire le tutele sociali e previdenziali a questi lavoratori che già vivono nel precariato.

La Segreteria Provinciale Uila sta già incontrando gli operatori del settore agricolo per avere una dimensione dello stato di crisi del settore, che ha bisogno di ossigeno immediato e degli interventi da parte dei governi nazionale e regionale, al fine di salvaguardare il territorio e di conseguenza essere la marcia essenziale per far ripartire le loro attività, che dopo le piogge rischiano di sprofondare definitivamente. Questa è una filiera che rappresenta il 12% del Pil agrigentino e non può resistere ancora per molto, se non si interviene subito.”