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Superato il momento di sgomento per l’improvvisa notizia di ieri, relativa alla tragica fine dell’assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, già  presidente della Soprintendenza del Mare, Sebastiano Tusa,  l’Amministrazione Comunale, ha espresso l’intendimento di intitolargli il Museo del Mare di Licata, di recente istituzione, con sede all’interno del Chiostro di Sant’Angelo.

 

<< La notizia ci ha veramente lasciati di stucco, increduli e cagionato profondo dolore – sono le prime parole del Sindaco Giuseppe Galanti – Non appena avuta la notizia della disgrazia, il pensiero mi è subito andato, in modo particolare, a quel pomeriggio del 19 novembre scorso, quando il  professore Tusa, archeologo di fama mondiale, siciliano doc, nelle vesti di Assessore Regionale ai Beni Culturali, è stato in visita ufficiale nella nostra città, facendo un giro per alcun monumenti, mentre, in modo attento, ascoltava  quelli che sono i nostri progetti per ridare lustro a tutto quanto il territorio comunale, puntando sul turismo attraverso la valorizzazione dei beni monumentali, archeologici, paesaggistici ed ambientali di cui siamo ricchi e fieri.  L’assess. Tusa, già profondo conoscitore della nostra realtà, oltre a prendere atto di tutte le richieste da noi fatte, non ha mancato di affermare che Licata ha tutti gli ingredienti per poter  puntare a alla valorizzazione del suo ricco patrimonio, obiettivi per raggiungere i quali oltre all’intervento della Regione Siciliana è anche auspicabile l’intervento di privati.

Il compianto prof. Tusa, è stato un grande archeologo subacqueo dei nostri mari, la sua  vicinanza e  disponibilità dimostrata nei confronti di Licata,  ha colpito l’assessore Termini, con cui abbiamo condiviso la piacevolezza di quell’incontro e l’avvio di un percorso che  prefigurava  obiettivi finalmente concretizzabili. L’assess. Termini,  mi ha proposto di intitolare a Sebastiano Tusa il nostro Museo del Mare. Non potevo  – conclude il Sindaco – che accogliere con grande favore questa proposta, e con me anche tutti gli altri componenti della Giunta Municipale, per cui sin da subito disporrò l’avvio della predisposizione degli atti e  delle procedure necessarie perchè il Museo del Mare di Licata venga intitolato all’illustre archeologo di fama internazionale>>.     

“I cicli biologici di sviluppo di microrganismi patogeni non sono minimamente influenzati dai tempi della burocrazia delle amministrazioni. La lotta alle zanzare, ad esempio, risulta efficace solo se viene assicurata un’azione larvicida (da effettuare entro il mese di aprile) seguito da un intervento sullo stato adulto”. E’ quanto si legge in una nota con cui il Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Agrigento sollecita i sindaci di tutto il territorio provinciale ad attivare le iniziative connesse al buon esito di un’efficace azione di disinfestazione e derattizzazione. Per essere realmente efficaci, specie nei confronti delle temutissime zanzare tigre (aedes albopictus) e delle aedes aegypti (veicolo del virus zika), gli interventi vanno posti in essere da subito al fine di contrastare la proliferazione delle larve degli insetti e non vanificare l’utilità dei successivi cicli. “La derattizzazione – si legge ancora nella nota – dovrebbe essere accompagnata da un serio intervento di pulizia delle aree libere e degli spazi confinati, al fine di evitare un incremento di malattie trasmesse da insetti e roditori. L’attività di prevenzione, attuata nei tempi previsti dalla conoscenze scientifiche, è la sola arma efficace contro malattie come rickettsiosi e leishmaniosi che tanto preoccupano l’opinione pubblica”.

Il Dipartimento mette a disposizione la propria competenza e professionalità per collaborare nell’azione ed offrire ogni consulenza.

Russo Introito: “Si tratta di una opportunità importante, le risorse europee strumento essenziale per la Sicilia”.

 

Dotare il personale degli Enti locali delle opportune conoscenze in materia di progettazione europea, al fine di sfruttare in modo corretto e produttivo i bandi esistenti.

E’ questa la finalità dell’evento “Europrogettare nella Pubblica amministrazione. Pensare per progetti, migliorare le competenze per creare sviluppo”,  promosso dalla Cisl Fp di Agrigento, Caltanissetta ed Enna e dalla Fidapa di Palma di Montechiaro che si terrà giovedì 14 marzo, dalle 9 alle alle 19  a Casa Sanfilippo, sede del Parco Archeologico. 

Un appuntamento che vedrà il contributo della professoressa Germana Di Falco (core expert della Commissione europea, e già docente dell’Università “Bocconi”, esperta di politiche comunitarie e docente della “Business school” del “Sole 24 ore”) e la presenza dei vertici della Cisl Fp, a partire dal segretario confederale di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, Floriana Russo Introito e proseguendo con il segretario generale della Cisl Fp Sicilia, Paolo Montera e con il segretario nazionale Luigi Caracausi. A Maurizio Petriccioli, segretario generale Cisl Fp e al vicepresidente nazionale Fidapa, Maria Concetta Oliveri, saranno affidate le conclusioni della giornata.

 

“E’ un appuntamento che definirei prezioso – spiega Russo Introito –  e che mira a fornire le giuste indicazioni ai dipendenti pubblici e agli amministratori locali per sfruttare al meglio i fondi europei per intervenire sulle comunità amministrate, costruendo parchi progetti utili, credibili e finanziabili. Le risorse europee, come è noto, vengono scarsamente utilizzate in Sicilia. Si tratta di un trend che va invertito rapidamente, soprattutto in anni in cui si va sempre più assottigliando la disponibilità economica dei Comuni in termini di spese per investimenti”.

I carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno arrestato 32 persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni aggravate dal metodo mafioso, favoreggiamento aggravato, trasferimento fraudolento di valori, sleale concorrenza aggravata dalle finalita’ mafiose, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi. L’inchiesta e’ coordinata dalla Dda del capoluogo siciliano.

Oltre agli assetti territoriali di Cosa nostra, è emerso l’interesse principale di Paolo Calcagno in relazione al sostentamento economico della propria famiglia. Il boss, infatti, nel corso dei colloqui in carcere, aveva fornito alla moglie e al cognato indicazioni sui soggetti ai quali rivolgersi per ricevere le somme di denaro spettanti per lo stretto mantenimento e i profitti dei pregressi investimenti economici realizzati, insieme ad altri affiliati, in attività commerciali pienamente funzionali e attive. È emerso inoltre come il mandamento mafioso di Porta Nuova avesse organizzato le piazze di spaccio di sostanze stupefacenti, che continua a costituire la principale fonte di reddito di Cosa nostra (seguita subito dopo dalle estorsioni), diretta conseguenza della domanda che non accenna a diminuire, anzi sembra in continua crescita; sono state registrate, nel corso delle indagini, numerose richieste di acquisto di droga per uso personale anche da parte di una nutrita schiera di acquirenti costituita da imprenditori e liberi professionisti della città. Sono state, inoltre, individuate due diverse attività, una imprenditoriale e l’altra commerciale a Palermo e riconducibili agli esponenti di vertice di Cosa nostra, ma intestate a prestanome e quindi sottoposte a sequestro preventivo In tema di attività commerciali è stato contestato il reato di illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso per avere imposto la fornitura di caffè a bar del territorio. Infine, sono stati individuati gli autori di 5 estorsioni consumate/tentate nei confronti di imprenditori e commercianti costretti al versamento a Cosa nostra di somme di denaro.

Una storia brutale, al limite del reale che ci arriva direttamente da una porzione di terra a cavallo tra le province di Agrigento e Trapani, tra Menfi e Gibellina.

 

Una storia che coinvolge una ragazzina finita nelle grinfie della stessa madre che, sotto compenso e minacce, l’avrebbe fatta prostituire con estranei, gente dai 18 ai 69 anni. Le accuse sono gravissime: induzione alla prostituzione minorile, sfruttamento e favoreggiamento della stessa, nonché violenza sessuale ed atti sessuali con minorenne, aggravati (poiché consumati ai danni di una vittima infra quattordicenne). 

Questa mattina il blitz: i carabinieri della Compagnia di Sciacca , guidati dal capitano Luigi Garrì, hanno arrestato questa mattina – su provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Palermo – sei persone: oltre la madre sono finiti in manette anche i “clienti” della ragazzina: si tratta di Pietro Civello, 60 anni di Gibellina, Viorel Frisan, 37enne di Gibellina, Calogero Friscia, 25enne di Menfi, Vito Sanzone, 43 enne di Menfi e Vito Campo, 69enne di Menfi.

L’attività investigativa ha preso spunto da un controllo su strada effettuato da una pattuglia dell’Arma nel dicembre del 2017, lungo la S.S. 624, nel comune di Sambuca di Sicilia. In quell’occasione, nel cuore della notte, era stata fermata un’auto, a bordo della quale vi erano un 60 enne originario di Gibellina ed una ragazzina 13 enne. I Carabinieri, insospettiti dalle dichiarazioni rese dall’uomo e per la presenza dell’adolescente, con la quale non aveva alcun legame di parentela, decisero subito di approfondire la situazione, accompagnando i due presso la Stazione Carabinieri di Menfi, comune di residenza della minore.

Dopo aver ascoltato l’uomo, la realtà che ne affiorava lasciava intendere che lo stesso aveva accompagnato la ragazza presso un ovile nei pressi di Gibellina, ove altri due individui non meglio identificati avrebbero abusato sessualmente della minore, tutto questo con la piena consapevolezza ed il benestare della madre stessa della giovane.

In quell’occasione, i Carabinieri fecero subito scattare le manette ai polsi dell’uomo, Pietro Civello di Gibellina, per sfruttamento della prostituzione minorile nonchè denunciarono la madre per lo stesso reato, collocando la ragazzina presso una struttura protetta.

Ma per fare piena luce sulla scioccante vicenda, i militari hanno continuato mediante sofisticate intercettazioni e attraverso pedinamenti, nonchè con il supporto dei Carabinieri del RIS di Messina, a raccogliere tutti gli elementi che hanno permesso oggi di eseguire i provvedimenti restrittivi non solo nei confronti della madre della ragazzina e del Civello, ma anche nei confronti dei clienti con i quali la minore, sotto costante minaccia di morte, era stata costretta ad avere rapporti sessuali.

I Carabinieri sono inoltre riusciti a risalire all’identità dei quattro clienti che, in cambio di somme cha andavano dai 30 ai 200 euro per prestazione, avevano abusato della ragazzina, direttamente presso case di campagna di loro proprietà od addirittura presso un ovile. Nello specifico, quello che gli investigatori hanno appurato, grazie anche alla preziosa collaborazione della minore durante le audizioni protette, avvenute in presenza sia di alcuni militari specializzati per reati in materia di violenza di genere, sia di psicologi incaricati, è la seguente dinamica dei fatti: la madre, di nazionalità romena, assieme all’uomo, si preoccupavano di gestire materialmente l’attività di meretricio accordandosi con i clienti, accompagnando la ragazzina sul luogo prestabilito per l’incontro ed intascando in cambio la somma di denaro stabilita. Tutto questo sotto le costanti e reiterate minacce rivolte dai due nei confronti della giovane.

Durante le audizioni, la minore ha descritto con precisione il luogo degli incontri, le persone e gli oggetti di arredo presenti nei locali utilizzati per le violenze. Grazie a questo ed ai dettagliati sopralluoghi effettuati unitamente agli specialisti del R.I.S. di Messina, i Carabinieri hanno così potuto raccogliere preziosi reperti, contenenti materiale biologico sia della vittima sia di alcuni dei suoi aguzzini. I match positivi forniti dai laboratori scientifici dell’Arma hanno infine confermato pienamente il quadro probatorio.

– Fonte Grandangolo

A proposito della visita domani del presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il ministro Toninelli per la riapertura dei cantieri della Agrigento-Caltanissetta interviene il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto: “E’ un’opera che, una volta ultimata, non sarà più strategica della Tav, perché è frutto di un normalissimo progetto che realizza un’ infrastruttura di collegamento indispensabile con le principali direttrici regionali, per la quale è trascorso ormai un ventennio dalla convenzione con Anas. Ci serve sin  da allora per far uscire da una marginalità socio-economica e geografica l’area centro-meridionale dell’Isola: una realtà territoriale che registra apprezzabili segnali di vivacità imprenditoriale e che potrebbe ancor più crescere quando saranno garantite adeguate condizioni infrastrutturali. Per tale ragione era partita da Agrigento la protesta di 42 sindaci per lo sblocco di questo, come dell’altro importante cantiere della Agrigento-Palermo sul quale riversiamo da tempo le medesime attese. Mentre c’è una parte d’Italia che dibatte dell’alta velocità o di strade a tre e quattro corsie, qui si attende da anni che l’indispensabile diventi realtà e di propositi e di annunci ne abbiamo sentiti davvero tanti. Questa sia l’ultima riapertura e si dia finalmente addio a semafori, interruzioni, deviazioni, perché la pazienza dei siciliani è stata messa duramente alla prova”. 

Tutto pronto per l’apertura del primo Planetario della città di Agrigento e provincia. La struttura di circa 300 mq di Contrada Borsellino, Strada Statale 118, a Joppolo Giancaxio (Ag), verrà infatti aperta al pubblico Sabato 16 Marzo, alle ore 11.00. All’inaugurazione saranno presenti, vista l’importanza del progetto, molte delle autorità locali, regionali e delle due Università siciliane.

Il progetto, fortemente voluto dall’imprenditore agrigentino Nino Rampello e l’Associazione Culture e Società, già impegnato sull’intero territorio nell’ambito scolastico, ha coinvolto anche l’Associazione Urania acsd di Marcello Barrale – che ha fondato e gestisce il Planetario di Palermo –  che si è occupata dell’intero allestimento della struttura che coordinerà col proprio staff.

L’area accoglie al suo interno diversi spazi: un museo scientifico per la comunicazione della Scienza Astronomica e delle Scienze della Terra, munita di strumenti moderni e funzionali e personale qualificato, un’area exhibit con foto e schede divulgative, una sala conferenze e una stanza con una cupola dal diametro di 6 mt, Il Planetario, cuore dell’intero progetto. Questa ospita 40 posti a sedere ed è dotata di un proiettore digitale di ultima generazione in 3D colours con una risoluzione 2k gestito da un software digitale: un simulatore che riprodurrà fedelmente la volta celeste con pianeti, luna e le stelle. Come un vero cinema 3D, con questa sofisticata macchina verranno proiettati anche video, filmati e documentari scientifici che mostreranno, in tutto il suo splendore, l’ambiente celeste e ciò che ad occhio nudo non è possibile osservare.

Il Planetario sarà aperto ogni giorno alle scuole di ogni ordine e grado di Agrigento e provincia, nei fine settimana invece sarà garantita l’apertura al pubblico per eventi astronomici e giornate a tema. Nel corso del tempo verranno proposti anche corsi di aggiornamento per docenti e corsi di astronomia per appassionati, siano questi bambini o adulti.

Il Presidente f.f. dott. Giovanni Di Maida, il prof. Antonio Moscato, il cda e tutto il Consorzio Universitario Empedoclee di Agrigento, si associano al dolore per l’improvvisa e tragica scomparsa dell’Assessore Regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa, professore, archeologo prestgioso e uomo dalle indiscusse qualità umane, che negli anni ha arricchito la nostra isola non solo della sua presenza, ma anche del contributo professionale che ha saputo dare nella tutela, nella conservazione e nella promozione dei nostri patrimoni archeologici, in tutto il mondo.

Un profondo sentimento di cordoglio va alla moglie ed ai figli di Sebastiano Tusa, in questi momenti di intenso e tormentato dolore.  

Mancanza di tariffe minime, difficile rapporto con i grossisti e sempre più alto il rischio di una concorrenza abusiva e sleale. È quanto denunciano i trasportatori del farmaco che, in massa, nei giorni scorsi, si sono affidati a Confartigianato Imprese.

 

Così, nella categoria Logistica e Trasporti, sono entrati a far parte una ventina di artigiani che si occupano specificatamente del trasporto dei farmaci. Un servizio delicato, dove non va sottovalutata la necessità di utilizzare mezzi e personale adeguati per non interrompere, ad esempio, là dove sia necessario, la catena del freddo.

 

“I problemi non mancano – denuncia il coordinatore Giuseppe Guggino –. Non vengono garantite le tariffe minime e con i grossisti c’è spesso un rapporto difficile, con il rischio che l’affidamento del servizio diventi incauto”.

 

“Occorre eseguire controlli sul territorio rispetto all’utilizzo di automezzi in regola con le normative d legge in materia di trasporto, di personale qualificato e alla tracciabilità del farmaco stesso – dice Giuseppe Pezzati, presidente di Confartigianato Imprese Palermo –. Confartigianato è attenta non solo all’impresa che svolge il servizio ma anche all’aspetto sociale del problema che riguarda la sfera della salute del cittadino. Quello del farmaco, è un trasporto di qualità e come tale va attenzionato perché su questi mezzi viaggi la salute della gente. Da non trascurare poi – conclude Pezzati – la richiesta degli imprenditori riguardo al rispetto delle tariffe minime. Il committente deve essere responsabile delle tariffe di riferimento che vanno adeguate al mercato. Sosterremo quotidianamente artigiani e micro imprese, nel pieno rispetto del loro lavoro e quindi dell’utente finale, che usufruisce della consegna del farmaco”.

Abbiamo appreso con sgomento la morte di Sebastiano Tusa, da circa un anno Assessore regionale ai Beni Culturali. Ma al di là della carica politica per noi è rimasto il Soprintendente del mare, struttura da lui creata dopo aver dato vita al GIAS (Gruppo Intervento Archeologia Subacquea) e successsivamento allo SCRAS (Servizio di Coordinamento Ricerca archeologia Sottomarina). A Sebastiano ci legano ricordi bellissimi, un lungo impegno quasi ad inseguire, tra mille difficoltà, il sogno di una Sicilia diversa e bellissima. Per lui che aveva il cuore rivolto al passato ma la mente proiettata al futuro, il lavoro era una forma di impegno civile, totale e totatilizante, a cui si dedicava interamente senza mai fermarsi o abbattersi. Con un entusiasmo che non cessava mai di colpirti e di coinvolgerti.

Sebastiano Tusa ci lascia il 10 marzo, il giorno che la storia ricorda come la data della celebre Battaglia della Egadi, che tra tutte le scoperte della sua lunga carriera, era quella di cui andava più orgoglioso: avere ricostruito con precisione lo svolgersi della giornata e il luogo preciso dove avvenne lo scontro, fino ad allora ancora incerto.

Ma molti lo hanno conosciuto come archeologo preistorico, settore a cui ha dedicato buona parte della sua vita. Indimenticabile il suo libro “La Sicilia nella preistoria”, scritto quando aveva appena trent’anni. Alla luce delle sue ricerche, i suoi studi in vari siti dell’Isola, la sua visione innovativa dell’evoluzione delle prime comunità di cacciatori e raccoglitori che popolavano la Sicilia, si può affermare che con lui scompare anche l’ultimo grande maestro della preistoria siciliana.

Per noi è imprescindibile ricordare il suo tratto umano, il suo sorriso, la sua leggiadra ironia. In lui non trovavi mai un ostacolo alle proposte, spesso anche innovative, ma anzi stimoli ed incoraggiamenti ad andare avanti, consigli su come procedere. Generoso e di grande umiltà era disponibile con chiunque, senza guardare cariche o titoli di studio, pronto all’ascolto al dialogo con tutti, a raccogliere e fare proprie idee e progetti e a riconoscere e valorizzare il lavoro altrui.

Con lui scompare uno studioso di fama internazionale che dava prestigio alla Sicila, e rappresentava l’anima più bella della nostra terra, che sapeva mettere al centro il recupero della memoria storica e l’orgoglio delle sue radici pur sentendosi contemporaneamente e con lucidità cittadino del mondo.

Da oggi la Sicilia perde una dei suoi uomini migliori di cui si sentirà la mancanza man mano che passeranno i giorni e gli anni.

Per noi è stato un grande onore, conoscerlo, averlo vicino, lavorare fianco a fianco. Con lui se ne va anche una parte di noi. A tanti mancherà lo studioso prestigioso, il ricercatore instancabile, il funzionario brillante, a noi mancherà il carissimo amico, il fratello maggiore con cui abbiamo condiviso anni di passione e di lavoro avendo insieme nel cuore una speranza in una Sicilia più bella e più giusta.

L’auspicio è che si possa far tesoro della sua eccezionale conoscenza, del suo stile, della sua competenza, del suo entusiamo, della sua umiltà: un modello da seguire ed imitare. Solo in questa maniera può trovare senso una tragedia incomprensibile e una scomparsa inaccettabile.