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I carabinieri della Compagnia di Canicattì stanno indagando su un furto compiuto la scorsa notte ai danni di un bar posizionato all’interno della stazione di servizio DB in via Giudice Saetta, a Canicattì.
 
Ignoti sono riusciti ad entrare all’interno del bar utilizzando una mazza per scardinare il lucchetto: una volta dentro i malviventi hanno portato via diverse slot machines e il registratore di cassa.

Il bottino si aggira intorno a mille euro.

Tra le proposte esitate ieri dalla Giunta Regionale di Governo in merito alle ultime volontà politiche manca la dichiarazione ufficiale resa dall’assessore Regionale dei Beni Culturali, Sebastiano Tusa, nella seduta dello scorso 6 Marzo all’ ARS a meno di 36 ore dalla sua tragica scomparsa in risposta ad un’interrogazione dei 5 stelle che riguarda l’azzeramento di tutti i vertici del Consiglio del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento.

Ecco il video

“Mala tempora currunt” per l’amministrazione comunale di Porto Empedocle presieduta dalla sindaca Ida Carmina, del Movimento 5 Stelle. Lo scorso 13 marzo hanno presentato una seconda mozione di sfiducia al sindaco i consiglieri Dario Puccio e Salvatore Bartolotta, depositando l’atto nella presidenza del Consiglio comunale affinchè anche altri consiglieri lo firmino. Servono, in particolare, 7 firme per trattare l’argomento all’ordine del giorno del Consiglio comunale. E gli stessi consiglieri Puccio e Bartolotta hanno affermato: “La mozione è frutto di una sofferta ed articolata riflessione politica e amministrativa. E’ stato doveroso da parte nostra dire basta ad una gestione amministrativa fallimentare dell’attuale giunta di governo. La mozione di sfiducia è stata presentata nell’interesse generale della collettività empedoclina e quindi vuole, da un lato, porre fine a questa disastrosa esperienza amministrativa, dall’altro essere da stimolo verso le forze locali che per troppo tempo sono state in silenzio”. Nel frattempo, adesso è in itinere un’altra mozione di sfiducia, la terza. Infatti, i gruppi consiliari che si riconoscono nelle posizioni politiche di Riccardo Gallo, Filippo Caci e Roberto Di Mauro hanno in cantiere una mozione con almeno 7 firme, così da rendere la mozione discutibile in Consiglio comunale concretizzando l’obiettivo di consolidare e rendere compatto il fronte dell’opposizione e porre poi l’intero Consiglio comunale empedoclino nella facoltà di votare assumendosi ciascun consigliere le proprie responsabilità.

 

Avrebbe simulato la dissociazione di una donna dal compagno pentito, il favarese trentaduenne Mario Rizzo.
Risulta così indagato per favoreggiamento l’Avv. Salvatore Cusumano.
Ieri è stata effettuata una perquisizione all’interno del suo studio legale dagli agenti della Squadra Mobile e dalla Procura della Repubblica di Agrigento.
“Non avendo nulla da temere –dichiara l’avv. Salvatore Cusumano- mi sono attivato tramite i legali per essere ascoltato mettendo a disposizione computer, telefonino e versione dei fatti. Nel rinnovare fiducia alle istituzioni –ha concluso la nota- comunico senza imbarazzo la notizia”.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sciacca, Rosario Di Gioia, accogliendo quanto richiesto dalla Procura tramite la sostituto Roberta Griffo, ha convalidato l’arresto ad opera dei Carabinieri di Pietro Leto, 19 anni, di Alessandria della Rocca, indagato dell’omicidio di Vincenzo Busciglio, 23 anni, anche lui di Alessandria, morto la sera di martedì scorso 12 marzo poco prima di giungere al pronto soccorso dell’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera e vittima di un accoltellamento in via Sant’Antonio, nel centro storico di Alessandria della Rocca. Pietro Leto, difeso dall’avvocato Antonino Gaziano, si è dichiarato innocente: “Mai avuta alcuna discussione o litigio con Busciglio”.

La Scuola di Musica “Gaspare Lo Nigro” di Bivona presenta il II Concorso Nazionale di Musica “Armonie Sicane” 2019 in convenzione con il Comune di Bivona, con il Conservatorio di Musica “A. Scarlatti” e con l’Istituto Superiore “Luigi Pirandello”. Evento attesissimo al quale potranno partecipare Solisti, Formazioni strumentali e/o vocali di qualsiasi organico dal duo all’orchestra e/o coro, Associazioni musicali, Scuole di Musica, Accademie Musicali e Scuole Primarie e Secondarie di 1° e 2° grado. L’appuntamento è previsto in calendario dal 23 al 26 maggio 2019. 

Le varie iniziative si terranno presso l’Auditorium “Gaspare Lo Nigro” e l’Auditorium Santa Chiara di Bivona, nel cuore dei Monti Sicani. Il Concorso Nazionale “Armonie Sicane” è patrocinato, inoltre, dal Consorzio Provincia di Agrigento, dall’Ente Parco dei Monti Sicani, dall’Assessorato alla Promozione Culturale e dall’Assessorato Regionale al Turismo, alla Sport e allo Spettacolo. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di incentivare l’amore per la musica nei giovani, scopo principale del concorso musicale.

Le prove – si legge all’interno del regolamento – sono pubbliche e i concorrenti sono suddivisi in sezioni e categorie in base naturalmente all’età. Il concorso si svolgerà per tutte le sezioni in un’unica prova con un programma a scelta libera da parte del concorrente. All’interno del regolamento, inoltre, è possibile visionare la sezione, la categoria e la durata massima di ogni prova in base all’età nell’ambito dei Solisti, Pianoforte a Quattro Mani, Musica da Camera, Canto Moderno, Musica Corale, Musica Contemporanea e Jazz. Un concorso nazionale sarà riservato alle scuole.

Da evidenziare che il calendario dettagliato delle singole prove sarà pubblicato sul sito internet della Scuola di Musica “Gaspare Lo Nigro” entro e non oltre il 20 maggio prossimo. Sarà presente una commissione giudicatrice e nel regolamento è possibile visionare tutti i criteri di giudizio, le graduatorie e i premi in palio, che verranno consegnati durante la manifestazione conclusiva alla presenza della Giuria e delle Autorità. A tutti gli altri, concorrenti, invece, verrà rilasciato un attestato di partecipazione. I vincitori assoluti, i primi classificati e i vincitori dei primi speciali saranno tenuti ad esibirsi nel concerto finale del 26 maggio 2019 presso l’Auditorium “Gaspare Lo Nigro” di Bivona.

Le domande per l’iscrizione dovranno essere redatte in carta semplice ed inviate alla Scuola di Musica “Gaspare Lo Nigro” entro e non oltre il 30 aprile 2019. Sul sito internet www.acmbivona.it è possibile scaricare il modello e visionare i contatti, gli indirizzi, l’occorrente e tutte le modalità per l’adesione al II  Concorso Nazionale di Musica “Armonie Sicane” 2019.

Ricorre il prossimo 21 marzo la “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.

 Per l’occasione, il Libero Consorzio Comunale di Agrigento celebra la Giornata organizzando alcuni momenti di incontro e di riflessione sui temi della legalità e sul valore del ricordo.   

Alle ore 10,00, infatti, nell’Aula Consiliare dell’ex Provincia, il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale, Girolamo Alberto Di Pisa,  Magistrato in quiescenza e già componente del Pool antimafia istituito da Rocco Chinnici, incontrerà alcuni studenti degli Istituti secondari superiori del territorio.

La “Giornata”, promossa dal MIUR in collaborazione con l’associazione ‘Libera’, prevede, infatti, che gli Istituti scolastici di ogni ordine e  grado promuovano, nell’ambito della propria autonomia e competenza, iniziative volte alla sensibilizzazione sui temi della legalità e sulla rilevanza istituzionale e  sociale del valore della memoria nel ricordo delle vittime delle mafie.

Successivamente, alle ore 10.30, un corteo di studenti della scuola primaria di secondo grado dell’Istituto “Agrigento Centro”, diretto dalla Professoressa Anna Gangarossa, partirà da Piazza Aldo Moro per raggiungere il Giardino Botanico di Via Demetra.

Alle ore 11.00, invece, un corteo di studenti dell’Istituto Comprensivo “Esseneto” partirà da Piazzale Ugo La Malfa in direzione del Giardino Botanico, nel quale, alle ore 12.00, alla presenza delle massime autorità cittadine, si svolgerà la cerimonia di scopertura dell’opera del Maestro Domenico Boscia dal titolo: “L’Equilibrio dell’innocenza”. L’opera verrà collocata su un cippo in pietra, in memoria di tutte le vittime delle mafie. Gli studenti, infine, sempre al Giardino Botanico, piantumeranno un albero  di ulivo ed isseranno la bandiera di “Libera”.

Dal 1996, ricordiamo, si celebra “La Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”,  istituita con la Legge 8 marzo 2017 n. 20.

Fiaccolata silenziosa ad Alessandria della Rocca in ricordo di Vincenzo Busciglio. La piccola comunità, sta gridando forte – con la voce e con il cuore – “Mai più!”. La tragedia di martedì sera, quella che ha drammaticamente interrotto la vita di “Vincenzino”, non dovrà ripetersi “mai più!”. A lanciare un accorato appello è stato il parroco di Alessandria della Rocca: don Salvatore Centinaro: “La speranza non muoia! E perché la speranza non muoia ognuno di noi deve mettersi in discussione, essere disposti al cambiamento, alla novità e alla verità”.

In prima fila alla fiaccolata, dietro il gonfalone del comune di Alessandria della Rocca che è senza sindaco, i sindaci di Bivona, Cianciana e Santo Stefano di Quisquina. “Come presidente dell’Unione dei Comuni Platani Quisquina Magazzolo, insieme ai sindaci Francesco Cacciatore e Franco Martorana, desidero esprimere alla famiglia del giovane Vincenzo Busciglio, tutto il nostro profondo cordoglio e la nostra grande costernazione”, ha detto Milko Cinà, sindaco di Bivona e Presidente dell’Unione dei Comuni Platani Quisquina Magazzolo. “Saremo presenti e vicini alla comunità alessandrina – ha aggiunto – anche in occasione dei funerali di Vincenzo, perché la tragedia che ha sconvolto Alessandria della Rocca, la perdita così tragica e violenta di una giovane vita, non colpisce solo gli alessandrini ma tutto il nostro territorio”.

La prima tappa è stata la chiesa Madre dove l’intero paese – ma non soltanto visto che sono presenti, fiaccole accese alla mano, anche i sindaci dei Comuni vicini – è rimasto in silenzio. “Non saremo noi ad aprire le nostre bocche – si era premurato di raccomandare don Salvatore Centinaro – . Apriremo le nostre orecchie per ascoltare la voce di Dio. Nella seconda tappa – ha spiegato sempre il sacerdote – ci fermeremo innanzi alla casa di Vincenzo per mostrare la nostra solidarietà. Quando c’è solidarietà, fratellanza, c’è anche apertura alla verità”. Un richiamo forte, anche se fatto in maniera dolce, quello di don Salvatore Centinaro. “Verità”. E’ questo quello che, urlando con il cuore, reclama Alessandria. “Quando c’è solidarietà e fratellanza – ha aggiunto il prete – c’è anche apertura alla verità. Non possiamo essere né omertosi, non possiamo essere coloro i quali si girano dall’altra parte. Tutto quello che stiamo facendo non ha senso se ciò accade.  Allora diventa importante che ogni tassello venga messo al posto giusto. Che la verità venga alla luce”.

“So perfettamente che siete vicini al nostro dolore. Siete in tantissimi e vi ringrazio, questo è il risultato perché mio fratello era un’ottima persona”. Così, con la voce rotta dal pianto, la sorella di Vincenzo Busciglio a margine della fiaccolata promossa ad Alessandria della Rocca per stringersi intorno alla giovane vittima dell’accoltellamento.

“Gli ho scaricato la pistola addosso”, ha ripetuto meccanicamente Giovanni Colombo stamattina, nell’interrogatorio reso al pm Ilaria De Somma e ai funzionari della Squadra mobile.

Non avevo altra scelta – ha aggiunto il giovane, adesso fermato con l’accusa di avere ucciso Antonino e Giacomo Lupo, padre e figlio di 53 e 19 anni – erano in troppi, tutti contro di me”.

Secondo la dinamica illustrata dall’indagato reo confesso, i primi colpi della pistola Block usata dall’improvvisato sicario sarebbero stati sparati in aria: “Ho cercato di disperdere quelli che mi stavano aggredendo – ha detto Colombo – e in effetti gli spari hanno allontanato la maggior parte delle persone, ma non Antonino e Giacomo Lupo, che hanno continuato ad insultarmi e ad essere minacciosi contro di me, avvicinandosi per colpirmi. Ho avuto paura, gli ho sparato”.

I colpi andati a segno sono stati nove e non hanno lasciato scampo alle vittime. “Poi sono scappato a casa di un parente, che mi ha aiutato. Ho chiamato il mio avvocato e mi sono costituito”. Il giovane, assistito dall’avvocato Corrado Sinatra, ha anche fatto ritrovare l’arma del delitto, nascosta in una fioriera.

Ha spiegato pure di essersela procurata per motivi di sicurezza, perche’ da qualche tempo avrebbe avuto forti contrasti con un altro dei Lupo, Francesco, fratello di Giacomo e figlio di Antonino. Da un’ennesima discussione con lui e’ nato il litigio di ieri sera, culminato nel duplice delitto. La posizione dell’indagato andra’ ora sottoposta al Gip, che dovra’ decidere se convalidare il fermo.

 Hanno pensato di attuare il metodo “giustizia fai da te”, per vendicarsi di un furto subito. Due riberesi in manette, con l’accusa di sequestro di persona.

Nelle ultime ore, con un’indagine lampo, i Carabinieri hanno fatto luce su un grave episodio criminoso accaduto nel centro di Ribera. La singolare vicenda è scaturita da un furto subito da due braccianti agricoli, in particolare di due paia di forbici elettriche da potatura, del valore di alcune centinaia di euro. Gli stessi, ritenendo responsabile del furto un 30 enne  romeno, domiciliato a Ribera, si sono recati presso l’abitazione dello straniero e dopo averlo malmenato e minacciato con un coltello, lo hanno prelevato con la forza, costringendolo a salire a bordo di un’autovettura, con l’intento di farsi restituire il maltolto. Ma la drammatica situazione non è passata inosservata. Infatti, alcuni passanti si sono resi conto che stava accadendo qualcosa di anomalo ed hanno subito telefonato al “112”, descrivendo quanto percepito. Nel giro di un paio di minuti, sono accorse in zona due pattuglie dei Carabinieri della Tenenza di Ribera, che dopo aver setacciato l’intero quartiere sono riuscite ad intercettare e bloccare, dopo un breve inseguimento, l’auto su cui viaggiavano i due sequestratori, con il cittadino romeno a bordo. A quel punto, i militari dell’Arma hanno condotto i tre soggetti in caserma, ove sono stati subito ascoltati i vari testimoni. Gli elementi di prova così raccolti, hanno dunque permesso,in brevissimo tempo, di chiudere il cerchio delle indagini e di fare pienamente luce sul grave fatto criminoso. Sono state effettuate anche delle perquisizioni, che hanno consentito di trovare e sequestrare il coltello utilizzato per le minacce mentre, a casa del romeno, di scovare un paio delle forbici elettriche in questione. Al termine degli accertamenti, per il romeno vittima del sequestro è stata formalizzata una denuncia per “ricettazione” delle forbici, mentre per i due braccianti agricoli riberesi, F.V. 34 enne e T.G. 27 enne, sono subito scattate le manette ai polsi con l’accusa di“Sequestro di persona”, venendo ristretti agli arresti domiciliari, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Ancora una volta, per il buon esito delle indagini, si è rivelato fondamentale e prezioso il contributo di alcuni cittadini, sia per la tempestiva telefonata al “112”, sia per le testimonianze fornite nell’immediatezza agli investigatori dell’Arma.