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Il vice Presidente del Consorzio Universitario, ed ex Presidente del Consiglio comunale di Agrigento, Giovanni Di Maida entra in Fratelli d’Italia.

L’adesione è stata ufficializzata, questa mattina, nel corso di un incontro tra lo stesso Giovanni Di Maida ed il commissario provinciale del partito, Calogero Pisano, tenutosi presso la sede provinciale del partito.

“L’adesione di Giovanni Di Maida a Fratelli d’Italia – ha dichiarato Pisano – è molto importante per il grande contributo che potrà dare in termini di esperienza politica e riconosciute capacità amministrative che ci agevolerà, ancor di più, nel processo di crescita e radicamento in tutti i comuni della provincia.

Con grande entusiasmo, a nome mio e della dirigenza provinciale, gli do il benvenuto nella nostra grande famiglia”.

Questo il commento di Giovanni Di Maida: “Credo che valga la pena impegnarsi in un partito che oggi vuole seriamente affrontare le sfide sui temi dello sviluppo del territorio legato al turismo, ai beni culturali, alle infrastrutture e ad una maggiore capacità gestionale del bene comune

Ancora una volta la Sicilia e la provincia di Agrigento vengono considerate una zavorra e nella ripartizione del Revovery Fund avranno poco o nulla, anche per colpa di una classe parlamentare nazionale in posizione di eterna svendita ed incapace di incidere sul PNRR,  con il risultato che il grosso dei finanziamenti finirà al centro-nord e con la conseguenza che i progetti di realizzazione di aeroporto, strade e infrastrutture nella nostra provincia rimarranno al palo.

Fratelli d’Italia, occorre dirlo, è stato l’unico che si è opposto al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza ritenendolo non coerente con i criteri di assegnazione dei fondi stabiliti dall’Unione Europea”.

Ad Agrigento, a San Leone, i Carabinieri hanno bloccato un’automobile in transito per un controllo ordinario. Il conducente, prima di parlare con i militari, ha indossato la mascherina anti-covid. Ebbene, i Carabinieri si sono accorti di un sacchettino sotto la mascherina, che si è rivelato essere una pallina di circa 10 grammi di cocaina. La droga è stata sequestrata. Lui, di 37 anni, è stato denunciato alla Procura a piede libero per detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio.

Dunque, come purtroppo previsto, dopo la Delta arriva la Mu. E’ L’Organizzazione Mondiale della Sanità ad aver reso noto il monitoraggio di una nuova variante di coronavirus chiamata “mu” con mutazioni che hanno il potenziale per eludere l’immunità fornita da una precedente infezione o dalla vaccinazione.

La nuova variante è stata identificata per la prima volta in Colombia, ma da allora è stata confermata in almeno 39 paesi, secondo l’agenzia. La variante Mu – conosciuta anche dagli scienziati come B.1.621 – è stata aggiunta alla lista dell’OMS di varianti “di interesse” il 30 agosto. La variante contiene mutazioni genetiche che indicano che l’immunità naturale, i vaccini attuali o i trattamenti con anticorpi monoclonali potrebbero non funzionare così bene contro di essa come fanno contro il virus ancestrale originale. Sono necessari comunque ulteriori studi per confermare se si dimostrerà più contagiosa, più mortale o più resistente agli attuali vaccini e trattamenti.

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Negli ultimi 25 anni, la riduzione degli occupati, come conseguenza della perdita di popolazione (soprattutto giovanile, -1,6 milioni), e i deficit di lungo corso – in particolare eccesso di burocrazia, illegalità diffusa, carenze infrastrutturali e minore qualità del capitale umano – hanno, di fatto, determinato un continuo e progressivo calo del Pil prodotto dal Sud ampliando ulteriormente i divari con le altre aree del Paese.

Tra il 1995 e il 2020, infatti, il peso percentuale della ricchezza prodotta da quest’area sul totale Italia si è ridotto passando da poco più del 24% al 22%, mentre il Pil pro capite è sempre rimasto intorno alla metà di quello del Nord e nel 2020 è risultato pari a 18.200 euro contro 34.300 euro nel Nord-Ovest e 32.900 euro nel Nord-Est.

Tuttavia, nel 2020, l’impatto della crisi da Covid-19 al Sud è stato più contenuto rispetto alle altre aree del Paese che hanno patito maggiormente il blocco delle attività produttive durante la pandemia (Pil -8,4% contro il -9,1% al Nord rispetto al 2019).

La fragilità dell’economia meridionale emerge anche dalle dinamiche del mercato del lavoro che, tra il 1995 e il 2019, ha registrato una crescita dell’occupazione 4 volte inferiore alla media nazionale (4,1% contro il 16,4%), con distanze ancora maggiori rispetto alle regioni del Centro e del Nord; nemmeno la particolare vocazione turistica delle regioni meridionali sembrerebbe essere di aiuto a spingere l’economia di quest’area, visto che, anche rispetto a un un anno “normale” come il 2019, i consumi dei turisti stranieri al Sud sono risultati molto inferiori di quanto speso nelle regioni del Centro e del Nord-Est.

I disservizi, la cattiva gestione della raccolta della spazzatura ed i costi milionari che il Comune e di conseguenza i cittadini sono costretti a pagare al Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) con Iseda capogruppo, è stato al centro di un incontro tra il Sindaco Franco Miccichè, il vice Sindaco Aurelio Trupia,  l’ Arch. Gaetano Greco, il consigliere Angelo Vaccarello, il responsabile ssrr, Aldo Mucci Dirigente del Sindacato SGB e Filippo Baio del Direttivo regionale.

Nell’incontro tenutosi presso il palazzo Municipale, Aldo Mucci ha chiesto al Sindaco Franco Miccichè di praticare, per quanto riguarda il servizio di raccolta della spazzatura, una scelta forte, coraggiosa, di quelle che possono fare davvero la differenza. Una scelta che consentirebbe di fare risparmiare ai cittadini circa il 30% della tassa dei  rifiuti. La gestione in house, (con questo termine (o in house providing) viene indicata la fattispecie in cui un soggetto tenuto all’obbligo di evidenza pubblica, derogando al principio di carattere generale dell’obbligo di indire una gara pubblica, invece di procedere all’affidamento all’esterno di determinate prestazioni, provvede in proprio (ossia in house) all’esecuzione delle stesse, affidando l’esecuzione dell’appalto o la titolarità del servizio ad altra entità giuridica senza gara) ciò consente di realizzare un modello in cui il rifiuto è bene comune e viene gestito in maniera pubblica e per attuare nel nostro territorio quel modello di tariffa puntuale che premia i cittadini virtuosi. Non possiamo assistere in silenzio al vergognoso “carosello” di immondizia che “colora” le strade agrigentine. L’amministrazione comunale deve riflettere, profondamente riflettere circa l’affidamento della raccolta all’attuale RTI. Nel nostro Paese, nella nostra provincia, sono molti i comuni che provvedono alla raccolta in house, e nei loro siti primeggiano con tanto di  trasparenza ed orgoglio, le delibere dei consigli comunali, nelle quali si delineano le gestioni. “Salvaguardiamo la Bellezza” recitano i siti. Di Bellezza da Salvaguardare ad Agrigento ce n’e tanta, e questa, non può essere offuscata, umiliata, oltraggiata dalla “munnizza”.

 Si è trattato di un primo momento di confronto alla luce della possibilità, di gestire in house il servizio dei rifiuti, piuttosto che continuare a pagare milioni di euro alle RTI Iseda capogruppo, con tutte le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti gli agrigentini e dei meravigliati turisti. L’amministrazione comunale ha precisato che sta lavorando a dei progetti  che convergono verso il “risparmio” e che prenderà in seria considerazione la possibilità del servizio in house. Il faraonico contratto con le RTI Iseda capogruppo, scade tra circa 3 anni. Dobbiamo fare in fretta.

Sono 1.182 i nuovi casi di covid registrati in Sicilia nelle ultime ventiquattro ore su un totale di 22.696 tamponi processati. L’isola è ancora oggi la prima regione in Italia per incremento di nuovi positivi. Le vittime sono 23 mentre i guariti 1.334. L’indice di positività è stabile al 5.21%. Attualmente in Sicilia ci sono 28.125 persone positive al virus.

Questi i numeri nei Comuni capoluogo: Palermo 247; Catania 221; Ragusa 190; Siracusa 152; Trapani 106; Agrigento 104; Caltanissetta 91; Enna 46; Messina 25

“È inaccettabile che un territorio vasto ed importante come quello della provincia di Agrigento venga tagliato fuori dagli investimenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”. È questa la dichiarazione da parte della Confedercontribuenti di Agrigento che vede come responsabile relazioni internazionali Calogero Spallino. La protesta dei 25 sindaci del 28 aprile a Roma sembra non aver ottenuto l’esito sperato così come lo slogan da loro utilizzato “Agrigento non è fuori dall’Italia”. Ancora una volta gli impegni presi dalla politica e dai politici rimangono disattesi. Anche la Confedercontribuenti di Agrigento si aggrega convintamente alla protetta già lanciata dall’Ordine degli Architetti di Agrigento, presieduto da Rino La Mendola, dell’Ordine degli Agronomi e dei dottori Forestali, presieduto da Maria Giovanna Mangione e dal
presidente del Collegio territoriale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati di Agrigento, presieduto da Francesco Ciaccio.“Tra le province siciliane quella di Agrigento risulta essere una delle più penalizzate in tema di investimenti – ha detto Calogero Spallino, responsabile
relazioni internazionali confedercontribuenti – in particolare si trova tra gli ultimi posti per densità demografica (n° abitanti per km2), tasso di crescita e tasso migratorio. Continua Spallino – In un territorio che vede nella propria struttura socio-economica attività prevalenti quali l’agricoltura e quella delle ditte individuali che rappresentano quasi quattro quinti del sistema imprenditoriale agrigentino, occupando la settima posizione più alta in campo nazionale, è inammissibile la nostra esclusione dal piano di investimenti. Manca tutto, siamo vicini al “Game Over” e non sappiamo tra quanto il nostro paese potrà avere nuovamente una simile possibilità di spesa/investimento. Non c’è poi da lamentarsi – continua – quando si sente che settori quali quello dell’industria e dell’edilizia fatichino a ricoprire una posizione di peso nell’andamento economico del territorio. Come si può sperare di diventare competitivi in un territorio privo di arterie autostradali e relativamente lontano dagli aeroporti? Come si può sperare di
poter attirare il turismo in un territorio che soffre la carenza di investimenti anche solo per i semplici lavori di manutenzione su strade provinciali e locali? Come si può sperare di poter evitare lo spopolamento causato proprio dall’emigrazione, sempre più crescente, dei giovani in altri territori con maggiori possibilità di inserimento lavorativo?” Conclude – Come organizzazione ci opponiamo a una simile scelta chiedendo alle omonime organizzazioni di stringersi in una lotta comune, anche tramite una manifestazione condivisa”.

Un’automobile, a causa dell’ictus del conducente, ha travolto una giovane mamma e il figlio di pochi mesi che si trovava nel passeggino causandone la morte immediata. L’auto ha continuato la sua folle corsa finendo contro un muro e investendo 5 passanti che sfortunatamente si trovavano lungo la traiettoria del mezzo. Oltre al decesso del piccolo, il conteggio delle vittime fa registrare un morto e 4 persone con gravi fratture e ferite, ricoverate nel vicino ospedale. Anche il conducente dell’auto è in coma nel reparto di terapia intensiva del nosocomio. Il grave incidente è avvenuto davanti l’ingresso principale della Casa per ferie del CEFPAS.

Per fortuna però l’intera scena faceva parte di uno scenario di simulazione ad alta fedeltà che si è svolto il 2 settembre al CEMEDIS, il Centro di simulazione del CEFPAS, nell’ambito del modulo sulle maxiemergenze del Corso teorico-pratico triennale in Medicina di Emergenza Urgenza 2020/2022.

La CNA Provinciale di Agrigento celebra domani l’assemblea elettiva quadriennale per il rinnovo degli organismi. L’appuntamento, con artigiani e imprenditori del territorio, è al Dioscuri Bay Palace di San Leone. L’inizio dei lavori è fissato per le ore 10. Per l’occasione arriverà ad Agrigento il Segretario Generale della CNA, Sergio Silvestrini. Previsti gli interventi istituzionali di parlamentari agrigentini all’Ars, alla Camera e a Bruxelles,  oltre al contributo del prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa. Al centro del dibattito “la necessità – fanno sapere i vertici provinciali della Confederazione – di spingere le Istituzioni locali ad attivare una cabina di regia che, nell’ottica di un rapporto sinergico tra pubblico e privato, sappia pianificare una seria e concreta strategia per lo sviluppo del territorio agrigentino. E riflettori accesi sulle possibili opportunità per il territorio agrigentino legate al Pnrr”. Nel corso della mattinata diversi momenti artistici, con le performance del tenore Andrea Donzella, del maestro Ugo Adamo e l’esibizione dell’inno alla gioia attraverso il suono delle campane, realizzate dalla Fonderia Virgadamo di Luigi Mulè Cascio. La cerimonia sarà scandita anche dalla consegna di riconoscimenti e attestati ai presidenti uscenti e neo eletti delle sedi cittadine, ai presidenti dei mestieri e raggruppamenti di interesse e dei pensionati e al personale della struttura amministrativa. Chiusura “dolce” dell’assemblea: una torta speciale per festeggiare i 50 anni della CNA Agrigentina e i 75 anni della Fondazione della Confederazione. Nel primo pomeriggio la seduta privata per gli adempimenti statutari.

La situazione della strada statale SS 640 è destinata a degenerare drasticamente nei prossimi mesi al peggiorare delle condizioni meteorologiche. Il presidente della Regione Nello Musumeci deve sapere. Oltre ad essere incompleta l’Agrigento – Caltanissetta è priva di interventi di ordinaria manutenzione. Una strada nuova che sembra già vecchia di 50anni. Basta guardare il colore dell’asfalto, gli avvallamenti, l’incuria, la totale assenza di controlli per comprendere che si tratta dell’ennesima opera pubblica lasciata all’abbandono.

Pavimentazione stradale ingrigita dall’usura, arbusti che invadono la carreggiata in entrambi i sensi di marcia, restringimenti di corsie dovute a chiusure di interi tratti, piazzole colme di rifiuti, sono solo alcune delle cose che saltano all’occhio.

Eppure il tema della manutenzione stradale e dei ponti è sempre di grande attualità. Nella sola città di Agrigento abbiamo assistito alla chiusura del Viadotto Akragas per questo motivo. Usurato dall’assenza di manutenzione, chiuso per diversi anni e adesso interessato da costosissimi lavori di ristrutturazione.

Cosa si aspetta per rimuovere la vegetazione dalla SS 640? In alcuni tratti ci sono cespugli e arbusti che invadono la carreggiata. Rischi per gli automobilisti, ma anche sensazione di abbandono.

Chi deve curare la strada degli scrittori? A prescindere dalla competenze, il governo della regione qualora non di propria pertinenza dovrebbe chiedere all’Anas con forza quanto dovuto. Già è grave che i cantieri siano ancora fermi almeno nel frattempo occorre garantire che i tratti esistenti siano manutentati e sicuri per gli automobilisti.

Non basta che la nostra provincia sia l’unica senza un centimetro di autostrada, totalmente esclusa dalla ripartizione dei fondi del PNRR, rimanendo inascoltato il mio grido di mesi e mesi fa con un governo regionale sordo alle richieste provenienti dalla provincia di Agrigento.

Il Governo regionale è a conoscenza che le strade siciliane sono poco sicure per mancanza di manutenzione. I tantissimi incidenti che riempiono le pagine delle cronache dei giornali testimoniano che il tema sicurezza è ancora trattato con approssimazione. Tutto questo mentre le nostre strade sono percorse da migliaia di turisti, ai quali, considerata l’assenza di collegamenti adeguati su ferrovia, non resta che noleggiare un’auto e sfidare la sorte. Un recente sondaggio condotto per verificare la sensibilità degli italiani sul tema della sicurezza stradale ha evidenziato la generale preoccupazione dell’opinione pubblica circa lo stato di degrado cui versano le nostre strade. Per gli agrigentini le strade sono sempre più a rischio incidente, soprattutto dovuti ai manti dissestati, causa la mancanza di manutenzione. Il giudizio complessivo è allarmante e chiama in causa le Istituzioni che ancora non hanno messo in atto i necessari provvedimenti.