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Lo ha appena reso noto il sindaco Pino Galanti: tre squadre di volontari di Licata sono già partite alla volta di Ravanusa per prestare i primi soccorsi in via Galilei, nel centro cittadino, dove meno di un’ora fa, in seguito ad un’esplosione, è crollato uno stabile, ma secondo voci insistenti il crollo potrebbe avere interessato addirittura tre palazzine.

“Non appena abbiamo appreso la notizia – annuncia il sindaco Galanti – ci siamo messi in movimento subito. Tre squadre di Procivis, Guardia Costiera Ausiliaria e Croce Rossa Italiana, sono già partite alla volta di Ravanusa per prestare soccorso. La situazione è molto grave, ed io sono in contatto continuo con il sindaco di Ravanusa. Faremo tutto ciò che è necessario per aiutare chi sta vivendo questo dramma”.

Castrofilippo partecipa al dramma. Una squadra di Giubbe Verdi è partita alla volta di Ravanusa per dare manforte ai soccorritori.

Carmelo D’Angelo ha lanciato un appello: “Chiunque abbia autobotti e mezzi meccanici ci dia una mano. È un disastro”. In via Galileo Galilei stanno arrivando in tanti per portare aiuto e cercare di salvare chi è rimasto sotto le macerie.
Nell’esplosione della bombola di gas a Ravanusa sarebbero coinvolti più edifici in via Galileo Galilei. In centro si sono radunati tante persone che non riescono a rintracciare i parenti che vivevano negli stabili.
Ci sarebbero diverse persone sotto le macerie.

Sono 13 i  casi accertati ed almeno una cinquantina di persone  in attesa dei risultati del molecolare. Uffici e scuole chiuse da venerdì scorso. Succede nel comune di Castrofilippo.  E’ una situazione esplosiva quella che si registra in queste ore a Castrofilippo dove il virus è tornato a colpire in maniera aggressiva. Uffici del comune e scuole chiuse da venerdì scorso e lo rimarranno anche nei prossimi giorni. Lunedì, tutti i dipendenti dell’ente saranno sottoposti a tampone dopo che tra gli impiegati si sono registrati dei casi positivi. Due classi delle medie sono in quarantena a causa di studenti che hanno contratto il virus. Il sindaco lancia un appello alla cittadinanza: “chiedo ai miei concittadini- dice Franco Badalamenti- di adottare tutte le precauzioni necessarie per prevenire l’infezione da Covid 19 nella consapevolezza di quanto sia elevato il rischio di contagio in questo preciso momento. Confido- conclude il sindaco- nell’aiuto di tutta la popolazione per affrontare con la dovuta responsabilità  questo delicato momento per la comunità castrofilippese” In paese è stato riattivato il Coc, centro operativo comunale della Protezione Civile.

Diversi tamponi rapidi effettuati non lasciano presagire nulla di buono. Si teme che ilnumero possa aumentare in modo esponenziale.

I volontari dell’associazione “Giubbe Verdi, capeggiati dal finanziere in pensione cav. Salvatore Graci, stanno dando manforte ai tanti cittadini che sono bloccati a casa per avere contratto il Covid o sono in attesa degli esiti del tampone molecolare che è stato effettuato. Intere famiglie, risultano contagiate.  Sono le Giubbe Verdi a portare farmaci, generi di prima necessità ed alimentari a domicilio. Il sindaco è in stretto contatto con i responsabili dell’Asp di Agrigento per seguire passo questa difficile situazione che si è venuta a creare in paese.

Lo scorso ottobre 2020, il Tribunale di Agrigento, dopo ben ventidue anni di giudizio, ha accolto il ricorso proposto nel lontano 1999 dall’ing. D.F. S., funzionario dell’U.T.C. del Comune di Agrigento, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia, riconoscendo allo stesso il diritto a trattenere il compenso aggiuntivo corrispostogli dall’amministrazione comunale a seguito della nomina ad ingegnere capo dei lavori di completamento e separazione della rete fognaria del Comune di Agrigento.
Con la suddetta pronuncia, è stata di fatto riconosciuta la legittimità del compenso percepito dal funzionario comunale per l’espletamento dell’incarico svolto, non trovando applicazione al caso di specie il principio di onnicomprensività della retribuzione in ragione della diversità e della estraneità delle mansioni svolte rispetto a quelle ordinarie di ufficio allo stesso attribuite in base alla categoria di inquadramento.
A questo punto, l’ing. D.F. S., decideva di agire nuovamente in giudizio, assistito dagli avv.ti Girolamo Rubino e Carmelinda Gattuso, al fine di ottenere l’indennizzo riconosciuto ai sensi della Legge n. 89/2001, cosiddetta  “Legge Pinto”, per l’eccessiva ed irragionevole durata del giudizio che lo aveva visto coinvolto e definito, nel caso di specie, dopo ben ventidue anni.
La Corte di Appello di Palermo, in aperta adesione alle difese formulate in giudizio dagli avvocati Girolamo Rubino e Carmelinda Gattuso, ha accolto la domanda di equa riparazione presentata ai sensi della citata L. n. 89/2001 dall’ing. D.F. S., riconoscendo allo stesso oltre 11 mila euro di indennizzo.

887 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia a fronte di 23.720 tamponi effettuati.. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 8 decessi che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 7.276. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 15.304 mentre le persone ricoverate con sintomi sono 356, di cui 44 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 14.904 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 310.218.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 162, Catania 259, Messina 29, Siracusa 84, Trapani 78, Ragusa 51, Caltanissetta 98, Agrigento 100 e Enna 26.

77 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata di ieri a fronte di 327 tamponi processatiIl dato emerge dal bollettino diffuso dall’Asp di Agrigento. Non ci sono nuove vittime. Sale ance il numero dei ricoveri con due nuovi ingressi in ospedale. I guariti sono 55.

15 le persone ricoverate: 14 all’ospedale di Ribera, 1 fuori provincia. Due, invece, la persona ricoverata in terapia intensiva a Ribera.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento 119; Alessandria della Rocca 2; Aragona 7; Bivona 0; Burgio 2; Calamonaci 8; Caltabellotta 0; Camastra 7; Cammarata 47; Campobello di Licata 16; Canicattì 98; Casteltermini 15; Castrofilippo 14; Cattolica Eraclea 3; Cianciana 1; Comitini 7; Favara 29; Grotte 13; Joppolo Giancaxio 3; Licata 36; Lucca Sicula 0; Menfi 3; Montallegro 0; Montevago 6; Naro 32; Palma di Montechiaro 6; Porto Empedocle 19; Racalmuto 8; Raffadali 41; Ravanusa 9; Realmonte 16; Ribera 86; Sambuca di Sicilia 11; San Biagio Platani 0; San Giovanni Gemini 63; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 0; Santa Margherita di Belìce 1; Santo Stefano Quisquina 0; Sciacca 16; Siculiana 11; Villafranca Sicula 0; Navi accoglienza 2.

Sono quasi seicento in Sicilia, nelle ultime due settimane, le classi finite in quarantena per il Covid. In quasi tutti i casi i presidi sono stati costretti a ricorrere alla Dad (didattica a distanza), dopo che i sindaci dei comuni interessati hanno chiuso gli istituti scolastici.

Niente lezioni in presenza a Petralia Soprana e Roccamena in provincia di Palermo, dove i contagi sono fuori controllo, ma accertati focolai anche nella stessa città di Palermo, ad Agrigento al Villaggio Mosè, e a San Giovanni Gemini.

A Petralia Soprana il sindaco ha firmato l’ordinanza con cui ha sospeso fino a data da destinarsi le lezioni negli istituti di ogni ordine e grado, le attività di catechesi e dell’oratorio.

“Una casa museo finalmente all’altezza di visitatori giovani ed esigenti”. Sono le parole dell’amministratore del Distretto Turistico Valle dei Templi, Fabrizio La Gaipa, che oggi, al termine della cerimonia inaugurale di riapertura della Casa Natale di Luigi Pirandello, ad Agrigento, ha espresso grande soddisfazione per il nuovo allestimento: un percorso immersivo e multimediale all’avanguardia che spazia tra storia, letteratura, teatro e innovazione.

 “Ho rivolto parole di gratitudine al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e all’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Alberto Samonà, per la grande intuizione nel voler restituire il giusto valore ai luoghi del Caos e nel rendere omaggio al grande drammaturgo. L’impegno profuso nell’allestimento con soluzioni digitali e contenuti di approfondimento, quali il virtual tour, rappresenta un investimento mirato e adeguato allo sviluppo del turismo culturale”.

“Anche ad Agrigento chiedere l’accertamento per le invalidità civili diventa un diritto esigibile in tempi ragionevoli come previsto dalla legge”.

Ad intervenire è la CGIL di Agrigento che con il suo segretario generale Alfonso Buscemi dichiara: “La vicenda della soluzione dei gravi ritardi per essere chiamati a visita dalle commissioni per l’accertamento delle invalidità civili, che all’inizio dell’anno registrava un penoso e grave ritardo di circa 18 mesi, dimostra che anche in sanità si può trovare la soluzione ai ritardi e alle disfunzioni”.

Il Commissario Zappia, infatti, informato di cosa succedeva ai tanti malati, molti dei quali in maniera grave e quindi costretti ad anticipare ingenti risorse per avere quanto previsto dalla legge ha, come richiesto dal Sindacato, insediato una commissione permanente che visita tutti i giorni e molto spesso per l’intera giornata. Ha, altresì, autorizzato il personale amministrativo a restare in ufficio a sostegno delle commissioni per il raggiungimento dell’obiettivo dato e questo ha portato già da tempo ad azzerare l’attesa per i ciechi e per i malati oncologici, che vengono chiamati ormai da diversi mesi in tempi reali; adesso anche tutti gli altri malati che ne fanno richiesta sono chiamati in tempi ragionevoli e comunque nel rispetto della normativa attuale.

“Bene – conclude il rappresentante sindacale – nel fare un plauso al Commissario Zappia ed al Direttore del Distretto Dottor Marchica, adesso ci piacerebbe poter scrivere che anche al pronto soccorso ci siano tempi di attesa ragionevoli per un triage, che non ci siano corridoi invasi da barelle e lettini con i malati parcheggiati in attesa di risposte per ore e ore. Ci piacerebbe poter scrivere che il personale non sia continuamente sotto pressione per la cronica mancanza di personale e poi vedere i cittadini a loro volta disperati per le lunghe attese, con l’inevitabile rissa”.