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L’avvocato favarese Gaetano Airò aderisce a Fratelli d’Italia.

Ad ufficializzarne l’ingresso nel partito di Giorgia Meloni, con una nota congiunta, lo stesso Gaetano Airò ed il commissario provinciale, Calogero Pisano.

Molto conosciuto in città, l’avvocato Airò nel 2011 è stato eletto consigliere comunale e nel 2016 è stato candidato a Sindaco della città di Favara. Il neo entrato ha dichiarato: “Con tanto entusiasmo faccio il mio ingresso nella grande famiglia di Fratelli d’Italia – afferma Gaetano Airò – aderendo ad una proposta politica da sempre improntata alla massima trasparenza e coerenza e che mette gli interessi degli italiani prima di tutto, assolutamente convinto che sia quella giusta per il rilancio socio economico della città di Favara e di tutto nostro territorio. Ringrazio il commissario provinciale del partito, Calogero Pisano, per il caloroso benvenuto, sono certo che con lui, e tutta la classe dirigente di Fratelli d’Italia, otterremo grandi traguardi”.

Soddisfatto della nuova adesione il commissario provinciale Calogero Pisano che commenta: “Saluto l’ingresso di Gaetano Airò in Fratelli d’Italia e gli faccio, a nome mio e di tutto il gruppo dirigente favarese e provinciale, gli auguri di un proficuo lavoro.

L’adesione dell’avvocato Airò rappresenta un valore aggiunto che rafforza il nostro partito non soltanto a Favara, ma in tutto il territorio agrigentino, nell’ottica di un radicamento territoriale basato sulla qualità e competenza delle persone”

 

Non hanno portato via nulla ed è forse per questo che i malviventi hanno deciso di lasciare lo stesso “un segnale” danneggiando alcune aule e la sala lettura.

Tutto questo nel corso di un vero e proprio raid messo in atto da alcuni vandali i quali sono entrati all’interno della scuola “Esseneto”, nei pressi dello stadio Esseneto. Hanno forzato un infisso del piano terra ed una volta dentro si sono sbizzarriti a danneggiare ciò che si trovava dinnanzi ai loro occhi.

La Polizia, dopo la regolare denuncia, ha avviato le indagini.

 

Ad Augusta, in provincia di Siracusa, i Carabinieri hanno denunciato un uomo di 42 anni che, positivo al covid, è stato sorpreso in strada nella frazione marinara di Brucoli, con il rischio di contagiare altre persone. Lui è risultato positivo al tampone lo scorso 23 agosto, e l’Azienda sanitaria ne ha disposto l’isolamento. E’ stato un residente che, essendo a conoscenza della malattia dell’uomo, ha telefonato al numero unico delle emergenze, il 112, segnalando la presenza del 42enne in strada. Rischia l’arresto fino a 18 mesi ed un’ammenda fino a 5000 euro.

Ad Agrigento ignoti hanno danneggiato ingressi e finestre per tentare un furto all’interno della scuola dell’infanzia “Esseneto”. Dopo avere rovistato dappertutto nulla è stato rubato, probabilmente perché nulla si sarebbe rivelato utile ad essere rubato. Indagano i poliziotti della Squadra Volanti.

A Racalmuto ignoti sono entrati furtivamente all’interno dei locali del circolo di un’associazione sportiva e hanno rubato l’apparecchio cambia monete con dentro circa 3mila euro. Indagano i Carabinieri della locale stazione.

La Sicilia si conferma prima regione italiana per contagi. Oggi sono 1.155 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore nell’isola a fronte di 20.959 tamponi processati in Sicilia. L’incidenza sale al 5,3 ieri era al 5,1% . Gli attuali positivi sono 28.300 con un decremento di 143 casi. I guariti sono 1.271 mentre si registrano altre 27 vittime che portano il totale dei decessi a 6.369. I decessi comunicati oggi sono: 6 deceduti il 30 agosto, 5 il 29 agosto, 5 il 28 agosto e 3 il 27 agosto. Sul fronte ospedaliero sono adesso 950 i ricoverati, 9 in più rispetto al giorno precedente mentre in terapia intensiva sono 114, tre in meno rispetto a ieri. Sul fronte del contagio nelle singole province la situazione e’ la seguente: Palermo 206, Catania 237, Messina 253, Siracusa 140, Ragusa 5, Trapani 153, Caltanissetta 55, Agrigento 52, Enna 54.

Duro sfogo di una Agrigentina, R.A., che in una missiva, del 31/08/2021,  indirizzata al Vicepresidente del Codacons, Giuseppe Di Rosa, si è lamentata dei disservizi persistenti nel cimitero di Piano Gatta.
Ecco il  testo:
“Gentile sig. Giuseppe mi chiamo R. A. mi rivolgo a Lei per uno sfogo. Sabato sono stata al cimitero Piano gatta a fare visita ai miei cari portando loro dei fiori. Giunta sul luogo e dopo aver sistemato i fiori nei vasi vado nella fontana vicina per prendere l’acqua ma il rubinetto era asciutto una signora mi comunicava che mi dovevo recare all’ingresso se volevo dell’acqua tenga presente che era molto distante ma con fatica sotto il sole cocente sono tornata indietro a prendere l’acqua. Mi sono lamentata con l’unica persona che in quel momento era in ufficio e tutta risposta mi ha detto che in tutto il cimitero non c’era acqua e nemmeno luce e che mi dovevo rivolgere al nostro Sindaco. Io ho mandato un messaggio ma non ho ricevuto risposta. Pensavo che con questo nuovo Sindaco le cose sarebbero cambiate ma come dice un detto siamo passati dalla padella alla brace”.

Con una nota indirizzata al Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e per conoscenza al Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, il presidente di Confesercenti Sicilia si interroga sul futuro delle Camere di commercio dell’Isola alla luce dell’articolo 54 ter della legge 106/2021 che obbliga la Regione a ridisegnare il sistema camerale dell’Isola, anche in considerazione della mancata impugnativa della norma.

“Norma -. sottolinea Vittorio Messina – che discende da un vero e proprio blitz attraverso l’approvazione di un emendamento fortemente voluto da alcuni portatori di meri interessi di campanile lasciato passare da un parlamento distratto e da una politica forse inconsapevole delle ricadute nei confronti di Enti già messi a dura prova dalla riforma voluta dal Governo Renzi e dalle peculiarità che caratterizzano la vita delle Camere di commercio dell’Isola rispetto al resto del Paese”.

“Una norma – aggiunge il presidente di Confesercenti Sicilia – fortemente criticata da gran parte del mondo associativo e dai vertici delle stesse Camere di commercio siciliane”.

“La prontezza con cui la Regione ha deciso di non impugnare la norma in questione – aggiunge Messina – sottintende, forse, una precisa strategia da parte del Suo governo, ma di tale strategia non si ha notizia tantomeno alcuna anticipazione dalla quale si possa evincere come s’intende procedere. Sarebbe utile sapere in merito come si pensa di articolare il sistema camerale siciliano rispettando i paletti esistenti e quelli recuperati dall’articolo 54 ter della L. 106/2021”.

“In questo senso – conclude Vittorio Messina – bisognerà tenere conto del numero delle Camere che non può essere superiore a quattro, e bisognerà anche considerare la sostenibilità finanziaria dei nuovi accorpamenti e non solo.

Ma di tutto questo niente è dato a sapere alle associazioni e al mondo imprenditoriale dalle stesse rappresentato.

Riteniamo che questo silenzio imbarazzante rappresenta una grave mancanza verso quel mondo produttivo che nelle Camere di Commercio vede un supporto indispensabile per la crescita e lo sviluppo del territorio”.

Ad Agrigento è da oggi, mercoledì primo settembre, nuovamente transitabile la via San Vito, chiusa dallo scorso 9 giugno a seguito di cedimenti dal costone tufaceo sottostante il circolo Tennis. Un’impresa specializzata ha effettuato i rilievi di stabilità della parete, e sono stati eseguiti i lavori di recupero sicurezza al fine di consentire il passaggio, senza rischi, di mezzi e persone.

In mare, a circa tre miglia a sud di Porto Palo di Menfi, è stato rinvenuto un presunto ordigno bellico. Il comandante della Guardia costiera di Sciacca, Francesco Petrunelli, ha disposto l’obbligo per tutte le unità navali, compresi i pescherecci che pescano a strascico, di navigare ad una distanza non inferiore a 200 metri. E ciò per evitare danni, tutelare l’incolumità pubblica e privata, e l’inquinamento dell’ambiente in attesa dell’intervento di rimozione o distruzione. A rilevare la presenza dell’ordigno, e a fotografarlo, è stata la nave di ricerche scientifiche “Titan”.

A proposito di rifiuti e appalti, lo scontro con il gruppo Rti – capofila Iseda – c’è sempre stato.

Era il 30 maggio del 2014 ed il sindaco in carica era Marco Zambuto. Sulla gestione e soprattutto sull’affidamento dell’appalto i consiglieri comunali Alfonso Vassallo e Angelo Vaccarello avevano più di qualcosa da ridire. Pubblichiamo di seguito l’articolo contenente la loro nota stampa e vedrete che da allora è cambiato poco o nulla.

Ecco il comunicato:

“O siamo di fronte ad una clamorosa e manifesta incapacità politico-amministrativa dei vertici di Palazzo dei Giganti o dietro c’è una precisa, puntuale e diabolica strategia”. I consiglieri comunali Alfonso Vassallo e Angelo Vaccarello, nell’esultare per avere disinnescato la “bomba bis” sulla gestione dei rifiuti, criticano severamente quello che sembra essere diventato ormai uno stucchevole e disdicevole “giochetto”, al centro del quale ruota il bando milionario per  l’affidamento del servizio di raccolta per un periodo di 7 anni.

“Siamo ovviamente soddisfatti che il bando sia stato nuovamente revocato – affermano Vassallo e Vaccarello – anche se la decisione è arrivata in extremis, nonostante le nostre ripetute e costanti sollecitazioni alla luce delle criticità e delle incongruenze presenti nel capitolato che avrebbero determinato conseguenze assai pesanti e dannose. Tutte anomalie ed errori che puntualmente erano contenuti anche all’interno del primo bando pubblicato, poi anch’esso ritirato sempre dietro nostra opportuna opposizione. A questo punto le domande nascono spontanee: Perché si reiterano gli errori? Perché c’è questa inutile perdita di tempo? A chi giova?  A sentire il sindaco  lavassallo responsabilità sarebbe del dirigente del settore. Se così fosse, allora l’organo politico cosa ci sta a fare? Zambuto se non è  davvero in grado di indirizzare l’apparato burocratico non perda altro tempo e si dimetta, vada via. In caso contrario – evidenziano i due consiglieri – prenda i provvedimenti del caso nei confronti di chi disattende le sua volontà e quella della classe politica. Non vorremmo però che alla fine della fiera tutto si racchiudesse nel famigerato gioco delle tre carte, in cui il ruolo del compare risulta fondamentale. Anche nel caso del bando a farne le spese sarebbero purtroppo gli ignari avventori. I cittadini pagherebbero un tributo ancora più elevato e 32 operatori ecologici perderebbero il posto di lavoro. Sveliamo quindi le carte, mettiamole sul tavolo e affrontiamo la partita a viso aperto e nella  massima trasparenza. Noi continuiamo a ripetere che la formula migliore, per  garantire l’attuale livello occupazionale, per assicurare una città pulita e per alleggerire la pressione fiscale delle famiglie agrigentine, sarebbe quella della gestione in house del servizio” – concludono Vassallo e Vaccarello.