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Torna in possesso del proprio alloggio popolare, affidatole nel lontano 1994, ma lo trova completamente distrutto dopo aver subito ben due occupazioni abusive da altrettanti nuclei familiari.

E’ la storia di una signora agrigentina – V.M. – che solamente da pochi giorni ha potuto finalmente far ritorno nell’abitazione che l’istituto case popolare le aveva concesso quasi 25 anni addietro.

Aprendo, però, la porta dell’abitazione ha trovato tutto distrutto. Per questo motivo la donna si è affidata ad una avvocato, il legale Stefania Ferrante, che ha predisposto una corposa documentazione al fine di mettere in chiaro la triste vicenda. L’ente preposto – che ha sgomberato l’edificio soltanto lo scorso Dicembre – non avrebbe controllato la violazione con tanto di occupazione abusiva di ben due famiglie che, tra il 2015 ed il 2017, hanno di fatto abitato a casa della reale proprietaria.

Per di più la beffa. Quando la donna ha aperto casa non ha trovato più niente: dai servizi sanitari, agli infissi.

Un uomo e una donna – entrambi agrigentini e poco più che quarantenni – hanno dato vita ad un’accesa lite sembrerebbe per un banale motivo: quello di non aver rispettato la fila del pranzo alla Mensa della Solidarietà.

In pochi minuti, davanti ad oltre un centinaio di persone che solitamente si recano in via Gioeni per assicurarsi un pasto caldo, la situazione è degenerata e dagli insulti si è percepito che la situazione potesse aggravarsi.

E’ stato necessario l’intervento delle Volanti della Questura di Agrigento che, una volta sul posto, sono riusciti a riportare la calma senza complicazioni.

Il  sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino, annuncia con soddisfazione l’appalto dei lavori per la ristrutturazione dello stadio comunale “Totò Russo”. I lavori inizieranno in primavera e prevedono in primis la stesura di un manto erboso in sintetico di ultima generazione, il restyling della tribuna centrale e l’ammodernamento degli spogliatoi. L’impianto di gioco sarà adeguato a tutte le normative vigenti in materia di sicurezza. “Presto apriremo il cantiere di un’altra importante opera, che riteniamo fondamentale per la Città di Aragona” – dichiara il sindaco Pendolino che poi aggiunge: “Avere uno Stadio importante significa mettere in condizioni le società calcistiche cittadine di svolgere un ottimo lavoro, fornendo un servizio adeguato alla Città, nonché ai tifosi e calciatori stessi, che avranno modo di seguire i propri beniamini in una struttura confortevole; mentre gli atleti potranno esprimere le proprie qualità su un nuovo terreno in sintetico. I lavori prevedono anche lo spostamento della caldaia che, essendo a ridosso del campo di calcio, ha creato in passato non pochi problemi durante lo svolgimento delle gare. Poi sarà tolto tutto l’amianto della tribuna coperta e la stessa sarà ristrutturata e resa nuovamente idonea ad ospitare gli spettatori. Anche gli spogliatoi saranno ristrutturati. In estrema sintesi, il campo sportivo comunale “Totò Russo” avrà un nuovo look. Stiamo continuando ad operare per il bene di Aragona, e il restyling dello stadio comunale è una delle ultime concrete dimostrazioni. E’ il primo di una lunga serie di finanziamenti che abbiamo ottenuto. Vi sono già i decreti per la ristrutturazione dell’Asilo Nido e del primo piano del Palazzo Principe”.  

Un grande piazzale sulla collina custodisce la Teca Falcone, ci troviamo alla Scuola di formazione e aggiornamento del personale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a Roma. L’ingresso è sbarrato, si entra con il pass e scortati da una pattuglia. Arrivati in cima, il clima si fa amichevole, c’è qualcuno che accoglie gli ospiti. In “Piazza d’Armi”, che sembra enorme, e forse lo è, è conservata l’auto del magistrato, rimasta coinvolta nell’attentato del 23 maggio 1992. La Fiat Croma bianca, di proprietà del Ministero della Giustizia, è stata acquisita dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che si è occupata del restauro conservativo.
A un passo dall’attentato, solo il vetro separa la storia attuale da un recente passato, poi una volta aperta la Teca, c’è l’auto del magistrato palermitano Giovanni Falcone. Autorizzazione dopo autorizzazione si iniziano a scattare le fotografie, mentre l’ingresso della struttura in vetro, ora diventato l’uscita, è piantonata da un agente. Fa caldo e quest’auto investita dai detriti, spinti dalla forza della detonazione, fa immaginare, seppur per un attimo, quel sabato di maggio a Capaci.

Il consigliere comunale Gerlando Gibilaro con una nota interviene sulle procedure di rilascio delle carte di identità. Ecco il testo del documento:

Signor sindaco, la “vergogna dei disservizi e disagi all’utenza” inerenti il rinnovo nonché il rilascio delle carte d’identità a seguito di un duro e costruttivo scontro in consiglio comunale tra lo scrivente e l’assessore Battaglia, lo ha indotto alla diffusione di una nota nella quale definisce “inconcepibili le lungaggini per il rilascio della carta d’identità elettronica. Il carattere innovativo di questo nuovo sistema non può essere vanificato per carenza di personale. È un paradosso inaccettabile. Si recuperi l’arretrato e si torni ai ritmi ordinari per dare immediato riscontro ai cittadini”.
Nel contempo prendo atto, altresì, della predisposizione di un atto di indirizzo “fresco” avente ad oggetto: “l’immediato potenziamento dell’ufficio” di cui esprimo apprezzamento. Ora, Le chiedo un ultimo sforzo.
La vicenda “vergogna carte d’identità” deve necessariamente terminare attraverso uno dei seguenti procedimenti amministrativi.
Scelga Lei:
a) encomio al dirigente e al titolare della posizione organizzativa;
b) rotazione del dirigente;
c) revoca del titolare della posizione organizzativa
“.

Gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento hanno sequestrato circa 1,8 kg di marijuana per uso terapeutico.

La sostanza è stata trovata nel cofano di una vettura fermata al Viale della Vittoria e alla cui guida vi era un trentenne agrigentino.

Sembra che gli agenti abbiano riscontrato alcune irregolarità circa la documentazione riguardante la marijuana e che abbiano inviato ai laboratori un campione della stessa per effettuare degli accertamenti.

La posizione del trentenne è ancora al vaglio della polizia.

 

Le Sezioni riunite della Corte dei Conti in speciale composizione, hanno reso pubbliche le motivazioni della sentenza d’appello con cui lo scorso 7 novembre 2018  hanno respinto il ricorso, promosso dal comune di Catania, avverso la deliberazione di dissesto economico finanziario, pronunciato in primo grado nell’adunanza del 4 maggio 2018 dai giudici contabili della sezione regionale di controllo della Sicilia.

I giudici di appello nel merito hanno attestato che “la situazione finanziaria del Comune non avrebbe consentito una diversa soluzione, poiché la stessa si è talmente aggravata da non rendere possibile il risanamento” stante che “gli esercizi successivi all’adozione del piano di riequilibrio sono stati caratterizzati da un peggioramento del disavanzo di amministrazione, documentato dai rendiconti approvati”.

Le sezioni unite della Corte dei Conti richiamano, confermandole, le ragioni economico-finanziarie del giudizio di primo grado: “La Sezione ha accertato un ulteriore disavanzo, non registrato nei documenti contabili determinato dall’assenza o sottostima, nell’ambito del risultato di amministrazione al 1° gennaio 2015, al 31/12/2015 e al 31/12/2016, di rilevanti fondi obbligatori per legge” ha altresì constatato “che negli esercizi 2015 e 2016 il Comune non ha previsto alcun fondo a copertura dei relativi rischi per il proprio bilancio. L’accantonamento pretermesso, stimato dalla Sezione per il 2015 in € 4.445.919, peggiora il disavanzo effettivo”.

I giudici contabili d’appello, inoltre, segnalano un ulteriore peggioramento della situazione finanziaria dell’Ente “determinata dai debiti fuori bilancio”. In disparte tutte le irregolarità riscontrate su quelli inseriti nel piano originario tra le quali il mancato finanziamento e la mancata produzione degli accordi definiti con i creditori in merito alla rateizzazione del pagamento, che pongono in dubbio l’effettiva sostenibilità dello stesso, la Sezione regionale di controllo ha accertato l’emersione di debiti fuori bilancio successivamente alla riformulazione del piano fatta ai sensi dell’art. 1, commi 714, 714 bis e 715 della legge n. 208/2015 (delibera consiglio comunale n. 40 del 29/09/2016). Debiti fuori bilancio ulteriori rispetto a quelli inseriti nel piano riformulato sono emersi nel 2016 e nel primo semestre 2017; inoltre, secondo quanto dichiarato dalla stessa Amministrazione (relazione del Ragioniere generale allegata al ricorso d’appello), da luglio a dicembre 2017 sono emersi ulteriori debiti fuori bilancio per circa 22 milioni di euro. In ordine a detti debiti l’Amministrazione, con la deliberazione n.27/2018, ha dichiarato che intende effettuare apposito accantonamento, nel rendiconto 2017; si tratta tuttavia di una mera manifestazione di intenti”.

Richiamate, tra le ragioni del dissesto, anche il continuo ricorso alle anticipazioni di cassa: “La Sezione Regionale ha al riguardo accertato il ricorso costante negli anni del Comune di Catania alle anticipazioni di tesoreria per importi considerevoli, con scoperto a fine esercizio per importi crescenti nell’ultimo periodo” e “hanno riguardato esercizi nei quali il Comune di
. Catania ha usufruito di ingenti anticipazioni ricevute dalla Cassa Depositi e dalla Regione. Allo stato degli atti, la cassa dell’Ente è in una situazione così deficitaria da non poter sostenere, oltre alle ordinarie esigenze di bilancio, l’onere della restituzione di tutte le anticipazioni ricevute e la provvista necessaria per provvedere al pagamento dei debiti fuori bilancio”.

Infine il dispositivo: “La Corte dei Conti a Sezioni riunite in speciale composizione rigetta il ricorso ed accerta il conseguente obbligo del comune di Catania a dichiarare il dissesto”

Gioacchino Nicastro,Sindaco di Casteltermini,risponde alla nota stampa con la quale i consiglieri 5 stelle con l’uscita scomposta e fuorviante, sul tema strade,vogliono attribuirgli  responsabilità; i simpatici nouvelle vague della politica 2.0 con i loro avatar e messinscena, ormai diventati una macchietta fanno finta di non vedere ciò che invece i cittadini hanno ben chiaro: la differenza tra la fiction e la realtà.

“Mi preme sottolineare che non sono aduso a fare polemiche con chicchessia ed ho un concetto dell’amministrare -e della politica- sempre aperto al dialogo, al confronto; anche perché non sono abituato a lavorare, ad agire e a prendere decisioni a comparto stagno o sulla base dell’emotività e/o degli umori del momento; al contrario, prima di prendere una decisione mi consiglio; inoltre propendo per la  mediazione e, soprattutto, voglio tenacemente portare il risultato migliore per i miei concittadini.

Questo è il mio dna professionale,culturale,umano prima che politico; perciò, sentirmi fare la ramanzina  da questa pseudo nuova opposizione che vive di improvvisazione e dei continui interventi post sui social media, francamente mi fa sorridere e di sicuro non legittima chi anche dall’opposizione potrebbe dare un impulso positivo per migliorare in meglio la condizione della nostra cittadina e del nostro territorio senza la necessità di issare slogan e messaggi distorti, politicamente melliflui e controproducenti. Se questo è il nuovo, ringrazio il buon Dio di essermi formato nel movimento giovanile della Democrazia Cristiana dove i valori, i personaggi e gli uomini avevano il senso dello Stato, delle Istituzioni e della democrazia vera; per qualcuno saranno cose vecchie ma chi li ha recepiti da adolescente li porta preziosamente con sé sempre in ogni istante della propria vita.

Sulla problematica delle strade, tengo a precisare ai 5 stelle che dal primo giugno – forse fanno fatica a comprenderlo- sono al Governo del Paese e guidano un importante dicastero quale, quello dell’infrastrutture con il Ministro Toninelli. Il sottoscritto già il 19 novembre, in Prefettura partecipò all’incontro con il predetto Ministro, al quale consegnò un dettagliatissimo dossier sulla situazione generale della viabilità comunale di pertinenza provinciale oltreché della problematica riguardante della ss.189 e dell’ormai eterno semaforo all’altezza del bivio di Milena.Tra l’altro, nel corso di quell’incontro,  era presente tutta la nuova politica pentastellata agrigentina: con 6 parlamentari nazionali e 2 regionali, oltre a consiglieri di opposizione. Pertanto, dovrebbero essere loro in primis  a tirare le orecchie al Ministro, il quale aveva promesso – ma come si può vedere invano- soluzioni, commissariamenti, affidamento immediato all’Anas delle strade provinciali: una annunciata vera e propria rivoluzione copernicana; quella che loro amano chiamare:  buona politica, snella, veloce, efficiente e celere.

Ebbene, finora nulla di tutto ciò;  al contrario: un silenzio assordante, mentre tutta la pletora dei grillini provinciali continuano a declamare, nei social,  successi; ma  nella vita reale: nulla di nulla.

Tengo a rammentare che già in occasione dell’alluvione del 2 novembre, che ridusse Passo-Fonduto ad un pantano, sono intervenuto in prima persona, prima degli altri Organi competenti della viabilità, per tutelare i miei concittadini .

Di ciò, a differenza di altri,  non ho dato pubblicità, ritenendo normale il mio tempestivo intervento in un momento di emergenza;

 perché il mio motto è agire e non fare proclami, annunci o altro e la dice lunga tra chi ha a cuore la collettività e chi,  non avendo mai fatto nulla di concreto per i cittadini, pensa solo a speculare, a trastullarsi con i social e a sparare a zero.

Anche più di recente, il 21 gennaio u.s. la s.p. 21 di Passo Fonduto, rimasta per ore intransitabile a causa dei detriti di fango,  nessuno può ignorare che  mi sono prodigato immediatamente con il Comando Carabinieri di Casteltermini, la Protezione Civile regionale,  provinciale e comunale, supportato dal responsabile dell’ufficio tecnico comunale, sollecitando prima, e collaborando poi, con il Consorzio Provinciale, presidiando personalmente le operazioni, per ripristinare la viabilità

Mi domando:  fin quando pensano i cinquestelle di adescare la gente con la loro sistematica disinformazione ?.

La politica e il governo di una comunità, specie in condizioni di estrema difficoltà finanziaria come quella che connota Casteltermini, sono cosa ben diversa dalla spregiudicata speculazione politica e dalla  pura demagogia.

Prima o dopo se ne renderanno conto  e ne faranno le spese.

Più che abbaiare alla luna che inevitabilmente conduce ad un vicolo cieco, dovrebbero  concepire diversamente l’azione politica.

Se credono, si diano una mossa e si confrontino, costruttivamente, con l’Amministrazione attiva se è vero, come dicono, di mirare al benessere della nostra collettività.”