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Cittadini e Amministrazione comunale sul piede di guerra contro Poste Italiane a causa della mancata consegna della corrispondenza. Un disservizio che è ormai divenuto cronico ad Aragona dove da settimane, in modo sistematico, si registrano ritardi nella consegna di bollette, lettere e corrispondenza varia, soprattutto nelle contrade. C’e’ chi non riceve posta da un paio di mesi e ha subito il taglio di luce e telefono per morosità. Il malumore degli abitanti, intanto, cresce e per dire basta a tutto ciò, il Sindaco Giuseppe Pendolino lancia un appello alle Poste Italiane affinché si intervenga per mettere fine ad un disservizio che continua ad arrecare danni ai cittadini aragonesi: “La Poste Italiane, senza avvisare l’amministrazione comunale, ha improvvisamente interrotto il servizio di consegna della corrispondenza nelle contrade a causa della mancata denominazione della via e dell’assenza del numero civico. Centinaia di famiglie vivono in queste borgate da decenni ed hanno sempre ricevuto la posta. Adesso, invece, c’è chi non riceve più le bollette e la corrispondenza varia. Una situazione non più sostenibile. Lunedì prossimo interpellerò Poste Italiane per capire quali sono i reali motivi del disservizio e risolverlo al più presto. Dobbiamo mettere la parola fine a questo caos”.

La sig.ra C.M. Di 53 titolare dell’omonima ditta individuale con sede in Favara , esercente l’attivita’ di estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti aveva chiesto alla Prefettura di Agrigento l’iscrizione nell’elenco di fornitori di beni e prestatori di servizi (cd. White List) nel 2016; non avendo ricevuto alcun riscontro nel 2017 reiterava l’ Istanza e nel mese di dicembre del 2017 riceveva una nota di carattere interlocutorio. Pertanto la signora proponeva un ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, per la declaratoria di illegittimita’ del silenzio serbato dalla Prefettura sull’istanza presentata;  Il TAR accoglieva il ricorso ordinando alla Prefettura di provvedere sull’istanza e condannando l’amministrazione al pagamento delle spese giudiziiali. A questo punto la Prefettura rispondeva, negando l’iscrizione alla white list, ed emettendo un’informativa interdittiva basata su alcuni presupposti: la richiedente è figlia di C.C., pregiudicato per associazione mafiosa, sorella di C.G. Sottoposto ad una condanna di primo grado per associazione mafiosa e coniugata con S.S. Cui era stata irrogata una condanna in primo grado per associazione mafiosa. La signora C. M ha allora proposto un nuovo ricorso davanti al TAR Sicilia, sempre con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, contro la Prefettura di Agrigento per l’annullamento, previa sospensione, dell’informativa interdittiva. In particolare gli avvocati Rubino e Marino hanno censurato il provvedimento impugnato sotto il profilo dell’eccesso di Potere per difetto d’istruttoria e carenza di motivazione, giacché il padre della ricorrente era deceduto nel 2015, il fratello della ricorrente era stato assolto in secondo grado con sentenza della Corte d’Appello di Palermo dall’accusa di associazione mafiosa ed infine il marito della ricorrente non risulta più convivente con la stessa essendo intervenuta una separazione legale tra i coniugi risalente al 2008. Si è costituita in giudizio la Prefettura di Agrigento, con il patrocinio dellAvvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare avanzata dai difensori. Il TAR Sicilia, Palermo, sezione prima, ritenendo fondare le censure formulate dagli avvocati Rubino e Marino, ha accolto la richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati; pertanto, alla luce dell’ordinanza cautelare emessa dal TAR, nessun ostacolo si frappone all’iscrizione della ditta favarese nella white list.

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, che, come tutti i sindaci della provincia agrigentina è componente dell’Ati, l’Assemblea territoriale idrica, ha scritto una lettera alla presidente dell’Ati, la sindaca di Sciacca, Francesca Valenti, invitandola ad adottare le iniziative necessarie e urgenti affinchè non siano sottratti ad Agrigento i fondi per la ricostruzione della rete idrica. Firetto spiega: “Bisogna rimodulare lo stralcio del progetto da trasmettere all’assessorato regionale ai Servizi primaria affinchè sia emesso il decreto di finanziamento. E poi l’Ati deve assumere il ruolo di soggetto attuatore inserendo nel proprio piano finanziario circa 6 milioni di euro. Infatti, il progetto ammonta complessivamente a circa 31 milioni di euro, di cui 25 milioni sono fondi europei, e gli altri 6 milioni li avrebbe dovuti anticipare il gestore Girgenti Acque, recuperandoli poi nelle tariffe. Adesso pero la risoluzione del contratto con Girgenti Acque, e il caso “interdittiva antimafia”, impediscono ciò. Ecco perché l’Ati deve assurgere a soggetto attuatore, investendo i 6 milioni di euro mancanti all’appello, altrimenti si rischia di perdere anche i 25 milioni di euro di fondi europei”.

Lo scorso 12 luglio 2018 il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha condannato ad 1 anno di reclusione ciascuno il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Agrigento, Giuseppe Principato, 62 anni, ed il funzionario, Gaspare Triassi, 53 anni, responsabile del servizio strade comunali, imputati di omicidio colposo a seguito della mancata riparazione, o di un’adeguata segnalazione, di una profonda buca stradale in via Cavaleri Magazzeni, ad Agrigento, tra San Leone e Cannatello, che intorno alle ore 18 del 30 dicembre 2013 ha provocato un incidente stradale e la morte di Chiara La Mendola, 24 anni di età. Ebbene, adesso sono state depositate le motivazioni della sentenza di condanna. Il giudice Miceli, tra l’altro, scrive: “Al di là della fin troppo dichiarata mancanza di fondi, il Comune di Agrigento disponeva comunque di quelli necessari, oltre che del personale, della struttura e dei mezzi, per compiere quanto meno i piccoli lavori di manutenzione ordinaria, quali la copertura di una buca sull’asfalto o quanto meno anche solo, appunto, per segnalare l’insidia agli utenti della strada”.

La vicenda del rinvio dell’Assemblea dei Soci del Consorzio Universitario per la Provincia di Agrigento palesa in modo evidente come vi sia uno scontro di potere sulla pelle degli studenti, delle famiglie, dei Dipendenti del CUPA e del “diritto allo studio” di questa nostra terra.

Si gioca a fare i furbetti e le scelte fatte o che si vogliono fare contraddicono apertamente le cose che si sostengono pubblicamente.

A cosa intendiamo riferirirci?

A Noi non interessa e non è mai interessato il nome ed il cognome del Presidente o del Vice Presidente o del Presidente del Collegio dei revisori, abbiamo espresso, sempre in assoluta libertà, i nostri giudizi, a volte positivi e a volte meno, sui vari Amministratori.

Ovviamente altri hanno, legittimamente per carità, altri interessi e questo va benissimo fino a quando non diventa un atteggiamento che blocca lo sviluppo del CUPA.

Per Noi è chiaro ed evidente che se, in ossequio alle nuove impostazioni sulla “governance” se alla Regione (Lagalla) spetta il Presidente ed al Territorio (Firetto) spetta il Vice Presidente all’altro Socio del territorio (la Camera di Commercio) spetta il Capo dei revisori. Ed è chiaro che se c’è qualcuno che vuole fare il furbo le sedute slittano!

Così come non ci è possibile silenziare la nostra indignazione quando vediamo (art. 6 delle proposte di modifica dello Statuto) che al Comune di Agrigento viene concesso esattamente quello che, con veemenza, abbiamo impedito al Libero Consorzio, ovvero quello di “barattare” la propria quota con gli immobili di cui  la ex Provincia rivendicava la proprietà.

Noi comprendiamo le difficoltà del bilancio comunale, ma delle spese di funzionamento del CUPA chi se ne fa carico se ognuno o fugge o tende a ridurre la propria quota???

Altra questione sono i tempi. A Noi serve un Presidente eletto con le modifiche necessarie allo Statuto che entro il 31.1.2019 firmi col Rettore l’Offerta Formativa per l’anno accademico 2019/2020.

 Il 22 non si continui questo giochetto e si elegga il Presidente!

Possibile che solo a Noi interessi che non si perda un altro anno?

Ognuno si assuma le proprie responsabilità!

Sabato 26 Gennaio, ad Agrigento, a partire dalle ore 17.00, presso Porta di Ponte, avrà luogo il presidio ” Mai più fascismi, mai più razzismi, restiamo umani.”

Il presidio antifascista e antirazzista e’ promosso da un cartello di sigle : ANPI, ARCI, LEGAMBIENTE, LIBERA, CGIL, CISL , UIL, CARITAS DIOCESANA MONDO ALTRO AGRIGENTO, LEGACOOP SICILIA OCCIDENTALE,LAICI COMBONIANI, CENTRO CULTURALE PIER PAOLO PASOLINI, ISTITUTO CALOGERO MARRONE, UNIONE DEGLI STUDENTI,ASSOCIAZIONE ONLUS DINO  VARISANO.

Nel corso del presidio vi saranno interventi musicali e culturali.

” Siamo convinti “, hanno dichiarato gli organizzatori ,” che nel nostro Paese si stia diffondendo ad arte un clima di paura teso a fomentare intolleranza, clima che mal si concilia con la storia democratica dell’ Italia del dopoguerra. ”

” Questo clima viene per lo più alimentato da diverse organizzazioni di matrice neo fascista che , a vario titolo, stanno contribuendo a disseminare, in Italia ed in Europa, il virus dell’odio , della violenza verbale e non poche volte fisica, della discriminazione, del razzismo e del rifiuto nei confronti di chi è considerato diverso.”

” A settantuno anni di distanza dalla promulgazione delle leggi razziali vogliamo affermare con convinzione che esiste una sola razza , la razza umana, e vogliamo farlo ribadendo i valori inclusivi, solidali  ed  universali contenuti nella nostra  Carta Costituzionale  che custodisce l’eredità morale della Resistenza al nazi-fascismo.”

” Siamo convinti che il germe del neofascismo che si presenta con atteggiamenti razzisti ed intolleranti vada combattuto costruendo una grande rete in grado di mettere insieme le migliori energie del mondo della società civile e degli attori sociali, da qui e’ nata l’idea di organizzare questo momento di condivisione per far sì che anche da Agrigento parta un messaggio di umanità  e di rifiuto della violenza e di ogni forma di fascismo.”

“Ieri mattina insieme all’Assessore regionale alle infrastrutture Marco Falcone abbiamo discusso con i rappresentanti di Confartigianato Imprese delle province di Siracusa e Ragusa, il Presidente ed il Segretario Regionale, sullo stato di prosecuzione dei lavori da parte di Cosedil, subentrata integralmente a Condotte nell’appalto per la costruzione dei lotti 6,7,8, nel cantiere della Siracusa-Gela”. Così, in una nota, la deputata all’Ars, on. Rossana Cannata, del Gruppo Parlamentare di Forza Italia. 

“La buona notizia – continua la componente della Commissione Attività produttive – è che ieri è stata definita la transazione, per un importo finale di 18.900.000 euro, tra il Cas e Cosedil, a fronte di un contenzioso pendente per circa 200 milioni di euro tra stazione appaltante e consortile”.

“Una operazione importante per garantire quanto più possibile i vari creditori locali – conclude la Vicepresidente dell’Antimafia e Anticorruzione – e poter così riaprire a pieno regime i cantieri, come ha sottolineato l’assessore regionale Falcone, entro metà febbraio”.

La Confederazione Generale Italiana delle Imprese, delle Attività Professionali e del Lavoro Autonomo di Agrigento si schiera in prima linea nella lotta contro l’abusivismo commerciale.

Per abusivismo commerciale si intende l’esercizio del commercio senza le necessarie autorizzazioni e relative iscrizioni di legge quali CCIAA e INPS, sia in sede fissa che ambulante. L’abusivo arreca un danno allo Stato e agli altri venditori corretti, da un lato perché non paga le imposte e non rispetta i controlli previsti per legge, dall’altro perché può permettersi di vendere la merce ad un prezzo molto più basso generando la cosiddetta “Concorrenza Sleale”.

Già qualche mese fa diverse autorità locali (Prefetto, Comune di Agrigento, Forze dell’ordine ecc.) erano state impegnate al fine di contrastare l’abusivismo nella zona di San Leone. Ma una sola operazione di controllo non basta, vista la diffusione del fenomeno in tutta Agrigento e provincia. Bisogna dire che i venditori abusivi fanno parte (purtroppo) del nostro folklore e della nostra tradizione.

È sufficiente recarsi al tradizionale mercato del venerdì in Piazza Ugo la Malfa per essere testimoni di continui fenomeni di abusivismo. Molti venditori, in barba alle numerose norme di settore, vendono liberamente merce contraffatta e generi alimentari generando un grave danno economico al commerciante onesto. Il breve video in basso è già di per sé molto esaustivo.

Confcommercio chiede un incontro con il Prefetto, il Sindaco di Agrigento, con l’Assessore delle Attività produttive e con le Forze dell’ordine interessate per trovare tutti insieme una soluzione definitiva a questo annoso problema.

L’Adoc-Uil, l’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori, rinnova i propri vertici dopo qualche mese di vacatio attraverso la nomina del nuovo Presidente Salvo Cottone.

Lo stesso è funzionario regionale direttivo presso l’Aziende Foreste di Agrigento; le sue prime parole di ringraziamento vanno all’Adoc per l’importante funzione e carica che gli è stata affidata:

“C’è tanto lavoro da espletare sui servizi essenziali, in primis acqua e rifiuti e le tutele indispensabili per i consumatori e sugli eventuali abusi che vanno sminati a monte. Con l’aiuto di tutti garantiremo servizi agli associati e a tutti coloro si approcceranno con la nostra Associazione a tutela dei Consumatori.”

Il Segretario Generale della Uil Gero Acquisto e tutti i dirigenti della camera sindacale provinciale esprimono soddisfazione e danno il benvenuto a Cottone, per continuare quel connubio positivo che si è sempre instaurato tra Uil e Adoc, nell’interesse dei consumatori e dei loro diritti.

L’Adoc Uil opera e ha la sede provinciale in via Piersanti Mattarella n.115 ad Agrigento.  

 

Il Dr. Giuseppe Modica De Mohac,di 63 anni, di Palermo, già Direttore Amministrativo dell’Azienda Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, era stato escluso dall’elenco dei soggetti idonei alla nomina a direttore amministrativo delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale perchè ritenuto carente dei requisiti di ammissione; segnatamente non era stata considerata utile l’attività di componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Giglio di Cefalù in assenza di specifica delega. Il Dr. Giuseppe Modica De Mohac ha allora proposto un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, contro l’Assessorato regionale della Salute, per l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento di esclusione dall’elenco dei soggetti idonei alla nomina a direttore amministrativo delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale. Segnatamente gli Avvocati Rubino e Impiduglia hanno censurato il provvedimento impugnato sia  sotto il profilo della violazione  del principio del “favor partecipationis”, che impone di privilegiare l’opzione che consente il maggiore accesso alle procedure concorsuali da parte dei candidati, al fine di garantire la selezione dei più mertitevoli ai posti pubblici, sia sotto il profilo dell’equipollenza tra l’attività amministrativa e di gestione svolta dal consigliere d’amministrazione della Fondazione Giglio e l’attività svolta dal personale amministrativo dirigente nelle altre strutture sanitarie. Si è costituito in giudizio l’Assessorato Regionale della Salute, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare avanzata dal ricorrente. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, condividendo la censura formulata dagli Avvocati Rubino e Impiduglia secondo cui il mandato triennale di componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione sanitaria “Giglio” di Cefalù sia valutabile al fine di realizzare il prescritto quinquennio di “qualificata attività di direzione” necessario ai  fini dell’ammissione, ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato; pertanto, per effetto del provvedimento cautelare reso dal CGA, il dr. Giuseppe Modica De Mohac potrà essere nominato Direttore Amministrativo nelle Aziende del Servizio Sanitario Regionale.