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A Palermo sono stati apposti i sigilli a uno dei più noti teatri palermitani, gestito dalla famiglia Zappalà, rinomato da tempo per la rappresentazione in scena di commedie dialettali. La Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Palermo su richiesta della Procura, a carico degli amministratori di una cooperativa di Palermo. Sono indagati di avere sottratto al patrimonio della società in fallimento le strutture del “Gran Teatro Tenda” di via Autonomia Siciliana, per un valore quantificato in 760 mila euro. Le indagini sono state avviate a seguito della dichiarazione di fallimento della cooperativa, nel luglio del 2017.

Operazione di repressione dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Nelle ultime ore con l’ausilio della Speciale Squadra di Tutela Ambientale della Polizia Municipale, alla presenza dei funzionari comunali e dell’assessore all’Ecologia Nello Hamel è stata effettuata un’operazione di verifica su una grossa mole di rifiuti abbandonati in pieno centro, all’inizio della via Pirandello. Nella ricognizione sono stati identificati circa otto esercizi commerciali dell’area circostante che saranno pesantemente sanzionati e per i quali sarà trasmessa la segnalazione all’autorità giudiziaria per inquinamento ambientale. Altre due persone saranno sanzionate con una multa di 600 euro ed addirittura si è proceduto alla identificazione e verbalizzazione di una persona che, nonostante la verifica in corso, ha depositato un sacchetto di rifiuti nella stessa discarica. Subito dopo l’ispezione, a cura della Sea l’area è stata totalmente ripulita e bonificata. Nei prossimi giorni la Squadra di Tutela ambientale effettuerà controlli diffusi sul territorio per individuare, anche tramite appostamenti, gli sversatori abusivi di rifiuti. Il sindaco Lillo Firetto e l’assessore all’Ecologia Nello Hamel invitano i cittadini ed i commercianti a rispettare le regole della raccolta differenziata e ribadiscono che il sistema dei controlli, ormai ampiamente perfezionato, sarà in grado di identificare gli incivili che con i loro gesti continuano a creare un danno all’immagine della città.

Una donna è stata aggredita, probabilmente a scopo di rapina, in pieno centro storico ad Agrigento e precisamente in via Boccerie.

Dopo una segnalazione i poliziotti della Squadra Volanti sono giunti sul luogo dell’aggressione e hanno soccorso la donna al San Giovanni di Dio che ha riportato vari traumi sparsi nel corpo.

Nello stesso tempo, grazie anche alle segnalazioni avute dalla malcapitata i poliziotti hanno immediatamente rintracciato gli aggressori. Si tratta di tre minorenni che sono stati denunciati alla Autorità Giudiziaria.

L’ampia offerta formativa del Consorzio universitario di Agrigento, si arricchisce di un ulteriore servizio per gli studenti della nostra provincia relativo ai “ percorsi per le competenze trasversali per l’orientamento”.

Per questo motivo, si è tenuto un incontro nella sede universitaria tra Il presidente del Consorzio Empedocle dott. Giovanni di Maida, la dott.ssa Enza Ierna , coordinatrice di tale attività per il Consorzio, i Dirigenti degli Istituti superiori di secondo grado della provincia di Agrigento, docenti, tutor e referenti scolastici, per discutere e mettere in atto i percorsi e le modalità che riguardano appunto l’alternanza scuola-lavoro.

Durante l’incontro i rappresentanti del Consorzio, quale soggetto ospitante, hanno illustrato le varie opportunità formative, in relazione ai Corsi Universitari presenti e dei tutor esterni disponibili, mantenendo la precisa volontà di agevolare al massimo gli studenti delle scuole coinvolte, nelle loro esigenze organizzative e logistiche e concordando il percorso formativo e di orientamento finalizzato alla scelta oculata della prosecuzione degli studi.

Tra i criteri di individuazione della scuole che parteciperanno a questo progetto, si è tenuto conto della loro dislocazione sul territorio, in modo da coprire una vasta area della nostra provincia e nello specifico, sono state stipulate convenzioni con Il Liceo Classico e  Musicale “Empedocle” di Agrigento,il Liceo Scientifico e Linguistico e Linguistico Leonardo di Agrigento, l’I:I:S:S: “E. Fermi” di Sciacca, L’I.I.S.S. “ F. Crispi” di Ribera, l’I.I.S.S. “ G. B. Odiena” di Palma di Montechiaro, l’I.I.S.S. “ Galileo Galilei” di Canicattiì e il Liceo “ Linaner” di Licata

A tutela dell’ambiente e contro i reati ambientali, proseguono nell’Agrigentino i controlli congiunti tra Polizia Ferroviaria, Arpa protezione ambiente e Provincia di Agrigento. Il personale operativo ha ispezionato e poi sequestrato un impianto di auto-demolizioni ad Agrigento. Sono state riscontrate diverse irregolarità, tra materiali ferrosi e pneumatici smaltiti non secondo norma, e olio esausto sversato nel terreno. L’area è stata resa a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Mobile hanno arrestato due immigrati dalla Tunisia di 20 anni allorchè hanno bloccato e minacciato un connazionale al piazzale Rosselli, e gli hanno rapinato circa 60 euro. Un altro tunisino di 30 anni è stato arrestato dai poliziotti della Volanti di Porto Empedocle perché rientrato illegalmente in Italia nonostante il provvedimento di respingimento.

Ad Agrigento i Carabinieri hanno elevato contravvenzioni a tre locali nel centro cittadino perché sorpresi a diffondere musica ad alto volume oltre l’orario consentito. I militari sono intervenuti durante la notte tra sabato e domenica, a seguito di alcune telefonate al 112 da parte di residenti infastiditi dal rumore della musica ben oltre l’orario autorizzato. Le tre sanzioni ammontano complessivamente a 6.200 euro.

Il magistrato di Sorveglianza di Agrigento, Walter Carlisi, ritenendo più marcata la pericolosità sociale di Antonio Massimino, 51 anni, inquisito e ristretto per associazione mafiosa, ha aggravato la misura preventiva della sorveglianza speciale. Il giudice ha motivato il provvedimento sulla base del ruolo di coordinamento dell’associazione mafiosa di Agrigento che Massimino avrebbe svolto durante il periodo in cui è stato sottoposto alla sorveglianza di pubblica sicurezza. Dunque, in sostituzione della libertà vigilata, a Massimino è stata imposta la misura di sicurezza della casa lavoro per due anni. Attualmente Antonio Massimino è detenuto in regime di 41 bis nel carcere di Sassari.

“La necessità di assicurare l’incolumità dei cittadini e di alcune strutture, unita agli errori delle scelte operate negli anni passati, con la messa a dimora di alcune specie vegetali poco idonee per alcune sistemazioni a verde, sta portando sempre più spesso al ricorso di soluzioni drastiche, come l’eliminazione di piante intere o la potatura con il sistema della capitozzatura. Per questo i professionisti devono fare la propria parte per portare all’estinzione di una pratica consentita ma nociva per lo sviluppo delle piante”.

A parlare è il presidente provinciale dell’Ordine dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali Maria Giovanna Mangione, che interviene nuovamente nel dibattito pubblico sul tema annoso delle operazioni di potatura.

“Siamo di fronte agli effetti di decenni di trascuratezza e di superficialità nella progettazione e cura del verde – continua – cosicché oggi stiamo pagando un caro prezzo e stiamo pregiudicando per sempre questo patrimonio verde, che viene via via eliminato o potato in modo estremo, per evitare possibili diffide da parte di privati cittadini perché, magari, la pianta è di difficile recupero per mere questioni di bilancio. Alla fine, il danno è per l’interesse collettivo – continua – perché i cittadini si vedranno privati proprio di quegli elementi, gli alberi, che tutto il pianeta ritiene oramai fondamentali per la crescita dell’umanità e per combattere il riscaldamento globale”.

La presidente Mangione, adesso, si riserva di adottare insieme al Consiglio tutte le necessarie iniziative che possano consentire di ripensare completamente alle modalità di progettazione e di gestione del verde pubblico, evitando tra l’altro, il ricorso a questa forma aggressiva di potatura da parte degli Enti pubblici. L’idea è quella di concordare anche con gli iscritti all’Ordine degli Agronomi e dei dottori Forestali che si occupino della consulenza del verde pubblico, modalità e protocolli di buone prassi.

“Gli agronomi hanno in questa vicenda un ruolo delicatissimo – conclude Mangione –. Per questo invito tutti i colleghi a non avallare il ricorso alla capitozzatura che, per quanto consentita dalle norme vigenti, in larga parte dei casi, è solo una via più comoda ed economicamente più sostenibile, per i Comuni, di gestire il patrimonio verde. Forse è anche arrivato il momento che lo Stato crei un fondo speciale, destinato ai municipi, per la gestione e pianificazione del verde pubblico. Senza interventi mirati rischiamo di fare tanta demagogia ma poca costruzione, e le future generazioni ce ne chiederanno conto”.