Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 301)

Il Libero Consorzio Comunale continua l’attività di collaborazione con il Tribunale di Agrigento per l’impiego, presso il Giardino Botanico, dei soggetti destinatari di condanna alla pena del lavoro di pubblica utilità. In tal senso il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Girolamo Alberto Di Pisa ha delegato il Dirigente Ignazio Gennaro del Settore Stampa Urp Cerimoniale Accoglienza e Giardino Botanico, a sottoscrivere un’apposita Convenzione con il Direttore Rosa Maria Miraglia dell’Ufficio di esecuzione penale esterna di Agrigento (UEPE) per lo svolgimento di attività di volontariato denominate “Messa alla prova” (MAP) da svolgersi presso il Giardino Botanico dell’Ente.

 La convenzione prevede l’utilizzo di soggetti da adibire a collaboratore tecnico/amministrativo – Manutentore impianti e servizi: idraulico, elettricista, falegname, fabbro, carpentiere –  operaio semplice – manutentore del verde. Inoltre potranno essere impegnati soggetti in attività ausiliarie connesse ai servizi di manutenzione.

 Si tratta di una consolidata cooperazione che è stata avviata nel dicembre 2007  quando fu stipulata una convenzione tra il Ministero della Giustizia, la ex Provincia Regionale di Agrigento e gli enti locali per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità da parte di condannati a pene detentive.

L’ambulatorio “Accessi vascolari” del presidio ospedaliero di Avola, le cui attività sono state avviate nel 2016 soltanto per pazienti ricoverati, ha esteso l’erogazione delle prestazioni anche ai pazienti esterni che potranno accedere con prenotazione telefonica e prescrizione medica.

L’ambulatorio, il cui referente è l’anestesista Carmelo Carasi coadiuvato dal chirurgo Carmelo Bramante e dall’infermiere specializzato picc implanter Daniele Calvo, si occupa della presa in carico del paziente che necessita il posizionamento a medio e lungo termine di un catetere vascolare per infusioni che richiedono un accesso venoso centrale o periferico.

Gli impianti, con guida ecografica, sono eseguiti da un team multidisciplinare di specialisti, anestesista, chirurgo, l’infermiere specializzato picc implanter e infermieri professionali, accomunati da una ampia e documentata esperienza nell’impianto, nella gestione e nel trattamento delle complicanze.

Tale attività ambulatoriale apre nuovi scenari e possibilità nei percorsi clinico-assistenziali sia per ricoverati che esterni, offrendo a tutti i pazienti che ne hanno necessità, specialmente quelli in condizioni patologiche gravi, un servizio qualificato con una loro totale presa in carico.

L’ambulatorio è dotato delle tecnologie più avanzate per la procedura d’impianto e il corretto posizionamento dei cateteri vascolari e si occupa oltre che dei servizi di impianto e gestione routinaria di cateteri venosi centrali anche della gestione delle complicanze, effettua consulenze specialistiche, si occupa della formazione del personale infermieristico e medico oltre che d’informazione e orientamento dei familiari per la gestione domiciliare dei cateteri.

Per le prenotazioni telefoniche l’ambulatorio è raggiungibile ai numeri 0931 582232 – 582355 – 582365.

 

 

La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha emesso altre sette misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Cupola 2.0”, che ruota intorno al presunto tentativo di ricostituire la Cupola di Cosa Nostra siciliana dopo la morte di Riina, e che ha già provocato 49 arresti lo scorso 4 dicembre. Tra gli arrestati oggi vi sono Leandro Greco, 29 anni, nipote di Michele Greco, il “Papa” di Cosa Nostra e storico capomafia di Ciaculli, e Calogero Lo Piccolo, figlio del boss ergastolano Salvatore Lo Piccolo. Entrambi avrebbero partecipato alle riunioni della ricostituita Commissione provinciale. Arrestato anche Giovanni Sirchia, presunto affiliato alla famiglia mafiosa di Passo di Rigano, e poi Giuseppe Serio, Erasmo Lo Bello, Pietro Lo Sicco e Carmelo Cacocciola, operanti nel territorio del mandamento mafioso di San Lorenzo.

A Canicattì, ci sarà tempo fino al 9 febbraio per ritirare il kit per la raccolta differenziata che partirà il prossimo mese di febbraio. Fino a quando non sarà terminata la distribuzione a tutte le utenze censite infatti, i titolari di utenze domestiche, potranno continuare a rivolgersi al personale specializzato dell’ufficio allestito all’interno del centro culturale “San Domenico” dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.30 e il sabato dalle 8.30 alle 14. Questa settimana, il calendario fissato per evitare lunghe code e tempi di attesa agli sportelli, prevede che gli utenti i cui cognomi iniziano con le lettere H, I, J, K ed L mentre le lettere M, N, O e P saranno servite da lunedì 28 a sabato 2 febbraio e le rimanenti lettere da  lunedì 4 a sabato 9 febbraio. Per il ritiro gratuito dei mastelli e di tutto il materiale informativo, sarà necessario avere con se la tessera sanitaria dell’intestatario della Tari anche in caso di delega.  Ai cittadini,  oltre ai mastelli, viene consegnato anche il materiale informativo predisposto dai Comuni di canicattì e Camastra e dalle imprese Sea, Iseda ed Ecoin che hanno in appalto, per 7 anni, il servizio. Intanto, i cittadini possono cominciare a prendere visione anche del calendario di conferimento per le utenze domestiche che prevede il lunedì, il mercoledì e il sabato l’organico, composto, fra l’altro, da scarti di cucina, avanti di cibo e frutta, fondi di caffè, cialde non plastificate, filtri da the, piccole potature di fiori. Il martedì e il venerdì saranno raccolti i mastelli gialli per plastica e metalli compreso l’alluminio mentre la carta e il cartone nel mastello blu, saranno raccolti il mercoledì. Per il vetro, nel mastello verde scuro, il giorno fissato è il sabato mentre per il secco residuo o indifferenziato, i cittadini potranno esporre il mastello grigio il giovedì. Discorso a parte per i pannolini per la cui raccolta sono stati fissati 4 giorni che sono il lunedì, il martedì il giovedì ed il venerdì. In questo specifico caso, si dovrà fare un’apposita richiesta al Comune o agli uffici dove si ritira il materiale per il porta a porta in modo da avere un preciso indirizzo e precise disposizioni per questo genere di rifiuto. A Camastra, altro comune del medesimo Aro, gestito dallo stesso raggruppamento di imprese, la distribuzione di tutto il materiale necessario per effettuare il porta a porta, continuerà fino a quando non saranno servite tutte le utenze domestiche. L’ufficio apposito, è stato allestito al Centro sociale di Corso Vittorio Veneto che rimarrà aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.30 ed il sabato dalle 8.30 alle 14. In questo caso, essendo la popolazione di Camastra inferiore per numero a quella di Canicattì, non è necessario attenersi a specifici turni. Sarà sufficiente recarsi al centro sociale negli orari fissati con la Tessera sanitaria dell’intestatario della Tari.

Al via il processo a carico di tre medici agrigentini – Marcella Indelicato, 49 anni, medico del Pronto soccorso, Antonio Granata,53 anni (già a processo per un altro caso),  primario nefrologo, e Pasquale Zicari, medico chirurgo – accusati di aver omesso una terapia idratante e di non aver predisposto una tac che avrebbe potuto evitare il decesso di Rosa Castiglione, agrigentina di 43 anni deceduta nel luglio 2013.

 Lo scorso ottobre il Gup del Tribunale di Agrigento Stefano Zammuto aveva rinviato a giudizio i tre medici. La vicenda nasce in seguito ad un esposto dei familiari della vittima.

I tre medici sono difesi dagli avvocati Giuseppe Scozzari, Giusy Katiuscia Amato e Ignazio Valenza. La famiglia della vittima è rappresentata dall’avvocato Salvatore Virgone. Si torna in aula il 7 marzo davanti al giudice Veneziano.

Favara, omicidio Chiapparo: difesa si affida a parere medico legale
 
Erano tutti i presenti in aula i presunti responsabili del pestaggio mortale di Bernardo Chiapparo, favarese di 68 anni deceduto il 10 febbraio 2017 in seguito ad una emorragia cerebrale dovuta ad un pugno sferratogli con conseguente caduta per terra.
 
Si tratta dei favaresi Antonino Pirrera, Michele Sorce, Giovanni Ruggeri e Carmelo Pullara: sono accusati di aver cagionato la morte del compaesano Bernardo Chiapparo in seguito ad una vera e propria spedizione punitiva. Chiapparo sarebbe stato colpito al volto con un pugno e, cadendo al suolo, avrebbe riportato una emorragia cerebrale che ne ha provocato la morte 9 giorni dopo il ricovero.
 
La difesa punta sulle controdeduzioni del medico legale. La prossima udienza è stata fissata per il primo di aprile quando dovrebbe tenersi l’arringa del pm, l’8 aprile, invece, la requisitoria delle difese che hanno chiesto, già da tempo, il rito abbreviato.

L’imprenditore Antonello Montante, ex presidente di Confindustria Sicilia,è stato trasferito al carcere di Agrigento di contrada Petrusa.

 

La struttura agrigentina sarebbe più attrezzata alle sue condizioni di salute.

La decisione non viene però condivisa da uno dei suoi due legali, l’avvocato Giuseppe Panepinto: “Il carcere Petrusa non presenta una condizione migliorativa rispetto a quella di Caltanissetta”, ha detto.

Intanto il Gup del Tribunale nisseno, davanti al quale si celebra il processo con il rito abbreviato, ha disposto che vengano accertate le condizioni di salute di Montante attraverso una perizia collegiale. Montante venne sottoposto agli arresti domiciliari lo scorso 14 maggio con l’accusa di aver creato un sistema per carpire informazioni giudiziarie riservate.

Dopo appena dieci giorni fu rinchiuso al “Malaspina” di Caltanissetta per aver tentato di inquinare le prove.

Un giovane di Ribera, di 27 anni, è stato arrestato dai poliziotti della Stazione di Calamonaci dopo che lo stesso è stato fermato ad un posto di blocco.

 I Militari hanno eseguito un provvedimento del Tribunale di Sciacca che lo aveva condannato a 6 mesi di reclusione e, dunque, lo hanno tradotto nella carcere circondariale della cittadina termale

Il giovane, disoccupato, deve scontare la pena inflitta per resistenza a pubblico ufficiale.

Venerdì 25 gennaio 2019 alle ore 18e15, Il circolo culturale Empedocleo di Agrigento e il Pirandello stable festival presentano il quarto appuntamento della stagione teatrale 2018-2019 di Teatro da camera, che ha suscitato coinvolgimento e grande entusiasmo emotivo in un pubblico sempre numeroso,colto e coinvolto: appassionato di questa particolare forma di teatro, che affida la propria dimensione a parole e suggestioni più che ad apparati scenici impegnativi e prorompenti di colori.

“UNA POESIA PI TIA” è il titolo del prossimo spettacolo. Un’azione scenica proposta dall’ attore MARIO SORBELLO di TeatriCatania,che ne cura pure la regia.

Mario Sorbello ha riscosso un calorosissimo successo con il “Non si sa come” di Luigi Pirandello l’estate scorsa in occasione della XVIII edizione del festival pirandelliano,realizzato nella corte dell’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Alfredo Prado.

“UNA POESIA PI TIA”: si tratta di un’azione scenica sul mondo poetico di Ignazio Buttitta,il più grande cantore lirico di Sicilia.

Partecipa la brava e intensa Natalia Carofratello che propone le appassionanti e struggenti canzoni di Rosa Balistreri,la quale costituì un forte sodalizio con il grande poeta di Bagheria.

La direzione artistica è di Giuseppe Adamo, presidente del Circolo Empedocleo, e di Mario Gaziano presidente del Pirandello stable festival, presente su area nazionale e internazionale (Malta,Stoccolma,Oslo,Varsavia,Atene,Pechino).

L’ingresso è libero per i soci del Circolo e per tutti gli appassionati di Teatro da Camera.

Un appuntamento esclusivo da non perdere.

In una nota la Uil di Agrigento prende ancora una volta posizione sul dramma strade nella nostra provincia dopo l’ultima frana della Passo Fonduto a Casteltermini con l’isolamento della comunità locale.

Gero Acquisto, il segretario provinciale dell’organizzazione sindacale, non tergiversa e punta l’indice contro i ritardi e l’immobilismo viabilità che è purtroppo un fenomeno acclarato in questo territorio.

“A questo punto sul dramma strade, disservizi e pericoli ormai costanti ci chiediamo: qualcuno aspetta solo la triste cronaca di qualche morto?

Ci auguriamo vivamente di essere smentiti da chi ha competenza e dovere civile e istituzionale per intervenire, provare vergogna è una diminutio, dopo la frana sulla Passo-Fonduto c’è una comunità isolata, da Castelterminese  prima ma da agrigentino poi come fatto tantissime volte con la Uil non possiamo restare inermi e inerti con questo scempio, siamo cittadini italiani o dobbiamo essere espulsi da questa Repubblica ?

Ancora una volta sollecitiamo tutti: Governo nazionale, regionale, dipartimenti, Libero Consorzio ad intervenire, finora abbiamo troppe mega riunioni e scarsissimi risultati. Qui sono fuori uso la viabilità primaria, secondaria e i collegamenti essenziali da troppi anni. A parte i noti numeri, finanziamenti e fondi, alla fine  manca l’atto finale della chiusura di tutti i passaggi, le ruspe e i caterpillar in azione e ci riferiamo alle strade provinciali , per quelle statali non possiamo aspettare i tempi biblici della chiusura dei contenziosi e dei concordati, ci vuole una dead line e che i cantieri ripartano, chi controlla deve avere il potere di sostituire le ditte inadempienti.

Non si possono lasciare le opere con le solite scritte incompiute, oggi è criminogeno per  i cittadini agrigentini, per l’economia e per tutelare e salvaguardare i diritti essenziali di un intero territorio che è totalmente sprofondato in un’arretratezza viaria che non si può accettare e che va sanata senza bandierine o prepotenze, ma con i giusti e dovuti modi come stanno facendo nell’Italia ricca e sviluppata, visto che la lentezza e le querelle non possono essere ascritte al problema geografico del sud e del sottosviluppo.

Vogliamo risposte immediate, i vecchi modi di gestire le opere pubbliche e lo scaricabarile deve essere una pagina ingiallita della storia, non un leit motiv che aborriamo e respingiamo con forza.”