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L’accusa si regge su un pilastro che è crollato prima ancora che iniziasse il processo, Rosario Meli avrebbe gestito le attività criminali servendosi del figlio Giuseppe che è stato assolto da tutte le accuse di mafia e armi”. Dopo la requisitoria del pubblico ministero Alessia Sinatra, che ha chiesto la condanna a 24 anni di carcere, ieri è stato il turno dell’arringa difensiva dell’avvocato Santo Lucia che ha cercato di smontare la tesi accusatoria dell’accusa che ipotizza un ruolo centrale del settantenne nella gestione della famiglia mafiosa.

Il pubblico ministero della Dda, Alessia Sinatra, non ha chiesto solo la condanna del settantenne, personaggio chiave dell’inchiesta “Vultur”, accusato di essere tornato, dopo avere scontato una precedente condanna, a comandare la famiglia di Cosa Nostra. Diciotto anni di reclusione sono stati proposti per il figlio Vincenzo, 48 anni; 15 anni per il tabaccaio di Camastra, Calogero Piombo, 67 anni, entrambi ritenuti affiliati. Venti anni, infine, per il canicattinese Calogero Di Caro, 72 anni, anziano boss di Canicattì, “tornato pienamente operativo – ha sottolineato il pm – dopo le precedenti condanne”. Il magistrato della Dda ha chiesto, inoltre, la confisca dell’agenzia di onoranze funebri “gestita di fatto dalla famiglia Meli con metodi mafiosi e intimidazioni agli avversari che sono oggi costituiti parte civile nel processo”. “In realtà – ha attaccato Lucia – i due imprenditori costituiti parte civile (Vincenzo Di Marco e Bruno Forti, titolari di agenzie di onoranze funebri) avevano tutto l’interesse a togliersi la concorrenza dei Meli in paese”. Una tesi che è stata ribadita dall’avvocato Giovanni Castronovo, difensore di Vincenzo Meli e Piombo che ha aggiunto: “In quel momento, nel 2011, peraltro, accusano i Meli per distogliere da loro le attenzioni degli inquirenti che indagano sull’omicidio di Giuseppe Condello di cui si pensa possano sapere qualcosa. Anche sugli attentati incendiari che uno di loro dice di avere subito ci sono molti dubbi”.“
 

 

 

È morto in carcere Calogerino Giambrone, 56 anni, presunto boss di Cammarata arrestato nella maxi operazione “Montagna” lo scorso 22 gennaio. Giambrone era detenuto al carcere di Rebibbia in regime di 41 bis e avrebbe avuto un malore, forse un aneurisma, che lo ha stroncato improvvisamente.

Il personale della polizia penitenziaria in servizio alla casa circondariale capitolina ha tentato di soccorrerlo e trasportarlo in ospedale ma le sue condizioni erano troppo gravi ed è morto durante il tragitto.

 

 

 

I pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Claudio Camilleri, Alessia Sinatra e Geri Ferrara hanno chiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale di Palermo, Guglielmo Nicastro di obbligare Francesco Di Benedetto ventottenne favarese a sottoporsi a “prelievi di campioni biologici effettuati in maniera coattiva anche con l’impiego di mezzi di coercizione fisica rispettando la dignità e il pudore dell’interessato”. Il giovane è indagato nell’inchiesta per il tentato omicidio ai danni del favarese Carmelo Nicotra, 36 anni, avvenuto il 23 maggio del 2017, in via Torino, a Favara. Inchiesta che comprende anche l’omicidio di Carmelo Ciffa, 42 anni, di Porto Empedocle, operatore socialmente utile, assassinato il 26 ottobre del 2016 davanti a un supermercato in corso Vittorio Veneto, a Favara.
Il giovane è finito insieme a Michelangelo Bellavia, 30 anni, nella vicenda riguardante il mancato omicidio Nicotra e con loro sono indagati anche Calogero Bellavia, 27 anni, Antonio Bellavia, 47 anni; Carmelo Vardaro, 39 anni e Calogero Ferraro, 39 anni, fratello di un altro indagato fuoriuscito tragicamente dall’inchiesta perché assassinato, ovverosia Emanuele Ferraro, trucidato a colpi di armi da fuco nelle vicinanze di casa nonchè  Gerlando Russotto.
Michelangelo Bellavia e Francesco Di Benedetto sono legati ad un altro favarese, forse il personaggio di maggior peso del sodalizio, ossia Calogero Bellavia, già arrestato e condannato, tra l’altro, per aver favorito la latitanza del boss Gerlandino Messina, perché il primo è il fidanzato della sorella di Calogero Bellavia mentre il secondo è suo dipendente nella ditta di vendita al dettaglio di bibite e bevande in genere.

 

Un uomo di Ribera, Filippo Fidanza, 54 anni, è stato condannato a 5 mesi di reclusione, per danneggiamento, dal giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Rosario Di Gioia.

L’uomo era accusato di aver daneggiato con un piede di porco l’auto di una donna che era parcheggiata in una via di Ribera.

L’imputato già nella prima fase processuale aveva ammesso i fatti accaduti nell’aprile del 2015.

Disposto il sequestro e la distruzione del piede di porco.

La Green Ambiente srl gestisce un impianto di smaltimento rifiuti speciali non pericolosi ed urbani sito nella contrada Costa di Gigia nel territorio del Comune di Augusta ; nel 2011 ha presentato un’istanza per il rilascio di un’autorizzazione integrata ambientale (AIA) e del giudizio di compatibilità ambientale (VIA) per l’ampliamento del predetto impianto.Non avendo ricevuto risposta, nonostante numerosi solleciti e i pareri favorevoli resi dai diversi enti coinvolti nel procedimento integrato, la società ha proposto ricorso, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Bice Pasqualone,  avverso il silenzio rifiuto, chiedendo la nomina di un commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempimento. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, con sentenza del 2016, accoglieva il ricorso patrocinato dagli Avvocati Girolamo Rubino e Bice Pasqualone,  accertando l’illegittimità del silenzio rifiuto formatosi sulla domanda a suo tempo presentata dalla società ricorrente, e dichiarava l’obbligo di concludere il procedimento senza indugio, con riserva di nominare un commissario ad acta decorsi ulteriori novanta giorni dalla comunicazione della sentenza, e condannando l’Amministrazione Regionale al pagamento delle spese giudiziali. Ma nonostante il decorso del termine assegnato l’Amministrazione Regionale è rimasta inerte e non ha concluso il procedimento; ed allora  la Green Ambiente nel 2018 ha richiesto la nomina del commissario ad acta. Il CGA, con provvedimento del novembre 2018, ha accolto l’istanza ed ha nominato commissario ad acta il Prefetto di Siracusa, conferendogli ogni più ampio potere al fine di concludere il procedimento conseguente alla domanda della società ricorrente per ottenere il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) ed il giudizio di compatibilità ambientale (VIA) occorrente per l’ampliamento della discarica sita in contrada Costa di Gigia nel territorio del Comune di Augusta, condannando nuovamente l’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente al pagamento delle spese giudiziali.

Sopralluogo questa mattina all’interno del cantiere di piazzale Giglia a San Leone dove sono stati avviati i lavori di risistemazione della piazza. Il sindaco Lillo Firetto, accompagnato dall’assessore all’ edilizia, Gabriella Battaglia, ha voluto constatare lo stato dei lavori incontrando i responsabili del cantiere. La piazza una volta riqualificata sarà interdetta alle auto ma vi sarà la pista ciclabile e verranno collocate alcune panchine e altri arredi urbani per permettere ai villeggianti di godere agevolmente della veduta del mare e della spiaggia. I lavori proseguiranno fino a primavera. La data di consegna è prevista per il mese di Aprile 2019. 

Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento, così come previsto nel Piano degli obiettivi 2018, ha deciso di istituire una Consulta provinciale per i servizi resi in favore degli studenti disabili. La proposta del Settore Solidarietà Sociale, Politiche della Famiglia, Pari Opportunità, Attività Culturali e Sportive è stata approvata dal Commissario Straordinario Girolamo Alberto Di Pisa.

La Consulta si propone di essere un soggetto propositivo e di confronto in tema di servizi socio-assistenziali in favore degli studenti disabili per migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi resi e, quindi, sostenere la loro inclusione dentro la scuola e nella società.

La Consulta avrà, tra l’altro, il compito di promuovere la più ampia partecipazione delle persone portatrici di handicap, per assicurare loro nel rapporto con le Pubbliche Amministrazioni l’esercizio del diritto all’educazione, all’istruzione, all’assistenza e all’integrazione sociale. Inoltre attiverà la conoscenza reciproca della specificità delle associazioni e degli enti che ne fanno parte, al fine di favorire la collaborazione per la risoluzione dei problemi legati ai servizi dell’Ente per gli studenti in situazione di handicap. La Consulta assicurerà la più ampia conoscenza delle leggi per assicurare un’omogenea interpretazione ed applicazione delle stesse.

La Consulta sarà composta dal Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento o da un suo delegato che la presiede, da un rappresentante designato dagli enti del Terzo Settore operanti nel l’ambito dell’handicap ed aventi sede nel territorio della Provincia, dal Direttore Sanitario dell’AS.P. n.1 di Agrigento o suo delegato; da un rappresentante dell’Ufficio Scolastico Provinciale e da un rappresentante dell’ An.f.f.a.s. Sicilia.

Potranno essere invitati, previa valutazione della Consulta, di volta in volta, anche rappresentanti e/o soggetti notoriamente impegnati in Enti, Istituti, Organizzazioni Sindacali che s’interessano ai problemi e agli interventi nel settore dell’handicap, nonché persone che per esperienza e competenza professionale possono apportare un fattivo contributo alla soluzione dei problemi in esame. Tutti i componenti della Consulta parteciperanno a titolo gratuito. I componenti della Consulta restano in carica per tutta la durata del mandato amministrativo del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.

Domani, 22 Novembre ricorre il centotreesimo anniversario della “tragedia del fiume Salso”, avvenuta il 22 novembre 1915, registrata come uno dei più grandi disastri che la comunità licatese ricordi.

 Il Salso, nella sua straordinaria potenza, è da sempre amico e nemico del nostro territorio. Quel giorno  la furia delle sue acque trascinò con se il ponte in legno costruito appena 40 anni prima, che ne consentiva l’attraversamento da una sponda all’altra del fiume, con tutte le 115 persone che vi si trovavano  sopra, essendo stati attratti dalla piena. All’evento che gettò nella disperazione tante famiglie della nostra città seguirono giorni di disperazione e di ricerca sul mare adiacente la foce, ma furono recuperati solo 2 superstiti, miracolosamente rimasti in vita.

Il Vice- Sindaco del Comune di Licata Antonio Vincenti, nell’intento di  ricordare il tragico evento, ha accolto la proposta pervenutagli dall’ A.N.M.I di Licata per la collocazione di una stele commemorativa.

 “Oggi a 103 anni dal tragico evento – sono le testuali parole del Vice- Sindaco – ritengo doveroso ricordare la tragedia che in quell’occasione ha provocato ben 115 vittime, accogliendo di buon grado la segnalazione fattami dall’A.N.M.I., e di collocare in prossimità dell’attuale ponte, una stele. Ciò a futura memoria delle nuove generazioni,  che nulla sanno di questa immane tragedia che ha colpito Licata agli inizi del ‘900.

 Per questo motivo mi impegno anche a sostenere l’altra iniziativa dell’associazione Nazionale Marinai D’Italia, che ha proposto la collocazione di  una targa commemorativa all’interno del Teatro  comunale Re Grillo,  dove, a causa di un inizio di incendio durante la giornata dedicata all’Addolorata,   il 13 aprile 1930 persero la vita 15 giovani licatesi, mentre altri 9 rimasero feriti”.

Gran lavoro per definire l’ampio ventaglio di iniziative e di appuntamenti che fanno parte di un vasto programma di manifestazioni denominate “C’è il Natale a Villaseta 2018”. Gli eventi, che avranno il contributo e il patrocinio di importanti Istituzioni, quali Comune, Questura, Asp, ma anche di varie associazioni e di club service e di sponsor privati, verranno presentati nel corso di una apposita conferenza stampa, fissata per martedì 27 Novembre, nella sede dell’Associazione Onlus Volontari di Strada, sita in Viale della Vittoria, ad Agrigento.

 “Quest’anno – sottolinea la presidente dei Volontari di Strada Anna Marino – d’intesa con il consigliere comunale Marco Vullo, amico da sempre della nostra associazione, residente nel quartiere e del quale, da anni, come amministratore e semplice cittadino si occupa da sempre dei problemi della zona, abbiamo deciso di accendere i riflettori sul quartiere di Villaseta. E questo per dare un segnale di riscatto di una realtà colpevolmente dimenticata e storicamente messa ai margini. Già da alcuni giorni – come testimoniano le foto che si allegano – sono cominciati lavori di pulizia e sistemazione di vie e zone del centro storico di Villaseta che faranno da cornice alle diverse iniziative che la nostra associazione ha deciso di promuovere. Lavori, quali potatura di alberi, pulizia dei marciapiede, rimozione di rifiuti, che si stanno effettuando grazie al contributo di nostri operatori, di operai del Comune di Agrigento, ma anche di semplici cittadini di Villaseta che sin da subito hanno abbracciato con grande entusiasmo il progetto dei Volontari di Strada di rivitalizzare il quartiere per le festività natalizie. Siamo riusciti a coinvolgere artisti, musicisti e gruppi folk che ci hanno assicurato momenti di spettacoli e di divertimento soprattutto per i bambini. È un nuovo importantissimo passo – conclude Anna Marino – che testimonia l’impegno della nostra Associazione verso una realtà difficile, quale è Villaseta, nella quale vivono diverse famiglie bisognose alle quali non manca il nostro appoggio e la nostra assistenza”.

 

 

“Torniamo in Piazza. Si ripete l’iniziativa “Educazione Civica a scuola”. Sabato 24 Novembre dalle ore 17.00 in poi, a Porta di Ponte, si ripete la raccolta delle firme per promuovere la Legge sull’Educazione Civica a Scuola.

La nostra proposta, su iniziativa dell’ANCI, è quella di introdurre l’insegnamento dell’EDUCAZIONE CIVICA, Cittadinanza e Costituzione nelle scuole italiane, come materia di studio a sé stante, con piano didattico specifico e voto.

La materia deve fornire gli elementi basilari per comprendere il più importante manuale di istruzioni della Repubblica e formare cittadini consapevoli.
Crediamo che per formare dei cittadini consapevoli sia necessario proporre i principi democratici sin dai banchi di scuola, poichè essi contengono gli elementi alla base della vita di una comunità.

E’ necessaria la collaborazione di tutta la cittadinanza. Volete unirvi a noi?”