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A Sciacca, in contrada Bordea, è stata abbandonata un’intera cucciolata. Solo uno dei 5 cuccioli è sopravvissuto, anche se sembra in condizioni critiche. E’ stato un passante a notare la cassetta di legno, simile a quelle della frutta dalla quale veniva un lamento. Si è avvicinato e ha notato che erano tutti morti tranne uno. Ha poi chiamato la volontaria Adriana Montalbano, che a sua volta ha allertato l’Oasi Ohana, il rifugio per cani abbandonati che sorge a Santa Margherita di Belice, fondata da Chiara Casalanzio, la quale si è precipitata sul posto per cercare di salvare il cagnolino.

 

 

 

 

E’ stato il sindaco di Cianciana, Francesco Martorana ad annunciare dalle pagine di Facebook, il ritrovamento di Carmelo Gagliano, il 60enne scomparso da Cianciana sabato 17 aprile: “Con immensa gioia vi comunico che il nostro concittadino Carmelo Gagliano è stato ritrovato vivo.”

L’uomo è stato notato da un gruppo di ciclisti che hanno poi avvisato i carabinieri che lo hanno ritrovato nascosto e rannicchiato all’interno di una gratta, stanco ma in buona salute. L’uomo, che per una settimana si è cibato di fave, è stato poi condotto all’ospedale di Ribera.

La prefettura nei giorni scorsi aveva attuvato tutti i protocolli per l’avvio delle ricerche coordinate dai carabinieri, che hanno collaborato con vigili del fuoco, protezione civile e unità cinofile.

 

 

1.095 su 25.451 tamponi processati i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia, dove gli attuali positivi sono 25.211. Il dato è contenuto nel bollettino quotidiano del ministero della Salute, da cui emerge che le vittime in un solo giorno sono state 21 (5.286 dall’inizio dell’emergenza sanitaria) e i guariti 1.147. Degli attuali positivi i ricoverati con sintomi sono 1.234, mentre si trovano in terapia intensiva 179 pazienti.

I NUOVI CONTAGI PER PROVINCE:

Palermo 344

Catania 301

Messina 96

Ragusa 48

Trapani 45

Siracusa 95

Caltanissetta  75

Agrigento 82

Enna 9

Sette anni fa veniva restituito, dopo 41 anni dal furto, alla fruizione pubblica, a seguito di una importante e complessa azione di recupero messa in campo dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, al Museo Civico Baldassarre Romano, il prezioso violino “Matteo Gofriller”(padre della scuola veneziana; nato a Bressanone nel 1659 circa, nel 1685 inizia a lavorare per Martin Kaiser di cui nel 1690 rileva il laboratorio, divenendone il proprietario. Ben presto diventa uno dei maggiori liutai italiani. Il suo lavoro si ispira alla scuola cremonese e nello specifico ai lavori di Antonio Stradivari).

Il violino di proprietà della Città di Termini Imerese è conservato e fruibile presso il Museo Civico di Termini Imerese; è databile al 1710, secondo l’esperto liutaio palermitano Fabio Nicotra, che aggiunge: “il riccio di scuola veneziana e il piano non sono originali. La vernice tipica di Goffriller la possiamo vedere nel fondo e nelle fasce molto corposa sicuramente a olio con un bellissimo sottofondo giallo-oro tipico della scuola italiana con sopra una vernice rosso-bruno molto intensa. Molto elegante e di esecuzione eccellente è il filetto con punte perfette e armoniose”, risultava tra le opere trafugate fra fine luglio e il 23 agosto 1973 e denunciate alle autorità competenti dal soprintendente Scuderi con nota n. 2984 del 3 settembre 1973.
Il prezioso violino fa parte della ricca e interessante collezione museale.
In occasione di iniziative di valorizzazione e promozione culturale delle opere museali, giovani e qualificati musicisti (Aura Fazio, Giovanna Pia Ferrara e Riccardo Obiso) hanno deliziato con le soavi note visitatori, studiosi, studenti e appassionati, perché come scrive Alessandro Baricco: “A volte le parole non bastano. E allora servono i colori, le forme, le note e le emozioni”.

Di Fabio Lo Bono

E’ vero che la grave situazione amministrativa in cui versa il comune e, soprattutto, quella sanitaria devono fare riflettere tutti sulle priorità programmatiche per normalizzare il paese. Ma riteniamo che itemi da affrontare sono delicati ed impegnativi; è per questa ragione serve una forte squadra coesa e di esperienza, guidata da un leader determinato e capace di assumere scelte coraggiose. Nel tempo abbiamo letto tanti programmi divenuti poi libri dei sogni e pertanto occorre riflettere sull’affidabilità e rilevanza degli uomini e delle donne che devono saper realizzare e attuare il programma. Uomini e donne capaci di trasformare i programmi in realtà.

Occorre scongiurare un secondo dissesto, già quasi in atto, ed attivare ogni utile azione per avviare una proficua ed equa campagna di accertamento e riscossione dei tributi.

L’autonomia fiscale degli enti locali, oltre che la riduzione dei trasferimenti, comportano una diversa attività amministrativa atta a garantire gli equilibri del bilancio comunale. La valorizzazione del personale comunale, attuata promuovendo le progressioni verticali dei dipendenti che da anni mostrano qualità e competenze, oltre che la stabilizzazione del personale precariovanno considerate non necessarie ma indispensabili, specie per offrire servizi più efficienti.

Occorre un attento monitoraggio del costo del servizio sui rifiutie pretendere una diversa e maggiore qualità del servizio reso. I cittadini favaresi meritano una città più pulita, senza disagi e gravosi costi.  Favara deve partecipare a tutti gli avvisi pubblici e bandi per ottenere agevolazioni e finanziamenti, nessuna occasione deve essere perduta.

Se i partiti del centro destra vogliono scrivere questo programma, NOIper siamo pronti. Definiamolo in tempi stringatissimi, senza ulteriori ritardi o scusanti. Non perdiamo altro tempo e presentiamoci alla città. Scegliamo immediatamente chi deve rappresentarci!

NOIper auspica che a guidare la coalizione sia una personalità autorevole, di esperienza politica, al di sopra e distante dai partiti, che conosca la burocrazia, che sappia reperire finanziamenti e sia accreditato presso le istituzioni regionali e nazionali. In questo contesto se il centro destra sarà coeso sulla figura dell’On. Peppe Infurna, NOIper sosterrà lealmente questo progetto. Per la sua storia personale e politica, non possiamo non apprezzare l’On. Infurna, quale figura super partes, che potrebbe certamente portare avanti in modo determinato il programma amministrativo.

 

A conclusione di indagini serrate, i Carabinieri della stazione di Campobello di Licata, coordinati dal procuratore Patronaggio e dalla sostituto Barbara Cifalinò, hanno sequestrato uno stabile adibito ad autosalone per la rivendita di auto usate e 28 automobili di varia marca e modello contenute al suo interno. Dalle indagini è emerso che una società commerciale campobellese, specializzata nella compravendita di auto usate, ha venduto automobili e avrebbe giustificato il prezzo fuori mercato diminuendo i chilometri riscontrati nella strumentazione dei veicoli, ponendo dunque in vendita delle auto con qualità diverse da quelle dichiarate al cliente. Tre persone sono state denunciate per frode in commercio.

Martedì prossimo, 27 aprile, le Agenzie assicurative hanno proclamato un giorno di sciopero per protestare contro l’Authory di settore IVASS per tutti i nuovi adempimenti previsti “che – afferma il sindacato di categoria SNA – non fanno altro che aumentare la burocrazia con inutili perdite di tempo e di costi a carico degli intermediari professionisti di Assicurazione e consumatori. La giornata di chiusura – aggiunge il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione – è stata voluta per manifestare contro le nuove norme che appesantiranno le agenzie di una produzione alluvionale di carta, per lo più inutile, facendola passare come maggiore informazione per il cliente. Nelle agenzie, inoltre, sarà affisso un manifesto per informare la clientela circa le motivazioni che li hanno spinti a chiudere”.

Sono appena stati ricevuti dalla Farmacia dell’ospedale di Agrigento, diretta dal dottore Giuseppe Bellavia, alcuni quantitativi di farmaci a base di anticorpi monoclonali che permetteranno ai sanitari di curare con l’innovativa tecnica diversi pazienti positivi al covid. In proposito il direttore sanitario dell’Azienda sanitaria provinciale, Gaetano Mancuso, afferma: “Si tratta di terapie destinate ad un determinato target di persone, individuate dai medici di Medicina Generale e delle Usca sulla base di precisi requisiti, da valutare caso per caso, e da convalidare a cura dei medici referenti ospedalieri”. Ed il commissario dell’Azienda sanitaria, Mario Zappia, sottolinea: “La lotta al virus richiede l’uso di ogni strumento ritenuto idoneo ed efficace per contrastare il diffondersi dell’infezione ed i suoi pericolosi effetti. Lungo questa direzione l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento non lascia nulla di intentato, e la direzione ha profuso il massimo impegno per ottenere l’approvvigionamento dei farmaci”.

Il segretario provinciale della Flai Cgil Agrigento, Giuseppe Di Franco, annuncia che i lavoratori forestali manifesteranno lunedì 26 aprile dalle ore 10 innanzi all’Ufficio del Territorio di Agrigento, e poi martedì 27 aprile dalle ore 10 innanzi alla Prefettura di Agrigento. Di Franco spiega il perché della protesta e afferma: “Le motivazioni sono legate alla grande preoccupazione rispetto all’avvio in ritardo della campagna di prevenzione incendi di quest’anno, in virtù del fatto che nella Finanziaria sono state appostate delle apposite somme per la realizzazione delle opere di prevenzione degli incendi e per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei boschi”.

A Messina, al palazzo di Giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari, Simona Finocchiaro, ha inflitto sei condanne per oltre complessivi 50 anni di carcere, e pronunciato due assoluzioni, nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “mafia dei Nebrodi” e, in particolare, su una maxi truffa all’Agea, l’agenzia europea che elargisce contributi agricoli, su cui sarebbero ruotati gli interessi dei clan di Tortorici. Dunque, 24 anni di reclusione al presunto boss Sebastiano Bontempo. Poi 3 anni a Carmelo Barbagiovanni, 10 anni e 8 mesi a Giuseppe Bontempo, 2 anni a Samuele Conti Mica, 4 anni a Salvatore Costanzo Zammataro, ed 8 anni e 4 mesi a Giuseppe Marino Gammazza. Assolti, invece, il notaio di Canicattì Antonino Pecoraro, imputato di concorso esterno all’associazione mafiosa per avere redatto parecchi atti con cui sarebbe stata truffata l’Agea, e Giorgio Marchese.