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Ieri, in Licata, la Polizia di Stato  interveniva in Piazza Elena ove, poco prima, era stata segnalata la presenza di una persona in evidente stato di ebbrezza.

Gli uomini del Commissariato, infatti, durante un servizio di controllo del territorio per la repressione dei reati in genere si portavano in quella Piazza, ove la persona, in evidente stato di ubriachezza, barcollante e con un pesante alito vinoso, veniva trovata in possesso di uno sfollagente modello Tonfa ed un altro oggetto apparentemente un bastone, che da accertamenti successivi risultava essere invece una spada del tipo katana con fodero.

Gli operanti, dopo vari tentavi di convincimento, riuscivano a farsi consegnare gli oggetti dall’uomo e ad identificarlo. P.A. classe ‘68 di nazionalità austriaca, di fatto domiciliato presso la sua imbarcazione  ormeggiata all’interno del porto turistico di Licata veniva, pertanto, deferito all’A.G. per il reato di porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere e gli oggetti in questione posti sotto sequestro.

I carabinieri anticrimine Natura, in collaborazione con i colleghi della locale Stazione di Lampedusa, hanno sequestrato due discariche abusive di rifiuti ogni genere, tra cui anche pericolosi e speciali. Si tratta di un’area di circa 2500 metri quadri ricadente nel territorio agricolo di Contrada Punta Alaimo, sottoposta a protezione speciale di conservazione per vincolo paesaggistico “Arcipelago delle Pelagie – isola di Lampedusa e Lampione”.

La seconda discarica interessa un’area di circa 500 metri quadri ricadente in Contrada Taccio Vecchio, all’interno del comprensorio dell’ex discarica comunale, anch’essa sottoposta a vincolo di protezione speciale di conservazione “Isola di Lampedusa e Lampione”. L’attività di classificazione dei rifiuti è stata supportata da personale dell’Arpa Sicilia sede di Agrigento. Le ipotesi di reato segnalate alla Procura della Repubblica di Agrigento riguardano reati ambientali, abbandono di rifiuti pericolosi, distruzione e deturpamento di bellezze naturali e traffico illecito di rifiuti.

Tra Porto Empedocle e Realmonte, sulla spiaggia di Punta Grande, nei pressi di uno stabilimento balneare, lo scorso 25 agosto, intorno alle ore 22, si sarebbe suicidato sparandosi un colpo di pistola alla testa un giovane di 26 anni di Caltanissetta. E’ trapelato il ritrovamento di un bigliettino in cui il nisseno avrebbe scritto il perché del suo gesto. Si tratterebbe della delusione per non avere superato il concorso per arruolarsi nella Polizia. Ebbene adesso la Procura di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagini un amico minorenne della vittima, a carico del quale si ipotizza il reato previsto dall’articolo 579 del codice penale, ovvero l’omicidio del consenziente. Si tratta di una norma che punisce chi cagiona la morte di un uomo con il suo consenso. Saranno eseguite delle perizie tecniche, e i familiari della vittima, quali parti offese, hanno nominato un legale di fiducia.

Proseguono i controlli per il rispetto delle norme anticovid. La Guardia di Finanza ha imposto la chiusura per cinque giorni a una pizzeria tra Agrigento e Villaseta, perché sono state riscontrate più di quattro persone sedute tutte allo stesso tavolo, e altri clienti all’interno, in piedi, senza mascherina di protezione. Il titolare è stato multato. L’intervento è stato frutto di una mirata segnalazione al 117.

Di quale pizzeria si tratti non è stato reso noto. E del resto ciò poco importa, anche perchè non si tratta di condotte delittuose o amorali. Ciò che è invece utile è il messaggio educativo di quanto accaduto, perchè sprona i pubblici esercizi commerciali ad attenersi alle norme a tutela della salute pubblica in zona gialla.

Ad Agrigento, nella zona del quadrivio Spinasanta, è accaduto che, all’interno dell’Istituto “Foderà”, una voragine sull’asfalto è sprofondata al transito di un camion carico di pietrisco. Il mezzo pesante è di conseguenza sprofondato altrettanto. Paura ma nessun ferimento ha subito il conducente. Il camion è stato invece danneggiato. I Vigili del fuoco hanno rimosso il camion e transennato la zona in attesa dei sopralluoghi tecnici.

Primi vespri della solennità della dedicazione della cattedrale e primo anniversario dell’ordinazione episcopale dell’arcivescovo di Agrigento, il nunzio apostolico in Italia, monsignor Emil Paul Tscherrig, ha imposto il pallio a monsignor Alessandro Damiano. La celebrazione eucaristica, con il rito di imposizione del pallio, si è svolta in Cattedrale.

Ieri solennità della dedicazione della cattedrale, alle ore 20, l’arcivescovo Damiano presiederà, in cattedrale, una celebrazione eucaristica.

Innanzi al Tribunale di Agrigento hanno scelto di essere giudicati in abbreviato due dei tre imputati dell’omicidio del pensionato di Raffadali, Pasquale Mangione, 69 anni, ex dipendente del Comune di Raffadali, ucciso a colpi di pistola in contrada “Modaccamo”, nelle campagne fra Raffadali e Cianciana, il 2 dicembre del 2011. Si tratta di Antonino Mangione, 40 anni, e Angelo D’Antona, 36 anni, entrambi di Raffadali. La requisitoria del pubblico ministero si svolgerà il prossimo 30 novembre. Ad accusare D’Antona e Roberto Lampasona, 44 anni, di Santa Elisabetta, anche lui imputato, ed entrambi indicati come esecutori materiali, è stato lo stesso Antonino Mangione, e le sue dichiarazioni sarebbero state riscontrate dalla Squadra Mobile. Il movente del delitto sarebbe da collegare alla condotta di Pasquale Mangione, il quale avrebbe esposto lui stesso e la sua famiglia al pubblico ludibrio, disturbando e molestando diverse donne.

È stata prorogata fino a martedì 14 settembre la “zona arancione” a Comiso e Vittoria, in provincia di Ragusa. Lo prevede un’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci, appena firmata. Nei due Comuni continuerà a essere consentita l’attività di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, pur mantenendo il limite massimo di quattro persone al tavolo (tranne che per i conviventi). Per qualsiasi chiarimento si rinvia alle Faq dell’assessorato alla Salute, pubblicate nei giorni scorsi.

Il Procuratore capo della Repubblica di Agrigento Luigi Patronaggio e il pm Paola Vetro hanno presentato una richiesta al Gip Luisa Turco la quale ha emesso una nuova ordinanza cautelare in carcere nei confronti del tabaccaio canicattinese Luigi La Lomia, 75 anni.

L’uomo è accusato di avere ucciso lo scorso 30 maggio il consuocero travolgendolo con il proprio furgone e tentato di uccidere la nuora, salvata per miracolo dal padre un istante prima dell’impatto con il furgone, spingendola verso un muro.

La vicenda ha molti precedenti ed le frizioni fra le due famiglie sono iniziate quando la coppia ha deciso di sposarsi. Da quel momento, La Lomia, ha rappresentato per tutta la famiglia dei consuoceri un vero e proprio incubo. Aggressioni verbali ed insulti, sempre più frequenti, fino ad arrivare al tragico epilogo.

 

 

 

Nei giorni scorsi i poliziotti del Commissariato di Canicattì hanno tratto in arresto un uomo, canicattinese pregiudicato M. V.  di anni 35 per il reato di trasporto illecito e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il Personale del Commissariato durante un servizio di controllo straordinario del territorio mirato a contrastare il compimento di attività criminali tra cui lo spaccio di sostanze stupefacenti, notava un soggetto che  a bordo di un’autovettura percorreva la SS 640 con fare sospetto. Pertanto veniva fermato e controllato.

Nel vano sportello anteriore sinistro della vettura gli agenti rinvenivano, occultati, quattro ovuli di sostanza solida, avvolti in cellophane. Da una prima verifica risultava essere eroina purissima che, immessa sul mercato, avrebbe reso un guadagno di circa 4000 euro. L’arrestato, dopo le formalità di rito, veniva associato alla Casa Circondariale di Caltanissetta a disposizione della Procura di Agrigento.

L’arresto veniva convalidato dal GIP del tribunale che ne  disponeva la sottoposizione alla misura cautelare degli arresti domiciliari.