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Bimbo di 6 anni scompare all’improvviso, panico e ricerche: ritrovato
„Scompare all’interno del centro commerciale ed è il panico. Per più di mezz’ora, temendo anche il peggio, di un bambino di sei anni, nella serata di giovedì, sembrava essersi persa ogni traccia. Mamma e papà lo hanno subito cercato ovunque. Temendo il peggio, è stato anche richiesto l’intervento della polizia di Stato. E gli agenti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento – così come tante altre persone presenti nel centro commerciale “Città dei Templi” – si sono immediatamente mobilitati per setacciare ogni angolo e cercare di ritrovare il piccino. E’ stata necessaria una mezz’oretta, ma alla fine il bimbo è stato ritrovato: era al pianoterra, nei pressi del bar.“

I poliziotti della sezione “Volanti” hanno, poi, una volta ritrovato il piccolino che è stato restituito all’amore dei propri, terrorizzati, genitori, ricostruito cosa effettivamente fosse accaduto. Pare che mamma e papà stessero dando un’occhiata ad alcuni vestiti all’interno di un negozio. Il figlio non soltanto si è allontanato, ma è proprio uscito dall’esercizio commerciale. Quando i genitori hanno iniziato a chiamarlo e a cercarlo, lui non ha risposto e, di fatto, è scattato l’allarme. Sono stati in tanti, pare, vedendo i genitori in forte, inevitabile, apprensione a mobilitarsi per ritrovare – in mezzo a tanta confusione – il piccolino. Poi, appunto, qualcuno ha deciso di non perdere tempo ed ha composto il 113. Dalla sala operativa della polizia di Stato, in una manciata di minuti, è stata “dirottata” verso Villaseta la prima pattuglia disponibile. E i poliziotti della sezione “Volanti” – assieme a tante altre persone – hanno appunto cercato e, per fortuna, ritrovato il piccoletto. 

 

Il gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, al termine dell’udiena di ieri, ha fissato la prossima per il 30 novembre.

 

Sarà in quella data che il gup deciderà sulla richiesta presentata dagli avvocati di Stefano Castellino, il sindaco di Palma di Montechiaro, accusato di abuso d’ufficio, di annullare i capi di imputazione in quanto ritenuti dagli stessi “estremamente generici” e dichiarare inutilizzabili le intercettazioni “perchè disposte nell’ambito di altro procedimento”.

Va all’attacco, dunque, la difesa del primo cittadino palmese finito sotto inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento, per aver fermato, secondo l’accusa, gli abbattimenti di case abusive in maniera illegale.

Castellino, che è accusato di falso ideologico, abuso di ufficio e rifiuto di atti di ufficio, ha già chiesto di essere sentito. Probabile la sua audizione subito dopo l’accorpamento dei due fascicoli.

 

Venti anni e sei mesi di reclusione. A tanto ammontano gli anni di condanna che il pm della Dda di Catania Valentina Sincero, cominciando la requisitoria, ha chiesto nei confronti di Francesco Fragapane, figlio del boss Salvatore di Santa Elisabetta condannato all’ergastolo per l’omicidio del piccolo Di Matteo, nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Proelio” nell’estate 2017.

 E’ cominciato ieri l’atto di accusa del pubblico ministero che in questa prima udienza ha trattato soltanto alcune delle oltre quaranta posizioni che oggi sono accusate di aver dato vita ad un traffico di sostanze stupefacenti e abigeato con la regia diretta da Cosa Nostra ragusana e agrigentina.

Le indagini hanno portato alla luce un legame economico-logistico tra il clan Fragapane ed il clan Errigo. In questo rapporto si inserivano anche esponenti di alcune famiglie calabresi come Giuseppe Piccolo, Saverio Napoli e Vincenzo Politanò, operanti a Polistena, che dalla piana reggina rifornivano di cocaina la provincia di Agrigento e Ragusa.

Tra gli agrigentini, oltre Francesco Fragapane, siedono sul banco degli imputati anche le “vecchie conoscenze” Roberto Lampasona e Antonino Mangione. Le loro posizione verranno trattate il 17 dicembre, data in cui si tornerà in aula.

 

Si difende Davide Schembri, l’agrigentino coinvolto nell’inchiesta “Galassia” che ha portato 68 arresti in tutta Italia e che ipotizza l’esistenza di una rete di scommettitori on line su piattaforme illegali.

 A Davide Schembri, oggetto anche di sequestro preventivo di beni, viene contestato il reato di 416 bis con il ruolo di promotore. Secondo le accuse l’agrigentino, già proprietario della Goldbet ad Agrigento, avrebbe gestito una serie di società estere (tra cui l’austriaca BD Group Gmbh) prive di concessione nazionale, che avevano la titolarità di siti internet tra cui “Sportbet75.net” attraverso cui esercitava sul territorio dello Stato la raccolta di puntate su giochi e scommesse ma anche il sito internet “www.dominobet.it”, munito di concessione Gad nazionale, utilizzato secondo gli inquirenti per occultare la parallela raccolta di giochi e scommesse.
L’uomo è comparso, ieri mattina, davanti al gip Alessandra Vella che lo ha interrogato per rogatoria e che dovrà decidere se convalidare, o meno, il fermo, e se applicare una misura cautelare.
L’uomo è comparso per ore davanti al gip e ha ricostruito la sua versione: ““Non ho mai avuto alcun rapporto commerciale o amicale con Danilo Iannì, me lo presentò un mio amico e mi chiese di aiutarlo ad aprire alcune piattaforme di scommesse on line. Era una persona che non mi piaceva e ho lasciato morire il rapporto gradualmente. Non so nulla di questa storiaho solo aiutato Iannì fornendogli alcune informazioni. Me lo aveva chiesto un amico e finchè ho potuto l’ho accontentato”.
 

 

Un improvviso nubifragio si è abbattuto ieri pomeriggio a Catania provocando danni e gravi disagi nella città. Piogge torrenziali e una violenta grandinata ha colto di sorpresa la popolazione mandando letteralmente nel panico gli automobilisti per i fiumi d’acqua che si sono formati. La zona della stazione e degli Archi della Marina completamente sommersi dal ghiaccio.

Chicchi di grandine grossi quanto acini di uva sono caduti nella zona sud della città: nella zona dell’Aeroporto, a San Giuseppe La Rena, nei quartieri Pigno e Zia Lisa. Oltre 100 gli interventi dei Vigili del Fuoco, ancora non tutti completati. Disagi anche nel quartiere periferico di Librino, dove alcuni parcheggi, in particolare lungo viale Moncada, sono stati sommersi dalla pioggia e dal fango.

Il maltempo ha colpito anche il Comune di Riposto, Acireale e Giardini Naxos -Taormina dove, a causa dell’esondazione del torrente Sirina, al confine tra le due località principali turistiche, alcune auto sono state trascinate dalla furia dell’acqua in mare.

Il nubifragio ha colpito anche la città di Siracusa ed Augusta dove sono intervenuti Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Protezione Civile per soccorrere automobilisti in panne e chiudendo al traffico alcune vie completamente allagate.

Almeno tre i colpi di pistola che nella scorsa notte hanno interrotto i sonni tranquilli e riposanti della gente.

A Realmonte, più precisamente, in Via della Stazione dove vi è l’abitazione del sindaco Calogero Zicari i colpi sono stati esplosi e indirizzati proprio all’interno della sua proprietà crivellando di colpi l’auto in uso della moglie del primo cittadino, una fiat panda.

Le indagini sono in corso.

Si è disputata il 13 novembre scorso la finale della 4° edizione del Torneo aziendale di calcio a 5 organizzata dalla ASD Agrigentum presso lo storico campo ci calcetto di San Leone.

Ancora una volta hanno trionfato gli avvocati agrigentini che, per il quarto anno consecutivo, si sono confermati campioni in un torneo difficile e ben organizzato che ha visto partecipare numerose ed agguerrite squadre.

La finale è terminata con il risultato di 4 a 0 in favore degli avvocati che hanno mantenuto costantemente sotto controllo la gara nonostante l’ottima prova disputata dalla squadra avversaria sponsorizzata dall’Impresa Contino.

In vantaggio con un rigore segnato dall’avv. Maurizio Di Vincenzo, dopo una percussione dell’ottimo Nico Mira, la partita ha visto protagonista Filippo Giglia, autore di 3 goal ed il portiere Federico Lentini, rimasto imbattuto al termine della gara e premiato sia come miglior portiere del Torneo che come miglior giocatore.

Il premio disciplina è andato invece al giovanissimo Alessandro Contino (Impresa Contino), classe 2002, autore di un ottimo torneo e di una ottima partita di finale.

La formazione dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento che è scesa in campo per la finale era composta dagli avvocati Riccardo Gueli (Capitano), Maurizio Di Vincenzo, Giuseppe Bongiorno, Angelo Vullo, Simone Landri, Filippo Giglia, Armando Burgio, Nico Mira e Federico Lentini. Assenti a causa di infortuni o di impegni fuori sede gli avvocati Salvatore Loggia, Maurizio Bongiorno, Adriano Barba, Stefano Catalano e Luigi Termini.

Alla fine della partita ad alzare la coppa e festeggiare con la squadra anche il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento, avvocato Vincenzo Avanzato, il quale ha assistito con partecipazione all’evento finale del Torneo manifestando il proprio supporto alla squadra sin dall’inizio della partita.

Ho denunciato la malavita e lo spaccio 

Sembrerebbe la conclusione e invece è solo l’inizio di una storia allucinante. 

Ne è protagonista suo malgrado un piccolo siciliano Giovanni Amoroso Di soli 28 anni

E di questa storia sconvolgente e purtroppo non nuova per I siciliani porta dentro di sé segni indelebili.

Le cose non potrebbero andare meglio, finché non si scopre che il giovane siciliano è andato a denunciare lo spaccio di droga all’autorità giudiziaria. Da quel momento Giovanni diventa un bersaglio . Sono anni che vivo nelle minacce – intimidazioni dice il giovane Agrigentino che da anni che denuncia .

Sono amareggiato mi sento abbandonato. Denunciare non mi è convenuto, mi è stata tolta la dignità e la speranza”. Non mi posso fidare di questo Stato, oggi mi vergogno di essere italiano e siciliano, Oggi mi chiedo solamente da che parte stia lo Stato, se dalla parte di chi denuncia la malavita oppure dalla parte dei malavitosi … Voglio continuare a lottare perché sarebbe troppo facile e da codardi dire ‘basta’, e darei solamente una soddisfazione in più a uno Stato assente e complice”.

 

Due persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite in un incidente stradale, che ha coinvolto un furgone e due autovetture, sulla statale 626, Caltanissetta-Gela, al km 48 detta “Della Valle del Salso”, nei pressi di Butera, in provincia di Caltanissetta, e che si è verificato nel primo pomeriggio dì oggi, intorno alle 13.30.

 Nello scontro sono decedute due persone un ragazzino dì 16 anni, che viaggiava a bordo dì una Peugeot 208 con quattro occupanti tutti dì Gela rimasti feriti, e l’occupante dì un altro veicolo un uomo di Riesi dì 55 anni. Nello scontro frontale sono rimasti coinvolti due automobili e un furgone. Quattro in tutto i feriti, due codici rossi trasportati all’ospedale “Vittorio Emanuele” dì Gela, un giallo all’ospedale di Licata e un altro codice rosso al Sant’Elia dì Caltanissetta.

Sul posto pattuglie della polizia stradale, l’elisoccorso inviato dalla centrale operativa di Caltanissetta e diverse ambulanze, e i vigili del fuoco.

 

A Canicattì i poliziotti del locale Commissariato, diretto dal vice Questore, Cesare Castelli, in collaborazione con la Squadra Mobile di Agrigento hanno arrestato G S, sono le iniziali del nome, 33 anni, sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di due involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana, per un peso complessivo di 79,7 grammi. Il canicattinese è ristretto ai domiciliari.