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L’operazione antimafia dei Ros ha evidenziato le significative infiltrazioni di cosa nostra nelle attività economiche, con il controllo e lo sfruttamento del settore commerciale per la vendita di uva e di prodotti ortofrutticoli della provincia di Agrigento, che oltre agli ingenti guadagni, permetteva di consolidare il controllo sul territorio.

Le mediazioni, fruttavano milioni di euro.
Era un affare gestito da tre dei fermati nell’operazione odierna dei Ros:  Giancarlo Buggea, rappresentante del capomafia agrigentino Giuseppe Falsone e compagno dell’avvocata fermata, Angela Porcello, Giuseppe Giuliana e Luigi Boncori, capo della famiglia di Ravanusa, su mandato di Calogero Di Caro, capo del mandamento.

Sarebbe stato sventato anche un omicidio organizzato ai danni di un imprenditore e un mediatore che non avrebbe voluto cedere parte dei guadagni derivanti proprio da questo genere di attività.

Dall’inchiesta della Dda di Palermo, che poi ha portato all’operazione dei Ros sono emersi particolari rilevanti come i contatti con esponenti della famiglia Gambino di Cosa nostra oltreoceano, che avrebbe avuto intenzione di riciclare il denaro di Cosa nostra della terra di Sicilia

 

Alla vista dei carabinieri alcuni hanno provato a scappare ma sono stati poi rintracciati dalle pattuglie.
Erano 100 gli imprenditori, tutti titolari di partita iva, erano stati invitati per discutere dell’andamento dell’azienda e per la divisione delle provvigioni. Gli stessi, violando le norme anticovid, si erano riuniti in un albergo per una riunione organizzata da una ditta locale. I carabinieri sono intervenuti e si sono trovati davanti partecipanti seduti senza distanziamento, alcuni erano senza mascherina e c’erano assembramenti.

40 mila euro complessivi di multa per loro.
Alcuni di loro erano recidivi ed erano già stati sanzionati e per loro è scattata la sanzione amministrativa maggiorata

Secondo la Guardia di Finanza di Catania, un imprenditore del settore immobiliare e la moglie avrebbero trasferito la residenza in Svizzera per usufruire di una minore tassazione su investimenti e attività finanziarie, evadendo così il fisco su circa 9 milioni di euro tra investimenti bancari, conti corrente e depositi titoli, e su un immobile del valore di 560mila euro. Da indagini della Tenenza di Acireale, svolte anche tramite accertamenti bancari, è emerso che dal 2014, anno del trasferimento formale all’estero, in realtà i coniugi hanno continuato a risiedere in Italia, dove gravita la gran parte dei propri interessi personali ed economici, come la famiglia, diversi immobili, la disponibilità di auto e le società co-amministrate con i figli. Le contestazioni mosse dai militari prevedono, al termine del procedimento, oltre all’imposizione fiscale secondo le aliquote di legge, l’applicazione delle relative sanzioni, tra cui quella compresa dal 6 al 30% delle sostanze non dichiarate.

L’emergenza Coronavirus non ha consentito l’organizzazione della nuova edizione del Premio Francese, il cronista del giornale di Sicilia ucciso nel 1979 dalla mafia, ma l’attività non si è fermata e l’organizzazione si arricchisce di un nuovo partner: dopo l’Associazione Libera e il Centro Sperimentale-Scuola di Cinema della Sicilia si affianca all’Ordine dei giornalisti anche l’Associazione “La Strada degli Scrittori”. A un anno esatto dall’ultima edizione, il 6 febbraio prossimo, giorno del compleanno di Mario Francese, l’Ordine vuole comunque celebrare la giornata ricordando il percorso del Premio Francese, ricordare l’esempio di Mario e del figlio Giuseppe, testimoniare con alcuni dei protagonisti che vi hanno preso parte, non solo giornalisti, ma anche insegnanti e studenti che hanno aderito negli anni passati allo “spazio scuola”, il valore dell’impegno civile attraverso l’informazione e la comunicazione.

L’evento, per ricordare il valore di un cronista caduto per vendetta della mafia, come documentato anche dal lavoro del figlio Giuseppe Francese, è organizzato in collaborazione con l’associazione “La Strada degli scrittori”, nata con un progetto sperimentale lungo l’asse Caltanissetta-Agrigento, per porre in rilievo le qualità di grandi protagonisti della letteratura che in quell’area hanno trovato ispirazione, da Pirandello a Tomasi di Lampedusa, da Sciascia a Camilleri. Tra i relatori dell’evento in streaming, valido anche come corso formativo, Giulio Francese, figlio di Mario e fratello di Giuseppe, presidente Ordine dei giornalisti di Sicilia; il giornalista e scrittore Gaetano Savatteri; il giornalista e fondatore della Strada degli scrittori Felice Cavallaro, e ancora Lidia Tilotta, Nello Scavo, Ivan Scinardo, Claudia Stassi, Antonella Sannasardo, Lillo Gangi e Ichrack Mtir

Come si ricorderà, in esito alla consultazione elettorale dello scorso ottobre, alla lista “Diventerà Bellissima” sono stati assegnati due seggi nel Consiglio Comunale di Agrigento, uno dei quali a Gianni Tuttolomondo (nominato anche Assessore nella nuova Giunta del Sindaco Miccichè).

Ed infatti, l’Ufficio Elettorale ha attribuito al candidato Tuttolomondo complessivi 257 voti a fronte dei 252 voti assegnati alla Zicari.

L’avv. Roberta Zicari, ritenendo frutto di un errore di calcolo o di trascrizione l’attribuzione alla stessa di soli 252 voti – con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia- ha proposto innanzi al TAR Palermo un ricorso elettorale per chiedere la correzione del risultato elettorale e la propria proclamazione in luogo del candidato Tuttolomondo.

In particolare, con il ricorso, gli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, hanno sostenuto che nella sezione n. 36 (ossia quella sita nella frazione di Giardina Gallotti ) – la candidata Zicari avesse conseguito n. 24 voti, come risultanti dal verbale della medesima sezione; tuttavia, in sede di trascrizione dei voti conseguiti nella varie sezioni, l’Ufficio Elettorale avrebbe per errore trascritto, con riferimento a tale sezione, un solo voto.

Il TAR Palermo – Presidente Calogero Ferlisi, Relatore dott. Luca Girardi-, tenuto conto delle censure formulate dagli avvocati Rubino e Impiduglia, ha disposto una verifica del materiale elettorale concernente la sezione n. 36 del Comune di Agrigento.

La verifica elettorale si è tenuta presso la Prefettura di Agrigento ed è stata effettua dal Vice prefetto Vicario dott.ssa Giovanna Termini.

Dalla verifica elettorale è emerso che – come sostenuto dagli avv.ti Rubino e Impiduglia – nella sezione n. 36 l’avv. Zicari ha conseguito 24 voti, risultanti dalle tabelle di scrutinio.

E’, inoltre, emerso che nel verbale sezionale – per un errore di riporto – i voti di taluni candidati (tra i quali l’avv. Zicari) sono stati trascritti in modo inesatto.

Alla luce degli esiti della verificazione, è evidente come all’avv. Zicari sono stati erroneamente assegnati n. 252 voti in luogo dei 275 alla stessa effettivamente spettanti e che le avrebbero consentito si superare il candidato Tuttolomondo (il quale ha conseguito 257 voti) e di essere proclamata alla carica di Consigliere Comunale.

Il verbale della verificazione elettorale, unitamente a copia autentica delle tabelle di scrutinio e del verbale sezionale ,è stato trasmesso al TAR Sicilia Palermo.

Il 22 aprile 2021, si terrà l’udienza definitiva del giudizio e il Giudice Amministrativo – sulla base degli esiti della verificazione – si pronuncerà sulla richiesta di correzione del risultato elettorale e di proclamazione dell’Avv. Zicari alla carica di consigliere comunale.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, su proposta dell’assessore regionale agli Enti Locali, Marco Zambuto, ha firmato il decreto di nomina del professor Raffaele Zarbo a commissario straordinario del Comune di Montallegro, in provincia di Agrigento.
L’assessore Zambuto afferma: “La nomina del professor Zarbo, già a capo dell’Ufficio scolastico regionale, si è resa necessaria a seguito della mozione di sfiducia approvata nei confronti del sindaco di Montallegro, Caterina Scalia. Sono sicuro che la gestione commissariale, e il traghettamento verso nuove elezioni, da parte del professor Raffaele Zarbo, saranno improntati all’insegna dell’esperienza amministrativa, della competenza e della massima trasparenza. Gli auguro un proficuo lavoro”.

Dopo due settimane di zona rossa, in Sicilia vi è un significativo rallentamento della pandemia.
E così già dal primo giorno di “zona arancione” i numeri del bollettino settimanale della Protezione Civile, diffusi dall’Ufficio Statistica del comune di Palermo confermano questo trend.

Al termine del periodo di “zona rossa” dunque, i nuovi positivi in Sicilia sono stati 6.351, il 29,6% in meno rispetto alla settimana precedente, quando si era già registrata una diminuzione del 28,8%. I tamponi positivi sono pari al 15,7% delle persone testate, in sensibile diminuzione rispetto al 23,1% della settimana precedente. Dall’analisi dei numeri si evince che gli attuali positivi sono 42.289, 5.365 in meno. In netto calo anche i ricoveri di pazienti Covid: sono 1.529, di cui 204 in terapia intensiva. Rispetto alla settimana precedente sono diminuiti di 129 unità (-23 in terapia intensiva). Infine ammonta ad oltre 90mila il numero dei guariti, che è cresciuto di 11.464 unità rispetto alla settimana precedente. La percentuale dei guariti sul totale positivi è pari al 66,4% (era il 60,8% domenica scorsa). L’unico dato negativo è rappresentato dal numero dei deceduti, 3.478 con un incremento di 252 vittime rispetto alla settimana precedente.

Questi dati confermano – spiega il responsabile dell’Ufficio statistica del Comune, Girolamo D’Anneo – i segnali di rallentamento della pandemia in Sicilia: rispetto alla settimana precedente sono diminuiti i nuovi positivi, gli attuali positivi, i ricoverati, gli ingressi in terapia intensiva e le persone in isolamento domiciliare. E’ però cresciuto il numero dei decessi”.

Per quanto riguarda i dati giornalieri relativi ai nuovi casi, la Sicilia è risulta ieri al quarto posto per contagio in Italia dopo Lombardia, Emilia Romagna e Campania. Le vittime sono 30 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 3.508. Gli attualmente positivi sono 42.202, con un decremento di 87 casi rispetto a ieri. I guariti sono infatti 823. Negli ospedali i ricoveri sono 1.540, 11 in più rispetto a ieri, dei quali 204 in terapia intensiva, lo stesso numero del giorno precedente.

Infine, dopo i “furbetti” dei vaccini, la cronaca registra anche quelli dei ristori. I titolari di due distributori di carburante sono stati denunciati a Palermo dalla Guardia di Finanza: avevano dichiarato di avere subìto un’ingente perdita di fatturato a causa della crisi economica legata all’emergenza Covid percependo illecitamente ristori per 90 mila euro.

In Sicilia due casi di aggressione da parte di uomini arrestati per maltrattamenti davanti a figli minori.
E’ accaduto nel catanese e nel palermitano.

Il 38enne arrestato per maltrattamenti dai carabinieri del comando provinciale di Catania, che sono intervenuti dopo la richiesta di aiuto al 112 del figlio di dieci anni dell’uomo che ubriaco, stava picchiando la moglie. E’ intervenuto anche il personale del 118 che ha medicato la donna, mentre l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari in abitazione diversa dal tetto coniugale.

Due donne sono state aggredite in Sicilia davanti ai figli piccoli, una dal marito nel Catanese e l’altra dell’ex compagno nel Palermitano. I due uomini sono stati arrestati da carabinieri.

Nel palermitano invece è stato arrestato l’ex compagni di una donna che ha picchiato la figlia piccola. Ordinanza cautelare in carcere per lui, emessa dal Gip su richiesta del procuratore aggiunto Laura Vaccaro e dal sostituto Giorgia Righi.

L’uomo, avrebbe pedinato e molestato con molteplici messaggi l’ex compagna. Lo stesso era stato già arrestato nel 2012 poi condannato a 4 anni perché aveva provato ad uccidere a pugni l’allora convivente. Una volta scarcerato, la donna aveva denunciato il pericolo che le violenze potessero ripetersi.

Poste Italiane e Sda continuano la distribuzione del vaccino Moderna contro il coronavirus anche in Sicilia.

I furgoni di Sda, dotati di speciali celle frigorifere, sono giunti nei territori di Enna, Caltanissetta, Catania, Agrinento, Trapani e Palermo ha effettuando oggi la consegna della seconda tranche, ossia 5.400 dosi di vaccino, presso le farmacie ospedaliere delle varie province siciliane, consentendo attraverso un hub dedicata, di poter collegare l’Istituto Superiore di Sanità con sede a Roma, direttamente con le Asl e tutti gli ospedali impegnati nelle vaccinazioni.