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Molto verosimilmente un messaggio intimidatorio è stato perpetrato a Favara allorchè un detenuto agli arresti domiciliari, un favarese di 32 anni, ha trovato sul balcone di casa un bossolo senza ogiva calibro 8 per pistola. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale Tenenza. Bossolo sequestrato. Informata la Procura della Repubblica di Agrigento. Indagini in corso.

La Corte d’Appello di Palermo ha confermato 5 assoluzioni e 2 condanne emesse in primo grado dal Tribunale di Agrigento nell’ambito di un’inchiesta su presunte irregolarità legate alla costruzione del porticciolo turistico di Licata “Marina Cala del Sole”. Come in primo grado sono stati assolti: il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Licata, Vincenzo Ortega, Andrea Occhipinti, 51 anni, a capo del dipartimento finanziario del Comune, Giuseppa Maria Pia Amato, 61 anni, responsabile del Suap, ovvero lo Sportello unico per le attività produttive, e Salvatore Geraci, figlio di Luigi Francesco Geraci, 76 anni, per il quale, così come per Bartolo Consagra, 45 anni, sono state confermate le condanne a 3 mesi di reclusione ciascuno con ammenda. Francesco Geraci, imprenditore di Sommatino, titolare della società “Iniziative immobiliari”, ha eseguito il progetto per la costruzione del porticciolo.

Da oggi Lagalla insegue la poltrona di sindaco di Palermo. In occasione dell’ultimo giorno da assessore ha incontrato Musumeci. L’intervento del presidente della Regione.

Ieri ultimo giorno di lavoro alla Regione, e da oggi, primo aprile, l’inizio della ricerca del consenso a Palermo per sedersi da sindaco a Palazzo delle Aquile: Roberto Lagalla ha salutato il presidente della Regione. E Nello Musumeci ha elogiato e benedetto il suo ex assessore. E ha usato parole che secondo alcuni, se non tanti, sono da interpretare come la promessa, o l’annuncio, di un sostegno alla candidatura a sindaco dell’ex Rettore dell’Università. I due, alla cessazione dell’incarico, si sono incontrati. Musumeci innanzitutto lo ha ringraziato affermando: “E’ una perdita per il governo la sua uscita, ma in politica la parola mai non esiste, continuo a sperare per il futuro ci possano essere mille altre occasioni per potere lavorare assieme pur in ruoli diversi. Ho voluto questo incontro a due perché per me è una occasione per testimoniargli la gratitudine mia e di tutto il governo per l’impegno che ha saputo profondere in quattro anni e mezzo”. E poi, nella prospettiva della corsa di Lagalla a sindaco della capitale di Sicilia, Nello Musumeci ha aggiunto: “Siamo qui per rendere pubblicamente omaggio alla competenza, alla tenacia, alla passione, alla signorilità del professor Roberto Lagalla, che ho avuto il piacere e l’onore di avere componente del governo fin dal primo giorno: dal 29 novembre del 2017. E sarebbe rimasto fino all’ultimo giorno del mandato se non avesse autonomamente deciso di affrontare una sfida che gli fa onore, che è quella di correre per la sindacatura di Palermo, una città da qualche tempo malata di carestia d’amore da parte di chi dovrebbe veramente amarla”. E poi a commento dell’iniziativa del medico radiologo, il presidente della Regione è intervenuto così: “Lagalla ha compiuto una scelta non solo di coraggio ma anche di amore. Non mi occupo di vicende amministrative: sono però convinto di dovere dire in bocca al lupo a Lagalla per questa sua ulteriore sfida. Si è caratterizzato in questi anni per avere rilanciato non soltanto l’assessorato all’Istruzione, con una competenza che gli deriva dalla sua lunga carriera di docente universitario prima e di rettore dopo, ma ha dato anche impulso alla Formazione, che non è stato più argomento da cronache giudiziarie ma è diventato un argomento appassionante avendo messo in perfetta sintonia il mercato del lavoro e il mondo delle imprese. La Formazione era stata abbandonata da tempo al pantano di una politica di bassa lega. Lagalla è riuscito a dare serenità a un comparto che reclamava il diritto di essere messo alla prova. Lagalla, come tutti gli assessori, ha avuto ampia autonomia nella gestione del suo assessorato, l’ha fatto con la competenza dei dirigenti che ha deciso di nominare: io non ho mai interferito nella scelta dei direttori generali”.

Giuliana Miccichè (Teleacras)

Nel 2012, la Ditta T.C. aveva partecipato al bando regionale per la concessione di contributi a valere sulla misura 3.2.2.4 del PO FESR Sicilia 2007/2013 per la promozione dello sviluppo imprenditoriale e la fruizione turistica attraverso interventi di “riconversione e riqualificazione edilizia del patrimonio immobiliare già esistente”.

Ottenuto il finanziamento richiesto per complessivi 94.000 mila euro, la Ditta avviava l’investimento programmato, volto alla riqualificazione di un edificio già esistente.

Una volta completati i lavori di riqualificazione ed aver fornito regolare rendicontazione dei lavori eseguiti, la Ditta presentava domanda di saldo finale che l’Amministrazione regionale provvedeva ad erogare, salvo poi comunicare alla Ditta, dapprima, l’avvio del procedimento di revoca e, successivamente, la revoca del finanziamento concesso con richiesta di restituzione dell’intero importo precedentemente erogato; ciò in quanto i lavori eseguiti avrebbero riguardato una struttura in corso di realizzazione, e non già un immobile già esistente come invece richiesto dal bando, oltre ad una presunta omessa produzione del certificato di agibilità o abitabilità della struttura.

La Ditta, a questo punto, ritenendo illegittima la revoca, e la conseguente richiesta di restituzione, del contributo percepito, decideva di agire in giudizio con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, al fine di ottenere l’annullamento dei provvedimenti impugnati.

In particolare, gli Avvocati Rubino ed Alfieri evidenziavano in giudizio, oltre al resto, l’avvenuto rispetto, in primis, di tutte le prescrizioni del bando, avendo la Ditta realizzato l’investimento su un immobile esistente, manchevole soltanto di infissi e rifiniture e non già di significativi elementi strutturali; oltre ad aver presentato tutta la documentazione richiesta sia al momento della presentazione della domanda di contributo che al momento del collaudo della struttura.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, dopo aver accolto la richiesta cautelare presentata dai difensori della ditta ricorrente e aver sospeso i provvedimenti impugnati, ha definitivamente accolto anche nel merito il ricorso proposto dalla Ditta T.C., la quale, per effetto della suddetta non dovrà restituire l’importo alla stessa precedentemente concesso per oltre 94.000 mila euro oltre interessi.

Lo scorso 14 maggio, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha inflitto, per omicidio volontario non aggravato dalla premeditazione, 17 anni e 4 mesi di reclusione a Raimondo Burgio, 38 anni, di Palma di Montechiaro, imputato reo confesso dell’omicidio del cognato, Ignazio Scopelliti, 45 anni, ucciso il 2 novembre del 2018. Raimondo Burgio, nel corso dell’istruttoria, ha affermato: “Sì, gli ho sparato io perchè temevo di essere ucciso. Un conoscente mi aveva detto che andava in giro armato di un coltello e avrebbe ucciso mia sorella. Stavo rientrando a casa, dal negozio di ortofrutta, e ho visto che stava discutendo con mia madre. Ho avuto paura, gli ho detto di andare via e lui mi ha minacciato. Per questo ho sparato”. Ebbene adesso in Appello il procuratore generale, Giuseppe Fici, a conclusione della requisitoria ha chiesto alla Corte di ridurre la condanna a carico di Burgio ad 8 anni di reclusione per effetto del riconoscimento delle attenuanti generiche e della provocazione. Prossima udienza il 14 aprile per le arringhe dei difensori di parte civile e dell’imputato.

Via libera del Cdm all’election day che si terrà il 12 giugno. Quel giorno ci sarà il primo turno delle elezioni comunali. Nei comuni con più di 15mila abitanti il secondo turno sarà due settimane dopo, il 26 giugno. Il via libera è arrivato dal consiglio dei ministri.

Sono 10 i Comuni chiamati alle urne in provincia di Agrigento: Sciacca, Aragona, Bivona, Campobello di Licata, Cattolica Eraclea, Comitini, Lampedusa e Linosa, Palma di Montechiaro, Santa Margherita di Belice e Villafranca Sicula.

Il sindaco di Bivona Milko Cinà ha sciolto la riserva ed ha deciso di riproporre la propria persona alla corsa finale per la poltrona di primo cittadino. Cinà, che ha ben amministrato nel corso di questi anni, vuol portare a termine la sua attività amministrativa che necessita ancora di ulteriori tempi.
Ecco il testo del post che Cinà ha scritto nella sua pagina di facebook:
Il gruppo politico che mi ha sostenuto in questi cinque anni di mandato e tanti altri nuovi operatori politici che oggi mi stanno al fianco mi hanno chiesto una nuova candidatura. Ho accettato con grande entusiasmo e tanto senso di responsabilità. Sarò, dunque, ancora il candidato Sindaco di questa meravigliosa Città.
Perché l’impegno preso con la mia Città mi spinge ad andare ancora avanti con più passione che mai.
Perché ciò che è iniziato con fatica, non può restare a metà.
Perché oggi più che mai mi sento di dedicare ancora tutte le mie energie alla mia Città …con la consapevolezza che c’è ancora tanto da fare.
Perché la mia squadra ha fiducia in me! Perché Bivona ha avuto fiducia in me!
Perché non mi sono mai arreso davanti ai no e testardamente sono riuscito a portare a casa risultati utili e concreti per la mia gente.
Perché sono una persona onesta e leale.
Perché la mia famiglia condivide i miei principi e mi sta accanto.
Mi ricandido inoltre perché con la gente di Bivona ho condiviso gioie e difficoltà, anche di questi anni così difficili.
Perché ho avuto e avrò un solo obiettivo: far crescere la comunità di cui sono orgoglioso di far parte ed in cui ho scelto di costruire la mia famiglia.
Perché dico con franchezza ciò che penso e non ho paura della verità.
Perché sono stato dalla parte della gente con i fatti e non ho mai alimentato illusioni.
Perché ho lavorato con umiltà, accettando critiche e scegliendo sempre una direzione condivisa dai miei concittadini.
Ho deciso di ricandidarmi perché il giudizio più importante è quello dei Bivonesi ed in particolare di tutti i giovani, perché a noi è affidato il bene più importante: il loro futuro!
Invito chi ha creduto, chi continua a credere e quanti vorranno ad unirsi al progetto già iniziato…perché la storia continua!
Perché la storia dipende da noi…cuore a Bivona, sguardo al futuro!
Condividi Bivona, l’impegno continua!

Sabato 2 aprile alle ore 11.00, presso la sede provinciale del partito, in viale Leonardo Sciascia 82, ad Agrigento, si terrà la conferenza stampa di ufficializzazione dell’adesione a Fratelli d’Italia dell’ex deputato regionale, già Sindaco di Cammarata, Vincenzo Giambrone.

All’evento saranno presenti il commissario provinciale Calogero Pisano ed i vertici locali del partito.

I Carabinieri del Nas di Palermo e della Compagnia di Agrigento, nel corso di un controllo in una pescheria a Porto Empedocle, hanno riscontrato il cattivo stato di conservazione, e senza l’obbligatoria tracciabilità, di prodotti ittici. Il titolare, un empedoclino di 48 anni, è stato denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento per le ipotesi di reato di detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione, mancanza di tracciabilità dei prodotti alimentari, omesso aggiornamento della registrazione sanitaria della pescheria, e mancata attuazione del piano di autocontrollo. E’ stato multato per 4.500 euro. Complessivamente sono stati sequestrati 80 chili di pescato.

A Canicattì i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato due immigrati dal Marocco in flagranza di reato di furto in abitazione nei pressi di piazza San Calogero. Il proprietario, un pensionato di 68 anni, si è accorto dei due ladri e ha telefonato al 112. I Carabinieri, giunti subito sul posto, li hanno sorpresi con la refurtiva tra le mani. Si tratta di Halomi Yassine, 26 anni, e Alì Ad Hamza, 24 anni, entrambi pregiudicati. Sono reclusi nel carcere di Enna.