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La Direzione investigativa antimafia e la Guardia di Finanza di Trapani hanno eseguito un ordine di sequestro emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale a carico di un imprenditore di Alcamo operante nel settore degli appalti pubblici e della formazione professionale. In totale sono stati sequestrati beni per 2 milioni e mezzo: sei aziende operanti nel settore della formazione professionale, edile e del commercio; il 50% delle quote di una società immobiliare; 4 immobili e 6 rapporti finanziari. Secondo quanto emerso dalle indagini, a cui hanno contributo alcuni collaboratori di giustizia, l’imprenditore sarebbe ritenuto pericoloso e appartenente a un’associazione di tipo mafioso che avrebbe conseguito illeciti profitti derivanti da finanziamenti pubblici previsti anche in favore della formazione professionale.

I funzionari dell’Agenzia delle Dogane di Palermo hanno accertato in un deposito commerciale di carburanti agricoli un’evasione di accisa e Iva per circa 6 milioni e 950mila euro. Sono stati individuati 51 soggetti, tra i quali alcuni risultati deceduti alla data del rifornimento di carburante o che hanno cessato la partiva Iva, ai quali erano stati forniti circa 10 milioni e 820mila litri di gasolio agevolato per uso agricolo, sebbene non avessero titolo per usufruirne poiché sprovvisti del provvedimento di assegnazione eventualmente concesso dagli Ispettorati provinciali per l’Agricoltura. L’imposta evasa, per un importo di 4 milioni e 950mila euro di accisa e 2 milioni di euro di Iva, è stata generata dalle differenti aliquote tra il prodotto agevolato (22% dell’aliquota d’accisa e IVA al 10%) e quello ad imposta piena. Il titolare del deposito è stato denunciato e rischia la reclusione da uno a cinque anni nonché una multa da 9 milioni e 900mila euro a 49 milioni e 500 mila euro.

Con due distinti provvedimenti del mese di maggio 2021 il Comune di Camastra e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato disponevano rispettivamente la sospensione dell’autorizzazione per l’esercizio di attività commerciale e della rivendita ordinaria di generi di monopolio in Camastra, con contestuale chiusura provvisoria della medesima rivendita esercitata dalla sig.ra C.C.

In particolare, i detti provvedimenti venivano adottati dalle amministrazioni in ragione del fatto che con decreto del 5 maggio 2021 il Tribunale di Palermo – Sezione I Penale – Misure di Prevenzione –, aveva ordinato nei confronti della sig.ra C.C. l’imposizione dei divieti di cui all’art.67, commi 1 e 2 del D. Lgs. 159/2011 (codice delle leggi antimafia), ritenendo che la rivendita di tabacchi fosse riconducibile all’ex coniuge della sig.ra C.C., già condannato per i delitti di associazione mafiosa e tentata estorsione aggravata e sottoposto altresì a misura di prevenzione.

Ne scaturiva un contenzioso nel corso del quale la sig.ra Cascia, difesa dagli avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza evidenziavano l’erronea applicazione da parte delle amministrazioni della normativa antimafia.

Più specificatamente gli avv.ti Rubino e Piazza rappresentavano che il presupposto per l’applicazione dei divieti e delle decadenze delle licenze e dalle autorizzazioni ex art.67 D. Lgs. 159/2011, nonché la sospensione dell’efficacia delle licenze e delle autorizzazioni ai sensi del comma 3 della medesima norma è la sussistenza di un provvedimento definitivo di applicazione della misura di prevenzione.

Gli avv.ti Rubino e Piazza evidenziavano che nel caso specifico il decreto reso Tribunale di Palermo – Sezione I Penale – Misure di Prevenzione è stato oggetto di impugnazione innanzi la Corte di Appello di Palermo e che tale giudizio è ancora pendente e, pertanto, il provvedimento di applicazione della misura di prevenzione adottato nei confronti della sig.ra C.C., non avendo assunto il carattere di definitività previsto dall’art.67 del D. Lgs. 159/2011, non poteva validamente sostenere i provvedimenti adottati dal Comune di Camastra e dall’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli – Direzione Regionale per la Sicilia – Ufficio Monopoli Sez. distaccata di Agrigento.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, condividendo le tesi difensive degli avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza, con ordinanza resa in data 20 dicembre 2021 ha affermato che le cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’art. 67 del D. Lgs. 159/2011 che operano di diritto sono costituite dai provvedimenti definitivi di applicazione delle misure di prevenzione e dalle condanne con sentenza definitiva o confermata in appello per i delitti consumati o tentati ivi elencati e quindi, essendo pendente l’appello, l’art.67 non poteva essere posto a base degli atti impugnati, così come lamentato dalla sig.ra C.C..

Inoltre, Consiglio di Giustizia Amministrativa ha ritenuto, come prospettato dagli avv.ti Rubino e Piazza, sussistente il pregiudizio grave ed irreparabile, avuto riguardo alla circostanza che la rivendita di tabacchi costituisce l’attività lavorativa della sig.ra C.C. e, pertanto, ha accolto l’istanza cautelare proposta.

Pertanto, per effetto della suddetta ordinanza, la rivendita di tabacchi in Camastra potrà nuovamente essere esercitata e la sig.ra C.C. potrà richiedere il risarcimento dei danni subiti nel periodo di illegittima chiusura dell’attività.

In riferimento alle traversate migratori nel Canale di Sicilia, il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, a consuntivo del 2021 ha dichiarato: “Siamo a circa 35mila arrivi di migranti a Lampedusa.E’ stato un anno ancora più pesante del 2020, quando avevamo sfiorato i 20mila arrivi. Per quanto riguarda la gestione degli immigrati e il covid fino ad ora non si sono verificate situazioni di particolare contagio. Il numero dei positivi, fino a questo momento, è sempre stato abbastanza contenuto. I migranti sono minuziosamente controllati”.

Spegne oggi 111 candeline sulla torta di compleanno, raggiungendo così il primato di essere la nonna della Provincia di Messina e la donna più anziana di tutta la Sicilia.

Si tratta di Giuseppa Comandè, che vive a Sant’Agata di Militello. L’Associazione Giustitalia (www.associazionegiustitalia.it), che si occupa su scala nazionale del recupero di buoni postali e Titoli di Stato, e della quale la stessa signora Giuseppa è socia onoraria, ne traccia un quadro biografico essenziale.

Nonna Giuseppa è nata il 23 dicembre di 111 anni fa a Palermo, ha visto attentati e stragi ma anche la nazionale italiana di calcio quattro volte campione del Mondo e due volte Campione d’Europa. Ma, soprattutto, è sopravvissuta a tre epidemie: spagnola (1918-1920), sars (2004) e quella ancora attuale, del covid-19. Da qualche anno, tramite l’Associazione Giustitalia, sta promuovendo la riscossione di un vecchio buono postale da 5 milioni di lire del 1985 che oggi vale circa 46 mila euro.

“Il sondaggio commissionato da Italpress ad Antonio Noto conferma ciò che diciamo da mesi: Musumeci è il migliore candidato del centrodestra e con Musumeci candidato presidente il centrodestra vince contro chiunque.”
L’on. Giusi Savarino commenta il sondaggio che conferma Musumeci il primo per conoscibilità in Sicilia e vincente in tutti i duelli con i potenziali candidati avversari.” E aggiunge la portavoce di #db
“Ma il dato che ci conforta di più è la crescita consolidata di #diventeràbellissima sondato al 9%, che premia il nostro lavoro in Ars e sul territorio. Dopo i risultati delle elezioni amministrative non è una novità che il nostro movimento lavora per superare le due cifre anche alle prossime regionali, il prestigioso sondaggio di Noto conferma che le nostre ambizioni sono alla portata di mano. Difficile trovare in Sicilia un candidato presidente così conosciuto e apprezzato come Musumeci, che porta in dote una forza politica in crescita che sfiora il 10%. Non c’è gratificazione migliore del riconoscimento del lavoro fatto finora.”

155 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento -nella giornata del 22 dicembre – a fronte di 407 tamponi processati. Il dato emerge dal bollettino diffuso dall’Asp di Agrigento. Non ci sono nuove vittime ma ben 2 accessi in ospedale. I guariti sono 70.

Trenta le persone ricoverate: 28 all’ospedale di Ribera e 2 al San Giovanni di Dio di Agrigento. Sette, invece, le persone ricoverate in terapia intensiva a Ribera; una persona ricoverata presso la struttura lowcare fuori provincia.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento 142; Alessandria della Rocca 2; Aragona 11; Bivona 9; Burgio 0; Calamonaci 9; Caltabellotta 0; Camastra 4; Cammarata 63; Campobello di Licata 61; Canicattì 119; Casteltermini 23; Castrofilippo 153; Cattolica Eraclea 65; Cianciana 2; Comitini 5; Favara 67; Grotte 4; Joppolo Giancaxio 4; Licata 48; Lucca Sicula 12; Menfi 9; Montallegro 0; Montevago 3; Naro 20; Palma di Montechiaro 9; Porto Empedocle 29; Racalmuto 5; Raffadali 20; Ravanusa 37; Realmonte 25; Ribera 118; Sambuca di Sicilia 10; San Biagio Platani 0; San Giovanni Gemini 51; Sant’Angelo Muxaro 3; Santa Elisabetta 26; Santa Margherita di Belìce 7; Santo Stefano Quisquina 0; Sciacca 49; Siculiana 9; Villafranca Sicula 1; Navi accoglienza 1.

“Un Natale che non ci aspettavamo”. Esordisce così il commissario straordinario dell’Asp di Agrigento, Mario Zappia, nel consueto punto settimanale sull’andamento epidemiologico in provincia. Notizie per nulla confortanti che confermano il trend a cui stiamo assistendo anche nel resto d’Italia. La curva dei contagi continua a salire con la variante Omicron che si diffonde sei volte di più rispetto a quella Delta.

L’ospedale di Ribera è ormai pieno con 31 pazienti ricoverati nel reparto di medicina e 7 in terapia intensiva. Per questo motivo l’Asp ha deciso di aprire un’altra ala del Fratelli Parlapiano mentre è stato già messo in allerta l’ospedale di Agrigento. “Adesso la situazione sta diventando drammatica perché ci stiamo preparando al peggio” ha dichiarato Mario Zappia. Anche sul fronte della campagna vaccinale le notizie che arrivano non sono delle migliori: in provincia di Agrigento 60 mila persone ancora oggi non hanno neanche una dose di vaccino. Bene il dato sulle terze dosi e si registra un’impennata sulle prime dosi con 1.200 persone vaccinate a settimana. Malissimo, invece, il dato sui bambini: sono soltanto 268 su 25 mila quelli che hanno ricevuto la prima dose. Un dato sconfortante.

“Stiamo lavorando perché ci prepariamo a nuove aperture, nuove disposizioni. Stiamo chiedendo ai sanitari di stare allerta e di prepararsi a straordinari e nuovi turni. La raccomandazione finale è quella di vaccinarsi: è fuori ogni dubbio che è l’unica arma che ci protegge da malattia grave.” ha concluso Zappia.

Tragedia ad Agrigento. Un 18enne originario del Bangladesh, Ahmod Abulkayer, è deceduto in ospedale nella serata di ieri in seguito ai gravi traumi riportati dopo essere stato travolto da un’auto in corsa lungo viale Leonardo Sciascia, nel quartiere di Villaggio Mosè. Il giovane è stato investito martedì mattina da un’auto guidata da un 35enne di Agrigento.

La posizione di quest’ultimo, adesso, si aggrava e nelle prossime ore potrebbe scattare la contestazione di omicidio stradale. Il giovane era stato soccorso dall’automobilista che lo aveva investito e poi trasferito con ambulanza all’ospedale di Agrigento dove i medici hanno fatto di tutto per strapparlo alla morte. Ieri sera, alle 22:30, la tragica notizia del decesso.

Sei ditte, con sede in Agrigento, avevano impugnato, dinanzi al T.A.R. Palermo, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Calogero Marino, i provvedimenti con i quali l’Assessorato regionale Agricoltura, Sviluppo rurale e Pesca mediterranea aveva inserito le domande di partecipazione dalle medesime presentate – tutte inizialmente ammesse nella graduatoria provvisoria – nell’elenco delle istanze non ammissibili.

Il Tar Palermo, ritenendo fondate le censure con le quali i difensori Rubino e Marino avevano contestato sia il difetto di istruttoria e di motivazione dei provvedimenti impugnati sia l’adozione dei medesimi da parte del dirigente del Servizio 8 del Dipartimento Sviluppo Rurale e Territoriale dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura in luogo del competente Dirigente generale del medesimo Dipartimento, aveva accolto il ricorso proposto dalle sei ditte agrigentine e, per l’effetto, aveva annullato i provvedimenti impugnati.

La suddetta sentenza – impugnata dall’Amministrazione regionale con ricorso proposto dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrazione per la Regione Siciliana poi dichiarato improcedibile – aveva altresì disposto la condanna dell’Amministrazione resistente al pagamento delle spese processuali.

Le sei ditte, a fronte del mancato pagamento, da parte dell’Amministrazione regionale, delle spese di giudizio e del contributo unificato dalle stesse versato, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Carmelinda Gattuso, decidevano a questo punto di rivolgersi nuovamente ai Giudici Amministrativi al fine di ottenere l’integrale esecuzione della sentenza precedentemente resa dal T.A.R. Palermo, con condanna dell’Assessorato anche al pagamento di una penalità di mora, ai sensi dell’art. 114 c.p.a., per la successiva inosservanza ed il ritardo nell’esecuzione del giudicato.

Ebbene, il T.A.R. Palermo, accogliendo anche il nuovo ricorso proposto dalle ditte ricorrenti, ha così dichiarato l’obbligo dell’amministrazione intimata di procedere, entro sessanta giorni, al pagamento delle spese processuali liquidate in sentenza, oltre al rimborso del contributo unificato corrisposto.

I Giudici del T.A.R. hanno, altresì, accolto la richiesta, formulata dai legali Rubino e Gattuso, di condanna alla penalità di mora nel caso di persistente inottemperanza dell’Amministrazione resistente e nominato il Segretario generale della Regione Siciliana quale commissario ad acta incaricato di provvedere, in via sostitutiva, al compimento degli atti necessari per dare esecuzione alla sentenza .

Infine, con la medesima pronuncia, l’Amministrazione regionale è stata condannata a rimborsare alle sei ditte agrigentine anche le spese processuali del giudizio di ottemperanza, oltre accessori di legge e refusione del contributo unificato dalle medesime corrisposto.