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Ad Agrigento si è insediato il consiglio distrettuale di disciplina degli avvocati. I fori di Agrigento e Sciacca sono inseriti nell’organismo, che si occupa, secondo la recente riforma, di istruire e definire i procedimenti disciplinari, insieme ai colleghi di Trapani, Marsala, Palermo e Termini Imerese. Gli avvocati agrigentini che sono parte del consiglio di disciplina sono Antonino Gaziano, consigliere nazionale forense ed ex segretario e presidente del consiglio dell’Ordine, poi Giuseppe Barba, Tanja Castronovo, Salvatore Manganello e Gisella Spataro.

Si continua a indagare dopo l’agguato al favarese Carmelo Nicotra, avvenuto il 23 maggio del 2017, in via Torino, traversa di via dei Mille, a Favara. Diversi i colpi di kalashnikov indirizzati all’uomo che riuscì a scampare all’agguato.

Secondo gli inquirenti, le armi sequestrate al 35enne Gerlando Russotto, arrestato lo scorso agosto con l’accusa d’aver preso parte a un agguato in Belgio ai danni di Saverio Sacco, potrebbero essere le stesse usate durante l’agguato, andato fallito, al favarese Nicotra.

Ecco perché si vogliono fare ulteriori accertamenti. I plichi con le armi, le munizioni e la stoffa che era stata usata per avvolgerle sono stati aperti e ispezionati. Saranno quindi passate al setaccio al fine di trovare elementi utili che possano confermare questa tesi. Si è alla caccia di impronte e riscontri di tipo balistico. Dopo il prelievo salivare nei confronti di tutti gli indagati, nel laboratorio di genetica forense della Questura di Palermo, alla presenza di difensori e consulenti di parte, si è passati agli accertamenti sul fucile e sulla pistola.

Nel registro degli indagati, nel novembre dell’anno scorso, sono finiti: Calogero e Antonio Bellavia, di 27 e 44 anni, Calogero ed Emanuele Ferraro, di 39 e 40 anni, quest’ultimo poi ucciso qualche mese dopo in via Diaz, e Carmelo Vardaro di 39 anni.

Su di loro pende l’accusa di tentato omicidio aggravato e ricettazione.

Nelle settimane scorse la Dda ha iscritto sul registro degli indagati prima Gerlando Russotto e poi altre due persone: i favaresi Francesco Di Benedetto, 28 anni, e Michelangelo Bellavia, 30 anni. Gli indagati in tutto sono 7.

Ricordiamo che l’agguato a Nicotra è stato subito collegato all’omicidio avvenuto sempre a Favara nell’ottobre 2016 quando a perdere la vita davanti a un supermercato è stato l’empedoclino Carmelo Ciffa. Da quel giorno diversi fatti di sangue si sono registrati nell’asse Favara-Porto Empedocle-Belgio.

Si tratta di una manifestazione sportiva non agonistica aperta a tutti dai nonni ai nipotini per condividere un momento di comunione e di sana e salutare passeggiata in occasione del Natale. Un solo obbligo per tutti i partecipanti, ovvero quello di indossare un vestito di Banno Natale o quantomeno il cappellino natalizio. L’appuntamento è per le ore 7.00 di domenica 23 dicembre prossimo in piazza Cavour a Favara dove è programmato il raduno dei partecipanti, poco dopo, alle ore 7:30 inizierà la “CHISTMAS RUN 5K” percorrendo il tracciato cittadino che ricalcherà per grandi linee quello del “Virtual 5.30” la passeggiata in concomitanza internazionale svoltasi qualche mese fa ed organizzata sempre dalle due associazioni di podisti. Un percorso che si snoderà per via Vittorio Emanuele, Francesco Crispi, Beneficenza Mendola, Collina San Francesco, Ponte Tre Archi, corso Vittorio Veneto, via Kennedy, via IV Novembre, via Roma con ritorno in piazza Cavour dove ad attendere i partecipanti ci saranno panettoni, pandoro, Vin Brulé e the caldo. A chi termina la passeggiata, arrivati in piazza Cavour, sarà consegnato un numero per concorrere all’estrazione di numerosi premi offerti da alcune attività commerciali di Favara. Appuntamento per la “CHISTMAS RUN 5K” alle ore 7:00 di domenica 23 dicembre 2018 in piazza Cavour a Favara.

Un agrigentino di 34 anni, Salvatore Pitrone, è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio dagli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento.

I poliziotti hanno rinvenuto, all’interno della sella del motorino dell’uomo, 10 panetti di hashish per un totale di quasi un 1 kg. Il ciclomotore era parcheggiato in via Venezia piccola arteria nei pressi di via Callicratide.

L’uomo oggi comparirà davanti al Gip del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano per l’udienza di convalida. Attualmente il 34enne è agli arresti domiciliari su disposizione del magistrato di turno.

Pitrone era già stato coinvolto nelle inchieste “Capo dei capi” e “Gioventù bruciata”.

E’ stato assolto dalle accuse di tentato omicidio e sequestro di persona ai danni dell’anziano padre, nonché di resistenza a pubblici ufficiali e lesioni personali nei confronti degli operatori di Polizia giudiziaria.

L’imputato, Alessandro Francesco La Torre, 45 anni di Sciacca (difeso dall’avvocato Stefano Antonio Scaduto) è stato assolto dal Giudice per l’udienza preliminare Rosario Di Gioia all’esito del giudizio abbreviato scelto dal difensore, per la non imputabilità dello stesso per avere agito in uno stato di totale incapacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

I fatti oggetto del processo avvennero la notte del 20.10.2017 quando la Polizia di Stato di Sciacca, in collaborazione con i Carabinieri, arrestò in flagranza La Torre per avere aggredito e ferito il padre, Giuseppe La Torre, già sindaco della città termale, trovato sul pavimento in una pozza di sangue e che chiedeva aiuto  . Concitate le fasi dell’arresto dell’uomo che reagì aggredendo il personale delle forze dell’ordine intervenuto in gran numero.

Adesso, a conclusione del processo di primo grado Alessandro Francesco La Torre è stato assolto per l’assoluta incapacità di intendere e volere.

La riduzione dell’aggio sui Gratta e Vinci è inaccettabile. Tagliare 0,25 punti vuol dire scippare circa 22 milioni di euro alle tabaccherie e agli altri punti vendita.

Così Assotabaccai Confesercenti commenta l’emendamento alla manovra che passa dal 8% al 7,75% il compenso per la raccolta di gioco: una riduzione che equivale ad un taglio di oltre il 3% di quanto percepito dai tabaccai. L’emendamento è stato depositato dal Governo in Commissione Bilancio al Senato dopo la bollinatura della Ragioneria dello Stato.

Così si taglia da un giorno all’altro il fatturato di migliaia di imprese che svolgono comunque un servizio di pubblica utilità: siamo tra i principali esattori dello Stato, un ruolo per il quale mettiamo tutti i giorni a rischio la nostra sicurezza. E lo si fa per giunta in un momento di rallentamento generale dell’economia ed in particolare della domanda interna. Tra tagli dell’aggio e aumenti di tassazione sui giochi, si innescano continui elementi di precarietà in un comparto già segnato dalla frenata della spesa e dal calo delle vendite degli altri prodotti. Chiediamo al Governo di fermare immediatamente l’emendamento.

“Il Comune di Sciacca sale sempre più in classifica tra i comuni più virtuosi in Sicilia nella raccolta differenziata. Lo certificano gli ultimi dati ufficiali diffusi dal Dipartimento regionale dei Rifiuti, con un report pubblicato on line sul sito della Regione Siciliana. A settembre abbiamo toccato quota 76,2 per cento: il dato migliore”. È quanto rendono noto il sindaco Francesca Valenti e l’assessore alla Gestione dei Rifiuti Carmelo Brunetto esprimendo soddisfazione. 

“Il Comune di Sciacca – spiegano – con il suo 76,2 per cento di raccolta differenziata risulta nel mese di settembre terzo in Sicilia tra i comuni superiori ai 10 mila abitanti e quinto tra i comuni della provincia di Agrigento. Un dato che è partito dal 34,2 per cento di marzo quando è stato ampliato il sistema di raccolta differenziata col metodo porta a porta, per poi cominciare a crescere fino a oltrepassare a luglio il 70 per cento e mantenersi ancora su questi livelli anche negli ultimi mesi, che la Regione certificherà nei prossimi report”.

Il sindaco Francesca Valenti e l’assessore Carmelo Brunetto ringraziano i cittadini per la collaborazione e gli uffici del Settore Ecologia del Comune di Sciacca per l’attività svolta. 

Sono cinque gli avvocati agrigentini che si insediano oggi pomeriggio nel consiglio distrettuale di disciplina: si tratta di Antonino Gaziano, consigliere nazionale forense nell’ultimo mandato e per tanti anni segretario e presidente del consiglio dell’Ordine; Giuseppe Barba, Tanja Castronovo, Salvatore Manganello e Gisella Spataro.

Il loro compito sarà – tra gli altri – di definire i vari procedimenti disciplinari.

Rogo a Palma di Montechiaro dove a bruciare è stata l’automobile di una casalinga originaria del luogo.La vettura della donna, una 34enne,  è stata pesantemente danneggiata dalle fiamme che si sono sviluppate in via Platone, martedì sera, e domate dai vigili del fuoco, intervenuti sul posto dopo una segnalazione.

Del fatto si stanno occupando i carabinieri della locale Compagnia che non escludono alcuna pista investigativa.

Questa volta il “colpo” lo hanno fatto i carabinieri della Tenenza di Ribera che, al termine di una attività info-investigativa – sono riusciti a recuperare oltre 10 mila euro di merce rubata. Il “bottino” è stato ritrovato all’interno di un’abitazione in cui 5 ragazzi romeni custodivano la refurtiva.

Nel corso di un massiccio dispositivo di controllo del territorio, disposto nelle ultime ore dal Comando Provinciale Carabinieri Agrigento, i militari della Tenenza di Ribera hanno intensificato i posti di blocco in vari angoli del centro crispino. Durante uno di questi controlli, è stato fermato un giovane romeno, 30 enne, beccato in possesso di un pc-notebook occultato all’interno della sua autovettura.

A quel punto, è stato forte il sospetto dei Carabinieri, che hanno deciso di effettuare ulteriori verifiche presso l’abitazione in cui vive l’uomo. Nel corso della successiva perquisizione infatti, in un sottoscala ispezionato dai militari, è saltato fuori un consistente quantitativo di oggetti, in particolare personal computers ed attrezzatura elettrica varia, subito sequestrati ed in gran parte già riconosciuti dal personale addetto agli istituti scolastici che avevano subito i furti.

E’ sembrato fin da subito chiaro ai militari che ciò che avevano davanti probabilmente era il frutto di diversi furti avvenuto negli ultimi tempi in alcune scuole di Ribera tra cui gli istituti “Navarro” e “Don Bosco”.

Il valore della refurtiva recuperata, ammonta complessivamente a circa  10.000 euro. Al termine degli accertamenti, per i cinque cittadini romeni, 4 uomini ed una donna, è subito scattata una denuncia all’Autorità Giudiziaria, con l’accusa di “Ricettazione”. Presso la Tenenza dei Carabinieri di Ribera, continueranno nei prossimi giorni le attività di riconoscimento degli oggetti trafugati.