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Stanno circolando in rete false e-mail, inviate da un indirizzo di posta elettronica apparentemente riconducibile all’Istituto e recanti la firma di un Direttore INPS. Nella mail si comunica al contribuente che una sua domanda non è stata accolta per mancanza di documentazione e lo si invita a “prendere visione della documentazione esaustiva riguardante la sua richiesta e il provvedimento, entrambi presenti nell’archivio allegato e scaricabile nella presente e-mail”.

Il file allegato in formato .zip contiene un malware che, una volta aperto, si installa nel sistema del computer o di altro dispositivo elettronico utilizzato producendo danni, rubando ed eliminando dati o sottraendo informazioni riservate come le password personali.

Queste mail non sono inviate da INPS, anche se contengono il logo e nominativi di personale dell’Istituto e utilizzano un linguaggio in parte compatibile con le nostre comunicazioni.

INPS non invia questa tipologia di comunicazione. La nostra raccomandazione è:

Nella mattinata di ieri si è tenuta in Prefettura una riunione del CPOSP, presenti il Sindaco di Agrigento ed il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale, nel corso della quale è stata esaminata la situazione dell’Ordine e della Sicurezza pubblica nel capoluogo a seguito dei numerosi atti vandalici perpetrati soprattutto nel centro storico ed anche in relazione alla presenza di numeri elevati di giovani che affollano nei fine settimana le strade e le piazze dello stesso centro storico.

Nell’occasione è’ stato illustrata dal Prefetto, Maria Rita Cocciufa, la bozza di Protocollo d’intesa denominato “Il Controllo di Vicinato” proposto per la sottoscrizione  tra il Prefetto ed il Sindaco del Comune di Agrigento, con l’adesione dei Responsabili provinciali delle Forze dell’Ordine.

Con il protocollo, strumento pattizio di sicurezza partecipata già adottato in varie realtà territoriali,  si intende stimolare il coinvolgimento della cittadinanza o, facendo leva sul “senso civico”, almeno di fasce di società civile, nella tutela della sicurezza intesa come bene comune attraverso il rafforzamento della collaborazione tra Prefettura, Forze di Polizia territoriali, Comune Capoluogo e società civile nell’azione di contrasto alla criminalità diffusa.

Questi, in particolare, i principali obiettivi: contribuire all’attività di prevenzione e controllo del territorio; accrescere la consapevolezza dei cittadini sulle problematiche del territorio e il livello di protezione dei propri beni con piccole cautele e misure di difesa passiva; promuovere la sicurezza partecipata attraverso la reciproca attenzione e il vicinato solidale; favorire la coesione sociale.

Il Protocollo prevede la formazione di una rete di gruppi di controllo del vicinato, i quali svolgeranno attività di osservazione, soprattutto nelle contrade esterne e nelle zone maggiormente esposte,   avendo cura  di segnalare alle Forze dell’ordine ovvero alla Polizia Locale ogni fatto o circostanza sospetta nella propria zona di residenza, che possa avere riflessi sulla sicurezza pubblica, sul decoro urbano e su fenomeni di disagio sociale.

Il modello che si intende delineare vuole costituire una  strategia di intervento, innovativa per il territorio agrigentino, che recependo le istanze della cittadinanza ne intende cogliere i segnali positivi di volontà di partecipazione veicolandole in un’ottica di sicurezza integrata ed  indirizzandole in un  percorso di legalità diffusa.

Tale attività potrà essere utile anche ad incrementare il patrimonio di conoscenza delle Forze di Polizia statali e locale, attraverso il contributo di notizie che potrà essere fornito, nel rispetto di procedure,  competenze, responsabilità e ruoli, dai cittadini attivi.

L’Amministrazione comunale procederà ad una dettagliata “mappatura” dei siti (quartieri, luoghi pubblici, immobili, etc.), dove sono presenti particolari situazioni di degrado e di disagio sociale che risultino comunque in stato di abbandono e di incuria al fine di sviluppare mirate pianificazioni, e ad individuare i gruppi aderenti ed i relativi coordinatori.

L’Amministrazione Comunale, allo scopo di disporre di un sistema funzionale al razionale controllo del territorio, provvederà ad avviare progetti per implementare gli impianti di videosorveglianza  nelle aree individuate, d’intesa con le Forze di Polizia, e promuoverà campagne di sensibilizzazione dei cittadini, che saranno invitati a fornire il loro contributo con l’attuazione del progetto “Controllo di vicinato”.

La Prefettura curerà il coordinamento generale dell’iniziativa promuovendo un’adeguata formazione ai coordinatori dei gruppi di vicinato sul territorio, convocando le riunioni di coordinamento delle Forze dell’ordine per monitorare lo stato di attuazione del progetto e valutare l’adozione di eventuali modifiche.

La proposta ha riscontrato l’interesse di tutti i partecipanti che, condividendone finalità ed impostazione, hanno assicurato la massima disponibilità a proseguire nell’iter per la stipula e la successiva attuazione.

A Caltanissetta un venditore ambulante di 43 anni, Mirco Seminara, è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco ad una gamba in via Turati, dove è stato intento a vendere frutta e verdura. L’ambulante è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia da un conoscente che ha riferito di averlo trovato in via Niscemi accasciato a terra insanguinato. I Carabinieri si sono subito recati in ospedale per ascoltare la vittima. Indagini in corso.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, ha rinviato a giudizio l’avvocato Francesca Picone, 47 anni, di Agrigento, imputata di calunnia allorchè avrebbe accusato alcuni suoi colleghi professionisti, giornalisti e anche utenti dei social di avere ordito un complotto al fine di screditarla. E ciò nell’ambito dei noti accadimenti caratterizzati dai contrasti con l’avvocato Giuseppe Arnone. La prima udienza è in calendario il prossimo 26 aprile innanzi al giudice monocratico Iacopo Mazzullo. La Procura, rappresentata dal sostituto procuratore Paola Vetro, aveva chiesto il non luogo a procedere o la restituzione degli atti per formulare un nuovo capo di imputazione in sostituzione di quello contestato poiché ritenuto “generico e indeterminato”.

Dal 31 marzo, quando scadra’ lo stato di emergenza, che il governo non proroghera’, “non sara’ piu’ in vigore il sistema delle zone colorate e le scuole resteranno sempre aperte per tutti: saranno infatti eliminate le quarantene da contatto. Cessera’ ovunque l’obbligo delle mascherine all’aperto, e quello delle mascherine FFP2 in classe”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in occasione della visita al teatro del Maggio musicale fiorentino.

Dal primo aprile, dunque, “non sarà più in vigore il sistema delle zone colorate. Le scuole resteranno sempre aperte per tutti: saranno infatti eliminate le quarantene da contatto. Cesserà ovunque l’obbligo delle mascherine all’aperto, e quello delle mascherine FFP2 in classe. Metteremo gradualmente fine all’obbligo di utilizzo del certificato verde rafforzato, a partire dalle attività all’aperto – tra cui fiere, sport, feste e spettacoli. Continueremo a monitorare con attenzione la situazione pandemica, pronti a intervenire in caso di recrudescenze. Ma il nostro obiettivo è riaprire del tutto, al più presto”.

5.272 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 37.204 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 5.795. Il tasso di positività scende al 14,1% ieri era al 17,3%. L’isola è al terzo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 231.878 con un decremento di 16.059 casi. I guariti sono 21.449 mentre le vittime sono 38 e portano il totale dei decessi a 9.348. Sul fronte ospedaliero sono 1.215 ricoverati, in terapia intensiva sono 81.

Questa la situazione nei Comuni capolguogo: Palermo con 1.630. casi, Catania 878, Messina 919, Siracusa 532, Trapani 352, Ragusa 308, Caltanissetta 232, Agrigento 456, Enna 121.

Un altro pasticcio al Comune di Agrigento. “Abundans cautela non nocet”, la prudenza non è mai troppa. Eppure al Comune di Agrigento e solo per gettare fumo negli occhi in vista delle prossime elezioni regionali, fumo di antica e becera memoria, hanno preferito avviare il procedimento per indire una selezione pubblica per 30 agenti di polizia locale. Assunzioni! E la copertura finanziaria? Poco importa se manca la copertura finanziaria e la programmazione nel piano di fabbisogno del personale. Poco importa se mancano le condizioni per la determina dirigenziale. Il  bando approvato con determinazione dirigenziale fa decorrere il termine per la presentazione delle domande ESCLUSIVAMENTE dalla pubblicazione dell’estratto sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana – Serie Concorsi, che non può avvenire proprio perché non si sono ESPRESSAMENTE  verificate le condizioni suddette:  copertura finanziaria e programmazione nel piano di fabbisogno del personale. L’asino vola e se non vola la colpa è delle norme. Al di là di ogni battura scherzosa, dobbiamo seriamente riflettere e comprendere che si tratta di attività amministrative di rilievo che incidono sui comportamenti delle persone e dobbiamo pretendere serietà dall’amministrazione comunale che non può permettersi errori di questo tipo. No, errori di questo tipo sono inammissibili per una pubblica amministrazione . Non giochiamo!

Al momento è tutto aleatorio, quasi virtuale. Parlano soltanto le intercettazioni avvenute nel corso delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Palermo che avrebbe individuato un vero e proprio postificio tra la politica regionale e l’Azienda Ast.

Certamente alcune frasi delle intercettazioni sono assai eloquenti e adesso l’evolversi delle indagini non sappiamo dove andrà a parare.

Nessuna accusa, nessun dito puntato contro chicchessia, che siano politici o che siano raccomandati. Tutto può essere vero, tutto può essere discutibile. Lo accerterà la magistratura.

Certo, è capitato che nomi di politici regionali siano apparsi in almeno cento pagine di inchieste per un presunto postificio a Girgenti Acque e poi non sono stati nemmeno sfiorati da una inchiesta che proprio ieri ha preso le misure e si avvia alla fase processuale

Ecco perché si deve andare cauti e riportare solo ed esclusivamente cosa “dicono” le carte che certamente non abbiamo tirato noi ma fior di indagini portate avanti, come detto, dalla Guardia di Finanza di Palermo.

Secondo le carte si andava avanti a pizzini e raccomandazioni, tanto che il direttore generale dell’Ast, Ugo Fiduccia, arrestato ieri, ebbe a dire: “. Manco sannu fare ’a “O” cu bicchiere». Inadeguati, senza titoli, talvolta scansafatiche pronti a imboscarsi al primo giorno di lavoro: e dunque assunti”.

Ribadiamo ancora una volta: queste sono le intercettazioni, poi il lettore è libero di esternare qualsiasi pensiero.

Ed ancora. In una intercettazione vengono fuori i nomi di Gianfranco Miccichè e del presidente della Regione Nello Musumeci. I due, intanto, annunciano querele.

Fiducci, inequivocabilmente, dice testualmente: “Stiamo addiventando assai». Anche gli altri vertici di Ast ne sono convinti”.

Non a caso l’ex presidente Gaetano Tafuri e il suo vice Eusebio Dalì si lamentano dalle “continue segnalazioni di personale da assumere da esponenti politici di Forza Italia”.

Lo stesso D’Alì dice a Tafuri (nel corso di una intercettazione telefonica) di aver riferito al presidente dell’Ars (Gianfranco Miccichè) che “qui sta diventando l’ufficio di collocamento di Forza Italia, nella loro testa, diciamo”.

E quasi come per incanto, sempre nelle carte e nelle intercettazioni (che poco valgono se poi ti lasciano libero come una libellula) spuntano i nomi di forzisti; oltre a Miccichè, che secondo le carte “avrebbe bisogno di una posizione a Trapani, Enna e Palermo”, ecco affiorare il nome di un altro deputato agrigentino, Riccardo Gallo Afflitto. D’Alì chiede a Fiduccia di “parlare con ‘Officine del Turismo’ per fare uno stage, un contratto, una cosa qualsiasi dove poter inserire una ragazza non meglio indicata” segnalata dal deputato Riccardo Gallo Afflitto.

Fiduccia chede ad un suo collaboratore di appuntare questo nome che viene definita “una amica del potente deputato regionale Riccardo Gallo”.  Tale Marisa Montalto.

Marisa Montalto dovrebbe essere una assessora del comune di Butera che recentemente ha aderito a Forza Italia.

Nelle carte anche una intercettazione che coinvolgerebbe il vice presidente dell’Ars Roberto Di Mauro. Qui la vicenda è molto meno pesante. L’onorevole agrigentino infatti chiede il trasferimento  due impiegati interinali da Gela verso Palermo. La risposta, lapidaria è stata: “Ne riparliamo a settembre…”.