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Premiati a Roma, all’Auditorium della Casa Madre dei Mutilati, gli studenti vincitori della 5ª edizione del concorso nazionale per le scuole per la Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, dal titolo “Capire la guerra dalle voci delle vittime civili di ieri e di oggi”. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra – in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e con il patrocinio del Senato e della Camera dei Deputati – ed ha visto protagonisti gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia.

I partecipanti al concorso sono stati chiamati a confrontare le esperienze di chi oggi fugge della guerra e di chi, ieri, in tenera età, l’ha vissuta in prima persona, utilizzando questa analisi come strumento fondamentale per la comprensione del fenomeno bellico e del valore della pace. Peraltro, l’evoluzione della politica internazionale, con lo scoppio della guerra in Ucraina, ha reso la tematica del concorso drammaticamente attuale e vicina alle vite di tutti noi.

Nella sezione grafica, per quanto riguarda le scuole secondarie di primo grado, la commissione ha assegnato il primo premio all’elaborato di Matteo Capone, studente della classe II G dell’Istituto Comprensivo “Agrigento Centro”.

La dirigente scolastica Rosetta Greco, che ha preso parte alla cerimonia ricevendo il premio dalle mani del Presidente regionale ANVCG, Renato Colosi, e della Sen. Urania Papatheu, ha dichiarato: “Questo prestigioso riconoscimento arriva in un clima molto particolare, con un conflitto bellico proprio vicino a noi. L’impegno delle nuove generazioni è assolutamente fondamentale per portare avanti l’istanza della pace, del dialogo tra i popoli e della difesa dei diritti umani dei civili nei conflitti armati. Le guerre sono tutte sbagliate perché provocano distruzione, invalidità, mutilazioni e morti.  E i giovani non devono rinunciare alla possibilità di cambiare il mondo”.

Grande soddisfazione ha espresso Giuseppe Scimè, Commissario Straordinario di Agrigento dell’ANVCG, che nel compiacersi per il brillante risultato dello studente Matteo Capone ha sottolineato “l’encomiabile impegno dell’Istituto “Agrigento Centro” per la diffusione dei valori di pace e fratellanza fra i popoli, di cui l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra è promotrice”.

“I continui ritardi e le omissioni nel promuovere l’azione penale in ordine a pacifici reati di abuso di ufficio e concessioni edilizie illecite hanno inculcato al Comune di Agrigento una sostanziale convinzione di impunità con gravissimi danni per il territorio”.

Per questa e altre considerazioni, riportate in una istanza di avocazione indirizzata alla procura generale di Palermo, l’avvocato Giuseppe Arnone, al momento sospeso e cancellato dall’Ordine, rischia adesso di finire a processo per calunnia.

La procura di Caltanissetta ha chiesto, infatti, il suo rinvio a giudizio per l’accusa di calunnia ai danni degli ex procuratori Renato Di Natale e Luigi Patronaggio, dell’ex aggiunto Ignazio Fonzo e dell’attuale procuratore reggente Salvatore Vella.

Secondo i pm Stefano Marino, Simona Russo e Dario Bonanno, Arnone – sapendoli innocenti – avrebbe accusato falsamente i quattro magistrati del reato di abuso di ufficio. La vicenda scaturisce dal contenuto di un’istanza di avocazione – strumento che consente alla parte di estromettere una procura dallo svolgimento delle indagini quando si verificano ritardi e omissioni -, datata febbraio 2020,  nella quale Arnone sosteneva che i pm agrigentini avessero volutamente protetto una donna non indagandola per degli abusi edilizi.

Il discorso veniva poi allargato fino a descrivere una “situazione di illegalità all’interno della procura”. Argomenti, secondo la procura di Caltanissetta, falsi e diretti esclusivamente a fare finire a processo i magistrati.

(agnotizie)

“Il Covid non si cancella con la fine dello stato di emergenza. Il virus è ancora tra noi e non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia”. Con queste parole, Santo Pitruzzella, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Omceo) di Agrigento, esorta i cittadini a rispettare le norme anti-contagio anche se, dallo scorso 31 marzo, il Governo ha dichiarato la fine dello stato di emergenza.

“Indossare la mascherina quando si è a contatto ravvicinato con altre persone – prosegue il Presidente di Omceo Agrigento – protegge noi stessi e gli altri e, a dimostrazione di quanto questo principio sia valido, basti pensare che quest’anno l’influenza ha colpito pochissimi soggetti. D’altronde basta davvero poco: indossare la mascherina, areare i locali, distanziamento e lavaggio delle mani. Quattro semplici regole che ci aiutano a combattere il Covid e a diminuire il rischio di assistenza ospedaliera ai soggetti fragili. Mi appello – conclude Santo Pitruzzella – al senso di responsabilità affinché si possa, una volta per tutte, scrivere la parola ‘fine’ a questo periodo buio che ha cambiato il nostro quotidiano”.

La IV Commissione Ambiente presieduta dall’on. Giusi Savarino questa mattina è tornata a fare il punto con la Protezione Civile regionale sullo stato di avanzamento e i finanziamenti alle opere idrauliche e di consolidamento lungo il territorio.
“A Santo Stefano di Quisquina e Cammarata – dichiara la Presidente Savarino – la serietà del nostro operato, i tavoli tecnici e i sopralluoghi dei mesi scorsi, in sinergia con gli amministratori locali e il Presidente Musumeci, hanno portato a importanti risultati.
Sono stati, infatti, finanziati i lavori per alcune opere strategiche: per la regimentazione delle acque meteoriche e messa in sicurezza del vallone Mannirazza a Santo Stefano di Quisquina dal valore di 3,5 milioni di euro e due interventi a Cammarata, l’uno per la sistemazione idraulica del torrente Saraceno, l’altro per i torrenti affluenti per un importo complessivo di 6,5 milioni di euro.
E non è tutto – prosegue l’onorevole – sono iniziati i lavori a Porto Empedocle sul fronte del consolidamento del costone Vincenzella per 4 milioni di euro. La Protezione Civile ci ha fatto sapere, inoltre, che a Siculiana, dove ancora 40 famiglie attendono di poter rientrare nelle loro abitazioni, un primo lavoro è stato già eseguito, dovrà adesso partire un secondo lavoro di consolidamento per 2 milioni e mezzo di euro da eseguire con la Protezione civile e il dissesto.

Sabato 9 e domenica 10 aprile la prima edizione del “Ferrari Tour della Costa del Mito” inaugurerà la nuova identità territoriale promossa dalla DMO – Distretto Turistico Valle dei Templi.

L’evento, in collaborazione col Ferrari Club Gilles Villeneuve, si svolgerà nella parte occidentale del tracciato della Costa del Mito che collega Selinunte sino ad Agrigento.

Le vetture del Cavallino sfileranno lungo la meravigliosa costiera costellata da spiagge meravigliose e monumenti archeologici unici.

“Siamo veramente felici di venire a scoprire e riscoprire questi luoghi incantevoli – spiega Giovanni Mattaliano, Presidente del Ferrari Club Gilles Villeneuve -. Chi ha la passione per vetture come le Ferrari ha una naturale sensibilità all’eccellenza ed al bello. Visitare la Costa del Mito a bordo di un bolide Ferrari è un’emozione incomparabile”.

Il programma prevede la partenza da Castelvetrano-Selinunte e comprende una tappa presso la Casa Natale di Luigi Pirandello, recentemente riaperta al pubblico in una nuova ed accattivante veste multimediale, una sfilata sul lungomare di San Leone ed una visita alla Valle dei Templi.

“E’ un esordio prestigioso per la Costa del Mito che avviene in concomitanza con la sua presentazione alla Bit di Milano – spiega Fabrizio La Gaipa, amministratore della DMO -. Siamo orgogliosi di potere inaugurare questo ambizioso progetto di marketing turistico con una presenza così eccellente. Contiamo di potere rendere il Ferrari Tour della Costa del Mito un evento annuale insieme a molti altri altrettanto belli ed emozionanti”.

Così come richiesto alcuni giorni addietro, il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, ha incontrato i rappresentanti della Funzione pubblica di Cgil e Cisl, nel merito degli adeguamenti contrattuali del personale a tempo parziale del Comune di Agrigento. A conclusione dell’incontro, i dirigenti sindacali Salvatore Parello ed Enzo Iacono, riferiscono: “Abbiamo ricevuto rassicurazioni dal sindaco rispetto al fatto che a seguito del bilancio 2022 si potranno trovare le risorse necessarie per una congrua integrazione oraria del personale. Inoltre il Comune è in attesa del parere dei revisori dei conti sulle risorse integrative e in tal senso, già subito dopo Pasqua, sarà istituito un tavolo tecnico periodico per collaborare fattivamente con l’Amministrazione affinchè queste somme siano utilizzate nel pieno rispetto dei contratti e dei diritti dei lavoratori”.

Il movimento politico “Servire Agrigento” esprime contrarietà alla proposta di insediare una discarica di rifiuti speciali tra Naro, Canicattì e Castrofilippo, in contrada “Grotticelli – Pidocchio” . Il coordinatore, Raoul Passarello, afferma: “Non è una proposta affatto assecondabile, dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Se qualcuno pensa di trasformare l’area circostante alla città di Canicattì, densamente popolata, in una nuova ‘terra dei fuochi’, troverà nei cittadini e nelle forze sane e libere un avversario irriducibile. Bisogna fermare tale atto di brutalità verso il territorio e i suoi residenti, attraverso una forte azione sinergica dei sindaci dei Comuni interessati per tutelare la salute pubblica e la vocazione agricola dell’area dove, tra l’altro, insistono pregiate colture agricole quali viti, olivi e pescheti, e una sorgente d’acqua”.

Altri interventi nel merito dell’installazione di un rigassificatore a Porto Empedocle. Nel dibattito in corso interviene l’associazione ambientalista MareAmico che, tramite il coordinatore Claudio Lombardo, ribadisce contrarietà e afferma: “Da sempre Mareamico è contraria alla costruzione di un rigassificatore a Porto Empedocle, come era contraria al riempimento a mare che lo dovrebbe ospitare. Noi avevamo previsto che l’occupazione di questo pezzo di mare avrebbe provocato danni nelle zone vicine e la cosa è puntualmente avvenuta: a pochi metri dal riempimento a mare l’erosione costiera sta inghiottendo la collina del Kaos e rischia di far franare la strada statale 640.
Siamo altresì contrari perché questo impianto – a circuito aperto – restituirebbe in mare grossi quantitativi di acqua più fredda e clorata. Stiamo parlando di quantitativi di acqua dell’ordine di 600.000 metri cubi al giorno che, trattati con cloro, rilasciano sostanze tossiche e mutagene, i cloro-derivati organici, che provocherebbero l’eliminazione degli organismi costituenti lo zooplacton, delle uova e delle larve di pesce, con conseguente impoverimento del mare e la formazione di schiume. Infine, una cosa da non sottovalutare, è che questo impianto deve sottostare alla normativa Seveso, che distruggerebbe per sempre la vocazione turistica di Porto Empedocle e di San Leone”.