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A Caltanissetta la Squadra Mobile ha arrestato un uomo di 50 anni, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare della custodia in carcere disposta dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della Procura della Repubblica, per il reato di maltrattamenti in famiglia. Dopo un matrimonio durato 25 anni, la moglie ha ritenuto di interrompere il rapporto, e, a seguito di ciò, sarebbe stata vittima di un calvario spesso culminato in azioni violente. Lei ha subito per parecchio tempo minacce, insulti e percosse da parte del marito. Alla fine dello scorso agosto lei, esasperata, si è rivolta alla Polizia. Dopo la segnalazione della donna, il marito è stato convocato in Questura e ammonito con provvedimento del Questore a desistere dal continuare a vessare la moglie e a mantenere un comportamento consono e rispettoso delle leggi. Nonostante l’ammonimento, il comportamento dell’indagato è stato sempre più aggressivo, e lei lo ha denunciato nuovamente alla Squadra Mobile. Ecco perché è stato arrestato.

Con nota dello scorso luglio, l’Assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale – Dipartimento regionale della formazione professionale -, comunicava alla società I., avente sede a Palermo, l’avvio del procedimento di revoca nonché la contestuale immediata sospensione del DDG con il quale l’Ente era stato definitivamente accreditato, ai sensi del D. P. Reg. n. 25 del 1 ottobre 2015, per lo svolgimento, nella Regione Siciliana, dell’attività riconosciuta di orientamento e/o formazione per la tipologia, gli ambiti e le macrotipologie richieste dallo stesso.

Il Dipartimento della Formazione Professionale giustificava l’immediata sospensione dell’accreditamento in danno della Società I. e l’emittendo provvedimento di revoca dell’accreditamento medesimo richiamando degli accertamenti svolti a carico dell’Ente a seguito dei quali erano state contestate allo stesso una serie di sanzioni amministrative ed omissioni/evasioni. Pertanto, la società interveniva nel procedimento in questione, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Calogero Marino, chiedendo l’annullamento della sospensione immediata dell’accreditamento disposta in proprio danno nonché l’archiviazione del procedimento di revoca dell’accreditamento.

In particolare, gli avv.ti Rubino e Marino hanno dedotto come non sussistessero nel caso in esame “le gravi ragioni” al ricorrere delle quali, a mente del comma 2 dell’art. 15 del d.p.reg 25/2015, è possibile procedere alla immediata sospensione dell’accreditamento, trattandosi infatti di alcuni addebiti superati, di altri in concreto non sussistenti e, comunque, di vicende non addebitabili all’Ente e legate a circostanze emergenziali e contingenziali avulse rispetto alla condotta dell’Ente. Di talché, concludevano gli Avv. Rubino e Marino, tanto la già disposta immediata sospensione dell’accreditamento, quanto l’eventuale provvedimento di revoca definitiva dello stesso, contrastavano oltre che con il dato normativo di cui all’art. 15 del d.p.reg 25/2015 anche con i principi di ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa costantemente invocati dalla giurisprudenza in materia di provvedimenti sanzionatori.

Ebbene, l’Assessorato regionale dell’istruzione e della formazione professionale – Dipartimento regionale della formazione professionale, accogliendo le deduzioni difensive degli Avv.ti Rubino e Marino, ha da ultimo provveduto ad annullare la sospensione immediata dell’accreditamento precedentemente disposta in danno dell’Ente I., nonché ad archiviare il procedimento di revoca dell’accreditamento.

Per effetto di quest’ultimo provvedimento, l’Ente, con sede in Palermo, potrà dunque immediatamente riprendere le proprie attività sospese in conseguenza del precedente provvedimento oggi annullato in autotutela dallo stesso Dipartimento regionale della formazione professionale.

Secondo i dati trasmessi  dall’ASP di Agrigento, nella giornata del 08 settembre, si sono registrati 80 i nuovi casi  e  non ci sono vittime.  Per quanto riportato sul report giornaliero i tamponi eseguiti sono stati 370, i decessi totali rimangono fermi a  327 per la provincia agrigentina, in  aumentano  i ricoveri in ospedale (+3)  e i guariti sono 170.

Negli ospedali agrigentini risultano 39 le persone ricoverate: 23 all’ospedale di Agrigento mentre 16 in quello di Ribera. Altri 8, agrigentini, si trovano ricoverati fuori provincia.  Sono 4 i pazienti che si trovano ricoverati presso le strutture lowcare, 1 in terapia intensiva all’ospedale di Ribera e 2 a Sciacca e 1 presso ex ipab di Canicattì.

La situazione dei comuni della provincia: Agrigento 153 (8 migranti), Alessandria della Rocca 1; Aragona 8; Bivona 3; Burgio 0; Calamonaci 2; Caltabellotta 3; Camastra 1; Cammarata 4; Campobello di Licata 19; Canicattì 162; Casteltermini 22 (20 migranti); Castrofilippo 10; Cattolica Eraclea 2; Cianciana 3; Comitini 0; Favara 142; Grotte 3; Joppolo Giancaxio 0; Licata 223; Lucca Sicula 0; Menfi 39; Montallegro 5; Montevago 2; Naro 14; Palma di Montechiaro 61; Porto Empedocle 64; Racalmuto 15; Raffadali 23; Ravanusa 29; Realmonte 28; Ribera 54; Sambuca di Sicilia 2; San Biagio Platani 6; San Giovanni Gemini 10; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 9; Santa Margherita di Belìce 7; Santo Stefano Quisquina 3; Sciacca 42; Siculiana 56 (39 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 0.

Sulle navi quarantena al largo delle coste agrigentine ci sono 110 positivi al covid19.

Un tentato omicidio è avvenuto ieri sera a Gela, in provincia di Caltanissetta, dove una ragazza di 24 anni è stata ferita a colpi di pistola, sorpresa alla guida di una Fiat Panda in compagna di un’amica. Il presunto responsabile è stato individuato e condotto in carcere dalla Polizia. La ragazza, che non è in pericolo di vita, è stata inseguita da uno scooter con a bordo due uomini, ed è stata raggiunta da un proiettile ad un braccio. La 24enne, nel tentativo di sfuggire agli aggressori, ha accelerato ma poco dopo ha avuto uno scontro frontale con un’altra auto. A telefonare al 118 è stato il conducente dell’altra auto. La giovane è stata trasportata all’ospedale “Vittorio Emanuele” ed è ricoverata in Chirurgia.

Partiranno Lunedì 13 settembre i lavori di posizionamento delle prime centraline pubbliche di ricarica per veicoli elettrici nel comune di Agrigento, ad opera della Be Charge srl.

Le centraline di ricarica per veicoli elettrici saranno posizionate:

  • Viale Leonardo Sciascia;
  • Via Empedocle (nei pressi del parcheggio adiacente la Porta dei Saccaioli);
  • Via P.S. Mattarella (parcheggio comunale adiacente stazione FS);
  • Viale dei Giardini;
  • Lungomare Falcone e Borsellino.
  • Via Fosse Ardeatine (Villaseta);

saranno oggetto di un successivo intervento le istallazioni delle restanti colonnine elettriche  di Be Charge nei seguenti punti:

  • piazza Vittorio Emanuele (parcheggio lato Questura);
  • Via Esseneto;
  • Via Caduti di Marzabotto;

«La collocazione di queste centraline di ricarica per veicoli elettrici – spiega l’assessore all’energia Gerlando Principato – è un primo passo per rendere la città di Agrigento sempre più smart ed ecosostenibile. Lo stimolo e l’incentivazione all’utilizzo di veicoli elettrici, che non sono inquinanti e quindi garantiscono un maggiore rispetto dell’ambiente a tutti i livelli – conclude Principato – non può prescindere da una minima dotazione di colonnine per la loro ricarica. E’ un servizio che pensiamo sia utile oltre che ai nostri cittadini, anche per i molti turisti che speriamo presto possano tornare a visitare il nostro territorio».

Altro femminicidio in Sicilia, a Bronte, in provincia di Catania, dove Filippo Asero, 47 anni, ha ucciso la moglie. Lui l’ha sorpresa appena lei è stata fuori dall’automobile, in via Boscia, l’ha afferrata per i capelli e le ha tagliato la gola con una coltellata. La vittima è Ada Rotini, 46 anni, madre di due figli, a lavoro come badante. Dopo averla uccisa lui avrebbe continuato a pugnalarla per poi tentare il suicidio conficcandosi l’arma nel petto. Asero però non è morto ed è stato trasferito con l’elisoccorso all’ospedale Cannizzaro di Catania. I due, proprio ieri, avrebbero dovuto firmare la separazione consensuale nonostante il matrimonio si fosse celebrato soltanto da qualche mese.

E’ iniziato ieri ma è stato subito rinviato il processo a carico di (oggi diventate) sette persone coinvolte nell’inchiesta denominata “Catene spezzate” dove era anche coinvolto Salvatore Lupo, 45 anni di Favara, assassinato la sera di ferragosto in un bar del centro di Favara.

Ieri il suo legale di fiducia ha prodotto il certificato di morte del suo assistito. Il giudice Giuseppe Miceli ha però dovuto disporre il rinvio a causa della mancata notifica del procedimento ad alcune presunte vittime.

La vicenda è scaturita a seguito di una serie di immagini acquisite da parte dei carabinieri della compagnia di Licata posizionata all’interno della struttura di Licata che ospitava disabili psichici. I militari si sono subito accorti della fatiscenza in cui erano tenute le stanze e che i disabili non potevano contattare i propri familiari. Molti di questi erano sottoposti a digiuno forzato mentre per un altro caso le telecamere hanno immortalato il momento in cui veniva incatenato nel letto per evitare di potersi allontanare.

Come detto, otto prima gli indagati tra cui Salvatore Lupo, amministratore unico della Suami, nome della cooperativa che gestisce le strutture. Il pubblico ministero Chiara Bisso ha chiesto il rinvio a giudizio per gli imputati: Angelo Federico, 33 anni; Caterina Federico, 37 anni; Giovanni Cammilleri, 30 anni; Domenico Savio Federico, 29 anni; Salvatore Gibaldi, r43 anni; Angela Ferranti, 53 anni e Maria Cappello di 50 anni. Tutti sono di Licata.

 

 

 

La notte appena trascorsa è stata per gli uomini della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera un durissimo lavoro per rintracciare e recuperare complessivamente 6 approdi con complessivi 143 tunisini a bordo, tra cui due donne.

I nuovi arrivati si aggiungono agli oltre 500 giunti nell’Isola nelle ultime 72 ore.

Tutti, dopo il primo controllo sanitario effettuato al molo Favarolo, sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola che, adesso, è tornato ad essere stracolmo.

 

Proseguono le vaccinazioni di prossimità ad opera dell’Azienda sanitaria di Agrigento. Da venerdì prossimo, 10 settembre, fino a domenica 12, sarà possibile vaccinarsi a Porta di Ponte, dalle ore 9 alle ore 23. Poi, domenica 12 settembre, dalle ore 10 alle 17, oltre che al Liceo Politi, sarà possibile vaccinarsi anche alla scuola primaria “Maria Montessori” di San Leone e all’istituto comprensivo “Salvatore Quasimodo” di Villaseta.

Ad Agrigento, all’ospedale “San Giovanni di Dio”, nonostante 10 mesi di attesa, non è stato ancora attivato il tunnel di sanificazione anti-covid. Ecco perché la Cisl Funzione pubblica ha organizzato un sit-in dei lavoratori del 118 venerdì prossimo innanzi all’ospedale, dalle ore 10 alle 12. I dirigenti Cisl e Seus 118, Salvatore Parello e Massimiliano Mangiafridda, affermano: “E’ passato quasi un anno dall’acquisto dei due tunnel per la disinfezione e l’igiene di persone e mezzi e, nel corso di questo periodo, abbiamo più volte segnalato con diverse note le condizioni inadeguate in cui gli operatori del 118 sono costretti ad effettuare la sanificazione. Non comprendiamo per quale motivo un’azienda sanitaria come quella di Agrigento non sia stata in grado di mettere in atto, in tempi ragionevoli, misure, anche di carattere straordinario, finalizzate a consentire l’installazione del sistema di sanificazione già acquistato”.