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La Polizia municipale di Agrigento, coordinata da Gaetano Di Giovanni, ha diffuso un consuntivo delle attività svolte nel corso del 2021. Servizi anti-covid: controllate 3.960 persone, 328 veicoli, e 8 le sanzioni. Vigilanza edilizia: 146 le ispezioni, 49 con personale dell’Ufficio tecnico comunale, 32 le denunce, 17 gli abusi riscontrati nelle zone sottoposte a vincolo archeologico, idrogeologico, paesaggistico ed ambientale, 3 in centro storico, e 3 su demanio comunale. Gli accertamenti richiesti dagli uffici giudiziari sono stati numerosi: 185 le persone identificate e 44 i segnalati. I cantieri sequestrati sono stati 3 in zona “A”, altrettanti in zona sottoposta a vincolo idrogeologico, 12 in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e 4 su demanio comunale. E poi: 409 le pratiche commerciali espletate, ed eseguite 29 istruttorie per concessione di suolo pubblico. Poi 15 controlli mirati agli ambulanti dei mercati rionali, e 3 contravvenzioni per abusivismo commerciale. Rifiuti: 442 gli accertamenti eseguiti, e 82 le contravvenzioni, di cui 50 per abbandono e deposito rifiuti non pericolosi. Tanti gli incidenti stradali trattati, ben 174 di cui 91 con feriti. Viabilità: 27 per violazione dei limiti di velocità, 2 per omesse precedenze, 2 per sorpasso, 36 per manovre pregiudizievoli, 3 per assicurazione scaduta. Sono state 13 le patenti sospese. Le contravvenzioni al tergicristallo e per violazione della Ztl di via Atenea sono state 4.883, e 33 per veicoli privi di assicurazione. Le somme da incassare da parte del Comune ammontano a 216.413 euro.

Su 611 tamponi effettuati ben 501 sono risultati positivi. Questo il dato che emerge fornito dall’Asp relativo alla giornata di ieri in provincia di Agrigento. 4 i nuovi ricoveri in ospedale mentre c’è una nuova vittima a Palma di Montechiaro, la ventiquattresima da inizio pandemia. Sale a 387 il numero degli agrigentini deceduti a causa del coronavirus.

Trentotto le persone ricoverate: 33 all’ospedale di Ribera e 5 al San Giovanni di Dio di Agrigento. Cinque, invece, le persone ricoverate in terapia intensiva a Ribera; una persona ricoverata presso la struttura lowcare fuori provincia.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento 462; Alessandria della Rocca 13; Aragona 70; Bivona 24; Burgio 22; Calamonaci 18; Caltabellotta 6; Camastra 15; Cammarata 86; Campobello di Licata 106; Canicattì 357; Casteltermini 41; Castrofilippo 185; Cattolica Eraclea 33; Cianciana 4; Comitini 13; Favara 306; Grotte 42; Joppolo Giancaxio 7; Licata 162; Lucca Sicula 24; Menfi 53; Montallegro 27; Montevago 7; Naro 45; Palma di Montechiaro 140; Porto Empedocle 110; Racalmuto 23; Raffadali 48; Ravanusa 65; Realmonte 30; Ribera 374; Sambuca di Sicilia 53; San Biagio Platani 1; San Giovanni Gemini 60; Sant’Angelo Muxaro 5; Santa Elisabetta 37; Santa Margherita di Belìce 32; Santo Stefano Quisquina 3; Sciacca 163; Siculiana 51; Villafranca Sicula1; Navi accoglienza 1.

“Ho un debito con Calisto Tanzi che devo oggi rivelare: tra il ‘91 ed il ‘92 alcune volte il Cavaliere del lavoro ha concesso l’uso del suo aereo personale per una utilizzazione richiesta da me. Quando il Procuratore della Repubblica di Parma, sottoponendomi ad interrogatorio come persona informata dei fatti, me ne chiese ragione, avendo notato che tra le sue mani aveva i fogli di viaggio, risposi, chiedendo a mia volta, al signor Procuratore del perché mi facesse questa domanda avendo accertato il nome dei passeggeri del volo. Egli mi rispose con un sorriso appena accennato. Il nome era quello del dottor Giovanni Falcone. Il volo offerto da Tanzi servì, e non poche volte, a far viaggiare sulla rotta Roma-Palermo il dottor Giovanni Falcone”. Lo rivela all’Adnkronos l’ex ministro Calogero Mannino, commentando la morte di Calisto Tanzi.

“Altri politici tra cui un Presidente della Repubblica sono stati condannati a rimborsare le spese (a vantaggio della liquidazione aziendale) per il beneficio di qualche volo. Ho ringraziato il signor Procuratore – dice ancora Mannino – Oggi ringrazio Calisto Tanzi, alla cui memoria rendo il tributo d’onore che merita”.

E poi aggiunge: “Scompare con Calisto Tanzi una grande figura di imprenditore del tipo degli uomini ‘di buona volontà’ che pur partendo da limiti di origine della organizzazione imprenditoriale hanno saputo creare grandi imprese non già e non soltanto per l’ampiezza delle dimensione ma per il contenuto di carattere innovativo in forza di moderne concezioni proprie della scienza applicata a produzioni di tipo naturale e tradizionale e per la capacità di organizzare sistemi logistici molto efficienti e soprattutto innovativi”.

“Calisto Tanzi è stato questo. E’ caduto nelle maglie di un sistema bancario e finanziario che proprio negli anni 80/90 avrebbe dovuto assistere e guidare (e non gestire con ristrette metodologie delle banche che andavano anch’esse a concludere il loro ciclo) – dice Mannino – E’ caduto perché il sistema politico, anche la parte che egli aveva apertamente sostenuto, non ha saputo né potuto forse difenderlo, come in ogni logica di rapporto politica-impresa economica”.

“La validità dell’impresa Tanzi è privata da una liquidazione che ha coperto larga parte dell’esposizione debitoria, dimostrandone perciò l’artificio arbitrario, ed oggi l’impresa straniera (non italiana) che ha rilevato Parmalat (marchio di notoria ed efficiente rilevanza internazionale) si finanzia con la cassa di Parmalat – aggiunge l’ex ministro -. Tanzi era un onesto provinciale che non ha saputo elevarsi a brigante della finanza. Ed è stato processato, condannato ed emarginato”.

Di Danila Bonsangue.

Una donna di Caltanissetta esasperata dichiara: “Segregati a casa dal 15 dicembre, abbandonati a noi stessi con il Covid, in attesa di tampone, abbiamo le nostre vite fuori, il nostro lavoro, è così che l’Asp di Caltanissetta gestisce la pandemia? Voglio che il mio grido venga sentito dal direttore generale Alessandro Caltagirone, aumentate il personale se necessario ma non abbandonate la gente al proprio destino!”

Ecco cosa racconta la signora: “ Il 15 dicembre viene comunicata dalla scuola l’inizio quarantena per mia figlia. Il 16 dicembre vengono a fare il tampone rapido alla bambina che già accusa sintomi e risulta positiva. Chiamo l’Asp ma mia figlia non risulta registrata nei portali. Chiamo poi tantissime volte perché la bambina ha la febbre alta ma è impossibile contattare qualcuno. Il 17 dicembre inizio io a stare male, febbre, tosse, pressione ai polmoni, dolori alle ossa, disturbi gastrointestinali. Chiamo l’Asp tantissime volte ma nessuno risponde. Il 18 dicembre sta male mio marito. Il 20 dicembre di sera, mio marito ha una tosse fortissima, chiamo il 118 per chiedere che un medico venga a casa a visitarci, mi rispondono che non può venire nessuno, possono mandare un’ambulanza e portare mio marito in ospedale ma lui non vuole essere ricoverato. Mi dicono quindi di chiamare la Guardia Medica. Riesco a contattare la guardia medica alle due della notte e mi rispondono: il medico la richiamerà. Il medico chiama alle 8.30 del mattino. Il 21 dicembre vengono a casa dall’Usca, visitano me e mio marito e ci fanno il tampone. Ci dicono vi faremo sapere. Ad oggi 2 gennaio non si è fatto sentire nessuno! Abbiamo scoperto, a parte i sintomi, che i tamponi sono risultati positivi, dagli addetti alla raccolta dei rifiuti speciali Covid. Il 27 dicembre riesco a contattare l’Asp e mi dicono che il 30 dicembre ci chiameranno per dirci se andare noi a fare il tampone o se verranno loro. Oggi 2 gennaio 2022 aspettiamo la chiamata. Fortunatamente adesso stiamo bene ma fino a quando resteremo chiusi a casa in attesa di tampone? Quando torneremo a lavorare? I nervi sono ormai a pezzi! Se al Covid si aggiunge la cattiva gestione non ne usciremo mai!”

San Cataldo oggi piange un’altra morte. Il 42 enne che il 31 dicembre si è lanciato dal ponte sopra contrada Niscima sulla SS640 è spirato nel reparto Rianimazione dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. S.M. si sarebbe suicidato dopo aver posteggiato l’auto accanto al guardrail. Un volo di circa 20 metri che non gli ha dato scampo dopo qualche giorno di sofferenze e speranze. Troppo gravi i traumi riposrtati.

Ferita lacero contusa provocata da arma da taglio, diversi punti di sutura e prognosi una decina di giorni.

Un trentenne agrigentino, qualche sera fa, si è ritrovato protagonista di una rissa avvenuta a Villaseta. Le uniche cose certe sono raccontate dallo stesso accoltellato il quale dopo essere stato trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento ha raccontato di essere stato accerchiato ed aggredito da due persone, forse extracomunitari, i quali dopo averlo pestato a sangue hanno concluso “l’opera” con un fendente ad una coscia.

Di altro non si sa nulla. Adesso saranno i carabinieri del reparto Operativo di Agrigento, prontamente intervenuti sul luogo della rissa, ad accertare cosa sia accaduto. Molta importanza, per risalire ai delinquenti, avranno le telecamere di sorveglianza poste nalla zona ad opera di alcuni operatori commerciali.

 

 

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte mobili, domenica 2 gennaio a Favara in piazza Cavour, e Naro nei pressi del bar belvedere.

Tutte le raccolte saranno operative dalle ore 8.00 alle 12.00 A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi di laboratorio effettuate in occasione della donazione.

5764 nuovi positivi in Sicilia a fronte di più di 56 mila tamponi processati. E’ questo il dato che emerge dal bolletino diramato dalla Regione siciliana relativo al giorno di ieri. Il tasso di positività aumenta ancora e si porta al 10%. Si registrano, purtroppo, altre 12 vittime che portano il numero totali dei morti in Sicilia a 7514 dall’inizio della pandemia.

La Sicilia si ritrova ancora una volta all’ottavo posto fra le regioni italiane. A livello nazionale la Sicilia oggi si ritrova ancora all’ottavo posto in Italia per incremento di nuovi casi dopo.

Sul fronte ospedaliero aumentano i ricoveri, non a caso a partire da domani la Sicilia entrerà in zona gialla. Dei 47.765 attualmente positivi, 46,895 sono in isolamento fiduciario presso il proprio domicilio, 768 sono ricoverati con sintomi  nei reparti ordinari Covid (+19 rispetto a ieri) e 102 si trovano ricoverati in Rianimazione (+4 rispetto a ieri) con 7 nuovi ingressi nelle ultime 24 ore (ieri erano stati 12).

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 1.595, Catania 1.241, Trapani 637, Messina 607, Caltanissetta 525, Siracusa 488, Enna 435, Agrigento 281, Ragusa 243.