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La Prefettura di Agrigento informa di avere svolto la prima riunione per l’avvio delle trattative finalizzate alla conclusione di un protocollo d’intesa contro la violenza di genere e sui minori. L’iniziativa è frutto della volontà del Procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio, di allestire una rete tra le Istituzioni al fine di prevenire ed arginare gli episodi, oggi in costante aumento, di violenza sulle donne e sui minori. Attorno allo stesso tavolo si sono seduti, insieme al Prefetto Caputo e al Procuratore, il presidente del Tribunale, i rappresentanti provinciali delle Forze dell’ordine, dell’Azienda sanitaria provinciale, dell’Ufficio scolastico provinciale, dell’Ordine degli Avvocati, e i referenti dei Comuni. A ciascuno dei presenti è stato chiesto, tra l’altro, di comunicare i dati effettivi delle risorse umane e strumentali a disposizione per attuare il protocollo.

I Carabinieri della stazione di Porto Empedocle hanno arrestato Calogero Trameli, 35 anni, sorpreso in flagranza di reato di furto di circa 220 chili di cavi di rame, all’interno di una nota azienda della città. Trameli si sarebbe arrampicato sulla recinzione dell’azienda, è entrato all’interno dello stabilimento produttivo, e con un grosso seghetto ha tagliato due grandi bobine di cavi di rame. Un impiegato dell’azienda si è accorto del furto in atto e ha telefonato al 112. Le pattuglie si sono precipitate sul posto. Trameli ha scavalcato la recinzione, ha tentato la fuga a piedi ma è stato inseguito e acciuffato dai militari. E’ ristretto ai domiciliari. Il seghetto è stato sequestrato. Le bobine sono state restituite alla proprietà.

A Raffadali un incidente sul lavoro ha provocato la morte di un pensionato di 70 anni, Giovanni Maragliano, travolto dal proprio trattore in contrada Firriato dove l’uomo è stato intento ad arare il proprio terreno. All’improvviso, forse a causa di una manovra errata, il mezzo si è ribaltato e ha schiacciato Maragliano. L’anziano, gravemente ferito, è stato soccorso dai propri familiari e trasportato in Ospedale, ad Agrigento, dove è morto. Indagano i Carabinieri.

La Corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta ha assolto Giusy Savatta, l’insegnante di Gela che il 27 dicembre del 2016 strangolò le due figlie, Maria Sofia, di 9 anni, e Gaia, di 7 anni, nella loro abitazione. Dopo la nuova perizia psichiatrica disposta in secondo grado su istanza della parte civile, è stata confermata l’assoluzione per non imputabilità, essendo emerso nuovamente che la donna non è stata capace di intendere e di volere nel momento in cui ha compiuto il tragico gesto. Nessun risarcimento è stato riconosciuto dunque per il padre delle due bimbe, l’ex marito dell’imputata, Vincenzo Trainito.

Domani, giovedì 23 maggio, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci, la sezione agrigentina dell’Anm, l’Associazione nazionale magistrati, ha organizzato una cerimonia in memoria di Francesca Morvillo e delle vittime della strage di Capaci, alle ore 11, nell’aula numero 8 del collegio civile di Agrigento. Sarà inoltre intitolata un’aula del Tribunale civile alla memoria di Francesca Morvillo, già uditrice al Tribunale di Agrigento, con apposizione della relativa targa.

Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Agrigento, Alberto Avenia, interviene a seguito dell’approvazione del progetto esecutivo per il consolidamento del viadotto Morandi da parte del Genio Civile di Agrigento, e del conseguente avvio dei lavori. Avenia afferma: “L’Ordine degli Ingegneri già in tempi non sospetti aveva espresso la propria ferma contrarietà rispetto ad ogni ipotesi diversa dal recupero del viadotto ‘Akragas’. Oggi non possiamo che rappresentare il nostro compiacimento per l’imminente avvio dei lavori sull’opera. Auspichiamo che quanto avvenuto ad Agrigento per il viadotto Akragas diventi un sistema. Abbiamo più volte chiesto che sulle urgenze che riguardano il nostro patrimonio viario ed infrastrutturale si lavori soprattutto con la prevenzione, mettendo in campo un monitoraggio attento cui far seguire successivamente interventi manutentivi che consentano di preservare quanto più a lungo possibile gli stessi. Agrigento e la sua provincia, tanto in arretrato in termini di dotazione infrastrutturale, non possono più permettersi di rinunciare ad un solo chilometro di strade”.

Sulla assoluzione di Eugenio D’Orsi, ex presidente della Provincia in primo grado condannato a 4 mesi per la vicenda delle palme nane all’interno della sua villa, interviene il figlio Giuseppe, assessore al Comune di Palma di Montechiaro.

Dice:”Dopo otto anni di fango buttato in faccia alla mia famiglia e a mio padre Eugenio, oggi finalmente finisce un incubo. Ricordo l’umiliazione provata, senza alcun motivo, da certe trasmissioni nazionali, dalle Iene all’”Aria che Tira” la cui giornalista definì mio padre un balordo. Rai e Sky parlarono addirittura del “presidente delle palme”. Oggi giustizia è stata fatta”.

Genio Civile di Agrigento, diretto dall’architetto Rino La Mendola, annuncia che, nel corso dei lavori di ispezione avviati dallo stesso Genio Civile, è stato ritrovato un ipogeo innanzi alla chiesa di San Giuseppe. L’ipogeo, non ancora catalogato, si trova sotto la via Atenea, ed è stato probabilmente utilizzato come rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale. Infatti, su una delle pareti dello stesso ipogeo, è ben visibile una fila di chiodi, che presumibilmente sosteneva punti di illuminazione sotterranea. Il Genio Civile di Agrigento rivolge un appello ai cittadini che siano a conoscenza dell’esistenza di ipogei sotterranei a segnalarli entro il prossimo 19 giugno all’indirizzo ipogeiag@gmail.com.