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E’ stata siglata una convenzione con Tim per consentire alle micro e piccole e medie imprese associate di dotarsi, usufruendo di importanti agevolazioni statali, della banda ultralarga. I vertici provinciali della CNA di Agrigento hanno sottoscritto l’accordo con in rappresentati locali dell’azienda di Telecomunicazione nell’ambito dell’iniziativa promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico(Mise) che ha stanziato delle risorse (piano voucher per le imprese) per la diffusione delle infrastrutture finalizzate al miglioramento della tecnologia di collegamento sul territorio nazionale. A firmare l’intesa erano presenti, in rappresentanza della Confederazione, il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto, e in rappresentanza della Tim  sono intervenuti Calogero Brucculeri e Alberto Sole. Il voucher potrà variare da un valore minimo di 300 euro ad un valore massimo di 2500 euro sulla base delle caratteristiche della connettività e dei relativi costi e sarà erogato in un periodo compreso tra i 20 e i 36 mesi dall’attivazione del servizio. “CNA, attraverso questo partenariato – affermano  Di Natale e Spoto –   mette a disposizione delle proprie imprese questa opportunità che certamente si tradurrà in un percorso più agevole ed efficiente per la navigazione su internet, a cui ormai si fa un utilizzo costante e puntale. Una condizione quasi imprescindibile nella gestione delle attività imprenditoriali, tenuto conto che la competitività passa anche attraverso la miglioria delle infrastrutture tecnologiche”. “Tim è da sempre al fianco delle imprese per lo sviluppo del business – spiegano Brucculeri e Sole –  e anche in questo caso vogliamo essere di supporto e sostegno per chi intende attivare una nuova linea o chi vuole passare con noi da altro operatore. Il vantaggio è una riduzione dei costi della connessione e, al tempo stesso, un miglioramento della connettività”.

Totò Moncada, re dell’eolico per tanti anni in Sicilia e non. Poi la disgrazia, i controlli, le multe, le vicende investigative. Poco fa Moncada ha inscenato (ed è ancora in atto) una plateale protesta contro i continui controlli (e perquisizioni) da parte della Guardia di Finanza. Moncada si sente aggredito dalla Procura e e suoi esposti, scrivono i suoi legali, rimangono sempre inascolati. Moncada è salito sul tetto di uno dei suoi capannoni e da li, fra mille rischi, ha iniziato una vibrata protesta contro le Istituzioni.

Sul posto, oltre ai Carabinieri, anche i Vigili del Fuoco che hanno adottato immediatamente tutte le misure precauzionali onde evitare un tristo epilogo di questa protesta. Hanno anche preparato un carro telo.

E intanto dalla Procura è partito poco fa un comunicato che recita testualmente: “Con riguardo alla pubbliche rimostranze poste attualmente in essere da parte del titolare delle Società “M Rinnovabili srl” e “Moncada Energy Group” riconducibili al Geometra Sig. Salvatore Moncada, si ritiene opportuno chiarire e ribadire quanto segue: fermo restando la qualità di persona sottoposta ad indagini del Geom Moncada e sottolineata la circostanza che la disposta misura cautel are del sequestro preventivo di somme per oltre sei milioni di euro è stata confermata, in ultimo, anche dalla Corte di Cassazione, questo Ufficio ( come per qualsiasi altro indagato) rimane sempre disponibile ad ascoltare tutte le argomentazioni e tutte l e ragioni che il Geometra Sig Salvatore Moncada, con l’assistenza o per il tramite dei suoi difensori, riterrà utile esporre a proprio beneficio ed interesse”.

 

 

L’impresa agrigentina G. s.r.l. era risultata aggiudicataria dell’appalto bandito dal Consorzio ASI di Palermo per l’affidamento dei lavori relativi alla “modifica degli svincoli A29 Isola delle Femmine e Capaci connessi al progetto del nuovo svincolo raso dell’asse di scorrimento della Z.I. di Isola delle Femmine con la S.S. 113 al km 267+825. Stralcio funzionale di completamento per il collegamento di quest’ultimo con la A29”.
Successivamente alla stipula del contratto e l’avvio dei lavori, a causa della perdita del finanziamento per la realizzazione dell’opera, il Consorzio ASI di Palermo aveva disposto la revoca dell’aggiudicazione senza alcun indennizzo per l’impresa esecutrice dell’appalto.
Avverso la determinazione della stazione appaltante l’impresa agrigentina, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino, Leonardo Cucchiara e Vincenzo Airo’, ha promosso due diverse azioni una in ordine ai profili di illegittimità del provvedimento di revoca e l’altre relativa ai profili di danno cagionati all’operatore economico dalla negligente condotta dell’Amministrazione.
In particolare,  gli Avv.ti Rubino, Cucchiara e Airo’ hanno sostenuto l’illegittimità della revoca dell’aggiudicazione dell’appalto dopo l’intervenuta stipula del contratto, con conseguente elusione delle norme che disciplinano le ipotesi di recesso dal contratto, con l’obbligo per la stazione appaltante di corrispondere all’impresa esecutrice almeno il 10 % del valore delle opere non eseguite.
Dopo un articolato e lungo contenzioso, il CGA in accoglimento delle difese degli Avv.ti Rubino, Cucchiara e Airo’ ha accolto i ricorsi dell’impresa agrigentina ed ha dichiarato l’illegittimità delle revoca dell’aggiudicazione ed ha altresì condannato il Consorzio Asi di Palermo, ormai in liquidazione, al risarcimento dei danni cagionati all’impresa, a titolo di spese generali e mancato utile, da calcolarsi ai sensi dell’art.25, c.2, d.m. n.145/2000, mediante ricorso alla tecnica della condanna cd. “per criteri”, ai sensi dell’art. 34,comma 4, c.p.a., ordinando alla p.a. di proporre all’appellante, entro 90 giorni dal deposito della  decisione, una somma quantificata in conformità ai principi enunciati.
Con la medesima pronuncia il CGA ha condannato la parte soccombente al pagamento delle spese di lite liquidate in 3.000 euro.
Per effetto della sentenza del CGA il consorzio ASI dovrà corrispondere all’impresa i danni e procedere alla eventuale risoluzione del contratto secondo la normativa specifica prevista, riconoscendo all’impresa le spettanze dovute per tale ipotesi di cessazione anticipata del contratto.

Il 05, 06, 07 aprile si sono svolte le elezioni nel pubblico impiego per eleggere i Rappresentanti Sindacali Unitari. Una grande partecipazione di massa che conferma una prova di democrazia

nei luoghi di lavoro – dichiara il segretario generale Vincenzo Iacono- le elezioni si sarebbero dovuto svolgere l’anno scorso ma a causa della Pandemia hanno subito uno slittamento. La Funzione Pubblica ancora una volta si conferma il Sindacato più votato in provincia di Agrigento con alcuni dati che particolarmente vengono sottolineati dal dirigente sindacale “ per la prima volta il nostro sindacato è il primo anche nel comparto Sanità con 663 voti e 10 seggi, un’altro risultato storico è al comune di Agrigento dove ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti”.

Questo risultato, conclude Iacono, è stato raggiunto grazie all’appassionato lavoro di centinaia di lavoratori dei servizi pubblici militanti della Funzione Pubblica Cgil di Agrigento e da migliaia di lavoratori che continuano a dare fiducia alla nostra Organizzazione.

A Lampedusa i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato a piede libero per abusivismo edilizio alla Procura di Agrigento una casalinga di 46 anni. Lei, in Via del Sole, avrebbe costruito due cisterne e una piattaforma di 90 metri quadrati per costruire poi una piscina. I controlli dei Carabinieri proseguiranno a fronte anche dell’approssimarsi della stagione estiva. Alcuni giorni addietro, ancora a Lampedusa, è stato denunciato un impiegato di 46 anni che ha costruito senza autorizzazione 2 immobili in muratura di 29 e 38 metri quadrati.

La Guardia Costiera di Porto Empedocle, che ha sostenuto le indagini delegate dalla Procura di Agrigento, ha sequestrato una parte di un fondo agricolo in contrada Vallonforte a Realmonte, su cui sono stati depositati rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, compreso anche un ingente quantitativo di amianto. Si tratta di un’area di circa 500 metri quadrati in uso ad una impresa edile. In particolare sono stati rinvenuti scarti di lavorazione edile, plastiche, metalli, bitume per un totale di circa 10 tonnellate, e soprattutto cataste di lastre, frammentate ed integre, in fibrocemento, contenenti amianto, per circa 1,5 tonnellate. Sul posto l’Arpa ha provveduto ad una prima classificazione merceologica, per la valutazione dei successivi interventi di bonifica. Nel corso delle operazioni sono stati censiti anche tre fabbricati verosimilmente abusivi.

Stalking, resistenza a pubblico ufficiale e tentativo di incendio: 48enne accusato di avere perseguitato l’ex compagna finisce a processo.

La donna, di 13 anni più giovane, sarebbe stata minacciata ripetutamente di morte e rappresaglie di ogni tipo: di fronte al suo rifiuto di aprirgli la porta avrebbe cosparso di benzina il pianerottolo e sarebbe stato pronto ad appiccare l’incendio con un accendino.

Fu l’intervento dei poliziotti, che sarebbero stati aggrediti nel tentativo di fermarlo, ad impedirglielo. F.P., 48 anni, di Porto Empedocle, sei mesi dopo l’arresto, successivo a questo episodio, avvenuto il 7 ottobre scorso, finisce a processo con le accuse di stalking, resistenza a pubblico ufficiale e tentativo di incendio. I difensori, gli avvocati Salvatore Pennica e Salvatore Collura, hanno chiesto il giudizio abbreviato condizionato all’audizione del fratello e della madre dell’imputato.

Il gup Francesco Provenzano, dopo l’atto istruttorio, ha aggiornato l’udienza al 5 maggio per la requisitoria del pubblico ministero e l’arringa difensiva.

L’imputato dovrà rispondere di numerosi atti persecutori compiuti ai danni dell’ex compagna che sarebbe stata minacciata in seguito alla sua decisione di interrompere la relazione. L’eventuale condanna, alla luce della strategia processuale del giudizio abbreviato, sarebbe ridotta di un terzo.

Oltre che alle progressioni verticali di personale interno, e alla mobilità interna, alla Provincia di Agrigento si procederà a nuove assunzioni, soprattutto di personale tecnico necessario per sostenere, in termini di progettazione e ottimizzazione, la spesa dei fondi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Così è stato concordato nel corso di un incontro tra il Commissario alla Provincia, Raffaele Sanzo, e il segretario generale Pietro Amorosia. Tali progressioni e assunzioni sono ritenute da Sanzo necessarie anche per fronteggiare i pensionamenti, già avvenuti o imminenti. Il tutto è stato preventivato nel biennio 2022-2024, secondo una preliminare ricognizione del fabbisogno di personale.

Sono gravi le condizioni della pensionata novantatreenne rimasta intossicata dal fumo, sprigionato dall’incendio divampato nella tarda serata di giovedì, nella sua abitazione di via Maggiordomo, ad Aragona. L’anziana è ricoverata in Terapia intensiva all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. La prognosi sulla vita viene mantenuta riservata dai medici. Il figlio, cinquantatreenne, che vive con la pensionata, anche lui intossicato dopo avere inalato fumo, è stato invece trasferito, con l’elisoccorso del 118, dal presidio ospedaliero di contrada “Consolida” all’ospedale “Cannizzaro” di Catania. Anche per l’uomo il quadro clinico è grave. Entrambi hanno riportato, inoltre, delle ustioni agli arti.

Madre e figlio, sono stati soccorsi, e salvati dai vigili del fuoco del Comando provinciale. Subito sono stati portati all’ospedale di Agrigento dove i medici del pronto soccorso hanno appurato la gravità dell’intossicazione da fumo. L’anziana è stata immediatamente ricoverata in Terapia intensiva, è, purtroppo, in condizioni critiche. Durante la notte, alle tre circa, il figlio si è aggravato e i medici del “San Giovanni di Dio” ne hanno disposto il trasferimento in una struttura meglio attrezzata, appunto il “Cannizzaro” di Catania.

Pochi i dubbi sul fatto che il rogo sia divampato dalla stufa a gas che era stata collocata vicino al divano. Sono stati i vicini a richiedere l’intervento dei soccorsi, dopo avere sentito all’improvviso un forte boato. A scoppiare è stato il condizionatore, e poi sono esplosi anche i vetri dell’abitazione.  I carabinieri della Stazione di Aragona si stanno occupando delle indagini per ricostruire la dinamica dell’evento.

Giovanni Vaccaro, assessore al verde pubblico del Comune di Agrigento, risponde all’interrogazione dei consiglieri comunali di opposizione Hamel e Bongiovì sul taglio degli alberi in Viale dei Pini a San Leone.

“Visto che sono stato tirato in ballo sulla vicenda pini a San Leone, mi corre l’obbligo di rispondere per onor di verità , mi stranisce che un consigliere esperto come Hamel che ha avuto ruoli nelle precedenti amministrazioni prima di uscire pubblicamente quanto meno avrebbe dovuto fare tutte le verifiche del caso.

Carte alla mano , le procedure seguite sono legittime, i lavori sono stati autorizzati e sono a carico dei privati dopo accurate relazioni e perizie agronomiche che possono essere consultate dai due consiglieri e i costi delle ditte sono a carico dei privati.

Ergo i consiglieri si documentino bene, in questo caso l’amministrazione comunale non è parte attiva del procedimento.

Queste procedure come conosce il consigliere Hamel seguono lo stesso iter svolto in un recente passato da vecchie amministrazioni.

Le perizie dell’agronomo nominato dal Comune sono state dettagliate in maniera certosina , molti degli alberi oggi tagliati sono stati identificati appartenenti alla classe di pericolosità D:aventi segni, sintomi o difetti gravi che portano a una riduzione severa della sicurezza naturale dell’albero stesso.

Per questo , conclude l’Assessore, prima di fare critiche strumentali anche per il futuro sarebbe meglio documentarsi preventivamente sullo stato delle cose. Questa amministrazione lavora e opera da 16 mesi con trasparenza e con azioni a difesa del territorio”