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Scazzottata fra extracomunitari, ieri, nel centro storico di Agrigento, in via Santa Sofia. A darsele di santa ragione due uomini che avrebbero litigato per una donna.

Uno dei due, per le ferite riportate, ha dovuto fare ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso del San Giovanni di Dio.

Sul posto gli agenti della sezione Volanti che hanno posto fine alla diatriba e ricostruito quanto accaduto, invitando le parti in causa a formalizzare, ognuno per le sue ragioni, querela.

La posizione dei due extracomunitari è al vaglio degli investigatori.

 

Anche la Cgil Flai di Agrigento parteciperà al sit-in di protesta di martedì prossimo 5 febbrario, a Palermo, alle ore 9, innanzi a palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione, in Piazza Indipendenza, contro il taglio delle risorse finanziario nel Bilancio della Regione a danno dell’Esa, dei Consorzi di Bonifica e della Forestale. Il segretario provinciale della Flai Cgil di Agrigento, Giuseppe Di Franco, afferma: “Saremo presenti a Palermo insieme ad una delegazione di circa 200 lavoratori. Chiederemo, con le segreterie regionali del sindacato, di essere ricevuti dal Presidente della Regione, Nello Musumeci. Chiediamo il ripristino delle risorse necessarie per evitare la crisi di interi settori, che hanno bisogno di una vera e propria riforma, come peraltro più volte annunciato dal Governo Musumeci. Siamo anche disposti ad aprire una trattativa per dare risposte concrete al territorio siciliano ed ai lavoratori che con il loro lavoro assicurano servizi ai cittadini e a tutta l’economia siciliana”.

Il responsabile regionale per il tesseramento alla Lega Salvini, e coordinatore provinciale della Lega Salvini di Agrigento, Massimiliano Rosselli, annuncia che la consigliere comunale di Agrigento, Rita Monella, è stata nominata responsabile della città di Agrigento per la Lega Salvini. Lo stesso Rosselli afferma: “A Rita Monella, docente e pedagogista, riconosciamo valori etici e morali nonché affidabilità e onestà. Siamo sicuri che svolgerà al meglio il suo lavoro di radicamento e crescita della Lega Salvini nella città di Agrigento”.

A Campobello di Licata i Carabinieri hanno arrestato un romeno di 38 anni, I N sono le iniziali del nome, che con un coltello ha forzato una finestra, è entrato nottetempo in una villetta approfittando dell’assenza della proprietaria, una pensionata di 77 anni, e ha rubato diversi oggetti preziosi. Ha commesso una imprudenza: ha acceso le luci delle stanze. Ed un vicino di casa, insospettitosi, ha telefonato al 112. I Carabinieri hanno intercettato il criminale con la refurtiva, e lo hanno arrestato dopo un breve inseguimento a piedi. Il bottino, del valore di alcune migliaia di euro, è stato interamente restituito alla pensionata.

“Dodici anni senza Filippo Raciti. Ricordarlo è un dovere, e la rabbia brucia ora esattamente come allora. Il nostro collega, uomo, figlio, fratello, marito e padre, è morto per un banale incontro di calcio, la sede oramai ‘propria’ della violenza più cieca, assurda e insensata. E dodici anni dopo nulla è cambiato o quasi. Per le partite di calcio si continua a morire, continua l’esibizione di violenza e illegalità, di prepotenza e di disprezzo assoluto per le regole, continua l’insostenibile spesa pubblica per arginare una follia che meriterebbe risposte di altro tipo. Dodici anni dopo siamo ancora a parlare dell’emergenza violenza negli stadi, eppure i campionati proseguono come nulla fosse. Ma la verità è che le tifoserie continuano a fare paura e che non si trova il coraggio di dare risposte di adeguata fermezza. Ancora non si vedono i facinorosi finire in carcere e restarci, eppure Daspo e minacce di vario genere non hanno alcun serio effetto deterrente, né di prevenzione, né di educazione. Il Rapporto del Viminale reso noto al termine dello scorso girone d’andata dei campionati professionistici parlava chiaro: violenza in aumento, e maglia nera per la serie A, con un netto aumento dei feriti fra i civili e, soprattutto, fra le Forze dell’ordine. Nei mesi seguenti i numeri sono parsi ‘migliorare’, si tratta di dati privi di senso concreto considerato che il 2018 si è chiuso con l’ennesima morte di un tifoso, con scontri durissimi con le Forze di Polizia, con gli oramai consueti cori razzisti, e chi più ne ha più ne metta. Tutto ciò non necessita di commenti ulteriori. Con il Decreto sicurezza, accogliendo una richiesta per cui ci siamo sempre battuti, è stata incrementata la contribuzione delle società di calcio per l’ordine pubblico durante le partite, ma questo non può bastare. Le regole attuali non sono efficaci, la risposta del sistema normativo e giudiziario alla violenza e all’illegalità in occasione di manifestazioni sportive è decisamente ‘all’acqua di rose’, continuiamo a trovare criminali impuniti che accoltellano la gente fuori dagli stadi con il provvedimento di Daspo in tasca. E’ un’intollerabile presa in giro”.  

Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, nel giorno del dodicesimo anniversario della morte di Filippo Raciti, l’ispettore di Polizia deceduto durante il derby di calcio tra Catania e Palermo fuori dallo stadio Massimino.

 

Si è parlato di raccolta differenziata, di ambiente e del nuovo sistema per la gestione dei rifiuti in genere, questa mattina a Canicattì, dove il Comune, le imprese dell’Ati Sea, Iseda ed Ecoin hanno incontrato gli studenti dei licei cittadini. Si è trattato di un vero e proprio seminario informativo che ha avuto come scopo, quello di spiegare agli studenti gli obiettivi progettuali e di servizio legati al nuovo servizio porta a porta che partirà nelle prossime settimane a Canicattì. L’iniziativa, ha visto gli interventi del sindaco Ettore Di ventura, del presidente dei Lions di Canicattì Salvo Rampello, dell’assessore allo sport Katia Farrauto e di Pietro Siracusa, responsabile per la comunicazione delle imprese. L’incontro si è svolto al Palazzetto dello sport “Livatino-Saetta” ed ha visto la partecipazione di oltre 1000 studenti.

Anche la Cisl in piazza oggi a Caltanissetta al fianco dei sindaci e delle comunità danneggiate dal rallentamento dei cantieri di raddoppio della statale 640 o “degli Scrittori” e dei lavori di manutenzione della Agrigento – Palermo. 

Presente, come unica categoria della Funzione pubblica, la Cisl Fp di Agrigento e Caltanissetta con il segretario Floriana Russo Introito, oltre che la confederazione con il segretario Maurizio Saia e la Filca con il segretario generale Paolo D’Anca.

“Una manifestazione che non ha e non può avere alcun colore politico – è il commento di Saia – ma che ha una finalità chiarissima: sollecitare Anas e Cmc, che pure in questi giorni hanno annunciato, o almeno promesso, una ripresa a breve dei lavori, a fare presto. Questo perché senza una viabilità moderna e sicura non può esserci sviluppo per un territorio come il nostro, che oggi è letteralmente tagliato fuori da ogni collegamento diretto con i grandi aeroporti e con i maggiori centri dell’Isola”. 

“A ciò – aggiunge D’Anca – non può che aggiungersi la nostra preoccupazione rispetto alla situazione occupazionale delle centinaia di ditte creditrici e delle oltre mille persone impegnate nei lavori che oggi rischiano di essere danneggiate dalla crisi finanziaria della Cmc che non sembra si voglia-possa governare. Cisl- conclude – c’è e rimarrà a vigilare sulla vicenda”.

Questa mattina il sindaco di Aragona Giuseppe Pendolino e il Presidente del Consiglio comunale Gioacchino Volpe, hanno partecipato a Caltanissetta alla manifestazione di protesta contro l’isolamento stradale dopo che la Cmc, il colosso delle costruzioni di Ravenna, ha sospeso i lavori sulle strade statali 640 Agrigento-Caltanissetta, 189 Agrigento-Palermo e 121 nel tratto palermitano della Palermo-Agrigento. Alla manifestazione di protesta hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, i sindaci di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo e di Agrigento Lillo Firetto, e il vescovo della Diocesi di Caltanissetta, Mario Russotto. Sono scesi in piazza anche le organizzazioni sindacali, diversi comitati di quartiere, i titolari e i dipendenti di un centinaio di aziende che hanno lavorato nel cantiere per contro della Cmc ma non hanno ancora ricevuto i crediti dall’azienda ravennate e che rischiano ora il fallimento. Il corteo dei manifestanti è partito dalla galleria “Sant’Elia”, nei pressi del comando provinciale dei Carabinieri, ha percorso le vie Leone XIII, Rosso di San Secondo, Conte Testasecca per poi arrivare in corso Umberto. 

La società P.S. con sede in Lampedusa aveva avanzato una richiesta di concessione demaniale per l’istallazione di un impianto di distribuzione carburanti da realizzare presso il molo del Porto Vecchio di Lampedusa; la predetta istanza veniva corredata da tutta la documentazione e gli elaborati tecnici necessari a verificare l’idoneità del sito individuato per l’istallazione dell’impianto, nonchè la natura e la tipologia delle opere da realizzare. Ma l’Amministrazione Regionale non riscontrava la predetta istanza; da qui la determinazione della società lampedusana di proporre un ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, per la declaratoria di illegittimità del silenzio-inadempimento formatosi sull’istanza presentata e non riscontrata nonchè per l’accertamento dell’obbligo di provvedere in ordine alla medesima istanza in capo alla P.A., con previsione della nomina di un commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza. In particolare l’Avvocato Rubino ha sostenuto la fondatezza della pretesa della società ricorrente ad ottenere la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato dall’Amministrazione Regionale sull’istanza presentata in relazione al dovere di correttezza e di buona amministrazione della parte pubblica, al fine di consentire al giudice adito di constatare l’illegittimità del comportamento omissivo con conseguente dichiarazione dell’obbligo di provvedere, citando giurisprudenza favorevole del Consiglio di Stato; il difensore ha sottolineato altresì  il pregiudizio anche per l’isola di Lampedusa derivante dall’arresto di un’iniziativa economica rilevante afferente l’implementazione del pubblico servizio di distribuzione carburanti per natanti. Si è costituito in giudizio l’Assessorato regionale del territorio e dell’Ambiente, in persona dell’Assessore pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, per chiedere il rigetto del ricorso. Il Tar Sicilia, Palermo, Sezione Prima, Presidente il Dr. Calogero Ferlisi, Relatore il Consigliere  Dr. Roberto Valenti, condividendo la tesi dell’Avvocato Rubino secondo cui ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un’istanza le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l’adozione di un provvedimento espresso, essendovi per il privato una legittima aspettativa a conoscere il contenuto e le ragioni delle determinazioni della parte pubblica, ha accolto il ricorso proposto dalla società lampedusana, ordinando all’Amministrazione Regionale di provvedere sull’istanza avanzata entro trenta giorni a pena di commissariamento, e condannando l’Amministrazione Regionale anche al pagamento delle spese giudiziali nonchè alla refusione del contributo unificato. Pertanto, per effetto  della sentenza resa tra le parti dal Tar Sicilia, l’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente dovrà provvedere in ordine all’istanza avanzata dalla società lampedusana entro trenta giorni, altrimenti interverrà in via sostitutiva un commissario ad acta nominato dallo stesso giudice amministrativo. 

Deve scontare una pena ai domiciliari, divenuta definitiva, di 14 mesi, Salvatore Sciacchitano, l’agrigentino, di 44 anni, arrestato a Enna, in esecuzione di una ordinanza emessa dall’Ufficio esecuzioni penali della Procura di Agrigento, in seguito all’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Palermo.

L’uomo con precedenti penali per armi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, sequestro di persona, tentato omicidio, evasione, era finito l’ultima volta in manette per violazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale.

Sciacchitano era stato sottoposto al divieto di soggiorno in due Comuni dell’agrigentino ed era finito col vivere a Enna dove svolgeva attività saltuare.