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I Carabinieri in servizio all’aeroporto di Catania “Fontanarossa” hanno arrestato in flagranza di reato una donna di 31 anni di Pozzallo, in provincia di Ragusa, perché responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio. Lei, per tentare di eludere i controlli, ha nascosto un ovulo all’interno della vagina. La donna è apparsa molto nervosa al terminal “partenze”, diretta in una cittadina tedesca. I Carabinieri, impegnati nei controlli, si sono affidati alla collaborazione di una loro collega che, infatti, ha effettuato un più discreto ed accurato controllo della 31enne. La donna è stata condotta al pronto soccorso ginecologico dell’ospedale Garibaldi di Catania, e i medici hanno rinvenuto un ovulo contenente 16 grammi di eroina all’interno del suo organo sessuale. Si tratta di una quantità di droga sufficiente per ricavare 79 singole dosi.

A Canicattì un uomo con il volto coperto e armato di una spranga di ferro è irrotto in un tabacchino in via Pirandello, si è impossessato di alcuni gratta e vinci e poi è fuggito a piedi tra la gente, smarrendo per strada parte del bottino. Mezzora dopo, quando i Carabinieri erano già sulle tracce del rapinatore, il fratello di lui, al corrente che lui fosse preda della tossicodipendenza, ha telefonato ai Carabinieri, e le sue parole sono state: “…sappiamo che nostro fratello ha fatto una cosa che non avrebbe dovuto fare…”. L’indagato, condotto in caserma, ha ammesso le proprie responsabilità. E stato denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento. Familiari e Carabinieri, insieme, hanno avviato per lui il percorso necessario al tentativo di recupero dalla tossicodipendenza.

A Cammarata i Carabinieri, a conclusione delle indagini seguite alla denuncia sporta contro l’ex compagno da una casalinga di 32 anni, hanno depositato un’informativa di reato alla Procura della Repubblica di Agrigento con cui hanno denunciato l’uomo a piede libero per maltrattamenti in famiglia. In particolare, lui, di 37 anni, originario di Mussomeli, la notte tra sabato e domenica si sarebbe arrampicato fino al terzo piano per raggiungere il balcone dell’ex compagna. Ha sfondato il vetro della finestra, ed è entrato dentro casa. La donna, nel tentativo di allontanare l’uomo, sarebbe stata colpita con uno schiaffo al volto, ha perso l’equilibrio ed è caduta a terra. All’ospedale di Agrigento è stata medicata e dimessa con una prognosi di 5 giorni.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, accogliendo quanto richiesto dalla Procura, ha confermato l’arresto in carcere a carico di Giuseppe Barba, 66 anni, di Favara, indagato dell’omicidio, aggravato dalla premeditazione e dai motivi abbietti e futili, dell’ex genero Salvatore Lupo, 45 anni, ucciso a pistolettate lo scorso 15 agosto all’interno di un bar in via Quattro Novembre a Favara. In occasione dell’udienza innanzi al Gip, Barba si è dichiarato innocente e poi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Una telecamera di video-sorveglianza ha registrato i movimenti della Fiat Panda di Barba, in transito lungo via Quattro Novembre, poi in sosta davanti al bar, e con persone che sono fuoriuscite dal bar correndo subito dopo il parcheggio dell’auto, sul volante della quale, poi, i militari hanno trovato tracce di polvere da sparo.

Il Gip Provenzano usa parole forti: ““La lite intervenuta nello spiazzo antistante lo Snack american bar  tra Salvatore Lupo e  Giuseppe Barba aveva innescato desiderio di rivalsa del Barba. Il movente del delitto è, appunto, rappresentato dalla volontà di lavare con il sangue l’onta che Giuseppe Barba aveva subito il 15 maggio 2021 essendo stato aggredito e colpito, oltre che umiliato pubblicamente nel suo ruolo  di uomo forte e di “rilievo” a Favara, dal genero Salvatore Lupo con il quale aveva già notoriamente motivi di astio per quanto sopra esposto e nei confronti del quale aveva già profferito, gravi minacce, anche di morte. Significativamente, e non può il fatto ritenersi una mera coincidenza, l’omicidio avviene all’interno dello stesso locale, Snack american bar, dinanzi al quale si era consumata la lesa maestà di Barba per l’offesa subita esattamente tre mesi prima, il 15 maggio, dal genero. L’autore del reato ha agito con la sicurezza dell’insuperabile omertà dei probabili testimoni, che connota quel contesto territoriale, contando su di essa egli si reca ad uccidere il genero, che evidentemente stava seguendo, come si può dedurre dalla sincronia con cui i due arrivano, a distanza di poco più che un minuto, nello stesso posto e nello stesso locale, arrivando quindi  con la propria macchina e a viso scoperto. Il gesto doveva essere plateale, saputo da tutti, altrimenti sarebbe stato irrilevante, ma coperto dalla totale omertà che è subito scattata”.

In merito all’articolo pubblicato su questo giornale relativo alla prossime elezioni amministrative a Porto Empedocle, abbiamo ricevuto una nota di rettifica da parte di Orazio Guarraci.

Ecco il testo: “È categoricamente falso ogni mio coinvolgimento con la LEGA. Non ho nessun tipo di rapporto politico con la LEGA NORD. È scorretto attribuirmi legami o rapporti politici con la Lega. Il ritiro della mia candidatura è dovuto esclusivamente a motivi di carattere lavorativo, ma tranquillizzo tutti gli amici che sarò presente con un ruolo istituzionale sua nella campagna elettorale che dopo per riprendere e risollevare la città di porto Empedocle”.

Questa la dichiarazione di Orazio Guarraci.

“In riferimento alla procedura di internalizzazione degli ex Lsu nel personale Ata, SGB chiede al Ministro della Pubblica Istruzione Bianchi un  incontro. Desideriamo sottopone all’attenzione del Ministro, l’ingiusta situazione che si è venuta a creare per i lavoratori interessati dalla procedura di internalizzazione ribadisce Aldo Mucci SGB Direttivo nazionale. A causa dell’esiguo numero di posti previsti negli appositi due bandi di concorso, sono stati esclusi dal processo d’ internalizzazione migliaia di lavoratori i quali, per anni, hanno prestato servizio presso le scuole statali alle dipendenze di quelle stesse aziende private che oggi non riconoscono loro alcuna possibilità lavorativa. Questi lavoratori stanno anche riscontrando problemi all’ accesso agli ammortizzatori sociali.

Risulta inoltre alla scrivente O.S., che una parte dei posti accantonati e poi occupati per le assunzioni degli ex LSU, sia stata liberata, negli ultimi mesi, per effetto di pensionamenti e/o di altre forme di cessazione del rapporto di lavoro. Pertanto, non solo i posti messi a bando sono stati inferiori alla platea degli interessati ma quando alcuni di questi posti si sono liberati non si è continuato a scorrere la graduatoria per ulteriori assunzioni. Questo grave problema sociale sta affliggendo tutte le regioni del Centro- Sud Italia. Per queste ragioni, SGB in rappresentanza di tale segmento di categoria, chiede alla SV:  i dati che riguardano i posti liberati dal personale  (per effetto di pensionamento o altro) e le modalità con le quali codesta Amministrazione sta procedendo alla sostituzione dei suddetti posti (considerando che questi ultimi sono, da sempre, riservati al bacino di personale ex LSU in possesso dei requisiti previsti”.

Lo dichiara Aldo Mucci, responsabile del sindacato Sgb.

Due donne in servizio nella base militare Usa di Sigonella sono morte a Catania in un incidente stradale avvenuto nell’Asse dei servizi, vicino al carcere di Bicocca. Secondo una prima ricostruzione, l’Alfa Romeo 147 sulla quale viaggiavano le due, donne, una trentenne e una 18enne, si è ribaltata, sono state sbalzate fuori dall’abitacolo, per l’urto violentissimo con un pilone in cemento armato a sostegno della sbarra di stop.

A condurre i rilievi sono stati gli ispettori della polizia municipale di Catania, insieme ai carabinieri, per la segnalazione di un automobilista. Le salme delle due donne, dopo gli accertamenti, sono state consegnate ai militari della vicina base di Sigonella.

“La nostra comunità è profondamente rattristata dalla tragica perdita di questi nostri commilitoni. Mancheranno molto ai loro amici, ai loro colleghi e alla leadership della Nas Sigonella.
Nell’affrontare insieme questa situazione, stiamo fornendo tutto il supporto necessario alle loro famiglie nonché ai loro amici e colleghi”, ha detto il comandante della Nas Sigonella americana, capitano di vascello Kevin Pickard in una nota diramata dall’ufficio stampa.

(ANSA).

Sono 885 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore nell’iIola a fronte di 15.892 tamponi processati. L’incidenza sale al 5,7%. La Sicilia rimane al primo posto per nuovo contagio giornaliero. Gli attuali positivi sono 26.190, i guariti sono 941 mentre si registrano altre 9 vittime che portano il totale dei decessi a 6.577. Sul fronte ospedaliero sono adesso 892 i ricoverati..

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 201, Catania 172, Messina 234, Siracusa 100, Ragusa 89, Trapani 49, Caltanissetta 22, Agrigento 12, Enna 6.

La pista ciclabile di San Leone è pericolosa per tutti coloro che la utilizzano. A segnalare il grave problema è l’associazione Mareamico capeggiata da Claudio Lombardo.
Almeno 10 griglie risultano essere divelte, staccate dal bordo e quindi rendono insicuro il transito.
Già decine di persone si sono ferite, cadendo pesantemente sul suolo.
Mareamico chiede all’Amministrazione comunale di Agrigento l’immediata sostituzione di tutte le griglie ammalorate!

Sono 770 i nuovi casi di Covid 19 registrati nelle ultime 24 ore nell’Isola a fronte di 18.441 tamponi processati. L’incidenza scende di poco al 4,2 ieri era al 4,7%. La Sicilia rimane al primo posto per contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 26.255, i guariti sono 843 mentre si registrano altre 25 vittime che portano il totale dei decessi a 6.568. La Regione Sicilia comunica che i decessi segnalati in data odierna sono avvenuti: 1 il 9 settembre, 11 il’8 agosto, 1 il 7 agosto, 1 il 6 agosto, 1 il 27 agosto, 1 il 17 agosto, 1 il 13 agosto, 1 il 12 agosto. Sul fronte ospedaliero sono adesso 907 i ricoverati.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 114, Catania 138, Messina 150, Siracusa 136, Ragusa 47, Trapani 106, Caltanissetta 36, Agrigento 30, Enna 13.