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Grazie a una collaborazione fra il Comune di Agrigento, assessorato alle Pari Opportunità, Centro antiviolenza “Gloria” e il centro antiviolenza “Telefono Aiuto”,  sono state istituite le giornate “Porte Aperte” contro la violenza sulle donne e la discriminazione di genere. Basterà recarsi presso la biblioteca Franco La Rocca di piazza Aldo Moro, nelle giornate dell’ 11 maggio; 11 giugno e 12 luglio per avere assistenza legale, psicologica e di supporto in ambiente riservato e in modo assolutamente gratuito. “Per avere maggiori informazioni – chiarisce l’assessore Roberta Lala che si è impegnata per rendere possibile anche questa iniziativa – sarà possibile telefonare ai numeri 0922/22922 oppure 351/2712588 o ancora 0922/72976 o 380/6390111”

Il sindacato Fials comparto 118 ha sollecitato il Commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, Mario Zappia, a provvedere all’attivazione dei tunnel di sanificazione già installati ed inaugurati il 2 febbraio scorso negli ospedali di Agrigento e Sciacca, ma non ancora utilizzabili. “Si tratta – sottolinea il sindacato – di strutture essenziali per sanificare le ambulanze del 118, nonchè gli autisti-soccorritori, gli infermieri e i medici del 118 dopo che hanno effettuato il soccorso di un paziente sospetto o positivo al covid. Peraltro, la mancanza dei tunnel di sanificazione ritarda, a danno degli utenti, il ripristino e l’operatività dei mezzi di emergenza”.

Con ricorso proposto nel 2011, l’ingegnere Manlio Munafò, dipendente regionale, inquadrato nella terza fascia dirigenziale, aveva citato in giudizio la Presidenza e l’Assessorato Regionale Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana al fine di ottenere, tra l’altro, la declaratoria dell’illegittimità della revoca degli incarichi a Dirigente Generale del Dipartimento Ispettorato Tecnico Regionale dell’Assessorato Regionale Lavori Pubblici e del Dipartimento Regionale Ispettorato Lavori Pubblici, nonché nell’ipotesi di ritenuta legittimità della citata revoca, un incarico equivalente a quelli in precedenza ricoperti, vale a dire un incarico di dirigente generale, con correlata percezione delle differenze retributive allo stesso spettanti in ragione dei predetti incarichi.

Avverso la decisione del Tribunale di Palermo, Sez. Lavoro, che, in primo grado, aveva respinto il ricorso proposto dall’Ing. Munafo’, il dirigente regionale, assistito dagli avv.ti Girolamo Rubino e Mario La Loggia, proponeva ricorso innanzi alla competente Corte di Appello di Palermo, censurando l’erroneità della sentenza anche nella parte in cui, avendo escluso l’illegittimità della revoca anticipata degli incarichi dirigenziali generali ricoperti dall’Ing. Munafò, non aveva consequenzialmente ritenuto applicabile la c.d. clausola di salvaguardia prevista dal CCRL di categoria e finalizzata a tutelare il dirigente nell’ipotesi di revoca anticipata dell’incarico di direzione generale mediante l’attribuzione di un incarico equivalente.

I legali Rubino e La Loggia, inoltre, contestavano l’erroneità della pronuncia del Tribunale di Palermo, in funzione di Giudice del Lavoro, laddove aveva dichiarato insussistente il diritto del ricorrente ad ottenere un trattamento retributivo equiparato a quello di un dirigente generale.

Orbene, la Corte di Appello di Palermo, condividendo le tesi difensive formulate in giudizio dagli avv.ti Rubino e La Loggia, in riforma della sentenza resa dal Tribunale di Palermo, dichiarava il diritto del dirigente Munafo’ al conferimento di un ufficio dirigenziale generale o equivalente per un biennio dal decreto di nomina del 20 febbraio 2009 e, per l’effetto, condannava le amministrazioni regionali appellate al pagamento del corrispondente trattamento economico a far data dall’intervenuta revoca oltre interessi legali.

Per la cassazione della suddetta pronuncia resa dalla Corte di Appello di Palermo, proponevano ricorso la Presidenza e l’Assessorato Regionale Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana sulla base di un unico motivo di ricorso incentrato sull’asserita errata interpretazione della clausola di salvaguardia dettata dalle disposizioni del Contratto Collettivo Regionale Collettivo della Dirigenza della Regione Siciliana; ricorso avverso il quale proponeva controricorso con ricorso incidentale il dirigente Munafo’, costituitosi in giudizio nuovamente con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino.

Ebbene, la Corte di Cassazione, definitivamente pronunciandosi sull’annosa vicenda, ha dichiarato inammissibile il ricorso principale proposto dalla Presidenza e dall’Assessorato Regionale Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana, non potendo la Suprema Corte sostituirsi, quale Giudice di legittimità, alle valutazioni sulle disposizioni contrattuali proprie del giudizio di merito.

Per effetto della suddetta definitiva pronuncia resa dalla Corte di Cassazione, andranno dunque corrisposte all’Ing. Manlio Munafò le differenze retributive maturate tenuto conto del trattamento economico in precedenza goduto, non potendo più lo stesso conseguire l’attribuzione dell’incarico dirigenziale generale o equivalente in ragione del tempo oramai trascorso dall’avvenuta nomina nel 2009.

Il Questore di Agrigento, Rosa Maria Iraci, ha imposto 12 Daspo da 1 a 3 anni, ovvero il divieto di partecipazione a manifestazioni sportive, ad altrettanti giovani, nove dei quali sono stati denunciati per reati legati alle sostanze stupefacenti e tre in ambito armi. Inoltre sono stati imposti 3 Dacur, ovvero il divieto di frequentare alcuni esercizi pubblici dove i giovani si sono resi responsabili di condotte violente.

I Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno effettuato un blitz nello storico quartiere di Borgalino dove, nel corso di una perquisizione, hanno sequestrato un ingente quantitativo di marijuana, per un valore di mercato di diverse migliaia di euro. In particolare, tra le numerose case apparentemente abbandonate nel quartiere, in via Suor Maria è stato scoperto un centro di stoccaggio della droga: una parte della marijuana è stata trovata ad essiccare, ed un’altra, più consistente, nascosta nel sottotetto dell’immobile, è stata rinvenuta già confezionata pronta per essere smerciata. Sono stati sequestrati complessivamente 2 chili di marijuana, che adesso saranno campionati ed analizzati dal competente laboratorio del Comando provinciale dei Carabinieri di Agrigento.

Arriva una ricompensa per chi fornirà notizie utili sul caso della sparizione della piccola Denise Pipitone.
A mettere a disposizione la cifra di 50 mila dollari è un imprenditore italoamericano, Tony Di Piazza, consigliere del Palermo, che così vuole sostenere le indagini e facilitare il ritrovamento della bambina, o comunque raccogliere notizie che possano essere utili al caso da poco riaperto dalla procura di Marsala.

Alla notizia, Piera Maggio mamma di Denise ha commentato che “si tratta di una persona sensibile”. La stessa ha poi utilizzato i social per condividere l’offerta dell’imprenditore spiegando che non è la prima volta in questi anno che alcune persone si sono spese per la causa, contribuendo alle indagini per la ricerca della verità con iniziative simili a quelle di Tony Di Piazza: “Chi lo sa, forse con questa offerta, chi ha avuto un tentennamento magari – considera Maggio – potrà fornire maggiori dettagli su cose che conosce“.

Poi Piera Maggio in collegamento telefonico con Mattino Cinque, ha poi detto che adesso si aspetta che la verità emerga forte e prepotente, parlando della riapertura delle indagini da parte della Procura di Marsala:  “Quello che chiedo in tutta questa vicenda è verità e giustizia per Denise, perché non si può far sparire una bambina così e farla franca“, conclude la donna.

Sono 902 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia, su 32.557 tamponi processati, con una incidenza del 2,8%, in calo rispetto a ieri. La Regione è quarta per numero di contagi giornalieri.

Le vittime nelle ultime 24 ore sono state 25 e portano il totale a 5.468. Il numero degli attuali positivi è di 24.823 con decremento di 132 casi. I guariti oggi sono 1.009. Negli ospedali i ricoverati sono 1.312, 26 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 160, nessuna differenza rispetto a ieri.

La distribuzione tra le province vede in testa Palermo con 246 casi, Catania 361, Messina 50, Siracusa 75, Trapani 50, Ragusa 0, Caltanissetta 18, Agrigento 88, Enna 14.

Si è insediato oggi Vincenzo Raffo, il nuovo Commissario Straordinario nominato dalla Regione Siciliana per gestire la Provincia di Agrigento fino al prossimo 15 settembre, nelle more dell’insediamento degli organi elettivi. Il Commissario Raffo, nell’assumere l’incarico, ha espresso un ringraziamento al Presidente della Regione Nello Musumeci e all’Assessore Regionale agli Enti Locali Marco Zambuto. Il Commissario Raffo ha inoltre ringraziato il suo predecessore, Alberto Di Pisa, per l’impegno profuso nella gestione della Provincia. Nella sua prima giornata di lavoro, Raffo ha incontrato il Segretario – Direttore Generale Caterina Moricca, la Capo di Gabinetto Antonietta Testone e i Dirigenti dell’Ente. Vincenzo Raffo, generale in quiescenza della Guardia di Finanza dal 2017, ha iniziato la sua carriera nel 1976. E’ stato anche Comandante provinciale ad Agrigento dal luglio 2006 all’ottobre 2011.

A Licata la Polizia ha sanzionato i titolari di due bar perchè, non curanti della normativa vigente, sono stati sorpresi a somministrare bevande ad alcuni clienti direttamente al banco. Elevate le sanzioni amministrative nonché la sanzione accessoria della chiusura delle attività per tre giorni. Uno dei due titolari è stato inoltre sanzionato di ulteriori 1032 euro perché non trovato presente nella conduzione del bar al momento del controllo.

Il deputato nazionale del Gruppo Misto, Michele Sodano, interviene a seguito della notifica da parte della Procura di Agrigento di quattro avvisi di conclusione indagini per ipotesi di peculato, risalenti al periodo tra 2012 e 2013, nei confronti di altrettanti ex dirigenti del Consorzio universitario di Agrigento. Sodano afferma: “L’ateneo è stato utilizzato come una ‘mangiatoia’ e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Agrigento non ha più nemmeno una facoltà di Archeologia e Beni culturali. L’Università è stata completamente smantellata, e i nostri cervelli continuano a fare le valigie e scegliere nuove destinazioni per iniziare gli studi universitari. Chiediamoci che tipo di controlli siano stati messi in atto in questi anni, quali responsabilità ricadono sulla classe dirigente siciliana in questa vicenda. Confido nell’importantissimo lavoro della Magistratura per fare piena luce su questa vicenda, l’ennesima in cui viene dimostrato come sia la politica locale ad aver impoverito un territorio ricco di potenzialità come il nostro. Confido anche nella nostra popolazione, è necessario un ricambio della classe dirigente se vogliamo chiudere per sempre con storie che, come questa, ledono profondamente la nostra dignità”.