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Tragedia in via Gioeni, ad Agrigento. Un anziano residente nella popolosa arteria centrale si è lanciato dal balcone della propria abitazione nel vuoto centrando in pieno un’auto parcheggiata di sotto. 

Immediati i soccorsi del personale del 118 allertati dai residenti. L’uomo, che già aveva tentato il suicidio lo scorso anno, è deceduto poco dopo durante il trasporto in Ospedale.

– Fonte Grandangolo

Ultimi giorni della Città di Agrigento senza la sua ‘Chiesa Madre’, chiusa al pubblico dal 2011 dopo che il costone aveva iniziato a mostrare preoccupanti crepe e all’interno si erano aperte delle inquietanti fessure: il 22 febbraio, in prossimità della festa del patrono di Agrigento San Gerlando, le porte del Duomo si riapriranno.

L’obiettivo della riapertura della cattedrale, definita dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, “una mamma malata”, è stato’ raggiunto grazie a interventi paralleli: dall’interno con una serie di “catene” che saranno collocate attorno all’edificio e che serviranno a consolidarlo e rafforzare la staticita’ della struttura. Questi lavori, gia’ in corso, sono stati resi possibili grazie alla partecipazione a un bando regionale del 2015 da parte del Comune e della Curia che ha presentato un progetto elaborato da Teotista Panzeca, docente di Ingegneria civile e aerospaziale.

Il sindaco di Agrigento aveva dichiarato: “Partecipare a quel bando è stata unaa scelta strategica in un momento in cui c’erano tanti medici attorno al malato ma nessuno interveniva per salvarlo. Con la riapertura della cattedrale, si recupera un bene dal valore inestimabile e ne giovera’ tutta la collettivita’ agrigentina”. 

Fatto il primo passo, pero’, sara’ indispensabile non fermarsi. Conclusi i lavori all’interno, bisognera’ partire con quelli all’esterno. Vale a dire consolidare il colle.

Le opere saranno realizzate nell’ambito di un progetto complessivo, messo a bando nel marzo del 2018 nell’ambito del cosiddetto Patto per la Sicilia che prevede lo stanziamento di 30 milioni di euro. Le offerte presentate sono sei e l’iter della commissione aggiudicatrice e’ giunto alle battute iniziali.

Alcuni mesi fa, mi pronunciai sottolineando che la grande emergenza dei collegamenti e della rete stradale della città di Favara doveva trovare soluzioni immediate, il mio non fu solo un intervento comunicativo ma bensì una promessa per un impegno personale affinchè fossero sensibilizzate tutte le amministrazioni a cui compete la risoluzione del problema.

Con mia somma soddisfazione ed orgoglio, come già anticipato in un mio precedente intervento, sono stati fatti i passi procedurali affinchè iniziassero i lavori di ricostruzione del Ponte Petrusa che dovrebbero concludersi nel 2020, e finalmente per completare la programmazione degli interventi sulla rete stradale, in questi giorni è stato aggiudicato l’appalto per i lavori di manutenzione straordinaria lungo la SP. 80 Agrigento-Baiata-Favara e la SP 3A Bivio Caldare (ss189) Favara.

Ovviamente continuerò a sorvegliare e seguire gli iter dei lavori affinchè vengano rispettati i tempi di realizzazione delle opere. La città di Favara ha la necessità di tornare protagonista nel territorio agrigentino per lo sviluppo dei vari comparti a cui è vocata e questo può farlo solamente con una adeguata ed efficiente rete infrastrutturale. La politica del lavoro silenzioso senza troppi manifesti e comizi populisti paga sempre.

Io ci sono e resto a rappresentare, nel mio ruolo politico, i cittadini e le loro istanze in tutto il territorio, perché i miglioramenti dell’economia sono legati a tutta la realtà agrigentina.

 

Finalmente, dopo quasi cinque mesi, si è fatta luce su quel maledetto incidente che la notte del 9 agosto ha strappato Sofia Tedesco alla sua famiglia e a quella danza che tanto amava.
I carabinieri hanno lavorato in silenzio sin dai primi momenti. L’ipotesi iniziale vedeva coinvolta un’auto pirata. Le dichiarazioni del conducente dello scooterone su cui viaggiava Sofia erano sempre le stesse: “sono stato travolto da una punto grigia che è scappata senza fermarsi”.
Ma le telecamere sparse per Favara hanno indotto i carabinieri a farsi qualche domanda in più. Di quella Fiat punto non c’era traccia. Così come sono sembrati anomali i lievissimi danni sul motorino. E finalmente dopo cinque mesi di indagini, con l’aiuto di consulenti tecnici, dopo l’analisi del traffico telefonico della zona e l’incessante ricerca di testimoni, ecco spuntare i primi spiragli di una nuova ipotesi. Incidente autonomo. Il conducente ha fatto tutto da solo e ha cercato di coprire le sue responsabilità addossando la colpa alla fantomatica punto grigia. Oggi i carabinieri hanno convocato Vassallo Todaro per notificargli l’avviso di garanzia. Essendo minore il procedimento è passato per competenza al tribunale dei minori di Palermo. Adesso spetterà a loro fare ulteriormente luce su quanto accaduto quella notte.

Il Comune di Sciacca, in collaborazione con la Consulta Giovanile comunale e l’UCIIM (Unione Cattolica Insegnanti, Dirigenti, Educatori e Formatori), ha indetto un concorso nelle scuole e promosso un momento di riflessione, informazione e sensibilizzazione sul bullismo e il cyber bullismo. Si svolgerà giovedì prossimo, 7 febbraio 2019, con inizio alle ore 9, nella Sala Blasco del Palazzo Municipale. Sono previsti gli interventi del sindaco Francesca Valenti, dell’assessore alla Pubblica Istruzione Gisella Mondino, del comandante della compagnia dei Carabinieri Marco Ballan, del dirigente del Siulp e dell’Associazione nazionale Polizia di Stato Giuseppe Puleo, del presidente regionale dell’UCIIM Sicilia Chiara Di Prima, del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Sciacca Giuseppe Livio, della psicologa Maria Grazia Bonsignore e del presidente della Consulta Giovanile Anthony Bentivegna.  

L’obiettivo è quello di una maggiore conoscenza sul bullismo e il cyber bullismo per prevenire e contrastare atti di violenza e prevaricazione che vedono coinvolti i minori, e per favorire un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie.

Durante la manifestazione in Sala Blasco, denominata “Uniti contro il bullismo”, saranno premiati gli studenti che hanno partecipato alla prima edizione del concorso sul Bullismo e Cyberbullismo destinato alle scuole primarie, secondarie di 1° grado e secondarie di 2° grado, indetto per diffondere tra i giovani la cultura dell’inclusione e dell’apertura, e sconfiggere l’indifferenza.
L’incontro sarà presentato da Fabio Piazza.   

Domani, mercoledì 6 febbraio, alle 11.00, nell’Aula Magna “Luca Crescente” della sede didattica del Polo territoriale universitario di Agrigento dell’Università degli Studi di Palermo (via Quartararo 6, Agrigento), il Rettore, prof. Fabrizio Micari, presenterà i nuovi corsi di laurea in Architettura e Ambiente Costruito, Economia e Amministrazione Aziendale e Scienze dell’Educazione, che insieme al corso già attivo in Servizio Sociale, costituiranno la nuova offerta formativa per l’Anno Accademico 2019/2020. 

Interverranno il Presidente di “Empedocle Consorzio Universitario di Agrigento”, Pietro Busetta, il Commissario Straordinario della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Agrigento, Giuseppe Termine, il Presidente del Polo Territoriale Universitario di Agrigento, Lucio Melazzo, i proff. Andrea Sciascia, Francesco Maggio, Fabio Mazzola, Gioacchino Lavanco, Giulio Gerbino, il Direttore Generale dell’Università di Palermo, Antonio Romeo, il Coordinatore dei Poli decentrati dell’Università di Palermo, Ettore Castorina, Autorità Religiose, Civili e Militari, docenti e studenti della sede di Agrigento. Concluderà l’incontro il Sindaco di Agrigento, Calogero Firetto.

Momenti di panico a pochi metri dal Liceo Scientifico Leonardo di Agrigento. Un’automobile in transito – forse a causa di un cortocircuito – ha preso fuoco improvvisamente. 

Le persone a bordo, fortunatamente, hanno capito in tempo che la situazione stava per aggravarsi e hanno lasciato l’abitacolo. 

Sul posto i Vigili del Fuoco, impegnati a spegnare il rogo, e le forze dell’ordine che hanno dovuto deviare il traffico. 

– Fonte Grandangolo

Nuovo appuntamento per discutere di tematiche ambientali e di raccolta differenziata, questo pomeriggio a Canicattì. A partire dalle 17 infatti, a Palazzo Stella in via Cavallotti, si terrà un incontro organizzato dall’amministrazione comunale e dalle imprese dell’Ati, Sea, Iseda ed Ecoin insieme al Club Fidapa e al Club delle mamme. L’appuntamento di oggi, segue di pochi giorni il seminario informativo svoltosi sabato scorso con gli studenti dei licei cittadini al palazzetto dello sport cittadino.

All’indomani del caso della nave Ong, la proposta dell’Associazione “Noi Albergatori” tramite il suo presidente Giuseppe Rosano, di dare alloggio ed offrire lavoro immediato ai 47 migranti pur di farli sbarcare, ha suscitato profonda “indignazione” ma soprattutto tanta “rabbia” tra le miglia di disoccupati siracusani, siciliani ed italiani privi di lavoro e costretti a rimanere in uno stato di perenne disoccupazione o peggio di trasferirsi all’estero per trovare un’occupazione.

Il Presidente della Consulta Civica Damiano De Simone, si è attivato nel raccogliere 47 curriculum vitae di giovani disoccupati ed ha inviato una lettera al Presidente Rosano dell’Associazione Noi Albergatori, alla quale non ha ricevuto alcuna risposta.

Nonostante il mancato seguito, il Presidente De Simone, si è armato di buona volontà ed ha nuovamente inviato un’altra lettera:  “Gentile Sig. Rosano, con vero rammarico, noto indifferenza verso la disapprovazione manifestata nella recente lettera inviataLe dal sottoscritto circa la proposta poco delicata nei confronti dei tanti disoccupati residenti di assunzione esclusiva agli immigrati della Sea Watch, presso le strutture alberghiere da Lei rappresentate a Siracusa.”

“Mi sono assunto la responsabilità di raccogliere ben 47 curriculum vitae di naufraghi economici siracusani – afferma il Presidente di Consulta Civica – ormai disoccupati per status quo, tra cui un giovane nigeriano ed un giovane senegalese entrambi con regolare permesso di soggiorno, titolari tutti dei medesimi diritti umani e comunitari. E non è stata cosa difficile vista la crisi occupazionale preesistente e persistente a Siracusa cui Lei ne è, per ovvie ragioni, a conoscenza e responsabile al contempo, se considerate le allucinanti proposte avanzate e diffuse alla stampa nazionale, motivo di imbarazzo e indignazione collettiva”.

“Nei prossimi giorni gradirei incontrarla pubblicamente – prosegue De Simone – perché si proceda ad un costruttivo e produttivo confronto con lo scopo di consumare la maxi consegna a mano dei curricula, cui sono certo seguirà la formazione e conseguente regolare assunzione nella rete delle strutture alberghiere in vista della prossima stagione estiva. Un incontro che mi attendo entro questa settimana presso la sede legale dell’Associazione “Noi Albergatori Siracusa”, occasione in cui sarà Sua spontanea iniziativa rivolgere le pubbliche scuse ai Siracusani residenti e sparsi nel mondo, chiarendo che si tratta di un popolo aperto all’accoglienza e rispettoso dei valori e dei diritti umani, da sempre degni ed umili lavoratori.”

De Simone conclude con una provocazione: “ Mi permetta di consigliarLe, visto il ruolo di rilevanza che ricopre nell’ambito della categoria degli imprenditori, che il buonsenso e la logica della proporzionalità nelle iniziative sociali, per chi si esibisce pubblicamente, soprattutto quando in ballo ci sono i diritti primari fondativi di una società civile come il lavoro, ahimè nella nostra “ricca” provincia ancor oggi assente, e quel poco sotto pagato, sono la premessa di una società che si vuole condurre verso una condizione di self control, e non di conflitto con se stessa. Figuriamoci nei riguardi dell’integrazione etnica, da sempre ritenuta una grande ricchezza culturale. Pertanto, chi scrive e parla nella pubblica piazza è sempre responsabile del sentimento generale e degli effetti che esso produce. Ciò per intendere, e concludo, che la prossima volta sarebbe auspicabile essere più sensibili verso coloro ai quali ogni giorno si chiede di accogliere il prossimo, appunto perché lo possano davvero accogliere con serenità ed amore, che tanto si millanta quanto sembra non se ne vogliano creare i presupposti. In attesa di positiva risposta, auguro buon inizio settimana.”

 

Oltre sei secoli di carcere (637 anni) sono stati richiesti, al termine di una requisitoria sostenuta in aula dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia “spalmata” in tre tronconi, nei confronti delle 52 persone coinvolte nella maxi operazione antimafia “Montagna” che – all’alba del 22 gennaio – disarticolò le cosche mafiose che compongono appunto il mandamento della Montagna. 

Nell’aula bunker del carcere Ucciardone i magistrati della Dda – il procuratore aggiunto Paolo Guido con i sostituti Alessia Sinatra, Geri Ferrara e Claudio Camilleri – hanno illustrato l’atto di accusa chiedendo le pene più alte per coloro i quali sono considerati i promotori: i capi delle famiglie mafiose che compongono il mandamento della Montagna al cui vertice ci sarebbe stato Francesco Fragapane (per lui la richiesta di 20 anni di carcere). 

Uno dei pilastri dell’accusa è rappresentato dalle dichiarazioni di Giuseppe Quaranta che, subito dopo il suo arresto, ha deciso di collaborare con la giustizia (per lui oggi l’accusa chiede 8 anni con tutte le riduzioni per la collaborazione). 

Dei 58 imputati solo in sei hanno scelto il rito ordinario e sono l’ex sindaco di San Biagio Platani, Santo Sabella di 54 anni; Domenico Lombardo, 26 anni di Favara, Salvatore Montalbano, 26 anni, di Favara, Calogero Principato, 26 anni, di Agrigento, Giuseppe Scavetto, 49 anni, di Casteltermini; Antonio Scorsone, 53 anni, di Favara.

L’inchiesta Montagna colloca territorialmente le cosche che agiscono nei comuni ricadenti la zona montana agrigentina ossia Santa Elisabetta, Bivona, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Alessandria della Rocca, Casteltermini e Raffadali. Geograficamente il territorio è questo e dentro vi operano le famiglie locali delle quali la pubblica accusa ha fornito elementi strutturali e attività. L’intero gruppo dei comuni compongono il mandamento mafioso della Montagna non solo geograficamente –  come illustrato dall’accusa – ma anche quantitativamente vista la mole di atti compiuti dai Carabinieri  del Reparto operativo di Agrigento che questa inchiesta hanno coltivato e sviluppato.

Il collegio della difesa è composto dagli avvocati Angela Porcello, Giuseppe Barba, Antonino Gaziano, Giovanni Castronovo, Riccardo Pinella, Antonino Mormino, Giovanni Vaccaro, Raffaele Bonsignore, Tanja Castronovo, Salvatore Salvago, Salvatore Virgone, Salvatore Manganello, Alba Nicotra, Giuseppe Sodano e Graziella Vella.

Di seguito tutte le richieste di condanna:

• Adolfo Albanese = 10 anni e 8 mesi

• Giuseppe Blando = 11 anni

• Vincenzo Cipolla = 15 anni

• Antonio Domenico Cordaro = 6 anni + 30 mila € multa

• Carmelo Battaglia = 4 anni e 5mila euro di multa

• Franco D’Ugo = 4 anni e 5 mila euro di multa

• Giacomo Di Dio = 11 anni 

• Santo Di Dio= 10 anni e 6 mesi

• Salvatore Di Gangi = 20 anni 

• Angelo Di Giovanni= 15 anni 

• Stefano Di Maria = 9 anni 

• Vincenzo Dolce = 3 anni 

• Francesco Maria Drago = 3 anni e mille euro di multa

• Pasquale Fanara = 20 anni 

• Daniele Fragapane = 12 anni 

• Francesco Fragapane= 20 anni 

• Raffaele Fragapane = 11 anni 

• Giovanni Guttuso = 20 anni 

• Alessandro Geraci = 3 anni

• Angelo Giambrone = 12 anni

• Francesco Giordano = 14 anni 

• Salvatore La Greca = 14 anni

• Viviana La Mendola = 3 anni

• Raffaele La Rosa = 18 anni

• Roberto Lampasona = 11 anni

• Antonio Licata = 12 anni

• Calogero Limblici = 14 anni

• Calogero Maglio = 12 anni

• Vincenzo Mangiapane (cl.54) = 10 anni e 6 mesi

• Vincenzo Mangiapane (cl.55) = 20 anni 

• Vincenzo Mangiapane (cl. 71) = 12 anni

• Domenico Maniscalco = 14 anni

• Antonio Maranto = 14 anni

• Pietro Paolo Masaracchia = 4 anni e 5 mila euro di multa

• Giuseppe Nugara = 20 anni

• Salvatore Pellittieri = 8 anni e 8 mila euro di multa

• Concetto Errigo = 4 anni e 5 mila euro di multa

• Vincenzo Pilliterri = 9 anni

• Luigi Pullara = 20 anni

• Calogero Quaranta = 10 anni

• Massimo Spoto = 18 anni

• Giuseppe Luciano Spoto = 20 anni

• Vincenzo Spoto = 15 anni

• Gerlando Valenti = 15 anni

• Stefano Valenti = 20 anni

• Giuseppe Valenti = 3 anni

• Giuseppe Vella = 18 anni

• Salvatore Vitello = 3 anni

• Antonino Vizzì = 20 anni

• Salvatore Puma = 12 anni

• Giuseppe Quaranta = 8 anni (con riduzione per collaborazione)

• Pietro Stefano Reina = 6 anni

• Nazarena Traina = 3 anni

• Calogero Sedita = 11 anni

• Viviana La Mendola = 3 anni