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Provvidenziale intervento ieri pomeriggio di un carabiniere della Compagnia di Sciacca, non in servizio, e che si trovava nel parcheggio dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca. Il militare ha udito le urla di aiuto di una donna che aveva in braccio la figlia di 5 anni in preda ad una crisi respiratoria.

Il militare dell’Arma ha subito prestato il proprio aiuto, accorgendosi che la bambina aveva gravi difficoltà respiratorie e presentava sintomi di asfissia. Intuendo che potesse avere ingerito qualcosa che le ostruiva le vie respiratorie, il carabiniere ha preso in braccio la bambina e le ha praticato la manovra “HEIMLICH” grazie alla quale la piccola è riuscita ad espellere un lecca lecca che le si era incastrato in gola.

Subito dopo la bambina ha cominciato a rianimarsi riacquistando le funzioni vitali. La madre, una donna di 32 anni residente a Sciacca, si è poi lasciata andare ad un pianto liberatorio abbracciando il carabiniere che probabilmente aveva salvato la vita di sua figlia.

Sono 11 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata del 22 ottobre a fronte di 384 tamponi processati. Il dato emerge dal bollettino diffuso all’Asp. Non ci sono vittima ma c’è un nuovo ricovero in ospedale. I guariti sono 7.

Tre le persone ricoverate all’ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera. Tre, invece, i pazienti in terapia intensiva.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento 15; Alessandria della Rocca 0; Aragona 1; Bivona 0; Burgio 2; Calamonaci 0; Caltabellotta 0; Camastra 0; Cammarata 0; Campobello di Licata 1; Canicattì 35; Casteltermini 1 (un migrante); Castrofilippo 0; Cattolica Eraclea 13; Cianciana 0; Comitini 0; Favara 5; Grotte 3; Joppolo Giancaxio 0; Licata 15; Lucca Sicula 0; Menfi 0; Montallegro 0; Montevago 0; Naro 13; Palma di Montechiaro 41; Porto Empedocle 11; Racalmuto 0; Raffadali 15; Ravanusa 1; Realmonte 1; Ribera 8; Sambuca di Sicilia 1; San Biagio Platani 0; San Giovanni Gemini 0; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 0; Santa Margherita di Belìce 1; Santo Stefano Quisquina 1; Sciacca 36; Siculiana 1; Villafranca Sicula 14; Navi accoglienza 30.

Progressi nella raccolta differenziata nel Comune di Grotte, dove l’Amministrazione sostiene e promuove la raccolta differenziata dei contenitori Tetra Pak per latte, succhi, vino, sughi ed altri alimenti, insieme a carta e cartone. In particolare, per il corretto riciclo dei contenitori Tetra Pak, i cittadini devono conferire le confezioni, una volta svuotate e schiacciate, insieme a carta e cartone. Il materiale così raccolto sarà poi inviato all’impianto di selezione e successivamente alle cartiere, dove la cellulosa (principale componente dei contenitori) sarà separata da polietilene ed alluminio attraverso il normale processo di produzione cartaria senza aggiunta di prodotti chimici, per poi essere utilizzata nella produzione di nuovi materiali a base cellulosica, ad esempio nuova carta da imballaggio, cancelleria e altro.

Il cardinale Francesco Montenegro, già arcivescovo di Agrigento, è stato nominato da Papa Francesco membro del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. L’incarico segue quello all’interno della Congregazione delle Cause dei Santi ricevuto da Montenegro lo scorso agosto. Il Dicastero entro cui Montenegro lavorerà include anche la sezione “Migranti e rifugiati”, in cui il cardinale messinese offrirà la sua esperienza vissuta a Lampedusa durante il mandato episcopale nella chiesa agrigentina svolto dal 2008 fino al maggio scorso. Fu proprio lui nel 2013 ad accogliere il Santo Padre giunto sull’isola agrigentina per rendere omaggio ai migranti morti nel Mediterraneo.

di Filippo Cardinale

Avevamo capito – e lo avevamo scritto – come i toni trionfalistici agostani dell’AICA, e soprattutto quelli dei sindaci-soci, fossero certamente esagerati rispetto alla molteplicità di problemi che questa società consortile si sarebbe trovata ad affrontare in una condizione di forte e pericolosa sottocapitalizzazione, ed avevamo avuto la sensazione che l’idea dei novelli imprenditori sarebbe stata magari quella di un ritorno al passato, tipo EAS per intenderci, dove, giusto per ricordare la storia, era la Regione a colmare gli enormi buchi finanziari di quella gestione pubblica.

Ma la realtà ha superato la fantasia.

Prescindendo da tutti i problemi collaterali, e presto torneremo sulla vicenda del personale perché in Liguria per analoga circostanza la Corte dei Conti non è stata affatto comprensiva, con ogni probabilità i Comuni che non hanno ancora corrisposto le loro quote di finanziamento per l’AICA a debito dei propri bilanci, come stabilito dal Governo e dal Parlamento regionali, lo hanno fatto certamente per l’assenza di programma certo di costi/ricavi, dato che per questa operazione invece ciascun Consiglio comunale (per Sciacca il Commissario che lo sostituisce) avrebbe dovuto analizzare prima di pronunciarsi, in base al principio di buona amministrazione e con la spada di Damocle della responsabilità contabile.

Ma questa operazione, ossia la predisposizione di un business plan dal quale ricavare la convenienza economica, e non ideologica, di una società pubblica consortile di Comuni per la gestione integrata del servizio idrico, secondo un principio di comune logica, non si sarebbe dovuto fare prima della costituzione societaria? Ma si sa logica e politica, nonostante entrambe siano state egregiamente sviluppate dal grande filosofo Aristotele, qui da noi non vanno molto d’accordo.

Cosa accadrà? Non lo sappiamo ma a meno che tutti i cittadini non paghino di corsa le bollette la cosa non si mette bene, e sempre ammesso che basti. Peraltro con ogni probabilità la società dopo l’emissione delle bollette/fatture per gli utenti, trattandosi di credito certo, liquido ed esigibile, avrà certamente richiesto anticipazioni garantite a qualche istituto bancario, ma queste anticipazioni hanno un termine di scadenza che deve essere rispettato, considerato che certamente nessuna banca accetterebbe una cessione definitiva del credito.

Concludendo. Pagamento di stipendi e fornitori in ritardo, palesi difficoltà di garantire interventi di manutenzione sotto gli occhi di tutti, nessun piano di sviluppo e potenziamento delle reti, insomma dopo il trionfo il tonfo. Speriamo che non faccia troppo rumore!

Aldo Mucci  del direttivo nazionale SGB Scuola, ha incontrato i vertici dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia. All’incontro ha  partecipato una delegazione di lavoratori ex lsu ata e appalti storici, della provincia di Agrigento, Caltanissetta, Enna, rimasti fuori dalla procedura concorsuale (2° bando). SGB ha sottoposto all’attenzione dei dirigenti dell’USR, l’ingiusta situazione che si è venuta a creare per i lavoratori interessati dalla procedura di internalizzazione, a causa dell’esiguo numero di posti previsti nel bando di concorso. Un esempio su tutti: due posti accantonati  in tutta la Sicilia.

Sul tavolo del Miur siciliano, le dettagliate note pervenute a cura delle Prefetture di ENNA e CALTANISSETTA, descrivono la disperazione dei lavoratori delle cooperative i quali, sospesi dalle aziende, non possono usufruire degli ammortizzatori sociali, (CIGS e FIS).A seguito delle argomentazioni dettagliate della vertenza, i dirigenti dell’USR, disporranno una nota da inviare al Ministero della Istruzione. A breve ci sarà un ulteriore incontro.

Gli studi odontoiatrici dei dottori Paolo Enzo Cammalleri, Pietro Jose Miceli, Armenio Fausto, Messina Giuseppe e Marrone Giuseppe, tutti siti nella provincia di Agrigento –  Cattolica Eraclea, Burgio e Ribera – già accreditati con il sistema sanitario regionale, avevano presentato all’Asp di Agrigento apposita richiesta di contrattualizzazione al fine di poter erogare, dietro assegnazione del relativo budget, prestazioni per conto del S.S.R.
L’ASP di Agrigento, tuttavia, rigettava le istanze delle cinque strutture odontoiatriche, le quali, pertanto, decidevano di adire il giudice amministrativo, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, al fine di ottenere l’annullamento dei suddetti dinieghi e conseguire, per l’effetto, l’ambita contrattualizzazione.
In particolare, gli avv.ti Rubino ed Impiduglia censuravano l’illegittimità della condotta posta in essere dall’Asp, rilevando come la mancata contrattualizzazione di soggetti già accreditati in ragione di una asserita possibilità di soddisfare tutto il fabbisogno assistenziale ricorrendo alle strutture già contrattualizzate – fabbisogno, in realtà, tutt’altro che soddisfatto nel territorio su cui operano gli studi odontoiatrici ricorrenti – si ponesse in palese contrasto con i principi comunitari in materia di concorrenza.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, conformandosi ai propri numerosi e recenti precedenti giurisprudenziali, ha accolto i ricorsi proposti dai cinque studi odontoiatrici di Cattolica Eraclea, Burgio e Ribera e, in piena adesione alle tesi difensive esposte dagli Avv.ti Rubino e Impiduglia, ha riaffermato come il diniego di contrattualizzazione e alla conseguente assegnazione di un budget di soggetti accreditati “viola le regole comunitarie in materia di concorrenza, precludendo l’accesso al mercato delle prestazioni sanitarie in favore del servizio sanitario pubblico” e privilegiando illegittimamente i soggetti già contrattualizzati.
Per effetto della suddetta pronuncia, dunque, l’Asp di Agrigento – condannata anche al pagamento delle spese processuali – dovrà rideterminarsi sulle istanze presentate dai titolari degli studi odontoiatrici, provvedendo, in conformità ai principi enunciati in sentenza, alle contrattualizzazioni delle cinque strutture della provincia agrigentina, le quali potranno così, finalmente, erogare prestazioni per conto del Servizio Sanitario Regionale.

A Canicattì i Carabinieri hanno denunciato due giovani di 21 anni ciascuno. Uno dei due, sottoposto ad un controllo ad un posto di blocco stradale, ha insultato e minacciato i militari rifiutando l’identificazione. Il conducente dell’auto, una Smart, è stato, peraltro, sorpreso senza patente di guida. L’altro giovane, accortosi dell’alterco, è intervenuto a difesa del coetaneo, scagliandosi verbalmente anche lui contro i Carabinieri. I due, il conducente di Canicattì e l’altro romeno, risponderanno all’autorità giudiziaria delle ipotesi di reato di minaccia, resistenza e oltraggio a Pubblico ufficiale. Al giovane senza patente è stata inflitta una multa di 5mila euro.

Innanzi alla Corte d’Assise di Agrigento presieduta da Wilma Mazzara è in corso il processo a carico di Filippo Sciara, 56 anni, di Siculiana, già ergastolano e affiliato alla famiglia di Cosa Nostra di Siculiana, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio, in concorso con altri, dell’imprenditore edile Diego Passafiume, assassinato il 22 agosto del 1993 a Cianciana perché non si sarebbe piegato alle regole e ai ricatti di Cosa Nostra. In Aula è stata ascoltata Maria Chicchirillo, vedova di Passafiume, che è stata nell’automobile del marito, insieme alla madre, una nipote e due figli, diretti in campagna a casa del cognato per festeggiare l’anniversario di matrimonio, quando è avvenuto l’agguato. La donna, parte civile, al cospetto di Sciara, collegato in videoconferenza dal carcere di Parma, ha affermato: “Lo riconosco. Posso sbagliarmi perchè sono passati tanti anni ma a me sembra lui. Un commando è entrato in azione e ha sparato all’impazzata”.

Città siciliane bombardate dalle alluvioni. Dopo Siracusa, è stata la volta di Canicattì, dove una bomba d’acqua si è abbattuta violenta provocando allagamenti e alcuni crolli nel centro storico. Lavoro straordinario per Vigili del Fuoco, Protezione civile comunale, associazioni di volontari, e forze dell’ordine. Le zone maggiormente tempestate sono state piazza Quattro Novembre, il sottopasso del ponte di ferro, le vie Vittorio Emanuele e Carlo Alberto, dove la pioggia ha letteralmente sommerso delle automobili e dei passeggeri sono stati tratti in salvo addirittura con una corda.