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“Da tempo, ormai, questo governo regionale ci ha abituati a pensare che il fondo del barile non sia stato raschiato ancora abbastanza; che ogni giorno che passa, c’è sempre una sorpresa dietro l’angolo, lì pronta a ricordarci che al peggio non c’è mai fine!

Tuttavia, le cronache parlamentari di ieri, ci narrano qualcosa di incredibile, vicende che davvero, mettono la cosiddetta pietra tombale su quel briciolo di residua e quasi impercettibile autorevolezza e prestigio istituzionale di un governo della regione e di un Presidente della regione delegittimati, prima dal popolo siciliano, che evidentemente non gli crede più da tempo e ieri addirittura dalla propria maggioranza
parlamentare.

Mai, a nostra memoria, è accaduto che un Presidente della regione siciliana sì recasse al Parlamento nazionale, per esprimere un voto al nuovo presidente della Repubblica, senza la fiducia della propria maggioranza parlamentare che, numericamente e politicamente, ieri ha sfiduciato Musumeci.

Di fatto Musumeci va a Roma a votare il Presidente della Repubblica senza la fiducia del parlamento siciliano… per non parlare del Popolo siciliano, che la fiducia l’ha ritirata già da molto tempo. L’unica cosa che il Presidente della Regione avrebbe dovuto fare ieri sarebbe stata quella di prenderne atto e rassegnare immediatamente le dimissioni, ponendo fine ad una legislatura e ad una esperienza di governo
rispetto alla quale fatichiamo a trovare altri e nuovi aggettivi, in grado di definirne l’inconsistenza. Ma siccome il fascino delle poltrone è più forte di ogni evidenza dei fatti, Musumeci rimane seduto al proprio posto; la cosiddetta maggioranza parlamentare continuerà a far finta di niente e questa legislatura si trascinerà lenta e triste fino al suo più naturale degli epiloghi.

Dinanzi a tutto questo, l’onere di costruire un’alternativa solida e credibile allo sfascio lasciato in eredità dal governo di centro-destra, deve riguardare quanti, forze politiche, mondo della società civile, realtà dell’associazionismo, vogliono restituire al governo e alle istituzioni siciliane quel forza e quel prestigio istituzionale che oggi sembrano drasticamente e gravemente compromessi”.

Lo dichiara Simone Di paola, segretario provinciale PD

Pur a fronte di una situazione sempre più complessa in relazione al numero dei contagi, dobbiamo continuare a pensare alla ricostruzione. Non possiamo non ragionare sul Pnrr e sulle risorse provenienti da fondi speciali nazionali e da quelli strutturali europei. Risorse ingenti che coinvolgeranno anche la nostra Sicilia e che dovranno essere, dal nostro Governo regionale, spesi bene e in tempi molto brevi. Temi sui quali la nostra federazione regionale non può farsi trovare impreparata. Piuttosto, dovrà assumersi la responsabilità di controllare e suggerire azioni politiche che diano un decisivo passo in avanti all’economia della nostra terra”.
E’ quanto affermato ieri a Palermo dalla Giunta regionale di Confcommercio Sicilia, di cui fa parte il Pres Provinciale di AG Giuseppe Caruana riunione di Giunta in cui sono stati esaminati il bilancio consuntivo del 2020 e il preventivo del 2022. Gli strumenti finanziari sono stati approvati all’unanimità sia in Giunta che in assemblea. Si è tracciato un resoconto dell’attività svolta nel corso del 2021 da Confcommercio Sicilia: dal sostegno alle imprese al dialogo con l’Irfis per la stesura dei bandi in favore delle attività in crisi a causa della pandemia; dal confronto e collaborazione con Bankitalia al confronto serrato con la commissione Attività produttive all’Ars per la stesura, prioritariamente, del testo del Ddl sul commercio in fase di discussione da parte degli organismi legislativi”. 
Insieme agli altri presidenti provinciali Caruana ha posto la necessità di fare in modo che “Confcommercio Sicilia possa trovarsi in prima linea per quanto riguarda il discorso infrastrutturale. Siamo ancora all’anno zero, purtroppo e non c’è una visione organica di sviluppo della nostra terra. E ciò rappresenta un grave vulnus per la nostra economia. Ecco perché abbiamo bisogno, su questo fronte, di aprire una nuova vertenza”. Caruana ha inoltre informato la giunta dell’azione posta dalla rete delle professioni agrigentine a cui Confcommercio AG ha aderito formalmente. 
GREEN PASS BASE PER NEGOZI E CENTRI COMMERCIALI, SI CONDIVIDONO LE PERPLESSITÀ GIÀ MANIFESTATE DAL NAZIONALE 

evidenziando che “le nuove disposizioni – estendono l’obbligo di green-pass ordinario anche per l’accesso a tutte le attività commerciali, fatte salve le “eccezioni” che saranno individuate per il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona. Ci preoccupiamo del fatto che sarà necessario contenere l’impatto organizzativo di un improprio ruolo di controllo e verifica da parte degli esercenti. Viene altresì riproposto il problema, che è stato già sperimentato, della concreta individuazione delle ‘eccezioni’ e delle ‘esigenze essenziali e primarie’ con il connesso rischio di scelte contraddittorie o discriminanti. Tutto ciò si sta consumando senza che siano state ancora predisposte misure di sostegno per le imprese colpite dalla recrudescenza della pandemia, a partire dalle imprese della filiera del turismo e dall’esigenza di un nuovo ciclo di ‘cassa Covid’ con efficacia retroattiva dal primo gennaio”.

In sella ad una Vespa non si ferma all’Alt dei poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento, e dopo un inseguimento, viene fermato sul ponte Morandi. Protagonista un trentenne agrigentino. E’ bastato poco agli agenti per appurare  i motivi della fuga. Il centauro e’ risultato essere senza la patente di guida, e il mezzo a due ruote privo di assicurazione. A carico del giovane sono stati elevati tre verbali per un ammontare complessivo di 6 mila euro.

Tre nuovi Comuni in “zona arancione” e una proroga. Si tratta di Buccheri, Buscemi e Ferla, nel Siracusano, nei quali da venerdì 14 e fino al 26 gennaio (compreso) saranno introdotte le misure restrittive anti Covid. È quanto prevede l’ordinanza appena firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, su proposta del dipartimento regionale Asoe, per contenere i contagi da Coronavirus nei territori coinvolti. La stessa ordinanza ha inoltre disposto la proroga della “zona arancione” nel Comune di Ribera, in provincia di Agrigento, fino a mercoledì 19 gennaio (compreso).
Salgono così a 46 i Comuni in “zona arancione” in Sicilia. Le misure restrittive anti Covid sono infatti in vigore, fino al 19 gennaio, anche nei seguenti territori:

– nella provincia di Agrigento, Canicattì e Palma di Montechiaro;

 
– nella provincia di Caltanissetta, il Comune di Caltanissetta e Gela;
– nella provincia di Enna, ad Agira, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Catenanuova, Centuripe, Cerami, Enna, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia, Regalbuto, Sperlinga, Troina, Valguarnera Caropepe e Villarosa;
– nella provincia di Messina, Capizzi;
– nella provincia di Siracusa, ad Augusta, Avola, Canicattini Bagni, Carlentini, Floridia, Francofonte, Lentini, Melilli, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Portopalo di Capo Passero, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Solarino, Sortino.

Ancora elevatissimo il numero di nuovi positivi in provincia di Agrigento: 1886, 10 ricoveri e 2 vittime. 427 i nuovi guariti . Questi i dati rilasciati dal (doppio) bollettino dell’Azienda sanitaria provinciale che fa riferimento alle giornate del 10 e 11 gennaio.

In provincia sono 71 gli ospedalizzati. In degenza ordinaria/subintensiva sono 60, 37 si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 23 al San Giovanni di Dio di Agrigento. Un solo ricovero in una struttura lowcare fuori provincia. Sono 10 i pazienti in terapia intensiva ricoverati:  8 al presidio ospedaliero riberese e 2 al San Giovanni di Dio di Agrigento.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento 1248 (+166); Alessandria della Rocca: 70 (+25); Aragona: 164 (+24); Bivona: 84 (+21); Burgio: 45 (-5); Calamonaci: 55 (+7); Caltabellotta: 71 (+16); Camastra 81 (+7); Cammarata: 168 (+19); Campobello di Licata: 263 (+44); Canicattì: 1179 (+160); Casteltermini: 193 (+68); Castrofilippo: 149 (-8); Cattolica Eraclea: 65 (+15); Cianciana: 116 (+53); Comitini: 34 (+4); Favara: 1038 (+170); Grotte: 165 (+20); Joppolo Giancaxio: 45 (+7); Licata: 562 (+63); Lucca Sicula: 64 (+7); Menfi: 202 (+24); Montallegro: 50 (-9); Montevago: 17 (+3); Naro: 165 (+10); Palma di Montechiaro: 883 (+160); Porto Empedocle: 423 (+74); Racalmuto: 237 (+47); Raffadali: 298 (+108); Ravanusa: 175 (+39); Realmonte: 111 (+15); Ribera: 489 (-94); Sambuca di Sicilia: 106 (dato stabile); San Biagio Platani: 37 (+8); San Giovanni Gemini: 193 (+41); Sant’Angelo Muxaro: 16 (+1); Santa Elisabetta: 25 (-15); Santa Margherita di Belice: 146 (+70); Santo Stefano di Quisquina: 140 (+64); Sciacca: 729 (+128); Siculiana: 177 (+21, uno è un migrante ospitato al “Villa Sikania”); Villafranca Sicula: 26 (+3).

Un solo migrante in quarantena sulle navi di accoglienza, mentre sono nove i soggetti ricoverati ma non residenti (che non sono inclusi nel totale)

I militari della della Tenenza di Favara hanno tratto in arrestato L.C. , 38enne favarese.  Il  reato contestato contestato all’uomo è  detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il 38enne è stato sorpreso  in possesso di 31 grammi di hashish di cui 6 grammi già suddiviso in dosi e pronti, secondo l’accusa, per essere spacciati.  A seguito di ispezione domiciliare è stato rinvenuto anche un bilancino. Secondo quanto è emerso il provetto pusher, risulterebbe nulla tenente e percettore del Reddito di Cittadinanza; le autorità competenti hanno già inoltrato formale richiesta per la sospensione del beneficio.

L’uomo dopo le formalità di rito è stato posto agli arresti domiciliari.

 

Funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli di Palermo hanno effettuato, in collaborazione con i Carabinieri, una ispezione in una tabaccheria di Ribera dove sarebbe stato possibile il gioco illegale mediante videopoker, simili a una slot machine, privi delle autorizzazioni necessarie rilasciate dalla stessa Agenzia e dalla Questura. Sono stati sequestrati 5 videopoker e poi un apparecchio di raccolta di punti utili per ottenere premi tra oggetti o crediti per nuove partite. Sono state imposte sanzioni amministrative per un totale di 25.000 euro. Il titolare dell’esercizio rischia la sospensione della licenza per la rivendita di generi di Monopolio.

“Azzero la giunta, faremo un esecutivo che dovrà portarci all’ultimo giorno. Parlerò con i rappresentanti dei partiti, chiederò di darmi una rosa di assessori, alcuni saranno confermati. Qualcuno si dimette e molla: ci vogliono ben altri ostacoli, non saranno alcuni atti di viltà politica a condizionare le mie scelte. Musumeci non lascia, raddoppia, rilancia, perchè Musumeci sa di avere dalla sua parte la stragrande maggioranza del popolo siciliano al di là dei partiti” – queste le parole di Nello Musumeci durante la sua diretta Facebook.

 

L’aula ha deciso i tre grandi elettori per le prossime elezioni del Presidente della Repubblica. Tra opposizione e soprattutto i franchi tiratori (che sono stati davvero tanti) il presidente della Regione Musumeci viene relegato al terzo posto con 29 voti, preceduto al secondo posto dal grillino Di Paola, 32 voti e dal primo posto ottenuto da Miccichè che ha raccolto 44 voti.

Tale circostanza certifica anche se in mo diverso che è in atto una crisi di maggioranza che oggi è stata conclamata dai numeri. Altri candidati hanno ottenuto un solo voto: Fava, Mancuso, Lo Curto, Barbagallo, Cracolici, Lupo, Catanzaro, Di Pasquale, Arancio e Gucciardi.

Amare le parole del presidente Nello Musumeci cha ha dichiarato: “Non posso non prendere atto dell’esito del voto espresso dall’Aula e del suo significato politico. Se qualche deputato – vile e pavido – si fosse illuso, con la complicità del voto segreto, di aver fatto un dispetto alla mia persona, si dovrà ricredere. Perché il voto di questo pomeriggio – per la gravità del contesto generale – costituisce solo una offesa alle Istituzioni regionali, a prescindere da chi le rappresenta. Nella consapevolezza di avere ottenuto la fiducia del popolo siciliano, adotterò le decisioni che riterrò più giuste e le renderò note entro le prossime ventiquattr’ore”.

 

“Hanno agito con coscienza, e volontà, con l’obiettivo di denigrare l’immagine di questa terra.  Un gesto premeditato, costruito nel tempo, mirato a denigrare il territorio, e far pensare che sia un posto pericoloso”. Così ha parlato il colonnello Vittorio Stingo, comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento, a margine della conferenza stampa, dove sono stati resi noti i particolari che hanno portato alla denuncia dei due autori del danneggiamento alla Scala dei Turchi di Realmonte.

“Più che un gesto vandalico riteniamo che si sia trattato di una sfida alle istituzioni e a tutto il territorio della provincia di Agrigento – continua il maggiore Marco La Rovere, comandante della Compagnia carabinieri di Agrigento -.  Le macchie rosse che abbiamo rinvenuto sui vestiti e all’interno del furgone sono state repertate, e inviate per essere analizzate dal Ris di Messina, per la comparazione con la sostanza utilizzata sulla Scala dei Turchi”.

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