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Notte di fuoco nel quartiere dei Grandi Lavori, a Porto Empedocle. Poco dopo le 3 del mattino uno scooter Gilera  – di proprietà di un 19enne incensurato – è andato a fuoco.

 
 

Sul posto una squadra di Vigili del Fuoco giunti in via Berlinguer, nei pressi del campo sportivo del paese, per spegnere il rogo.

Indagini sono state avviate dai carabinieri della locale Stazione che stanno lavorando nel massimo riserbo. Anche se non sono state trovate tracce di liquido infiammabile la pista più accreditata è quella dell’incendio doloso.

Un uomo di 40 anni, di Canicattì, è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, dopo un episodio di violenza che l’ha visto protagonista.

L’uomo, secondo le accuse, al culmine di una furiosa lite, avrebbe picchiato la moglie, anche lei canicattinese, dopo averla minacciata.

La donna per le percosse ricevute ha dovuto fare ricorso ai medici del pronto soccorso dell’ospedale Barone Lombardo.

Per la donna, fortunatamente, solo ferite lievi guaribili in pochi giorni.

Ad occuparsi del caso gli agenti del locale Commissariato di Polizia diretti dal vice questore aggiunto Cesare Castelli.

I Carabinieri di Realmonte stanno indagando su un incendio che, sabato scorso, ha distrutto l’auto di una casalinga del posto, di 60 anni.

A bruciare una Suzuki Vitara intestata alla donna ma in uso al marito, un pensionato di 69 anni.

Il rogo, sulle cui cause sono stati disposti accertamenti, è avvenuto intorno alle 23.30. Dopo l’allarme, immediato l”intervento dei vigili del fuoco , in Via Molise, che hanno lavorato non poco prima di spegnere l’incendio.

Massimo riserbo da parte degli investigatori. Tutte le piste sono ritenute valide anche se quella privilegiata rimane la natura dolosa.

I Carabinieri della Compagnia di Canicattì stanno indagando su una intimidazione nei confronti di una  guardia giurata, di 40 anni, del luogo.

 Una testa d’agnello mozzata, con una cartuccia calibro 12 in bocca , è stata trovata infatti all’interno dell’abitacolo della vettura dell’uomo. Qualcuno ha frantumato i vetri della stessa, che era parcheggiata sotto casa, e ha recapitato il macabro messaggio intimidatorio.

I Militari dell’Arma hanno sequestrato tutto e avviato immedaitamente le indagini che si presentano delicate.

Sicuramente la guardia giurata sarà sentita nelle prossime ore e appare scontato che saranno acquisiti i filmati delle telecamere di videosorveglianza (al vaglio degli inquirenti) della zona nell’eventualità abbiano registrato qualche elemento utili alle investigazioni.

I Carabinieri della Stazione di Campobello di Licata hanno arrestato questo fine settimana un giovane di 22 anni del luogo, appassionato di botanica ed in particolare di piante di marijuana.

Dentro casa, infatti, aveva allestito una vera e propria serra per la coltivazione della canapa indiana, organizzata in modo professionale, completa di sistemi d’irrigazione, climatizzazione ed illuminazione.

Il giovane, oltre alle attrezzature necessarie per la coltivazione, aveva anche un manuale che conteneva un elenco delle diverse varietà di piante di marijuana esistenti, della loro resa in termini di prodotto, dei tempi di crescita ed ogni dettaglio tecnico utile per coltivarle. I militari dell’Arma, durante l’intervento nell’abitazione del giovane, hanno scoperto che la serra era alimentata tramite corrente elettrica sottratta alla rete per mezzo di un allaccio abusivo.

Il riscaldamento della serra avveniva appunto tramite potenti lampade alogene, che creavano il microclima ideale per una rapida crescita delle piante di cannabis. Nella disponibilità dell’arrestato, i Carabinieri hanno inoltre rinvenuto il materiale necessario per il confezionamento della marijuana essiccata.  Lo stupefacente sarebbe stato poi immesso sul mercato illecito per fruttuosi guadagni. Il giovane, dopo le formalità di rito, è stato associato al carcere di Agrigento come disposto dall’Autorità Giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida. 

A Burgio, i carabinieri della locale Stazione, hanno avviato le indagini su  un misterioso fatto che ha visto coinvolto, suo malgrado, l’ex sindaco di Burgio Vito Ferrandelli.

Ignoti, infatti, forse durante l’auto, hanno imbrattato di vernice di colore blu, l’auto del Ferrantelli, attuale presidente del Consiglio comunale, parcheggiata proprio sotto la propria abitazione.

Riserbo sulle attività investigative che mirano ad accertare la natura dell’episodio. Tutte le piste sono al vaglio dei Militari dell’Arma, dall’intimidazione, all’atto vandalico.


La Federazione Movimento Noi Liberi Regionale Organizza il  2° FESTIVAL “IO SONO”

Lunedì  3 dicembre , in occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità, la Federazione Movimento Noi Liberi Regionale organizza il 2° FESTIVAL “IO SONO” che si terrà alle ore 16:00 al Grand Hotel Mosè , Villaggio Mosè , Agrigento.

La Federazione anche  quest’anno ha voluto rompere gli schemi, niente convegni, nessuno che parli di loro.

Già da tempo la federazione  lotta  affinché la persona disabile si riappropri della propria vita, infatti giorno 3 dicembre saranno le persone disabili ha esibirsi per intrattenere gli ospiti, con canti, balli, musica , poesia e testimonianze.

Ogni momento racconterà di loro, di come una scelta possa diventare una passione per dare uno scopo alla propria  vita ,  tale da rendere più bello il momento che si vive e il domani che arriverà.

Protagonisti della giornata sono anche le famiglie, il punto di forza da cui si parte , famiglie che sostengono  le passioni dei propri cari e li aiutano a farli diventare dei sogni che si realizzano.

“ Perché la vita va vissuta pienamente, senza ostacoli ne compromessi, amando tutto ciò che ti fa stare bene , vivendo una vita che ti appartiene”.

“Le vicende catanesi dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo prima e adesso quella di Francesco Russo Morosoli (Ultima Tv) danno l’esatta idea di come molti imprenditori (non puri) utilizzano spesso i loro mezzi di informazione, le proprie testate,  come strumenti di pressione nei riguardi della pubblica amministrazione, della politica e della società pur di raggiungere i propri obiettivi economici, il proprio lucro”. A sostenerlo è il Segretario Nazionale del Sindacato Autonomo Giornalisti Italiani, Nino Randisi, per il quale ” alcuni editori utilizzano sempre di più i media come una clava pronta ad abbattersi su chiunque ostacoli tali disegni. Giornali e Tv agitati non per informare, quindi, ma per condizionare e colpire”. “In questo quadro i giornalisti dipendenti – prosegue- vengono trattati come sudditi e costretti ad obbedire ciecamente alle direttive del proprietario padrone, senza alcuna autonomia critica. E quando questi provano a richiamare i propri diritti contrattuali, come nel caso di Ultima Tv, vengono subito licenziati dall’editore se non si mettono in riga, potendo contare sul fatto che tanti giornalisti disoccupati già premono alle porte in cerca di occupazione”. “Mi chiedo- conclude Randisi- quali siano stati in questi anni i controlli effettuati dell’Inpgi, ad esempio, per cercare di contrastare il lavoro nero e sottopagato. E poi anche i controlli del Corecom regionale, laddove vengono concessi contributi alle emittenti private”. Il Sagi, infine,esprime solidarietà ai lavoratori, ribandendo ancora una volta l’invito a questi ultimi a denunciare tali situazioni sia all’autorità giudiziaria che ai sindacati di categoria.

“Avviare un’immediata indagine sugli atti posti in essere nell’ultimo trimestre, soprattutto nell’ultima settimana, di regime commissariale delle aziende sanitarie alla luce delle segnalazioni degli ultimi giorni. “- E’ ciò che dichiara l’On.  Carmelo Pullara, Presidente del Gruppo parlamentare Popolari ed Autonomisti – Idea Sicilia e Vice Presidente della VI commissione legislativa dell’ARS.

“Non possono esserci alibi circa la corretta gestione degli ormai ex commissari delle aziende, ricordo infatti che il regime commissariale imponeva una mera gestione ordinaria senza che venissero assunte scelte che potessero impegnare le amministrazioni a seguito di politiche in materia di gestione delle risorse umane nonché della fornitura di beni e servizi.” Per concludere, l’On. Pullara afferma, che: “L’Assessorato per la salute deve rapidamente avviare un controllo sull’operato gestionale dei commissari indirizzando in tal senso il nuovo management ed ove vengano riscontrate irregolarità trasmettere gli atti agli organi competenti che sia magistratura ordinaria e contabile”. 

“Per le cosche poter riprendere possesso dei beni confiscati, anche riacquistandoli, rappresenterebbe una vittoria e un segnale devastante. Evidentemente il Governo nazionale non si rende conto dell’impatto che le misure proposte sulla gestione e vendita dei beni confiscati possono avere. Soprattutto in Sicilia.”

Lo afferma il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava, intervenendo all’iniziativa sul diritto alla casa organizzata da Sinistra Comune allo Zen.

Per Fava “occorre che l’amministrazione regionale e il Governo Musumeci facciano sentire la propria voce aprendo anche un serrato confronto opponendosi a scelte scellerate e pericolose.”

“Sicuramente – conclude Fava – la Commissione antimafia in Sicilia, anche in rete con le altre commissioni regionali di inchiesta sulla criminalità, affronterà il problema.”