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“La chiusura delle scuole in tutta Italia a causa del Coronavirus sta causando enormi disagi ai genitori che lavorano e non sanno a chi affidare i propri figli. Il Governo Conte sta valutando alcune misure per andare incontro alle esigenze delle famiglie, ma chiediamo al Governo Musumeci di attivarsi immediatamente per i lavoratori regionali, ancor prima che lo faccia Roma, ricorrendo  ai congedi parentali e allo smart working”.
Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Cisal, che continuano: “Chiediamo al presidente Musumeci di concedere ai lavoratori regionali il congedo parentale per uno dei due genitori, in caso di figli con meno di 14 anni – continua il Siad-Cisal – ma anche di ricorrere al lavoro agile, allo smart working e al telelavoro per tutti i dipendenti, senza distinzione alcuna, avvalendosi anche delle
convenzioni Consip per le apparecchiature informatiche”.

“Nelle zone rosse i cantieri sono fermi, in quelle gialle sono rallentati dal tardato arrivo delle forniture. In Italia il settore delle costruzioni, che attiva l’80% del sistema industriale nazionale e si concentra per il 70% sul mercato interno, si sta bloccando, con gravi conseguenze negative per il Pil del Paese”.

E’ l’allarme lanciato da Gabriele Buia, presidente nazionale dell’Ance, nell’incontro a Palermo con le imprese dell’Ance Sicilia e col governo regionale. Buia, riferendosi al confronto in corso col governo nazionale sull’impatto economico dell’emergenza coronavirus, ha illustrato la piattaforma Ance: “Chiediamo subito ammortizzatori sociali in deroga per le imprese, la sospensione dei pagamenti fiscali e contributivi e la riapertura dei cantieri per spendere 70 mld già disponibili, di cui 16 per il Sud”.

Il problema, gli è stato chiesto dai giornalisti, è come farlo, dato che la burocrazia poi blocca tutto: “Nel governo si parla di commissari straordinari e di modello Genova – ha risposto Buia – . Abbiamo detto al premier Conte che se oggi ci vogliono 10-15 anni per fare una grande opera, i due terzi del tempo passano per le autorizzazioni fra il progetto e il bando di gara. Quindi bisogna snellire questo percorso, piuttosto che derogare alle norme sulle gare. Per noi – ha continuato Buia – ricorrere a misure straordinarie non significa derogare al Codice degli appalti come hanno fatto per il commissario di Genova, perché simili procedure vanno bene in caso di disastri che richiedono risposte immediate. Non va bene neppure il modello utilizzato per il cratere del terremoto, il cui commissario di fatto non ha poteri e non ha potuto spendere nulla. Secondo noi – ha sottolineato Buia – per l’emergenza in corso occorre semmai che la velocità diventi la normalità. Cioè, ridurre i tempi delle procedure a monte della gara, con un modello commissariale tipo quello adottato per la Napoli-Bari, col quale, all’interno del Codice degli appalti e con regole chiare e procedure trasparenti, si è riusciti a ridurre di 2 anni l’iter burocratico per le autorizzazioni fra i progetti e i bandi, ambito circoscritto alla sola pubblica amministrazione nel quale non intervengono né le imprese né si corre il rischio di corruzione. Poi si facciano le gare regolarmente, a norme vigenti e con tutti i dovuti controlli, perché non vogliamo scorciatoie alle procedure di aggiudicazione. Anzi, reiteriamo la richiesta di qualificare le stazioni appaltanti e di avere nelle commissioni di gara due funzionari pubblici e uno dell’Anac”.

“Oggi si blocca tutto – secondo Buia – perchè i funzionari, col ginepraio di leggi e interpretazioni, temono di incappare nel reato di abuso d’ufficio e nel danno erariale e prima di firmare aspettano una sentenza del giudice. E, soprattutto, si preoccupano di eventuali interventi dell’Anac. Non si può bloccare l’intera filiera in attesa delle autorizzazioni. Per prevenire tutto ciò, chiediamo al legislatore di ridefinire i parametri dell’abuso d’ufficio e del danno erariale, e che l’Anac non intervenga prima del bando, ma venga nei cantieri, accanto alle imprese durante l’esecuzione dei lavori”.

Infine, Gabriele Buia sollecita l’avvio di un piano straordinario per le piccole e medie opere, per le manutenzioni degli edifici pubblici, per il rischio sismico e idrogeologico e, in particolare in Sicilia, anche per il completamento del piano delle fognature e dei depuratori.

Da parte sua, il governatore Nello Musumeci ha dichiarato che “in Sicilia i nemici sono la legge nazionale vigente e la burocrazia. Alla Regione l’ultimo concorso risale al 1991: su 13mila dipendenti regionali il più giovane ha 51 anni. Per lo più sono poco motivati, si preoccupano dell’Anac e sono lenti. Per ovviare, almeno sul fronte della viabilità disastrata, provai un anno e mezzo fa a chiedere al governo nazionale o di restituire poteri e fondi alle province o di nominare un commissario: l’allora ministro mi chiese di indicare un nome, feci quello del provveditore regionale Gianluca Ievolella, un dirigente statale, ma da allora non si è fatto nulla”.

“Ecco che oggi – ha incalzato Musumeci – di fronte a questa nuova emergenza torno a chiedere a Palazzo Chigi un piano straordinario di investimenti pubblici al Sud e in Sicilia con la concessione di poteri commissariali tipo Genova per la riapertura dei cantieri, non solo di quelli delle incompiute, ma anche di tutte le nuove opere finanziate con i fondi Ue, Fsc e dell’edilizia scolastica”.

Musumeci è convinto che “l’Anas non sia più in grado di risolvere situazioni di emergenza in tempi brevi: il ponte Himera interrotto da 5 anni è l’emblema della sua inefficienza”.

Infine, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, nell’elencare alcune importanti interventi che la Regione conta di porre in gara entro giugno, ha osservato: “Ci sono in campo grandi opere per 1,2 mld, ma in questi cantieri la produzione non raggiunge il 24% perché il sistema delle imprese è fragile, vanno aiutate”.

Carmelo Castronovo e Rosario Manganella comunicano: “La senatrice a vita, Liliana Segre, è da ieri sera cittadina onoraria della Città di Favara.

Lo ha deciso ieri sera, il Consiglio Comunale all’unanimità dei presenti (17 su 24) con delibera n 20 del 04/03/2020.

La proposta – inviata al Sindaco, alla Giunta municipale ed a tutti i consiglieri comunali – era stata avanzata, in data 28 novembre 2019, con protocollo n.52230 di pari data dall’Istituto Studi e Ricerca Calogero Marrone e dalla sezione A. N. P. I. di Favara.

Ieri sera, ripetiamo, la felice conclusione che premia la storia di Liliana Segre ed il suo trentennale impegno civico rivolto, soprattutto, ma non solo, ai giovani, ai quali ha raccontato cosa significhi vivere nei campi di concentramento,

L’ Istituto Marrone e L’A.N.P.I. esprimono viva soddisfazione per la decisione unanime da parte degli inquilini degli scranni dell’Aula Falcone Borsellino, cui va il vivo ringraziamento delle nostre Associazioni, dei soci e, crediamo, dei cittadini.

Il 7 dicembre 1943, in località Selvetta di Viggiù – come racconta lo storico Franco Giannantoni – Liliana Segre, all’epoca tredicenne, veniva arrestata assieme al padre Alberto.

Il 30 gennaio 1944 vennero caricati sul carro bestiame, sito nel famigerato “binario 21” di Milano, con direzione Auschwitz.

Liliana, arrivata nel campo di concentramento, fu separata dal padre che non vide mai più.

Dopo gli orrori di Auschwitz, finalmente la liberazione avvenuta il primo maggio 1945.

Per molti anni, Liliana Segre non parlò con nessuno di quanto visto in quel campo di concentramento, quasi a volere cancellare quella brutta pagina della sua vita.

Solo più tardi, inizierà a girare per le scuole, a partecipare a conferenze e manifestazioni varie con il solo scopo di raccontare il vissuto e non alimentare l’odio.

Significativa una sua citazione “Coltivare la memoria è un vaccino prezioso contro l’indifferenza”.

Ma ritorniamo per un momento alla seduta del Consiglio comunale di ieri sera, nella quale è intervenuto solo il consigliere Calogero Castronovo che ha tracciato una breve storia della senatrice a vita, Liliana Segre, una figura, ha detto, Castronovo da imitare e far conoscere alle nuove generazioni.

Una sola nota in negativo: l’assenza di gran parte degli assessori e della sindaca”.

“Permettere agli assistenti alla comunicazione nelle scuole (personale Asacom) di proseguire la loro attività al domicilio degli alunni disabili”: lo chiede il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Giorgio Pasqua, “per venire incontro – specifica – alle esigenze di questi operatori che si trovano fortemente penalizzati dalla chiusura delle scuole dovuta all’emergenza corona virus”. Pasqua, che ha presentato un’interrogazione a Palazzo dei Normanni, sottolinea che “si tratta di una categoria, pagata con fondi regionali attraverso le ex Province, che in questa situazione di forza maggiore si troverà completamente priva di reddito. Gli operatori potrebbero essere sostenuti dal governo regionale, semplicemente consentendo loro di svolgere l’attività a casa o nel domicilio degli alunni che hanno in carico, cosa che può avvenire anche se le scuole sono chiuse”.

Tenendo conto delle disposizioni del Governo, della CEI e della CESi in merito alle misure precauzionali per il contenimento del COVID-19, dispongo che fino al 3 aprile:

 

  • a eccezione della Celebrazione Eucaristica, siano sospese tutte le attività, le manifestazioni e le iniziative locali e diocesane con concorso di popolo (catechesi, processioni, via crucis, prime confessioni, prime comunioni e cresime, convocazioni, raduni, attività oratoriali e sportive e simili);
  • le visite agli ammalati siano ridotte ai soli casi dell’Unzione degli infermi e del Viatico e si promuova la pia pratica della comunione spirituale;
  • per la celebrazione delle esequie si usi la massima prudenza, evitando le condoglianze non solo dentro la chiesa (come già previsto dal decreto vescovile del 18.08.2005), ma anche negli spazi di pertinenza della parrocchia.

Invito tutti alla preghiera incessante, approfittando anche dei momenti trasmessi dai mezzi della comunicazione sociale, perché il Signore ci liberi da questo e da tutti i mali.

 

 

Non solo scuole e università chiuse, ma anche stop alle udienze processuali: è quanto ha chiesto la Camera Penale di Palermo. E spiega: “Considerato che l’attuale emergenza epidemiologica da Covid-19 in corso rende quanto mai necessario mettere in atto una serie di misure di prevenzione e profilassi che contrastino concretamente la diffusione dell’agente patogeno in un ambiente, quale il Tribunale di Palermo, frequentato quotidianamente da un elevato numero di persone, e considerato che le misure precauzionali in atto previste non sono oggettivamente attuabili poiché vi è l’impossibilità di farle efficacemente osservare, si chiede al Presidente della Corte di Appello di Palermo e al Presidente del Tribunale di Palermo, a tutela del Personale, dei Professionisti, dei Magistrati e della salute di tutte le persone coinvolte, di disporre la sospensione e il rinvio delle udienze penali – ad eccezione dei processi con detenuti, udienze al tribunale della libertà, processi per direttissima, interrogatori di garanzia, convalide di arresti ed atti indifferibili – sino almeno al 31 marzo prossimo”.

Il deputato regionale: “Forse un caso unico al mondo. La partecipata regionale ha rischiato il fallimento ed è stata ricapitalizzata nel 2018. Il costo del personale incide fortemente sul bilancio, eppure sono stati assunti dei tirocinanti”.

 “Uno stagista è stato assunto dalla Società interporti siciliani e nominato responsabile anticorruzione. Siamo alla follia, forse è un caso unico al mondo”. Lo dichiara il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Luigi Sunseri, che solleva il caso proprio nel momento in cui la corruzione si sta rivelando una delle principali emergenze che colpiscono le pubbliche amministrazioni, come rivelano gli arresti di questi giorni. Sulla vicenda il deputato ha presentato un’interrogazione all’Ars.

“A parte che lo stagista – precisa Sunseri – è stato assunto dalla partecipata regionale con contratto di tirocinio di un anno, senza avviso pubblico, né convenzioni con le università, è inconcepibile che eserciti una funzione talmente delicata, della quale deve occuparsi un dirigente”. La Sis, Società interporti siciliani è partecipata all’89,71% dalla Regione, è stata costituita nel 1995 e ha lo scopo di costruire gli Interporti di Catania (in corso di completamento) e di Termini Imerese (mai realizzato).

“La società – ricorda Sunseri – ha rischiato il fallimento, scongiurato da una ricapitalizzazione di 2,5 mln € decisa dalla Regione nel 2018. È evidente e attuale la necessità di contenimento dei costi di funzionamento, ribadita tra l’altro nel Piano di revisione delle società partecipate deliberato dalla giunta regionale il 30 dicembre 2019. Com’è possibile – si chiede Sunseri – vista l’incidenza dei costi del personale sul bilancio societario, che la Sis abbia stipulato diversi contratti di tirocinio retribuito? Com’è possibile che addirittura sia stato affidato il delicatissimo compito di responsabile anticorruzione a uno stagista, con una nomina del 28 febbraio? Sulla razionalizzazione delle spese e sugli incarichi interni il presidente della Regione, Musumeci e gli assessori competenti dovranno darci risposte chiare”, conclude il deputato M5S.

Nel corso di un apposito incidente probatorio, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Filippo Serio, ha disposto la riesumazione del cadavere di Aldo Naro e l’esecuzione di un’autopsia eseguita tramite una Tac tridimensionale. L’esame dovrebbe servire ad accertare esattamente come sia morto il giovane medico di San Cataldo ucciso, a 25 anni di età, il 14 febbraio del 2015 al culmine di una rissa all’interno dell’ex discoteca Goa a Palermo. E’ in corso una nuova pista d’indagine in cui sono coinvolti gli ex buttafuori del Goa, Gabriele Citarrella, Pietro Covello e Francesco Troìa, tutti e tre di Palermo. Per i tre inizialmente è stata chiesta l’archiviazione, ma i legali della famiglia di Aldo Naro, gli avvocati Salvatore e Antonino Falzone, si sono opposti sulla base di una nuova consulenza medico-legale dalla quale emergerebbe che Aldo Naro fu colpito più volte alla nuca e non da un solo calcio, come ipotizzato in un primo momento. Ecco perché è stata disposta riesumazione e tac tridimensionale.

“La già oltremodo penalizzata categoria delle partite Iva, merita supporto e sostegno in queste settimane di difficoltà dovute all’emergenza epidemiologica in corso. Per queste ragioni in queste ore ho depositato in Aula a sala d’Ercole la richiesta di impegno al Governo Regionale a sostenere tutte le categorie economiche siciliane, in particolare piccole e medie imprese e liberi professionisti, danneggiate direttamente e indirettamente dai provvedimenti restrittivi dovuti alla diffusione del Coronavirus”. A dichiararlo è Salvatore Siragusa, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, componente dell’ufficio di Presidenza a Palazzo dei Normanni a proposito dell’approvazione di un ordine del giorno, di cui Siragusa è primo firmatario, che impegna il governo regionale a sostenere le attività imprenditoriali economiche e lavorative che risultano penalizzate dall’attuale emergenza sanitaria in merito alla diffusione del COVID -19. “Cerchiamo di non lasciare indietro tutte le Partite IVA presenti nel nostro territorio in questo particolare momento storico – dice Siragusa. Abbiamo l’obbligo di fare tutto il possibile per il bene delle nostre aziende e del nostro territorio, per questa ragione ho ufficialmente investito il governo regionale, con il coinvolgimento del parlamento siciliano, di attivare tutte le misure possibili per sgravare le aziende siciliane dei disagi che stanno subendo a causa dell’emergenza Coronavirus” – conclude il deputato.

 

Con ordinanza numero 3 il sindaco Anna Alba ha, oggi, sospeso il mercato del Venerdì, e i mercatini dei produttori agricoli del martedì e del giovedì e di “tutte le manifestazioni – si legge nell’ordinanza – e gli eventi di qualsiasi natura svolti in ogni luogo, sia pubblico, sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”.

L’ordinanza è stata emessa nel rispetto delle disposizioni del Governo nazionale mirate ad evitare la diffusione del coronavirus e sarà revocata da uno stesso atto amministrativo della sindaca di Favara.