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Sono 1000 i nuovi positivi al coronavirus in Sicilia su 27.029 tamponi processati, con una incidenza del 3,7%. La Regione è quinta per numero di contagi giornalieri.

I morti sono stati 10 e portano il totale a 5.420.
Il numero degli attuali positivi è di 24.773, con un decremento di 123 casi rispetto a ieri. I guariti sono 1.113. Negli ospedali i ricoverati sono 1.303, 34 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 167, due in più rispetto a ieri.

 

La distribuzione dei nuovi casi di coronavirus tra le province, vede Palermo con 357 casi, Catania 193, Messina 93, Siracusa 106, Trapani 14, Ragusa 102, Caltanissetta 51, Agrigento 60, Enna 24.

Oggi presso la sede dell’agenzia delle entrate di Canicattì una nutrita rappresentanza di uomini e donne di Fratelli d’Italia ha partecipato a un flash mob per chiedere al governo nazionale di rivedere il decreto nella parte che riguarda le restrizioni e l’odiatissimo coprifuoco dalle 22.00 alle 5.00 di mattina che di fatti ha messo in ginocchio intere categorie produttive oggi allo stremo.

Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Daniela Marchese Ragona lancia una proposta concreta per accelerare le vaccinazioni di massa per gli over 80 e i fragili per Canicattì e i comuni ricadenti nel distretto socio-sanitario istituendo un drive in dedicato per le categorie in questione.

Questa è una proposta realizzabile e che può dare una grossa spinta e un aiuto a fasce di popolazioni ampie che ancora non sono state vaccinate.

Anche perché per esperienza diretta i codici di esenzione dei fragili incontra delle difficoltà oggettive tra il sistema regionale e nazionale nella fase di prenotazione che è di difficile risoluzione.

Per questo mi rivolgo alle autorità competenti dal Sindaco di Canicattì,al direttore sanitario del distretto territoriale, al commissario dell’Asp per attivare un drive in dedicato per questi soggetti che in molti casi vedi gli anziani hanno poco dimestichezza con i mezzi informatici.

L’area del drive in potrebbe essere quella già esistente per i tamponi che è largo Padre Gioacchino e si potrebbe partire nei fine settimana con una sorte di open day dedicati agli over 80 e i fragili che anche senza prenotazione e con i codici di esenzione possono essere facilmente vaccinati compresi i residenti nei comuni facenti parte del distretto.

Questo percorso che va nella giusta direzione deve essere seguìto nell’interesse di tutti per preservare le fasce di popolazione più indifese e garantire un percorso meno burocratico e farraginoso per chi necessita cura e attenzione conclude,il consigliere di Fdi, Daniela Marchese Ragona.

Nei giorni scorsi, il Direttore Generale dell’Azienda sanitaria di Siracusa, ha revocato l’incarico Dir. Salvatore Iacolino, Direttore amministrativo nell’asserito presupposto del venir meno del rapporto fiduciario. Orbene, non è chiaro cosa possa aver determinato l’improvvisa decisione del dr. Ficarra dal momento che il Dott. Iacolino ha riscosso pieno ed incondizionato apprezzamento a tutti i livelli e risulta perfettamente integrato nell’organizzazione aziendale. Il dir. Ficarra – dopo aver lodato le eccellenti doti del dott. Iacolino al momento dell’insediamento nel dicembre 2019- lo ha confermato nell’agosto 2020 sino al dicembre 2022, con apposito ed ulteriore contratto. Cosa è accaduto dopo il 3 agosto 2020? Quali comportamenti e quali atti in violazione degli obblighi contrattuali ha compiuto Iacolino? Di quali gravi e reiterati inadempimenti contrattuali è reso protagonista il dott. Iacolino, tali da aver leso il rapporto di fiducia con il DG? Si rende conto il dott Ficarra di aver azzoppato l’Azienda di Siracusa di cui è il rappresentante legale nel pieno della pandemia con la campagna vaccinale anti-covid che stenta a decollare ed i comuni della provincia di Siracusa sempre con maggior frequenza in “rosso” In questi giorni, anche le OOSS hanno chiesto spiegazioni sul provvedimento di recesso che considerano quantomeno inopportuno e pertanto gli onorevoli firmatari della presente chiedono l’immediata audizione in VI Commissione dell’Assessore della Salute ad interim, del Direttore Generale Lucio S. Ficarra, del Dott. Salvatore Iacolino, del Sindaco di Siracusa in qualità di presidente della Conferenza dei Sindaci di Siracusa e delle OOSS che hanno sottoscritto il documento allegato.

Il documento porta le seguenti firme: On. Daniela Ternullo, On. Giovanni Bulla, On. Marianna Caronia, On. Giuseppe Compagnone, On. Vincenzo Figuccia, On. Salvatore Lentini e On. Carmelo Pullara.

Sulla vicenda intervengono una serie di organizzazioni sindacali che chiedono spiegazioni  a Ficarra su come è avvenuta la strana revoca dell’incarico a Salvatore Iacolino.

Con una nota dichiarano: “Gentile Direttore, senza volere entrare nel merito del provvedimento di revoca dell’incarico al dr Salvatore Iacolino, direttore amministrativo pro tempore ASP Siracusa, riteniamo necessario evidenziare il nostro stupore per le modalità e la tempistica della “destinazione”. Da oltre un anno, tutte le O0.SS. della Provincia di Siracusa, hanno mantenuto un proficuo rapporto sindacale ed umano con il dr lacolino, il quale ha sempre operato con gentilezza e competenza, contribuendo a risolvere le più disparate problematiche legate alla contrattazione decentrata e all’emergenza COVID Apprendere, a mezzo stampa, della destinazione, senza conoscerne i motivi, non può che aumentare il senso di inquietudine e di insicurezza del sindacato in un momento difficilissimo dell’ASP di Siracusa , in cui risultati scoperti (per i concorsi pendenti), oltre trenta posizioni di vertice. sindacali che la rappresentano meritano rispetto e chiarezza, anche sulle procedure e sui metodi di gestione della sanità nella Provincia, che non sta certo attraversando il suo periodo migliore. Nella qualità di rappresentanti sindacali, non possiamo attendere chiarimenti e rassicurazioni su un fatto traumatico e spiacevole, anche al fine di conoscere se: 1. Il dr Salvatore Iacolino sia persona diversa da quel dirigente di grande professionalità e competenza, con il quale abbiamo intrattenuto rapporti istituzionali, per oltre un anno; 2. Ovvero, se la sua destinazione sia da ascrivere a quei motivi politici che vedono coinvolta, in ruolo sempre più marginale e subordinato, la nostra Provincia, la quale assiste, quasi impotente, al taglio delle teste dei suoi dirigenti di vertice senza aver diritto ad alcuna spiegazione”

Sarà l‘ennesimo primo maggio davanti ai cancelli della fabbrica per gli operai della Blutec di Termini Imerese. Lo hanno deciso i lavoratori che oggi si sono riuniti in assemblea per stabilire le iniziative dopo il fallimento del vertice al Mise. Oggi dunque, in occasione della festa dei lavoratori, scatta la nuova protesta.

Una vertenza lunga dieci anni che rischia di arrivare al capolinea, con mille lavoratori preoccupati per un futuro che appare nerissimo.

“Mai eravamo arrivati a una situazione del genere – dice il segretario della Fiom siciliana, Roberto Mastrosimone – c’è il pericolo concreto che il 16 maggio il Mise possa bocciare il piano dei commissari straordinari, con la conseguente liquidazione e il licenziamento collettivo: mille persone e un intero territorio mortificati”.

Davanti allo stabilimento oggi anche una delegazione del comitato dei sindaci che si batte a fianco di Fim Fiom e Uilm per salvare i posti di lavoro e per rilanciare l’area industriale. Martedì i lavoratori si raduneranno per protestare davanti alla presidenza della Regione a Palermo.

“All’ultimo vertice al Mise la Regione è stata assente, vogliamo capire se il governo Musumeci ha deciso di mollare in modo definitivo mille lavoratori”, afferma Mastrosimone. I sindacati sono molto preoccupati, anche perché dal Mise e dalla Regione non è arrivata alcuna rassicurazione sul rinnovo dell’accordo di programma, 240 milioni di euro per la reindustrializzazione dell’area, scaduto nel 2018.  Nulla si sa poi del progetto del Consorzio Sud, che si era fatto avanti per rilevare la fabbrica, presentando un progetto ai commissari di Blutec.

“Senza accordo di programma, senza progetto di rilancio, senza prospettive. La situazione è drammatica”, osserva la Fiom.

La Ocean Viking, la nave della Ong europea Sos Mediterranee, sta navigando verso Augusta, dopo aver ricevuto l’ordine dalle autorità competenti di far sbarcare le 236 persone salvate da due gommoni in difficoltà martedì 27 scorso. I soccorritori, pur esprimendo sollievo per la soluzione della vicenda, si dicono tuttavia amareggiati e addolorati per l’ennesima tragedia di cui sono stati testimoni nell’ultima settimana.

Un naufragio senza superstiti, un salvataggio simultaneo di due gommoni sovraccarichi, diverse intercettazioni della guardia costiera libica.
Molti dei sopravvissuti a bordo della Ocean Viking hanno raccontato le violenze che hanno subito in Libia per mano dei trafficanti. Vedendo la fragilità dei gommoni in cui avrebbero dovuto imbarcarsi e le onde alte di quella notte, molti di loro hanno avuto paura ma sono stati picchiati e costretti a salire a bordo. Tra di loro anche quattro fratelli e sorelle, bambini di 10, 11, 12 e 17 anni, che viaggiavano da soli sono stati percossi dai trafficanti.

Dopo la lamentele di tante persone e l’arrivo dei carabinieri che hanno dovuto regolamentare i turni di somministrazione del vaccino, questa mattina all’ospedale Giovanni Paolo II il servizio vaccinazioni ha cominciato di nuovo a funzionare bene.

C’è ordine, ci sono i volontari della Protezione civile che forniscono la loro preziosa collaborazione e ci sono anche le sedie per consentire alle persone anziane più in difficoltà di stare sedute in attesa della chiamata. Cogliendo le proteste dei cittadini e il clamore giornalistico creato dal disservizio di ieri, le autorità sanitarie sono intervenute ed hanno sistemato la situazione. Lo apprezziamo pure noi che ci siamo occupati del caso e ci auguriamo che quanto successo nella giornata di venerdi non debba più ripetersi.

Far partire subito le vaccinazioni agli under 60, per dare maggiore impulso alla campagna vaccinale in Sicilia. È la richiesta avanzata dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nella lettera inviata al Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, generale Francesco Figliolo, sottoponendogli anche l’esigenza di estendere la somministrazione del Vaxzevria (AstraZeneca) alla fascia 50-59 anni.

La modesta adesione alla proposta vaccinale con AstraZeneca da parte del target 60-69 anni rappresenta una fattispecie assimilabile a quella di esaurimento del target di riferimento che, secondo il piano vaccinale, legittima il passaggio alle classi di età inferiori. Le potenzialità logistiche e organizzative messe in campo dalla Regione consentono di fare un passo in avanti.
«La organizzazione degli hub vaccinali ben potrebbe, nel caso di apertura a soggetti under 60 – sottolinea il presidente Musumeci – destinare un corridoio riservato ai soggetti appartenenti ai target sin qui consentiti anche senza necessità di prenotazione e un diverso corridoio attraverso il quale effettuare le vaccinazioni in favore di soggetti in età compresa nelle classi oggi non aventi diritto».
Questo permetterebbe di dare attuazione anche alle varie intese raggiunte con organizzazioni di categoria per aumentare la capacità vaccinale. La lettera del presidente della Regione cita «primo fra tutti l’accordo per la vaccinazione in fabbrica, concluso dal Presidente del Consiglio con le associazioni datoriali, la maggioranza dei cui dipendenti ha meno di 60 anni», ma anche gli accordi a livello regionale con Confindustria e Confapi Sicilia, con l’associazione delle Case di cura convenzionate o quello in corso con le farmacie comunali.

Dopo un lungo stop, in parte dovuto alla pandemia che ha bloccato i siti e le attività culturali,  finalmente si riapre il cantiere di scavo e riparte il lavoro degli archeologi che nel corso di questi ultimi anni hanno catalogato e studiato i primi reperti rinvenuti, alcuni splendidi.

Una prima tranche di progetto di 200 mila euro finanziato dal Parco, che durerà  sei mesi  e mira a portare alla luce l’edificio monumentale, che, affacciandosi sul palcoscenico naturale della collina dei templi, costituiva l’ingresso scenografico all’area pubblica della città ellenistico-romana. E sarà un “cantiere aperto” con la possibilità di seguire gli scavi in un’area che è rimasta finora interdetta al pubblico.

La nuova campagna che si è aperta permetterà di indagare la parte centrale e meridionale del teatro, sperando che l’interramento abbia mantenuto le strutture in un migliore stato di conservazione.

“Sono felice di essere testimone della ripresa di una campagna di scavi tra le più attese – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – che consentirà di riportare alla luce il teatro ellenistico di Akragas, la cui proverbiale monumentalità genera nel mondo scientifico un’aspettativa carica di emozione. E’ stata tra le scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni che aggiunge un altro importante tassello alla ricostruzione dell’antica Agrigento, definendo ancora meglio la struttura e il contesto delle grandi città siciliane dell’antichità. Il Governo regionale punta molto sulla ripresa dei cantieri di scavo, consapevole che l’unicità della Sicilia sta nella forza della sua storia, nella grandezza dei monumenti e nella bellezza della natura che rende ogni esperienza unica e irripetibile”. L’assessore ha annunciato che la Regione interverrà per far poi proseguire i lavori di scavo, una volta completato questo primo progetto.

“Si lavorerà in completa sicurezza, per un’area molto estesa, coinvolgendo i visitatori, che potranno seguire gli scavi – spiega il direttore del Parco archeologico Valle dei Templi, Roberto Sciarratta -, un “cantiere aperto” che ospiterà anche momenti didattico – divulgativi. Alle ricerche parteciperà anche l’archeologo Luigi Caliò, dell’Università di Catania: secondo la Convenzione scientifica stipulata con il Parco della Valle dei Templi, gli studenti potranno partecipare a tirocini durante la campagna di scavo”. Sono già previste delle visite condotte dalle archeologhe che permetteranno di approfondire il lavoro del cantiere.

IL TEATRO ELLENISTICO DELLA VALLE DEI TEMPLI

E’ stato uno dei grandi rebus degli archeologi che si sono interrogati a lungo e avevano avviato numerose campagne di scavo per individuare il luogo dove il monaco domenicano Tommaso Fazello a metà Cinquecento, asseriva di aver visto  i resti appena riconoscibili delle fondazioni di un imponente edificio teatrale, un tempo altissimo, non lontano dalla chiesa di San Nicola.

Soltanto nell’estate del 2016 il  team di ricercatori composto dalle archeologhe del Parco della Valle dei Templi, del Politecnico di Bari e dell’Università di Catania, riesce ad identificare il sito, dopo un’accurata rilettura complessiva dell’urbanistica e della città antica. Il Fazello, dunque, aveva ragione: il teatro costituiva la quinta monumentale dell’agorà, non lontano, appunto,  dalla chiesa di San Nicola.

Da questa prima scoperta si avviano indagini preventive – condotte in collaborazione con l’Università del Molise, il CNR e l’Università Kore di Enna – per due campagne di scavo, tra il 2016 ed il 2018, che  porteranno alla luce parte del monumento. La prima ad essere individuata è la summa cavea (la parte più alta dell’anfiteatro in cui prendeva posto la plebe, mentre senatori e ceti equestri sedevano rispettivamente nell’ima cavea rivestita in marmo e nella media cavea), quasi del tutto distrutta. Via via che andavano avanti gli scavi, è emerso un sistema di camere cieche e contigue a forma trapezoidale, che seguivano il muro curvo e sostenevano la gradinata.

La Sicilia è ancora arancione e in questa giornata del primo maggio, sono stati potenziati i servizi di controllo nell’agrigentino, dove malgrado il cielo nuvoloso potrebbero verificarsi assembramenti e scampagnate di comitive.

Questo intensificarsi di controlli durerà per tutta la prossima settimana, fino a quando non arriverà la zona gialla

I controlli sono stati voluti dal Prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, e sono stati coordinati dal Questore Rosa Maria Iraci, e riguardano soprattutto le zone di mare, per evitare maxi assembramenti su spiagge e locali in riva al mare.  La più tenuta d’occhio resta il litorale di San Leone, ma i controlli serrati vedranno in campo forze dell’ordine a Sciacca, Ribera, Menfi e Licata.

La Sicilia per la prossima settimana resterà in zona arancione. E’ quanto emerge dai dati e delle indicazioni della cabina di regia del ministero della Sanità.

In base a questi il ministro Roberto Speranza firmerà in giornata nuove ordinanze che andranno in vigore a partire dal 3 maggio. È in area rossa la regione Valle D’Aosta. Sono in area arancione le regioni Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Tutte le altre regioni e province autonome sono in area gialla.