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La catastrofe sanitaria avvenuta all’Asp di Siracusa continua ad essere al centro delle cronache nazionali.

Prima la trasmissione Report, ieri la trasmissione Non è l’Arena; uno spaccato decisamente drammatico che ha sconvolto, oltre all’opinione pubblica nazionale, anche Papa Francesco.

E il Santo Padre non ha esitato un solo istante a far sentire la propria vicinanza a tutta la comunità siracusana; ha preso il telefono ed ha telefonato al primo cittadino Francesco Italia.

“Pronto, lei è il sindaco di Siracusa? Sono Papa Francesco e non è uno scherzo”.

Ovvio immaginare lo stato d’animo del primo cittadino che ha spiegato l’evento così: “Non appena ho sentito la voce del Papa, istintivamente mi sono messo in piedi- racconta- ho continuato a chiedere con chi parlassi: era davvero lui”. Il Pontefice ha ricevuto la lettera di un concittadino, che gli ha raccontato  di Siracusa, di quello che sta accadendo in questi giorni, di come stiamo vivendo l’emergenza Covid- e ha chiesto al Papa una benedizione speciale per la città e per l’amministrazione comunale. Papa Francesco ha detto al sindaco che ha saputo cosa sta accadendo e ha voluto lanciare, attraverso il primo cittadino, un messaggio all’intera cittadinanza:  “Ho saputo cosa state facendo. Volevo farvi sapere che sono vicino a Siracusa e prego per voi”. “Ci siamo lasciata con la promessa di preghiere reciproche-conclude il sindaco- Non lo potrò mai più dimenticarlo”.

Trentadue migranti sbarcati a Lampedusa e già trasferiti in traghetto a Porto Empedocle da ieri sera sono ospitati nell’ex hotel Villa Sikania adibito a centro d’accoglienza. Lo ha fatto sapere il sindaco di Siculiana Leonardo Lauricella.

Il sindaco ha rappresentato al prefetto la sua contrarietà per il particolare momento di emergenza sanitaria. Il prefetto tuttavia lo ha rassicurato sul fatto che i migranti non potranno uscire perchè controllati adeguatamente dalle forze dell’ordine.

Al momento, gli ospiti non presentano sintomi riconducibili al Covid-19. La gente di Siculiana tuttavia, ha protestato civilmente. Numerose famiglie si sono affacciate al balcone per rumoreggiare utilizzando pentole e mestoli.

Dato il momento contingente di difficoltà che stiamo vivendo a causa dell’emergenza coronavirus, Banca San Francesco, ha deciso di varare alcune iniziative per supportare la nostra provincia ed affrontare l’epidemia con i giusti mezzi. Per questo la banca, dopo aver concordato con l’ASP di Agrigento circa le necessità dei vari ospedali, ha contattato i fornitori segnalati al fine di reperire i dispositivi di protezione e le apparecchiature necessarie.

Con l’auspicio di garantire un’efficace gestione dell’emergenza, saranno donati dei ventilatori polmonari e dei display touch multifunzione per il monitoraggio dei parametri all’Ospedale di Canicattì, mentre diverse tipologie di dispositivi di protezione saranno distribuite agli Ospedali di Canicattì, Agrigento, Licata e Ribera al fine di agevolare il lavoro degli operatori sanitari.

Il momento che stiamo vivendo è tra i più tragici della storia del nostro Paese. Il nostro è un compito di fondamentale importanza per supportare il sistema sociale e limitare le fragilità dei nostro territorio. Nonostante le restrizioni, continuiamo a garantire i servizi alla comunità e siamo orgogliosi di dare anche il nostro contributo, essendo pienamente convinti che soltanto con l’unione e la solidarietà potremo superare insieme questo difficile momento”, ha dichiarato Vincenzo Racalbuto, Direttore Generale di Banca San Francesco.

Infine il Presidente della banca, Vincenzo Di Giacomo, ha voluto dedicare un messaggio di ottimismo: “#Andràtuttobene è l’augurio che vogliamo rivolgere anche noi a tutta la collettività. Non dobbiamo lasciarci sopraffare dalle difficoltà del momento, ma dobbiamo agire con senso civico e lavorare tutti insieme per ripartire più forti di prima. Torneremo presto ad abbracciarci all’insegna dello spirito cooperativistico che da sempre ci contraddistingue”.

Ancora un colpo di coda per il clima che da ieri sera è peggiorato. Hanno già avvolto la Sicilia nuvolosità e forti venti. Imponenti venti da forti a burrasca, soffiano dai quadranti orientali sulla Sicilia.

L’Isola non rientra però tra le sette regioni italiane per le quali la Protezione civile, per la giornata di oggi, ha diramato un avviso di allerta gialla. Anche le temperature scenderanno di qualche grado, attestandosi, in Sicilia, tra i 18 e i 23 gradi. Un importante segnale di generale miglioramento è atteso da giovedì 23 quando l’alta pressione riuscirà ad impadronirsi del bacino del Mediterraneo regalandoci più sole.

Si mantiene in linea con le scorse settimane il numero di controlli effettuati dalla Polizia Provinciale a partire dal giorno 13 aprile, lunedì di Pasqua fino al 18 aprile. Sono stati 647 in totale i controlli effettuati dalle pattuglie della Polizia Provinciale contro i 659 controlli effettuati la settimana precedente. Nessun verbale o illecito penale è stato accertato durante i controlli, sulla base della normativa emanata per l’emergenza Covid-19.Un dato che testimonia una buona propensione della cittadinanza a rispettare le norme sulla limitazione degli spostamenti e sul distanziamento sociale con esclusione peri casi di necessità, lavoro o motivi di salute.

Il pattugliamento di vigilanza fissa ha riguardato le strade provinciali Sp. n.1 Quadrivio Spinasanta (SS118) – Villaseta (SS115) e la S.p. n. 4 Strada Panoramica Valle dei Templi nel giorno del lunedì di Pasqua. Verificate le autocertificazioni di 118 conducenti senza che nessuna infrazione sia stata accertata.

I controlli effettuati con il coordinamento della Prefettura e della Questura, si sono estesi a 18 comuni della provincia: Raffadali, Joppolo Giancaxio, Aragona, Comitini, Cammarata, San Giovanni Gemini, Casteltermini, San B. Platani, Ravanusa, Campobello di Licata, Santa Margherita, Menfi, Realmonte, Siculiana, Burgio, Villafranca, Castrofilippo, Naro, oltre alla città di Agrigento.Quattro le pattuglie utilizzate, giornalmente, per il servizio di vigilanza dalla Polizia Provinciale Due le pattuglie in servizio dalle ore 8:00 alle 14:00 e due dalle 14:00 alle ore 20:00. Qurantatre sono stati in totale i turni coperti dagli agenti impegnati in servizio durante questo periodo.

Tali attività restano operative almeno fino al 3 maggio in attesa di ulteriori decisioni del Governo nazionale e del Presidente della Regione Siciliana che, peraltro, ieri ha emesso una nuova ordinanza che consente l’attività non imprenditoriale necessaria per la conduzione di terreni agricoli e per la cura degli animali finalizzata a sopperire alle esigenze alimentari ed ai lavori di manutenzione per la prevenzione degli incendi.

La Polizia provinciale contribuisce già da alcune settimane, su impulso del Commissario Straordinario del Libero Consorzio Dott. Girolamo Alberto Di Pisa, ai controlli nella nostra provincia.

Il Dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, manifesta il proprio disappunto sul susseguirsi di arrivi di migranti a Villa Sikania ed afferma: “Fratelli d’Italia esprime piena solidarietà e si pone al fianco dei cittadini siculianesi, costretti a subire l’arrivo di decine di extracomunitari nel loro paese, nonostante le giustificate e civilissime proteste.

È ormai evidente a tutti che al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ed al Governo PD-CINQUESTELLE non frega nulla dei siciliani, se è vero come è vero che, nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria mondiale, continuano a permettere sbarchi di migranti provenienti dall’Africa, dove la pandemia è in rapida diffusione, e chiedono alle Prefetture di avviare avvisi pubblici per ricercare strutture abitative dove collocare quelli che, molto probabilmente, arriveranno nei prossimi giorni.

Si vergognino quei parlamentari agrigentini di maggioranza che una settimana fa si proclamavano disponibili ad intraprendere azioni efficaci per risolvere la questione e che invece, ad oggi, non hanno fatto sostanzialmente nulla, tradendo le aspettative dei cittadini e rimanendo  (strano per loro sempre molto loquaci e attivi sui social) in un censurabile silenzio”.

E’ atterrato alle 15,40 all’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino il Boeing 777F della Qatar Airways Cargo con a bordo 56 tonnellate di materiale sanitario e accessori medicali proveniente dalla Cina Shanghai – Pudong, destinati alla Protezione civile siciliana Regione Siciliana per fronteggiare l’emergenza Covid19. Il Boeing 777F è decollato ieri dall’aeroporto internazionale di Shanghai-Pudong per poi fare scalo a #Doha, da dove oggi è ripartito alla volta di Palermo. “Da oltre un mese arrivano voli carichi di dispositivi di protezione individuale contro il Coronavirus – ha detto Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap spa, che ieri ha seguito i lavori di sbarco del grosso carico di materiale sanitario – L’aeroporto di Palermo è operativo e garantisce il servizio pubblico essenziale.  Saremo pronti, quando la normativa lo prevederà, alla ripresa delle attività. In questo momento, siamo costantemente in contatto con le compagnie aeree. A maggio, intanto, riattiveremo i cantieri dei lavori in aerostazione”.

Ormai la bandiera Europea è diventata la maschera di carnevale più azzeccata e lo strumento ideale per alcuni stati tra cui la Germania, l’Olanda e la Francia per occultare un grande progetto di speculazione finanziaria e di espansione monetaria e sopraffazione economica .

Vorrei citare alcuni principi su cui è fondata l’Europa:

-L’Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli.

-L’Unione si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale …

Dietro al buonismo di facciata , incompatibile con i fatti accaduti ed ancora presenti nella nostra memoria, non posso non menzionare e mai dimenticare “il 12 Marzo del 2020” in piena emergenza pandemica mondiale per il coronavirus la signora Presidente della BCE Cristin Lagarde dichiarò che “la BCE non ha il dovere di operare per ridurre gli spread. Non è la missione della BCE, ci sono altri strumenti e altre istituzioni incaricate di farlo”.

Questa frase è costata ai risparmiatori Italiani un tonfo storico, una perdita in un solo giorno di circa 68 miliardi di euro, un buco del 17% un record negativo. E siccome il danno è stato fatto agli italiani, questa gentil donna siede ancora comodamente al suo posto.

Mi chiedo se la stessa cosa l’avesse subita la Germania, la Francia oppure l’Olanda, secondo voi l’avrebbero cacciata l’indomani e chiesto un risarcimento per i danni causati? Da notare che sono stati rispettati in pieno i principi fondamentali di collaborazione e di coesione economica …

Sempre per questo principio in Europa sono stati versati alle imprese tedesche da 1.500 a 5.000 euro in contributi a fondo perduto; alle imprese olandesi 4000 euro a fondo perduto più un contributo di 1.500 euro a persona per tre mesi.

In Italia una tantum di Bonus di 600 euro per autonomi e partita IVA.

Non posso non menzionare la vergognosa mancanza di solidarietà dei paesi dell’UE verso gli italiani rispetto all’emergenza degli ospedali e alla necessità di rifornimenti vitali.

I primi a venirci ad aiutare concretamente con i fatti e non con le parole sono stati Russia, Cuba, Albania e Cina .

Non posso non menzionare che da quel consiglio straordinario europeo, prima rinviato e, poi, con un “nulla” di deciso, sia uscito un compromesso di intese pari a uno “zero a zero” di una partita di calcio .

Si parla di lancio di strumenti innovativi non meglio specificati e per i quali se ne parlerà nei prossimi mesi.

Scusate Signori Tedeschi e Olandesi, forse vi sfugge che il tempo in questa fase è fondamentale di fronte a un’emergenza drammatica ed epocale che non può aspettare questa tempistica!

Migliaia di persone stanno morendo per la malattia e milioni rischiano di morire di stenti perché hanno perso o perderanno il lavoro, il negozio, l’impresa.

Un altro evento che rispecchia perfettamente i principi di solidarietà, coesione, collaborazione per cui è nata l’Europa è la dichiarazione di un noto giornale tedesco Die Welt: “in Italia la mafia aspetta soltanto una nuova pioggia di soldi da Bruxelles”. Ed ancora, “gli italiani devono essere controllati” dalla Commissione europea e “devono dimostrare” di spendere gli aiuti esclusivamente per l’emergenza sanitaria.

La ciliegina sulla torta però potrebbe arrivare il prossimo 05 maggio 2020.

Infatti, la Corte Costituzionale tedesca di Karlsruhe pone alla Corte di giustizia europea il quesito circa la legittimità degli strumenti finanziari utilizzati e se giudicherà il QE (quantity easyng) della BCE non conforme ai paletti fissati già nel 2016 dalla stessa Corte tedesca, l’ipotesi che il piano da 750 miliardi si fermi o addirittura salti, non è per niente un’assurdità, giacché Berlino potrebbe chiamarsi fuori!

Il tutto, quindi, a favore non tanto delle decisioni dell’Unione Europea, ma della Costituzione tedesca che, di fatto, diventa la Costituzione di questo vaso di Pandora chiamato “unione europea”.

Probabilmente è per questo che la Merkel ha fretta di riproporre il Mes come unica soluzione anticrisi, per evitare tensioni europee più gravi nei prossimi mesi.

Se le decisioni della Comunità Europea sono compatibili con la Costituzione tedesca la cosa va bene,  e se non si fa secondo le loro indicazioni si ritirano?

Ma la nostra classe politica tutta, di qualsiasi colore e qualsiasi partito dove si trova?

E’ venuto il momento di aprire il vaso di Pandora e ridare agli italiani la propria identità, la propria bandiera, la possibilità di esprimere la nostra economia geniale e tutto il nostro capitale umano made in Italy!

Ripartiamo dall’Italia e dagli italiani, chi ci ama ci segua …!

Gerlando Piparo (FdI)

I rappresentanti dell’economia turistica locale vogliono contribuire ad affrontare unitamente i problemi del settore. E’ bene precisare che l’emergenza nazionale di queste settimane, causata dal COVID-19, ha imposto a tutti i livelli governativi ed istituzionali l’adozione di misure che hanno comportato la totale paralisi della maggior parte delle attività imprenditoriali ed economiche. La situazione attuale è drammatica e abbiamo il dovere di contribuire, tutti insieme, a ricostruire il clima di fiducia e promuovere più che mai il senso di comunità e di solidarietà. Ognuno nel proprio ruolo deve agire per pensare, sin da adesso, al “dopo”. Insieme dobbiamo adoperarci per dare soluzioni, aiuti, sostegno affinché ci siano le condizioni di ripartenza, anzi, di ricostruzione.

Riteniamo che, per il nostro ruolo di organizzazioni datoriali e associative del settore dell’accoglienza che rappresentano la totalità di un tessuto economico, indispensabile quale appunto la ricettività per la città, sia sempre più necessaria una condivisione delle azioni da mettere in campo, secondo il principio che rappresentiamo una parte del sistema e non una controparte. È pertanto necessario, come primo passo verso un più completo e razionale esame della situazione, che l’amministrazione metta in campo al più presto azioni concrete in favore delle nostre attività d’impresa, azioni più che mai necessarie per dare ossigeno e prospettiva utile alla ripartenza della città di Agrigento fortemente legata all’attività turistica:

  1. Sospensione per un anno quindi fino a marzo 2021 di tutte le scadenze dei tributi locali. Modifica una tantum dei termini per il versamento dei tributi locali.
  2. Decurtazione della TARI per il periodo di chiusura delle attività ai sensi del DPCM 11 marzo 2020 e s.m.i. per cui non essendo soggetti all’applicazione della tassa i locali e le aree scoperte che … non sono suscettibili di produrre rifiuti”, tra i quali “gli immobili che risultino in obiettive condizioni di inutilizzabilità nel corso dell’anno a causa di forza maggiore”. Il DPCM citato costituisce certamente una causa di forza maggiore (c.d. factum principis) ed è peraltro un fatto notorio, in quanto previsto normativamente; pertanto si chiede di sospendere il tributo in via automatizzata, senza necessità di previa richiesta da parte dei singoli contribuenti oppure mediante comunicazione cumulativa da presentarsi anche tramite le associazioni di categorie. La Tassa, naturalmente, dovrebbe essere ridotta proporzionalmente al numero dei giorni di chiusura nell’anno. Infatti, è indubbio che le attività chiuse non hanno potuto produrre alcun rifiuto.
  3. Sospensione dell’invio degli avvisi di accertamento, degli atti di riscossione e degli avvisi bonari relativi ai tributi locali per tutta la durata dell’emergenza e per i 3 mesi successivi (simile iniziativa è stata assunta dal Comune di Roma Capitale).
  4. Sospensione, per una congrua durata, dei termini di versamento delle rate con scadenza nell’anno, per tutti i piani di dilazione già concordati (simile iniziativa è stata assunta dal Comune di Roma Capitale).
  5. Annullamento della maggiorazione per quanto concerne le sanzioni per ritardato pagamento, quanto meno per le categorie maggiormente colpite dalla crisi. Si chiede di modificare, per l’attuale periodo emergenziale, la prassi relativa alle sanzioni, indicando agli uffici di concedere, anche senza istanza di parte (o in subordine su istanza di parte), l’annullamento delle sanzioni da riscossione previsto dalla legge tributaria per i casi di chi ha commesso il fatto per forza maggiore (art. 6, c. 5, d.lgs. n. 472 del 1997). Le sanzioni per ritardato pagamento ammontano al 30% e tale peso risulterebbe, infatti, assolutamente insostenibile per le aziende che si trovano ormai al limite del collasso e riteniamo che il comune non aumenti le proprie entrare attraverso un sistema sanzionatorio a maggior ragione in una situazione di emergenza economica e sociale.
  6. Riduzione della pressione amministrativa in capo alle aziende rivedendo le misure fin qui adottate in modo da permettere alle aziende di varare le misure necessarie al riavvio delle attività. Le aziende, come detto, in questa fase, subiscono pesantemente la “pressione” di una crisi che ne compromette la stessa sopravvivenza. Riteniamo dunque necessario un allentamento, in generale, della stretta fiscale sulle attività produttive, che aveva peraltro recentemente raggiunto livelli eccessivamente elevati.
  7. Riduzione delle tariffe IMU e TARI a favore degli albergatori. Modifica del regolamento tariffario provvisorio considerando lo stop del sistema turistico che avrà conseguenze non solo locali ma globali. Ad ulteriore subordine, si chiede di intervenire anche utilizzando le risorse della tassa di soggiorno. Inoltre si riterrebbe opportuno che dalla data di cessazione dell’emergenza per un intero anno consentire agli operatori della ricettività di trattenere l’intera tassa di soggiorno, per essere utilizzata dagli stessi per iniziative legate all’incremento turistico.
  8. Avviare concretamente e realmente azioni di repressione nei confronti degli irregolari che oltretutto creano concorrenza sleale al ribasso.
  9. Prevedere ristoro economico percentuale nei confronti delle strutture ricettive dell’imposta di soggiorno versata e non ancora spesa.
  10. Creazione di un tavolo di concertazione per un piano straordinario per il turismo. Ci auguriamo che le proposte sottoscritte siano prese immediatamente in considerazione per avviare realmente una collaborazione con l’amministrazione per concertare azioni comuni in favore dell’economia locale e della pubblica amministrazione. Cogliamo l’occasione per porgere cordiali saluti.

Firmato:

Vittorio Messina, Francesco Picarella, Claudio Spoto, Antonio Siracusa, Giuseppe Pullara, Paolo Pullara, Liliana Magro, Emanuele Farruggia, Domenico Vecchio, Giovanni Lopez, Carmelo Cantone, Fabrizio La Gaipa

Un bimbo di 3 anni è morto la notte scorsa a Monreale nella sua stanza, soffocato dal cordino di una tenda.

La tragedia è avvenuta intorno all’una di notte. Il piccolo, che era in casa con la mamma e il papà, doveva essere a letto ma ha deciso di alzarsi e di mettersi a giocare mentre i genitori stavano guardando la tv. A un certo punto è riuscito ad arrampicarsi sul tavolo ma sarebbe scivolato finendo su una mensola e rimanendo incastrato con il cordino della tenda. Il padre lo ha trovato svenuto per terra e ha chiamato il 118, ma non c’è stato nulla da fare.