Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 277)

L’assessore del Comune di Palagonia, Antonino Ardizzone, è stato arrestato dai Carabinieri per concorso nell’omicidio di Francesco Calcagno, assassinato nel paese della Piana di Catania il 23 agosto del 2017. Secondo la Procura antimafia etnea il delitto sarebbe stato commesso per agevolare un gruppo mafioso legato alla Stidda e avrebbe collegamenti con l’uccisione, il 5 agosto del 2016, del consigliere comunale Marco Leonardo, autore dell’omicidio di Calcagno. Per l’uccisione di Calcagno, assassinato per vendicare la morte di Leonardo con cinque colpi di pistola in un fondo agricolo, i Carabinieri il 7 settembre del 2017 hanno arrestato il presunto autore materiale del delitto, Luigi Cassaro, 54 anni, incastrato da un video della sorveglianza che lo ha ritratto armato di pistola all’inseguimento della vittima. Calcagno nell’ottobre del 2016 uccise a colpi di pistola in un bar, Marco Leonardo, un consigliere comunale eletto in una lista civica, anche lui armato. Dopo si costituì ai Carabinieri confessando l’omicidio, sostenendo di avere agito per legittima difesa e raccontando di un credito vantato verso la vittima. Anche in quel caso la dinamica del delitto fu ricostruita grazie a un video della sorveglianza.

Una giovane maestra di sostegno è stata trovata morta in casa sua a Osnago in Lombardia. Si tratta di Vanessa Lisitano che aveva solo 27 anni. Era originaria di Augusta, provincia di Siracusa, in Sicilia, ma abitava in centro a Osnago in via Roma e insegnava alle elementari di Cernusco Lombardone.

Aveva preso servizio a inizio anno scolastico come docente di sostegno alla primaria. E’ stata uccisa probabilmente da un infarto o comunque da un improvviso malore fulminante, nonostante la giovane età. L’hanno trovata ormai esanime durante la notte i carabinieri con i vigili del fuoco, allertati dal compagno Mario che è un poliziotto, sempre più preoccupato perché non riusciva a contattarla al telefonino nonostante si sentissero parecchie volte al giorno, e dai genitori che hanno presentato formale denuncia di scomparsa.

Il suo smartphone continuava a squillare e vibrare a vuoto senza che nessuno rispondesse, lo si sentiva anche da fuori l’appartamento, per questo i soccorritori hanno deciso di sfondare la porta dell’abitazione. Purtroppo però ormai per Vanessa era tardi. E’ mancata, durante il sonno, poiché è stata rinvenuta composta in pigiama a letto, come se stesse ancora dormendo invece di essere morta. Per la mamma e il papà, i fratelli Francesco e Pietro, il suo fidanzato, i parenti, gli amici, i colleghi e i suoi alunni la scomparsa della maestra Vanessa è un vero shock. Il magistrato di turno non ha ritenuto opportuno svolgere ulteriori accertamenti e ha restituito subito il feretro ai familiari. E’ stata già fissata la data del funerale: si svolgerà sabato 22 gennaio alle 11 nella chiesa di Cristo Re di Augusta. 

Da quasi due anni la pandemia ha cambiato radicalmente le nostre vite modificando le abitudini, il modo di lavorare, di stare con la gente e ogni aspetto della vita sociale, culturale ed economica. La sanità è diventata uno dei temi più importanti nell’agenda politica del nostro Paese e abbiamo capito il ruolo indispensabile degli operatori sanitari sia negli ospedali e nelle terapie intensive che nella somministrazione dei vaccini per contrastare il Covid-19. Alla sanità è dedicata la missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che stanzia risorse pari a 15,63 miliardi di euro divisi in due obiettivi principali: il primo riguarda le reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale (7 miliardi di euro) e il secondo relativo all’innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale (8 miliardi e 63 milioni di euro).
L’investimento mira a rafforzare la formazione in medicina di base sviluppando le competenze tecniche, professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario. L’importanza dell’aggiornamento del personale sanitario è evidenziata dall’articolo 38 bis del decreto legge 6 novembre 2021, n. 152, nel quale si sottolinea che “al fine di attuare le azioni previste dalla missione 6 del PNRR, relative al potenziamento e allo sviluppo delle competenze tecniche, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario, a decorrere dal triennio formativo 2023-2025, per poter godere della copertura assicurativa delle polizze di rischio professionale, i sanitari dovranno essere in regola con almeno il 70% degli obblighi formativi previsti dal piano di formazione continua dell’ultimo triennio”.
Una delle eccellenze in ambito sanitario, non solo nel panorama siciliano ma di tutto il bacino euromediterraneo, autorizzata a erogare corsi accreditati ECM (Educazione Continua in Medicina), è il CEFPAS, il Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario della Regione siciliana. “La sfida imposta dalla pandemia ha chiesto di rafforzare le competenze del personale sanitario. L’opportunità delle missioni previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza in materia di salute possono contribuire a riorganizzare e potenziare il nostro Servizio sanitario, a beneficio della qualità delle prestazioni garantite ai cittadini e dell’accesso alle cure – afferma Roberto Sanfilippo, Direttore Generale del Cefpas -. Da oltre 25 anni, la Regione siciliana affida al Centro il prezioso compito della formazione di operatori socio-sanitari, infermieri, medici, personale amministrativo e manager – spiega -. Si tratta di una struttura d’eccellenza, l’unica in Sicilia, autorizzata a erogare il corso di specializzazione per i medici di famiglia e il corso che forma i direttori generali delle Aziende sanitarie. Da tempo l’offerta formativa del CEFPAS guarda alla sostenibilità e, quindi, ai cambiamenti climatici che ci hanno spinto ad adottare un approccio etico nella nostra progettazione, proiettata a generare adeguare conoscenze e competenze sul diritto sanitario e ambientale, in linea con il target della transizione ecologica previsto dal PNRR”.
Nel 2021 al Cefpas sono stati oltre 90 i corsi accreditati ECM, sia in presenza sia a distanza che medici, infermieri e in generale tutti i professionisti della sanità possono frequentare per ottenere i 150 crediti formativi necessari nel triennio. “Le nuove emergenze sanitarie legate alla pandemia hanno comportato un coinvolgimento del personale sanitario come mai era accaduto negli anni passati. In tal senso, anche la programmazione della formazione ha subìto dei cambiamenti nella definizione delle competenze professionali – dichiara Pier Sergio Caltabiano, Direttore della Formazione -. Nell’ottica di un approccio “One-Health”, gli obiettivi previsti dalla Missione 6 del PNRR richiedono nuovi setting assistenziali e una visione innovativa della digitalizzazione dei servizi per scopi clinici, gestionali e di programmazione. I professionisti sanitari – prosegue – hanno l’obbligo deontologico dell’aggiornamento professionale non soltanto per tenersi sempre al passo con i progressi della medicina e con le innovazioni tecnologiche, ma anche per garantire a tutti i cittadini cure di qualità e una sistematica assistenza. Il sistema di Educazione Continua in Medicina è, quindi, lo strumento chiave per garantire la formazione continua finalizzata a migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali e a supportare i comportamenti dei partecipanti alle attività formative, con l’obiettivo di assicurare efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza all’assistenza prestata dal Servizio Sanitario Nazionale in favore dei cittadini”.

8.606 nuovi contagiati Covid in Sicilia a fronte di 42.698 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore; i casi totali salgono a 184.138. Il bollettino del Ministero della Sanità registra anche  72 vittime. I guariti sono 1.150. Sono 1.559 i ricoverati con sintomi, 170 in terapia intensiva. Tasso di positivita’ al 20,16%.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Catania 1.990; Palermo 1.688; Siracusa 996; Agrigento 961; Ragusa 852; Caltanissetta 735; Trapani 601; Messina 583; Enna 198.

234 casi in provincia di Agrigento nelle ultime 24 ore su 3.363 tamponi processati.  I morti sono 2, Camastra e Porto Empedocle. 4 i nuovi ricoverati; i guariti sono 286.

In ospedale ci sono 58 persone. In 32  si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 26  al San Giovanni di Dio di Agrigento. Un solo ricovero in una struttura lowcare fuori provincia. Sono 5 i pazienti in terapia intensiva ricoverati: 2 si trovano al presidio ospedaliero riberese  e 3 al San Giovanni di Dio.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento 1.876 ; Alessandria della Rocca 92; Aragona 212; Bivona 82; Burgio 39; Calamonaci 66; Caltabellotta 97; Camastra 92; Cammarata 239 ; Campobello di Licata 326; Canicattì 1.528; Casteltermini 277; Castrofilippo 147;  Cattolica Eraclea 68; Cianciana 145; Comitini 44; Favara 1.536; Grotte 222; Joppolo Giancaxio 61; Licata 1.030; Lucca Sicula 61; Menfi 261; Montallegro 43; Montevago 26; Naro 217; Palma di Montechiaro 1.189; Porto Empedocle 634; Racalmuto 229; Raffadali 432;  Ravanusa 256; Realmonte 186; Ribera 450; Sambuca di Sicilia 111; San Biagio Platani 38; San Giovanni Gemini 281; Sant’Angelo Muxaro 17; Santa Elisabetta 39; Santa Margherita Belice 203; Santo Stefano Quisquina 197; Sciacca 1.064; Siculiana 237.

Ci sono 26 migranti in quarantena sulle navi di accoglienza.

“Quanto accaduto oggi all’istituto scolastico Filippo Re Capriata di Licata è un gesto ignobile che va stigmatizzato”. La deputata del Movimento 5 Stelle, Rosalba Cimino, evidenzia la gravità di quanto accaduto nella notte a Licata, dove ignoti hanno incendiato e vandalizzato una scuola, appiccando il fuoco in 4 diversi punti. Un’azione criminale volta contro la dirigente scolastica, oggetto di offese in alcune scritte sui muri: «Incendiare una scuola è un atto criminale, non un atto da sottovalutare, ma un disegno di violenza che ci fa comprendere di come bisogna ancora lavorare per evitare che eventi del genere accadano ancora e come manchi ancora la concezione di bene comune». La deputata, componente della commissione Cultura esprime solidarietà al dirigente scolastico oggetto delle ingiurie: «In un momento già difficile per la scuola, un gesto del genere rende ancora più complicato il lavoro del personale scolastico che ha tutta la mia solidarietà per quanto accaduto. Sono al fianco della dirigente Cinzia Montana per quanto accaduto e spero che vengano individuati i responsabili di questo gesto».

Brutta avventura per un uomo, 36enne, di nazionalità marocchina che è finito in ospedale per i traumi riportati dopo esser stato picchiato e derubato.

Il 36enne da anni vive a Ribera ed è stato raggiunto proprio nella sua dimora, una cantina, da un soggetto non ancora identificato. L’uomo che è stato preso alla sprovvista è stato minacciato di consegnare denaro che possedeva; Il marocchino provando a reagire è stato prima picchiato e poi derubato del solo cellulare.

Il rapinatore è riuscito a fuggire prima dell’arrivo dei militari dell’Arma dei Carabinieri che hanno avviato le indagini per dare un volto al rapinatore.

Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118 per prestare il primo soccorso alla vittima e trasportarlo alla struttura sanitaria riberese. Per fortuna l’uomo non è in pericolo di vita.

 

L’ordinanza del presidente della Regione siciliana, sui collegamenti marittimi, abroga da domani, l’articolo 2 dell’ordinanza del 7 gennaio scorso che concedeva ai sindaci di comuni in zona arancione la possibilità di chiudere le scuole con didattica in presenza e attivare la Dad.

L’art. 2 della precedente ordinanza di Musumeci diceva che nei territori dichiarati zona rossa o arancione e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta al rischio estremamente elevato di diffusione del covid 19, previo parere dell’Asp, il sindaco può adottare provvedimenti di sospensione totale o parziale delle attività didattiche con conseguente adozione della Dad.

Già da oggi le lezioni erano riprese nel comune capoluogo, dopo la pronuncia del TAR che di fatto aveva censurato la norma e ribadendo a sua volta che la Dad è applicabile solo nei territori dichiarati rossi.

L’ex magistrato Angelo Giorgianni, è sbarcato questa mattina in Sicilia, a Punta Faro, attraversando lo Stretto con una piccola imbarcazione privata di pescatori con cui si era messo d’accordo

Un escamotage dettato dal fatto che lo stesso non è in possesso del Green pass e di conseguenza non poteva utilizzare i mezzi pubblici per tornare a casa, in Sicilia. Il suo arrivo è stato documentato con una diretta Facebook da Messina 7 che ha ripreso il momento in cui il giudice è arrivato a bordo della piccola imbarcazione, intervistandolo.

«Ormai ci siamo ridotti peggio degli extracomunitari – il commento del giudice scendendo dalla barca con tanto di valigie al seguito, di ritorno da Roma -. Sono uno che va controcorrente, perchè i siciliani sono sequestrati e io sono venuto in Sicilia per autosequestrarmi. Quello che è grave, è che in questo momento, i siciliani che sono anche cittadini d’Europa, non hanno la continuità territoriale e devo dire che sono anche abbastanza dispiaciuto per il fatto che il sindaco, che sembrava volesse fare una manifestazione di protesta per far cadere questo limite obbrobrioso che è il Green pass, invece voglia solo una moratoria per poi introdurre il limite.

Ma aldilà del Green pass, io non credo che la continuità territoriale possa prevedere una limitazione. Infatti noi, come Organizzazione mondiale della vita e Rete legale eretica, abbiamo presentato un esposto alla Commissione europea, in cui abbiamo chiesto un’audizione immediata, sostenendo che queste limitazioni sono in contrasto con il diritto di libera circolazione. Con questa disposizione è stato arretrato il confine meridionale d’Europa, che si ferma ora a Villa San Giovanni. Noi non facciamo una battaglia che riguarda una limitata categoria, ma una battaglia per tutti.

Con questo esposto speriamo che così com’è stato per Malta, che aveva introdotto l’obbligo del vaccino, la Commissione europea si possa pronunciare velocemente, e nello stesso tempo abbiamo fatto una diffida al presidente della Regione Sicilia e al presidente della Regione Sardegna. Io non riesco a capire come la gente sia assolutamente tranquilla, sequestrata in un’isola e soprattutto non si renda conto che c’è un problema che riguarda le isole minori, come Filicudi e Alicudi, dove non c’è nessun servizio. Draghi e Musumeci non si possono permettere il lusso di sequestrare le persone e limitare la libertà di circolazione. Vorrei che i siciliani, nel momento stesso in cui dovranno mettere una scheda nell’urna recuperino la loro capacità di indignarsi e bollino una politica che è stata assente e distante dai cittadini».

Ad Agrigento si è svolta, in modalità on line, un’altra seduta del Corso di formazione e avviamento alla professione organizzato dall’Ordine degli Architetti di Agrigento, presieduto da Rino La Mendola, e dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo, diretta da Pietro Fiaccabrino. La lezione si è soffermata sul tema delle consulenze tecniche (di ufficio e di parte) nei procedimenti giudiziari. In cattedra il consigliere dell’Ordine, Melinda Drago, e Stefano Salvatore Zammuto, Gip e coordinatore ufficio Gip al tribunale di Agrigento. La stessa Melinda Drago afferma: “Abbiamo approfondito il tema relativo alle consulenze tecniche nei procedimenti giudiziari, diviso in due sezioni: nella prima parte ho parlato della rappresentazione della figura del consulente tecnico nel processo civile illustrando l’iter dal decreto di nomina fino alla consulenza e alla deposizione del fascicolo telematico e approfondendo i temi legati al sopralluogo, alla redazione del verbale, ai quesiti del giudice, e quindi tutti quegli elementi di supporto e di esperienza maturata utili alla definizione del consulente tecnico d’ufficio. La seconda parte della lezione è stata tenuta dal dottore Zammuto che ha trattato il tema relativo al perito come consulente tecnico nel processo penale”. E Zammuto afferma: “Due sono i precetti fondamentali ai quali il perito deve attenersi nell’espletamento dell’incarico: continua interlocuzione con il giudice fino al deposito della relazione, specie a fronte di situazioni problematiche e di incidenti sollevati dalle parti. E chiarezza dell’elaborato”.