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Il sindaco Matteo Ruvolo ha espresso il cordoglio della città dopo il tragico incidente stradale che è costato la vita a giovane carabiniere Davide Ciulla in servizio presso la Tenenza di Ribera.

“Nessuna morte è accettabile, ma colpisce particolarmente la perdita di un giovane uomo,
nel fiore dei propri anni, che aveva deciso di mettere la sua vita –attraverso il proprio lavoro di
servitore dello Stato – al servizio della comunità. A nome dell’intera amministrazione e comunità
riberese – ha detto il sindaco Ruvolo – le più sentite condoglianze”.

Altri due sbarchi a Lampedusa nel giro di un quarto d’ora, dopo i 415 migranti su due barconi approdati poco prima. Alle 8.30 sono sbarcati sul molo Favarolo 98 uomini, quasi tutti del Bangladesh, intercettati a 3 miglia e mezzo da Lampedusa su imbarcazione di legno con motore fuoribordo, lasciata alla deriva. Alle 8.45 una motovedetta della Guardia di Finanza ha scortato altri 16 migranti di nazionalità tunisina, tutti uomini, su una imbarcazione in legno di circa 6 metri con un motore fuoribordo.
Salgono così a 529 i migranti giunti a Lampedusa nelle ultime ore su quattro imbarcazioni. Tutti sono stati trasferiti all’hotspot dell’isola.

Il giudice Rosario Livatino, da oggi è beato, e il giorno della sua desta sarà il 29 di ottobre.

Nella cattedrale di Agrigento, il cui accesso è stato consentito solo a 200 persone, è in corso la messa di beatificazione del giudice Rosario Livatino, ucciso il 21 settembre del 1990 da quattro killer della Stidda.

La messa è presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della congregazione delle Cause dei Santi e insieme a lui a celebrare il rito, il cardinale don Franco Montenegro.

Tutto il centro storico di Agrigento è inaccessibile.

Durante il rito della beatificazione, così il postulatore: “La chiesa di Agrigento – ha detto il cardinale Montenegro – ha umilmente chiesto al sommo Pontefice Francesco di voler iscrivere ai Beati il Servo di Dio Rosario Angelo Livatino”.
Egli, dice il postulatore fu “ucciso ‘in odium fidei'” perché “i gruppi mafiosi ne decretarono la morte in odio alla fede”. Il suo “martirio – continuano – è la manifestazione della insanabile inconciliabilità tra Vangelo e mafia”. “Il silenzio imposto con la violenza – prosegue – è un canto di speranza ed Egli onora con un sigillo di Santità la migistratura”. “Oggi – conclude la lettera – la terra di Sicilia e la Chiesa lo lodano risorto perché quel sangue genera nuovo seme di cristianesimo”.

Il cardinale Semeraro ha poi letto la lettera del papa Francesco dalla quale si evince che Livatino fu “testimone credibile del Vangelo fino all’effusione del sangue”

A margine dell’inaugurazione di Piazzetta Livatino e del “Giardino della Legalità”, gli Assessori comunali: Marco Vullo, Giovanni Vaccaro, Aurelio Trupia e Roberta Lala nel ringraziare tutti per lo straordinario impegno profuso per questa giornata significativa, prendono un impegno di concerto con il Sindaco Franco Miccichè e con gli agrigentini,l’8 maggio sarà istituzionalizzata come giornata della Legalità.

Gli assessori continuano:

“Oggi con l’aiuto di tutti abbiamo messo la prima pietra al ripristino della Piazzetta e del Giardino della Legalità in ricordo di una figura straordinaria quale quella del giudice Livatino, ma non è che l’inizio di un percorso che è partito e che non si deve fermare.

Prendiamo un impegno con tutti gli agrigentini: l’8 maggio, giorno dell’inaugurazione di questa piazzetta diventerà la Giornata della Legalità.

Questa area deve essere vivacizzata e deve essere un luogo di testimonianza imperitura per i giovani, le scolaresche e per non dimenticare quante vittime innocenti sono cadute per mano della mafia.

Ogni 8 maggio questa piazzetta diventerà il luogo della festa della Legalità e della voglia di crescere nel rispetto delle leggi .

Fontanelle è un quartiere sano e lo sarà ancor di più, perché assieme ai giovani e alle tante testimonianze diventerà un giardino sempre più rigoglioso di idee, iniziative e momenti di confronto e riflessione.

Lo stesso giardino sarà ampliato con un percorso della legalità inserendo altre stele di uomini e donne caduti per mano della mafia.

E un altro obiettivo che realizzeremo è implementare la Piazzetta con dei giochini per i bambini.

Da oggi possiamo dirlo forte: il treno della legalità è aperto a tutti e i passeggeri saranno i primi a sostenerci in un processo di crescita generale che ha come prima tappa Fontanelle e Piazzetta Livatino.

 

 

 

Domenica 9 maggio nella cattedrale di Agrigento si celebrerà la beatificazione giudice del Rosario Livatino, la funzione, su mandato speciale di Papa Francesco, sarà celebrata dal cardinale Semeraro. E’ la prima volta che un giudice assurge alla beatificazione ed è proprio un figlio della nostra terra, un Santo nato nella nostra martoriata provincia, dove soprusi ingiustizie e mafiosi spesso imperversano e la povera gente subisce in silenzio

Rosario Livatino è stato come uno dei tanti giudici che, per compiere il loro dovere, sono stati uccisi per mano della mafia, per portare avanti valori come la legge la giustizia e la trasparenza.

CittadinanzAttiva, si sente molto vicina a questi valori essenziali per ogni uomo, abbiamo bisogno di uomini come lui che lottano ogni giorno per questi ideali, ma abbiamo altresì il bisogno giorno 9 come Associazione di ricordare tutte le vittime della mafia, anche quelle meno note che, in silenzio, hanno combattuto giorno per giorno e che combattono contro la corruttela ed il malaffare e che trovano nelle persone che credono che la giustizia sia la loro giusta sponda.

CittadinanzAttiva, proprio perché insiti al suo interno ha questi valori, parteciperà con una delegazione a questa cerimonia di beatificazione nella Cattedrale di Agrigento, compatibilmente con le giuste restrizioni imposte per il covid, orgogliosi comunque come abitanti di un territorio che ha dato i natali a questo grande e coraggioso servitore dello stato, immolato sull’altare della giustizia.

Domani, nella Basilica Cattedrale di Agrigento, avrà luogo la Santa Messa con il rito di beatificazione del Servo di Dio Rosario Angelo Livatino, presieduta dal cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Lo stesso giorno, per il ciclo “La Grande Storia Anniversari”, in onda alle 8.50 su Rai3, Paolo Mieli introdurrà “Rosario Livatino – Un giudice di frontiera”, con i giornalisti Attilio Bolzoni e Franco Castaldo, memoria storica della mafia agrigentina.
Il 21 settembre 1990 Rosario Livatino, un giovane magistrato di 38 anni in servizio presso il Tribunale di Agrigento, viene barbaramente ucciso mentre si reca al lavoro. E’ l’ottavo giudice a cadere in Sicilia sotto i colpi della malavita organizzata. Livatino ha condotto inchieste importanti sulla mafia agrigentina, impegnandosi senza risparmio, con serietà e rigore morale, in una delle provincie piu’ povere d’Italia, un territorio in cui Cosa Nostra è una presenza antica e pervasiva: una mafia che per anni ha agito indisturbata, grazie al silenzio e alle connivenze di uomini delle istituzioni. La puntata ricostruirà la storia di Rosario Livatino e la guerra di mafia scatenatasi negli anni Ottanta con l’emergere del fenomeno criminale della cosiddetta Stidda, organizzazione contrappostasi a Cosa Nostra in uno scontro che ha causato oltre 200 morti, coinvolgendo i principali centri della provincia agrigentina, da Palma di Montechiaro a Porto Empedocle, fino a Racalmuto, il paese natale di Leonardo Sciascia.
Tre anni dopo, il 9 maggio 1993, è Karol Wojtyla, in visita pastorale nell’agrigentino, a pronunciare parole di fuoco contro la mafia durante la sua omelia nella Valle dei Templi: poche ore prima il pontefice ha incontrato i genitori del giudice assassinato. Poche settimane dopo giunge la risposta di Cosa Nostra, prima con le bombe di Roma alla Basilica di San Giovanni in Laterano e la chiesa di San Giorgio al Velabro, poi con l’omicidio di Padre Pino Puglisi, parroco nel quartiere palermitano di Brancaccio.
(ANSA)

Sono 851 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia, su 25.434 tamponi processati, con una incidenza del 3,3%, in aumento rispetto a ieri. La Regione è sesta per numero di contagi giornalieri.

Le vittime sono state 19 e portano il totale a 5.546. Il numero degli attuali positivi è di 22.630 con decremento di 700 casi. I guariti oggi sono 1.532. Negli ospedali i ricoverati sono 1.135, 28 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 140, due in meno rispetto a ieri.
La distribuzione tra le province vede Palermo con 236 casi, Catania 199, Messina 81, Siracusa 73, Trapani 41, Ragusa 71, Caltanissetta 65, Agrigento 69, Enna 16.

A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Fabio Rubbino, 24 anni, per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Lui si sarebbe scagliato, con calci e pugni, contro un Carabiniere intervenuto a difesa di un medico che avrebbe disposto il ricovero del fratello di Rubbino nel Centro di salute mentale dell’Azienda sanitaria. Il Carabiniere è stato soccorso in ospedale, per trauma cranico-facciale e ferite ad una gamba, con prognosi di 7 giorni.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice monocratico del Tribunale, Iacopo Mazzullo, ha inflitto 6 mesi di reclusione a Salvatore Casalicchio, 31 anni, di Raffadali. L’uomo, difeso dall’avvocato Daniela Posante, avrebbe gestito un giro di scommesse illegali nella sua sala giochi. Casalicchio è stato denunciato a seguito di un controllo indotto da una fonte confidenziale dei Carabinieri. Dall’accertamento è emerso che la piattaforma di scommesse della sala giochi non sarebbe stata riconosciuta dall’amministrazione dei Monopoli di Stato.