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Ieri sera, personale della Polizia di Stato della Sezione Volanti durante un servizio appositamente predisposto  dal Questore di Agrigento Rosa Maria Iraci per fronteggiare l’ emergenza dell’ epidemia COVID-19, ha effettuato un controllo specifico  in alcune vie del centro cittadino, teatro della movida  e ha proceduto alla contestazione  a quattro cittadini italiani e stranieri di infrazioni dell’ ex art. 4, comma 1 del D.L. del 25.03.2020 n.19.

I soggetti multati erano incuranti alle disposizioni vigenti  sui dispositivi di protezione individuali, negli spazi ove è più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura occasionale e non mantenevano  il distanziamento sociale.

Alessandro Sollano e Teresa Nobile consiglieri comunali e candidati con la lista Cambiamo Rotta a sostegno del candidato Sindaco Francesco Miccichè intervengono sull’inizio dell’anno scolastico e sulle problematiche a oggi non risolto dopo il Covid-19 sulla sicurezza e sulla funzionalità delle aule scolastiche e sui turni per i bambini impegnati nel normale svolgimento della didattica.

Domani 24 settembre 2020 si apriranno i cancelli delle scuole primarie e secondarie di I° grado, cancelli che avrebbero dovuto accogliere alunni gioiosi e vogliosi di riprendere le attività scolastiche e rivedere compagni e insegnanti dopo più di 7 mesi.

Le scuole sono pronte ad accoglierli??? Ad oggi nulla è stato fatto, o ben poco, i nostri bambini sono chiamati a fare dei sacrifici e con loro i genitori, molti costretti a non lavorare poiché per far fronte alla mancata organizzazione di chi aveva l’obbligo di provvedere,  ma non ha provveduto in tempi dovuti, adeguando i locali o trovando alternative valide per poter ospitare gli alunni sin dal primo giorno di scuola in tutta serenità.

Non credo non si sapesse che la scuola sarebbe dovuta cominciare a settembre, non credo non ci sia stato il tempo necessario per provvedere, non credo che nei mesi precedenti  non si sia avuto il tempo per organizzarsi, predisporre, chiedere autorizzazioni… da maggio (post apertura) a settembre  si poteva cercare e trovare una soluzione!

Invece nulla… domani gli alunni riprenderanno le attività scolastiche ma dovranno alternarsi, fare dei turni, andare a scuola il pomeriggio subito dopo pranzo, magari stanchi dopo una mattinata a stare in giro con i genitori costretti a loro volta a portarli a lavoro, se sono fortunati, oppure e spero di no perché sarebbe grave, costretti a rinunciare al lavoro per non lasciare i figli da soli.

Perché tutto questo??? Perché non si è trovata una soluzione in tempo? Perché arrivare sempre alla fine???

Capisco che siamo in campagna elettorale e siamo tutti impegnati, ma i BAMBINI prima di tutto!!!

Stiamo lavorando per realizzare una competitiva lista che possa rappresentare in seno al prossimo consiglio comunale di Favara, le esperienze, le competenze e la passione di tanti cittadini che vogliono dare un fattivo contributo e che non si rassegnano all’immobilismo politico.
La lista non deve essere all’insegna di cosa faremo, ma cosa già facciamo ognuno nelle proprie professioni e attività.
Favara ha bisogno di una straordinaria fase di condivisione interessata al risanamento della grave situazione economica finanziaria. Siamo convinti e auspichiamo che tutte le migliori risorse professionali, imprenditoriali del tessuto socio culturale non posso esimersi dal non partecipare ad un necessario processo attivo di miglioramento delle condizioni di vita della collettività.
Favara ha bisogno di un governo politico di emergenza, con il coinvolgimento costruttivo di un ampio raggruppamento di movimenti, partiti e associazioni capaci di dialogare e trovare soluzioni. Non è più il momento dei singoli protagonismi e delle futili guerre intestine tra schieramenti, spesso caratterizzati da sterili scontri e da odio sociale; deve semmai prevalere il senso di responsabilità, il buon senso  e l’abnegazione con lo scopo comune diretto ad affrontare e risolvere i problemi.
Per queste ragioni, il Il Movimento NoiPer ha individuato nelle persone dell’Ins. Mimmo Castronovo e Carmelo Sanfratello, due delegati a rappresentare il movimento in un confronto costruttivo  e di dialogo con le altre forze politiche presenti a Favara.
“Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare. Ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare”.

“Preg.mo Commissario,

preliminarmente ci corre l’obbligo di darLe il benvenuto e augurarLe buon lavoro in considerazione del fatto che gli obiettivi a Lei pervenuti per i prossimi mesi, non sono mai stati raggiunti, da 13 anni a questa parte, dai Sindaci che si sono susseguiti nel governo del servizio idrico integrato.

Or bene, la scrivente Associazione Konsumer Italia, – Associazione di promozione sociale e senza fini di lucro, che ha come scopo la tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti, nonché della salute e dell’ambiente nel senso più ampio del termine, riconosciuta dalla Regione Sicilia quale Ass. Magg. Rappr. con D.P. n. 845 del 04/12/2019, dopo aver letto il decreto del Presidente del Regione Siciliana n. 590/GAB del 09 settembre 2020 che la nomina Commissario con una missione precisa l’unità dell’ambito idrico agrigentino, e considerate le note da noi inviate, negli anni trascorsi, a Codesto Ambito Territoriale Idrico e alle Istituzioni che ci leggono per la dovuta conoscenza della presente sulle criticità sia nel governo che nella gestione del servizio idrico agrigentino, ci corre l’obbligo di porle i seguenti quesiti al fine di averne un’adeguata risposta, anche tramite un confronto de visu, nel rispetto della normativa di prevenzione al Covid-19, oppure, tramite piattaforma on line al link che vorrà inviarci.

  1. Leggendo l’articolo 1 del citato decreto di nomina, nel voler procedere alla “conclusione dell’iter di definizione e alla formalizzazione delle gestioni comunali salvaguardate ex art. 147, comma 2 bis, D.Lgs. n.152/2006” sembrerebbe voler “sanare”, tramite il Suo incarico a carattere regionale, l’operato di Codesto Ambito nel riconoscimento dei requisiti Ex-ART. 147 D.LGS. 152/2006 agli 8 Comuni che ne hanno fatto richiesta. Nel procedimento ora menzionato, la scrivente Associazione ha formulato delle Memorie EX-ART. 10 L. 241/90 che non sono state valutate dall’ATI, che qui alleghiamo (All.1), ma sono state prese informalmente in considerazione solo dal Sindaco di Santo Stefano di Quisquina, Francesco Cacciatore, il quale ha voluto un confronto pacifico e cordiale proprio sul riconoscimento della gestione in house del servizio nel territorio del proprio comune, fornendo alla scrivente anche la copia della relazione tecnica presentata a Codesto Ambito per il riconoscimento in parola per il quale ad oggi non lamentiamo alcunché, contrariamente per i restanti 7 comuni riconosciuti, per i quali le nostre memorie, non avendo potuto valutare altri documenti, restano per noi valide ed efficaci e per le quali il riconoscimento operato risulta palesemente illegittimo, oltre che provocherebbe, e già provoca, un danno economico non indifferente ai Cittadini Consumatori che non risiedono nel territorio dove insistono le sorgenti, i quali sono costretti a pagare una tariffa comprensiva sia dei costi di gestione che di acquisto del prezioso liquido da Enti posti al di fuori dell’Ambito, potendo invece auto-approvvigionarsi, anche per come comunicato dalla Presidente dell’ATI nella Conferenza stampa di Agosto, mancherebbero le reti di collegamento tra le sorgenti e la rete di distribuzione del servizio idrico integrato. Proprio quest’ultimo dato rende ancora più incomprensibile, anche sotto l’aspetto pratico-sostanziale, il riconoscimento operato, in quanto non si comprende come si possa quantificare e distribuire all’Ambito l’acqua in eccesso alla gestione in house ai Comuni ad oggi riconosciuti dall’ATI nelle forme a Lei sicuramente rappresentate e di dubbia prassi amministrativa.
  1. Quello che, ancora, non comprendiamo è come si possa aggiornare il piano d’ambito senza l’effettiva ed immediata cessione delle reti dei 16 comuni non consegnatari (8 dei quali è stata riconosciuta la qualità sopra descritta che oggi va rivalutata) e degli enti gestori quali il VOLTANO S.p.A. e il CONSORZIO TRE SORGENTI. In quanto tale richiesta di cessione ha avuto inizio prima del commissariamento del Gestore del Servizio Idrico Integrato e pertanto attività che va ultimata anche per il tramite dell’attuale gestione. Salvo che a quest’ultima la REGIONE voglia imputare un ECCESSO DI POTERE conferito dalla PREFETTURA, che ci legge, ai propri Commissari, che renderebbe vana ogni azione posta in essere da quest’ultimi. Financo quella perpetrata nell’istallazione dei contatori per gli utenti residenti nei comuni sprovvisti, come quelli di Raffadali e Favara, essendo anche quest’ultima azione inquadrabile come gestione straordinaria, considerato che come non è possibile aumentare la dotazione idrica non è nemmeno possibile completare la stessa rete di distribuzione tramite l’istallazione dei misuratori che avrebbe dovuto essere anch’essa di competenza della costituenda Azienda Speciale Pubblica – Consortile.

Vorremmo continuare ancora su altri aspetti, ma considerato che le questioni ora poste saranno di sicuro oggetto di un confronto tra Ella e le Istituzioni che ci leggono per conoscenza e l’Assessorato competente, al fine di evitare qualsiasi conflitto sia Istituzionale che sociale sul Suo operare, restiamo in attesa di Suo riscontro le ribadiamo che la scrivente Associazione è disponibile per ulteriore confronto sulle tematiche del SII a Lei assegnate per la risoluzione”.

Il coordinatore provinciale avv. Giuseppe Di Miceli.

 

Importante sentenza del Tribunale di Sciacca, che ha dato ragione a Federconsumatori Sicilia e torto a Enel Energia e ha revocato un decreto ingiuntivo da oltre diecimila euro. La vicenda si è svolta nell’arco temporale 2013-2016 ed è iniziata con una richiesta di pagamento pari a 10.502,67 euro da parte di Enel Energia per i presunti consumi non pagati di gas di una utente Sciacca.

L’utente si è immediatamente rivolta a Federconsumatori, poiché riteneva impossibile un consumo così elevato in soli tre anni, per di più in Sicilia. Federconsumatori Sciacca, tramite l’avvocato Luigi Licari, come da prassi ha chiesto ad Enel Energia la conciliazione extragiudiziale, ma l’azienda l’ha rifiutata.

A questo punto si è scelto di andare in giudizio, dove Enel ha fornito risposte soltanto parziali in merito ai conguagli effettuati nel tempo e, soprattutto, sul corretto funzionamento del contatore del gas della signora. Trattandosi di un consumo ingiustificabile, infatti, le ipotesi sul campo secondo Federconsumatori potevano essere solo due: errate letture del contatore, o contatore rotto.

La sentenza n.265/2020 del Tribunale di Sciacca, però, ha dato ragione a Federconsumatori e alla sua assistita: spetta all’azienda, e non all’utente, dimostrare che il contatore funzioni correttamente. Enel Energia non ha fornito alcuna prova del corretto funzionamento del contatore e, per tanto, il Giudice ha annullato il decreto ingiuntivo a carico dell’utente e ha condannato Enel Energia al pagamento delle spese processuali.

L’ottimo risultato conseguito dall’avv. Luigi Licari di Federconsumatori Sciacca – commenta il presidente provinciale dell’associazione, Angelo Pisano – dimostra che Federoconsumatori è sempre pronta a difendere i consumatori, anche in Tribunale, anche in cause che durano tre anni, anche contro i colossi dell’energia“.

Gli fa eco il presidente regionale di Federconsumatori, Alfio La Rosa: “Questa vittoria dimostra quanto è importante la presenza di associazioni di tutela dei diritti dei consumatori, come la nostra, su tutto il territorio siciliano. Purtroppo casi del genere accadono, e di frequente, e quando succedono Federconsumatori c’è“.

Con la legge n°18 del 3 marzo 2009 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 61 del 14 marzo 2009) l’Italia ha ratificato e resa esecutiva la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 13 dicembre 2006 ed entrata in vigore il 3 maggio 2008. Con il medesimo provvedimento (art.3) istituisce l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.

Nel contesto europeo, il diritto all’istruzione è stato sancito per la prima volta dall’articolo 2 del Protocollo addizionale alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 dagli Stati membri del Consiglio d’Europa.   Tale articolo riconosce il diritto all’istruzione come diritto universale e, in particolare, impone agli Stati firmatari di rispettare il diritto dei genitori di assicurare tale educazione e tale insegnamento. La Carta sociale europea, ha  poi ampliato ulteriormente l’ambito di definizione del concetto di diritto all’istruzione.

Con la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea del 7 dicembre 2000, la tutela dei diritti fondamentali è entrata finalmente a far parte del diritto dell’Unione. L’art. 14, in particolare, garantisce universalmente (“a ogni individuo”) il diritto all’istruzione e l’accesso alla formazione professionale continua attraverso la garanzia di un’istruzione obbligatoria.

A seguito del sacrosanto sopracitato “diritto all’istruzione” , la scrivente organizzazione sindacale, denuncia quanto segue.

Da decenni genitori e lavoratori, nelle nostre scuole, si occupano dell’assistenza igienico personale per gli studenti con gravi disabilità. Da marzo sono a casa senza lavoro e senza stipendio. La Regione Sicilia, dopo decenni, volta le spalle a migliaia di ragazzi disabili nelle nostre scuole e decide di non occuparsi più del servizio, cancellando di fatto anche migliaia di posti di lavoro in Sicila. La scuola è iniziata,e  migliaia di ragazzi disabili, non trovano più nelle scuole l’assistenza alla loro condizione di disabilità: uno strappo al diritto allo studio inaccettabile.

Il presidente riconfermato commenta: “Ringrazio tutti i consiglieri in carica per la fiducia data alla mia persona. Sono estremamente contento di continuare a guidare una Associazione come le Acli che nei loro 76 anni di storia hanno offerto alla propria utenza grandi professionisti al servizio dei cittadini.

Dopo la fase di risanamento, stiamo crescendo in tutti i settori. Il prossimo quadriennio ci vedra’ impegnati in una fase di rilancio sia nei nostri servizi tradizionali come:  Patronato, Acli Service, CAA, Acli Terra, Fap, CTA, Giovani delle Acli, Coordinamento donne Acli,  Acli Colf, Unione Sportiva Acli, sia nei nuovi settori del lavoro, sempre aperti a chi ha necessita’ di conoscere nuove opportunità lavorative.

In un momento cosi estremamente difficile specie a causa della pandemia, tutti i nostri circoli con i loro operatori si sono attivati e si attiveranno per venire incontro alle tante richieste di tutti coloro che avranno realmente bisogno d’aiuto.

Siamo orgogliosamente un presidio di legalita’ e di servizi per i cittadini in tutto il territorio della provincia agrigentina”.

Ecco i componenti della presidenza: Luigi Vecchio – Vice presidente Vicario; Roberto Gambina  –   Vice presidente;    Elena butticè – Resp. Amministrazione; Vincenzo Palmeri – Resp. Sviluppo associativo; Chiara Luisa Pillitteri – Resp. Coordinamento donne

                         

                            

                                      

“La nuova composizione del parlamento uscita dal referendum costituzionale impone ora una riflessione seria sulla rappresentanza da dare ai territori e non alle élite di partito. Per questa ragione serve una legge elettorale che si fondi su due criteri essenziali e ineludibili: preferenze se proporzionale o suffragio universale in caso di maggioritario e parità di genere. Quanto alla necessità di dare vita ad un’area di centro, ormai avvertita da più parti, credo sia giunta l’ora di lanciare un’aggregazione nuova ed europeista nella quale l’Udc si colloca certamente avendo come stella polare il Ppe. Il centrodestra può ambire al governo dell’Italia solo se a guidare un’alleanza sarà un grande partito o movimento che sappia intercettare il consenso tra i moderati, gli europeisti, le imprese, le famiglie e le aree del mezzogiorno”.

Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

Salgono nuovamente i contagi in Sicilia. Nelle ultime 24 ore nell’Isola si registrano 108 nuovi casi che portano gli attuali positivi a 2.390. Cinque sono ospiti della Missione speranza e carità fondata a Palermo dal missionario laico Biagio Conte.

Il tutto secondo quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità. A crescere è anche il numero dei guariti, 65 da ieri (3.455 dall’inizio dell’emergenza), mentre le vittime raggiungono quota 300, dopo l’ultimo decesso registrano da ieri.  Dei 2.390 i contagiati attuali, 224 sono ricoverati con sintomi, 15 si trovano in terapia intensiva, 2.151 in isolamento domiciliare. Questa la ripartizione su base provinciale dei nuovi casi: 63 a Palermo, 13 a Catania, 3 a Messina, 12 ciascuno a Enna e a Trapani, 3 ad Agrigento e uno sia a Caltanissetta che a Ragusa.

“Ancora una volta il nostro paese è stato lasciato da solo a fronteggiare un problema molto grande, che ci vede protagonisti a nostra insaputa di fatti per nulla rassicuranti. I proclami, le visite di personaggi importanti del Governo centrale non bastano! Serve risolvere il problema a monte e non certo abbandonare a se stesso un paese di frontiera qual è il nostro.

Siamo e saremo sempre accoglienti come la nostra storia e le nostre tradizioni hanno sempre dimostrato, ma non accettiamo l’abbandono dello Stato e di chi ci governa. Le immagini che stanno facendo il giro dei social non possono passare inosservate, gente che prende di assalto i pullman, che girovagano per il paese, o che camminano per le strade statali per raggiungere la stazione dei treni, sono inaccettabili. Condivido l’appello del Sindaco Carmina, ma bisogna sottolineare che il Capo politico del M5S è stato in paese nel mese scorso e a quanto pare le sue promesse sono state disattese, suggerisco al Sindaco, visto che non è riuscita a mettersi in contatto con la Ministra Lamorgese, di chiamare Crimi o magari Di Maio e spiegare una volta per tutti che Porto Empedocle non è territorio di conquista. Bisognerebbe spiegare che la nostra città esiste anche dopo le campagne elettorali e che il nostro paese non si presterà più a sterili passerelle qualora non si dovessero prendere drastici e definitivi provvedimenti.”

Lo dichiara Il Consigliere Comunale di Porto Empedocle Giuseppe Todaro.